Entrerà in vigore il 15 ottobre
Entrerà in vigore il 15 ottobre
Senza sottopasso non va bene
Senza sottopasso non va bene
E stata presentata un’interrogazione formale rivolta al sindaco e agli assessori comunali competenti per fare luce sullo stato di avanzamento del progetto del sottopasso ferroviario che dovrebbe collegare il nuovo terminal dei bus, inaugurato lo scorso luglio nell’area dell’ex Scalo Merci, con la stazione ferroviaria di Ragusa. A distanza di due mesi, infatti, dall’inaugurazione del terminal, non risultano ancora disponibili informazioni precise circa l’avvio del cantiere, i dettagli progettuali, le risorse stanziate e la definizione di accordi con Rfi. “Il sottopasso non è un’opera accessoria, ma un’infrastruttura fondamentale per garantire la piena funzionalità del nuovo terminal e per offrire agli utenti un servizio di trasporto pubblico moderno ed efficiente”, Nello specifico, l’interrogazione chiede chiarimenti su: lo stato dell’iter progettuale del sottopasso e l’eventuale acquisizione dei nulla osta da parte degli enti competenti; i tempi previsti per l’avvio e il completamento dei lavori; le risorse finanziarie già stanziate per l’opera e la loro provenienza (fondi comunali, regionali, statali o di Rfi); accordi, convenzioni o protocolli d’intesa già sottoscritti con Rfi per la realizzazione e la gestione futura del sottopasso; modalità e strumenti con cui l’Amministrazione intende fornire un cronoprogramma ufficiale alla cittadinanza. “Non possiamo permetterci che un progetto così rilevante per la mobilità cittadina resti sospeso nell’incertezza”, ha detto il consigliere Caruso firmataria dell'interrogazione “Chiediamo trasparenza, una comunicazione chiara e un impegno concreto da parte dell’Amministrazione
Tassa automobilistica senza sanzioni o more
Tassa automobilistica senza sanzioni o more
E’ stato approvato in Commissione Bilancio un emendamento circa le disposizioni in materia di
tassa automobilistica che consentirà agli automobilisti siciliani di mettersi in regola con il
pagamento delle tasse scadute al 31 dicembre 2024 senza incorrere in sanzioni e more. Per accedere
a questa agevolazione basterà saldare il debito entro il 31 dicembre 2025. Questo importantissimo
emendamento è stato proposto dal Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, On.Ignazio
Abbate, al Governo Regionale che lo ha fatto suo sottoponendolo oggi all’attenzione della
Commissione Bilancio. L’emendamento passerà adesso in Aula per la sua definitiva approvazione.
Soddisfatto l’On.Abbate così commenta: “Abbiamo pensato a questa ulteriore proroga a seguito dei
positivi riscontri avuti a partire dalla Legge Regionale 16 del 2022 che, onde limitare contenziosi e
favorire la riscossione spontanea a discapito di quella coattiva, aveva stabilito di eliminare sanzioni
e interessi per tutte le tasse automobilistiche dal primo gennaio 2016 al 31 dicembre 2021. In
seguito abbiamo prolungato tale termine fino ad arrivare alla proposta odierna che consentirà di
mettersi in regola anche per tasse scadute lo scorso mese di dicembre 2024. I cittadini stanno
rispondendo molto positivamente a questa possibilità aderendo in massa e portando un forte introito
per le casse regionali per cui abbiamo inteso estendere ancora di un anno il periodo “condonabile”.
E’ un’agevolazione di grande importanza sia per i privati cittadini che per quelle ditte che
dispongono di diversi mezzi pesanti le cui tasse, comprese di sanzioni, ammonterebbero a svariate
decine di migliaia di euro”.
