Maggiore attenzione per Ibla

Maggiore attenzione per Ibla

“Ragusa Ibla, gioiello del nostro patrimonio culturale e meta turistica di rilevanza internazionale, necessita di maggiore attenzione”. Con queste parole il consigliere comunale Federico Bennardo annuncia la presentazione di un atto di indirizzo volto a impegnare l’amministrazione comunale a intervenire con urgenza su alcune criticità rilevate nel cuore storico della città. “Durante la mia regolare attività ispettiva e di controllo – spiega Bennardo – ho constatato che l’impianto di illuminazione artistica in piazza Giovan Battista Hodierna risulta non funzionante. Un elemento che riduce la valorizzazione storica e culturale, considerato il ruolo fondamentale della luce nel delineare e ricordare i confini degli edifici storici voluto anni addietro con particolare impegno economico”. Non meno preoccupante è la situazione del Giardino Ibleo, bisognoso di interventi di manutenzione: “L’infopoint, la terrazza panoramica, i bagni pubblici e l’intero decoro generale mostrano segni di trascuratezza”.

Bennardo richiama l’attenzione sulla Legge regionale 61/81, cosiddetta "su Ibla", nata per garantire il recupero edilizio e la tutela dei valori storici, urbanistici, architettonici, ambientali e paesaggistici di Ragusa Ibla: “È fondamentale che tutti i piani di spesa previsti dalla normativa siano esitati e che parte del prossimo sia destinata per la manutenzione e il decoro di quanto evidenziato”.

“Non possiamo permettere che la mancanza di interventi tempestivi danneggi l’immagine di Ragusa Ibla, patrimonio Unesco, e ne limiti la piena vivibilità” conclude Bennardo. “Per questo chiedo che l’amministrazione comunale si impegni ad inserire nel prossimo piano di spesa, ai sensi della legge 61/81, le risorse necessarie per affrontare queste criticità. Il decoro della nostra città è un bene comune e dobbiamo tutelarlo con responsabilità e lungimiranza”.


Incontro Schifani e gruppo DC all'Ars

Incontro Schifani e gruppo DC all'Ars

Il Gruppo Parlamentare della Democrazia Cristiana all’Assemblea Regionale Siciliana ha incontrato questa mattina il Presidente della Regione Siciliana, On. Renato Schifani, per un confronto alla luce degli ultimi avvenimenti politici. All’incontro hanno partecipato i sei deputati del Gruppo, Ignazio Abbate, Nuccia Albano, Carlo Auteri, Salvo Giuffrida, Serafina Marchetta e Andrea Messina che hanno voluto ribadire al Presidente pieno e convinto sostegno all’attività parlamentare dell’attuale Governo. "Abbiamo voluto ribadire la nostra totale lealtà e presenza costante a supporto del percorso politico e legislativo intrapreso dal Presidente Schifani, rinnovando piena fiducia nel suo operato" - hanno dichiarato i rappresentanti del Gruppo DC. I sei deputati hanno voluto ricordare come, fin dalla campagna elettorale del 2022, abbiano sostenuto e condiviso in modo coeso il programma elettorale della coalizione e del Presidente Schifani. Da parte del Governatore, il Gruppo ha riscontrato piena apertura e condivisione sui temi affrontati nell’incontro odierno, dimostrando grande vicinanza alle istanze rappresentate dai deputati. "Prendiamo atto della piena disponibilità dimostrata dal Governatore"- prosegue la nota. "Auspichiamo che lo stesso valuti positivamente la lealtà e la costante disponibilità che abbiamo dimostrato al Governo, e che il percorso futuro possa esplicarsi nel rispetto reciproco dei propri ruoli istituzionali, rafforzando l'azione di Governo a beneficio della Sicilia." Il Gruppo Parlamentare della DC all'ARS guarda con fiducia al futuro, impegnandosi quindi a continuare a fornire il proprio contributo costruttivo e leale all’azione del Governo regionale.


