Finisce il sodalizio tra Lo Destro e la lista Ragusa Domani: "Il consigliere opera a titolo personale"

Finisce il sodalizio tra Lo Destro e la lista Ragusa Domani: "Il consigliere opera a titolo personale"

Con una nota alla stampa, “i coordinamenti cittadini di Territorio, Megafono e Ragusa Domani prendono le distanze, in modo netto e chiaro, dalle iniziative politiche, tra l’altro non concordate, finora intraprese dal consigliere comunale Giuseppe Lo Destro. Si tratta di iniziative che sono assunte a titolo esclusivamente personale e svincolate da ogni progettualità politica concordata con i coordinamenti politici comunali di Territorio, Megafono e Ragusa Domani. Lo Destro è stato eletto nella lista Ragusa Domani ma ancora oggi, del tutto inopinatamente, ne utilizza l’appartenenza in Consiglio comunale”.
La nota è firmata da Salvo Gulino per la lista Ragusa Domani, Vito Frisina per Territorio e Laura Vitale di Megafono.

Questa nota ce la aspettavamo e un po', forse, se l'aspettava anche lo stesso consigliere Lo Destro che, da mesi ormai, lavora in tandem con Maurizio Tumino (Pdl/Forza Italia). Secondo gli esponenti delle liste che fanno riferimento all'on. Nello Dipasquale, infatti, quello di oggi è un atto dovuto, necessario a mettere le cose in chiaro. Un'operazione di onestà intellettuale, per “togliere d''imbarazzo” Lo Destro – così ci hanno detto al telefono – perché “possa sentirsi libero di operare come meglio crede”. Anche se la legge ed il regolamento gli consente di continuare a usare il nome della lista civica nella quale è stato eletto, ci fanno sapere dal movimento Territorio, “è giusto che i cittadini sappiano che Lo Destro, ormai, non opera più in adesione alle linee politiche che la compagine che fa riferimento a Dipasquale ha tracciato”.

Eppure, all'atteggiamento tenuto dal consigliere Lo Destro in questi ultimi mesi, potremmo dare molte definizioni, ma mai ci azzarderemmo a darne qualcuna che abbia a che fare con l'imbarazzo. Anzi, a dirla tutta, se di onestà intellettuale e necessità di far chiarezza si deve parlare, siamo convinti che la nota odierna sia arrivata un po' in ritardo.

Infatti, a mettere le cose in chiaro ci aveva già pensato Giuseppe Lo Destro, nello stesso momento in cui ha deciso di disertare le riunioni e gli incontri del movimento Territorio (e quindi di Ragusa Domani e Megafono) partecipando, invece, agli incontri pubblici di altri partiti politici, come Forza Italia e collaborando quasi in simbiosi con un esponente del centro destra che, con Territorio, Ragusa Domani e soprattutto Megafono ha davvero poco a che spartire.


L'intervista video che il sindaco di Ragusa Piccito ha rilasciato ai microfoni di Teleiblea

L'intervista video che il sindaco di Ragusa Piccito ha rilasciato ai microfoni di Teleiblea

Si è tenuta venerdì mattina una lunga conferenza stampa del sindaco Piccitto che ha voluto illustrare alla stampa le ragioni che lo hanno spinto a rimodulare gli incarichi in giunta con l'estromissione del prof. Claudio conti e la riduzione delle deleghe all'arch. Stefania Campo, nomino nuovo assessore il sig. Salvatore Corallo.
Durante l'incontro con i rappresentanti degli organi di informazione il sindaco ha replicato alle accuse di Conti fornendo come principale motivazione delle sue scelte l'assenza di dialogo tra l'amministrazione, la ditta che svolge il servizio di raccolta dei rifiuti e i sindacati.
Molti altri i punti interessanti e come abbiamo fatto per il prof. Conti, abbiamo offerto al sindaco la possibilità di rispondere alle "accuse" rivoltegli con una intervista in studio che i nostri lettori possono vedere al link seguente:


L'intervista video che Claudio Conti ha rilasciato ai microfoni di Teleiblea

L'intervista video che Claudio Conti ha rilasciato ai microfoni di Teleiblea

Oggi, mercoledì 16 aprile, si è svolta la conferenza stampa di Claudio Conti, durante la quale l'ex assessore ha raccontato il suo lavoro in Giunta, le sue iniziative, i suoi progetti, in itinere e realizzati (l'elenco completo lo pubblicheremo nei prossimi giorni). Ma non solo questo, Conti ha raccontato l'amarezza, la sua profonda delusione, e non perché qualcuno gli ha ritirato la delega all'Ambiente, non perché il sindaco lo ha licenziato, il motivo del suo sconforto è un altro, Piccitto con questa decisione ha tradito il progetto di rinnovamento intorno al quale il Movimento cinque stelle si era costituito. Piccitto ha tradito il mandato dei cinque stelle, ha posto, in ultima analisi, una seria ipoteca a quella voglia di cambiamento, a quella speranza di ridare un altro futuro a questa città. Ma non per questo, ci tiene a ribadirlo, Conti abbandonerà il Movimento, il meet up sta con Conti e non con Piccitto, questo è il dato politico.
L'ex assessore, infatti, continuerà a collaborare con il Movimento di Grillo, sia a livello regionale che nazionale, “loro – ha dichiarato Conti – continuano a considerare importante il mio contributo in materia ambientale, a differenza di qualcun altro”.

Di seguito abbiamo postato la lunga intervista che Claudio Conti ha rilasciato ai nostri microfoni.


Ragusa, altro grave incidente in via La Pira

Ragusa, altro grave incidente in via La Pira

Intorno alle 11 di questa mattina si è verificato un altro incidente in via La Pira. Anche questa volta è coinvolto un giovane motociclista che, cadendo, è finito contro un palo della luce. Si trova adesso all'Ospedale Civile di Ragusa, in prognosi riservata.
Già tempo fa avevamo segnalato la pericolosità rappresentata dai pali della luce troppo vicini alla carreggiata e non è sono troppi ormai gli episodi di incidenti nei quali qualcuno si ferisce finendo contro uno di questi pali.


Revoca del Presidente del Consiglio comunale: una porcheria da applicare dalla prossima sindacatura

Revoca del Presidente del Consiglio comunale: una porcheria da applicare dalla prossima sindacatura

Introdurre nello statuto del Comune di Ragusa la possibilità di revocare il presidente del Consiglio comunale è una porcheria.
Non è argomento di cui discutere molto, lo è e basta, senza se e senza ma. Usare l'esistenza di una legge che obbligherebbe tale modifica (uso il condizionale perché ancora quest'obbligo non è certo) come alibi non rende l'intenzione meno sleale di quanto non appaia.
Per spiegarmi meglio: l'esistenza di una legge che mi consente di fare qualcosa di brutto, non fa diventare le mie cattive azioni migliori. Sarebbero legali, ma resterebbero delle malefatte.
A beneficio innanzitutto di chi insiste nel dire che proporre, e in seguito approvare, questa modifica risponde semplicemente all'esigenza di adeguare lo statuto alla legge regionale 6/2011, è necessario chiarire la nostra posizione. La carica elettiva di presidente del Consiglio comunale, seconda per importanza dopo il sindaco, ma di uguale dignità istituzionale, non appartiene a chi la vota o a chi la ricopre, ma all'intero Consiglio comunale. E' la figura che garantisce l'imparzialità nello svolgimento delle sedute d'aula e, per questa ragione, è rappresentante tanto della maggioranza quanto della opposizione. Un presidente che può essere revocato, cioè “sfiduciato” dalla maggioranza del Consiglio, non è più libero, ma è solo ricattabile. Sempre.
Ha detto bene il consigliere Stevanato in aula, abbastanza bene da sentire il bisogno di sottolinearlo in una nota politica: “I presidenti, al pari degli amministratori e dei consiglieri, passano: ma i regolamenti restano”. Allora, visto che sono i regolamenti a rimanere e non gli inquilini dei Palazzo dell'Aquila, ammettendo (per assurdo) che i consiglieri del M5S non vorranno mai revocare il presidente in carica, per quale motivo si vuole procedere adesso a questa modifica piuttosto che rimandarla a fine mandato? Oppure, e mi rivolgo direttamente ai consiglieri pentastellati, se è vero che non intendete usare questa porcheria come arma di ricatto (ri-cat-to!) nei confronti del presidente Giovanni Iacono, dato che siamo convinti che è poco corretto cambiare le regole a gioco iniziato, vi sfidiamo ad approvarla, sì, ma a farla entrare in vigore nella prossima sindacatura. Pur rimanendo il fatto che sempre di porcheria si tratta.
Perché, vedete, questa legge è stata partorita quando alla presidenza della Regione sedeva Raffaele Lombardo e, che ci si creda o no, nonostante possa sembrare, come dite voi, uno dei “trasparenti meccanismi di verifica della neutralità della funzione e della correttezza dei comportamenti” del presidente del Consiglio comunale, in realtà è solo uno strumento di controllo, un sistema che serve a garantire che quel ruolo sia sempre ricoperto da qualcuno gradito alla maggioranza del Consiglio e, in caso contrario, a rimuovere l'ostacolo. E' superfluo sottolineare che a voi del M5S, trovare i numeri necessari e già previsti dalla legge per operare la rimozione, verrebbe facile.
Prima di voi, devo dire, questa modifica allo statuto, l'aveva proposta il commissario straordinario Margherita Rizza, con la delibera n. 203 dell'aprile 2013. Tuttavia non era la sola, ma era inserita in un corposo documento con il quale si intendeva procedere alla modifica di più punti dello statuto proprio per adeguarlo alle leggi.
Ai lettori rivolgo, quindi, questa domanda: non trovate anche voi quanto meno singolare che dall'insediamento di questa nuova amministrazione l'unica modifica allo statuto proposta finora sia proprio quella che riguarda il presidente del Consiglio senza accogliere quelle avanzate dalla dottoressa Rizza?