Fenomeno che mina la serenità dei cittadini e la fiducia nelle istituzioni
Fenomeno che mina la serenità dei cittadini e la fiducia nelle istituzioni
Nino Minardo, deputato di Forza Italia e Presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati ha oggi dichiarato .“L’escalation di episodi criminali che nelle ultime settimane ha colpito diversi comuni degli Iblei — da Modica a Scicli, fino al sequestro di Vittoria che ha scosso l’opinione pubblica — non può essere liquidata come una serie di fatti isolati. È un fenomeno che mina la serenità dei cittadini e la fiducia nelle istituzioni e che richiede una risposta di livello strategico’
“C’è uno straordinario lavoro che quotidianamente portano avanti tutte le donne e gli uomini delle Forze dell’Ordine - continua Minardo - un impegno che va riconosciuto e sostenuto. Ma questo sforzo, pur encomiabile, deve essere meglio supportato e rafforzato da una strategia condivisa che coinvolga Comuni, istituzioni, categorie produttive e società civile».
Per il Presidente della Commissione Difesa di Montecitorio “la scelta è tra lasciare che la paura si diffonda nelle nostre piazze e nelle nostre strade oppure far percepire ai cittadini che le istituzioni ci sono e si mettono in rete per attività di prevenzione, contrasto e repressione di ogni fenomeno criminale e di illegalità. Ecco perché serve un segnale forte: un coordinamento permanente e operativo tra i territori, con i Comuni in prima linea, e le Forze dell’Ordine, sotto l’impulso del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica”.
“È chiaro - dice ancora Minardo - che ci vogliono degli strumenti ben precisi per intervenire in maniera decisa: l’aumento degli organici delle Forze dell’Ordine in provincia, per garantire un presidio più efficace e costante; una rimodulazione dell’impiego dei militari dell’operazione Strade Sicure, articolando l’attività tra presidi fissi e pattugliamenti dinamici, così da rafforzare la percezione di sicurezza e coprire meglio le aree più esposte; e un piano di potenziamento della videosorveglianza urbana, con sistemi integrati e accessibili alle Forze dell’Ordine, per rendere più incisiva l’attività di prevenzione e di contrasto alla microcriminalità”.
Il Presidente della Commissione Difesa annuncia inoltre la sua intenzione di attivare un confronto con i ministri Piantedosi e Crosetto per avviare una riflessione su come adattare gli strumenti disponibili alle esigenze specifiche del territorio ibleo.
“La sicurezza — conclude Minardo — non è soltanto repressione: è anche prevenzione, urbanistica sicura, sostegno agli esercenti, educazione alla legalità nelle scuole e un dialogo costante con i cittadini. Solo una strategia comune, che coinvolga tutti, può restituire fiducia e serenità alle comunità degli Iblei”.
Rivolta nella casa circondariale di Ragusa. Personale allo stremo
Rivolta nella casa circondariale di Ragusa. Personale allo stremo
I nuovi disordini sono scoppiati poco dopo l’una della scorsa notte. Un detenuto ha chiesto e ottenuto di essere visitato dal medico di guardia. Non contento della diagnosi ricevuta ha chiesto di essere trasferito in ospedale. Dopo il diniego del medico ha iniziato a protestare facendo intervenire gli altri detenuti del piano.
Almeno una quarantina tra di loro hanno iniziato a lanciare oggetti, indumenti incendiati e bombolette di gas.
Ci sono volute alcune ore per riportare la calma all’interno della struttura e far rientrare i detenuti nelle loro celle.
Per sedare la protesta è stato necessario richiamare il personale libero dal servizio in quel momento.
Il Personale di Polizia Penitenziaria in servizio presso la struttura di Ragusa, così come denunciato dalla segreteria della FNS Ragusa Siracusa, è allo stremo. Dopo l’intervento di tutta la notte parecchi hanno ripreso servizio nel primo turno
mattutino, circa 30 unità hanno risposto alla chiamata di emergenza da parte di chi era in servizio quella notte.
“Amareggiati da come l’Amministrazione periferica e centrale non prende seri provvedimenti per poter fare svolgere al meglio il servizio di tutto il personale Civile e di Polizia Penitenziaria – afferma la FNS Cisl - Nello specifico la struttura storica di Ragusa, costruita nel 1926 e in funzione già dal 1935, oggi è definita come istituto di 3° livello, così da fare contenere 210 detenuti a fronte dei 170 previsti. Sono presenti circa 14 detenuti con problemi Psichiatrici, che non possono essere adeguatamente curati nella struttura a causa del saltuario
servizio di psichiatria che avviene dall’esterno una volta a settimana”.
