L'Udc a Sonia Migliore: "Dimettiti dal partito".

L'Udc a Sonia Migliore: "Dimettiti dal partito".

A furia di tirar la corda dell'Udc, Sonia Migliore è riuscita a romperla. Il coordinamento cittadino del partito, retto al momento dall'on. Orazio Ragusa, ha diffuso il seguente comunicato stampa:
“Il direttivo cittadino dell’Udc di Ragusa, preso atto delle dichiarazioni rese alla stampa nei giorni scorsi dal consigliere comunale Sonia Migliore, ringrazia quest’ultima per il lavoro svolto sino ad oggi in favore del partito a Ragusa. Attende, altresì, le consequenziali azioni rispetto al ruolo istituzionale che la stessa Migliore riveste in virtù dell’appartenenza all’Udc”.
Secondo noi siamo quasi all'epilogo di una lunga storia di frecciatine vicendevoli, nella quale non si può che notare l'eleganza (qualcuno dirà “pavido tatto”) dei vertici Udc che ricorda un po' l'atteggiamento dei genitori di una certa età nei confronti del figlio bamboccione. All'ennesima minaccia di andarsene da casa perché qualcosa non va, la madre, esasperata ma col cuore in mano, anziché cambiar la serratura e buttarlo in mezzo a una strada, risponde: “Ma allora perché non te ne vai?”. Ecco, siamo più o meno a questo punto della storia. Di solito il figlio balbetta, farfuglia un “Perché... perché...”, poi sbuffa e si chiude in camera sua.
Per intenderci: Orazio Ragusa si aspetta che il consigliere Migliore chiuda il gruppo consiliare targato Udc e si dimetta ufficialmente dal movimento senza dover arrivare a chiuderla fuori casa, nella fattispecie senza vietarle di usare il simbolo. Ipotesi non del tutto remota se, in tempi brevi, il consigliere Migliore non metterà in pratica le “conseguenziali azioni” di cui sopra. Sonia Migliore, che nel frattempo ha coltivato l'orto del Laboratorio politico 2.0 – a volte fertile, altre un po' più arido – replicherà probabilmente con una mossa da manuale, dicendo qualcosa simile a: “Non siedo in Consiglio comunale in virtù dell'appartenenza all'Udc, ma solo grazie ai miei voti e al mio impegno e solo così il partito può ancora dire di essere presente a Palazzo dell'Aquila”.
Però, a quanto pare, poiché la pazienza è arrivata a un certo limite e considerato che secondo i vertici del partito la causa della scomparsa dell'Udc dalle attività politiche cittadine è imputabile esclusivamente a Sonia Migliore (colpevole non a torto di aver dedicato molto più tempo a sé e alla sua creatura piuttosto che all'Unione), a Orazio Ragusa e Pinuccio Lavima, che esista un gruppo consiliare Udc interessa davvero poco. Disinteresse reciproco, diciamo noi. Ma solo perché le elezioni sono ancora lontane.


Nuova composizione della Giunta Piccitto: ha vinto Duncan McMartorana…

Nuova composizione della Giunta Piccitto: ha vinto Duncan McMartorana…

Mesi e mesi di fibrillazioni per arrivare a un rimpastino con due nuovi assessori e le deleghe ridistribuite a caso tra tutti, compreso lo stesso sindaco, confermando l'ovvio: Stefano Martorana è l'Immortale di questa legislatura.
Lo avevamo soprannominato “Il Marchese del Grillo”, giusto per sottolineare l'atteggiamento mantenuto nei confronti della maggioranza consiliare, ma l'assessore al Bilancio del Comune di Ragusa è molto di più. Avevano provato a “mozzargli la testa”, ma niente: come Duncan McLeod incassa i colpi e si rialza.
Se la super crisi che portò il solitamente placido Gianluca Leggio a scagliarsi contro chi regge i cordoni della borsa, contro il sindaco e perfino contro ex alleati, è servita solamente a generare una modesta rimodulazione delle rubriche assessoriali, lo zoccolo duro dei consiglieri pentastellati ha perso la partita.
Nella Disca ottiene, tra gli incarichi più importanti, Sviluppo economico e Turismo – secondo Piccitto è meglio che vadano assieme – e Leggio prende Pubblica Istruzione e Servizi Sociali. Abilmente il sindaco tiene per sé la Cultura e cede al vice Iannucci Spettacoli ed Eventi (nuova delega tutta da chiarire). Martorana perde il Turismo, ma rimane saldo al suo posto di gestore dei conti di Palazzo dell'Aquila.
Se qualcuno non se ne fosse già accorto, la crisi stava tutta lì e, alla fine, il sindaco ha imposto la sua visione cedendo praticamente dei contentini che, però, non saziano quanto avrebbero dovuto.
Brutta patata bollente, adesso, per il presidente del Consiglio comunale Antonio Tringali che, dal suo ruolo, dovrà faticare non poco per sedare ancora qualche mal di pancia.

