Arrestato funzionario di banca, faceva parte di un giro di usura e riciclaggio

Arrestato funzionario di banca, faceva parte di un giro di usura e riciclaggio

Questa mattina, in esecuzione di specifica ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa in data mercoledì dal dr. Giovanni Giampiccolo - Gip presso il Tribunale di Ragusa, i finanzieri della Compagnia di Ragusa hanno arrestato un funzionario di un noto istituto di credito di Santa Croce Camerina, il 55enne F.D., e un altro soggetto, il 27enne F.M.. Si è trattato di un'operazione di polizia giudiziaria coordinata e diretta dalla dr.ssa Valentina Botti – sostituto presso la Procura della Repubblica di Ragusa.
L’esecuzione delle ordinanze di custodia cautelare rappresentano la conclusione di un'indagine che ha consentito di smantellare un'organizzazione delinquenziale dedita all'usura e alle estorsioni nei confronti di attività commerciali del territorio provinciale ibleo.
Sempre nella stessa attività investigativa, un altro soggetto, il 40enne G.G., è stato arrestato in flagranza, lo scorso maggio, mentre ritirava una somma di denaro estorta ad un noto commerciante camarinense.
Da quell'arresto sono scaturite delle perquisizioni domiciliari che hanno permesso di rinvenire e sottoporre a sequestro consistenti somme di denaro in contanti e assegni bancari rilasciati in garanzia da imprenditori commerciali della provincia, sottoposti ad usura per un importo totale di circa 180mila euro.
Secondo gli inquirenti, come detto, si trattava di un sodalizio criminale dedito all'usura, all'estorsione e al riciclaggio di proventi illeciti.
Il ruolo del funzionario di banca sarebbe stato quello di curare sia la fase della negoziazione dei titoli di credito emessi, sia l’acquisizione di informazioni sul conto della clientela che si trovava in difficoltà economiche.
I due arrestati si trovano adesso ai domiciliari.
L’attività investigativa ha avuto origine da una serie di segnalazioni pervenute alla Guardia di Finanza tramite il numero di pubblica utilità 117.


Il M5S impara l'arte del compromesso

Il M5S impara l'arte del compromesso

A proposito della vicenda relativa alle varianti al Piano Regolatore Comunale per consentire la costruzione di strutture alberghiere nel territorio ragusano, anche in verde agricolo, tralasciando il merito della questione, dobbiamo ammettere di aver apprezzato la posizione espressa dai tre consiglieri di maggioranza Agosta, Tringali e Stevanato. Alle critiche rivolte nei confronti del Movimento 5 Stelle ibleo, nello specifico di aver dimenticato che la difesa ambientale è una delle cause che ha contribuito alla nascita del movimento stesso, hanno dato una risposta "politica" da manuale.
"Essere paladini di ideologie non produce risultati, e non vorremmo essere certo noi ad esser tacciati di immobilismo dinnanzi reali esigenze della nostra città e dei nostri operatori economici". E poi: "Se qualcuno crede che con le parole e i dogmi si possano risolvere i problemi, saremo ben lieti di cedere i nostri posti in aula, impegnandoli ad assumere quelle responsabilità e scelte che con grande consapevolezza noi oggi abbiamo compiuto".
Chapeau!
Quei due periodi poco sopra racchiudono un mondo, un'infinita quantità di combinazioni nell'arte del compromesso, la definitiva promozione all'età adulta della politica, quella nella quale ci si rende conto che, a volte, è necessario accantonare i propri nobili principi - ancorché tangenti la sfera dell'utopico - per il bene collettivo e complessivo.
Vogliono dire: "Anche se in linea di massima siamo contrari, ci rendiamo conto che i bisogni che il territorio ci chiede di soddisfare sono concreti e per questo motivo non possiamo esimerci dal prendere una decisione che oggettivamente contrasta con quel che rappresentiamo".
E' l'accettazione del concetto di "responsabilità".
Perché, vedete, è facile prendere decisioni seguendo le proprie granitiche convinzioni quando si può deviare il colpo delle conseguenze su una qualsiasi forma di "dottrina". Privarsi dello scudo dogmatico e assumere sulle proprie spalle l'esito delle proprie azioni è tutt'altra cosa.
E' perdere l'innocenza, per sempre.
Chissà se se ne sono accorti. Magari qualcuno è già pronto per fare altro...