A Ragusa sono presenti reclusi allontanati da altre strutture perché ritenuti facinorosi (circa 50), che giornalmente – come altre volte denunciato - con minacce e atti creano scompiglio tra i compagni e gli operatori di servizio.
La forza amministrata di Polizia penitenziaria è di 68 unità a fronte dei 95 previsti, a seguito delle ultime assegnazioni di personale. L’Amministrazione Centrale (il DAP) invierà a fine ottobre 7 unità per sopperire le esigenze dell’Istituto, quest’ultimi non rappresenteranno un incremento ma andranno a rimpiazzare le unità poste in congedo nell’ultimo anno o in procinto della
meritata pensione (6 uomini e una donna). Il Personale di Polizia Penitenziaria, aspetta il pagamento del FESI da circa 5
mesi, non si ha la certezza dello stesso se non prima di novembre. Situazione resa ancora più pesante dall’impossibilità di poter fruire del Congedo Ordinario accumulato negli anni a causa della continua carenza del personale e dalla mancata garanzia del servizio programmato, perché giornalmente il personale viene chiamato per poter garantire il turno di servizio, con prestazione di lavoro straordinario dalle 8 ore (minimo) alle 10 (non previste dall’Accordo quadro).
“Si chiede di prendere Atto di quanto da anni viene denunciato da parte di questa OO.SS, insieme ad altre. - conclude la segreteria della FNS Ragusa Siracusa - Denunciamo che ciò che è avvenuto questa notte si può verificare con più frequenza a causa dei soggetti specializzati in queste proteste. Per questo chiediamo all’ufficio assegnazioni di non dimenticare le condizioni strutturali
della Casa circondariale e le carenze di personale. Come già preventivato nella riunione del 24 settembre scorso dichiariamo lo stato di agitazione ed altre forme di protesta necessarie per potere avere più attenzione sulla struttura di Ragusa”.
Se Cassì non comprende nemmeno questo......
Se Cassì non comprende nemmeno questo......
La deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, in una nota che fa riferimento al partenariato al Castello di Donnafugata, afferma che l’amministrazione comunale, “ha forzato lo strumento PSPP fino a farlo diventare un canale improprio di esternalizzazione, quasi una privatizzazione mascherata della gestione del Castello. Quell'amministrazione, infatti, nell’agosto 2024, ha deciso di applicare in maniera ampia e sproporzionata lo strumento del PSPP (Partenariato Speciale Pubblico-Privato) per il Castello di Donnafugata. Una scelta che si è rivelata discutibile e, alla luce delle più recenti linee guida ministeriali, addirittura inopportuna. Il ministero, tra l’altro dello stesso colore politico dell’Amministrazione ragusana, ha difatti chiarito che il PSPP può e deve essere utilizzato per attività di valorizzazione, per interventi che ampliano l’offerta culturale, migliorano i servizi ai visitatori, creano nuove opportunità di fruizione. Non invece per la gestione ordinaria ed essenziale del bene, che resta responsabilità pubblica e che, qualora si intenda affidarla a terzi, deve avvenire attraverso procedure distinte e più rigorose, come appalti specifici e separati per servizi quali biglietteria, vigilanza, monitoraggio e pulizia”.
Secondo l'on Campo l’amministrazione comunale, “ha, invece, forzato lo strumento PSPP fino a farlo diventare un canale improprio di esternalizzazione, quasi una privatizzazione mascherata della gestione del Castello. In questo modo ha di fatto scelto di sgravarsi da un bene simbolo della città senza le necessarie cautele giuridiche e culturali. E oggi ci troviamo di fronte a una contraddizione evidente: da un lato il progetto già presentato dalle ditte Logos e Civita, dall’altro la cornice ministeriale che nega l’impostazione alla base stessa di quel progetto. La conseguenza è che l’amministrazione si è impantanata in una fase di negoziazione illogica: per rispettare le linee guida dovrebbe riscrivere quasi da zero l’impianto proposto, svuotando di senso l’iter fin qui seguito. In considerazione di questa situazione che si è venuta a determinare, la scelta più ragionevole sarebbe azzerare la procedura.
