Secondo circolo Pd di Ragusa: "Appoggiare Cosentini è un errore politico"

Secondo circolo Pd di Ragusa: "Appoggiare Cosentini è un errore politico"

Battaglia BaronePubblichiamo integralmente un comunicato stampa del secondo circolo del Partito Democratico di Ragusa: "L’orientamento assunto, dalla segreteria Calabrese e da una parte del PD di Ragusa di allearsi con le liste che sostengono la candidatura di G. Cosentini, costituisce un grave errore politico e si configura come una resa senza condizioni.

L’immagine, la storia del PD e dei suoi iscritti, elettori e militanti è stata svenduta e umiliata.

Questa parte del PD Ragusano è inciampato nell’inciucio, ha accettato il trasformismo e ha manifestato una preoccupante subalternità politica e culturale, laddove invece, ci voleva innovazione ed audacia.

Il PD Ragusano appare condizionato da personalismi e cieche ambizioni.

L’egoismo di un gruppo pretende di imporsi ed avere la meglio.

Si è scelto ciò che è conveniente personalmente rispetto a ciò che è giusto per una comunità.

L’ambizione, lo spirito di rivalsa nella battaglia politica interna e l’emotività rischiano di imbrigliare la ragione politica e far prevalere la vista corta di chi vuole qualcosa subito e a prescindere, impedendo invece la costruzione di una necessaria, vera e nuova prospettiva.

Appare tra l’altro ridicolo e meschino il tentativo di fare apparire questa decisione come l’uniformarsi ad una non meglio precisata “volontà regionale” che avrebbe “suggerito o perfino imposto” l’omologazione delle coalizioni nelle amministrazioni locali a quella che sostiene il governo Crocetta. E’ opportuno, ancora una volta, ribadire che nessuna competenza è riconosciuta dallo statuto del PD al livello regionale che, tra l’altro, proprio per ciò, non ha mai riunito nessuno organismo (segreteria regionale o direzione regionale) per affrontare questioni che sono invece demandati alla competenza locale esclusiva. Semmai gli incontri “clandestini e in luoghi privati” di dirigenti locali del PD insieme ad Enzo Napoli della segreteria regionale del PD (ricordiamo che della stessa segreteria fa parte anche Gianni Battaglia) con esponenti di altre liste, per raggiungere intese e accordi, ancora prima del voto espresso dagli organismi dirigenti locali e in assenza di alcuna competenza, destano ulteriore stupore ed indignazione. Inoltre a conferma ulteriore della strumentalità di tale tesi basta ricordare quanto sta avvenendo in altre importanti città siciliane, da Siracusa a Modica a Licata ma anche ad Acate e perfino nel centro palermitano più importante interessato al voto Partinico, centri in cui si registra la contrapposizione di candidati sostenuti dai partiti che si richiamano al governo regionale. Se il regionale vuole svolgere un utile ruolo sarebbe opportuno che si impegnasse a chiarire il rapporto tra il PD e le cosiddette liste Megafono diventato insopportabilmente equivoco e che richiederebbe, in questo caso, di invocare le regole contenute nello statuto.

Non vale a giustificare l’operazione politica ragusana neanche quello che è avvenuto a Roma è infatti chiarissima, al di là dei giudizi personali di ciascuno, la natura di quella maggioranza di Governo:” stato di necessità per oggettiva mancanza di alternativa”.

Ancora, non possiamo non evidenziare che il voto del coordinamento cittadino oltre che inutile, perché gli accordi erano stati già raggiunti prima e altrove, come da noi tempestivamente denunziato, ha interessato appena un terzo degli aventi diritto di un organismo ormai da tempo delegittimato politicamente, irregolarmente costituito e arbitrariamente convocato.

Nessuno è proprietario del partito e a nessuno può essere consentito di governarlo con la formula: ”o con me o contro di me” individuando ogni volta nemici interni (ora che non ci sono più quelli esterni) da “minacciare” o denigrare ed a cui attribuire colpe per i ripetuti insuccessi di cui invece sarebbe tempo di assunzione di responsabilità.

PERTANTO NON CI SENTIAMO IN ALCUN MODO IMPEGNATI POLITICAMENTE AL RISPETTO DI TALE VOTO e semmai individuiamo in esso la conferma dell’opportunità del percorso che ci ha indotto a costruire il 2° circolo del PD ragusano.

