Il Movimento 5 Stelle e la assai poco democratica precisazione alla stampa

Abbiamo ricevuto dall’ufficio stampa regionale del Movimento 5 Stelle il seguente comunicato:

I deputati regionali e nazionali M5S: “Solo il sindaco e i consiglieri eletti possono rappresentare il Movimento con i media”

“A seguito delle richieste di chiarimenti pervenute da parte di diversi cittadini, ribadiamo in maniera definitiva e, ci auguriamo, esaustiva, che gli unici soggetti chiamati a rappresentare in pubblico il movimento 5 stelle nella città di Ragusa sono il sindaco ed i consiglieri eletti. Di conseguenza le eventuali dichiarazioni o esternazioni effettuate da qualsiasi altro gruppo, movimento o singolo soggetto, in nome e per conto del movimento 5 stelle, sono da considerarsi a titolo esclusivamente personale ed assolutamente non rappresentative del movimento. Ed a questo proposito ribadiamo altresì con forza la totale fiducia e sostegno verso l’operato del sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, e della sua giunta, i quali stanno incarnando in pieno, nel loro servizio ai cittadini, i principi e le idee del movimento 5 stelle, come dimostra il grande lavoro svolto finora. Tanto si doveva per evitare, anche in futuro, di generare confusione e perplessità nei cittadini nei confronti dell’attività del movimento 5 stelle”.

Ne abbiamo dedotto che qualcuno abbia espresso, senza averne l’autorizzazione, delle dichiarazioni a nome dell’intero M5S e siamo stati tentati di chiamare il collega Tony Gausesi, l’addetto stampa regionale, non dargli neanche il tempo di dire “Pronto?” e incalzarlo subito con un “E quindi? Chi è che si spaccia per rappresentante del Movimento?”. Ma temendo di conoscere già la risposta abbiamo deciso di desistere da questo proposito.
E’ successo che un gruppo di militanti pentastellati ha abbandonato, non senza clamore, il meetup primigenio – lo ricorderete, in occasione della defenestrazione di Claudio Conti dalla giunta comunale – fondandone un altro che si chiama “RagusAttiva a 5 Stelle”. Ora, checché ne dicano il sindaco Piccitto, i consiglieri comunali, i deputati regionali, nazionali, Grillo e Casaleggio, finché non verrà espressamente ordinato con una legge dello Stato che nessuno si può definire “grillino” o in alternativa “militante” di un qualsiasi movimento o partito politico mantenendo la propria libertà di pensiero, per quanto ci riguarda, ognuno rappresenta le idee per le quali si batte. Ovvio che il semplice iscritto a un partito non rappresenta la posizione dell’intero gruppo politico del quale fa parte e quindi le opinioni eventualmente espresse sarebbero solo a titolo personale. Ma vi garantiamo che non avevamo bisogno di una precisazione del collega Gaudesi – immaginiamo il suo imbarazzo nello scrivere la nota – per conoscere questo aspetto dell’attività politica, della vita, l’Universo e tutto quanto. Né ne avevano bisogno i cittadini perché cretini non sono.
Eppure ammettiamo che qui la situazione è lievemente diversa. Non si parla di una singola persona, ma di un intero gruppo di persone, ufficialmente riunito nella forma appositamente prevista (il meetup) che agisce politicamente seguendo le linee generali del Movimento 5 Stelle e che a quello fa riferimento. Anzi, a quello si appella quando si accorge che quanto viene stabilito dal M5S (che tanto ci tiene a queste cose) viene disatteso.
Facciamo un esempio con un altro partito: a Ragusa ci sono tre circoli del Partito Democratico, tutti seguono i principi generali di quel partito, ma può accadere che tra loro abbiano opinioni diverse su alcune questioni della città… Ecco, a questo punto della spiegazione proviamo più o meno lo stesso imbarazzo che deve aver provato stamattina il buon Gaudesi mentre gli chiedevano di scrivere quella nota.
Si chiama “democrazia” ed è un po’ avvilente doverlo spiegare di rimando a chi, evidentemente, la democrazia provoca prurito. Infatti, a noi non risulta che ci sia qualcuno che rilascia dichiarazioni a nome e per conto dell’intero Movimento 5 Stelle, ci sono però alcuni attivisti che, riunitisi ufficialmente in un gruppo, si permettono di criticare certe scelte dell’amministrazione. Quindi, forse, è questo che la restante parte – seppur maggioritaria – del movimento non riesce a digerire.
Ma si sa, per qualcuno, a volte, la democrazia è indigesta.

di Leandro Papa10 Nov 2014 20:11