PNRR: 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni

PNRR: 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni

A quanto pare gli annunci trionfanti della Regione  sull'avanzamento nella realizzazione dei progetti dei fondi PNRR non sono veritieri. Gli organi di stampa infatti denunciano l'imminente spesa di ben 110 milioni di euro per il reclutamento di consulenti esterni da parte della Regione Siciliana. Si tratterebbe di denaro destinato ad “aiutare” gli uffici pubblici a spendere i fondi europei.  E quindi,  mentre la Sicilia si trova ancora drammaticamente ferma a meno del 2% della spesa relativa al Fondo Sociale Europeo (programmazione 2021-2027), si decide di impiegare una cifra colossale per assumere consulenti con parcelle che sfiorano gli 800 euro al giorno, anziché intervenire strutturalmente sulla macchina burocratica. Ci sembra pertinente la lamentela del Codacons Sicilia che esprime sconcerto per l'ennesimo paradosso amministrativo.  «È del tutto irrazionale dice il  Codacons – che, per accelerare la spesa di fondi pubblici, si debbano prima spendere cifre esorbitanti per pagare super-consulenti. In un momento storico in cui la pubblica amministrazione soffre una grave carenza di personale stabile e qualificato, invece di bandire concorsi pubblici per rafforzare gli organici o formare soggetti competenti, si continua a percorrere la strada più costosa della consulenza esterna». L’impiego di oltre 250 esperti per attività che – se la Regione funzionasse – dovrebbero rientrare nella normale operatività dei dipartimenti, rappresenta una sconfitta del sistema amministrativo e della politica regionale. È l’ammissione palese di un fallimento gestionale. Piuttosto, si dovrebbe attuare un piano straordinario di reclutamento interno, con concorsi pubblici che offrano nuove opportunità ai giovani siciliani e rafforzino la capacità ordinaria dell’amministrazione. D’altra parte, continuare a gestire la programmazione europea come un affare privato – con incarichi esterni milionari – oltre che a creare una nutrita schiera di amici, non può che produrre ritardi, dispersione di risorse e un aggravio ulteriore per i siciliani.  Il Codacons Sicilia dichiara anche di essere intenzionato a trasmettere una segnalazione alla Corte dei Conti per verificare se la gestione delle risorse europee sia conforme ai principi di efficienza, economicità e buon andamento dell’azione amministrativa.


Se siamo ciò che mangiamo.

Se siamo ciò che mangiamo.