RIVENDICHIAMO QUINDI AUTONOMIA DI VALUTAZIONE, DI INIZIATIVA E DI COMPORTAMENTO ritenendoci impegnati unicamente ai doveri indicati nello statuto del partito.

Il PD non può rinnegare quanto sostenuto in questi anni e ancora meno può sostenere un candidato Sindaco che “attacca i partiti negandone ruolo e funzione”, che definisce quella che la sostiene “una coalizione moderata” che si propone “in continuità amministrativa con l’esperienza Di Pasquale” e che auspica “un allargamento della coalizione al PDL e al centro destra per fare di Ragusa un laboratorio politico” (vedere intervista di Cosentini a Tele20 del 30/04 scorso).

Agendo in questo modo altro che autoriforma e rifondazione dei partiti, si rischia invece di perdere definitivamente ogni capacità di rappresentanza.

Tutti, partiti movimenti e liste civiche comprese sono chiamati a comportamenti coerenti con i valori in cui credono e che vogliono affermare rispettando gli elettori che richiedono una nuova etica in politica.

Non servono le personalità, le liste o le coalizioni istantanee, prive di passato e di futuro che intendono affermarsi nella presenza ottusa del momento in cui si sta vivendo semplicemente come “corpo desiderante separato da ogni forma di socialità condivisa e responsabilità”.


Amministrative Ragusa, che accade nel centrodestra?

Amministrative Ragusa, che accade nel centrodestra?

La campagna elettorale è in corso da un paio di mesi. O, meglio, lo è per qualcuno mentre altri stanno a guardare, capire, interrogarsi su che fare. Succede in modo pressoché sovrapponibile sia nel centrosinistra che nel centrodestra: in entrambi gli schieramenti sono in corso oppure già programmati incontri, tavoli di confronto e persistono le aperture annunciate nelle scorse settimane.
Però, mentre nel centrosinistra le idee sono abbastanza chiare su un punto, cioè la discontinuità assoluta dalla precedente amministrazione, rappresentata quindi nel candidato del movimento Territorio Giovanni Cosentini, nel centrodestra c'è chi lavora su più piani per risolvere alcuni nodi e trovare la migliore soluzione. C'è chi vorrebbe (e certamente si sta impegnando in questa direzione) un'alleanza con l'on. Nello Dipasquale, esponente di spicco in città del movimento politico del presidente della Regione Crocetta e sponsor di Cosentini, probabilmente sulla base del ragionamento che ha fatto anche l'Udc: chi era parte della precedente amministrazione non può rinnegare in modo assoluto quanto fatto. Altri, invece, si stanno organizzando per ritrovare l'unità dei moderati di centrodestra, una compattezza che per vari motivi si è andata dissolvendosi in pochi mesi. Il motivo della discordia è comune denominatore con il centrosinistra. La presenza dell'on. Dipasquale a regista della candidatura di Cosentini crea imbarazzi e difficoltà.
Il coordinatore provinciale del Pdl, l'on. Nino Minardo, ammette l'esistenza di una interlocuzione con il movimento Territorio per una eventuale alleanza in queste amministrative, ma a patto che si tratti di un progetto di respiro provinciale – non bisogna dimenticare che si voterà anche a Comiso e Modica – per garantire un vicendevole supporto nelle altre competizioni. Ma questo scenario sembra già impossibile a Modica, roccaforte di Minardo, dove Territorio ha già annunciato da tempo, senza mai porre in dubbio la cosa, il proprio appoggio al candidato Carpentieri che dal Pdl è fuoriuscito proprio per contrasti con il coordinatore provinciale. Anche ammettendo che si potesse stringere un accordo solo su Ragusa e Modica, tuttavia, per il Pdl rimarrebbe il disagio di ritrovarsi in uno schieramento che conta tra gli alleati anche il Megafono. Come potrebbero giustificare i vertici del Pdl la presenza del loro simbolo a fianco di quello del nemico regionale Crocetta? C'è chi propone, per risolvere, la formazione di una lista civica con l'accantonamento momentaneo della scritta “Popolo della Liberà”. Soluzione alla quale il coordinatore provinciale Minardo non pensa minimamente: “Lo escludo categoricamente – ci ha detto – Chi pensa a questo metodo vuol dire che intende lasciare il partito e fare scelte personali. Il simbolo del Pdl sarà presente sulla scheda elettorale con l'orgoglio di sempre”.
La questione delle sorti del centrodestra ragusano, inoltre, è al vaglio di tavoli regionali e si prevede per lunedì un ulteriore incontro che potrebbe essere decisivo. Oltre alle ipotesi già prospettate, ma di impervia praticabilità – senza tenere in conto la difficoltà degli elettori a capire ed approvare determinate scelte – si riaffaccia la possibilità di candidare a sindaco il dr. Salvo Mallia oppure di convergere sulla candidatura di Francesco Barone se non, addirittura, la ricerca di un candidato terzo che possa rappresentare la sintesi tra le diverse anime del Pdl prima e dell'intero centrodestra dopo.