Tutte le deleghe:

Salvatore Corallo
ASSESSORATO AI LAVORI PUBBLICI E ALLE INFRASTRUTTURE – PIANIFICAZIONE URBANISTICA

Programmazione e monitoraggio opere e lavori pubblici, edilizia scolastica, verde pubblico, ville e giardini comunali, arredo e decoro urbano, manutenzione opere edili, manutenzione e gestione opere a rete, impianti e servizi tecnologici, beni comunali, acqua pubblica. Gestione dei piani urbanistici, pianificazione territoriale, edilizia privata e produttiva.

Massimo Iannucci
VICE SINDACO – ASSESSORATO POLIZIA MUNICIPALE – SERVIZI ALLA CITTA’ - CENTRI STORICI

Polizia municipale, traffico e viabilità, sicurezza dei cittadini e tutela dei diritti dei cittadini, valorizzazione e sostegno alle attività sportive, spettacoli ed eventi, edilizia sportiva. Centri storici, incentivazione attività economiche nei centri storici. Rapporti con il personale

Stefano Martorana
ASSESSORATO ALLE RISORSE ECONOMICHE E PATRIMONIALI

Bilancio e programmazione partecipata, società miste e partecipate, contratti, tributi ed economato, affari patrimoniali, innovazione e sistemi informatici, fondi europei, fondi nazionali e regionali.

Antonio Zanotto
ASSESSORATO ALL’AMBIENTE E RISORSE ENERGETICHE

Raccolta differenziata, rifiuti e servizi ecologici, risorse energetiche, impianti energetici, trasporti pubblici e mobilità sostenibile. Politiche innovative - Smart city, salvaguardia dell’ambiente e valorizzazione del patrimonio naturalistico paesaggistico, parchi.

Sebastiana Disca
ASSESSORATO SVILUPPO ECONOMICO - TURISMO

Sviluppo economico, agricoltura, zootecnica e politiche agro-alimentari, sanità affari generali, servizi demografici e statistica, rapporti con il Consiglio, tutela degli animali. Turismo.

Gianluca Leggio
ASSESSORATO AI SERVIZI SOCIALI - PUBBLICA ISTRUZIONE

Avvocatura, servizi cimiteriali, partecipazione dei cittadini e promozione della democrazia diretta, welfare e coesione sociale, inclusione sociale, cooperazione e relazioni internazionali. Pubblica istruzione.

SINDACO: PROTEZIONE CIVILE – CULTURA E BENI CULTURALI

Confermare Vice Sindaco l’Assessore, geom. Massimo Iannucci, affinché sostituisca il Sindaco in caso di assenza o impedimento.


Servizio idrico: i sei lavoratori in esubero saranno salvi solo se... Parla Cappello della Ugl

Servizio idrico: i sei lavoratori in esubero saranno salvi solo se... Parla Cappello della Ugl

Abbiamo pubblicato mercoledì la notizia relativa all'accordo tra le sigle sindacali, i rappresentanti della Coop. Pegaso, l’assessore al ramo, Salvatore Corallo, alla presenza del Prefetto di Ragusa per salvare alcuni lavoratori del Servizio idrico. Abbiamo scritto che nessun lavoratore andrà a casa e che gli esuberi saranno reintegrati. Inoltre, abbiamo parlato dell'Ugl, dicendo che "questo accordo, scritto in dicembre, non ebbe l’approvazione di tutte le sigle sindacali, infatti solo Cgil e Cisl lo siglarono, ma non l’Ugl". Ebbene ci siamo sbagliati: l'ipotesi di accordo del 24 dicembre fu firmato anche da Giuseppe Cappello dell'Ugl, che ci ha fatto notare l'errore. Tuttavia, rimane l'atteggiamento generalmente scettico di questa sigla sindacale nei confronti dell'accordo perché, ci ha spiegato il sindacalista: "Gli esuberi saranno reintegrati dalla Coop. Pegaso a patto che si verifichino alcune precise condizioni: il Comune deve impegnarsi ad integrare i servizi di riparazione previsti in bando utilizzando, come previsto dall'accordo, il quinto d'obbligo, cioè la quinta parte del risparmio ottenuto dal ribasso d'asta sulla parte di servizio in questione. Inoltre, tutti i lavoratori della Pegaso, compresi quelli che la cooperativa aveva già in forze, dovrebbero rinunciare ad una parte del monte ore mensile in misura che va da 15 a 20 ore sul totale di 165 fissato dal CCNL vigente per le cooperative sociali, e poter recuperare così le somme necessarie a garantire anche i sei lavoratori in esubero". "Se anche una di queste condizioni non si verificherà - dice Cappello - torneremo a parlare di una 'ipotesi di accordo' che non troverà sbocco".


