Il Movimento 5 Stelle e la assai poco democratica precisazione alla stampa

Il Movimento 5 Stelle e la assai poco democratica precisazione alla stampa
Abbiamo ricevuto dall'ufficio stampa regionale del Movimento 5 Stelle il seguente comunicato:
I deputati regionali e nazionali M5S: "Solo il sindaco e i consiglieri eletti possono rappresentare il Movimento con i media"
"A seguito delle richieste di chiarimenti pervenute da parte di diversi cittadini, ribadiamo in maniera definitiva e, ci auguriamo, esaustiva, che gli unici soggetti chiamati a rappresentare in pubblico il movimento 5 stelle nella città di Ragusa sono il sindaco ed i consiglieri eletti. Di conseguenza le eventuali dichiarazioni o esternazioni effettuate da qualsiasi altro gruppo, movimento o singolo soggetto, in nome e per conto del movimento 5 stelle, sono da considerarsi a titolo esclusivamente personale ed assolutamente non rappresentative del movimento. Ed a questo proposito ribadiamo altresì con forza la totale fiducia e sostegno verso l'operato del sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, e della sua giunta, i quali stanno incarnando in pieno, nel loro servizio ai cittadini, i principi e le idee del movimento 5 stelle, come dimostra il grande lavoro svolto finora. Tanto si doveva per evitare, anche in futuro, di generare confusione e perplessità nei cittadini nei confronti dell'attività del movimento 5 stelle".
Ne abbiamo dedotto che qualcuno abbia espresso, senza averne l'autorizzazione, delle dichiarazioni a nome dell'intero M5S e siamo stati tentati di chiamare il collega Tony Gausesi, l'addetto stampa regionale, non dargli neanche il tempo di dire “Pronto?” e incalzarlo subito con un “E quindi? Chi è che si spaccia per rappresentante del Movimento?”. Ma temendo di conoscere già la risposta abbiamo deciso di desistere da questo proposito.
E' successo che un gruppo di militanti pentastellati ha abbandonato, non senza clamore, il meetup primigenio – lo ricorderete, in occasione della defenestrazione di Claudio Conti dalla giunta comunale – fondandone un altro che si chiama “RagusAttiva a 5 Stelle”. Ora, checché ne dicano il sindaco Piccitto, i consiglieri comunali, i deputati regionali, nazionali, Grillo e Casaleggio, finché non verrà espressamente ordinato con una legge dello Stato che nessuno si può definire “grillino” o in alternativa “militante” di un qualsiasi movimento o partito politico mantenendo la propria libertà di pensiero, per quanto ci riguarda, ognuno rappresenta le idee per le quali si batte. Ovvio che il semplice iscritto a un partito non rappresenta la posizione dell'intero gruppo politico del quale fa parte e quindi le opinioni eventualmente espresse sarebbero solo a titolo personale. Ma vi garantiamo che non avevamo bisogno di una precisazione del collega Gaudesi – immaginiamo il suo imbarazzo nello scrivere la nota – per conoscere questo aspetto dell'attività politica, della vita, l'Universo e tutto quanto. Né ne avevano bisogno i cittadini perché cretini non sono.
Eppure ammettiamo che qui la situazione è lievemente diversa. Non si parla di una singola persona, ma di un intero gruppo di persone, ufficialmente riunito nella forma appositamente prevista (il meetup) che agisce politicamente seguendo le linee generali del Movimento 5 Stelle e che a quello fa riferimento. Anzi, a quello si appella quando si accorge che quanto viene stabilito dal M5S (che tanto ci tiene a queste cose) viene disatteso.
Facciamo un esempio con un altro partito: a Ragusa ci sono tre circoli del Partito Democratico, tutti seguono i principi generali di quel partito, ma può accadere che tra loro abbiano opinioni diverse su alcune questioni della città... Ecco, a questo punto della spiegazione proviamo più o meno lo stesso imbarazzo che deve aver provato stamattina il buon Gaudesi mentre gli chiedevano di scrivere quella nota.