Allora per stare in salute dobbiamo essere certi che il nostro cibo sia, oltre che in grado di fornirci il giusto apporto nutrizionale, sicuro. Le malattie di origine alimentare sono infatti spesso di natura infettiva o tossica, dovute a virus, batteri o sostanze chimiche che entrano nel corpo attraverso i cibi. Il rischio può annidarsi in ogni anello della catena della filiera produttiva, dalla produzione fino alla distribuzione, per cui a protezione della nostra salute sono necessarie normative rigorose, una rete di sorveglianza e misure di prevenzione e controllo, oltre a buone pratiche igieniche nel settore alimentare e consapevolezza e attenzione da parte dei consumatori. C’è un’agenzia dell’Unione europea che si occupa di sicurezza alimentare e ha sede in Italia, a Parma. E’ l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), incaricata di fornire consulenza scientifica indipendente su tutte le questioni connesse alla sicurezza alimentare. Il compito dell’Efsa è di analizzare i rischi lungo l’intera catena alimentare – dagli alimenti per animali ai prodotti destinati al consumo umano – al fine di tutelare la salute dei cittadini, il benessere animale e l’ambiente. Collabora con gli Stati membri, le istituzioni europee e vari stakeholders per garantire decisioni fondate sulla scienza e una comunicazione trasparente. In occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare, leggiamo un'intervista a Barbara Gallani pubblicata sul giornale on line Interris ,  “Quando parliamo di sicurezza alimentare, ci riferiamo alla garanzia che un alimento non rappresenti un pericolo per la salute del consumatore. Significa che quel cibo è stato prodotto, conservato e trasportato secondo regole precise, che è stato controllato, e che non contiene sostanze dannose, come batteri patogeni, residui chimici o contaminanti. La sicurezza alimentare è quindi una condizione imprescindibile che riguarda la salubrità di ciò che mettiamo sulle nostre tavole”. “Da questo punto di vista, possiamo dire che il cibo disponibile sul mercato dell’Unione europea è tra i più sicuri al mondo. Il sistema di sicurezza alimentare dell’Ue è estremamente rigoroso: esistono normative dettagliate, una rete di sorveglianza solida e ben organizzata e un lavoro continuo di valutazione scientifica. Di fatto, i cittadini europei possono contare su un livello di protezione molto elevato”. “Negli ultimi anni si è parlato spesso di un aumento delle zoonosi, cioè di quelle malattie che si trasmettono dagli animali all’uomo, anche attraverso il cibo. Microrganismi patogeni come Salmonella, Listeria o Escerichia coli possono contaminare gli alimenti in vari punti della filiera.  Per monitorare questi rischi e proteggere la salute dei consumatori, l’EFSA, in collaborazione con il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), pubblica annualmente il One Health Report, un rapporto che raccoglie e analizza i dati di sorveglianza e monitoraggio forniti dagli Stati membri sull’incidenza di infezioni zoonotiche e agenti zoonotici negli esseri umani, negli alimenti, negli animali e nell’ambiente, nonché sui contaminanti microbiologici negli alimenti. L’obiettivo è identificare tempestivamente le minacce sanitarie emergenti, valutare le tendenze delle zoonosi e migliorare le misure di prevenzione e controllo lungo tutta la catena alimentare”. “La filiera produttiva europea presta un’attenzione sempre maggiore al benessere animale e alla sostenibilità ambientale. Il rispetto delle condizioni di vita degli animali da allevamento rappresenta un elemento centrale delle politiche agroalimentari dell’Unione europea, sia per motivi etici sia perché animali allevati in ambienti adeguati tendono ad essere più sani, riducendo così il rischio di malattie e la necessità di ricorrere agli antibiotici. In questo ambito, l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) svolge un ruolo fondamentale, fornendo consulenze scientifiche indipendenti volte a migliorare le pratiche di allevamento, trasporto e macellazione, nel rispetto delle esigenze fisiologiche e comportamentali degli animali. Il benessere animale è strettamente legato anche alla sostenibilità ambientale: garantire un’alimentazione equilibrata, spazi adeguati, ambienti più naturali e sistemi di allevamento meno intensivi non solo favorisce la salute degli animali, ma contribuisce anche a ridurre l’impatto ambientale dell’intera filiera”. Ma l’opinione pubblica europea è sensibile e attenta a questo tema? “L’interesse dei cittadini europei verso la sicurezza alimentare è elevato. Molti consumatori mostrano consapevolezza riguardo ai rischi legati al consumo di determinati prodotti e sono sempre più attenti all’origine degli alimenti, agli ingredienti e alla trasparenza delle etichette. Questioni come l’uso dei pesticidi, gli additivi, il benessere animale e la sostenibilità ambientale incidono sempre più sulle scelte di consumo. L’Efsa conduce, ogni tre anni, uno studio approfondito dell’opinione pubblica nei confronti della sicurezza alimentare. L’Eurobarometer 2025 sulla sicurezza alimentare verrà pubblicato nei prossimi giorni”. Quali sono gli impatti degli effetti del cambiamento climatico sulla sicurezza alimentare?  “Il cambiamento climatico sta influenzando sempre di più la sicurezza alimentare. L’aumento delle temperature, la maggiore frequenza di eventi estremi come alluvioni o siccità e le modifiche nei cicli biologici delle colture e degli animali creano nuovi rischi, sia dal punto di vista della produzione che della sicurezza del cibo.  Queste condizioni possono infatti favorire la diffusione di nuovi agenti patogeni o di contaminanti ambientali. È una sfida aperta su cui la scienza e le istituzioni stanno lavorando per prevedere, prevenire e gestire le conseguenze. In questo contesto, l’EFSA valuta come i cambiamenti climatici possano influenzare i pericoli biologici e chimici lungo la catena alimentare, e sviluppa strumenti scientifici per aiutare a proteggere meglio la salute dei consumatori”.


