Emergenza sociale in piazza San Giovanni, parla il sindaco di Ragusa Federico Piccitto

Emergenza sociale in piazza San Giovanni, parla il sindaco di Ragusa Federico Piccitto
Dopo la nostra denuncia sulla situazione sociale di piazza San Giovanni, che registra ormai un'emergenza sui fenomeni e dello spaccio di stupefacenti e della presenza di "balordi" presenti solo per infastidire i cittadini con comportamenti violenti o minacciosi, il sindaco ha chiesto al Prefetto di intervenire. Tuttavia è una condizione grave che non riguarda solo la presenza della delinquenza, ma è un complicato problema sociale sia per l'assenza di spazi per i più giovani sia per il mancato avvio di politiche sociali per combattere il disagio.
Piazza San Giovanni, è emergenza: interviste a D'Asta (PD) e Spadola (M5S)

Piazza San Giovanni, è emergenza: interviste a D'Asta (PD) e Spadola (M5S)
Sull'emergenza in piazza San Giovanni, nel cuore del centro storico di Ragusa, che abbiamo denunciato da Reteiblea.it nei giorni scorsi, dei consiglieri comunali sono intervenuti in aula nell'ultimo Consiglio. Abbiamo intervistato Mario D'Asta (Partito Democratico) e Filippo Spadola (Movimento 5 Stelle).
Il primo sostiene sia necessario un modo diverso di usare gli spazi pubblici della città, incrementando l'offerta di attività culturale, sottraendo fisicamente le aree ai "delinquenti" o, comunque, al disagio. Inoltre D'Asta suggerisce l'avvio di un censimento delle abitazioni del centro per verificare come vengono utilizzate.
Il consigliere pentastellato, invece, aveva già chiesto l'intervento del primo cittadino il quale, a sua volta, è intervenuto prontamente inoltrando al Prefetto di Ragusa una richiesta di convocazione del comitato di ordine e sicurezza pubblica.
È emergenza, sociale innanzitutto, lo sappiamo e ne siamo convinti. Ma per combattere i mali della società ci vogliono anni. La contingenza è, però, un'altra e servono misure immediate.
Ex Provincia di Ragusa, da settembre stop ai servizi. Video intervista a Saro Leggio, Rsu Cgil

Ex Provincia di Ragusa, da settembre stop ai servizi. Video intervista a Saro Leggio, Rsu Cgil
E' prossima al collasso la situazione finanziaria delle ex nove Province siciliane con tutti gli enti pronti a dichiarare il dissesto, in assenza di un intervento legislativo del Governo centrale per ridurre il prelievo forzoso oppure di una copertura finanziaria a carico della Regione Siciliana. Il fabbisogno delle nove ex province siciliane è di 180 milioni di euro. Lo ha confermato pure l'assessore regionale all'Economia Alessandro Baccei. Ma al momento non si profilano soluzioni per reperire tali somme. Col rischio di non pagare gli stipendi ai dipendenti e di sospendere tutti i servizi dai prossimi mesi. I dipendenti dell'ex provincia di Siracusa non percepiscono lo stipendio da tre mesi. Oggi le organizzazioni sindacali e le rappresentanze di base sono riuniti a Caltanissetta per esprimere "il forte disappunto per la disastrosa condotta da parte del governo regionale nella vicenda delle ex province e per valutare le azioni di protesta da mettere in atto per denunciare la grave situazione finanziaria degli enti".
Abbiamo intervistato Saro Leggio, Rsu Cgil, per comprendere qual è l'attuale condizione del Libero Consorzio di Ragusa. Se continua così da settembre stop ai servizi.
Video: inaugurazione della Pista ciclabile a Marina di Ragusa. Interviste all'ass. Corallo e all'on. Cancelleri

Video: inaugurazione della Pista ciclabile a Marina di Ragusa. Interviste all'ass. Corallo e all'on. Cancelleri
Inaugurata venerdì sera a Marina di Ragusa la pista ciclabile che va dallo Scalo Trapanese a Punta di Mola. Circa due chilometri per una spesa di 250mila euro, relativa alla sola cordolatura e alla posa del caratteristico rivestimento in resina.
La collega Veronica Barbarino ha raccolto la soddisfazione dell'assessore ai Lavori Pubblici Corallo e del parlamentare regionale del M5S Giancarlo Cancelleri.
Angelo Giacchi sulle aste giudiziarie: "Vi racconto la mia esperienza". Il video.