25 Novembre – Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere

25 Novembre – Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere

La violenza di genere è un fenomeno trasversale, che non conosce differenze di ceto,
etnia, età, livello di istruzione o area geografica.
Un fenomeno distruttivo e annichilente che colpisce in modo particolare le donne, ma
coinvolge anche chi esprime identità di genere non conformi.
In vista del 25 novembre, Giornata Internazionale contro la Violenza di Genere,
l’assessorato alle Pari Opportunità del Comune di Ragusa e la Consulta Comunale
Femminile, in collaborazione con Libero Consorzio Comunale di Ragusa, con gli
assessorati comunali allo Sport, alla Cultura, alla Pubblica Istruzione e con
Associazione Adessobasta, Associazione Nordic Walking, Libreria Flaccavento,
Centro Antiviolenza Il Pettirosso, Osservatorio Internazionale Diritti Umani,
propongono un ampio calendario di iniziative che si svilupperà dal 17 novembre al 14
dicembre.
“La violenza di genere – dichiara il sindaco, Peppe Cassì - non è soltanto espressione
di possesso o dominio: è spesso il segno di un’incapacità, purtroppo ancora diffusa,
di accettare il rifiuto, la separazione o l’affermazione di autonomia da parte delle
donne. Per questo, non basta punire i colpevoli o inasprire le pene: occorre agire
alla radice, incidendo sui modelli culturali, educativi e relazionali.
Il programma che abbiamo predisposto, e per il quale ringrazio tutti coloro i quali
hanno dato il proprio contributo di impegno e di sensibilità, punta così su iniziative
di sensibilizzazione e di educazione, ma anche su segnali pensati per restare in città.
Colpi d’occhio, che in un istante ricordano chi non c’è più ma anche chi c’è ancora,
per una nuova educazione alle relazioni, alla parità e al rispetto reciproco”.
“Quest’anno, per celebrare il 25 novembre, abbiamo voluto proporre più spunti di
riflessione e momenti di confronto - prosegue Elvira Adamo, assessora alle Pari
Opportunità -. È importante interrogarsi sul fenomeno della violenza di genere, ma è
ancora più importante trovare risposte e attivare percorsi di prevenzione e di

educazione, per smettere di contare vittime e restare inermi di fronte a episodi sempre
più cruenti. Le norme e le pene detentive sono utili se educano, se fanno acquisire
consapevolezza e permettono di cambiare comportamenti, non se vengono vissute
come vendetta o rivalsa”.
“La violenza di genere – aggiunge Gianna Miceli, presidente della Consulta
Comunale Femminile di Ragusa - continua a essere una ferita aperta della nostra
società, ma il silenzio non è più un’opzione. Dobbiamo agire sulla cultura, sulle
parole, sulle relazioni. Ogni gesto, ogni progetto, ogni incontro che proponiamo
nasce dalla convinzione che la prevenzione cominci dall’educazione, dal rispetto e
dalla consapevolezza. Quest’anno, l’intera città si tinge di rosso: le panchine, le
sedie, le luci del Palazzo Comunale diventano il simbolo di una comunità che sceglie
di non voltarsi dall’altra parte. Il 25 novembre non è un punto d’arrivo, ma un punto
di partenza per costruire ogni giorno una società più giusta e più libera”.
Un calendario diffuso di iniziative:
PROGRAMMA
17 novembre – “Pamela: il nome che resta”
Ore 18.00 – Libreria Flaccavento – I Rifugi
Una serata di parole, letture e silenzio dedicata a Pamela Canzonieri e a tutte le donne
vittime di femminicidio.
L’iniziativa segna il ruolo del progetto I Rifugi, nato lo scorso anno come spazio
simbolico e reale di accoglienza all’interno dell’unica libreria indipendente di
Ragusa. Un nome che resta. Un luogo che accoglie. Una parola che salva.
23 novembre – Camminata “Amore senza lividi”
Ore 9.30 - Un percorso attraverso le vie della città intitolate a donne, con un
momento conclusivo di ricordo per le vittime di femminicidio del 2025, a partire
dalle tre donne ragusane uccise negli anni passati. L’iniziativa potrà essere arricchita
da letture a cura delle scuole.
24 novembre – “Oltre il silenzio” – Giornata Internazionale per l’eliminazione della
violenza contro le donne - ore 18.30 – Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo.
L’evento nasce con l’obiettivo di dare voce a chi ha vissuto esperienze di dolore e
coraggio, di ascoltare testimonianze, promuovere consapevolezza e diffondere
strumenti di prevenzione. Attraverso interventi, letture, momenti artistici e confronto,
si vuole contribuire a costruire una cultura capace di riconoscere, nominare e
contrastare ogni forma di abuso.
25 novembre – Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne -Intitolazione
del Chiostro del Centro Commerciale Culturale “Mimì Arezzo” a Rosa
Balistreri ore 17.00.

