Il telegiornale di Teleiblea del 18 luglio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 18 luglio 2023

Nell'Indice: Come è ridotto l'aeroporto di Comiso. Le indagini per l'incendio di Catania. Torrisi smentisce i post sull'impreparazione del sistema. Il vussia chiede le dimissioni dei vertici Sac. La protesta dei sindaci per le royalties del gas. In studio Peppe Lizzio sulla stagione a Ibla. Untitolata una via allo storico Sortino Trono. Intervista Di Raimondo dell 'Emporio Solidale .


Come l'hanno ridotto! Vertici inadeguati

Come l'hanno ridotto! Vertici inadeguati

Questo è un post di un viaggiatore che è partito da Comiso dopo l'incendio di Fontanarossa:
Ora, aeroporto di Comiso. Il delirio. Una folla confusa e infelice. Monitor spenti e nessuno sa quando partirà. Gente buttata a terra. Ascensori e scale mobili guasti. Stranieri che chiedono informazioni in inglese e francese e il personale risponde in italiano ma come se stesse parlando con persone con deficit uditivi. A mosse. Qualcuno si è sentito male. Nessun altoparlante in funzione.
Ecco come l'hanno ridotto. Sono bastati 2 mesi d'abbandono che lo scalo si è riprogrammato per i pochi voli di Aeroitalia e poi quando arriva la necessità nessuno sa come fare. Anzi per non avere problemi qualche responsabile  neanche risponde al telefono.
All'assemblea Regionale intanto nella seduta di oggi ci sono stati 3 interventi dei deputati Gilistro, Marano e Campo che hanno evidenziato l'impreparazione dell'organizzazione aeroportuale anche alla luce del post pubblicato da una dipendente coinvolta nell'incendio. Il Vussia Mec, associazione di difesa dei viaggiatori aerei,  con il suo presidente Melchiorre, dopo aver parlato delle tante  pecche che tutto il sistema aeroportuale etneo ha mostrato in questi frangenti ha scritto. "Il  MEC chiede pertanto che si ponga con forza il problema se il vertice di Fontanarossa possa restare al suo posto: ‘Non dobbiamo dimostrare niente, parlano i fatti: un incendio ha bloccato la nostra principale infrastruttura di trasporto in Sicilia. In questi casi, i vertici responsabili della gestione vengono sostituiti. La magistratura potrà analizzare cosa è mancato, ma noi chiediamo certezze per l’immediato futuro. E su questo non c’è possibilità di tergiversare. L’inadeguatezza dei vertici della SAC è resa evidente dalla cronaca dei fatti, noi non dobbiamo nemmeno esprimere un giudizio.’


Se solo uno di questi fosse vero!

Se solo uno di questi fosse vero!

Abbiamo trovato su facebook un post pubblicato da una dipendente dell'aeroporto che si trovava nel terminal al momento dell'incendio. Nel titolo diciamo che se solo uno dei gravissimi disservizi elencati fosse vero la magistratura di Catania dovrebbe, in massa, scendere all'aeroporto e mettere i sigilli a tutti gli uffici cercando di appurare come si sono svolte davvero le cose. Prima che qualcuno tenti di insabbiare la vicenda a causa delle amicizie tra potenti della politica. Siamo preoccupati perchè poteva capitare a ognuno di noi di trovarsi a Fontanarossa e vivere momenti terribili a causa , come potrebbe sembrare, di una manifesta impreparazione e l'inadeguatezza dei sistemi di sicurezza.   La signora che usa il suo nome e cognome scrive testualmente   queste parole  dopo l'incidente. 

