Test rapidi a studenti e docenti. Obbligo o no?

Test rapidi a studenti e docenti. Obbligo o no?

Grande soddisfazione per la numerosa partecipazione della popolazione scolastica, interessata al progetto di screening, voluto dall’Assessorato Regionale alla Salute. L'iniziativa è andata a buon fine. Infatti, oltre agli studenti e a docenti e non, hanno effettuato il test numerosi genitori che accompagnavano i propri figli. Tutte e quattro le postazioni hanno fatto registrare un via vai di macchine che, in fila, hanno raggiunto i drive point. I soggetti in questione erano quasi tutti già muniti di consenso informato e per quelli che non ne erano in possesso, l’Asp ha fornito il modello.

Ragusa, 189 test e 1 positivo. 

Modica, 270 e nessun positivo. 

Comiso, 220 con un 1 positivo. 

Vittoria, 240, con 6 positivi.  

I positivi accertati sono stati sottoposti, nelle medesime postazioni, a tampone molecolare. Gli stessi saranno processati nel laboratorio analisi del “Giovanni Paolo II” di Ragusa. Il successo dell’iniziativa, oltre ogni aspettativa, ha determinato il rinvio per alcune persone invitate a presentarsi tra domani e lunedì. Tutto ha funzionato nel migliore dei modi, ed è stato dimostrato un grande senso di responsabilità da parte del mondo della scuola che ha raccolto l’invito, che è su base volontaria. Un particolare ringraziamento va rivolto ai rappresentanti dei Comuni interessati che hanno garantito collaborazione e sinergia all’Azienda Sanitaria. Domani e lunedì continuerà lo screening, già programmato anche per il prossimo fine settimana. Anche il personale dell’Asp ha dimostrato professionalità e senso del dovere nello svolgere le proprie attività trasmettendo serenità, soprattutto a quelli un po' più impauriti. In questo senso, però, è necessaria una considerazione: lecito che ognuno possa decidere o meno se effettuare il tampone, ma è davvero questo il momento di puntare sul libero arbitrio? Allo stato attuale risulta indispensabile che tutti remino nella stessa direzione. Pertanto è altrettanto legittimo chiedersi se probabilmente non sia necessario rendere obbligatori i test. Da questa condizione si esce tutti insieme, con unità di intenti, senso civico e morale.


RAGUSA - 1607 i positivi, 580 solo a Vittoria

RAGUSA - 1607 i positivi, 580 solo a Vittoria

Sono 1607 i totali positivi in provincia di Ragusa. Di seguito i dati dei contagi in ciascun comune: 60 Acate, 22 Chiaramonte, 158 Comiso, 6 Giarratana, 82 Ispica, 153 Modica, 6 Monterosso, 56 Pozzallo, 345 Ragusa, 16 Santa Croce Camerina, 31 Scicli, 580 Vittoria, 10 provenienti da fuori provincia.


Cda Camemi: dossi artificiali e limite di 30 km/h

Cda Camemi: dossi artificiali e limite di 30 km/h

Istituire il limite massimo di velocità non superiore a 30 Km/h su tutte le strade interne della contrada Camemi. Installare, nei siti della contrada, su tutta la larghezza della carreggiata una serie di dossi artificiali di altezza non superiore a 7 cm. Posizionare la prescritta segnaletica indicante la presenza di dossi artificiali. Questo quanto previsto dall’ordinanza sindacale n. 1942 emanata venerdì 6 novembre. All'interno si fa presente che è necessario integrare la segnaletica preesistente per una regolamentazione più appropriata alla viabilità urbana. Di seguito l'ordinanza sindacale:

OGGETTO:

Posizionamento dossi artificiali e limite massimo di velocità 30 km/h -
Contrada "Camemi"
SETTORE 08 CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE E POLITICHE PER LA SICUREZZA