Regolamentare la viabilità a Marina di Ragusa

Regolamentare la viabilità a Marina di Ragusa

“A seguito degli incontri svolti con esercenti e residenti di Marina -dichiara
l’assessore alla Mobilità e alla Polizia locale, Giovanni Gurrieri - procediamo con
una prima ordinanza estiva per regolamentare la viabilità della frazione.
Al di là della regolamentazione di alcuni tratti di vie adiacenti al Lungomare (es. via
Citelli), le principali novità sono soprattutto due.
La prima riguarda la vivibilità di via Brin, che a partire da domani sarà
pedonalizzata dalle ore 19.00 alle ore 06.00 nel tratto compreso tra via Vasco de
Gama e via Del Mare. Questa disposizione sarà in vigore nei giorni festivi e
prefestivi dei mesi di giugno e settembre, e ogni giorno a luglio e ad agosto. Sono
ovviamente autorizzati al transito tutti gli aventi diritto indicati nell’ordinanza.
La seconda riguarda il divieto di transito di biciclette e monopattini sul lungomare e
nelle zone pedonali. Dal 1 luglio al 30 settembre, dalle 20.00 alle 06.00, in queste
aree potranno solo essere spinti a mano.
Ricordo che dal 15 luglio, nei giorni festivi e prefestivi, sarà attiva dalle 20.00 alle
03.00 la Ztl di Marina di Ragusa. Rimarranno validi i pass già rilasciati e le istanze
già presentate tramite il portale ragusapass.it, oggetto di rinnovamento.
Nei prossimi giorni forniremo una comunicazione specifica in merito e un tutorial
che spiegherà come presentare nuove istanze in pochi click.
Per informazioni è possibile inoltre rivolgersi ai front office del Comando di Polizia
Locale di Ragusa (dal lunedì al venerdì dalle 09.00 alle 12.00; martedì e giovedì
anche dalle 15.00 alle 17.00) e della Delegazione di Marina sita in via Brin (dal
lunedì al giovedì, dalle 09.00 alle 12.00).”

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Coltiviamo l'Italia.... dei Fratelli d'Italia

Coltiviamo l'Italia.... dei Fratelli d'Italia

Si è tenuto questo pomeriggio, venerdi' 6 giugno, presso il Savini Bar di Ragusa l'evento di Fratelli d'Italia “Coltiviamo l'Italia” che ha inteso fare il punto sulle azioni del governo Meloni per il sostegno, la crescita e la tutela del settore primario. Una sala gremita di imprenditori, agricoltori, allevatori,  pescatori e rappresentanti delle categorie ha avuto modo di ascoltare e di confrontarsi con i diversi esponenti di Fratelli d'Italia presenti.
Sono intervenuti, tra gli altri, il responsabile regionale del Dipartimento Agricoltura di FdI, Avv. Gabriella Regalbuto, il Commissario regionale del partito, On.le Luca Sbardella, il Vice Capogruppo Fdi al Senato, Sen. Salvo Sallemi, il Capogruppo di FdI all’Assemblea regionale siciliana, On.le Giorgio Assenza, il Presidente della Commissione Agricoltura al Senato, Sen. Luca De Carlo, il Capogruppo di FdI in Commissione Agricoltura al Senato, Sen. Salvo Pogliese, il Capogruppo di FdI Commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, On.le Marco Cerreto e  il responsabile del Dipartimento Agricoltura del partito, il deputato On.le Aldo Mattia.“Abbiamo avuto modo di dare la concreta dimensione – dice il senatore Salvo Sallemi - a una platea numerosa e interessata, dell’impegno del Governo Meloni per il settore primario. Da inizio legislatura sono stati stanziati 11 miliardi di euro per il settore: mai nella storia della Nazione così tante risorse. E poi la difesa del Made in Italy e il contrasto all’italian sounding e alle contraffazioni alimentari; l’aumentata capacità di spesa delle risorse disponibili passata dal 57% del 2022 al 79% del 2024 che hanno fatto dell’Italia la prima nazione UE per valore aggiunto dell’agricoltura lo scorso anno. Sul territorio abbiamo dato risposte importanti, penso al Mercato di Vittoria ove ha aperto una sede dell'Ispettorato repressione frodi e agli importanti finanziamenti arrivati di concerto con il governo regionale. Il Dl Agricoltura ha rappresentato uno strumento importante, da 500 milioni, per la moratoria dei mutui per agricoltura e pesca e per nuovi interventi contro le pratiche sleali con il monitoraggio del costo medio di produzione”.