Vorrei spendere 2 paroline in merito al fatto avvenuto ieri sera in aeroporto dato che per mia sfortuna ero lì presente e sono tornata a casa alle 5 del mattino. QUINDI mentre mio figlio dormiva beatamente nel letto (con sua nonna), io ero al lavoro (si fa per dire, mi correggo ero in pista)
È vergognoso come nel 2023 possa avvenire una catastrofe del genere, un aeroporto INTERNAZIONALE prende letteralmente a fuoco causando milioni di danni e inabilità.
Nel giro di pochi secondi si creano nubi di fumo, fiamme e fuoco a non finire. E in tutto questo NON si attivano:
1) sirene antincendio
2) sistema automatico di estinzione a pioggia
3) persone adatte che attraverso l’Interfono illustrano la situazione invitando noi dipendenti e vari passeggeri ad uscire
4)Nessun piano di evacuazione
5) nessun corso fatto a noi sulla gestione dei pax e su come gestire la criticità di questa situazione.
Ed è meglio che mi fermo qui perché al solo pensiero potrei destabilizzare le menti, per non parlare del fatto che dentro un aeroporto dove transitano milioni di passeggeri e ci lavorano migliaia di persone sia tutto facilmente infiammabile ad una velocità della luce.
Benissino io inviterei a farvi un esame di coscienza perché tutto questo è ASSOLUTAMENTE VERGOGNOSO, poteva finire in tragedia una situazione del genere, e noi siamo lì in balia di nessuno e nessuno che si preoccupa della nostra pelle. TOTALMENTE SCONVOLTA! Le tragedie possono avvenire ovunque ma io sto contestando il MODO in cui sono state svolte le varie operazioni (durante l’incendio, non dopo) che è davvero opinabile.
La fortuna è stata che essendo un orario notturno tra passeggeri e dipendenti eravamo realmente pochi i presenti, ma un fatto del genere avvenuto ad esempio alle 15 del pomeriggio o alle 12 sarebbe stata LA FINE.
Ah dimenticavo quando mi dite “che bello lavori in aeroporto” vi prenderei le teste e ve le sbatterei nel muro.

A noi sembra che questo sia sufficiente per far prendere a chi di dovere delle decisioni necessarie ed estremamente opportuna. 


Troppo caldo al Tribunale di Ragusa

Troppo caldo al Tribunale di Ragusa

Dall'agenzia AGI : Troppo caldo al Tribunale di Ragusa e il presidente Francesco Paolo Pitarresi, con una nota vergata a penna, impone lo 'stop' delle udienze da domani fino al 22 luglio. Si celebreranno solo le udienze "nei casi di effettiva e improrogabile urgenza, (es.processi con detenuti e/o testi residenti fuori sede), curando, in ogni caso, di evitarne il protrarsi sino alle ore piu' calde". Nella premessa, la decisione viene assunta a seguito della segnalazione del Consiglio dell'Ordine degli avvocati e su proposta del Presidente della sezione Penale. Le "condizioni della temperatura interna del Palazzo di Giustizia, allo stato sprovvisto dell'impianto di raffreddamento, non consentono, per l'insalubrita dell'ambiente, l'utile celebrazione delle udienze, in special modo se le stesse sono destinate a protrarsi sino alle ore piu' calde della giornata". Al Tribunale sono in corso dal qualche tempi, dei lavori di rifacimento dell'impianto di condizionamento dell'aria


Il telegiornale di Teleiblea del 17 luglio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 17 luglio 2023

Nell'Indice: il cambiamento climatico e le ripercussioni economiche. Servizio di Italpress. L'incendio di Catania Fontanarossa. Le responsabilità. Intervista al consigliere Gaetano Mauro su interrogazione sul porto di Marina. Il traffico a Casuzze e le piste ciclabili. Servizio sull'affondamento di uno yacht maltese. Suicidio in carcere a Ragusa. Chiusura del tribunale di Ragusa per troppo caldo. Intervista al presidente del circolo velico Alberino


Che confusione... sarà perchè non sono così bravi!!

Che confusione... sarà perchè non sono così bravi!!

