Conad Superstore di Ragusa, i lavoratori in sit-in perché a rischio

Conad Superstore di Ragusa, i lavoratori in sit-in perché a rischio
La vertenza dei 40 operatori del punto vendita Conad all’interno del centro commerciale “Le masserie”, sabato 10 a Ragusa la prima giornata del presidio di protesta promosso dalla Fisascat-Cisl: “Attendiamo risposte dalla società che gestisce la struttura”.
Si è svolto sabato mattina il primo presidio di protesta promosso dalla Fisascat-Cisl tenuto dai lavoratori del Conad Superstore di Ragusa ospitato al Centro commerciale “Le Masserie” di via Achille Grandi.
La società che gestisce il punto vendita Conad, Iblea Dettaglio Srl, ha comunicato ai quaranta dipendenti l’intenzione di interrompere il rapporto di lavoro. Quella di oggi è solo la prima giornata di protesta e domani, domenica 11 settembre, dalle 10,30 alle 21, sempre in via Aldo Licitra, a Ragusa, si svolgerà il secondo momento di sensibilizzazione per convincere l’azienda a delle trattative tese a tutelare il più possibile il personale.
“I lavoratori, naturalmente, hanno voluto esprimere in questo modo la loro grande perplessità su una vicenda i cui contorni sono tutti da chiarire – dicono il segretario generale della Fisascat-Cisl Siracusa-Ragusa, Venera Carasi, e il segretario territoriale di Ragusa, Salvatore Scannavino – visto che, mesi fa, gli stessi avevano manifestato appieno la loro disponibilità all’azienda con una serie di accordi in cui si era cercato di favorire la proprietà per permettere alla stessa di collocarsi sul mercato nel modo migliore”.
Oggi, a fare visita ai lavoratori, manifestando appieno la propria solidarietà, anche il presidente del Consiglio comunale Antonio Tringali. C’era anche la consigliera comunale Zara Federico. “Sono gli unici rappresentanti istituzionali – aggiunge Scannavino – che finora sono venuti a farci visita. Un gesto apprezzabile in una fase storica in cui episodi del genere continuano a ripetersi a danno delle persone che lavorano e delle loro famiglie. Ricordiamo, altresì, che come Fisascat-Cisl abbiamo inoltrato la richiesta della costituzione di un tavolo in seno alla Prefettura per esaminare da vicino tutte le pieghe della vertenza”.
Un'area da 50mila mq come discarica abusiva sequestrata dalla Polizia Provinciale

Un'area da 50mila mq come discarica abusiva sequestrata dalla Polizia Provinciale
Un’intera area agricola in Contrada Valseca Fossoni a Vittoria, estesa circa 50.000 metri quadrati, è stata posta sotto sequestro giudiziario dalla Polizia Provinciale di Ragusa perché adibita a discarica abusiva.
Nel corso di specifici controlli disposti dal Comandante della Polizia Provinciale, Raffaele Falconieri, in materia di tutela ambientale e della salute pubblica, personale specializzato è intervenuto in un fondo agricolo, dov’era in atto un incendio di rifiuti speciali di diversa tipologia, provenienti dal ciclo di produzione agricola. In tutta l’area sequestrata erano presenti, in stato di evidente abbandono e non ancora combusti, altre varietà di rifiuti costituiti da scarti vegetali, rifiuti di plastica (tubazioni per irrigazione e teli dismessi in polietilene), travi in legno, paletti in cemento, materiale inerte da demolizione, centinaia di imballaggi di plastica (contenitori di fitofarmaci e cassette), pneumatici fuori uso, fusti metallici ed altro. E’ stato necessario l’intervento dei Vigili del Fuoco di Ragusa per lo spegnimento della pericolosissima “fumarola”. Gli Agenti provinciali hanno verificato che il sito è stato illecitamente utilizzato per il deposito incontrollato e lo smaltimento abusivo di rifiuti speciali che, per effetto di una condotta ripetuta nel tempo, ha di fatto trasformato l’area in un vera e propria discarica abusiva di rilevante dimensioni, a carattere tendenzialmente definitivo, in violazione alla normativa ambientale di cui al D.L.vo 3 aprile 2006, n. 152. L’accumulo sistematico, ripetuto e non occasionale dei rifiuti illecitamente smaltiti da imprese che operano nel campo agricolo, ha creato un forte degrado dei luoghi, cagionando un danno alle risorse ambientali ed urbanistiche. All’interno dell’area in questione, inoltre, sono