Si chiama “democrazia” ed è un po' avvilente doverlo spiegare di rimando a chi, evidentemente, la democrazia provoca prurito. Infatti, a noi non risulta che ci sia qualcuno che rilascia dichiarazioni a nome e per conto dell'intero Movimento 5 Stelle, ci sono però alcuni attivisti che, riunitisi ufficialmente in un gruppo, si permettono di criticare certe scelte dell'amministrazione. Quindi, forse, è questo che la restante parte – seppur maggioritaria – del movimento non riesce a digerire.
Ma si sa, per qualcuno, a volte, la democrazia è indigesta.
Continua il tesseramento PD degli ex Megafono, ma si contano le assenze

Continua il tesseramento PD degli ex Megafono, ma si contano le assenze
Il passaggio annunciato dal presidente della Regione siciliana Crocetta dal Megafono – e movimenti che a quello stesso facevano riferimento – al Partito Democratico è in atto. A Ragusa, l'on. Dipasquale, la cui decisione ha suscitato abbastanza scalpore da scatenare l'ironia dei social network (è nata la pagina Facebok “Compagno Nello”), è stato il primo a tesserarsi al partito di Matteo Renzi, ma altre adesioni sono seguite nei giorni scorsi.
Una decina di persone, al momento, ha deciso di seguire il deputato regionale iscrivendosi, però, al circolo “Rinascita Democratica” e non al “Pippo Tumino” come ha fatto Dipasquale. E nelle sedi PD han già cominciato a fare i conti per capire, in prospettiva, quante nuove tessere faranno con l'ingresso dei fedeli all'ex sindaco.
Dall'altra parte, invece, nel centrodestra, è caccia ai malcontenti. Non è un segreto, infatti, che mentre alcuni sono ben disposti a lasciarsi alle spalle definitivamente le pregresse esperienze politiche in partiti dalle posizioni diametralmente opposte a quelle del Pd (il consigliere comunale Mario Chiavola, lo ricordiamo, ha militato in Alleanza Nazionale), altri mal sopportano l'idea dell'ingresso in un partito ufficialmente sbilanciato a sinistra.
Il ragionamento è questo: finché ci si muove all'interno di una forma politica la cui posizione politica è strettamente legata alla realtà locale – come è stato all'inizio il Movimento Territorio – le idee personali vanno in subordine al bene della comunità. Ma portare in tasca la tessera del Partito Democratico, lo stesso contro il quale, magari per anni, si è lottato nelle sedi istituzionali da banchi opposti, rischia di far venire l'orticaria a qualcuno.
Potrebbe essere il caso, ad esempio, di Angelo La Porta e Venerando Suizzo: assai defilati in questa fase e detentori, insieme, di un buon pacchetto di voti nel quartiere di Marina di Ragusa, attirano la curiosità neanche tanto celata dei vertici di Forza Italia che, tra l'altro, ha avviato la propria campagna di tesseramento. E certamente non aderirà al Partito Democratico il consigliere Elisa Marino che, nonostante sia stata eletta in una lista civica che sosteneva il candidato sindaco Cosentini, già pochi mesi dopo l'insediamento del sindaco Piccitto, aveva trovato da ridire sulla compagine che all'on. Dipasquale fa riferimento. E a proposito di questo, le solite “malelingue” raccontano che perfino lo stesso Cosentini starebbe ancora manifestando la propria titubanza su tutta l'operazione, nonostante si sia mostrato ben favorevole nel corso dell'assemblea del movimento Territorio durante la quale è stato annunciata la decisione.
Intanto non si sprecano le ipotesi sulla possibilità di nuove alleanze interne al Pd: Dipasquale, Mario D'Asta e Peppe Calabrese, secondo alcuni, avrebbero già stretto un accordo di ferro per cominciare a prepararsi per eventuali prossime elezioni, di qualsiasi livello. Prestando fede a questa teoria, Dipasquale mirerebbe ad una poltrona romana, Calabrese all'Assemblea Regionale Siciliana, mentre D'Asta vorrebbe tanto essere il futuro sindaco della città. Ma queste sono solo ipotesi, a nostro avviso, molto al di là da venire.
Ragusa, Piccitto annuncia dimissioni di due assessori

Ragusa, Piccitto annuncia dimissioni di due assessori
Conferenza stampa, presso la sala giunta del Comune di Ragusa, durante la quale il sindaco Piccitto avrebbe dovuto illustrare i risultati di un'anno di attività amministrativa. Invece, sono state annunciate le dimissioni di due assessori e, contestualmente, la nomina di quelli nuovi in loro sostituzione.