Ho atteso qualche ora prima di scrivere questo articolo sulla tragedia sfiorata all'aeroporto di Catania con le tragiche conseguenze per i poveri viaggiatori che venivano già da uno sciopero selvaggio. Non ho notizie su quello che è accaduto, veramente, verso la mezzanotte di ieri ma considerando che in questo periodo girano nello scalo anche 40 mila persone  al giorno posso pensare che se questo incidente fosse accaduto a metà giornata ci sarebbe potuta scappare anche qualche vittima. Naturalmente non sono un tecnico dei Vigili del Fuoco ma a sentire le primissime testimonianze, assolutamente non confermate, potrebbe sembrare che a non funzionare sia stato il sistema antincendio. In queste strutture pubbliche, infatti,  si istalla generalmente una tecnologia antincendio chiamata Sprinkler (a spruzzo) che si attiva automaticamente per l’estinzione degli incendi. Grazie a  sensori gli sprinkler controllano costantemente l’ambiente in cui sono installati e, in caso di rilevazione di fumi o incendi si azionano immediatamente per spegnere i focolai  che, se di lieve entità, vengono completamente estinti senza dover utilizzare altri strumenti per lo spegnimento dell’incendio. Se invece si tratta di qualcosa di più grosso lo splinker fa il suo dovere in attesa dei rinforzi. Nessuno ha però parlato di questa tecnologia e neanche si sono viste nelle immagini persone bagnate o acqua a terra.  La distruzione causata dal fuoco è consistente. L’aerostazione ha riportato danni ingenti ed è difficile immaginare che si possa porre rimedio in soli tre giorni sia pure con una operatività provvisoria. Alla fine, per fortuna, non ci sono state vittime ma solo una  notte di paura e il fuggi fuggi generale dall’aeroporto in fiamme. Catania dunque detentore del  "guinness" siciliano dei 10 milioni di passeggeri, tanto decantato,  e con l'obiettivo di andare sempre più su,   stamattina  si è svegliata  senza aeroporto. Formalmente la sospensione dei voli varrà almeno fino a mercoledì 19 luglio ma la situazione, ad un primo sguardo, non sarà semplice da risolvere. Ci sono delle colpe? E' ancora presto per dirlo ma ricordo proprio l'ultima intervista dell'AD di Sac che, con sua solita supponenza,  magnificava la propria organizzazione e offendeva, tacciandoli di incompetenza e gelosia personale,  tutti coloro si fossero mai permessi di mettere in dubbio le capacità della Sac. Eppure nei commenti liberi, non quelli che fanno da claque agli amici , i passeggeri elencano i tanti disagi. Traffico esterno caotico e impossibile, struttura poco funzionale, mancanza assoluta di un numero adeguato di posti a sedere, bagni per lo più sporchi e senza carta igienica, aria condizionata inefficiente visto anche il gran caldo. Sembra ce ne sia abbastanza per chiedere, come abbiamo fatto da mesi, che il CdA della Sac rassegni le dimissioni per una manifesta incapacità a gestire, prima di tutto il suo secondo scalo, Comiso, costretto ad elemosinare voli e non buono neanche nei casi di emergenza e poi perchè quando accadono di questi incidenti, c'era o non c'era l'antincendio,  gli amministratori hanno una responsabilità oggettiva. pensate a quanto costerà uno scherzo del genere in servizi non goduti, voli cancellati spese per soggiorni inaspettati. Chi pagherà tutto questo?    Da noi il sacrosanto metodo delle dimissioni per dignità non può entrare in funzione. Perchè ?....  Ditelo voi perchè...