URBANA

PREMESSO che la sicurezza delle persone, nella circolazione stradale, rientra tra le
finalità primarie di ordine sociale ed economiche perseguite dallo Stato;
CONSIDERATO che è necessario integrare la segnaletica preesistente volta ad una
regolamentazione più appropriata alla viabilità urbana;
CONSIDERATO che a seguito di ripetute segnalazioni di cittadini e a conseguenti
verifiche all’uopo poste in essere dal personale della Polizia Municipale è emersa
l’esigenza di predisporre interventi di moderazione della velocità per i veicoli che circolano
all’interno della contrada “Camemi”, soprattutto considerando la presenza di utenza debole
“bambini e anziani” che, durante la giornata, stazionano abitualmente sulle strade,
peraltro, prive di marciapiede;
VISTO l’art. 179 c.5 del Regolamento di esecuzione del nuovo Codice della Strada (D.P.R.
495/1992), il quale stabilisce che “i dossi artificiali possono essere posti in opera solo su
strade residenziali, nei parchi pubblici e privati, nei residence, ecc....”; possono essere
installati in serie e devono essere presegnalati e ne è vietato l’impiego sulle strade che
costituiscono itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di
soccorso o di pronto intervento;
VISTO il c.9 del sopracitato art. 179 il quale stabilisce che i dispositivi rallentatori di
velocità devono essere “posti in opera previa ordinanza dell’Ente proprietario della strada
che determina il tipo e l’ubicazione”;
VALUTATO, inoltre, che tale contrada e le vie all’interno della stessa non risultano essere
itinerari preferenziali dei veicoli normalmente impiegati per servizi di soccorso o di pronto
intervento, salvo per casi eccezionali;

RITENUTO, pertanto, per i motivi sopra citati e nelle strade di cui in oggetto, necessario
procedere all’installazione di dispositivi rallentatori del tipo “dossi artificiali” e istituire il
limite di velocità di 30 Km/h, al fine di limitare la velocità dei veicoli in transito che creano
un pericolo per l’incolumità pubblica e soprattutto per la presenza di bambini che
stazionano sulle strade della contrada;
RITENUTO, infine, che il presente provvedimento risulta rispettare le motivazioni di cui in
premessa e migliorativo per le esigenze delle zone in questione, tutelando la sicurezza
delle persone e delle cose nell’interesse generale della circolazione;
VISTO il Decreto Legislativo del 30 aprile 1992 n.285 e ss.mm.ii.;
VISTO il D.P.R. 16 dicembre 1992 nr. 495 e ss. mm. ii.;
VISTO il Decreto Legislativo del 18 agosto 2000 n. 267 e ss.mm.ii.;

ORDINA

I seguenti provvedimenti:
 l’istituzione del limite massimo di velocità non superiore a 30 Km/h su tutte le
strade interne della contrada “Camemi”;
 l’installazione su tutta la larghezza della carreggiata di una serie di “dossi
artificiali”, aventi altezza non superiore a cm 7 (fig. II 474 Art. 179 del
Regolamento di Esecuzione del Codice della Strada) nei siti di contrada
“Camemi” individuati sull’allegato “A”, che fa parte integrante del presente
provvedimento;
 il posizionamento della prescritta segnaletica indicante la presenza di “dossi
artificiali” fig.II 2 Art. 85 del Regolamento di Esecuzione del Codice della
Strada;

DISPONE

In caso di violazione del divieto indicato nella presente ordinanza verranno applicate le
sanzioni previste dal vigente Codice della Strada;
Che il personale preposto ai servizi di Polizia stradale, di cui all’art.12 del vigente Codice
della Strada, faccia osservare la presente ordinanza.
Che il Comando di P.L. disporrà, di concerto con l’UTC del Comune di Ragusa, la posa in
opera della necessaria e prescritta segnaletica.
A norma dell’art.3, 4° comma, della legge 7 agosto 1990, nr.241 e ss. mm. ii. si avverte
che avverso la presente ordinanza. In applicazione della legge 6 dicembre 1971, n.1034,
chiunque ne abbia interesse potrà ricorrere per incompetenza, eccesso di potere o
violazione di legge, al TAR Sicilia – sez. Catania e/o al Presidente della Regione Siciliana
(con le modalità previste dalla normativa vigente in materia).
Di pubblicare il presente atto sul sito internet dell’Ente, nonché all’albo informatico
dell’Ente. 