Dopo una breve introduzione, il sindaco annuncia l'ingresso in giunta di un esponente della Lista Partecipiamo con l'ex consigliere comunale dell'Italia dei Valori Salvatore Martorana.
In giunta anche il consulente per l'ambiente Antonio Zanotto.
Escono dunque dalla squadra assessoriale Brafa e Dimartino.
Le deleghe
Salvatore Martorana: Assessore ai Servizi Sociali e Politiche per la famiglia, Sviluppo Economico.
Si occuperà anche di fondi europei, nazionali e regionali, Cooperazione e relazioni internazionali, Agricoltura, zootecnia e politiche agro-alimentari, Welfare e Sanità, Coesione Sociale, Inclusione sociale, Pubblica Istruzione, Università.
Antonio Zanotto: Assessorato all'Ambiente e Risorse Energetiche
E quindi anche Servizi cimiteriali, raccolta differenziata, rifiuti e servizi ecologici, Impianti energetici, trasporti pubblici e mobilità sostenibile, Politiche innovative Smart City, salvaguardia dell'ambiente e valorizzazione del patrimonio naturalistico, paesaggistico, parchi.
Ciao Filippo, eri una cosa bella e ti hanno ammazzato

Ciao Filippo, eri una cosa bella e ti hanno ammazzato
Hanno ammazzato il gatto Filippo, la mascotte di via Mariannina Coffa.
Chiunque abbia passato, nell'ultimo anno, almeno un paio d'ore in quella via lo ha incontrato sicuramente, rimanendo affascinato dal carattere di quel felino randagio che, invece, in un certo senso, era proprio il padrone di casa.
Era diventato, infatti, non solo l'esempio di come un insieme di realtà commerciali, come quelle che in via Coffa operano e producono, possa essere in grado di prendersi cura di un randagio, ma il simbolo stesso della straordinaria condizione di collaborazione nata tra concorrenti economici (ristorantini, bar e lounge-bar) che hanno compreso come quei 90 metri di area pedonale nel centro della città sono un patrimonio. Questi commercianti organizzano eventi e cooperano per invitare i cittadini a trascorrere il loro tempo libero nel centro storico di Ragusa superiore e allo stesso tempo si occupavano di Filippo. Nessun impegno straordinario, badate bene, giusto un po' di cibo e dell'acqua di tanto in tanto per un gatto che, si sa, è una di quelle creature in grado di cavarsela da sole. E affetto. Sì, perché c'era chi lo ospitava dentro i propri locali quando la giornata era troppo calda o in casa propria nelle sere assai fredde e questo si chiama “affetto”.
Lui, Filippo, che scemo non era per niente, aveva deciso che, nonostante gli “sciocchi umani” (tipico pensiero di un qualsiasi gatto) via Coffa era un gran bel posto dove vivere.
Si aggirava per i tavolini dei ristoranti, faceva qualche moina e si beccava coccole e cibo. Aveva l'atteggiamento del “capo”, personalmente mi dava l'idea d'essere una versione felina di Steve McQueen.
Era talmente a suo agio che era diventato quasi un'attrazione: centinaia di turisti lo hanno accarezzato e fotografato, a tutti, perfino a chi i gatti proprio non piacciono, ha strappato un sorriso. Eppure...
Martedì pomeriggio lo hanno trovato morto sotto un'auto parcheggiata. Avvelenato, dicono, ed io ci credo. Non era gatto che potesse morire investito, sapeva il fatto suo. Ed era in ottima salute. Quindi qualcuno lo ha ammazzato.
Ora, perché ne sto scrivendo così lungamente?
Perché Filippo era una cosa bella. Una di quelle capaci di raddrizzare una giornata storta perché metafore della serenità in una vita comunque complicata. Ed io auguro a chiunque sia stato l'autore di un gesto così vigliacco, di non avere mai un attimo di serenità, di non poter mai comprendere la bellezza, di non vivere più. Non di morire, sarebbe un po' banale oltre che inutile. Gli auguro di non vivere, di perdersi nella nullità che, dalla morte di Filippo, deve divorargli l'esistenza.