Angelo Giacchi sulle aste giudiziarie: "Vi racconto la mia esperienza". Il video.
Il dramma delle aste giudiziarie delle quali sono vittime soprattutto imprenditori agricoli, in particolar modo nella provincia di Ragusa che è quella più agricola e più trasformata d'Italia, è una delle conseguenze della profonda crisi economica che non accenna a frenare. Forse la conseguenza più tragica.
Per denunciare questa situazione Angelo Giacchi, da ex imprenditore agricolo, ha iniziato e concluso, per due volte nell'arco di pochi giorni, degli scioperi della fame - il secondo dei quali insieme al leader dei Forconi Mariano Ferro - chiedendo al Prefetto di Ragusa di poter avere un incontro con qualcuno che rappresentasse un governo, regionale o nazionale, ma che abbia voglia di ascoltare e fare qualcosa di concreto.
Oggi hanno ricevuto la conferma che un incontro, non si sa ancora con chi, ci sarà, ma non basta: Matteo Renzi ha detto che la festa dell'Unità 2016 si terrà in provincia di Ragusa e allora i Forconi e tutti quegli agricoltori che vorranno far sentire la propria voce saranno presenti, forse con un concetto diverso, molto diverso, di festa.
Intanto ecco il racconto dell'esperienza di Giacchi.
Rifiuti pericolosi a Scicli, il ricorso al Tar evidenza le contraddizioni della vicenda

Rifiuti pericolosi a Scicli, il ricorso al Tar evidenza le contraddizioni della vicenda
Non si ferma la mobilitazione sciclitana contro la realizzazione di un impianto per il trattamento di rifiuti pericolosi e non in contrada Cuturi. Non si ferma nonostante le autorizzazioni emesse dalla Regione Siciliana siano state sospese in autotutela dagli assessorati regionali competenti. Si punta alla completa revoca degli atti che, secondo il Comitato Salute e Ambiente, si può ottenere solo con il ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale, presentato in un’assemblea venerdì sera.
“Dalla stesura del ricorso – spiega uno dei legali, l’avv. Giuliano – si evincono le contraddizioni presenti in tutta la vicenda, soprattutto nei pareri dell’Arpa che l’Autorizzazione Integrata Ambientale riporta come positivi e che poi l’Arpa stessa ha chiarito, dopo l’emissione dell’Aia, l’interpretazione autentica: i pareri erano da considerarsi negativi. Ovviamente è un fatto gravissimo rispetto alla gestione igienico-sanitaria dell’area. Sicuramente ora la partita ha una battuta d’arresto e i due provvedimenti sospensivi degli assessorati competenti riportano una serie di preoccupazioni che noi abbiamo esposto nel nostro ricorso e che sono, intanto, di carattere metodologico: si è arrivati a una Aia senza aver acquisito con chiarezza quali erano i pareri; l’Autorizzazione viene rilasciata per un’area che ha una destinazione urbanistica incompatibile con il sito; sono state fornite documentazioni e autorizzazioni che si basano su una diversa natura del sito, vale a dire da pollaio a mega impianto per rifiuti pericolosi). Inoltre, riteniamo allarmante anche la gestione istituzionale di tutta la faccenda perché non c’è dubbio che ci sono state delle omissioni e delle disattenzioni. Nel ricorso evidenziamo anche che secondo noi c’è stata una violazione del decreto ministeriale che ha nominato i commissari a Scicli e che ha dato loro uno scopo e un metodo per agire senza che questi siano stati rispettati”.
Dalla Regione, nel frattempo, a parte gli atti sospensivi, tutto tace.
Altro che bene della città: è paura delle elezioni!