stati rinvenuti due autocarri ed una autovettura. Da accertamenti d’ufficio svolti nell’immediato, è risultato che sia per gli autocarri sia per l’autovettura, era stata presentata denuncia di furto cosicché, per il tramite del Commissariato Polstato di Vittoria, si è proceduto alla riconsegna dei veicoli ai legittimi proprietari. Proseguono le indagini, da parte della Polizia Provinciale di Ragusa, per risalire agli autori responsabili dei reati ambientali, anche al fine di avviare le procedure di bonifica e di messa in pristino dello stato originario dei luoghi che, dopo il sequestro giudiziario, sono a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
Ragusani nel Fondo, l'assemblea in piazza San Giovanni, il nostro parere

Ragusani nel Fondo, l'assemblea in piazza San Giovanni, il nostro parere
Ho partecipato, non senza una certa dose di diffidenza – lo ammetto – all'assemblea pubblica organizzata dal Comitato della manifestazione “Ragusani nel Fondo”, promossa contro il “degrado sociale e il razzismo”.
Dico diffidenza per numerose ragioni che, per esigenze di sintesi riduco a due principali: la prima è che secondo me il Comitato, pur animato dalle migliori intenzioni, possiede una visione dei problemi che negli ultimi mesi hanno caratterizzato gli avvenimenti di piazza San Giovanni profondamente diversa da chi vi scrive, sia per la loro eziologia che per il metodo di intervento necessario nella fase emergenziale; la seconda è che gli organizzatori ripetutamente hanno puntato il dito contro “la stampa”, colpevole – a parer loro – di aver trattato gli argomenti con un allarmismo eccessivo.
Così, ieri, poco prima che iniziasse l'incontro ci siamo permessi, sul nostro quotidiano online, di “bacchettare” gli amici di Ragusani nel Fondo, non perché crediamo che la loro opera in città, con gli otto anni di impegno tra la gente, sia stata inutile, ma più semplicemente perché su temi così importanti da parte loro ci saremmo aspettati una solerzia diversa. Una sorta di prontezza politica che non nascesse come reazione a quanto avevano detto o fatto altri. Piuttosto ci aspettavamo che sarebbero scesi in campo prima, molto prima. Il “rimprovero” non voleva dire che non hanno mai fatto nulla, ma che avrebbero potuto dimostrare un'attenzione più costante, ad esempio con simili attività, però più frequenti. Siamo convinti che la politica, alcuna politica, vada fatta quotidianamente. E poco importa che si dica che lavorano ogni anno per la manifestazione successiva, perché è un tipo di impegno che la città non vede, non conosce o non immagina.
Va comunque a loro il merito di aver portato il dibattito in piazza, così come lo stiamo facendo noi con i nostri mezzi, sicuri di non aver fatto nessun allarmismo sociale. Il “rimprovero”, poi, voleva puntare a sottolineare un aspetto importante di tutta la vicenda. Checché ne dicano loro, in pochissimi hanno cavalcato l'onda del razzismo e questo argomento noi non lo abbiamo mai trattato direttamente, neanche con chi si è lamentato della situazione in centro storico nel modo più pesante. Ma tant'è, possiamo capire che il rischio c'è e che qualcuno voglia correre a mettere le mani avanti. Alla fine, bene anche questo.
Durante le tre ore di assemblea sono arrivato alla conclusione che su determinati argomenti non possiamo e non potremo mai essere d'accordo, giustamente, e per storia politica e per impostazione mentale.
Tuttavia, verso la fine dell'incontro, ho notato con piacere – e lì la diffidenza si è esaurita – che, al di là delle origini dei problemi e della contingenza, condividevamo tutti la stessa visione sull'urgenza di trovare soluzioni che non siano solo repressive, ma, anzi, inserite in una programmazione sociale: il bisogno di trovare un modo migliore per sfruttare alcuni spazi della città, guardando anche oltre il centro storico stesso, individuando aree dedicate ai più giovani, pensando anche ai bambini e alle loro famiglie, altre che siano di aggregazione sociale pure per gli anziani; la necessità di combattere la povertà che riguarda un numero sempre maggiore di cittadini; contrastare il più possibile il disagio sociale, analizzandone le motivazioni e prevenendole.