Giuseppe Giannone nuovo presidente CamCom, le interviste

Giuseppe Giannone nuovo presidente CamCom, le interviste
E' stato eletto ieri sera, pochi minuti prima delle 20, il nuovo presidente della Camera di Commercio di Ragusa. Si tratta di Giuseppe Giannone, 71 anni, ex presidente Sac Catania e già direttore generale della Conad Sicilia.
Giannone, l'uomo sul quale ha puntato dall'inizio l'apparentamento che faceva capo alla Confcommercio ha dovuto battere ai voti Giovanni Brancati, segretario della Cna e candidato di da questa stessa associazione.
Al termine della lunga giornata che ha visto, per un po', anche la candidatura di Giorgio Cappello su proposta di Confcommercio - nella speranza di trovare unitarietà - subito ritirata dallo stesso vicepresidente di Confindustria Sicilia per carenza di assenso collegiale, alla prima votazione Giannone ha ricevuto 14 consensi mentre Brancati 8, rimandando la decisione al ballottaggio. Ribaltata, dunque, la condizione della prima volta quando era stata la Cna a ricevere 14 voti, il presidente provinciale Massari ha esplicitato la volontà di convergere su Giannone mentre Brancati, palesemente a malincuore, ha chiesto ai presenti di non tenere più in considerazione la sua candidatura.
Giannone è stato eletto, dunque, con 24 voti su 27, solo tre le schede bianche.
Eccovi le interviste ai due candidati realizzate a conclusione della lunga giornata di dibattito:
A Ragusa si discute il Bilancio di previsione 2014 – seconda parte

A Ragusa si discute il Bilancio di previsione 2014 – seconda parte
La prima lunga giornata dedicata al Bilancio di previsione del Comune di Ragusa si è conclusa intorno alle 19.30 di ieri con un numero da record per il Consiglio Comunale di Ragusa: 214 emendamenti allo strumento finanziario.
Numeri eccezionali, come ha confermato anche il presidente del civico consesso Giovanni Iacono.
Di quei 214 solo una ventina provengono dalla maggioranza pentastellata e la restante parte mostra chiaramente come si sia arrivati in aula in un clima di sostanziale muro contro muro.
Critiche a fiume, infatti, dai consiglieri di opposizione che hanno evidenziato come, a loro avviso, si tratta di un bilancio privo di capacità di investimenti nella città, mirando per lo più a strategie di spot, più che a una vera progettazione.
In particolare, l'opposizione ha sostenuto la tesi secondo la quale l'amministrazione abbia utilizzato i circa 15milioni di euro provenienti dalle royalties per far quadrare i conti, a fronte dei minori trasferimenti dallo Stato e dalla Regione e in previsione di minori introiti da parte dei tributi locali. Somme che l'amministrazione avrebbe dovuto utilizzare per investimenti, così come avrebbero dovuto prevedere maggiori incassi dai tributi e, insieme agli avanzi dal bilancio precedente – sostengono sempre i consiglieri di minoranza – ritagliare delle manovre ad hoc per creare, ad esempio, fondi di di garanzia per le imprese.
Tutte critiche che l'amministrazione – assente per buona parte della seduta – ha rispedito al mittente, sostenendo la bontà della propria opera di programmazione e puntando tutto sulla riduzione della pressione fiscale sui cittadini grazie all'azzeramento dell'aliquota della TASI.
Si tornerà a discutere di Bilancio in Consiglio Comunale il 30 luglio e si prevede che l'esame dello strumento finanziario procederà a rilento. Possibile che la minoranza miri al raggiungimento di un punto di incontro, anche se la gravità di alcune prese di posizione sembra insormontabile.
Bilancio di previsione 2014, Martorana: "Ammonta a circa 137 milioni".

Bilancio di previsione 2014, Martorana: "Ammonta a circa 137 milioni".
Ammonta a 136milione e 955mila euro il bilancio di previsione 2014 del Comune di Ragusa presentato stamattina dal competente assessore Martorana in conferenza stampa. Lo strumento finanziario, così come venuto fuori dalla giunta, dovrà passare adesso per l'apposita commissione consiliare per approdare, poi, in Consiglio Comunale.