Altro che bene della città: è paura delle elezioni!
Ogni volta che qualcuno evidenzia che è stato fatto un accordo sottobanco c'è qualcun altro che si difende dicendo che si è operato "per il bene della città". Naturalmente mi riferisco all'ultima seduta del Consiglio comunale di Ragusa durante la quale, in piena notte, si è consumata la fine della maggioranza a 5 Stelle. Per il bene della città.
La verità, in questo caso, è che il bene o il male della città c'entrano poco. Qualche sera fa in Consiglio comunale si è fatta politica, quella che sa usare anche sporchi trucchetti, quella che di accordi silenti si nutre fin da quando il termine stesso "Politica" è nato. Sul tabellone dei punti, se si trattasse di un gioco, ha vinto Maurizio Tumino, "non da solo". Hanno perso il sindaco Piccitto, l'assessore Martorana, la maggioranza filogovernativa e la minoranza relativa del M5S. Hanno perso Sonia Migliore, Giovanni Iacono e Giorgio Massari. I due renziani del Pd vengono relegati al ruolo di stampelle, e non lo sanno o fingono di non capirlo.
E se fino a qualche mese fa i consiglieri del Movimento 5 Stelle si lamentavano perché c'erano due sindaci in città - l'altro era ed è ancora l'indistruttibile Stefano Martorana - adesso si arriva a quota quattro, dato che all'elenco si sono aggiunti, strada facendo, Antonio Tringali "insieme" a Maurizio Tumino. La maggioranza così come la ricordavamo non esiste più ed è nata una cosa nuova che non sappiamo neanche come definire senza scomodare il Frankenstein di Mary Shelley. Per il bene della città...
La verità è che, per un attimo, c'è stato odore di elezioni e se la sono fatta sotto tutti. Settimana scorsa, in occasione del voto sul nuovo piano tariffario del servizio idrico, l'amministrazione Piccitto era non solo sul bordo del baratro, ma sarebbe bastato un alito di vento a farla cadere giù. Qualcuno è corso fuori dall'aula a chiudere le finestre. Nessuno, oggi, è pronto ad affrontare le elezioni ed è più conveniente sedersi a essere della partita che buttare tutto in aria. Per il bene della città, s'intende, ma soprattutto per il proprio.
Il caso Sigona e i cortocircuiti cerebrali degli insospettabili

Il caso Sigona e i cortocircuiti cerebrali degli insospettabili
Aggirarsi per i gruppi e certi profili ragusani (e non) sul social network più celebre dopo l'esplosione del 'caso Sigona', ormai di portata nazionale, provoca gli stessi sintomi della labirintite: ansia cronica, vertigini, nausea. Un generale senso di straniamento, la convinzione di aver sempre sbagliato nella percezione della realtà e, alla fine, vien da chiedersi “Sono impazzito o veramente le persone non hanno più il senso della misura?”. Secondo me è colpa dello strumento social che, ponendo diversi tipi di distanza tra chi produce un contenuto e chi lo riceve, fa perdere alle persone quel naturale pudore che le difenderebbe da inutili brutte figure. Non dovendosi confrontare dal vivo con l'interlocutore, il facebookiano tipo approfitta della situazione per spegnere il cervello e, nel migliore dei casi, spararla grossa. In altri, addirittura, vien fuori la vera natura di alcuni insospettabili. Insomma, il 'caso Sigona' ha generato un certo numero di cortocircuiti cerebrali anche da parte di chi proprio non ti aspetti. Tralasciando quelle decine e decine di commenti disseminati nella rete da quanti, privi di ruoli politici o sociali di alcun tipo eccettuato quello di semplice cittadino, ammettono con disarmante convinzione di essere dalla stessa parte dell'ormai ex grillina – sarebbero tutti nomi da appuntare per confrontarli con future liste elettorali – con sorpresa abbiamo notato interventi da far cadere le braccia, oltre che la faccia, da parte di chi per il proprio ruolo dovrebbe riflettere molto ma molto di più prima di cominciare a pigiare sulla tastiera. Eccone alcuni che ho scelto a mo' di esempio.
Il consigliere Manuela Nicita (che del M5S faceva parte prima di confluire nel Lab 2.0) ha difeso la collega perché bersaglio della 'gogna mediatica' e del pubblico linciaggio. Proprio lei che deve la sua elezione al M5S che, a sua volta, di quella gogna e degli attacchi via web agli avversari ha fatto strumento principale di propaganda e lotta politica.
Stupisce non poco il presidente del Lab 2.0, Claudio Castilletti, che minimizza l'affare Sigona.
Ci sono problemi più gravi? No, più urgenti forse, più gravi non crediamo, diciamo che fatti i dovuti distinguo da un punto di vista etico e uno pratico, alcuni stano sullo stesso piano. E poi: la Sigona non è l'unica? Presidente Castilletti, mentre ci siamo, chi sono gli altri? Non continuiamo nell'errore di tacere.
Assoluto sbigottimento, invece, suscitano le parole del sindacalista Ugl Pippo Cappello, che commentando proprio un nostro articolo, prima parla di 'caccia alle streghe', poi, dopo aver definito tutti gli italiani come 'inetti' dice a quelli che non riescono a comprendere le posizioni della Sigona che il loro punto di vista è 'insulso'. In conclusione, non contento, lascia intendere in modo abbastanza palese di condividere il pensiero del consigliere 'vittima', quindi, della voglia di giustizia sommaria di questi 'incapaci' che 'non hanno mai studiato la storia'. Ecco, a questo punto, le dichiarazioni di un sindacalista, tra il 25 aprile e il primo maggio, lasciano senza parole per un po'.
Niente. Deve essere andata così: siccome ad alcuni non piace sembrare conformisti, e questo riesco anche a capirlo, preferiscono prendere sotto gamba fatti gravissimi pur di poter dire la propria, anche se è una totale, incontrovertibile, bestialità.
Al consigliere Nicita e al sindacalista Cappello andrebbero ricordate così tante cose che davvero non so da quale cominciare. Per esempio che se loro, come il sottoscritto, sono liberi di poter dire le proprie castronerie in ogni dove senza essere presi a manganellate poco dopo è perché non c'è più il Fascismo. La differenza tra la caccia alle streghe e non tollerare l'apologia del Fascismo è che le streghe non sono mai esistite… Mentre il Fascismo è stato reale. Queste cose, sui libri di Storia, io le ho trovate nel corso della mia "breve e inutile vita" e dovrebbe averle lette anche Cappello, la cui presenza su questo piano di esistenza è accertata da più tempo della mia. Sull'utilità lascio valutare altri.
In fine, lo ripetiamo: il punto non è che la Sigona sia, creda di essere fascista, professi il Fascismo o altro, chi se ne frega!, può fare quello che vuole, ma non è tollerabile che lo faccia da Consigliere comunale proprio in virtù di quella Democrazia e libertà di pensiero che tanto vanno sbandierando. Non è difficile.
Ragionamento a parte per Claudio Castilletti che, a sua insaputa, rappresenta il simbolo di tutta la vicenda perché ha commesso lo stesso errore dei grillini ragusani: fare spallucce. Vero è che in città ci sono tanti e tali problemi che c'è solo l'imbarazzo della scelta. Ma non possiamo permetterci di derubricare questo episodio a innocua marachella perché così non è. Colpevoli tutti, anche noi, di aver saputo, chi più e chi meno, e non aver parlato prima sulla natura politica di un rappresentante delle istituzioni che, evidentemente, ha tradito e continuerà a farlo ogni giorno il giuramento proferito in Consiglio Comunale, almeno fin quando continuerà a ricoprire una carica pubblica.
Un consiglio per tutti, però: siate meno social, vi sarà di giovamento.
Il consigliere Sigona espulsa dal M5S. Ma può stare ancora in aula consiliare...