Il Comitato organizzatore di “Ragusani nel Fondo” ha concluso l'assemblea manifestando l'intenzione di stilare un documento da presentare al primo cittadino di Ragusa impegnandolo a trovare un nuovo modo d'agire per il benessere della collettività.
Teleiblea e Reteiblea.it quel documento, con i contenuti che sono stati anticipati, vogliono sottoscriverlo, pur distinguendosi sulle origini dei problemi, perché vogliamo impegnarci per tutte queste battaglie che ci sembrano giuste e sacrosante.
Però ci dispiace che i temi non siano stati gran che raccolti dalla cittadinanza né dalla politica, quella sempre presente in ogni dove, né da altri colleghi della stampa che di certo hanno scritto più di noi e con toni certamente più grevi dei nostri.
A seguire l'intero incontro, a parte il Comitato stesso, alcuni cittadini interessati, un paio di commercianti, e noi di Teleiblea/Reteiblea.it, non c'era nessun altro. Menzione speciale per il capogruppo del Partito Democratico in Consiglio comunale, Mario D'Asta, unico rappresentante della politica “tradizionale” che però, differentemente da tutti gli altri, ha avuto il coraggio di affrontare un'assemblea di sicuro non favorevole alle sue posizioni.
Leandro Papa
Piazza San Giovanni, il nostro impegno per tenere alta l'attenzione

Piazza San Giovanni, il nostro impegno per tenere alta l'attenzione
Del caso “piazza San Giovanni” stupisce che per ottenere un intervento efficace si è dovuto attendere l’innalzarsi dei toni. Non tanto quelli che si registravano nella stessa piazza – ignorati per mesi – ma quelli dei media e poi, a traino, di alcuni esponenti politici. Solo l’azione contemporanea di queste due forze ha convinto il sindaco a chiedere una riunione ad hoc del Comitato Ordine e Sicurezza in Prefettura. Non ci sarebbe nulla di strano se si stesse parlando di una qualche piazzetta di periferia, come ce ne sono tante in città, magari una di quelle nascoste tra il cemento dei grandi condomìni nelle zone Selvaggio o tra le villette di Pianetti, oppure tra i palazzi di una Ragusa superiore sempre più dimenticata insieme alle contrade, dove adolescenti più o meno irrequieti creano qualche problema ai residenti.
Giusto, giustissimo, anzi, sacrosanto che la politica cerchi di occuparsi più di un centro storico che tende alla ripresa anziché dei quartieri più lontani e con necessità diverse. Inaccettabile, invece, che le segnalazioni e le richieste di intervento siano state ignorate per molto tempo.
Si è dovuti arrivare all’allarme sulla stampa: proprio noi su Reteiblea.it abbiamo raccontato di una piazza in mano ai balordi ed era abbastanza prevedibile che prima o poi si sarebbe verificato “il fattaccio”, arrivato puntuale e per fortuna senza gravi conseguenze.
Non ne facciamo una questione repressiva, ma preventiva.
Il lavoro delle forze dell’ordine prima che questo di piazza San Giovanni diventasse un “caso” era già encomiabile e comunque commisurato ai dati disponibili che “non indicano – come hanno sottolineato dal Comitato Ordine e Sicurezza riunitosi al Palazzo di Governo qualche giorno fa – sostanziali variazioni nella consumazione di illeciti”.
Tuttavia, la percezione dei cittadini nel passeggiare al centro storico e sotto la cattedrale in particolare era un’altra. E lo sapevano bene tutti.
Cento metri dal Palazzo di Giustizia, altri cento dall’ingresso principale del Municipio, una sessantina dal portico della Prefettura, davanti alle sedi distaccate di Tribunale e Comune, il tutto sotto l’occhio paziente di un Santo Patrono.
Mi vengono in mente due semplici massime: “il posto migliore dove nascondere qualcosa è in bella vista”, “non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e peggior cieco di chi non vuol vedere”.