Il "Megafono" ha più voci, manca però la più importante

Il "Megafono" ha più voci, manca però la più importante

uomo megafonoNel gioco delle amministrative per la città di Ragusa, sembra proprio che ci sia una lotta per tenere in mano il "Megafono" che, intanto, gracchia a più voci. Da una parte sta il coordinatore provinciale del Movimento, Claudio La Mattina, che attende fiducioso - anche se spazientito - l'autorevole intervento del presidente della Regione, minacciando eventuali dimissioni nel caso in cui il governatore Crocetta dovesse decidere di appoggiare il candidato del movimento Terriotorio. Poi c'è il coordinatore cittadino, Valeria Migliore, che ha capito di trovarsi in una posizione così scomoda da comunicare, con una nota alla stampa, di ritenere opportuno "disimpegnarsi" in attesa di una situazione più chiara, che sia comunque distante dalle posizioni dell'on. Nello Dipasquale. Quest'ultimo, invece, approfittando del silenzio di Crocetta, del fallimento delle primarie di centrosinistra ed avendo incassato il sostegno dell'Udc, da deputato regionale del "Megafono" ha lasciato che il proprio candidato a sindaco Giovanni Cosentini facesse libero uso del simbolo in manifesti e cartelloni. Un'altra voce, però, cerca di farsi sentire attraverso il "Megafono": è quella di Aldo Bertolone, componente del coordinamento provinciale del gruppo politico, ex del popolo dei forconi, e che abbiamo visto più volte insieme a Dipasquale. Lo stesso Bertolone che per primo, sempre a nome di "Megafono", aveva subito sposato la proposta di Cosentini sindaco (salvo essere smentito poche ore dopo), rivolgendosi ai coordinatori provinciali torna a chiedere di far quadrato intorno alle figure di Crocetta e Cosentini, come se i due fossero una cosa sola. Insomma, tanta tanta confusione, e ci immaginiamo questo strumento di comunicazione, tipicamente usato per parlare alle piazze piene di gente, mentre viene stretto da più mani nella sua impugnatura fatta, invece, per una sola. La mano di Crocetta, magari.
Basterebbe che il presidente della Regione decidesse di mettere fine a questa messinscena facendo sentire forte e chiara la propria voce, sovrastando le altre per autorevolezza.
Ne gioverebbero sia il Movimento che la Politica.


Amministrative, il sen. Gianni Battaglia alle forze di centrosinistra: “Vi imploro, fermatevi”.

Amministrative, il sen. Gianni Battaglia alle forze di centrosinistra: “Vi imploro, fermatevi”.