E' vero che il Comune ne ha piena facoltà, dice Stefania Campo, e il Consiglio comunale non si è ancora espresso, poiché la questione non è mai approdata in aula. Per questo un nuovo iter consentirebbe un coinvolgimento più ampio di enti, associazioni, istituzioni culturali e professionisti, garantendo un percorso partecipato e tempi distesi, con una gestione più rispettosa dei servizi fondamentali che andrebbero comunque affidati tramite procedure autonome e dedicate.
Per concludere, ed è cosa molto importante, c’è un profilo politico da non trascurare: l’amministrazione Cassì, giunta ormai alla fine del secondo mandato e con lo stesso sindaco potenzialmente candidato alle prossime elezioni regionali, rischia di imporre oggi una scelta che vincolerebbe le future amministrazioni per dieci anni o più. Una decisione che, presa a pochi mesi dalle dimissioni, avrebbe l’effetto di sottrarre alla democrazia locale la possibilità di ridefinire in modo trasparente e condiviso la gestione del Castello di Donnafugata. I servizi attualmente garantiti dagli Uffici stessi, con serietà e dignità, rischiano così di essere esternalizzati in blocco, senza una visione di lungo periodo né un reale confronto cittadino. Per questo motivo l’azzeramento della procedura non è solo una soluzione tecnica, ma anche un atto di responsabilità e correttezza politica verso la città e verso il patrimonio culturale che il Castello rappresenta. Se Cassì non comprende nemmeno questo, vuol dire che non è interessato ai fondamentali della democrazia e del confronto anche istituzionale”.
Viva la dieta mediterranea
Viva la dieta mediterranea
Una dieta mediterranea a base di alimenti biologici può modificare in modo significativo la composizione del microbiota intestinale in appena quattro settimane, con effetti benefici su infiammazione, immunità e metabolismo. È quanto emerge da uno studio condotto dall’Università di Roma Tor Vergata e pubblicato sulla rivista Microorganisms. La ricerca dimostra che, a parità di calorie e nutrienti, la qualità degli alimenti incide profondamente sulla salute, con il biologico che amplifica gli effetti positivi della dieta mediterranea tradizionale. Bastano quattro settimane di dieta mediterranea biologica per modificare in modo misurabile la composizione del microbiota intestinale e aumentare l’abbondanza di batteri considerati benefici, con miglioramenti antiinfiammatori, antiossidanti e immunomodulanti. È quanto emerge dalla fase conclusiva dello studio guidato dall’Università di Roma Tor Vergata e pubblicato sulla rivista scientifica Microorganisms, che dimostra che a parità di calorie e nutrienti, è la qualità degli alimenti a fare la differenza. In questo senso, la scelta del biologico amplifica gli effetti positivi della dieta mediterranea. Entrambe le diete aumentano la presenza di acidi grassi a catena corta, molecole centrali per il benessere dell’organismo, con effetti sull’immunità, sul metabolismo e sulla salute della barriera intestinale. Tuttavia, nella dieta mediterranea biologica, gli incrementi di diversi batteri benefici sono più marcati rispetto a quella convenzionale.
Tra questi, Faecalibacterium prausnitzii ha evidenziato un incremento circa quattro volte superiore nel gruppo che ha seguito la dieta biologica. Anche Anaerostipes hadrus, noto per la sua capacità di produrre acidi grassi a catena corta, ha registrato un aumento più che doppio. Anche i Parabacteroides distasonis, che migliorano l’assorbimento dei grassi e la digestione, hanno mostrato un aumento del 125% nel bio, mentre nel gruppo convenzionale sono diminuiti. Inoltre, i risultati della ricerca hanno dimostrato che, a parità di dieta, sono le donne a beneficiare maggiormente del miglioramento del microbiota intestinale apportato dalla dieta mediterranea biologica. “L’effetto potenziato dei prodotti biologici può essere attribuito alla maggiore qualità nutrizionale e all’assenza di residui di pesticidi e additivi sintetici, fattori che favoriscono una maggiore diversità microbica e una riduzione dello stato infiammatorio sistemico”, commenta Laura di Renzo, direttrice della sezione di Nutrizione clinica e Nutrigenomica dell’Università degli studi di Roma di Tor Vergata. I risultati sono stati divulgati all’interno della campagna ‘Il Bio Dentro di Noi’, promossa da FederBio, AssoBio e Consorzio il Biologico.