Addizionale comunale. Ora si che decolliamo!

Addizionale comunale. Ora si che decolliamo!

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato la mini manovra finanziaria che prevede la cancellazione della tassa addizionale comunale sui biglietti aerei per i quattro aeroporti minori siciliani di Comiso, Trapani, Pantelleria e Lampedusa. E' un poco come dire spogliamo Cristo per vestire la Madonna dato che l'addizionale serviva ai comuni che sono tutti alla canna del gas. Secondo Nico Torrisi questa decisione segna un passo decisivo per il rilancio del settore e stimolerà la crescita economica della regione.  Ad esempio, con l’abolizione di questa tassa,  l’aeroporto di Comiso potrà beneficiare di una spinta significativa per la sua competitività. La misura offre un'opportunità importante per attrarre compagnie aeree, incrementare il numero di voli e generare ricadute positive per il nostro territorio, dal turismo alle imprese locali. Sempre secondo Torrisi  il risultato è frutto di una sinergia tra le Istituzioni regionali ed è "doveroso"  ringraziare il Presidente Schifani e l'assessore Aricò. Ora, grazie alla pubblicazione dei bandi per la continuità territoriale la cancellazione della tassa, per Comiso si prospetta un futuro radioso considerando che sono stati inoltre stanziati 47 milioni di euro per il potenziamento delle infrastrutture aeroportuali. Di questi, 20 milioni saranno destinati alla realizzazione della piattaforma cargo, mentre altri 27 milioni sono previsti nell’ambito del piano FSC 2021–2027 per ulteriori interventi di sviluppo. Sono poi previsti investimenti specifici per potenziare i collegamenti intermodali, un passaggio cruciale per favorire la crescita e l’integrazione del nostro territorio. Così ha detto Torrisi. Non è la prima volta che sentiamo il termine radioso  ma c'è ben poco di nuovo. L'addizionale era un pallino della Ryanair che ha quasi ricattato la Regione riuscendo poi ad ottenere questo risultato. Sono pochi spiccioli   ma la compagnia irlandese che viaggia a milioni di passeggeri anche un euro fa brodo.  Per le altre è poca roba. Ma Ryanair a Comiso non c'è, a meno che Torrisi non abbia notizie diverse. Per il Cargo ormai tutti sanno che si tratta di soldi buttati, almeno per ora, che non contribuiranno a far crescere i passeggeri. Diverso invece il discorso se si intende intervenire con i 27 milioni del FSC sulla struttura a partire dai check in ed altro.