Battaglia BaroneLunga conferenza stampa al secondo circolo del Partito Democratico di Ragusa, durante la quale si è tornati a discutere di primarie e del futuro della città in vista delle amministrative di giugno.
Un'analisi amara delle gravi condizioni di emergenza sociale, nelle quali si trovano a vivere moltissimi cittadini, è stata lo spunto da cui partire per affrontare i temi locali e sottolineare il dato che, probabilmente, stava più a cuore a chi teneva l'incontro con gli organi di informazione.
“Avevamo ragione noi, queste primarie non si faranno” è sostanzialmente il miglior riassunto che si possa fare di grande parte della conferenza stampa. Sono state ribadite le ragioni per le quali non è possibile, secondo l'ex. senatore Gianni Battaglia, pensare ad un'alleanza con il Movimento Territorio dell'ex sindaco Dipasquale - “Rappresentano la continuità, il passato” - e per sottolineare alcuni errori formali nella predisposizione del regolamento – era consentito un solo candidato del Pd, per esempio – o nella carta degli intenti da far sottoscrivere ai partecipanti.
Poi, il leader del secondo circolo si è soffermato sulla necessità di “buttare in aria il tavolo”. E l'invito è lo stesso della volta scorsa: chiedere che tutte quelle forze individuabili nel centrosinistra, che siano politiche o civiche, di sedersi a discutere di un programma concreto e, solo successivamente, trovare un modo per individuare il possibile candidato sindaco da sostenere tutti insieme. “Vi imploro – ha detto Battaglia (a sinistra nella foto) – fermatevi! Continuando in questo modo otterrete solo di consegnare la città al vecchio, rappresentato da Cosentini, o obbligherete Ragusa ad un salto nel buio con una possibile vittoria del Movimento 5 Stelle”.
Al secondo circolo dei democratici propongono anche una soluzione per individuare il miglior candidato possibile. Poiché il tempo per affrontare delle primarie vere, che non siano poi oggetto di polemica e che non generino fratture, non c'è più, consigliano di commissionare un sondaggio rivolgersi ad un'azienda specializzata per chiedere ad un campione di cittadini iblei quale tra gli aspiranti sindaco è il più gradito.
L'appello è rivolto all'intero Pd, all'associazione Partecipiamo (che aggrega Sel e IdV) ed anche al Movimento Città.
“Quelli al momento in campo, sia il segretario delPd Calabrese, che l'ing. Giovanni Iacono, che l'avvocato Platania, sono tutti ottimi candidati – ha dichiarato l'ex senatore – ma non è possibile che ognuno di loro persegua l'intento di discutere di un'eventuale coalizione a patto che siano solo gli altri a fare un passo indietro. Siamo convinti che la città sta attraversando una fase di grave declino e che l'argomento di cui discutere adesso non sia il nome da scegliere per individuare il nuovo primo cittadino, ma il programma. Trovare il sistema di mettere mano in modo concreto alle questioni per le quali Ragusa soffre. Rimanendo fermi sulle tre distinte candidature attuali, senza dialogo, e proponendo ognuno per conto suo delle primarie che alla fine non faranno altro che sostenere certi personalismi, si otterranno tre diversi “flop” che, di certo, non aiuteranno la nostra città”.


Primarie: comitato promotore rinvia scadenza a sabato. Per Territorio c'è tempo, ma è scontro di nervi.

Primarie: comitato promotore rinvia scadenza a sabato. Per Territorio c'è tempo, ma è scontro di nervi.

pd bandiereSembra essere un gioco di nervi quello in corso nell'area di centrosinistra a Ragusa. Se fino a questa mattina, infatti, dalla segreteria del Pd facevano sapere che alla scadenza di venerdì sera non si sarebbe derogato in nessun modo – impedendo, di fatto, al movimento Territorio di affrontare con serenità la riunione per decidere se partecipare alle primarie – nell'incontro a tre di questo pomeriggio, invece, si è deciso altro.
Il comitato organizzatore delle primarie di centrosinistra ( presenti Nanny Frasca e il segretario Calabrese per il Pd, Ettore Di Paola e il coordinatore cittadino Sonia Migliore per l'Udc e Salvatore Giaquinta per il Megafono) si è riunito per redarre la carta degli intenti ed il regolamento per le primarie, documenti entrambi elaborati sulle linee guida decise nelle scorse riunioni.
Erano assenti, dunque, i rappresentanti del movimento Territorio ai quali è stato deciso di concedere tempo per, eventualmente dovessero decidere di aderire alle primarie, proporre degli emendamenti. Sempre per la stessa ragione è stato deciso di rinviare alle 12 di sabato 6 aprile il termine per la presentazione delle candidature.