Neonato deceduto, autopsia conferma malformazione cardiaca. Referto in 60 giorni

Neonato deceduto, autopsia conferma malformazione cardiaca. Referto in 60 giorni

Conclusa l'autopsia sul neonato morto all'ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa lo scorso 27 giugno. L'esame medico legale, eseguito dal dottor Francesco Coco e dal prof. Massimo Tirantelli, ha accertato che il piccolo soffriva di una cardiopatia congenita, della quale durante gli accertamenti sono state trovate tracce evidenti. Già questa mattina, l'Azienda Sanitaria Provinciale di Ragusa aveva precisato in una nota che al piccolo era stata diagnosticata precedentemente una malformazione cardiaca congenita. L'autopsia sarà conclusa con gli esami istologici e il referto sarà pronto entro 60 giorni.
Il piccolo, venuto al mondo il 4 aprile scorso, prematuro, aveva recuperato in fretta ed era da tempo tornato a casa. I genitori lo avevano portato, nei tempi previsti, a fare il primo vaccino obbligatorio per i neonati. Poco dopo il piccolo avrebbe avuto dei malori e portato al pronto soccorso del Paternò Arezzo la sera del 26 giugno è purtroppo deceduto all'alba del giorno dopo.
Gli esami disposti dalla Procura dovranno chiarire se è esistita una relazione tra la malformazione cardiaca del piccolo, la somministrazione del vaccino e la morte.


Collezione Cappello e Museo Tempo Contadino, Migliore in conferenza stampa: "Smantellati, uno scandalo".

Collezione Cappello e Museo Tempo Contadino, Migliore in conferenza stampa: "Smantellati, uno scandalo".

Conferenza stampa, questa mattina, in sala Commissioni a Palazzo dell'Aquila, organizzata dal consigliere Sonia Migliore alla presenza dei colleghi Nicita e Morando e con la partecipazione di Turi Iudice in rappresentanza Comitato San Giovanni, di Enzo Criscione del Comitato per i Musei di Ragusa, del maestro Franco Cilia e di Mario Nobile come direttore del Museo Civico 'L'Italia in Africa, 1885-1960'. Oggetto dell'incontro con gli organi dell'informazione denunciare la gestione di quella parte della rete museale della città di Ragusa che riguarda, in particolar modo, la Raccolta Civica Cappello, il Museo del Tempo Contadino (esposizioni allestite entrambe a Palazzo Zacco) e il Museo dell'Italia in Africa (nei bassi del municipio) giudicata pessima non tanto per la fruibilità o la poca pubblicità di cui queste strutture godono, ma proprio per il loro smantellamento sistematico in favore di altre iniziative culturali o perché, in un caso, i costi di gestione superano di gran lunga il rapporto in positivo con la quantità dei visitatori.
"I pezzi esposti per la Raccolta Civica Cappello - ha denunciato il consigliere Migliore - sono stati spostati dall'allestimento originario in luoghi non idonei per lasciare spazio ad una mostra di fotografie, così come i reperti del Museo del Tempo Contadino, che noi preferiamo continuare a chiamare Museo della Ragusanità, in linea col pensiero del suo ideatore, il compianto Mimì Arezzo, sono stati raccolti alla rinfusa, senza una catalogazione. A Palazzo Zacco, adesso, oltre la mostra di foto, ci sono stanze vuote e non ci risulta che sia stata chiesta alla Soprintendenza ai Beni Culturali alcuna autorizzazione. Non sappiamo neanche se la famiglia del maestro Cappello o i proprietari degli strumenti agricoli tipici dell'area iblea affidati al Comune per il museo siano stati informati di quello che è successo. Inoltre abbiamo scoperto che con una delibera di giunta del 26 giugno, l'amministrazione Comunale ha deciso di chiudere il Museo Italia in Africa, rendendolo visitabile solo su prenotazione preventiva. Assurdo. Non è questo il modo con il quale va affrontato il tema dei musei in città, senza alcun rispetto né per le opere e i reperti né per le regole né, tanto meno, per chi ha dedicato tempo ed energie a raccogliere i pezzi da esporre cedendoli in uso al Comune".
"E' stato smantellato - continua Migliore - tutto quello che era stato creato con l'impegno dell'allora assessore alla Cultura Mimì Aresso prima e che avevamo realizzato nel 2012 in quel periodo in cui ho svolto lo stesso ruolo nella precedente amministrazione. Avevamo impegnato 64mila euro per approntare una rete museale per potenziare l'offerta culturale nel centro storico. E invece si continua a spogliare il centro di ciò che possiede".
"Faremo un esposto alla Soprintendenza e a chiunque di competenza - conclude - faremo le nostre battaglie perché tutto deve tornare come prima".
"L'idea del Museo della Ragusanità - ha detto Turi Iudice - nata quasi per gioco durante le registrazioni del programma televisivo "Una Ragusa d'amare" con Mimì Arezzo su Teleiblea, si sarebbe dovuta sviluppare con una mostra che partisse dal museo del contadino fino ad arrivare alla esposizione dei primi strumenti tecnici della più antica televisione via etere d'Italia, cioè proprio Teleiblea. Da quelle trasmissioni abbiamo lanciato numerosi appelli alla città perché si potessero raccogliere tutto il materiale utile per il progetto. L'idea del Museo prese corpo, ma vedere che fine ha fatto il nostro lavoro ci intristisce molto. Chi ama questa città deve sapere che Ragusa viene trattata anche così".
"Tra qualche giorno, il 5 luglio, saranno passati tre anni da quando Mimì Arezzo è morto, troppo presto e ci manca molto - ha detto Enzo Criscione - Nel nostro cuore e nella nostra mente Mimì rimarrà per sempre, era una persona "straordinaria", per usare un termine che lui amava molto. La sua assenza si sente perché era una persona che si impegnava tantissimo per il rilancio culturale della nostra città e purtroppo oggi, senza di lui, vedo un continuo impoverimento del tessuto intellettuale della nostra città, soprattutto nel centro storico. Il ricordo di Mimì deve stimolarci a spenderci sempre di più per cercare di impedire questo processo di inaridimento culturale lottando anche contro quello che accade a Palazzo Zacco o con il Museo Italia in Africa".