Area Popolare & Lab 2.0: l'alleanza NCD-UDC del “non so, non c'ero”, col cappello di Nino Minardo

Area Popolare & Lab 2.0: l'alleanza NCD-UDC del “non so, non c'ero”, col cappello di Nino Minardo

Il Laboratorio politico 2.0 di Sonia Migliore e i rappresentanti di Area Popolare hanno siglato mercoledì sera un patto federativo. Cioè, un movimento politico nato dall'impegno di un'ormai ex UdC ha stretto un patto politico con una soggetto che è già l'emanazione di un patto tra UdC e NCD, a Ragusa più il secondo che il primo.
Ora, tralasciando le motivazioni che spingono due gruppi assai simili (a dirla tutta il Lab ha 'pescato' nel tempo anche dal bacino di sinistra) a informarci di una collaborazione che, stando almeno alle loro origini, sarebbe dovuta esistere da tempo senza nemmeno dover sentire la necessità di un'ufficializzazione, dobbiamo ammettere che la netta differenza di presenze tra la foto diffusa con il comunicato e la quantità di firme poste in calce al documento ci ha fatto venire la proverbiale pulce all'orecchio.
Abbiamo chiesto a Giancarlo Migliorisi, Mario Addario e a Giovanni Cultrera di illustrarci meglio il patto, ma la risposta è stata identica per tutti e tre: “Sono stato invitato all'incontro, ma non sono andato. Non conosco gli argomenti della riunione né il testo del documento stilato in quella occasione. Ritengo quantomeno inopportuno che qualcuno possa usare il mio nome per farmi aderire, a mia insaputa, a qualcosa che non conosco”. Veramente, tre persone diverse, tre risposte identiche.
Un po' diversa la posizione di Raffaele Schembari che dice: “Con alcuni amici, da persone attente e sensibili a quelle che sono le problematiche locali, di provata esperienza politica, ricercate da diverse forze, dialoghiamo con tutti, ma per ora non aderiamo a nessun movimento politico”. Schembari parla al plurale, ma il riferimento principale è sicuramente l'altro Schembari, Lucio, l'ex sindaco di Santa Croce Camerina, che pure è presente in quella foto che ci ha insospettito molto.
Giovanni Cappuzzello, in ultimo, ci ha detto che sulla vicenda non intende rilasciare alcuna dichiarazione. Insomma, la sensazione è che sia rimasto piuttosto indifferente su questa faccenda.
A tirare le somme vien da chiedersi quale sia il reale peso di questo patto, pieno di “non so, non c'ero, non mi riguarda”. Forse giova sicuramente a Salvatore Mallia (chissà cosa ne pensa il fratello…) che vorrebbe riaccreditarsi come soggetto politico, forse serve al Lab 2.0 e a Sonia Migliore che dopo aver scaricato l'UdC (o viceversa a seconda di chi si ascolta) si è mossa repentinamente per riportare un po' di sostanza a un movimento che, sì, è un buon esperimento (è il termine 'Laboratorio' a chiamare con forza la metafora) ma un po' spompato dall'eccessivo presenzialismo del suo portavoce.
Il peso, quello vero, ce lo mette l'on. Nino Minardo che così commenta:
“Apriamo un tavolo di moderati con l'obbiettivo di includere tutte le forze civiche e politiche. Dobbiamo creare insieme un’alternativa seria per Ragusa, continua Minardo, che possa proporsi alla città per farla tornare a crescere. L'errore commesso alle ultime amministrative di dividerci e favorire la vittoria dei 5 stelle non dobbiamo più commetterlo. La condivisione o meno del singolo oggi conta zero e dobbiamo mettere da parte i personalismi per favorire l'aggregazione e consentire alle idee e ai progetti di prevalere sulle legittime ambizioni personali di ognuno. Il Patto Federativo dei gruppi cittadini di Area Popolare e del movimento civico Lab 2.0 nasce con questo obbiettivo e si propone come punto di partenza per Ragusa e non in contrapposizione di qualcuno o del singolo gruppo. Un patto per costruire e lavorare insieme adoperandosi in ogni ambito per raggiungere il bene comune di tutto il territorio. Saluto favorevolmente questa iniziativa e sono contento che gli amici di Lab 2.0 abbiano scelto Area Popolare come loro punto di riferimento politico. Facciamo squadra per il nostro territorio!”.