Ci sono lettere anonime e lettere anonime.

Ci sono lettere anonime e lettere anonime.

Se la lettera anonima ricevuta dalla presidente della Commissione Trasparenza del Comune di Ragusa l'avesse ricevuta un consigliere comunale del Movimento 5 Stelle lo avremmo mai saputo?
Mi è sorto il dubbio rileggendo la nota che i consiglieri di maggioranza hanno inviato alla stampa: “[...] Qualunque consigliere ieri presente in quell'aula – scrivono – per il rispetto alla stessa e per il rispetto al Sindaco, nelle sue vesti istituzionali, non avrebbe mai dovuto chiedere di poter parlare in un'aula di una lettera anonima [...]”.
Non potrebbero fare errore peggiore.
Vedete: la lettera anonima in questione non è di quelle che Mastroianni si scriveva da solo in “Divorzio all'italiana”. Non c'è scritto “Barone Cefalù, lei è cornuto!”. C'è una differenza sostanziale, di contenuto: anche ammesso che lo “sfortunato” Barone Cefalù le lettere le avesse ricevute davvero, senza scriversele da solo, c'è differenza tra l'illazione secca e la comunicazione di una notizia ben precisa e, aggiungiamo, gravissima.
Non solo. La lettera non è stata inviata all'usciere del municipio, ma al rappresentante istituzionale di un organo di vigilanza e controllo, al presidente della Commissione Trasparenza, chiunque fosse, a prescindere dal colore politico.
Cosa avrebbe dovuto fare il consigliere Marino? Ignorare la denuncia - perfettamente fondata, smaccatamente evidente - e cestinarla?
Si sarebbero comportati così quelli del Movimento? Questo sì che sarebbe stato uno scandalo. Comprendiamo l'esigenza di chiudersi a difesa dell'amministrazione che sostengono e che hanno espresso, ma arrivare alla scriteriata pretesa di far morire nel silenzio una denuncia, benché anonima, è al limite del ridicolo.
Derubricare ciò che è grave in modo lampante a "non meritevole di attenzione", non solo è un goffo tentativo di nascondere il sole con un dito, ma offende il principio stesso della democrazia che prevede l'esistenza di una maggioranza e di una opposizione.
Essere in 18 contro 12 non vuol dire essere sempre dalla parte della ragione. Se così fosse non ci sarebbe neanche bisogno del Consiglio comunale, anzi. Non è scritto da nessuna parte che la posizione delle maggioranze siano sempre migliori, né si può credere che la forza dei numeri può ridurre al silenzio chi a quei numeri non è omologato.
Piuttosto che preoccuparsi di chi sia l'autore della lettera, invece di chiedere l'intervento della polizia postale - a nostro avviso non si può far altro che certificare l'autenticità del timbro postale - i consiglieri di maggioranza, immediatamente, avrebbero dovuto chiedere al sindaco di sospendere ogni procedura per l'affidamento di incarico, dimostrando così di essere davvero "qualcosa di completamente diverso".
Si sono definiti "schifati" da quanto accaduto in Consiglio comunale, i cittadini ragusani dovrebbero sentirsi offesi, invece, dallo scoprire che la denuncia di un fatto così importante, se posta al M5S, sarebbe stata "non importante".
Sindaco Piccitto, consiglieri di maggioranza, aprite gli occhi!!!