Per Martorana si tratta di un bilancio di solidarietà, equilibrato e ricco di programmazione.
Al suo interno, ha spiegato l'assessore, vengono garantiti i servizi essenziali per i cittadini e in ambito di servizi sociali si è previsto un incremento di circa due milioni di euro, uno dei quali provenienti da fondi comunali e la restante parte da finanziamenti regionali come, ad esempio, quelli necessari per l'attivazione dei cantieri di servizio.
Sempre in materia assistenziale è prevista una serie di interventi per alleviare le situazioni di difficoltà economica di una fetta della popolazione cittadina. Infatti, oltre all'esenzione per tutti della Tasi, l'amministrazione comunale ha previsto per 1500 contribuenti l'esenzione della Tari.
Nonostante i tagli di finanziamenti da parte della Regione e dello Stato (non ci sono i 3milioni e mezzo dello scorso anno per la compensazione IMU ed è stato ridotto di 650mila euro il fondo di solidarietà) si tratta di un bilancio in equilibrio che rispetta il patto di stabilità. E' stata prudenzialmente ridotta la previsione di introiti in modo da evitare che si possano creare i residui attivi - cioè quei crediti che il Comune poi non riesce a riscuotere - ed anche per abituarsi al nuovo sistema con il quale verranno concepiti i bilanci a partire dal 2015, dove sarà più importante l'effettiva capacità di cassa che di competenza.
In questo bilancio sono previsti anche interventi di lavori pubblici che verranno eseguiti con la reimmissione in bilancio di un avanzo di circa 6milioni di euro a valere sui fondi della legge 61/81 che verranno impiegati per la riqualificazione del sistema idrico nel centro storico mentre altrettante somme sono state recuperate alla Regione con l'attività dell'assessore Corallo e che saranno destinate ad interventi dello stesso tipo in altre aree della città.
E' stato rimpinguato il settore della cultura, quindi l'assessore Campo potrà contare su due capitoli da 50mila euro ciascuno, mentre è stato previsto che la tassa di soggiorno frutterà all'incirca 400mila euro. Con questa cifra che, è bene ricordarlo, proviene da una tassa di scopo, dovrebbero essere finanziate tutte le iniziative di promozione che riguardano il nostro territorio e la messa in funzione di servizi per i turisti: è previsto che verrà confermato l'impegno di spesa per la convenzione con la Diocesi per mantenere aperte alla fruizione le chiese di maggiore pregio, sarà attivato il servizio di radiotaxi (con l'istituzione dunque di un numero di telefono unico a disposizione dei turisti) ed una parte di queste somme verrà impiegata per interventi di manutenzione nel quartiere di Marina di Ragusa.
Insomma, strumento finanziario assai corposo, di quasi 5milioni in più rispetto a quello dello scorso anno, e che evidenzia ancora una volta l'importanza delle royalties per la città di Ragusa. Evidenziamo che per quest'anno si è trattato di un gettito economico nelle casse del comune di 14milioni e 800mila euro, poco meno di 10milioni in più rispetto allo scorso anno. Se si tiene presente che l'abbattimento della Tasi per tutti i cittadini costerà almeno 5milioni di euro alle casse comunali è facile dedurre che l'introito derivante dall'attività estrattiva a Ragusa è determinante per la salute economica dell'Ente comune.
Abbigliamento in Consiglio Comunale, Dipasquale ci ha risposto. Però...

Abbigliamento in Consiglio Comunale, Dipasquale ci ha risposto. Però...
Riceviamo e pubblichiamo la lettera che ci ha mandato il consigliere Salvatore Dipasquale in risposta al nostro articolo che lo riguardava in merito all'abbigliamento con il quale ha partecipato ai lavori del Consiglio Comunale di Ragusa la settimana scorsa.
Il sottoscritto, tuttavia, si è sentito in obbligo di rispondere a sua volta per chiarire alcuni punti che, evidentemente, il consigliere Dipasquale si ostina a non voler prendere in considerazione.
Intanto ecco la nota di Dipasquale:
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Ho preso qualche giorno di tempo per commentare l'articolo (se tale può definirsi) pubblicato da Rete Iblea, che, evidentemente in cerca di qualche facile click, ha ritenuto di seguire i lavori del Consiglio comunale per dare dignità di notizia non al dibattito e alle decisioni prese per la città, bensì ai miei pantaloni.