Un omaggio alla cantautrice siciliana che ha cantato la vita, la rabbia, l’amore e il
diritto di esistere. Performance musicale a cura di Fiammetta Poidomani. “Io canto la
vita, la rabbia, l’amore. E il diritto di esistere.” – Rosa Balistreri
- Le panchine e le sedie rosse: simboli di memoria e consapevolezza.
In occasione del 25 novembre, tre panchine delle principali piazze di Ragusa —
Piazza San Giovanni, Piazza Cappuccini e Piazza Libertà — saranno dipinte di rosso,
per ricordare le vittime di violenza e mantenere viva la riflessione collettiva.
Inoltre, molti commercianti ragusani esporranno all’interno o all’esterno dei propri
negozi una sedia rossa, gesto simbolico che trasforma la città in un unico grande
segno di solidarietà e consapevolezza.
- Il Palazzo Comunale si illumina di rosso.
Nella sera del 25 novembre, il Palazzo Comunale di Ragusa sarà illuminato di rosso e
farà parte del circuito dei Comuni aderenti alla Rete regionale delle Consulte
femminili, che condividono l’iniziativa di illuminazione come segno visibile di
impegno contro la violenza di genere.
3 dicembre – Libreria Flaccavento – ore 18.00 - Incontro con il gruppo di lettura
L’ora dei libri dedicato a un libro che parla di donne.
5 dicembre – Teatro Marcello Perracchio – ore 20.30 - Spettacolo teatrale “Doppio
Taglio” con Marina Senesi - Lo spettacolo è tratto dalla ricerca accademica di
Cristina Gamberi con la regia di Lucia Vasini e la collaborazione di Caterpillar AM
(Radio 2 Rai) su come i media raccontano in maniera fuorviante il delicato e spinoso
tema della violenza contro le donne.
6 dicembre - Castellamare del Golfo – Castello Arabo Normanno Ore 16:30 - LA
MEDICINA DI GENERE – Il valore dell’umanizzazione tra la cura e lo stato
dell’arte - Intervento della Consulta Femminile di Ragusa -– con il patrocinio
dell’Assessorato alle Pari Opportunità.
14 dicembre – Evento conclusivo – Poggio del Sole – ore 10.00 – Giornata
Internazionale dei Diritti Umani – in partnership con l’Osservatorio Nazionale per i
Diritti Umani.


Nuovo Direttore sanitario degli ospedali di Ragusa

Nuovo Direttore sanitario degli ospedali di Ragusa

È Giuseppe Cappello il nuovo Direttore sanitario degli ospedali di Ragusa. Il conferimento dell’incarico della durata di cinque anni, arriva a conclusione della procedura selettiva pubblica, per titoli e colloquio, indetta dall’Azienda Sanitaria Provinciale con deliberazione n. 641 del 1° aprile 2025.
Il dottore Cappello, laureato in Medicina e Chirurgia e specializzato in Igiene e Medicina preventiva presso l’Università di Catania, vanta una lunga esperienza nella direzione sanitaria e nell’organizzazione dei servizi ospedalieri. Nel corso della sua carriera ha ricoperto diversi incarichi di responsabilità all’interno dell’ASP di Ragusa, tra cui Direttore facente funzione della Direzione Medica di Presidio del P.O. “Maria Paternò Arezzo”, Direttore sanitario del P.O. “Guzzardi” di Vittoria e, più recentemente, Direttore facente funzione della U.O.C. Direzione Medica di Presidio degli Ospedali di Ragusa. Dal 2007 al 2015 ha guidato la U.O.S. di Educazione alla Salute dell’allora Azienda Ospedaliera, mentre dal 2018 è referente aziendale per la Sanità penitenziaria.
“Con questa nomina - dice il Direttore generale dell’ASP, Giuseppe Drago - si completa il percorso di riorganizzazione delle strutture di vertice dell’area ospedaliera di Ragusa. Il dottore Cappello porta con sé una solida esperienza gestionale e una profonda conoscenza delle dinamiche sanitarie, elementi essenziali per garantire la continuità e la qualità dei servizi assistenziali”.
“Assumo questo incarico con grande senso di responsabilità - dichiara Giuseppe Cappello -. L’obiettivo è garantire ai cittadini un’assistenza sempre più efficiente e sicura, valorizzando le professionalità interne e favorendo una piena collaborazione tra le diverse unità operative. Il lavoro di squadra, in stretta sinergia con la Direzione strategica e con tutti gli operatori sanitari, sarà la chiave per affrontare con efficacia le sfide del sistema ospedaliero e dare risposte concrete ai bisogni di salute dei cittadini”.