Maltempo: numerosi interventi dei pompieri, anche l'Anas a lavoro su alcune strade

Maltempo: numerosi interventi dei pompieri, anche l'Anas a lavoro su alcune strade

La pioggia che copiosa si è abbattuta ieri pomeriggio fino a tarda notte nel Ragusano ha costretto i Vigili del Fuoco a numerosi interventi. I pompieri si sono dovuti occupare di scantinati allagati, rami di alberi spezzati, detriti che hanno investito le sedi stradali. Nel corso della notte, da diverse zone della provincia sono giunte richieste da parte di automobilisti rimasti in panne. Intorno alle due della notte a Pozzallo un'onda ha danneggiato e invaso un locale.
Anche alcune squadre dell'Anas hanno dovuto lavorare per rimuovere i detriti dalle carreggiate della strada statale 115, tra il km 332,000 e il 333,600 nei pressi Modica e sulla statale 194, tra il km 46 e il km 60, tra Monterosso e Vizzini e in corrispondenza del km 85,000 nei pressi di Ragusa.


Crocetta contro il Commissario dello Stato

Crocetta contro il Commissario dello Stato

"Con l'impugnativa della Legge Finanziaria non si garantiscono i diritti fondamentali. La Sicilia viene condannata a morte". All'indomani della stangata del Commissario dello Stato della Sicilia che ha cassato 33 articoli dei 50 della Legge di stabilita', il presidente della Regione improvvisa una conferenza stampa prima di sedere in Assemblea Regionale Siciliana. Nessuna dissimulazione della rabbia che prova in queste ore, soprattutto nei confronti del Commissario dello Stato: "C'è stata una rottura del patto sociale tra Regione e Stato, che risale al 1946. Se fosse successo al Nord, Bossi avrebbe fatto la secessione. La classe politica siciliana, invece, si muove in una logica tremenda. C'è una corresponsabilità del Commissario dello Stato. Perché oggi è più duro che in passato? Credo sia un modo per lavarsi la coscienza, rispetto agli errori del passato, anche del proprio". Secondo Crocetta adesso "sono a rischio quarantamila stipendi" e aggiunge: "Consegnerò tutto allo Stato, non vogliamo più gestire i parchi, le soprintendenze, la Forestale e i geni civili". E ribadisce con forza che "si vuole fare pagare a questo governo il prezzo del passato".


Il sonno della Regione genera mostri.

Il sonno della Regione genera mostri.