Copia della presente ordinanza viene trasmessa a:
1. U.T.G. – Prefettura di Ragusa;
2. Questura di Ragusa;
3. Comando Provinciale Carabinieri;
4. Comando Provinciale Guardia di Finanza;
5. Comando Provinciale Vigili del Fuoco;
6. Corpo Forestale;
7. Comando Polizia Provinciale;
8. Comando Polizia Locale di Ragusa
9. ASP – servizio 118


Dal 7 novembre test rapidi a studenti e docenti

Dal 7 novembre test rapidi a studenti e docenti

A partire da sabato 7 novembre, come previsto dalla circolare diramata dall’Assessorato Regionale della Salute, l’Asp di Ragusa, con la collaborazione dei sindaci di Ragusa, Comiso e Modica,  la Commissione straordinaria di   Vittoria e i dirigenti scolastici, ha messo in moto la macchina organizzativa per effettuare lo screening per i test rapidi – rinofaringeo – a studenti, docenti e personale delle scuole medie superiori.   Si tratta di una sperimentazione della durata di tre giorni: sabato, domenica e lunedì dalle ore 9.00 alle 13.00 in quattro diverse postazioni. Lì avverrà il tracciamento della popolazione scolastica per trovare gli asintomatici positivi.

In accordo con i sindaci e la Commissione straordinaria di Vittoria, sono state individuati i punti per lo svolgimento dei test, che avverranno su base volontaria.

  • Ragusa, ex ospedale Civile, ingresso da via Ing. Migliorisi
  • Modica, piazzale Fabrizio
  • Comiso, ospedale “Regina Margherita”
  • Vittoria, cittadella fieristica – ex Emaia.

    Gli interessati dovranno arrivare in macchina o a bordo di ciclomotore, muniti del modulo per il consenso. In caso di esito positivo il soggetto verrà sottoposto, immediatamente, a tampone molecolare. Gli asintomatici sono i soggetti che non hanno alcun sintomo e, circolando, possono contagiare altre persone. Da qui la necessità di effettuare i test rapidi per cercare di tracciare eventuali positivi e porli in isolamento domiciliare insieme ai cosiddetti contatti stretti.


Neonato abbandonato in un bidone della spazzatura

Neonato abbandonato in un bidone della spazzatura

Ragusa - Un neonato con ancora il cordone ombelicale attaccato è stato trovato da un passante nel bidone della raccolta indifferenziata in via Saragat. Il piccolo è in buone condizioni ed è ricoverato in Terapia Intensiva a scopo precauzionale. L'uomo, durante una passeggiata, ha sentito dei lamenti provenire dal mastello dell'indifferenziata e ha subito pensato a un animale. Avvicinatosi al bidone, però, ha visto che si trattava di un neonato. Il bambino, ancora sporco di sangue e con il cordone ombelicale attaccato, era avvolto in una coperta all'interno di un sacchetto. Prontamente sono state contattate le forze dell'ordine che hanno portato il neonato all'ospedale Giovanni Paolo II. I sanitari lo hanno visitato e, per precauzione, lo hanno ricoverato in Terapia intensiva neonatale. Le sue condizioni non destano preoccupazioni. Sul caso indaga la polizia che sta lavorando per risalire all'identità della madre. 


Blitz della GdF - Smantellata rete di spaccio

Blitz della GdF - Smantellata rete di spaccio

Dalle prime ore della mattina di giovedì 5 novembre, i militari del Comando Provinciale di Ragusa stanno dando esecuzione a un’ordinanza applicativa di misura cautelare, emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa nei confronti di 5 soggetti, tutti cittadini italiani, ritenuti responsabili di aver alimentato una rete di spaccio nell’area del vittoriese. Contestualmente sono in corso 12 perquisizioni domiciliari in diverse località delle provincie di Ragusa, Napoli e Salerno, nei confronti dei soggetti indagati e di alcuni acquirenti abituali. Nel corso delle indagini, condotte dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria di Ragusa, durate circa 8 mesi, sono stati posti sotto sequestro in flagranza di reato, in diversi interventi, oltre 105 Kg di marijuana e 15 Kg di hashish. Tra gli episodi oggetto di investigazione emerge un tentativo di rifornimento della sostanza stupefacente, grazie a collegamenti con organizzazioni campane gravitanti sul mercato ortofrutticolo di Pagani (SA), bloccato con il sequestro del carico illecito all’atto dello sbarco del mezzo utilizzato al Porto di Messina. Complessivamente sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria 18 persone ritenute a vario titolo coinvolte nell’attività di spaccio. Nella mattinata di giovedì, alle ore 12:00, presso la Sala Polifunzionale del Comando Provinciale di Ragusa in Piazza Libertà n. 6, si è tenuta una conferenza stampa per illustrare i dettagli dell’operazione, alla presenza del Procuratore della Repubblica, Dott. Fabio D’Anna e del Sost. Proc., Dott. Santo Fornasier.