Appello al sindaco Dimartino

Appello al sindaco Dimartino

Le piste ciclabili sono una conquista per le città che soffrono per la congestione del traffico veicolare e grazie a queste corsie preferenziali cercano di favorire la mobilità alternativa autonoma. Quindi ottima cosa. Purtroppo però può accadere che spinti dall'enfasi ambientalista si vada oltre alle vere esigenze cittadine per mettere in mostra questo tipo di percorso quasi come fosse un titolo di merito dimenticando quante difficoltà si vanno a creare in altri luoghi per soddisfare i pochi e penalizzando i molti. Le immagini che vedete con il commento del collega giornalista professionista Antonio Recca fanno ben capire quale enorme errore si è causato, di concerto tra il sindaco di Santa Croce e quelle di Ragusa. Per poter vantarsi di aver completato un percorso ciclabile è stato deviato tutto il traffico veicolare che da Casuzze andava verso Marina convogliandolo su una stretta strada provinciale, realizzata decine di anni fa dove passano a stento  due automobili affiancate. Sono state più volte segnalate le difficoltà che si hanno per smaltire il traffico che ora, in estate, è paragonabile a quello di una grande città. Ma nonostante le lamentele nessuno fa nulla. Il sindaco di Santa Croce ora  è cambiato e a lui si rivolgono gli abitanti di Casuzze che su quella strada vedono passare centinai di veicoli l'ora con il rischio fondato di incidenti che coinvolgono bambini e anziani che la devono percorrere per raggiungere le proprie abitazioni. Il problema sta tutto sul senso unico del ponticello che unisce Marina a Casuzze. Prima c'era la possibilità di attraversarlo nei due sensi e poi per andare  verso Marina ci si poteva immettere nella via Dott.  Ottaviano molto più larga che presenta un tragitto molto più breve in confronto a quello che ora devono fare gli automobilisti.  E' un appello al sindaco Dimartino, dicono gli abitanti di Casuzze stretti nella morsa del traffico vacanziero. A meno che Barone, allora sindaco di Santa Croce, non abbia ceduto alle pressioni di Cassi' che a sua volta aveva preso a cuore le lamentele di quelli che abitano in via Dott. Salvatore Ottaviano che ora si sono "arrifriscati". Poi c'è un'altra piccola considerazione: le piste ciclabili servono soprattutto di giorno, perchè usate da chi va piano piano in bici visto che i veri ciclisti aborrono queste corsie di colore azzurro, e di sera sono a totale appannaggio delle persone che le percorrono a piedi. Allora abbiamo ristretto uno splendido lungomare come quello di Marina, abbiamo creato flussi di traffico anacronistici per una località balneare, per una passeggiata salutare. Chissà che ne pensano a Casuzze.


Ne avevamo davvero bisogno.

Ne avevamo davvero bisogno.

Dobbiamo dire che nel nostro ospedale, il Giovanni Paolo II, da tempo mancano diverse figure di medici e  primari delle varie unità complesse e questo crea una grande incertezza nel cittadino che vede una così grande struttura, bella all'apparenza ma che non riesce ad assolvere alle sue funzioni. Non sappiamo se tutto dipenda dalla endemica mancanza di strategia medica a livello regionale oppure la nostra Asp non ha saputo muoversi tra i corridoi palermitani per ottenere quello che in altre realtà è norma.  Si dice che certe figure politiche sanno bene a chi rivolgersi e arricchiscono il proprio territorio. Può anche essere vero ma non possiamo permettere che ci sia sanità di prima classe e poi quella di seconda fino alla terza classe dove si viaggia davvero male. Lo dimostra anche il fatto che ottimi primari che si sono succeduti nelle varie unità hanno preferito trasferirsi altrove. Oggi apprendiamo con piacere che il  professor Fabrizio Luca,  dal 16 giugno è il nuovo direttore dell’Unità complessa di Chirurgia generale all’ospedale “Giovanni Paolo II” di Ragusa da tempo scoperta.
A quanto dice il suo curriculum si tratta di uno dei pionieri della chirurgia robotica a livello mondiale, che ha già maturato una profonda esperienza allo IEO, l’Istituto Europeo di Oncologia fondato da Umberto Veronesi, dove è stato, direttore dell’Unità di Chirurgia Addominale Integrata. Dopo essersi laureato in Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Milano, nel 1990, Luca ha completato la propria formazione in chirurgia oncologica presso numerosi istituti europei e statunitensi: da Barcellona a Dublino, passando per Philadelphia e Los Angeles.
Nel 2016 arriva alla Loma Linda University dove si impegna nell’attività di chirurgia robotica applicata a tutte le specialità. Il professor Luca, nei mesi scorsi, si è aggiudicato la selezione pubblica finalizzata all’attribuzione dell’incarico di direzione di struttura complessa della Chirurgia generale di Ragusa. Ricopre, inoltre, l’incarico di professore presso l’Università Kore di Enna.  Riportiamo una sua dichiarazione: “Vorrei dare il mio contribuito all’innovazione tecnologica della chirurgia del mio Paese e in particolare della Sicilia. Ho trovato massima apertura da parte della Direzione strategica dell’ASP e della Direzione sanitaria di presidio, oltre a un ambiente dinamico, con una gran voglia di fare, che non perde di vista l’obiettivo primario: dare al paziente le cure migliori”.
“Da un punto di vista umano - continua il professor Luca - c’è un substrato eccezionale. Da un punto di vista organizzativo, dobbiamo saper cogliere tutte le opportunità. La chirurgia è una realtà complessa che ha bisogno di molteplici supporti: tutto deve incastrarsi alla perfezione perché funzioni. Ma è irrazionale pensare che un uomo, da solo, possa farcela. Alla base di tutto c’è il lavoro di squadra: come nel rugby, che è stato il mio sport”.
Un altro degli obiettivi è ridurre ai pazienti il disagio di viaggiare per curarsi: “Per la stragrande maggioranza delle esigenze sanitarie - conclude il professor Luca - non ha senso ci si sposti, perché a Ragusa esiste un trattamento almeno dello stesso livello e, inoltre, non si va incontro ai rischi che possono sorgere nella gestione di un paziente a centinaia di chilometri di distanza. I trattamenti moderni, penso soprattutto alle cure oncologiche, necessitano dell’intervento integrato di più specialisti. In poche settimane, a Ragusa, ho notato che esistono gruppi di specialisti capaci di lavorare in team per assicurare ai pazienti il miglior percorso di cura, e questo mi rende particolarmente fiducioso. I risultati, comunque, si valutano a posteriori. Rivediamoci tra qualche mese per vedere quali obiettivi siamo riusciti a raggiungere”.  Una dichiarazione apprezzabile perchè mostra autorevolezza ma nello stesso tempo umiltà. Serve il lavoro di squadra come nel rugby, che è anche lo sport di chi vi scrive, naturalemente parliamo di 50 anni fa, ma lo spirito è sempre lo stesso. Staremo a vedere certi che il prof Luca ci metterà l'impegno dei professionisti ma anche rugbysti.