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Nelle foto raccolte di seguito è possibile vedere dove e come sono state "conservate" le opere del maestro Carmelo Cappello e i reperti del Museo del Tempo Contadino mentre dentro Palazzo Zacco era allestita un'altra mostra. Tutto il materiale informativo è in uno scatolo, così come lo sfilato 500 che era esposto in delle teche. Inoltre si evince come alcune opere di Cappello, quelle ancora fruibili dal pubblico, siano state posizionate in luoghi poco idonei o spinte insieme in punti scomodi.
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A questo link, invece, è possibile vedere come erano posizionate le sculture il giorno della inaugurazione della Raccolta in occasione del centenario della nascita di Carmelo Cappello.

Alcuni esempi di come era il Museo del tempo contadino:

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Neonato morto sabato al Paternò Arezzo, oggi l'autopsia. Asp precisa: 'malformazione cardiaca'

Neonato morto sabato al Paternò Arezzo, oggi l'autopsia. Asp precisa: 'malformazione cardiaca'

Sabato scorso un neonato di due mesi è morto all'Ospedale Paternò Arezzo di Ragusa e in questi giorni si sono svolti i primi accertamenti di Procura e Carabinieri per stabilire cosa è accaduto. Il piccolo era stato ricoverato in seguito ai malori manifestati dal giorno della somministrazione delle vaccinazioni obbligatorie. I militari dell'Arma hanno già acquisito la cartella clinica del neonato e hanno notificato alle parti interessate l'avviso di conferimento d'incarico per l'autopsia, previsto per oggi. Gli accertamenti, svolti sotto il coordinamento del Sostituto Procuratore Valentina Botti, sono mirati a stabilire con certezza le cause della morte per far luce su eventuali responsabilità di colpa medica da parte dello staff dell'ospedale o del personale dell'A.S.P. di Ragusa che ha provveduto alla somministrazione dei vaccini, cui apparentemente sembrerebbe essere stato conseguente il decesso.
Intanto, l'Azienda Sanitaria Provinciale, in una nota, precisa che: "all'atto del ricovero - alle 23.30 del 26 giugno - il piccolo presentava condizioni gravi, con diagnosi precedente di 'malformazione cardiaca congenita'. Approntate, immediatamente, le cure del caso il bambino era stato trasferito presso la divisione di neonatologia e Utin (Unità Terapia Intensiva Neonatale) e nonostante le cure costantemente prestate alle 6.45 del 27 giugno si è dovuto registrare il decesso del piccolo".


La discarica chiude, il passaggio a livello chiude, ma al Comune…

La discarica chiude, il passaggio a livello chiude, ma al Comune…

Un politico accorto degno di tale definizione… Anzi, no, scusate: un "amministratore accorto" degno di tale definizione in queste due situazioni specifiche non ci sarebbe arrivato mai.