DPCM - Bar chiusi: Sicilia zona arancione

DPCM - Bar chiusi: Sicilia zona arancione

Il premier Giuseppe Conte ha diramato il nuovo Dpcm. Sarà in vigore a partire da venerdì 6 novembre. La Sicilia è stata inserita tra le zone arancioni dall'ordinanza firmata dal ministro della Sanità Roberto Speranza. Lo ha annunciato questa sera il presidente del consiglio in conferenza stampa. Nell'area arancione, con criticità medio alta, c'è anche la Puglia. Le misure dureranno fino al 3 dicembre, anche se Conte ha specificato che il quadro epidemiologico sarà valutato nel frattempo.

"Restano comunque aperti - chiarisce il Dpcm - gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Vietato circolare dalle ore 22 alle 5 del mattino, salvo comprovati motivi di lavoro, necessità e salute. Vietati gli spostamenti in entrata e in uscita da una Regione all'altra e da un Comune all'altro salvo comprovati motivi di lavoro, studio, salute e necessità. Raccomandazione di evitare spostamenti non necessari nel corso della giornata all'interno del proprio Comune. Chiusure di musei e mostre. Disposta la didattica a distanza per le scuole superiori, fatta eccezione per gli studenti con disabilità e in caso di uso di laboratori. Didattica in presenza per scuole dell'infanzia, scuole elementari e medie. Alle elementari e alle medie è prevista l’attività in presenza con mascherina. Chiuse le università, salvo alcune attività per le matricole e per i laboratori. Riduzione fino al 50% per il trasporto pubblico, ad eccezione dei mezzi di trasporto scolastico. Sospensione di attività di sale giochi, sale scommesse, bingo e slot machine anche nei bar e tabaccherie.


A Ragusa 33 nuovi posti letto in terapia intensiva

A Ragusa 33 nuovi posti letto in terapia intensiva

Sono complessivamente circa 3.600 i posti letto destinati alle cure del Covid in Sicilia, previsti nell’incremento dell’assistenza sviluppato dall’assessorato regionale alla Salute e condiviso con il Comitato tecnico scientifico. I posti, individuati in strutture pubbliche e private di tutto il territorio siciliano, comprendono terapie intensive, degenze ordinarie e ricoveri in strutture dedicate alle cure in bassa complessità.

Sono previsti due scaglioni temporali, 15 novembre e 30 novembre, entro i quali saranno approntati i posti letto da parte delle aziende del sistema sanitario regionale. In particolare le terapie intensive raggiungeranno, all’ultima scadenza, 416 posti dedicati esclusivamente al Covid. A questi potranno aggiungersi posti di terapia sub-intensiva convertibili a seconda delle eventuali necessità. Le degenze ordinarie raggiungeranno 2.384 ricoveri dedicati, mentre saranno 812 i posti letto a disposizione nelle strutture a bassa complessità.

Questa la distribuzione dei 427 posti di terapia intensiva: Agrigento, 30; Caltanissetta, 36; Catania, 105; Enna, 22; Messina, 39; Palermo, 107; Ragusa, 33; Siracusa, 26, Trapani, 28. I posti per ricoveri ordinari saranno distribuiti così: Agrigento, 160; Caltanissetta, 140; Catania, 595; Enna, 140; Messina, 236; Palermo, 671; Ragusa, 152; Siracusa, 170, Trapani, 120. Per le cure a bassa complessità è stata prevista, infine, questa dislocazione: Agrigento, 98; Caltanissetta, 50; Catania, 120; Enna, 30; Messina, 110; Palermo, 280; Ragusa, 32; Siracusa, 50; Trapani, 42.


Coprifuoco alle 22 - La bozza del nuovo Dpcm

Coprifuoco alle 22 - La bozza del nuovo Dpcm

In arrivo, nelle prossime ore, il nuovo Dpcm. Come di consueto, ha iniziato a circolare la bozza del testo del nuovo decreto annunciato dal Premier Giuseppe Conte. Il nuovo decreto del presidente del consiglio dei ministri, che dovrebbe essere valido fino al 3 dicembre, si prepara a scuotere nuovamente lo scenario socio-economico italiano, alla luce del costante e progressivo aumento dei contagi (28.244 i nuovi casi Covid e 353 decessi). Lombardia prima per contagi, seguita da Campania, Toscana e Piemonte. Stando a quanto contenuto nel testo del nuovo Dpcm, previsto il coprifuoco alle 22 su scala nazionale e l’imposizione di mini-lockdown da 15 giorni all’interno delle zone rosse. La firma che renderà ufficiali le misure restrittive è attesa nella serata di oggi, martedì 3 novembre. Allo stato attuale, non ci sono però notizie che confermino una conferenza stampa del premier nelle prossime ore.