Senza precedenti nel panorama delle banche popolari
Senza precedenti nel panorama delle banche popolari
i è svolta a Ragusa l’Assemblea Straordinaria e Ordinaria dei Soci di BAPS, articolata in modalità multi-sede con collegamento simultaneo anche con Siracusa, Catania e Palermo. La seduta ha fatto registrare la maggiore partecipazione di sempre, con oltre il 25% della base sociale. L’Assemblea ha approvato l’operazione di Capital Management 2025-26, articolata su quattro direttrici sinergiche:
- la rideterminazione del Prezzo di Riferimento delle azioni BAPS da €12,10 a €18,50 e il conseguente avvio di un nuovo periodo di osservazione su Vorvel;
- un piano di distribuzione di dividendi straordinari per complessivi 10 milioni di euro in due tranches annuali nel biennio 2025-26;
- un programma di buy-back predeterminato da 10 milioni di euro, anch’esso suddiviso nel biennio 2025-26;
- l’ampliamento del programma soci “Radici”, con il potenziamento di benefici bancari, extra-bancari e iniziative di caring dedicate.
L’operazione, interamente costruita con risorse interne, attiva un valore complessivo di circa 200 milioni di euro e rappresenta un intervento organico senza precedenti nel panorama delle banche popolari. Arturo Schininà, Presidente del Consiglio di Amministrazione, ha commentato: “Questa Assemblea rappresenta un momento cruciale per la nostra Banca. La partecipazione record e l’adesione integrale al progetto da parte dei Soci sono la conferma di quanto siano vivi il senso di appartenenza e la fiducia verso il percorso intrapreso. Con l’operazione di Capital Management diamo coerenza tra il valore reale della Banca e quello riconosciuto dal mercato, proseguendo in un percorso virtuoso capace di unire solidità e crescita sostenibile.” Saverio Continella, Amministratore Delegato, ha commentato: “L’approvazione di oggi segna l’avvio di un disegno unitario che combina repricing, distribuzione di dividendi straordinari, buy-back e ampliamento del programma Radici. È un piano che vale 200 milioni di euro e che nasce interamente dalla forza interna della Banca. BAPS dimostra così di essere non solo un istituto solido, ma un innovatore finanziario al servizio dei Soci e dei territori. Con questa operazione continuiamo ad essere un motore di propulsione economica per la Sicilia e per il Sud, con lo sguardo rivolto al futuro.”
Che sia realmente un’opportunità di crescita e sviluppo.
Che sia realmente un’opportunità di crescita e sviluppo.
Il Comitato ha incontrato ieri a Comiso il CEO di Aeroitalia, dott. Gaetano Intrieri, per un confronto diretto e costruttivo sulle prospettive future dello scalo e sui servizi ai passeggeri.
L’incontro ha permesso di affrontare in maniera chiara le criticità emerse nei mesi scorsi — ritardi,
cancellazioni e mancati rimborsi — e di definire alcuni impegni precisi da parte della compagnia.
I principali punti emersi:
1. Nuovi aeromobili basati a Comiso
Intrieri ha annunciato l’intenzione di basare un aeromobile su Comiso e, qualora il territorio
risponda positivamente, di richiedere all’ENAC uno slot aggiuntivo per un secondo aereo dedicato
sulla rotta Comiso–Milano Linate. L’ottimo riscontro registrato con circa 5.000 biglietti già
venduti conferma la forte domanda di collegamenti.
2. Piano 2026
A partire dal prossimo anno Aeroitalia prevede di mettere in vendita 500.000 posti dall’aeroporto di
Comiso, con l’obiettivo di raggiungere fino a 400.000 passeggeri trasportati in caso di riempimento
medio al 90%.