Il 7 luglio Reti Ferroviarie Italiane vorrà cominciare a costruire un muro per dividere via Paestum e risolvere, una volta per tutte, quella bassissima casistica di pericolo rappresentata dalle sbarre del passaggio a livello che ogni tanto non si abbassano. Fortunatamente passano da lì solo quattro treni al giorno: se la nostra città si chiamasse, che ne so, Napoli, probabilmente parleremmo della questione in altri termini. Ma Ragusa riesce a essere quella città dove i cittadini gridano, giustamente, allo scandalo se il treno passa con le sbarre alzate, ma non riesce a far pace con l'idea che l'unico modo per evitare il problema è chiudere definitivamente il transito sulla ferrovia. Altrettanto giustamente. Ma negli ultimi due anni nulla si è fatto per arrivare a fare in modo che il treno possa continuare a transitare senza che via Paestum venga chiusa.

Da tempo si sa che la discarica di Cava dei Modicani sta per arrivare al massimo limite volumetrico. Da molto tempo. Secondo le previsioni quel momento arriverà il 23 luglio e il giorno dopo la discarica dovrà chiudere. Cosa è stato fatto nel frattempo? Nulla. Solo negli ultimi mesi è stato presentato un progetto che consentirebbe di prolungarne la vita di almeno un altro anno e mezzo, ma l'incartamento giace a Palermo nei cassetti di qualche assessorato.

Meno di una settimana per trovare una soluzione con Rfi e tre settimane circa per farsi approvare dalla Regione il progetto per l'ampliamento della discarica. Un amministratore accorto, a simili condizioni di urgenza, non ci sarebbe arrivato.

Il sindaco Piccitto ha pochi giorni per piazzarsi all'Assessorato regionale alle Politiche ambientali e minacciare di occupare un qualche ufficio se non gli restituiscono le carte sull'ampliamento della discarica, approvate e bollate, per poi piazzarsi di traverso sui binari di via Paestum e non lasciar passare nessuno se non si raggiunge un nuovo accordo con Rfi.

Azioni clamorose? Probabile, ma non ci è mai capitato di assistere a simili eventualità. Forse perché, pur con tutti i difetti che hanno dovuto scontare, i precedenti amministratori del nostro Comune non erano avvezzi al girarsi dall'altra parte nella speranza che i problemi sparissero magicamente. Sono stati, piuttosto, quelli che sulle difficoltà puntavano dritti come treni, a proposito. E quando le grane (politiche) sono state molto più grandi di quanto potessero affrontare, hanno preferito lasciare alla città la possibilità di scegliere nuovi amministratori.

Naturalmente non vogliamo davvero che Piccitto vada a incatenarsi a Palermo per farsi approvare un progetto o si sdrai sulle rotaie finché Rfi non fa qualche passo indietro. Siamo sicuri che esistono altri modi, come siamo certi che qualcun altro, in altre circostanze, quei modi li avrebbe già usati tutti fino ad arrivare, in quel caso sul serio, alle azioni clamorose.


Rifiuti: il 24 luglio chiuderà la discarica di Ragusa; chiesto incontro in Prefettura

Rifiuti: il 24 luglio chiuderà la discarica di Ragusa; chiesto incontro in Prefettura

L'attuale vasca di della discarica di Cava dei Modicani dove vengono conferiti i rifiuti dei Comuni montani della provincia di Ragusa (Ragusa, Monte Rosso Almo, Chiaramonte Gulfi e Giarratana) secondo le stime, esaurirà il massimo limite volumetrico tra appena 20 giorni. E' l'ultima utile delle tre vasche della discarica sub-comprensoriale e, dato che il progetto per realizzarne una quarta è stato bocciato tempo fa, non ci sarà più nulla da fare.
Il 24 luglio Cava dei Modicani dovrà chiudere, dopo 15 anni di attività, con la conseguente perdita dei posti di lavoro impegnati (circa 10) e costringendo i cittadini a sobbarcarsi della spesa di conferimento dei rifiuti fuori dalla provincia iblea. Parliamo di costi che si aggirano intorno ai 300mila euro al mese, per un totale di almeno 3milioni e 600mila euro l'anno.
Adesso è il segretario provinciale della F.P. Cgil di Ragusa, Giovanni Lattuca, a puntare l'attenzione sul fatto, riferendo che da un paio di mesi esiste nei cassetti del governo regionale un progettino che, con poche spese e altrettanto pochi accorgimenti, consentirebbe l'ampliamento della vasca di raccolta, donando alla discarica di Cava dei Modicani altri 18 mesi di vita, se non addirittura 24. Utilissimi per individuare la sede per una nuova discarica e cominciare i lavori per la realizzazione.
“Non vogliamo dare colpe a nessuno – scrive Lattuca – ma adesso i sindaci, l'Ato Ambiente e la Srr (la nuova società che dovrà gestire i rifiuto al posto dell'Ato in liquidazione, ndr) si devono muovere immediatamente affinché il progetto venga approvato entro e non oltre il 23 di luglio”.
Lattuca, inoltre, ha chiesto al Prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, la convocazione di tutte le parti interessate per arrivare ad una rapida soluzione del problema.
La situazione è grave, ma non è una novità: già a metà febbraio la Cgil aveva denunciato che la discarica stava per arrivare al termine della capacità.