Si sarà pensato: possibile che proprio in un luogo così centrale e, in teoria, controllato, possano consumarsi reati o possa esistere una tale concentrazione di disagio da essere sostanzialmente una bella polveriera? Rompendo gli schemi della retorica spicciola, la risposta è stata proprio “sì”.
E colpevoli sono stati in buona parte gli amministratori cittadini che, frequentando quotidianamente quei palazzi, non hanno voluto sentire o vedere cosa stava accadendo per pensare e attuare delle soluzioni.
Vero è che il problema è molto, ma molto più vasto di quattro spacciatori (sempre) in piazza o di qualche ubriaco (sempre) pronto ad accendere la miccia di una rissa.
E’ il riflesso di un’emergenza sociale? Naturalmente! E’ l’epilogo dell’assenza o scarsa efficacia di politiche sociali che pongano l’attenzione sulla persona come individuo offrendole opportunità di sostegno o aiuto oppure, addirittura, svago? Anche. Su queste osservazioni non possiamo che essere d'accordo.
Sono, però, problemi che non si risolvono con poche settimane di intervento ma che, invece, hanno necessità di attenzioni particolari e che, ammesso anche si cominciasse domani, vedrebbero uno spicchio di soluzione tra molti anni. Nessuno ha ancora trovato l'elisir contro il disagio sociale.
Nella banalità di voler mettere per forza bocca in temi più grandi di quanto si possa o si debba affrontare, registriamo per esempio l'intervento di un Consigliere comunale che propone di alzare le ringhiere del Ponte Giovanni Paolo XXIII per limitare i suicidi, come se a chi decide di farla finita mancasse poi la determinazione di farlo davvero, in qualsiasi modo, ponte o non ponte.
Oppure il commento coi paraocchi di chi non si rende conto che alcune situazioni sono “emergenze” vere, cioè impreviste ma contingenti e le cui soluzioni necessitano di interventi straordinari. L'abitudine a trattare come “emergenze” condizioni che, invece, sono croniche, genera la retorica – tipica di certa politica – di voler manipolare i temi a vantaggio delle proprie tesi. Peccato che poi, questi santi dei servizi sociali, non facciano nulla o non abbiano mai fatto nulla per, non diciamo risolvere, ma almeno arginare i problemi. Avrebbero allora sì una posizione privilegiata nel poter puntare il dito contro la stampa, per esempio.
Ci hanno accusato di aver “soffiato sul fuoco”. Chiaro, è servito ad innalzare le fiamme e aver reso l'incendio visibile. Però non abbiamo visto chi ci ha puntato il dito contro correre con i secchi d'acqua per spegnere il rogo.
La differenza è che noi siamo andati in giro, tra la gente a raccogliere testimonianze di malumore, e ci siamo curati di non dargli connotazioni politiche. Altri, piuttosto che scendere in piazza con i loro banchetti a confrontarsi direttamente con il problema, hanno preferito scrivere sui social di “isterie collettive”.
“Quando sta per scoppiare un casino ce ne accorgiamo sempre qualche minuto prima”, ci ha raccontato uno dei gestori di un locale in piazza. “Si fermano tutti per qualche istante e guardano in una sola direzione. Poi partono le grida, il rumore forte di qualcosa che viene lanciato a terra. Abbiamo affinato l'udito fino a riconoscere la differenza tra un bicchiere che cade e una bottiglia che viene rotta per diventare arma impropria”.
Sì, è decisamente isteria collettiva.
Contenti voi.
Intanto, in queste due settimane, la situazione si è già normalizzata grazie soprattutto alla presenza più costante delle forze dell'ordine.
E nonostante qualcuno continui a dirci che non facciamo altro che soffiare sulle fiamme, la nostra volontà è quella di lavorare affinché il centro storico di Ragusa sia sempre più vivibile e accessibile a tutti. Per questo come Teleiblea e Reteiblea.it abbiamo deciso di registrare degli speciali in piazza San Giovanni per avviare un confronto tra tutte le forze interessate all'argomento.
Cercheremo di avere nuove idee e proposte e non permetteremo che l'attenzione sul futuro dei centri storici di Ragusa possa scemare.
