Conti, Piccitto, il meet up e la rivoluzione mancata

Conti, Piccitto, il meet up e la rivoluzione mancata

“Acqua pubblica, rifiuti zero, energie rinnovabili e mobilità sostenibile sono state e sono le quattro stelle che mi convinsero ad aderire al Movimento”, ha dichiarato Claudio Conti in conferenza stampa, “oggi – ha continuato - scopro di essere più cinque stelle di tante altre persone”.
Conti in questo incontro con la stampa è estremamente analitico, racconta, con dovizia di particolari, 10 mesi di lavoro con e contro un'Amministrazione, troppe volte rimasta sorda alle sollecitazioni provenienti da fuori. Come per esempio avvenne per l'introduzione della Tares. In quell'occasione Conti racconta di aver avuto un aspro confronto con l'assessore Martorana, sull'opportunità di introdurre quella tariffa. Un balzello sin troppo gravoso ed inutile anche perché destinato a scomparire nell'arco di un mese, sostituito dalla Iuc. Conti spiegò a Martorana che anche il suo omologo pentastellato di Parma giudicava ingiusta la Tares, ma fu sonoramente azzittito.

Dopo aver elencato tutti i progetti avviati e completati durante questi mesi Conti è passato alla nota squisitamente politica ossia ai dissidi tra lui e il sindaco e tra il sindaco e il meet up, vero cuore pulsante del Movimento cinque stelle.
“Piccitto è fanciullesco” ha detto ad un certo punto, ricordando come gli fu impedito di rilasciare un'intervista a Teleiblea, “colpevole di aver criticato l'operato del sindaco” o quando gli fu consigliato/ordinato di non presenziare ad una riunione organizzata dalla CNA, nonostante questa lo avesse invitato. Il motivo era il medesimo: lesa maestà.
Fanciullo, ma non per questo sprovveduto. Piccitto è un animale politico nonostante la sua apparente inesperienza, in fondo fu il sindaco che per ben tre volte mise alla porta Claudio Conti durante una riunione con la ditta Busso, come racconta lo stesso Conti. Chissà di cosa dovevano parlare, sicuramente di fatti privati, di intime confidenze, non si spiegherebbe in altro modo l'allontanamento di Conti.

Alla luce di ciò, sembra trovar conferma quell'ipotesi paventata dai più che vorrebbe un accordo segreto tra Busso e Piccitto. A domanda diretta Conti non risponde, anzi si infastidisce pure, quando proviamo a mettere in relazione l'imminente gara d'appalto per la raccolta dei rifiuti e il suo allontanamento, come non gli piace, anche queste voci di corridoio che si fanno sempre più insistenti, l'idea secondo la quale sarebbe pronto un bando tanto restrittivo da mandare deserta la gara, così da render necessaria un'altra proroga. Ipotesi, certo ed a volte pure fantascientifiche o fantapolitiche, che però risultano estremamente affascinanti. “Io parlo solo di fatti - ha dichiarato – non faccio dietrologie o speculazioni di sorta, so solo che ho provato a far rispettare il capitolato d'appalto, per esempio, con lo spazzamento quotidiano delle strade o la pulizia delle caditoie e questo non è stato digerito”.
Ma allora da dove è nata la frizione tra il sindaco e il suo ex primo della classe? “La vera motivazione – ha concluso – va ricercata in una diversa interpretazione dei principi fondativi del Movimento”. Forse su questo punto non ha tutti i torti. In fondo per la prima volta erano in tanti gli esponenti del meet up presenti in conferenza, una una bella dimostrazione di stima e di solidarietà. Un meet up finalmente aperto e trasparente, che non ha avuto alcuna remora a fermarsi con noi giornalisti, così per scambiare due chiacchiere e qualche parere, magari pure per criticare apertamente l'operato del sindaco Piccitto. Sarà mica l'inizio di un nuovo giorno?


