La discarica chiude, il passaggio a livello chiude, ma al Comune…

Un politico accorto degno di tale definizione… Anzi, no, scusate: un “amministratore accorto” degno di tale definizione in queste due situazioni specifiche non ci sarebbe arrivato mai.

Il 7 luglio Reti Ferroviarie Italiane vorrà cominciare a costruire un muro per dividere via Paestum e risolvere, una volta per tutte, quella bassissima casistica di pericolo rappresentata dalle sbarre del passaggio a livello che ogni tanto non si abbassano. Fortunatamente passano da lì solo quattro treni al giorno: se la nostra città si chiamasse, che ne so, Napoli, probabilmente parleremmo della questione in altri termini. Ma Ragusa riesce a essere quella città dove i cittadini gridano, giustamente, allo scandalo se il treno passa con le sbarre alzate, ma non riesce a far pace con l’idea che l’unico modo per evitare il problema è chiudere definitivamente il transito sulla ferrovia. Altrettanto giustamente. Ma negli ultimi due anni nulla si è fatto per arrivare a fare in modo che il treno possa continuare a transitare senza che via Paestum venga chiusa.

Da tempo si sa che la discarica di Cava dei Modicani sta per arrivare al massimo limite volumetrico. Da molto tempo. Secondo le previsioni quel momento arriverà il 23 luglio e il giorno dopo la discarica dovrà chiudere. Cosa è stato fatto nel frattempo? Nulla. Solo negli ultimi mesi è stato presentato un progetto che consentirebbe di prolungarne la vita di almeno un altro anno e mezzo, ma l’incartamento giace a Palermo nei cassetti di qualche assessorato.

Meno di una settimana per trovare una soluzione con Rfi e tre settimane circa per farsi approvare dalla Regione il progetto per l’ampliamento della discarica. Un amministratore accorto, a simili condizioni di urgenza, non ci sarebbe arrivato.

Il sindaco Piccitto ha pochi giorni per piazzarsi all’Assessorato regionale alle Politiche ambientali e minacciare di occupare un qualche ufficio se non gli restituiscono le carte sull’ampliamento della discarica, approvate e bollate, per poi piazzarsi di traverso sui binari di via Paestum e non lasciar passare nessuno se non si raggiunge un nuovo accordo con Rfi.

Azioni clamorose? Probabile, ma non ci è mai capitato di assistere a simili eventualità. Forse perché, pur con tutti i difetti che hanno dovuto scontare, i precedenti amministratori del nostro Comune non erano avvezzi al girarsi dall’altra parte nella speranza che i problemi sparissero magicamente. Sono stati, piuttosto, quelli che sulle difficoltà puntavano dritti come treni, a proposito. E quando le grane (politiche) sono state molto più grandi di quanto potessero affrontare, hanno preferito lasciare alla città la possibilità di scegliere nuovi amministratori.

Naturalmente non vogliamo davvero che Piccitto vada a incatenarsi a Palermo per farsi approvare un progetto o si sdrai sulle rotaie finché Rfi non fa qualche passo indietro. Siamo sicuri che esistono altri modi, come siamo certi che qualcun altro, in altre circostanze, quei modi li avrebbe già usati tutti fino ad arrivare, in quel caso sul serio, alle azioni clamorose.

di Leandro Papa02 Lug 2015 03:07