ll Partito Democratico scende in piazza

ll Partito Democratico scende in piazza

Dopo la mobilitazione regionale promossa a Palermo dal Partito Democratico siciliano, anche la Federazione provinciale del PD di Ragusa aderisce all’iniziativa con un presidio territoriale che si terrà sabato 8 novembre, alle ore 11, nel piazzale antistante l’Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa.
A comunicarlo è Peppe Calabrese, capo della Segreteria regionale del Partito Democratico:
“Portiamo anche a Ragusa la nostra protesta contro un sistema sanitario regionale ormai al collasso, dove i servizi peggiorano e aumentano invece le pratiche clientelari e gli incarichi gestiti in modo spregiudicato. La sanità deve tornare a essere un diritto, non un bacino di consenso elettorale. Il governo Schifani non può far finta di niente davanti a un fallimento così evidente”.
Sulla stessa linea Angelo Curciullo, segretario della Federazione provinciale del PD di Ragusa, che aggiunge:
“Le inchieste giudiziarie in corso, al di là degli aspetti penali che competono alla magistratura, restituiscono un quadro politico desolante: una sanità usata come strumento di potere, mentre i cittadini attendono mesi per una visita o un esame oncologico. È inaccettabile che chi dovrebbe garantire il diritto alla salute pensi invece a distribuire incarichi e appalti”.
Il Partito Democratico provinciale chiama dunque iscritti, militanti e cittadini a partecipare al presidio dell’8 novembre, per chiedere chiarezza, responsabilità politica e un cambio di rotta radicale nella gestione della sanità siciliana.

Restauro del Loggiato del Sinatra

Restauro del Loggiato del Sinatra

A seguito di un preciso emendamento voluto dal Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, On.Ignazio Abbate, all’ultima manovra finanziaria, è stato emesso il decreto di finanziamento che destina € 250.000,00 al progetto di restauro del Loggiato del Sinatra presso la chiesa di S.Maria Maggiore a Ispica. L’intervento prevede le seguenti lavorazioni:
- pulitura delle superfici esterne (colonne, lesene, metope, triglifi) con rimozione di muffe e di depositi organici
- trattamento con malte a base di calce per ripristino e restauro delle parti lapidee ammalorate e/o danneggiate
– trattamento delle superfici lapidee con microsabbiatura, trattamento biocita, idrorepellente e listatura dei giunti
- sostituzione cornici in legno delle vetrate esterne
 - rifacimento intonaco delle pareti interne del vano centrale
“Questo è un risultato tangibile – dichiara l’On.Abbate - dell'impegno congiunto delle istituzioni e un passo fondamentale per la salvaguardia e la valorizzazione del nostro inestimabile patrimonio culturale ibleo. Il successo di questo provvedimento non sarebbe stato possibile senza l'azione mirata e la dedizione di figure chiave all'interno dell'Assessorato Regionale dei Beni Culturali e dell'Identità Siciliana. Da sottolineare il lavoro dei consiglieri comunali, referenti per il territorio ispicese, i parroci don Gianni Donzello e Don Antonio Forgione e il presidente della confraternita Avv. Carmelo Rustico che mi hanno sottoposto la problematica evidenziando anche l’urgenza dell’intervento e l’importanza che esso avrebbe avuto per la città di Ispica. Il Loggiato del Sinatra, infatti, non è solo una struttura architettonica; è un pezzo della storia e dell'identità di Ispica e dell'intera provincia di Ragusa. Il restauro consentirà a questa magnifica opera di tornare al suo antico splendore, diventando un polo di attrazione culturale e turistica”.