Ho pensato se questa scelta meritasse una querela, come peraltro la meriterebbe per il tono di spregio usato nei miei confronti, o se solo una grossa risata alla "Non ti curar di loro ma guarda e passa": alla fine ho pensato che merita invece qualche ragionata puntualizzazione.
Premesso che non ho proprio intenzione di accettare lezioni di "dress code" da parte di commentatori (non certo giornalisti) che peraltro non mi risultano esperti in materia (o almeno, a giudicare dalle apparenze come sono abituati a fare loro, non forniscono proprio elementi per immaginarlo), mi azzardo invece a dire che preferisco avere (e ostentare) l'aria del Boyscout (con i valori di impegno sociale e rispetto per gli altri che essere un Boyscout comporta) piuttosto che darmi arie da politicante o (peggio) da gossipparo saccente.
Quel giorno, affinché i lettori di questo giornale lo sappiano, ho finito di lavorare e mi sono precipitato in Consiglio comunale: l'impegno, l'attenzione e la dedizione che ognuno di noi mette nello svolgimento del proprio ruolo mi auguro che interessi ai cittadini più dei miei pantaloncini (o dei calzini di una collega consigliera, già oggetto di un simile scherno).
E mi viene da pensare che certe scenate a cui abbiamo assistito nel recente passato, da parte illustri colleghi in giacca e cravatta, hanno offeso l'istituzione molto più delle nostre magliette anni '80. Ci sono in Sicilia sindaci che vanno in giro scalzi e stanno cambiando le cose. E a Ragusa ci sono un'amministrazione e un gruppo di maggioranza che alle cravatte e ai doppipetti preferisce le maniche arrotolate per mettere mano ai problemi e risolverli. Detto questo, mi scuso se il mio "indecoroso" aspetto può aver urtato la sensibilità di qualcuno. E ci vediamo al prossimo consiglio comunale per lanciare la nuova moda dell'estate!
Salvatore Dipasquale
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Gentile consigliere Dipasquale,
voglio tralasciare di affrontare qui una disquisizione ontologica su qual è la differenza tra fare il giornalista ed essere un giornalista, questione che, a quanto pare, le sta particolarmente a cuore. Purtroppo, anche volendo spiegarle al massimo delle mie possibilità la questione, la possibilità che si possa addivenire a un punto di incontro mi sembra assai remota. Mi limiterò a sottolineare, a suo vantaggio, una delle tante contraddizioni dell'ordinamento italiano che prevede di poter essere giornalisti solo dopo aver fatto i giornalisti. Va da sé che le due cose, eccettuato il banale adempimento burocratico dell'iscrizione all'albo, coincidono indissolubilmente. Chiarito questo punto e accettando che lei non si senta di dover essere “bacchettato” da chi all'albo dei giornalisti non è iscritto, mi corre l'obbligo di precisare, come ha fatto lei, alcune cose: ogni articolo che viene pubblicato su Reteiblea.it è supervisionato e autorizzato da una redazione composta da giornalisti professionisti e pubblicisti che vantano diversi anni di esperienza; il possessore di qualunque firma venga apposta in calce a un articolo su questo quotidiano online, a meno che non sia esplicitamente specificato, non parla mai a titolo personale ma a nome della testata che in quel momento rappresenta, dando voce, così, alla linea editoriale della stessa.
Ora, visto che lei sembra essere assai affezionato a questa argomentazione, inutilmente a mio personalissimo avviso, credo che vorrà almeno riflettere su quanto il sottoscritto ha da dirle.
Siamo ancora tra le precisazioni: l'articolo che la riguarda è inserito in modo inequivocabile sotto la categoria “Opinioni” del nostro giornale. E' evidente che non si tratta di dover dare dignità di notizia a qualcosa, ma di esprimere rispetto a un fatto (la sua presenza in Consiglio Comunale con un determinato abbigliamento) un'opinione (quell'abbigliamento non è consono al luogo in cui si trovava). Opinione che, badi bene, è diritto costituzionale di ogni cittadino, con qualsiasi mezzo, in qualunque luogo.