La guerra interna del PD

La guerra interna del PD

Un congresso dovrebbe essere l'occasione per presentare all'opinione pubblica e ai potenziali elettori (non solo agli iscritti) un programma chiaro per il governo della Regione e una leadership inclusiva e condivisa.  Invece, quello che è accaduto in questi giorni è servito solo a fare la conta Insomma mentre il popolo siciliano è disilluso e non va alle urne, di qualunque genere, il Partito Democratico siciliano impegnato in una guerra interna  è incapace di proporsi come una credibile alternativa al centrodestra, allontanando sempre più l'elettorato. Parliamo delle recenti divisioni che hanno raggiunto il culmine durante la stagione congressuale, conclusa con la riconferma del segretario uscente Anthony Barbagallo, unico candidato e in più scontri furiosi tra il gruppo parlamentare dell'ARS e la segreteria, una valanga di ricorsi agli organismi di garanzia – a loro volta contagiati dal clima di conflitto – e una serie di dimissioni.  Ma ora come abbiamo detto più volte nei nostri TG , proprio dopo l'elezione di Schininà a Ragusa, bisogna guardare al partito parlando agli   astensionisti e ai cittadini non schierati in modo credibile e unitario.
Non può bastare infatti sentirsi soddisfatti di avere una percentuale  pronta ad ogni occasione ma non in grado di far crescere il partito.  Gli impegni elettorali non sono vicinissimi ma neanche tanto lontani. Solo quando il gruppo dirigente, operando nel modo meno divisivo possibile,  riuscirà a riunire le diverse "anime" del partito si potrà fermarsi prima del baratro .

Ci sono momenti, e probabilmente siamo in uno di questi, in cui il legittimo dibattito sulle idee, che non dovrebbe mai trasformarsi in una distruttiva guerra tra fazioni, deve cedere il posto a uno sforzo collettivo.  Barbagallo però, no smentisce le difficoltà ma minimizza.


Il punto.... sui punti chiave per Comiso.

Il punto.... sui punti chiave per Comiso.