Il deputato nazionale, con ogni probabilità, avrà percepito che a qualcuno doveva esser venuto il mal di pancia e, con una frase messa lì ad arte, con un'ambivalenza che svela una maestria sopraffina, mette il cappello all'operazione, parlando di 'personalismi'.
“La condivisione o meno del singolo oggi conta zero”, dice. E' vero, ma sono i più 'singoli' a generare il consenso.
La maestria non finisce qui: ma quale patto federativo con ruoli alla pari, è Area Popolare ad avere un parlamentare, ad essere punto di riferimento del Lab 2.0.


Antonio Tringali nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa

Antonio Tringali nuovo Presidente del Consiglio Comunale di Ragusa

Con 18 voti il pentastellato Antonio Tringali è il nuovo presidente del Consiglio comunale di Ragusa.
Cinque voti sono andati all'ex presidente Iacono che però non aveva offerto la propria disponibilità all'elezione. Quattro le schede bianche, una sola quella nulla.

Considerando che i consiglieri del Movimento 5 Stelle presenti in aula erano solo 14 e che Zaara Federico ha votato per Iacono, dichiarando in aula di non aver gradito la convergenza su Tringali, facendo un rapido calcolo che tenga conto delle schede bianche e dei voti per l'ex Presidente, possiamo ipotizzare che almeno in sette dell'opposizione hanno votato per Tringali. "La dimostrazione che la maggioranza si è sfaldata", ha dichiarato Maurizio Tumino di Insieme.


Comune di Ragusa, Antonio Tringali verso la Presidenza del Consiglio

Comune di Ragusa, Antonio Tringali verso la Presidenza del Consiglio

Corre voce che il consigliere Tringali, uno dei più agguerriti grillini in rotta con l'assessore Stefano Martorana, sia in pole position per l'elezione a Presidente del Consiglio comunale di Ragusa. L'accordo nascerebbe dal diniego dei vertici nazionali del M5S di “promuovere” i consiglieri ad assessori. Quindi: come fa il sindaco Piccitto a sedare il caporivolta Tringali? Gli offre la Presidenza del consiglio, seconda carica più importante di Palazzo dell'Aquila, potendo contare anche sul placet del gruppo Insieme che, a quanto pare, sarebbe disponibile ad appoggiare l'operazione più per, diciamo così, affinità d'animo che di politica.
“Promoveatur ut moveatur”, promuovere per rimuovere, dicevano i latini. Posizionare Tringali alla Presidenza risolverebbe un po' di problemi: intanto, come già detto, calmerebbe un po' di quei malumori che per un paio di mesi hanno tenuto in stallo i lavori del Consiglio comunale; serverebbe a siglare e saldare la pace prodotta con l'aiuto di Cancelleri, Di Maio e Di Battista; toglierebbe dall'imbarazzo di dover eleggere Presidente chi, se pure naturalmente candidato, è poco adatto a un ruolo che si distingue per la necessità di doti diplomatiche.
Allo stesso tempo, però, ci sembra che Piccitto non si renda del tutto conto del pericolo.
Potrebbe verificarsi anche che un Tringali presidente possa diventare troppo ingombrante. Se è riuscito a creare all'Amministrazione tanti problemi, cosa potrebbe fare con un ruolo ufficiale di tale peso?


Ragusa - Presidenza del Consiglio comunale vacante: l'opportunità di fare politica

Ragusa - Presidenza del Consiglio comunale vacante: l'opportunità di fare politica