Consuntivo 2015, Stevanato e Agosta: "Ecco perché lo abbiamo approvato" - video

Consuntivo 2015, Stevanato e Agosta: "Ecco perché lo abbiamo approvato" - video
Conferenza stampa questa mattina indetta dai consiglieri pentastellati Maurizio Stevanato e Massimo Agosta, rispettivamente presidente e vice presidente della Commissione Risorse del Comune di Ragusa. Argomento dell'incontro con i giornalisti una lunga replica alla conferenza stampa che i consiglieri comunali di opposizione, uniti, avevano tenuto sul Bilancio Consuntivo 2015.
Agosta: "L'atto che è approdato in Consiglio comunale è stato visionato dal Segretario generale, dal Collegio dei Revisori dei Conti e dal Dirigente: accusarci di aver portato in aula uno strumento finanziario falso, non solo non corrisponde a realtà, ma è offensivo nei confronti dei professionisti che lo hanno controllato".
Stevanato: "Eravamo critici nei confronti dell'amministrazione e avevamo pensato di votare negativamente il consuntivo perché ritenevamo non tanto che l'atto fosse da bocciare, ma che il Consiglio tutto, per il suo atteggiamento, meritasse di andare a casa. Invece, il Consuntivo 2015 è probabilmente il migliore atto che fino ad oggi l'amministrazione ha consegnato al Consiglio. Vedremo, ora, come sarà il Previsionale 2016 approvato venerdì sera dalla Giunta. Questa volta, però, veramente se non dovesse contenere le indicazioni che come consiglieri abbiamo suggerito all'amministrazione, potremmo pensare di bocciarlo".
Video- Sonia Migliore dopo il sindaco: "Bene la difesa della città, ma colpevole ritardo del M5S"

Video- Sonia Migliore dopo il sindaco: "Bene la difesa della città, ma colpevole ritardo del M5S"
Dopo la conferenza stampa del primo cittadino di Ragusa, il consigliere del Lab 2.0 Sonia Migliore ha chiesto alla stampa di rimanere ad ascoltare la sua opinione sulla faccenda.
Questo, infatti, il comunicato trasmesso subito dopo:
Emergenza rifiuti in provincia di Ragusa, un appello ai sindaci per lavorare insieme
Appreso dell'ordinanza urgente e indifferibile emessa dal Commissario del Libero Consorzio di Ragusa, Dario Cartabellotta, che autorizzava i Comuni di Vittoria, Comiso, Ispica e Pozzallo a conferire i rifiuti nell'impianto di Cava dei Modicani, il Lab 2.0 non poteva restare con le mani in mano. Per questo oggi, di buon mattino, eravamo alla discarica insieme al primo cittadino di Ragusa. Abbiamo apprezzato, infatti, il tentativo del sindaco Piccitto di difendere la nostra città e, se ci fosse stata bisogno, eravamo pronti a ricorrere qualsiasi azione, anche eclatante, perfino insieme ai grillini.
Non possiamo condividere, però, lo scontro istituzionale tra Ragusa e Vittoria: ognuno, per la propria parte, ha ottime ragioni da far valere. Il sindaco Moscato è stato travolto, incolpevole, da un'emergenza che altri prima di lui avrebbero dovuto pensare ad evitare; Piccitto, naturalmente, ha pensato che non si dovesse creare un precedente che, in caso di altra emergenza, potrebbe riproporre la soluzione di oggi. Questione che la sottoscritta ha sottoposto nell'incontro che si è tenuto in Prefettura chiedendo anche a Sua Eccellenza Carmela Librizzi innanzitutto di far da tramite perché i rapporti istituzionali tra Ragusa e Vittoria, incrinati gravemente nelle ultime 48 ore, possano ricomporsi. Su entrambi i fronti abbiamo ricevuto rassicurazioni dal Prefetto: non dovrebbero esserci più altri simili episodi e si porrà a garante di un confronto tra i due sindaci.