L'attuale gestione degli aeroporti siciliani, in particolare quelli di Catania e Comiso, sta sollevando forti critiche, evidenziando una governance politica inefficace e le sue dirette conseguenze sul territorio. La SAC  dopo aver affrontato gravi disagi a Fontanarossa nell'estate del 2023, ha mostrato una gestione particolarmente deficitaria anche a Comiso, dove si registra un calo del 58% dei passeggeri rispetto all'anno precedente.
L'amministratore delegato  Torrisi è al centro delle polemiche, nonostante il sostegno del presidente della Regione Renato Schifani.  Secondo molti  l'assenza di un meccanismo che permetta di rimuovere i dirigenti in caso di risultati insoddisfacenti è una garanzia per continuare a fare errori di gestione.
Ci hanno riempito la testa con la storia della gestione integrata. Questo sistema però sembra favorire solo Catania lasciando Comiso nell'abbandono.
Nonostante il mancato rispetto del piano degli investimenti, l'aeroporto di Fontanarossa si conferma il quarto più trafficato d'Italia ad aprile 2025. Tuttavia, questa crescita mette in evidenza la sua fragilità per sovraffollamento, servizi carenti  senza pensare ad emergenze, come quella vissuta due anni fa.
Comiso, nonostante faccia parte del tanto decantato sistema, è ridotto a scalo d'emergenza, operativo solo in condizioni eccezionali come vento forte o attività vulcanica dell'Etna.
Sono tanti i milioni di euro investiti ma  l'aeroporto ibleo offre solo quattro voli per la stagione estiva, penalizzando un territorio ad alto potenziale turistico come Ragusa. Mancano collegamenti essenziali con Roma e Milano, dopo la sospensione delle operazioni di Aeroitalia per scarsa redditività e disservizi.
Ora, dico finalmente, qualcuno ha deciso di accusare la SAC di cercare costantemente un capro espiatorio per giustificare  i propri fallimenti. Due anni fa  La Ryanair,  maggiore vettore a Comiso , scomparve dalle pista da un giorno all'altro  e  nessuno è riuscito a  capire perchè  e non è stato più possibile convincere la compagnia irlandese a tornare.
La Sac in un comunicato stampa ha ribadito che ogni decisione su Comiso è stata presa di concerto con il Comune che quindi era a conoscenza di ogni scelta nel bene e nel male.
Non per difendere la sindaca ma è chiaro che chi possiede meno del 2 per cento, pur essendo a conoscenza di una qualunque malefatta, non è certo in grado di opporsi.  Diverse invece le responsabilità quando non si ha avuto il coraggio di revocare le concessioni a Soaco e Sac.
Fratelli d'Italia ha criticato aspramente la gestione di SAC, definendo la governance "fallimentare" e chiedendo un "immediato cambio di passo" e una "assunzione di responsabilità" da parte di SAC  E a proposito della solita tiritera sui  collegamenti e cioè della cosiddetta mancanza di intermodalità  ci sembra che l'idea dell'aeroporto era voluta proprio per superare il gap della marginalità.  Un aeroporto dovrebbe infaatti contribuire a superare tali lacune, non esserne ostacolato.
Sappiamo però che nonostante il quadro critico, ci sono ingenti fondi disponibili oltre a quelli per il cargo(?) ci sono i tre milioni l'anno per tre anni per incentivare nuove rotte dalla Regione e  i fondi del Libero Consorzio di Ragusa.  I bandi della Camera di Commercio che promettono  cinque nuove tratte internazionali non hanno ancora portato risultati concreti. Per Roma e Milano si attende la continuità territoriale.
Malumori ha poi suscitato l'ipotesi del ritorno di Aeroitalia andata via ai primi di maggio insalutato ospite. La compagnia, che purtroppo lascia sempre un mare di polemiche, a questo punto sarebbe l'unica ancora di salvezza ma a quale prezzo?
L'ultima da raccontare ci riporta al  18 aprile scorso quando Schifani ha sollecitato il commissario straordinario della Camera di commercio del Sud-Est, Antonio Belcuore, ad approvare il bilancio e a rinviare la nomina dei nuovi vertici di SAC. Schifani ha ribadito che la scelta spetta agli organi della Camera di Commercio una volta ricostituiti, garantendo che l'attuale CDA di SAC rimarrà in carica fino al 31 agosto 2025, data entro cui Belcuore dovrà procedere alla composizione degli organismi.
La notizia è che per il 6 giugno è convocata l'assemblea dei soci della Sac. Vuoi vedere che non sapendo ne leggere ne scrivere fanno il nuovo CdA in barba a Schifani???


La politica di coesione in Sicilia incontra i territori.

La politica di coesione in Sicilia incontra i territori.