Quello che secondo noi non le è chiaro è che non si è trattato di un attacco alla sua persona, ma alla pratica assai criticabile di non rispettare la dignità dei luoghi in cui si è chiamati a ricoprire cariche istituzionali. Come anche lei ha evidenziato, non è la prima volta che esprimiamo questo parere e, nelle altre occasioni, non è stato lei il destinatario della critica. Abbiamo biasimato fortemente non solo l'abbigliamento, ma anche il comportamento di chi in Consiglio Comunale mangia, beve, urla, sbraita, starnazza o si esprime con molta maleducazione.
Come giustamente dice lei, le scenate offerte da suoi colleghi in passato, seppur indossassero giacca e cravatta, non sono meno biasimabili dei suoi pantaloncini, anzi, concordo sul fatto che lo sono maggiormente, più di qualunque orribile maglietta sfoggiata in Consiglio Comunale. Ma questo non può farle da alibi. Non è che se tutti prima si comportavano male in giacca e cravatta allora, io che mi comporto meglio di loro, posso stare in pantaloncini. Non funziona così.
In più, ogni volta che entro in Consiglio Comunale osservo quell'aula che ha tutto l'aspetto di un “parlamento in miniatura” e le assicuro che non siamo i soli a ritenere che taluni consiglieri comunali non si rendano conto dell'importanza del luogo in cui si trovano.
Lei ha citato sindaci che in Sicilia vanno in giro scalzi cambiando le cose (?), suppongo si riferisse al sindaco di Messina Accorinti. Mi dispiace, ma sono costretto a dover rifiutare nettamente l'analogia: Accorinti ha creato un “personaggio”, il suo stile è parte integrante di un'intera filosofia delle istituzioni, mentre lei dice semplicemente di non aver avuto il tempo di potersi cambiare d'abito. Il che vuol dire che sì, sa benissimo che in Consiglio Comunale non si va in pantaloncini – posso testimoniare in effetti di averla vista in aula con un abbigliamento assai più decoroso – ma che per una volta ha pensato di potersi concedere una deroga: complici un po' il caldo, un po' la fretta, chi vuoi che se ne accorga? Noi.
E non perché siamo solamente dei rompiballe, ma perché riteniamo che le Istituzioni vadano rispettate sempre. A maggior ragione quando si ricopre dei ruoli istituzionali per i quali si viene pagati con un gettone di presenza di 63 € per seduta.
Fare il consigliere comunale, anche se si è stati eletti con 74 voti, per virtù di una legge elettorale probabilmente sbagliata, dato che si è retribuiti, equivale ad un lavoro e, in quanto tale, ha una sua dignità che si somma a quella insita nella carica istituzionale per la quale avete prestato giuramento e che per noi (e non solo per noi!) necessita non solo di un adeguato abito ma del rispetto di un certo habitus.
A tal proposito, chiudendo, la invito a leggere quanto ha scritto, il 9 marzo scorso, il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iacono appositamente interpellato sulla questione dal consigliere Mirabella:
[blockquote style="1"]
Preg.mo Consigliere Giorgio Mirabella
Gruppo Idee per Ragusa
Oggetto: Circolare su abbigliamento da indossare in Consiglio Comunale
Caro Consigliere,
in riscontro alla Sua nota del 5 marzo scorso di pari oggetto Le manifesto la mia totale condivisione della stessa.
Gli aspetti esteriori, 'formali' contribuiscono a dare decoro e rispetto ai luoghi Istituzionali, pertanto, è mio intendimento accogliere la Sua proposta.
A tal fine sentirò la conferenza dei capigruppo al fine della più larga condivisione e per la scelta dello 'strumento' - se deliberativo o, semplicemente, informativo - più appropriato.
Cordiali saluti.
Il Presidente del Consiglio Comunale
[/blockquote]
Secondo me torneremo presto sulla faccenda.
Leandro Papa
Esenzioni sulle imposte per nuovi esercizi commerciali e residenti nel centro di Ragusa

Esenzioni sulle imposte per nuovi esercizi commerciali e residenti nel centro di Ragusa
Interessante conferenza stampa, questa mattina, presso la sala giunta del Comune di Ragusa dove l'assessore Stefano Martorana, affiancato dal consigliere di maggioranza Gianluca Leggio, ha presentato alcune iniziative di regime fiscale agevolato riservate ai futuri residenti e alle nuove attività del centro storico di Ragusa.