Le norme valide in tutta Italia

Tra le norme di livello nazionale ci sono:
- limitazione della circolazione delle persone — il cosiddetto «coprifuoco»— alle 22 , come risultato del braccio di ferro tra chi non lo voleva affatto (Conte e Renzi) e chi voleva fermare tutto già alle otto di sera (Franceschini, Boccia e Speranza);
- ritorno dell’autocertificazione: per uscire di casa dopo le dieci di sera occorrerà provare di doverlo fare per ragioni di lavoro necessità e salute
- chiusura dei musei e delle mostre;
- didattica a distanza al 100% per le scuole superiori, salvo attività laboratori in presenza; per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia attività in presenza ma con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni);
- nelle giornate festive e prefestive chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole;
- coefficiente di riempimento massimo del 50 per cento sui mezzi pubblici del trasporto locale e del trasporto ferroviario regionale;
- chisura di bar e ristoranti alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica);
- sospensione dello svolgimento delle prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all’esercizio delle professioni«a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica»;
- chiusura dei corner scommesse e giochi nei bar e nelle tabaccherie;
- resta come sempre fortemente raccomandato a tutti, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio o per motivi di salute.

Che cosa succede nelle Regioni?

Il decreto affida al ministro della Salute, Roberto Speranza, la responsabilità di stabilire «ulteriori misure di contenimento del contagio» nelle aree dove il contagio è più alto e le strutture sanitarie sono in sofferenza, sulla base di un documento scientifico condiviso con la Conferenza delle Regioni. Si intitola «Prevenzione e risposta Covid-19, evoluzione della strategia per il periodo autunno inverno» e prevede diversi scenari, in base a una serie di criteri (21) che sono vagliati dal ministero della Salute .

Nelle Regioni che si collocano in uno scenario intermedio (lo chiameremo «arancione», ma nel documento si usa la dicitura «livello 3») accadrà questo:

— sarà vietato ogni spostamento, in entrata e in uscita, dalla Regione (salvo che per comprovate esigenze di lavoro, salute e urgenza). Saranno consentiti gli spostamenti strettamente necessari ad assicurare lo svolgimento della didattica in presenza nei limiti n cui la stessa è consentita, e sarà consentito il rientro nel proprio domicilio o nella propria residenza;
— sarà vietato ogni spostamento in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili nel proprio comune
— saranno sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio;

Nelle Regioni che si collocano in uno scenario di massima gravità e con livello di rischio alto (lo chiameremo «rosso», ma nel documento si usa la dicitura «livello 4») accadrà questo:
- vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dalla Regione e anche all’interno del territorio stesso (sempre salvo necessità e urgenza).
- chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari;
- chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto
- sospese le attività sportive, anche svolte nei centri sportivi all’aperto
- è consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate) in prossimità della propria abitazione, nel rispetto della distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina; è altresì consentito lo svolgimento di attività sportiva esclusivamente all’aperto ed in forma individuale
- attività scolastica in presenza per scuola dell’infanzia, elementare e prima media
- sospese attività di parrucchieri, barbieri, estetisti.

I provvedimenti saranno valutati su base settimanale, e avranno la durata minima di 15 giorni: se una Regione entra in zona «rossa», vi rimarrà per due settimane almeno.

Attenzione: il meccanismo è «semiautomatico», nel senso che ogni Regione si collocherà in uno scenario («arancione» o «rosso») in base a criteri oggettivi. Ma fondamentale sarà il ruolo del ministro della Salute, che potrà adottare ordinanze d’intesa con il presidente della Regione per prevedere «l’esenzione dell’applicazione di una o più misure» restrittive, anche in «specifiche parti del territorio regionale».