3. Impegno alla qualità del servizio
Il CEO ha assicurato la volontà di ridurre al minimo ritardi e cancellazioni, impegnandosi a
garantire continuità operativa e a recuperare la fiducia del territorio.
4. Assistenza e rimborsi
È stata messa a disposizione una figura dedicata presente a Comiso per gestire direttamente
segnalazioni su rimborsi e problematiche legate ai voli. In caso di mancati rimborsi documentati, lo
stesso Intrieri ha garantito un suo intervento personale.
5. Rapporto diretto con il Comitato
È stata stabilita una linea di comunicazione con il management di Aeroitalia, al fine di monitorare
costantemente l’andamento dei servizi e segnalare eventuali criticità.
6. Nuove rotte
Per il 2026 è allo studio l’apertura dei collegamenti Comiso–Torino e Comiso–Bologna, oltre al
potenziamento della rotta per Milano Linate.
Il Comitato ribadisce di non voler danneggiare il territorio, ma anzi di sostenere ogni iniziativa che
favorisca lo sviluppo dell’aeroporto di Comiso e migliori i collegamenti per i cittadini della Sicilia
orientale. Allo stesso tempo, rimarrà sempre vigile e critico, verificando passo dopo passo che gli impegni
presi da Aeroitalia trovino concreta realizzazione.
Il Comitato precisa inoltre che non cerca alcuna “sistemazione” personale, come qualcuno ha insinuato:
non vi sono interessi privati, ma soltanto la volontà di lavorare per il bene esclusivo del territorio.
Inoltre,
“Abbiamo chiesto ad Aeroitalia di dimostrare con i fatti la volontà di recuperare fiducia e offrire un
servizio all’altezza delle esigenze del territorio. Noi continueremo a vigilare, affinché l’aeroporto di
Comiso diventi realmente un’opportunità di crescita e sviluppo.”
Schininà: I larghi passi di Cassì.
Schininà: I larghi passi di Cassì.
Riccardo Schininà, segretario del circolo di Ragusa del Partito Democratico, commentando la notizia dell’ingresso in Forza Italia Ragusa di un nutrito gruppo di amministratori di maggioranza ha dichiarato: “Due mesi: il sindaco Peppe Cassì ci ha messo così poco a tramutare la propria scelta di aderire a Forza Italia, inizialmente dichiarata come personale, nella scelta politica di un intero gruppo. Faccio un plauso a questa manovra chiara di ingresso ufficiale nel centrodestra, in quanto viene meno l’inganno elettorale perpetrato alle ultime elezioni comunali. Ovviamente, l’iniziale ingresso personale si inquadra, sin dall’ormai nota cena calatina con Tajani, in una complessiva strategia di posizionamento per un’ambiziosa scalata al potere che, però, esige un pedaggio. Il prezzo sembra quasi lo stesso da Ragusa a Modica. Se nella Contea, infatti, l’ingresso della sindaca in FI ha portato in dote cinque consiglieri e un assessore, nell’altrettanto nobile Ragusa s’è sentito il bisogno di metterci il vicesindaco e il Presidente del Consiglio comunale, giusto per pesare quel pelo in più che in futuro potrebbe fare la differenza… Fatto sta che, con questa mossa, Cassì e i suoi hanno definitivamente calato la maschera, confessando esplicitamente di prendersi gioco dei ragusani da sette anni. Fortunatamente, però, non potranno più replicare lo spettacolo: il sedicente civismo apolitico muore e viene sepolto dal peso di sette tessere azzurre; agli alleati - ma soprattutto ai propri elettori - Cassì non potrà più dire che il proprio progetto è civico; al partito di appartenenza non potrà far sorbire troppo a lungo “l’onta” di avere in giunta gente che Berlusconi definiva “poveri comunisti”. Soprattutto, dovrà scendere a patti con le regole dei partiti e per chi è abituato ad ascoltare solo se stesso e la propria cerchia non sarà una passeggiata. Bene dunque, siamo contenti, la città da oggi può vedere questi esponenti politici in mostra in modo trasparente dietro un'ideologia di centro destra”.