La desertificazione bancaria impoverisce le comunità.

La desertificazione bancaria impoverisce le comunità.

Le banche continuano a chiudere. Da gennaio a fine settembre 2025 altri 268 sportelli hanno cessato la loro attività. Sono adesso 3.419 i comuni italiani a secco di servizi finanziari e con il risiko bancario in corso il dato è destinato a peggiorare.
La Sicilia non si sottrae alla revisione commerciale del sistema bancario. Pure da noi spira forte il vento della desertificazione. 1 milione di cittadini è a forte rischio esclusione sociale. Il 20 per cento della popolazione residente nell’isola ha un rapporto complicato con le banche per assoluta mancanza di istituti di credito nei luoghi di residenza o per un’offerta che quotidianamente va ad assottigliarsi. Nello specifico sono 374mila, 12mila in più nell’ultimo anno, ad essere privi di una banca e ben 548mila, 52mila in più dal 2024, che possono attingere a una filiale bancaria. Non va meglio alle imprese, 20mila, 821 in più rispetto all’anno passato, sono senza un presidio bancario e 30mila, ben 2400 in più negli ultimi 12 mesi, hanno a disposizione appena un solo sportello. Comprensibili i disagi che non possono essere attenuati dal semplice ricorso all’internet banking. La nostra regione occupa infatti il terzultimo posto della speciale classifica nazionale con una percentuale media di utilizzo del 35% contro il 67% della provincia di Trento, il 66% della Lombardia, il 65 per cento del Veneto.
A certificare l'allarme: il report dell'Osservatorio sulla desertificazione bancaria della Fondazione Fiba di First Cisl, elaborato su dati Banca d’Italia e Istat al 30 settembre 2025. In Sicilia lo stato di difficoltà viene acuito da penalizzanti ed endemiche carenze infrastrutturali e da una popolazione residente che, peraltro, vede sempre più crescere la curva degli anziani. Nello scorrere le cifre, l’indice di desertificazione parziale vede le province di MessinaEnnaPalermoAgrigentoTrapani e Catania occupare le posizioni medio basse della classifica. Migliore invece l’offerta finanziaria nelle province di RagusaSiracusa, Caltanissetta. Unicredit e Intesa Sanpaolo sono gli istituti di credito che hanno chiuso più sportelli.
Nell’analizzare i territori, comuni popolosi come Aci Sant’Antonio, Santa Flavia, Altavilla Milicia, Misiliscemi, San Pietro Clarenza, Valverde, Solarino, Santa Maria di Licodia, Torregrotta, Borgetto, Rometta, Custonaci non hanno una banca. A rischio desertificazione altri importanti centri come Aci Catena, Tremestieri Etneo, Villabate, Pedara, Mascali, Melilli, Ficarazzi, Motta Sant’Anastasia, Barrafranca, Cinisi, Casteldaccia, San Gregorio di Catania che di sportelli bancari ne hanno appena uno.
“Il risiko – dice il Segretario generale nazionale First Cisl Riccardo Colombani – sta modificando la geografia del sistema bancario italiano. Gli effetti sui territori iniziano già a manifestarsi con evidenza. Dopo l’acquisizione di Popolare di Sondrio, il Gruppo Bper ha annunciato la chiusura di 90 sportelli. Le conseguenze di un’integrazione tra le reti di Crédit Agricole Italia e Banco Bpm potrebbero essere però molto più gravi. Un’operazione straordinaria tra queste due banche porterebbe infatti alla costituzione della terza rete per numero di filiali, con sovrapposizioni rilevantissime in alcuni territori che fornirebbero il pretesto per nuovi pesanti tagli all’occupazione. È una prospettiva alla quale ci opponiamo con decisione.
“La desertificazione bancaria – prosegue il Segretario generale First Cisl Sicilia, Fabio Sidoti – è una seria minaccia all’economia siciliana perché innesca una spirale negativa che genera spopolamento, rinuncia agli investimenti, chiusura di attività, riduzione del reddito e complica la vita di famiglie e imprese. Se penso al periodo del Covid, le banche rimanevano aperte perché considerate erogatrici di servizi essenziali. Ciò che valeva allora oggi è evaporato. E’ preoccupante come il fenomeno non abbia freni. Se guardo all’immediato futuro non posso che essere preoccupato. Il risiko bancario avanza, i contatti tra Credit Agricole e Bpm non ci lasciano tranquilli perché un’eventuale fusione genererebbe la sovrapposizione di sportelli con conseguente razionalizzazione e chiusura degli stessi. In Sicilia le due banche hanno 120 agenzie, parecchie delle quali operano nello stesso territorio”.
“Le istituzioni – conclude Sidoti – non possono più considerare marginale il fenomeno della desertificazione bancaria cui va dato il peso e l’attenzione che merita. Per questo, come Cisl e First Cisl, non rinunciamo alla nostra battaglia per l’istituzione di un Osservatorio regionale sull’attività bancaria con l’intento di attenuare gli effetti del disimpegno degli istituti di credito dalla nostra regione”.