Le Regioni che, ad oggi, sarebbero a rischio lockdown sono Lombardia, Piemonte, Alto Adige, Valle d’Aosta e Calabria

Il testo del decreto riportato di seguito è la versione su cui è stata trovata un’intesa in occasione del vertice Stato-Regioni.

La scuola?

Cosa cambia per le scuole?
Se la propria Regione non è «zona rossa», la disciplina prevede questo:
- didattica a distanza al 100% per le scuole superiori
- didattica in presenza per le scuole elementari e medie e per i servizi all’infanzia, con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni).

Se la propria Regione è «zona rossa»
- didattica a distanza per le scuole superiori e per le classi seconda e terza media;
- didattica in presenza per le scuole elementari, per la classe prima media e per i servizi all’infanzia, con uso obbligatorio delle mascherine (salvo che per i bimbi al di sotto dei 6 anni).

- I corsi di formazione pubblici e privati possono svolgersi solo con modalità a distanza.

Cosa succede per negozi, bar, pub e ristoranti?

Cosa cambia per i negozi?
Se la propria Regione non è «zona arancione» o «rossa», la disciplina prevede questo:
- nelle giornate festive e prefestive, sono chiuse le medie e grandi strutture di vendita, ad eccezione delle farmacie, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole. I bar, i pub, i ristoranti, devono chiudere alle 18 (ma con la possibilità di restare aperti per il pranzo della domenica), con il consumo al tavolo consentito per un massimo di quattro persone per tavolo, salvo che siano tutti conviventi. Resta consentita senza limiti di orario la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive limitatamente ai propri clienti.

Se la propria Regione è «zona arancione», nulla cambia per i negozi, ma la norma cambia per le attività di ristorazione:
- saranno sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering. Resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio.

Se la propria Regione è «zona rossa», la norma si fa ancora più severa, per tutti:
- chiusi i negozi al dettaglio, tranne alimentari, farmacie, edicole; chiusi i mercati di generi non alimentari;
- chiusa l’attività di bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie: resta consentita la sola ristorazione con consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22,00 la ristorazione con asporto.

Cosa cambia per i trasporti?

Per quanto riguarda i trasporti a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale e, del trasporto ferroviario regionale è consentito un coefficiente di riempimento non superiore al 50 per cento

Nelle zone rosse si può uscire di casa per fare una passeggiata, o una corsa?

Sì, anche se la propria Regione entra tra le zone rosse, sarà consentito svolgere individualmente attività motoria (passeggiate): ma in prossimità della propria abitazione, e sempre rispettando la distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con obbligo di mascherina.
Sarà possibile anche svolgere attività sportiva all’aperto, ma in forma individuale.


Musumeci: "Misure omogenee tra regioni, ma..."

Musumeci: "Misure omogenee tra regioni, ma..."

Ondata di casi positivi al Covid in Sicilia. Nelle prossime ore il nuovo Dpcm diramato da Palazzo Chigi prevederà nuove disposizioni all'insegna di ulteriori restrizioni. Tra queste, il coprifuoco a livello nazionale alle 20/21. A questo proposito, nella serata di lunedì 2 novembre, è intervenuto il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci: "Ancora una volta il richiamo dello stato costituisce l'unica voce da seguire per superare steccati geografici e ideologici. Il confronto di oggi con il governo nazionale conferma la necessità di mantenere saldo il principio della leale collaborazione tra tutti i soggetti istituzionali coinvolti nella gestione della crisi".
Lo dice il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci. "In particolare  - prosegue - abbiamo ribadito l'opportunità di poter valutare preventivamente il testo del nuovo Dpcm per comprendere meglio quali oneri verranno posti a carico delle Regioni. Siamo in linea con il criterio generale che vede l’adozione di misure omogenee per  l'intero territorio nazionale, ma occorre comprendere da subito come aggiornare e rendere più evidenti i parametri per le chiusure localizzate e i margini di manovra che eventualmente verranno assegnati alle Regioni. Su questo la Sicilia ha fornito il proprio contributo di idee che mi auguro possa essere valutato positivamente. Se infatti spetterà alla Regione adottare misure contenitive, sarà fondamentale costruire un filtro di condivisione dei livelli di emergenza con i ministri della Salute, dell'Economia e dell’Interno per avere precise garanzie a sostegno dei territori in lockdown.
Dobbiamo stare tutti dalla stessa parte per vincere la partita più difficile che la storia recente ha assegnato alla classe dirigente della Nazione".