Il consigliere Sigona espulsa dal M5S. Ma può stare ancora in aula consiliare...
Alla fine il Movimento 5 Stelle ha espulso Gianna Sigona ed era il minimo che potesse accadere. Tuttavia, la nota ufficiale che informa dell'accaduto sembra davvero poco ufficiale. Un solo rigo scritto dal portavoce dei parlamentari regionali, senza un minimo di argomentazione (ancorché pleonastica) evitando di citare gli stessi parlamentari o i vertici nazionali, né la procedura che il Movimento si è dato per casi di questo tipo, ci sembra davvero pochino rispetto alla gravità della vicenda. E rimane il fatto che il 5 maggio, a meno che non intervengano fatti nuovi e graditi, il consigliere continuerà a prendere parte all'assise comunale. Vero è che nel frattempo sia il sindaco Piccitto che il Presidente del Consiglio comunale Tringali hanno invitato il consigliere – chi più chi meno verbosamente – ad abbandonare la carica, ma dubitiamo che questo possa accadere. Lo deduciamo facilmente dall'atteggiamento che Sigona ha avuto in questi giorni, reagendo con serafica calma in alcuni casi e con piccato risentimento in altri ai sacrosanti attacchi che le sono stati mossi.
Soprattutto ha fatto bene Antonio Tringali a ricordare in un post sul proprio profilo Facebook la formula che ogni consigliere pronuncia al momento dell'insediamento ('Giuro di adempiere alle mie funzioni con scrupolo e coscienza nell’interesse del Comune, in armonia agli interessi della Repubblica e della Regione') ma, augurandoci che tutti quelli che siedono in Consiglio dedichino ogni giorno qualche minuto a riflettere su quelle parole, ci permettiamo di segnalare che gli inviti e gli auspici servono a poco soprattutto se arrivano così in ritardo. Inoltre, proprio parlando di quel giuramento, ricordiamo a Tringali e al primo cittadino che una volta diventati Istituzioni rispondono alla Città prima e al M5S poi. Insomma: l'attendismo strategico in attesa che altri arrivino a togliere le patate bollenti è solo una furbata da quattro soldi. Certi episodi impongono interventi immediati e chi se ne frega delle regole del partito e delle espulsioni, comunque necessarie. Avrebbero dovuto mettere un punto immediato alla faccenda, magari non sostituendosi alla struttura verticistica ma, quanto meno, anticipandola nei contenuti muovendosi di conseguenza.
Adesso, rivolgendoci a tutti i consiglieri, al sindaco e agli assessori, la domanda è: cosa intendete fare? Come potete condividere l'aula con un tale soggetto? Come si può permettere che continui a rappresentare (pagata!) la nostra città?
Ci aspettiamo mosse eclatanti.
La Sigona va espulsa immediatamente e denunciata alle Autorità competenti