Frodi in materia di bonus edilizio

Frodi in materia di bonus edilizio

All’esito di una complessa attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica di Ragusa,
i Finanzieri del Comando Provinciale stanno eseguendo un’ordinanza di applicazione della misura
cautelare degli arresti domiciliari nei confronti di quattro soggetti e un decreto di sequestro preventivo
di oltre 5 milioni di euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Ragusa. Gli indagati sono gravemente
indiziati, allo stato del procedimento e in una fase in cui non è ancora stato attivato il contraddittorio,
del delitto di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di frodi a danno del bilancio
dello Stato in materia di bonus edilizi.
Nello specifico, le indagini, condotte dai militari della Compagnia di Modica, hanno consentito di
individuare un complesso meccanismo per il conseguimento indebito di sostegni pubblici alle
imprese, sotto forma di crediti d’imposta, posto in essere da 4 soggetti legati da un vincolo
associativo: questi ultimi avrebbero generato, ciascuno con uno specifico ruolo, un’ingente quantità
di indebiti crediti d’imposta riferiti a interventi di recupero edilizio (bonus Facciate, Superbonus110
e bonus Ristrutturazione), a fronte di lavori di ristrutturazione mai avviati o eseguiti solo parzialmente
(circostanze verificate anche grazie all’ausilio della Polizia locale di Modica e degli Uffici Tecnici
dei Comuni di Modica e Ispica), successivamente ceduti in modo vertiginoso a terzi, così da
consentire ai membri del sodalizio di maturare un ingiusto profitto, con pari danno dello Stato.
I vertici dell’associazione sono risultati essere, secondo quanto emerso allo stato, un commercialista
modicano (consulente fiscale e amministratore di condominio degli immobili coinvolti nel disegno
criminoso), nonché principale beneficiario del profitto della truffa, e un ingegnere di Pozzallo, nella
qualità di “direttore dei lavori” preposto ad asseverare la regolarità degli interventi effettuati, che
avrebbe certificato la conclusione di lavori ancora in essere, con il solo unico scopo di non far perdere
le agevolazioni fiscali in favore dei committenti, attestando falsamente gli stati di avanzamento lavori
e consentendo al consulente di prelevare crediti d’imposta dai cassetti fiscali dei condomini.
Gli indagati si sarebbero avvalsi inoltre di imprese esecutrici dei lavori compiacenti e in particolare
delle aziende di due imprenditori locali, i quali, tramite l’emissione di fatture per operazioni
inesistenti nei confronti dei condomini e simulati contratti di subappalto con società “cartiere”,
avrebbero consentito ai suddetti professionisti di attestare falsamente la totale esecuzione dei lavori.