Gioco di nervi, dicevamo all'inizio. Sì, perché è sembrato che Territorio, rispetto alle primarie, stia cercando un modo “pulito” per uscirne fuori. Rinviare di giorno in giorno la decisione e non partecipare neanche alla stesura della carta degli intenti e del regolamento ci è parso un semplice escamotage per dire qualcosa del tipo: “Non abbiamo fatto in tempo”. Ed infatti, pur di evitare che a Palermo, lì dove le primarie erano state prima stoppate ed imposte poi per metter pace, scoppiasse un putiferio, magari facendo ricadere la colpa sul comitato organizzatore che sarebbe stato considerato, in quel caso, troppo rigido o frettoloso, si è lasciata una porta socchiusa.
La decisione ultima, dunque, spetta a Territorio che venerdì alle 19 terrà l'incontro per scegliere il proprio futuro.
Partecipare alle primarie del centrosinistra vorrà dire rinnegare tutto quello che si è detto nell'ultimo anno, cioè che il concetto di sinistra e destra non esistono più o che Territorio è solo un movimento locale che ha deciso di sposare il progetto del governatore Crocetta. Non partecipare alle primarie, invece, creerà certamente uno strappo nei rapporti con il presidente della Regione. L'on. Dipasquale si trova adesso con la classica patata bollente tra le mani.


Primarie sì, primarie no. Territorio rinvia ancora. Ma la scadenza è domani.

Primarie sì, primarie no. Territorio rinvia ancora. Ma la scadenza è domani.

Cosentini DipasqualeRinviata a venerdì sera, alle ore 19, la riunione degli esponenti del movimento Territorio che dovranno decidere se partecipare o meno alle primarie del centrosinistra per l'individuazione di un unico candidato sindaco per Pd, Udc e Movimento Megafono.
Intanto, questi tre soggetti politici si incontreranno oggi pomeriggio, presso la sede del Pd di Ragusa, per completare la redazione della carta degli intenti ed il programma da far sottoscrivere ai candidati alle primarie.
Problema: per quanto ne sappiamo o, meglio, stando a quel che dice il segretario cittadino del Pd, il termine ultimo per presentare la propria candidatura alle primarie è fissato per venerdì alle 19 (al più tardi). Quindi, ci chiediamo, il movimento ha un'effettiva necessità di incontrarsi per decidere oppure la decisione è già presa e l'incontro sarà solo l'adempimento una semplice formalità? Inoltre, per quanto possiamo comprendere che il leader del movimento, l'on. Nello Dipasquale, si trovi impegnato a Palermo in complesse questioni che sono oggetto di discussione all'Assemblea Regionale (il che giustificherebbe il rinvio dell'incontro), abbiamo il sospetto che si possa trattare di una exit strategy “educata” per mettere la parola fine alla questione primarie e liberare dall'imbarazzo il Giovanni Cosentini che da oltre un mese è in piena campagna elettorale.
Un'eventuale, quanto poco probabile, proroga alla scadenza, invece, potrebbe essere risolutiva per farci comprendere, in anticipo, come andranno le cose.
Tuttavia, dalla sede del Partito Democratico, al momento, fanno intendere che la partita non potrà che chiudersi domani alle 19. In una o nell'altra sede di partito.


Spaccatura definitiva nell'Udc della città di Ragusa

Spaccatura definitiva nell'Udc della città di Ragusa

Morando e AngelicaLa “separazione consensuale” in atto per l'Udc ibleo si fa più concreta. Dopo il documento trasmesso nelle scorse settimane e firmato da un nutrito gruppo di personalità del partito – anche di spicco, come l'ex presidente della Provincia di Ragusa, on. Antoci – nel quale si comunicavano numerose autosospensioni, si è svolta stamane, presso la Sala Commissioni del Comune, una conferenza stampa tenuta da due dei tre consiglieri comunali dell'Unione di Centro: Filippo Angelica e Gianluca Morando.
L'occasione è servita a comunicare alla stampa la decisione di proseguire nella fuoriuscita dal partito di provenienza per confluire in un nuovo movimento che, da subito, sarà impegnato nella competizione elettorale del 10 Giugno.
Si tratta del “Movimento Civico Ibleo”, il cui promotore è proprio l'on. Franco Antoci, che raccoglie gli autosospesi di cui sopra e l'associazione politico-culturale Pensare Ibleo dell'ex Fli Enzo Pelligra.
“Non abbiamo condiviso – spiega Angelica – l'impostazione che i vertici locali del Partito hanno dato alla gestione dello stesso, soprattutto nelle fasi a ridosso dei tavoli politici per discutere di amministrative ed alleati. Abbiamo lamentato l'eccessivo verticismo e l'accentramento di decisioni che hanno reso l'Udc ibleo meno democratico di quanto auspicassimo e per tale ragione ci sembra naturale procedere per questa strada, presentando una lista che concorrerà alle elezioni, ponendo al centro del proprio programma il tema della 'famiglia', come abbiamo cercato di sottolineare anche nella scelta grafica per il logo del Movimento”.
Lavoreranno, hanno spiegato, per stilare un programma da sottoporre ai possibili alleati anche se non escludono di poter decidere di presentare un loro candidato a sindaco.