Affaire Conti. Iacono esce allo scoperto ed avverte Piccitto

Affaire Conti. Iacono esce allo scoperto ed avverte Piccitto

“E' questo il risultato della verifica semestrale che il sindaco aveva annunciato all’atto dell’insediamento?” questa la domanda retorica che si pone la lista Partecipiamo in merito al rimpasto di Giunta attuato dal sindaco Piccitto.
La defenestrazione di Claudio Conti, il depotenzionamento dell'assessore Stafania Campo in favore del sig. Salavatore Corallo, un ristoratore da ieri a capo dei lavori pubblici, è l'occasione che il sindaco Piccitto ha fornito su un piatto d'argento a Partecipiamo per togliersi qualche sassolino dalla scarpa. Sono stati dieci lunghi mesi di silenzio, durante i quali Partecipiamo ha fatto buon viso a cattivo gioco. In fondo il loro esponente più in vista, Giovanni Iacono, è presidente del Consiglio e perciò le critiche all'Amministrazione sono state sempre velate, caute e rispettose. Oggi, però, le cose sono cambiate, forte dell'onta suscitata da una tale bocciatura, quella di Claudio Conti, Partecipiamo esce allo scoperto.

“Dieci mesi – dichiarano da Partecipiamo – non sono pochi e, non solo non riusciamo a percepire il ‘radicale cambiamento’ rispetto al triste passato, bensì registriamo solo timidi segnali di innovazione e di discontinuità”, ma il comunicato rincara la dose e denuncia “anche una netta chiusura rispetto alle condivisioni sul comune programma assunte durante il ballottaggio”. Insomma alleati ed amici prima di prender possesso delle poltrone, del potere, dopo l'insediamento, però, tutto è finito. Derubricata la condivisione dei programmi, l'unità di intenti, la collaborazione per voltar pagina.
Se il primo periodo dell'attività dell'Amministrazione a cinque stelle fu determinata da una serie di tentennamenti dettati da un'impreparazione, ciò che è avvenuto dopo Partecipiamo non se lo spiega e perciò mette in evidenza un bel po' di criticità. “Ad aprile – scrivono – non abbiamo notizie relative al bilancio consuntivo 2013 (‘addirittura l’assessore parla di 13 milioni di avanzo’) e preventivo 2014. Non sappiamo nulla del Piano di spesa della Legge 61/81. Non c'è stata condivisione sul piano triennale delle opere pubbliche. A che punto è il piano della L.328 sulle politiche sociali e quali sono le politiche sociali finora adottate? Qual è lo stato dell’arte del Patto dei Sindaci? Il piano strategico del distretto Sud-est come si intende gestirlo? E con chi? Cosa si vuol fare in merito alla gestione del ciclo dei rifiuti? Dov’è finita la nostra richiesta, di 6 mesi fa, per l’allargamento del perimetro del Parco degli Iblei? Dov’è finita la nostra richiesta di 6 mesi fa per l’istituzione dello sportello donna? Si ha una idea di cosa bisogna fare per il centro storico?”

L'elenco potrebbe continuare ancora, per motivi si spazio decidiamo di troncarlo qui. Anche perché queste sottolineature, tutt'altro che benevoli o giustificazioniste, delineano l'atmosfera che si respira in quella alleanza che portò Piccitto a vincere il ballottaggio. A questo punto la luna di miele è finita? Piccitto farà un passo indietro? O il sindaco porterà sino alle estreme conseguenze le sue scelte, magari defenestrando anche Iacono grazie all'imminente cambio del regolamento comunale?


Ragusa. Scoperte nuove anomalie nel bando per la pulizia degli uffici comunali

Ragusa. Scoperte nuove anomalie nel bando per la pulizia degli uffici comunali

Ritorniamo a parlare del bando per l'affidamento del servizio di pulizia degli uffici comunali e giudiziari del Comune di Ragusa. Come ci fa notare il segretario provinciale della Fisascat Cisl, Salvatore Scannavino, tra l'altro la prima organizzazione sindacale a denunciare l'illegittimità del suddetto bando, le anomali non si limitano solo alla unificazione dei lotti del servizio e perciò alla mancata motivazione di una tale scelta o al non rispetto degli accordi siglati tra i sindacati e il Ministero competente in merito alle remunerazione (ricordiamo, infatti, che il Comune stabilisce una tariffazione oraria per gli operatori di II livello di 12 euro piuttosto che i 15,78 euro stabiliti negli accordi, e di 13,50 per gli operatori di IV livello contro i 17,44 euro del Ccnl), ma omette di calcolare l'esistenza di un lavoratore di III livello, oggi in servizio, che da 10 anni a questa parte si occupa di coordinare gli operatori delle pulizie al Tribunale di Ragusa.