Grazie all’incrocio tra le risultanze documentali e le movimentazioni finanziarie riconducibili alle
società e agli indagati, le Fiamme Gialle hanno ricostruito l’intera filiera delle cessioni di crediti
inesistenti, accertando che gran parte delle somme generate venivano successivamente monetizzate
o reimpiegate con artifici e raggiri nelle attività economiche gestite dai soggetti coinvolti.
Oltre alle misure in esecuzione, sono stati così complessivamente denunciati alla Procura della
Repubblica di Ragusa, a vario titolo, 14 soggetti per le ipotesi di reato di associazione per delinquere
finalizzata alla truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, emissione ed utilizzo
di fatture per operazioni inesistenti, riciclaggio e autoriciclaggio.
Il G.I.P., a seguito della richiesta inoltrata dal Pubblico Ministero titolare delle indagini, ha emesso
un’ordinanza applicativa della misura degli arresti domiciliari per i 4 membri dell’associazione,
nonché un decreto di sequestro preventivo delle società a questi riconducibili e della somma
complessiva di oltre 5 milioni di euro di crediti d’imposta nei confronti dei soggetti indagati per i
reati a questi ascritti, in forma diretta e, in caso di incapienza, per equivalente sui beni immobili,
mobili e quote societarie intestate o comunque riconducibili ai vertici dell’associazione.
I Finanzieri, con l’ausilio del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma e di due unità cinofile
cash-dog del Gruppo di Siracusa e della Compagnia Pronto Impiego di Catania, stanno
contestualmente eseguendo nove perquisizioni locali presso le abitazioni e in ogni altro luogo nella
disponibilità dei soggetti sottoposti a misura, nei comuni di Modica, Ispica, Pozzallo e Roma.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e per gli indagati vale il principio di non
colpevolezza sino alla sentenza di condanna definitiva. L’ipotesi investigativa, formulata dalla
Procura e condivisa dal G.i.p., dovrà essere vagliata, come legislativamente previsto, nel
contraddittorio con gli indagati.
Il servizio rientra nell’ambito delle attività coordinate dalla Procura della Repubblica di Ragusa e
svolte dalla Guardia di finanza, volte al contrasto delle frodi in materia di crediti fiscali, con il fine di
garantire la corretta destinazione delle ingenti risorse pubbliche stanziate per sostenere le famiglie e
le imprese attraverso un’efficace e integrata azione repressiva e preventiva.