Via Paestum, nuovo ultimatum Rfi. Dal 7 luglio passaggio a livello chiuso

Via Paestum, nuovo ultimatum Rfi. Dal 7 luglio passaggio a livello chiuso

Ci risiamo: Rete Ferroviaria Italiana ha formalizzato al Comune di Ragusa la decisione di chiudere il passaggio a livello di via Paestum, ritenendo la chiusura una "improcrastinabile necessità", a partire dal prossimo 7 luglio. La comunicazione è arrivata agli uffici già lo scorso 15 giugno, ma se ne è discusso oggi in conferenza dei capigruppo, alla presenza del primo cittadino Federico Piccitto che aveva tentato, senza riuscirci, di indire un'apposita riunione con Rfi che, anzi, ha ribadito la sua posizione.
Durante la riunione odierna, presente anche il presidente del Consiglio Comunale Giovanni Iancono, si è concordato di affrontare la questione nella prossima seduta del Consiglio Comunale, lunedì 6 luglio, con la speranza di ottenere una linea unitaria tra le posizioni presenti in aula consiliare e riuscire a riportare Rfi al tavolo del confronto.
Mentre Iacono e Piccitto si sono detti abbastanza soddisfatti per l'avvio di un percorso comune che deve passare, però, dall'ufficialità del Consiglio Comunale, anche per chiedere a Rfi di assumere un ruolo diverso nei confronti della comunità iblea, cioè quello del rappresentare una risorsa in grado di potenziare i propri servizi a vantaggio dei cittadini e senza impuntarsi su soluzioni che porteranno solo disagi.
Critica, invece, il consigliere Sonia Migliore (Udc - Lab 2.0) che se da una parte ha manifestato la propria adesione al percorso comune illustrato nelle righe precedenti, con un comunicato stampa ha tenuto a ribadire la propria posizione: "Già durante la gestione commissariale dell'Ente avevo proposto delle soluzioni fattibili, ripresentante con emendamenti ed atti di indirizzo (tutti bocciati) fin dall'inizio di questa sindacatura due anni fa. Tre anni sprecati nella speranza che ignorando il problema questo sarebbe scomparso da solo. Così ovviamente non è stato. Naturalmente – continua – inutile dire che se il Comune avesse già predisposto un progetto qualsiasi (un cavalcavia o un sottopassaggio) da sottoporre a Rfi, accettando il suggerimento che avevo fornito, oggi ci ritroveremmo in una situazione ben diversa". "La proposta che anche questa volta mi trovo a sottoporre al primo cittadino – ha concluso Sonia Migliore – è quella di incontrare i responsabili di Rfi cui promettere la realizzazione di una soluzione definitiva, che sia una sottopasso o altro, avviando una collaborazione che punti anche al reperimento delle somme necessarie, piantandola di inseguire sogni come la metropolitana di superficie che, in ogni caso, non risolverebbe il punto cruciale: una linea ferrata attraversata da un'arteria stradale importante per la città”.