Perché una tale mancanza? Il Comune ha dimenticato di conteggiare l'esistenza di questo lavoratore? O, e la cosa sarebbe estremamente grave, ha intenzione di attuare un demansionamento di questo lavoratore?

Sempre più le anomali di questo bando rafforzano l'idea che il Comune abbia legato il ribasso d'asta direttamente al costo del lavoro. Se fosse così l'Amministrazione non solo starebbe calpestando i diritti dei lavoratori, ma starebbe violando gli obblighi imposti dal D.Lgs 163/2006, il quale sancisce che il ribasso d’asta viene determinato al netto delle spese relative del costo del personale. Visto che non crediamo che l'Amministrazione pentastellata, il sindaco Piccitto e il Movimento cinque stelle si vogliano macchiare di una tale infamia ed anzi siamo propensi a pensare che il tutto sia frutto di una banale svista, non possiamo che unirci al coro che chiede di ritirare il bando sopracitato, per riscriverne un secondo nel totale rispetto delle leggi vigenti.


Sen. Mauro (FI): "Xiumè è un riferimento ideale importante"

Sen. Mauro (FI): "Xiumè è un riferimento ideale importante"

Sono più di 80 i Club Forza Silvio della provincia di Ragusa ed uno è intitolato al sen. Giombattista Xiumè. Ad annunciarlo in una conferenza stampa il senatore di Forza Italia, Giovanni Mauro, la figlia del professore, Rita Xiumè, e Giovanni Criscione esponente de La Destra.

“Per me questo è un momento estremamente emozionante – ha dichiarato Rita Xiumè – sapere che la città di Ragusa ricordi con affetto e stima mio padre non può che farmi piacere, ma ciò che più mi inorgoglisce è che la sua figura, la sua vita, ancora oggi possa rappresentare un ideale, uno stimolo, un punto di riferimento per chi fa politica, per me, e per noi della famiglia, questo è più che un orgoglio, è motivo di vita”.

“Il fatto che i giovani provenienti da Gioventù italiana abbiano scelto di richiamarsi al senatore Xiumè – dichiara Giovanni Mauro – è un segnale forte e ricco di significati. Questa scelta traccia inevitabilmente un orizzonte di riferimento ideale, culturale e politico. La grandezza del senatore Xiumè non gli derivava semplicemente dal fatto di essere un uomo di cultura o dall'essere stato un politico amato e rispettato anche dagli avversari o ancora dall'essere un professionista di grande spessore, in lui queste tre anime convivevano come semplici sfaccettature di un'unica identità, di un'unica morale. Richiamarsi a Giombattista Xiumè è una dichiarazione d'intenti importante, questa nuova generazione di politici, richiamandosi al professore, dichiara di guardare al futuro mentre onora una tradizione importante e gloriosa”.

“La sua filantropia, la sua statura – dichiara in chiusura Giovanni Criscione ex coordinatore provinciale Gioventù Italiana, movimento giovanile de La Destra – saranno il nostro sprone. Noi abbiamo intenzione di ritornare a fare politica come si faceva un tempo, nel territorio, col territorio ossia tra la gente. Sin da ora – conclude Criscione – posso annunciare che saranno tre le tematiche su cui lavoreremo: l'Università, innanzitutto, il centro storico, che va rivitalizzato al più presto, e la questione energetica, le energie rinnovabili devono essere il nostro futuro, non è possibile, per esempio, che il Comune di Ragusa paghi una bolletta di 9 milioni di euro l'anno, bisogna modernizzare l'intero sistema di approvvigionamento energetico”.


Piccitto dichiara guerra al meetup e fa fuori Claudi Conti

Piccitto dichiara guerra al meetup e fa fuori Claudi Conti

Claudio Conti non è più un assessore della Giunta Piccitto. La prima volta che si parlò di rimpasto fu in dicembre, ma naturalmente il sindaco, gli assessori e i consiglieri del Movimento hanno sempre negato tutto, anzi bocciavano queste indiscrezioni, oggi divenute realtà, come una banale strategia ordita dalle opposizioni. I nomi che si fecero allora furono quello di Conti, ovviamente, quello dell'assessore Campo e dell'assessore Brafa. Oggi è toccato a Conti e alla Campo, che si è vista sottrarre la delega ai lavori pubblici. E' un avvertimento? A questo punto esageriamo se temiamo per il futuro professionale di Brafa?