A Picitto imputiamo la responsabilità politica di non aver voluto procedere con la realizzazione della cosiddetta quarta vasca, di aver perso tre anni sia su quel versante sia sul potenziamento della raccolta differenziata che è rimasta ferma agli stessi valori dei tempi del commissariamento. Due cose che l'amministrazione avrebbe potuto portare avanti contemporaneamente scongiurando ogni tipo di difficoltà successiva. L'emergenza rifiuti era palpabile già tre anni fa, un ritardo colpevole, e potremmo perder altro tempo ripetendo fino allo sfinimento “lo avevamo detto”, ma la situazione regionale sui rifiuti impone altri percorsi. Siamo convinti che solo se quando i Comuni più popolosi della nostra provincia decideranno di far quadrato per l'individuazione di un nuovo sito dove creare una nuova discarica comprensoriale si potrà risolvere il problema. Ora bisognerà recuperare, se si può, anche mettendo a disposizione il nostro territorio purché Ragusa abbia un vantaggio economico per i nostri cittadini. Diversamente saremo travolti anche noi dall'emergenza e saremo costretti a trasportare i rifiuti con le navi in Francia, con le ovvie drammatiche conseguenze economiche.
La Regione, in questi anni, si è distinta nei confronti della nostra provincia solo per la solitudine nella quale ci ha gettati. Il Governo regionale, sulle questioni importanti, ci lascia sempre soli. Per questo è giunto il momento di pensare da noi per noi stessi.
Questo è l'appello che intendiamo rivolgere, al sindaco Piccitto come al sindaco Moscato, così come per gli altri primi cittadini della provincia. Mettete da parte i conflitti creati dall'esasperazione dell'emergenza e pensate insieme alla programmazione.
Siamo fiduciosi che questa è l'unica strada.
Video- La conferenza stampa dell'amministrazione Piccitto sull'emergenza rifiuti

Video- La conferenza stampa dell'amministrazione Piccitto sull'emergenza rifiuti
Dopo la presenza alla discarica di Ragusa, il sindaco Piccitto ha condotto una conferenza stampa per illustrare il punto di vista della sua amministrazione su tutta l'emergenza rifiuti che ha coinvolto anche il territorio ragusano che ha dovuto accettare, presso il proprio impianto, gli autocompattatori di Vittoria e di altri due comuni.
Video- Cava dei Modicani, presidio prima dell'apertura, Moscato: "Una sceneggiata!"

Video- Cava dei Modicani, presidio prima dell'apertura, Moscato: "Una sceneggiata!"
Appuntamento poco prima delle sette di questa mattina alla discarica di Ragusa. Il primo cittadino messo lì a controllare le carte degli autocompattatori di di tre città (quattro camion di Vittoria, uno di Comiso e uno di Pozzallo), fermi davanti al cancello di Cava dei Modicani. Piccitto, accompagnato dagli assessori Zanotto e Martorana, con al seguito il Presidente del Consiglio comunale Tringali e il consigliere Brugaletta, attendeva che arrivassero le autorizzazioni complete per consentire ai camion pieni di immondizia di scaricare; autorizzazione già trasmessa la sera prima dal Libero Consorzio di Ragusa e firmate da Cartabellotta sotto forma di un'ordinanza urgente e indifferibile che sancisce il principio di solidarietà tra i Comuni. Non sufficiente, però, ad accreditare per il conferimento i comuni interessati.
Una lieve forma di ostruzionismo, in un certo senso, quella dell'amministrazione comunale di Ragusa già iniziata un paio di giorni prima quando Ragusa aveva rifiutato l'ipotesi di apertura della discarica oltre i comuni montani e continuata ieri al tavolo tecnico di viale del Fante, tutto per difendere la città e mantenere la durata di vita della struttura il cui esaurimento è previsto per il 31 dicembre 2016.
Presenti a Cava dei Modicani – dove si attendeva anche l'arrivo del sindaco di Vittoria – anche i consiglieri ragusani Sonia Migliore, Manuela Nicita, il primo cittadino di Chiaramonte Gulfi e quello di Giarratana, per monitorare la situazione e comprendere se fosse il caso di intraprendere manifestazioni eclatanti per scongiurare il rischio di nuove simili ordinanze.
Istituzioni comunali tutte convocate al Palazzo del Governo dal prefetto Librizzi alle 8.30 per chiarire i punti, rassicurando gli amministratori ragusani che si sarebbe trattato solo di un episodio isolato per affrontare l'emergenza rifiuti a Vittoria.