Con le rocambolesche dimissioni di Giovanni Iacono da Presidente del Consiglio comunale di Ragusa, il Movimento 5 Stelle si trova nella condizione di poter fare un po' di sana politica. Anzi: politica sana.
Fermo restando che un'altra occasione l'hanno appena persa accettando senza alcuna 'protesta' le dimissioni di Iacono - avrebbero potuto chiedergli subito di rimanere in carica risparmiandogli il rischio di una brutta figura, ma il 'Caso Campo' non ha insegnato loro un gran che - adesso hanno la possibilità di scardinare il paradigma che da oltre due anni e mezzo li vede soli alla guida di Palazzo dell'Aquila.
Potrebbero affidare la Presidenza del Consiglio, sì a una donna, ma dell'opposizione. Per esempio a Sonia Migliore.
Risponderebbero all'esigenza, per certi versi morale, di avere un'arbitro che sappia tutelare ancora meglio le opposizioni, sganciando il ruolo dall'appartenenza alla schiacciante maggioranza. E metterebbero alla prova chi in questi anni ha sostenuto meglio di altri lo scontro d'aula, per vedere se, oltre allo scontro, sa anche usare diplomazia e polso allo stesso tempo.
Se no, rimettete Iacono al suo posto perché è chiaro che Piccitto il secondo assessorato al movimento Partecipiamo non vuole darlo. Però, così, la buona occasione andrebbe persa.


Giovanni Iacono si è dimesso da Presidente del Consiglio comunale di Ragusa

Giovanni Iacono si è dimesso da Presidente del Consiglio comunale di Ragusa

Giovanni Iacono ha deciso di dimettersi dal ruolo di Presidente del Consiglio comunale di Ragusa. La scelta, annunciata da Iacono nel corso di un'apposita conferenza stampa, è nata per fornire ai cittadini un esempio di protesta rispetto a quanto accaduto a Palermo con l'approvazione dell'ormai noto "emendamento Dipasquale" che interviene contemporaneamente sulla questione Royalties e sulla Legge speciale su Ragusa Ibla.
"La mia è una protesta contro chi ha deciso di usare le istituzioni in modo sbagliato - ha detto Iacono - Quanto accaduto mortifica il territorio sotto diversi aspetti e l'emendamento è stato studiato ad hoc per andare contro l'amministrazione Piccitto. Sono state derise e offese le istituzioni ed io non posso restare in carica rappresentando anche chi, in Consiglio comunale, è d'accordo con questa operazione puramente elettorale. Dipasquale, quando era sindaco, pur di continuare a incrementare il proprio consenso, a ridosso della campagna elettorale del 2011, ha fatto il Masaniello per impedire agli altri Comuni della provincia di conferire i rifiuti nella discarica di Ragusa; oggi, sempre per racimolare consenso, ha mortificato i ragusani per attingere voti dal resto della provincia. I nostri concittadini sono stati beffati, ma non reagisce nessuno".
"


Ragusa - Sembra reggere la pace pentastellata, ma Stefano Martorana è il Marchese del Grillo

Ragusa - Sembra reggere la pace pentastellata, ma Stefano Martorana è il Marchese del Grillo