Conti veniva presentato come l'inamovibile, Conti era l'esperto, l'unico in grado di dar vita a quella rivoluzione virtuosa in materia di rifiuti lungamente attesa. Claudio Conti, e ne siamo convinti, la sua materia la conosce e la conosce bene anche perché non si è improvvisato l'altro ieri, è da un bel po' che si occupa di ambiente, di rifiuti e differenziata e per questo in provincia è considerato uno dei massimi esperti in materia, ma non per Piccitto, per lui Conti ha solo “perso tempo”.
Ma Claudio Conti è un professore, non è un politico, e proprio per questo è rimasto stritolato dalla politica stessa, quella più bieca, quella delle poltrone, quella del potere per il potere; che oggi porta la firma di Federico Piccitto.

A caldo sono due le letture che possiamo dare a questa decisione. La prima, la differenziata va a braccetto con la parola denaro, e la ditta Busso, di certo, non vuole assolutamente perdere questo treno. Quindi è ovvio che in questi mesi ha lavorato per tenersi il suo posticino al sole. Inoltre, non dimentichiamo che a breve ci saranno due gare d'appalto per la raccolta differenziata, la prima che dovrebbe prorogare il servizio sino a giugno e la seconda, che è quella più importante, che si terrà prima dell'estate, con la quale si sceglierà la ditta che gestirà i rifiuti a Ragusa per i prossimi sette anni. Tra la ditta Busso e Conti non è mai corso del buon sangue, possiamo pensare il sindaco abbia stretto qualche accordo con la Busso?

La seconda lettura invece, ma stiamo solo ipotizzando, è squisitamente politica e non esclude obbligatoriamente la prima. Il Movimento cinque stelle a Ragusa da qualche tempo è lacerato da profondi dissidi interni. Una guerra che vede contrapposte due fazioni, una capeggiata dal meetup e l'altra dal sindaco Piccitto. Sembra perciò che la luna di miele tra il sindaco e il meetup è finita da un bel pezzo. Piccitto ne ha ben donde di questa organizzazione che al suo sindaco preferisce Grillo, Casaleggio e Cancelleri. In fondo il meetup sta tarpando le ali e le ambizioni politiche del neo sindaco Piccitto, che, forse, si è già stancato dei lacci e laccioli imposti da Genova e ha deciso di poter fare tutto da solo, alla fin fine lui ha vinto il ballottaggio, lui è il primo cittadino e le sorti della città sono affidate a lui non certo a Grillo o al meetup. Quindi ecco la defenestrazione di Claudio Conti, che molti considerano un uomo del meetup e non del sindaco.


Ed il Consiglio (comunale) si fece bucolico...

Ed il Consiglio (comunale) si fece bucolico...

“Lascio ai melanconici zelatori del supercostituzionalismo il compito di dissertare più o meno lamentosamente su ciò. Io affermo che la rivoluzione ha i suoi diritti. Aggiungo, perché ognuno lo sappia, che io sono qui per difendere e potenziare al massimo grado la rivoluzione dei cinquestelle, inserendola intimamente come forza di sviluppo, di progresso e di equilibrio nella storia Nazionale. Con trecentomila giovani armati di tutto punto, decisi a tutto e quasi misticamente pronti ad un mio ordine, io potevo castigare tutti coloro che hanno diffamato e tentato di infrangere il Movimento. Potevo fare di quest'aula sorda e grigia un bivacco di manipoli; potevo sprangare il Parlamento e costituire un Governo esclusivamente di pentastellati". Parafrasi.

Come non pensare a quel famoso discorso all'indomani dell'ultimo Consiglio comunale, che, a dir il vero, più che una seduta ispettiva mi ha ricordato tanto l'ultimo giorno di scuola. C'era quell'atmosfera dove ognuno fa quello che vuole, entra, esce, si siede nel banco e si mangia una merendina, come l'assessore Campo o la consigliera Nicita, che tra l'altro era pure in tuta, ora in nessuna parte del regolamento c'è scritto come debbano andare abbigliati i consiglieri, ma il decoro, il decoro non lo si dovrebbe perdere mai. Cito il senatore a vita Emilio Colombo, buon'anima, quando dichiarò, sulle colonne del Corriere della Sera, “Se i senatori del Movimento 5 Stelle si presentano senza giacca e cravatta io non li faccio entrare in Aula”, ma quelli erano altri tempi e così ci si trascina sino al suono della campanella.