Molto arrabbiato il sindaco di Vittoria Giovanni Moscato che abbiamo intervistato dopo l'incontro in Prefettura:
Il dilemma su Cava dei Modicani: discarica per tutti o no? - Video

Il dilemma su Cava dei Modicani: discarica per tutti o no? - Video
Brutta gatta da pelare per il sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, che mercoledì pomeriggio si è trovato a dover battersi affinché la discarica della città, dove conferiscono anche Monterosso Almo, Giarratana e Chiaramonte Gulfi, debba restare a disposizione solo di questi comuni e non anche per Vittoria, Comiso, Ispica e Pozzallo.
Per spiegare facciamo qualche passo indietro: in Sicilia è "emergenza rifiuti" (tanto per cambiare); gli autocompattatori di alcune città sono bloccati in fila alla discarica di Lentini dove, al momento, conferisce mezza isola; la discarica di Ragusa, già chiusa e in proroga straordinaria, potrebbe aiutare alcuni comuni (Vittoria prima di altri) a tamponare la situazione. Per questo i comuni dell'ipparino più Pozzallo e Ispica hanno chiesto di poter conferire i propri rifiuti a Ragusa.
Ecco il dilemma: Ragusa deve o no aiutate le città vicine? Se lo facesse la vita dell'impianto, autorizzato fino al 31 dicembre 2016, si accorcerebbe di molto e in pochissimo tempo. Se si decidesse per la chiusura, Ragusa rischierebbe di passare per egoista in un frangente nel quale i principi di solidarietà dovrebbero prevalere.
La richiesta iniziale era per sole 72 ore, come spiega Fabio Ferreri, dirigente Ato Ragusa Ambiente.
Il dilemma rimane: il sindaco occuperà la discarica come fece, in situazione analoga, l'ex sindaco Dipasquale o acconsentirà senza lottare?
Non che non lo abbia già fatto nella riunione, anzi. L'intransigenza di Piccitto ha fatto esasperare i toni fino a quando il neo sindaco di Vittoria non lo ha mandato a farsi benedire e dalla richiesta delle 72 ore si è scesi a 24 ore per un massimo totale di 80 tonnellate.
A quanto pare il commissario Cartabellotta ha già deciso, autorizzando l'apertura del cancelli a Cava dei Modicani.
Alcuni sindaci saranno tra qualche ora ai cancelli della discarica per controllare la situazione, ma dalla città di Ragusa abbiamo saputo che anche qualche consigliere comunale potrebbe essere presente, pronto a dare battaglia.
Video: la conferenza stampa delle opposizioni all'amministrazione Piccitto sul Bilancio consuntivo 2015

Video: la conferenza stampa delle opposizioni all'amministrazione Piccitto sul Bilancio consuntivo 2015
Appena conclusa in Sala Commissioni al Comune di Ragusa la conferenza stampa congiunta di tutti i gruppi consiliari di opposizione alla Amministrazione pentastellata.
Hanno puntato il dito sull'approvazione del Bilancio Consuntivo 2015.
Vi proponiamo l'integrale della conferenza stampa.
Carmelo Ialacqua (Movimento Città): "Il Comune di Ragusa non è in grado di fornirci i dati che riguardano l'esatta spesa delle royalties e secondo noi è uno scippo che questa amministrazione compie ai danni dei ragusani".
Sonia Migliore (Lab 2.0): "Denunceremo l'Amministrazione agli organi competenti perché riteniamo che dalle manovre di bilancio dal 2014 ad oggi, se ben analizzate, emergerebbe una vera e propria truffa allo Stato sullo sforamento del patto di stabilità non certificato nel 2014".
Maurizio Tumino (Insieme): "Tre i dati importanti che emergono: conclusa definitivamente l'alleanza Partecipiamo / M5S; inconsistenza del sindaco e certificata la morte della maggioranza consiliare".
Mario D'Asta: "Giusto andare in Procura per far esaminare gli atti per un governo della città privo di visione strategica, scarsa progettazione, elevata tassazione e spesa incoerente delle royalties".