E' accaduto nuovamente che al Consiglio Comunale di Ragusa, ieri, il numero legale è venuto a mancare per colpa della maggioranza a cinque stelle. “Nessun segnale all'Amministrazione” assicurano dai corridoi alcuni consiglieri: questa volta una serie di coincidenze, complice anche l'eccesso di puntualità nel chiamare l'appello delle 17.30 da parte del vice presidente Federico, ha portato al rinvio della seduta di circa un'ora e trenta. E in effetti, in aula, quelli della maggioranza sembravano tutti un po' più mansueti. Che ne è stato delle frizioni che negli ultimi due mesi hanno paralizzato l'attività amministrativa della nostra città?
Quel motto “Uno vale uno”, tanto caro ai pentastellati della prima ora, giorno dopo giorno mostra nuovi punti deboli, avvicinandosi sempre di più all'ancora più celebre: “Io so' io e voi nun siete un caz…!”. Insomma, da Beppe Grillo al Marchese del Grillo.
I consiglieri grillini, da maggioranza nervosa e pronta alla battaglia contro la propria Giunta, sono rientrati compostamente nei recinti dell'aula consiliare e della sala Giunta di Palazzo dell'Aquila. Il ruolo dei border collie, il tipico cane da pastore inglese, lo hanno avuto Di Maio, Di Battista e Cancelleri la settimana scorsa quando, da Vittoria (dove si trovavano per restituire casa alla moglie e ai figli del defunto Giovanni Guarascio) hanno riportato i consiglieri a posizioni più morbide.
A quanto pare il diktat è che "il modello Ragusa" deve essere salvo. Proprio mentre nel resto d'Italia il Movimento affronta crisi di ogni tipo, negli Iblei non sono consentite defaillance, anzi: tutto deve andare bene. Bisogna giocarsi la partita su Vittoria - l'eclatante gesto di solidarietà per i Guarascio non fa dimenticare l'appuntamento elettorale di primavera - e distrarre l'attenzione dai casi Quarto, Gela, Livorno. Serve un buon esempio che sia buono davvero. Allora giù di sedativi per gli eletti dissidenti. Con il "Caso Campo", Ragusa ha già avuto il suo piccolo scandalo e tanto può, deve, bastare e i malumori della quasi totalità del gruppo consiliare non contano né possono rischiare di creare brutte figure all'amministrazione Piccitto.
Naturalmente, nessuno crede che la questione sia chiusa qui. Il malcontento non è di certo sparito da un giorno all'altro e, come in ogni rapporto conflittuale, resta sempre del rancore quando, invece di risolvere i problemi, li si nasconde sotto il tappeto. Povero assessore Stefano Martorana! Chissà quanta polvere lì sotto... Non era ben gradito ieri, non lo è oggi e non lo sarà nemmeno domani. “Di sindaco ne basta uno solo”, dicevano i dissidenti fino a qualche tempo fa, commentando l'operato del delegato al Bilancio, e non ci sembra che il nòcciolo della questione sia gran che cambiato.
Quindi crediamo che sia solo questione di tempo: il risentimento è uno stato d'animo difficile a dissolversi e lo si vede bene nei sorrisi sardonici di chi va dicendo “Per adesso tutto bene”.
Per adesso. C'è da sciogliere il nodo di un assessorato rimasto vacante e bisogna solo capire quanto a lungo i pentastellati eletti saranno disposti a subire le indicazioni romane in barba al principio che abbiamo enunciato all'inizio. Intanto ci sembra di vedere una certa somiglianza tra Alberto Sordi e Martorana. Lo immaginiamo, ormai salvo dal rimpasto di Giunta, mentre si rivolge, per esempio, a Massimo Agosta o ad Antonio Tringali dicendo loro: “Mi dispiace, ma io so' io...”.


A proposito del presidente del Consiglio Giovanni Iacono

A proposito del presidente del Consiglio Giovanni Iacono

Continuando a rifiutare l'idea che un assessore possa dimettersi per un singolo articolo di giornale, abbiamo raccolto diversi pareri e abbiamo elaborato alcune ipotesi per trovare una giustificazione a un atto che, non solo a noi, è apparso non tanto come una decisione ben ponderata, quanto piuttosto l'esito di una macchinazione ben architettata. Tra quelle che abbiamo pubblicato – e altre forse ne pubblicheremo – ce n'è una che riguarda Giovanni Iacono. Per farla breve: abbiamo immaginato che la scelta ultima dell'ex assessore possa tornare utile al movimento del presidente del Consiglio per rinsaldare l'alleanza con il Movimento 5 Stelle, poter guadagnare un posto in più in giunta e quindi gettare le basi necessarie alla futura campagna elettorale.
Apriti cielo! Il solitamente algido Iacono se l'è presa parecchio e ci ha mandato una piccata replica nella quale pretende di dimostrare che la nostra ipotesi è falsa. Un po' come se noi l'avessimo spacciata per verità assoluta. Forse Iacono si è risentito – legittimamente – e ha momentaneamente dimenticato il significato intrinseco del lemma “ipotesi” che, per definizione, è un ragionamento congetturale che nasce in carenza di dati certi e che ha necessità (questa volta sì con i dati certi) di essere confermato o confutato. Lo possiamo capire, quando si viene toccati sul vivo si dà importanza anche alle inezie.
Mentre noi, con la massima onestà, abbiamo presentato ai lettori la nostra elucubrazione proprio come una semplice teoria, Iacono, da parte sua, pretende di dimostrarne l'infondatezza utilizzando come prova gli altrui commenti alla stampa in occasioni ormai lontane nel tempo e dichiarandosi estraneo a tutto. Certo, bisognerebbe supporre che negli anni le idee e le posizioni non possano mutare mai oppure che nel funzionamento della politica non esistano che strategie e tattiche immediatamente cristalline. Ma ammettere che non è così è il peccato originale, la politica “nuova” non si fa certamente in questo modo. A noi, però, quelli del M5S ibleo o gli esponenti di altri gruppi ragusani ci sembrano politici degni non della vecchia Democrazia Cristiana, ma proprio della cerchia del Cardinale Richelieu.
In ogni modo, Iacono ci tiene a precisare e ribadire che con l'affaire Campo non c'entra nulla. Ne prendiamo atto, però ci viene da pensare: “excusatio non petita...”.