La lista Megafono appoggia Bersani per rafforzare Crocetta

La lista Megafono appoggia Bersani per rafforzare Crocetta

Dipasquale LumiaCi lascia ancora un po' straniti vedere l'ex pidiellino Nello Dipasquale circondato da esponenti del Partito Democratico ed ascoltarlo sostenere il presidente della Regione Crocetta che, a sua volta, appoggia Bersani. Soprattutto ricordando quali e quanti scontri nei confronti del Pd hanno caratterizzato l'attività amministrativa dell'on. Dipasquale mentre era sindaco della città di Ragusa. Eppure, son passate le elezioni regionali, Dipasquale è stato eletto al Parlamento siciliano nella lista Crocetta e, dopo aver poco coerentemente abbandonato lo schieramento di centrodestra, lo ritroviamo lì, accanto al sen. Lumia (capolista del Megafono), questa volta coerentemente a parlare delle politiche e del sostegno a Bersani.
Anche se non è del tutto così, ce l'ha spiegato proprio il presidente della Commissione parlamentare Antimafia. Infatti, secondo Lumia, è vero sì che la lista del Megafono che fa capo a Crocetta è di supporto al Pd e a Bersani, però servirà di più a dare forza, a Roma, al governatore siciliano. Ma è lo stesso motivo per il quale i maggiori detrattori del progetto di Crocetta provengono proprio dal Pd. Che senso ha, chiedono, una lista per il Senato che contiene esponenti del partito se non ad indebolire il partito stesso? In parte ha risposto Lumia, ma vogliamo rispondere anche noi: perché altrimenti alcuni esponenti siciliani di quel partito sarebbero rimasti fuori dai giochi romani e quindi è, sì, purtroppo, solo una questione di poltrone. Ma, diamine!, da che mondo è mondo la politica è anche questa.
Lievemente differente la posizione di Dipasquale che oggi si ritrova a Palermo a sostenere Crocetta e quindi, per una semplice questione di congruenza e contingenza, non può che essergli alleato in una competizione elettorale che, in altri tempi, con ogni probabilità, lo avrebbe visto protagonista nello schieramento opposto. Ha l'alibi del “territorio” (non per nulla è il nome del movimento che ha fondato l'anno scorso) che gli consente di posizionarsi equidistante dai tradizionali concetti di destra e sinistra seguendo l'ago di una bussola chiamata “opportunità”. La strategia è quella di potersi ritrovare, come sempre gli è successo, nel posto giusto al momento giusto e sfruttarne, dunque, ogni possibile vantaggio. Non per sé, per il Territorio, è ovvio.


Centro storico di Ragusa, qualche lamentela, bassa la "sicurezza percepita".

Centro storico di Ragusa, qualche lamentela, bassa la "sicurezza percepita".