Un'altra casa a luci rosse chiusa a Ragusa. La stessa per la seconda volta

Un'altra casa a luci rosse chiusa a Ragusa. La stessa per la seconda volta

Un altro appartamento usato da prostitute per incontri erotici è stato posto sotto sequestro dalla Polizia di Stato a Ragusa, la sesta dall'inizio dell'anno. 15, in totale, quelle scoperte nel 2014.
Il proprietario dell'immobile, che si trova in via Schininà, C.A., 47anni, è stato denunciato. Nello specifico la polizia aveva già proceduto ad apporre i sigilli sulla porta dello stesso edificio per la medesima ragione qualche mese fa, ma l'attività era ripresa. Come accaduto in altre circostanze, è stato decisivo il contributo dei cittadini residenti lì vicino che hanno segnalato alle forze dell'ordine che era ricominciato il via vai di uomini dall'appartamento.
Al momento del controllo gli agenti hanno trovato due giovani sudamericane con permesso di soggiorno rilasciato in Spagna che sostenevano di non aver mai ricevuto alcuna intimazione dal desistere dal proprietario dell’immobile e che si prostituivano liberamente senza alcuna costrizione.
La Procura della Repubblica di Ragusa, considerato quanto comunicato dalla Polizia di Stato ha convalidato il sequestro e disposto di procedere al sequestro preventivo così come convalidato dal G.I.P.. Il provvedimento ha la finalità di evitare che il proprietario possa reiterare il reato di favoreggiamento della prostituzione, affittando casa con lo scopo di percepirne un profitto.
Nell'abitazione c'erano vari accessori per vari giochi sessuali, falli di gomma, vibratori, gel lubrificanti, unguenti afrodisiaci, fruste, cinghie e corpetti sado-maso. Il sequestro e' stato disposto dal Gip di Ragusa a titolo preventivo. Il proprietario dovrà rispondere di favoreggiamento della prostituzione.
Fino a questo episodio non era mai accaduto che un proprietario rientrato in possesso dell'immobile dopo l'allontanamento delle prostitute, tornasse ad affittarlo ad altre. Per questa ragione l’immobile resterà sequestrato fino a quando l’Autorità Giudiziaria non valuterà che l'appartamento non sia più destinato a questa attività o, diversamente, potrà procedere anche alla confisca con la perdita della proprietà della casa da parte del proprietario.


Ragusa, rendiconto comune 2014 fermo da due mesi, in pericolo Martorana?

Ragusa, rendiconto comune 2014 fermo da due mesi, in pericolo Martorana?

Il conto consuntivo del Comune, cioè il rendiconto finanziario dell'anno precedente a quello in corso, doveva essere approvato entro il 30 aprile, mentre il termine per l'approvazione del bilancio di previsione per l'esercizio 2015 è stato prorogato al 31 luglio.
Al Comune di Ragusa, da due mesi esatti, si attende il rendiconto 2014. Del bilancio di previsione, invece, neanche a parlarne. Si tratta, infatti, di due strumenti finanziari strettamente legati tra loro. Vero è che l'approvazione del consuntivo non modifica nulla, nei fatti, rispetto a quello previsionale, ma il secondo non può essere affrontato senza che il primo sia passato dal vaglio del Consiglio Comunale: dal consuntivo, infatti, emergono i residui economici dell'anno precedente da poter utilizzare in quello successivo.
A chiedere a qualche consigliere di maggioranza che fine abbia fatto il Consuntivo 2014, in molti, pure quelli più 'competenti', han risposto "Lo vorremmo sapere anche noi". Beh, davvero una magra consolazione.
Direttamente interpellato, però, l'assessore al Bilancio Stefano Martorana nicchia. In buona sostanza non lo sa neanche lui. O, per meglio dire, magari lo sa, ma di volere affrontare la questione non se l'è sentita.
"Abbiamo dovuto eseguire il riaccertamento straordinario dei residui, un'operazione assai complessa che ha impegnato a lungo gli uffici, ma ci siamo quasi", ha detto più volte.
"Riaccertamento straordinario dei residui", d'accordo, in pratica una locuzione complicata nata a norma di legge (Dlgs n. 126 del 2014,ndr) che vuol dire che il Comune è obbligato a controllare se i residui attivi e passivi corrispondano effettivamente ai crediti e ai debiti dell'Ente. Certo è un lavoro difficile, ci vuole tempo, ma intanto i consiglieri pentastellati bofonchiano - mentre quelli dell'opposizione gongolano - e qualcuno ha già alzato la voce fino a sostenere, addirittura, che Stefano Martorana potrebbe non essere più nelle condizioni ideali per svolgere il suo ruolo, soprattutto per la fiducia che sta andando perdendo da parte della maggioranza.
Lamentele politicamente più che legittime, anche perché normalmente, in questo periodo, il bilancio di previsione, quello sul quale poter fare 'politica', è bello che incardinato. Il tempo stringe e il consuntivo è diventato pretesto per cominciare a togliersi qualche sassolino dalla scarpa.
"Di sindaco ce ne basta uno solo" è il commento che maggiormente serpeggia tra le stanze di Palazzo dell'Aquila e qualcuno, magari proprio tra i più 'competenti', potrebbe anche fantasticare sulla possibilità di occupare un ruolo diverso.