Ottimo lavoro!!!!

Ottimo lavoro!!!!

Consideriamo molto positiva l'attività di prevenzione, controllo e repressione dei reati disposta dal Questore Trombadore con la condivisione del Comandante Provinciale dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza. Oggi ci occupiamo della rissa della settimana scorsa accaduta a Marina di Ragusa. Nell'ambito dei servizi decisi i sede di Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal Prefetto si è pensato bene di rafforzare la presenza delle forze dell'ordine per garantire la sicurezza dei cittadini.  Sappiamo purtroppo che in tutte le località balneari, ogni tanto scoppiano tafferugli e risse ma queste creano un particolare allarmismo tra coloro che vorrebbero godere della tranquillità e delle vacanze. Spesso si tratta di gruppi provenienti da località diverse che nei luoghi della movida sono pronti a menar le mani e c'è anche la componente etnica. Quindi la presenza di pattuglie serve a far tenere a freno tali comportamenti.
Nell’ambito dei predetti servizi verso la mezzanotte di sabato scorso pattuglie della Polizia di Stato e dell’Arma Carabinieri impiegate nei servizi di prevenzione e controllo del territorio a Marina di Ragusa per garantire l’ordine e la sicurezza pubblica, sono intervenute nella zona del porto turistico a seguito di segnalazioni di una rissa in atto
pervenuta alla Centrale Operativa della Questura.
Nella circostanza gli equipaggi raggiungevano rapidamente il posto segnalato
apprendendo da alcuni cittadini che presso il Molo di Levante – nella zona dove insistono
dei muretti in cemento - si era poco prima innescata una rissa tra ragazzi che si erano
colpiti a vicenda con delle bottiglie in vetro, lanciandosi anche le sedie dei tavoli
posizionati all’esterno degli esercizi pubblici. Nel corso della rissa uno di loro era stato
raggiunto al volto dalle esalazioni di uno spray al peperoncino. Subito dopo il gruppo si
era spostato presso una vicina pizzeria per poi dileguarsi senza farsi rintracciare dalle
pattuglie.
A seguito di tale grave episodio operatori della Squadra Mobile e del Commissariato di
PS di Comiso intervenuto nella circostanza in ausilio alla Volante per la ricerca
congiunta dei rissanti hanno avviato immediatamente le indagini esaminando anche le
riprese effettuate dai sistemi di videosorveglianza installati nella zona dove era avvenuta
la rissa. Nel giro di qualche giorno sono stati identificati gli autori della rissa avvenuta l’8
luglio al porto di Marina di Ragusa, quattro cittadini stranieri di età compresa tra i 19 e i
25 anni in regola con le norme del soggiorno sul territorio nazionale.
In considerazione di quanto accaduto, tenuto conto delle segnalazioni di degrado della
zona segnalata dai cittadini quale luogo di ripetute risse, a conclusione dell’attività
accertativa il Questore della provincia di Ragusa ha emesso 4 provvedimenti di Divieto
di Accesso alle Aree Pubbliche (D.A.C.U.R.) nei confronti dei soggetti responsabili del
grave fatto delittuoso vietando loro, per ragioni di sicurezza pubblica, per il periodo di
anni 1 (uno), l’accesso e lo stazionamento al porto turistico, nelle aree adiacenti
l’arenile e nelle immediate vicinanze dei pubblici esercizi o locali di pubblico
trattenimento ivi insistenti, in ragione dei luoghi in cui sono stati commessi i già
menzionati reati.
Inoltre, i quattro stranieri sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria per i reati di rissa
e danneggiamento aggravato ai danni di un esercizio commerciale quantificato in circa
800 euro per avergli infranto un bancone in vetro.
La violazione del divieto, ai sensi dell’art. 13 bis comma6 è punita con la reclusione da
sei mesi a due anni e con la multa da 8.000 a 20.000 euro.