“Per l'amministrazione comunale – ha detto Martorana – era importante trovare nuove strategie a beneficio del centro storico di Ragusa superiore che, negli ultimi anni, è approdato a una condizione di oggettivo disagio causato sia dallo spopolamento dei residenti che, sempre più di recente, hanno preferito trasferirsi in altre zone della città che delle attività commerciali”.
Dopo alcuni incontri con l'Ascom e le altre associazioni di categoria, dalle quali pervenivano insistentemente richieste di intervento nei confronti di quell'area cittadina, l'amministrazione ha deciso di individuare un perimetro urbanistico all'interno del quale applicare degli sgravi economici per residenti e commercianti.
Nell'area compresa tra le vie Salvatore, Mario Leggio, Mariannina Coffa, Corso Italia e l'intera via Roma fino alla cosiddetta “rotonda”, verrà creata, dunque, una sorta di zona franca: è previsto l'esenzione totale di Tasi, Tari e Tosap per tre anni per tutte le nuove attività commerciali che decideranno di aprire lì.
Stessa identica modalità di esenzione per tutti coloro i quali vorranno acquistare e ristrutturare una casa a scopo abitativo.
Novità che sarà gradita a tutti i residenti è quella che riguarda, invece, il pagamento del permesso per i passi carrai. Questi non saranno più a pagamento, ma avranno un costo solo gli eventuali spazi di manovra. Naturalmente sarà comunque necessario fare la relativa richiesta e ottenere i permessi.
E' nei piani dell'amministrazione comunale, inoltre, procedere alla mappatura dei mercati rionali e simili. Mentre, infatti, esiste già una impalcatura normativa che regolamenta i mercatini di quartiere, nulla del genere esiste per quei mercatini (quello degli agricoltori per esempio) che hanno permessi annuali che vanno rinnovati alla scadenza.
L'amministrazione comunale si augura che gli interventi previsti a vantaggio delle attività economiche e delle nuove residenze nel cuore della città possano servire a riportare effervescenza commerciale e di abitanti.
Ragusa, sbloccati i cantieri di servizio per 216 unità

Ragusa, sbloccati i cantieri di servizio per 216 unità
In relazione alla vicenda dei cantieri di servizio, la presidenza della Regione sentito il dipartimento dirigente dell'assessorato alla Famiglia comunica che già da ieri è stata sbloccata la situazione relativa ai primi finanziamenti sulla base dei progetti già presentati e integralmente documentati. Per la rimanente parte dei progetti si attendono le integrazioni dei comuni così come richiesto più volte dal dipartimento al Lavoro. I progetti per i quali si è completata a partire da oggi la procedura, riguardano complessivamente 12 milioni di euro. I lavoratori coinvolti sono già 4516 ripartiti nel seguente modo:
Agrigento 322 con € 893.024,85
Caltanissetta 406 con € 1.072.833,19
Catania 967 con € 2.492.984,87
Enna 294 con € 709.458,53
Messina 650 con € 1.357.053,51
Palermo 667 con € 1.706.949,51
Ragusa 216 con € 1.118.112,48
Siracusa 694 con € 1.902.803,06
Trapani 290 con € 781.486,77
Gli impegni finanziari successivi verranno assunti man mano che arriverà la documentazione completa dei singoli comuni. In ogni caso l'aspetto più importante è che i progetti siano già in partenza e che possono immediatamente essere attivati. Già domani l'assessorato al Lavoro pubblicherà sul sito i progetti finanziati per singolo comune.
La comunicazione ufficiale viene direttamente da una nota del presidente della Regione Rosario Crocetta.
Resta da comprendere se le 216 unità di cui parla la Presidenza della Regione sono riferibili all'intera area provinciale iblea o al singolo Comune di Ragusa.
Ricordiamo che, da mesi, l'assessore ai Servizi Sociali del Comune di Ragusa Brafa sulla questione cantieri di servizio sostiene di essere in attesa dello sblocco da parte della Regione del finanziamento necessario a farli partire.