el-sueno-de-la-razon-produce-monstruosNel titolo una banale storpiatura delle parole di Goya, più o meno abusata, per descrivere dove la Sicilia sta arrivando. Anzi dove è arrivata.
L'opera di Goya, "Il sonno della ragione genera mostri", ha un senso, un sentimento profondo e quella che segue una delle possibili interpretazioni: anche lì dove si opera di pura fantasia - nel reame del sogno - senza una componente di ragionevolezza, di riflessione, se privati della logica, nonostante sia possibile fare grandi cose, è assai probabile che vengano messi al mondo esseri abominevoli.
Oppure, a proposito di abomini e sogno, si potrebbe disturbare il sonno del Golem di Praga, quello della leggenda ebraica. La gigantesca creatura plasmata dall'argilla, forte ed ubbidiente, che alla fine si rivolta contro chi l'ha generata.
L'opera dell'artista spagnolo e il "mostro" della tradizione praghese si prestano entrambe e contemporaneamente come metafore dell'attività di Governo del presidente Crocetta. Si pensa in grande, ma non si sa programmare (per esempio quel che accade per le Province) oppure si lavora per avere gli strumenti di programmazione, ma come per il Golem questo stesso lavoro diventa un'arma che ti si ritorce contro.
Guardate cos'è successo alla legge Finanziaria regionale. Bocciati 33 articoli su 50. Presidente Crocetta, faccia un respiro, tossisca e dica "Trentatré". Anche senza esser medici ci si rende conto che dopo questa batosta non deve stare benissimo il nostro governatore... Però, in un posto normale si incassa la sconfitta, si ammettono gli errori e pace. Toh, mi viene in mente anche che in un posto normale, bocciata la legge Finanziaria per 33 sospetti di illegittimità costituzionale su 50, come prima cosa, l'assessore al Bilancio si dovrebbe dimettere, almeno per dare un segnale. E invece niente: l'ex sindaco di Gela se la prende con il Commissario dello Stato, colui che garantisce che le leggi approvate in Sicilia siano rispettose della Costituzione e coerenti con le spese. Un organismo il cui compito è quello di sollevare dei problemi e rimandarli alla Consulta perché si verifichi sulla fondatezza degli stessi. E mentre da una parte Crocetta chiede l'intervento di Palazzo Chigi, dall'altra muove accuse su un ipotetico attentato all'autonomia regionale, sospettando un qualche complotto ai suoi danni. Dica "trentatré", presidente, e faccia un bel respiro.
Il problema è che nell'euforia di voler fare cose grandiose, che possano passare alla storia, ci si ubriaca di idee, sognando, fantasticando, ma senza riflettere ed alla fine arriva sempre la realtà a far da sveglia. Anche se la cosa difficile da accettare per chi ha certi sogni di gloria è che, in verità, si sta proprio dormendo.
Per adesso la "botta" sulla finanziaria ha provocato come reazione solo una conferenza stampa per annunciare un nuovo nemico, il Commissario dello Stato, e rivolgergli accuse sulla qualità dei precedenti governi a difesa del proprio operato.
Sarebbe un bel gesto, invece, una dichiarazione che suoni più o meno come "Se abbiamo sbagliato, rimedieremo". Si tratterebbe già di un passo in avanti.


Assenza: "Cassate norme su royalties e coppie di fatto, salva la legge su Ibla"

Assenza: "Cassate norme su royalties e coppie di fatto, salva la legge su Ibla"

"La finanziaria 'analfabeta' di Crocetta esce severamente bocciata dall'esame del Commissario dello Stato: ben 33 articoli su 50, infatti, sono stati totalmente o parzialmente impugnati".
Lo dichiara in un comunicato stampa on. Giorgio Assenza (Pdl) che aggiunge: "Fortunatamente resta valida la previsione in favore di Ragusa Ibla (inserita al comma 7 dell'art. 6, ndr) mentre viene fatta giustizia delle norme spot del Governatore in tema, ad esempio, di coppie di fatto".
"Si conferma, ancora una volta - continua Assenza - l'assoluta incapacità di questo Governo e della maggioranza raccogliticcia che lo sostiene, a guidare la nostra Isola. Nel fiume di norme impugnate dal Commissario dello Stato – dice il deputato di Forza Italia Giorgio Assenza – saluto con viva soddisfazione la bocciatura dell’indegna norma che riduceva le royalties alle compagnie petrolifere”.
"Il mio plauso – conclude Assenza – vuole essere quello di tutti i siciliani che, insieme con il proprio territorio, non avrebbero in nessun caso goduto di una degna contropartita: era un semplice regalo che la sedicente rivoluzione di Crocetta voleva fare alle multinazionali, in barba agli interessi economici e ambientali dell’Isola".