Quattro cani molecolari alla Protezione Civile del Comune

Quattro cani molecolari alla Protezione Civile del Comune

Si dicono cani molecolari quei cani, di certe  razze, che hanno un olfatto particolarmente sviluppato, molto più sensibile di un qualsiasi altro cane, e che per questo motivo sono in grado di percepire anche le più piccole particelle olfattive, le molecole appunto. Un cane molecolare non è un cane con poteri particolari ma semplicemente un animale dalle doti naturali sviluppate, che è stato specializzato e addestrato per fare parte di quelle unità cinofile che si occupano di casi di ricerca speciali. Questi cani infatti sono in grado di seguire la pista dell’odore di un uomo e anche soltanto con la scia di un profumo, di un odore, di un sentore lasciato ad esempio su un indumento. Il loro odorato è talmente sviluppato che riescono ad andare dietro anche a tracce molto vecchie, di persone che sono passate da un luogo parecchio tempo prima. Ecco perché il loro aiuto è così prezioso quando si tratta andare alla ricerca di persone scomparse o disperse. L’addestramento di un cane molecolare è molto diverso da quello di un cane impiegato ad esempio nella caccia. Dovendo andare a caccia di un sospetto o di una vittima, il cane molecolare deve essere in grado di sentire l’odore di un umano, riuscendo a separare il suo odore da altri odori. Deve capire se l’umano che sente è lo stesso che le forze dell’ordine stanno cercando e, in caso di emergenza, deve riuscire a segnalare ai suoi addestratori che è riuscito a ritrovare quello che stanno cercando, ad esempio utilizzando dei particolari gesti o posture del corpo. Anche la protezione civile di Ragusa è dotata di unità cinofile e in questi giorni si sono svolte delle esercitazioni con risultati eccellenti. Nell’esercitazione con l'utilizzo dei cani molecolari per la ricerca delle persone .sono stati impiegati quattro esemplari due labrador, i quali nomi sono Kenia, conduttore Enzo Cultrera, e Sunny, conduttore Ilario Linguanti, un collie di nome Maya, conduttore Gianni Tumino, e un setter irlandese di nome Arya, conduttore Enzo Cultrera. I quattro cani, in momenti diversi, iniziando da una notevole distanza dai posti in cui si erano nascoste persone esterne al gruppo della Protezione Civile e che si sono rese disponibili per l’esercitazione, hanno trovato i “dispersi”. Giada Distefano, Miriam Passalacqua e Nicoletta Gulino sono state le persone che si sono offerte a partecipare alla simulazione. I cani molecolari, seguendo il loro straordinario fiuto, sono riusciti a rintracciare tutte le persone nascoste. Alle esercitazioni ha assistito l'Assessore alla Protezione Civile, Giovanni Iacono, la consigliera comunale, Giovanna Occhipinti, e l’intero gruppo della protezione civile.