ragusa centroSi è svolto in sala giunta, al Comune di Ragusa, un incontro tra il Commissario Margherita Rizza, il Presidente del Consiglio Comunale Giuseppe Di Noia, e alcuni degli operatori economici che esercitano nel centro storico di Ragusa superiore. Al centro del colloquio alcune questioni che sono state sottoposte all'attenzione del Commissario e che riguardano la pubblica sicurezza e l'aspetto “sanitario” del vivere in quel quartiere.
A parte la richiesta di intervento rivolta al Commissario per risolvere alcune faccende di facile soluzione (maggiore impegno da parte della ditta incaricata per mantenere pulite le strade o migliorare l'orientamento delle lampade che illuminano via Roma) le maggiori lamentele hanno riguardato la maleducazione dei nostri concittadini che, nonostante siano amanti degli animali, non si curano di rimuovere gli escrementi dei loro piccoli amici dalle strade e l'assenza di un adeguato sistema di videosorveglianza che possa funzionare da deterrente e quindi limitare gli episodi di microcriminalità che si sono registrati al centro della città.
Mentre per quanto riguarda i cittadini, i cani e gli escrementi di questi ultimi, il Commissario ha rassicurato che esorterà il Comandante dei Vigili urbani ad effettuare i controlli necessari ed intervenire con le multe, come previsto da apposita ordinanza sindacale emessa dal primo cittadino, per quel che attiene, invece, la videosorveglianza si è deciso che, per ora, sarà incrementata la presenza dei vigili. Considerando che quella parte della città è ormai pedonale, dunque, la dr.ssa Rizza chiederà che la polizia municipale possa esercitare un ruolo simile a quello del poliziotto di quartiere.
Tuttavia, il dato che, secondo noi, emerge in modo preoccupante è la disparità tra la sicurezza percepita e le statistiche che riguardano eventi criminali. In tutta onestà, in effetti, la città di Ragusa continua ad essere positivamente molto al di sotto delle media rispetto al resto della Sicilia. Eppure i cittadini, residenti e non, si non si sentono “al sicuro”.
A nostro avviso si tratta solo di una esagerazione, dovuta magari, in confronto agli scorsi anni, alla maggiore presenza di cittadini extracomunitari che vivono nel centro storico.
A tal proposito, è stato uno degli esercenti presenti all'incontro a dire quella che secondo noi è una grande verità: “L'80% dei miei clienti è fatto da cittadini extracomunitari e solo una piccolissima parte di questi mi hanno dato preoccupazioni. Per la stragrande maggioranza si tratta di persone educate e rispettose. Certo, ci sarà pure qualche mela marcia, ma quello anche tra gli italiani. Non è che si è tutti santi”.


Antoci: "Via dall'Udc, non c'è più il clima giusto"

Antoci: "Via dall'Udc, non c'è più il clima giusto"

Franco AntociL'on. Franco Antoci si è autosospeso dall'Udc. Ed insieme a lui altri 28 membri del partito.
Scrive l'ex presidente della Provincia:
«L’accelerazione impressa dal Governo Regionale alle scadenze elettorali per province e comuni, porta ad una poco opportuna sovrapposizione della campagna elettorale in corso con l’attività preparatoria delle elezioni amministrative e i partiti politici devono quindi iniziare subito un percorso di contatti ed accordi in vista delle imminenti scadenze.
A tal proposito, da parte del Segretario Provinciale dr. Lavima, ci è stata data comunicazione dell’azzeramento dei coordinamenti cittadini e della conseguente avocazione alla Segreteria Provinciale di ogni iniziativa politica riguardante il Comune di Ragusa e gli altri Enti che vanno al rinnovo amministrativo; a ciò si unisce l’indicazione e/o mancata smentita di candidature a sindaco, nate e sviluppatesi sulla stampa e all’esterno del partito, senza che il partito stesso, nei tempi e nelle forme dovute, sia mai stato coinvolto.
Si è arrivati così, nel partito, ad una ulteriore tappa di un percorso che ha visto sempre più l’accentramento, nella figura del Segretario Provinciale, di ogni possibile iniziativa politica e che ha visto, viceversa, l’organizzazione periferica diventare sempre più irrilevante e demotivata.
Tutto ciò non ci consente di condividere ulteriormente i percorsi politici che l’UDC provinciale sta seguendo e ci spinge, per la nostra e l’altrui serenità, ad autosospenderci dal partito, pur continuando a credere nei suoi valori ideali.
La nostra è una decisione sicuramente sofferta, ma è frutto di ponderata valutazione sul modus operandi del partito che, ripetiamo, non ci sentiamo più di condividere.
Ci auguriamo comunque che in futuro possano maturare le condizioni, attualmente inesistenti, per riprendere un comune cammino».

Di seguito l'elenco di chi ha firmato il documento oltre allo stesso Antoci:
Giovanni Gulino, Francesco  Pioggia, Filippo Angelica, Salvatore  Gurrieri, Andrea Roccaro, Salvatore Brinch, Salvatore La Terra, Salvatore Rosa, Giuseppe Cappello, Giancarlo Leggio, Giuseppe Russo, Rinaldo Cappello, Gianni Licitra, Pino Savà, Vincenzo Cosentini, Settimo Lo Presti, Francesco Schembari, Emanuele Criscione, Dorotea Modica, Gaetano Terranova, Giuseppe Dimartino, Gianluca Morando, Nello Tiralongo, Franco Fiamingo, Giuseppe Occhipinti, Gina Vaccaro, Giuseppe Giampiccolo, Angelo Piccitto.