La Sigona va espulsa immediatamente e denunciata alle Autorità competenti
La notizia del consigliere comunale di Ragusa, Gianna Sigona, Movimento 5 Stelle, che su Facebook ha inneggiato al fascismo ha fatto già il giro d'Italia. Ovviamente. Non vi tedieremo, dunque, con dettagli che potete trovare ovunque, anche perché secondo noi non è una vera notizia. Insomma: lo si sapeva, era arcinoto che il consigliere si considera fascista, lo ammette candidamente sempre sul social network. Il punto è che questo episodio stupido ('stupido è chi lo stupido fa', cit.) conferma un po' quel che si dice da tempo e cioè che il Movimento 5 Stelle, non a Ragusa, ma in generale, è un ricettacolo di umanità e disumanità.
La vera notizia è che si è dovuti arrivare al 25 aprile (data del primo 'post' incriminato) e al 29 (quando, sempre su Facebook, il M5S si è svegliato per dissociarsi) per scoprire il segreto di Pulcinella. Crolla sul consigliere Sigona tutta l'impalcatura politica del movimento. Tra gli attivisti e gli eletti ci sono, sì, i delusi dalla Politica, ma anche quelli che altrove non avrebbero spazio nemmeno per scherzo. Neanche a dirlo, è un altro segreto di Pulcinella...
Forse, continuando a chiamare il Municipio 'Palazzo dell'Aquila' si offre l'alibi ai consiglieri comunali per salutarsi romanamente nei corridoi adiacenti l'aula Consiliare?
No, no. Qui c'è un problema di cretineria. Intendiamoci: non che spaventi il fatto che il consigliere Sigona sia fascista. Non vuol dire nulla: il 'Fascismo' non esiste più, Mussolini è morto (MOR-TO!), non esistono le condizioni per rifondare questa esperienza politica, chiunque con un minimo di buon senso arriva da solo a comprendere che è stata una lunga parentesi da tragici risvolti nella storia del nostro Paese e che non c'è gran che da rimpiangere, a parte quella storia dei treni in orario e che si poteva dormire con le porte aperte. Nessuno mai a chiedersi dove andassero 'sti treni, per dire. Oh, sì, 'Mussolini ha fatto anche cose buone'. Certo, ma sulla bilancia del bene e del male gli errori e gli orrori pesano di più. La Storia ha fatto il suo corso e c'è una legge che condanna l'apologia. Qui, senza possibilità di errore, ecco la cretineria: consentire a personaggi come la Sigona di aver modo d'essere eletti; consentire, una volta svelato il tutto, che possano mettere piede in Consiglio comunale; lasciare che il fatto si dibatta solo su social network e sulla stampa.
Non basta 'dissociarsi' e 'condannare', serve altro e vogliamo sentire le voci del sindaco e del presidente del Consiglio comunale. Vogliamo leggere la lettera di espulsione dal Movimento 5 Stelle. Esigiamo da parte delle istituzioni la denuncia alle forze dell'ordine. Vogliamo vedere l'aula consiliare che si svuota quando entra Gianna Sigona.
(Le immagini correlate all'articolo si trovavano sino a pochi minuti fa sul profilo FB della consigliera Gianna Sigona)