Parte giovedì 5 giugno da Ragusa l’iniziativa “Opportunità coesione: itinerari per imprese, enti ed organizzazioni del Terzo settore”, ideato dal dipartimento Programmazione della Presidenza della Regione. Saranno presentati i bandi sostenuti
con i fondi europei e nazionali (già attivati e di prossima emanazione), per un importo complessivo di
oltre 800 milioni di euro. Si tratta di un’iniziativa sperimentale per portare nelle nove province le
occasioni di finanziamento e favorire la massima partecipazione attraverso il dialogo diretto con gli
esponenti delle istituzioni locali e del partenariato economico-sociale.
Il primo incontro si terrà a Ragusa Ibla il 5 giugno, dalle 9 alle 13, alla sala polifunzionale “Falcone
Borsellino”, in via Torrenuova. Saranno illustrati i bandi aperti del Pr Fesr 21-27 e dell’Fsc 21-27, per
un totale di oltre 500 milioni di euro destinati alla selezione dei progetti, ma si parlerà anche di altri
avvisi di prossima uscita, per ulteriori 310 milioni. Complessivamente, si tratta quindi di circa 810
milioni di euro già resi disponibili in questa fase d’attuazione dei programmi, di cui 513 milioni destinati
alle imprese e 297 milioni riservati a enti locali e terzo settore. Interverranno, tra gli altri, dirigenti e
funzionari dei dipartimenti regionali Turismo, Acqua e rifiuti, Attività produttive e Famiglia, che hanno
funzione di centri di responsabilità nel periodo di programmazione 2021-2027.
Previste nel pomeriggio anche visite (aperte alla stampa) a interventi realizzati nel territorio. Si parte
alle 15.30 con gli alloggi popolari realizzati in via Risorgimento, realizzati nell’ambito del
progetto “Connettiamo i margini Ragusa” (social housing), sostenuto con le risorse del Fesr Sicilia.
L’iniziativa coinciderà con la consegna ufficiale delle chiavi agli assegnatari degli appartamenti, alla
presenza del sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, dei rappresentanti del dipartimento regionale
Infrastrutture e dei vertici Iacp locali.
A seguire, si svolgerà una visita tecnica-informativa alla sede di uno dei partner del progetto BioTrak
(Natura & Qualità Società Agricola), nella zona industriale III fase a Ragusa. Si tratta di un intervento
che sviluppa un sistema innovativo di tracciabilità e certificazione per le filiere zootecniche bovine,
attraverso l’utilizzo di mangimi sostenibili a base di biomasse residuali del settore olivicolo. Il progetto,
cofinanziato nell’ambito del programma Fesr Sicilia, è candidato dalla Regione al concorso RegioStars,
che premia i migliori interventi di tutta Europa sostenuti dai fondi Ue.

“Opportunità Coesione” continuerà venerdì 6 giugno con un nuovo incontro a Siracusa (sala “Ferruzza-
Romano” del consorzio del Plemmirio), sempre dalle 9 alle 13 e con visite ai progetti nel pomeriggio.


Cosa è accaduto sull'Etna.

Cosa è accaduto sull'Etna.

“Dopo una pausa di quasi tre settimane, l'Etna ha ripreso la sua attività eruttiva nella notte del 2 giugno, culminando in un episodio parossistico nel corso della stessa mattinata. Questo evento, il primo del 2025 di tale entità, è stato caratterizzato da una vigorosa attività di fontanamento che ha prodotto una colonna eruttiva alta diversi chilometri e una corrente piroclastica di densità. Dopo una fase di relativa quiete seguente l’episodio del 12 maggio l'Etna ha manifestato un incremento del tremore vulcanico nelle prime ore del 2 giugno, seguito dalla ripresa dell'attività esplosiva al Cratere di Sud Est. Intorno alle 10:00 locali del 2 giugno, l'attività ha subito una decisa intensificazione, evolvendo in fontane di lava, seppur di modesta entità rispetto ai grandi eventi a carattere parossistico che hanno caratterizzato il periodo 2021-22 allo stesso Cratere di Sud Est o durante l’estate del 2024 al Cratere Voragine. Contestualmente, si è formata una colonna eruttiva alta diversi chilometri, che ha causato ricadute di materiale piroclastico principalmente nelle aree pedemontane occidentali del vulcano. Il momento cruciale dell'evento si è verificato intorno alle 11:23 locali, quando l’energia raggiunta dall’episodio eruttivo ha innescato un cedimento di parte del cono del Cratere di Sud Est producendo un flusso di materiale piroclastico che si è propagato dal fianco settentrionale del cono. Questo materiale, interagendo esplosivamente anche con neve sepolta alla base del cratere, ha generato una corrente piroclastica che ha percorso circa 2 km all'interno della Valle del Leone in poco più di un minuto. Sebbene eventi di questo tipo non siano nuovi per l'Etna, la portata di questa corrente la colloca tra le più rilevanti degli ultimi decenni”. Lo ha affermato Marco Viccaro. Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana di Vulcanologia.  “È fondamentale sottolineare che, pur non avendo alcun impatto diretto sulle zone abitate alle pendici del vulcano, le correnti piroclastiche possono rappresentare un pericolo per la frequentazione della zona sommitale del vulcano etneo. La loro insorgenza è repentina e influenzata da molteplici fattori come l’instabilità del cono – ha dichiarato Rodolfo Carosi, Presidente della Società Geologica Italiana -  l’area della porzione interessata dal possibile cedimento, la direzione di propagazione e la morfologia del versante interessato, oltre ad eventuali altri fattori catalizzanti come ad esempio la presenza di masse di neve sepolte. La scarsa frequenza con cui questi eventi si sono verificati su vulcani mafici e a condotto aperto come l’Etna determina ancora una scarsa conoscenza delle dinamiche di innesco e dello sviluppo di queste fenomenologie in questi contesti. È pertanto opportuno mantenere alta l’attenzione verso queste fenomenologie inusuali, considerando che la frequenza di accadimento delle correnti piroclastiche all’Etna è chiaramente in crescita”..