Ponte bocciato.... ma non importa

Ponte bocciato.... ma non importa

E' una sentenza politica dice la maggioranza che governa il paese dopo la notizia che la Corte dei Conti ha bocciato il progetto del ponte per gravi difformità. Comunque bisogna attendere un mese per conoscere con esattezza i contenuti di questa sentenza che di fatto bloccherebbe la costruzione dell'opera. Si usa il condizionale perchè in Italia nulla è più certo dell'incerto nel quale ci si fanno i bagni economicamente parlando. La notizia la riportiamo dall'Ansa. I magistrati contabili hanno bocciato la decisione del Cipess di agosto che aveva approvato il progetto definitivo dell'opera. Ma l'esecutivo è determinato ad andare avanti. Dopo il no, la reazione è arrivata immediata. "La mancata registrazione da parte della Corte dei conti della delibera Cipess è l'ennesimo atto di invasione della giurisdizione sulle scelte del Governo e del Parlamento", afferma la premier Giorgia Meloni. "Sul piano tecnico, i ministeri interessati e la Presidenza del Consiglio hanno fornito puntuale risposta a tutti i rilievi formulati per l'adunanza di oggi; per avere un'idea della capziosità, una delle censure ha riguardato l'avvenuta trasmissione di atti voluminosi con link, come se i giudici contabili ignorassero l'esistenza dei computer", spiega. Il ministro delle Infrastrutture e vicepremier Matteo Salvini tuona: si tratta di "una scelta politica e una grave danno per il Paese" e assicura: "Andremo avanti". L'altro vicepremier, il ministro degli esteri Antonio Tajani, si dice "esterrefatto": "Non è ammissibile che in un Paese democratico la magistratura contabile decida quali siano le opere strategiche da realizzare". Seconda la leader del Pd Elly Schlein, Meloni vuole  "mettersi al di sopra delle leggi e della Costituzione.  Con le sue gravi affermazioni contro la Corte dei Conti chiarisce il vero obiettivo della riforma costituzionale'. E non nasconde la sorpresa l'amministratore delegato della Stretto di Messina, Pietro Ciucci. "Tutto l'iter seguito - spiega - è stato sempre svolto nel pieno rispetto delle norme generali e speciali italiane ed europee relative alla realizzazione del ponte".  Esulta il leader di Avs Angelo Bonelli, tra i principali oppositori dell'opera: "Grande vittoria dello stato di diritto, Salvini si deve dimettere".  "Gravissimo e ignobile che Salvini attacchi la Corte invece di assumersi le proprie responsabilità", incalza Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente della Camera. Tuttavia, tecnicamente, anche con il parere negativo della Corte dei Conti il governo può comunque decidere di andare avanti con il progetto. Infatti - viene spiegato dalla stessa Corte - nel caso in cui il controllo riguardi un atto governativo, secondo la legge, l'amministrazione interessata, in caso di rifiuto di registrazione da parte della Corte dei Conti, può chiedere un'apposita deliberazione da parte del Consiglio dei ministri, il quale, a propria volta, può ritenere che l'atto risponda ad interessi pubblici superiori e debba avere comunque corso. In questo caso la Corte, se ancora mantiene la propria contrarietà, è chiamata ad apporre un 'visto con riserva alla delibera'. La procedura prevede poi una segnalazione in Parlamento: "L'atto registrato con riserva acquista piena efficacia, ma può dare luogo ad una responsabilità politica del Governo - spiega il sito della Corte - poiché la Corte trasmette periodicamente al Parlamento l'elenco degli atti registrati con riserva".Tra i diversi punti finiti sotto la lente dei magistrati le coperture economiche, l'affidabilità delle stime di traffico, la conformità del progetto definitivo alle normative ambientali, antisismiche e alle regole europee sul superamento del 50% del costo iniziale. Le eccezioni sollevate durante l'adunanza della Sezione centrale della Corte, dal consigliere, Carmela Mirabella - secondo quanto si apprende - sarebbero state diverse: tra queste anche quella sulla competenza del Cipess, considerato organo "politico". La Corte, del resto, valuta gli aspetti economico finanziari e la correttezza dell'iter procedimentale, non esprime quindi un giudizio complessivo sull'opera.In attesa della decisione della Corte in un acceso question time alla Camera Salvini aveva spiegato che "la Corte dei conti ha deciso di sottoporre la valutazione alla sezione centrale di controllo" ma "si tratta di una scelta che non modifica il termine previsto per la determinazione sulla registrazione fissato per il 7 novembre". Aveva sottolineato che il lavoro svolto "è stato serio, articolato e trasparente nel rispetto delle norme italiane ed europee, è stata rispettata la normativa ambientale". Per cui "nessuna violazione, nessun ritiro della delibera Cipess", aveva affermato scontrandosi nuovamente con Bonelli, che aveva posto l'interrogazione sull'opera da 13,5 miliardi e bollato come "vecchio di 26 anni" il progetto.

 


La Commemorazione dei Defunti

La Commemorazione dei Defunti

Anche quest’anno, in occasione della Commemorazione dei Defunti,
l'Amministrazione Comunale rinnova il suo impegno per garantire un accesso
agevole e sicuro ai luoghi di riposo dei propri cari, organizzando un servizio gratuito
di bus navetta da e per i cimiteri della città nelle giornate di venerdì 1 e sabato 2
novembre.
L'iniziativa, ormai consolidata, mira a prevenire la congestione del traffico veicolare
che tradizionalmente si verifica in queste date. L'elevato numero di autovetture che
circolano verso i cimiteri nei giorni clou può infatti causare situazioni di scarsa
fluidità, ingolfamento e, nelle ore di punta, una vera e propria paralisi della
circolazione, con grave nocumento per la sicurezza stradale.
Il servizio di bus navetta, interamente gratuito, si svolgerà in entrambi i giorni, l'1 e il
2 novembre, con il seguente orario continuato: dalle ore 7:30 alle ore 18:00.
Di seguito gli itinerari previsti:
- Piazza Libertà (Ragusa) – Cimitero centrale e viceversa;
- Piazza Libertà (Ragusa) – Cimitero Ibla e viceversa;
- Piazza G.B. Odierna (Ibla) – Cimitero Ibla e viceversa;
- Via B. Brin (Marina di Ragusa) – Cimitero Marina e viceversa.
“L'Amministrazione – sottolinea l’assessore alla Mobilità, Giovanni Gurrieri - invita
calorosamente la cittadinanza a usufruire di questo servizio gratuito per contribuire
a una migliore gestione del flusso veicolare, garantendo così una visita più serena e
sicura in un momento di raccoglimento e memoria”.