 


Nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa

Nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa

Najla Hassen è la nuova coordinatrice cittadina del Movimento 5 Stelle di Ragusa. L’elezione al termine della riunione del coordinamento territoriale che si è tenuta all’Hotel Kroma. Succede a Gabriele Piccitto che assume insieme a Giuseppe Migliorisi il ruolo di vice rappresentante. Completano l’organigramma, Carla Albani referente giovani; Demetrio Occhipinti referente formazione e Lino Iabichino referente progetti. Alla riunione hanno preso parte la deputata regionale Stefania Campo e il coordinatore provinciale Federico Piccitto. “Ringrazio sia Stefania che Federico ma soprattutto ogni iscritto e iscritta al gruppo territoriale, perché non hanno mai smesso di credere, malgrado i risultati elettorali che non sono stati a nostro favore – ha detto Najla -. Non ho fatto la scelta della politica, ma è stato il senso di giustizia e di appartenenza che mi ha sempre portato all’attivismo dal basso. Ho la fortuna di vivere in un paese che professa la democrazia, che significa potere al popolo, quindi bisogna solo mettere in pratica i suoi principi. Non esistono per me “discorsi da bar”, come aveva affermato qualcuno, ma esiste l’ascolto delle persone, nessuno escluso quindi anche chi la pensa diversamente da noi. Tutte le voci valgono, soprattutto quelle di chi fa fatica ad arrivare a fine mese, la voce della madre sola con bambini, quella del padre separato e alienato, la voce dei giovani, spesso rimproverati ma mai sinceramente ascoltati, e la voce degli anziani, soprattutto quelli più fragili. Parafrasando Pasolini, e pensando a molte persone che conosco, ma anche osservando me stessa, posso dire che siamo nell’età del pane, dove buona parte dei cittadini sono consumatori di beni estremamente necessari. Credo sia fondamentale trattare il tema dei diritti sociali. Per questo, in questa mia prima comunicazione, rivolgo un invito ad andare a votare per il referendum dell’8 e 9 giugno. Se il potere ci invita a non votare, noi cittadini dobbiamo fare la cosa contraria. Spesso si sente dire che Ragusa è una delle città più benestanti della Sicilia, anche dell’Italia. La nostra città è abbastanza ordinata, dove si tiene al decoro urbano. Però, da cittadina ragusana, posso affermare che Ragusa ospita molte persone invisibili, che non frequentano i salotti e le presentazioni di libri, che non vanno al cinema e che non possono godere di alcun mezzo di benessere perché vivono in una povertà estrema, che le porta a concentrarsi sull’indispensabile. Come ho detto in assemblea, la mia nomina e quella di tutta la squadra sono una formalità, perché lavoreremo in modalità di gruppo, in modo orizzontale. Saremo aperti a tutte e tutti, anche ai non iscritti, per confrontarci e ascoltare le critiche. Credo che un buon lavoro di squadra debba partire da due elementi fondamentali: rafforzare la sinergia all’interno del gruppo e praticare l’autocritica”.