Sono tante le sedute di Consiglio noiose e poco produttive, ma quella del 10 aprile lo è stata particolarmente se non fosse che il nostro caro sindaco ha fatto perdere le staffe ad un consigliere notoriamente compito come Giorgio Massari. Ma che è successo?

Quando Lo Destro e Massari fecero le loro comunicazioni, l'unico rappresentante dell'Amministrazione era l'assessore Dimartino, che poi dovette andarsene, lasciando il posto al sindaco, all'assessore Martorana e all'assessore Campo, quella col panino. Normale, il problema, però, è nato quando Lo Destro e Massari hanno chiesto che qualcuno rispondesse ai loro interventi. Piccito schiva e, regolamento alla mano, fa notare che può non rispondere e quindi non risponderà. Dapprima Massari glielo ri-chiede, in fondo si sta parlando della relazione trimestrale, del piano triennale delle opere pubbliche, dei 16 milioni della Legge su Ibla, che pare siano scomparsi, e del bilancio di previsione del 2014, ma quando Piccitto ribadisce la sua posizione Massari va su tutte le furie, lo accusa di non rispettare l'Aula, di mortificare il dialogo democratico, di ignorare le opposizioni e i cittadini. I toni si accendono, era inevitabile, gli animi si scaldano oltremodo e così gran parte dell'opposizione abbandona l'Aula, con Massari e Lo Destro in testa.

Il galateo, il galateo istituzionale, che bella cosa che era, che bello quando nelle istituzioni sedava gente conscia del proprio ruolo, ma la società è cambiata e con lei tante buone abitudini. E così all'ossequio abbiamo sostituito la postura del “perché io so' io e voi non siete un ...”.


Il Comune ormai è un'associazione caritatevole

Il Comune ormai è un'associazione caritatevole

Chi era ieri pomeriggio in Comune è stato testimone di uno spettacolo indecoroso, ignobile, vergognoso. 100, forse 200 persone, i cosiddetti indigenti, hanno occupato pacificamente i corridoi di Palazzo dell'Aquila, non volevano nulla di straordinario solo quello che gli è stato promesso da quasi un anno, un lavoro. Pacifici, certo, sin quando hanno capito che nulla era cambiato, che l'assessore Brafa gli stava ripetendo le stesse cose che gli aveva ripetuto in febbraio, in ottobre e a giugno, solo allora da pacifici manifestanti si sono tramutati in cittadini inferociti.
La gente non va presa in giro e non parlo di una scelta consapevole da parte dell'Amministrazione pentastellata, ma del messaggio che la stessa, volente o nolente, manda all'esterno.

Questa gente è quella che gestisce i bagni pubblici, i giardini comunali, che si è occupata del verde pubblico, da circa un anno aspetta pazientemente che un bando di gara veda la luce per riprendere a lavorare, ma questa amministrazione, lo sappiamo, ha qualche difficoltà a redigere i bandi gara.
Come può essere che la maggior parte delle gare d'appalto vada deserta? Così come accusano dall'opposizione. E quando non vanno deserte, e questo è il caso degli indigenti, tutti partecipanti fanno ricorso e costringono il Comune a ritirare il bando. Si può tollerare tutto ciò? Forse no.
Lo incalzano i cittadini, lo incalzano i consiglieri, ma l'assessore Brafa non sa cosa dire, si giustifica, e non per il bando, si sa, mal comune mezzo gaudio, se la prende però con la Regione ed i cantieri di servizi, parla del patto di stabilità e del fatto che lui può lavorare solo in dodicesimi, lo ripete dieci forse venti volte, insomma ha le mani legate, poi prende aria e dice “quello che posso fare lo faccio, abbiamo distribuito dei viveri...”, non lo avesse mai fatto.
“Questo lo fanno le parrocchie non il Comune – gli grida in faccia il consigliere Angelo La Porta - un Ente pubblico ha il dovere di programmare non di fare elemosina, quello è compito delle associazioni di volontariato”.
A questo punto, un uomo, sulla quarantina, basso, che era stato per tutto il tempo in silenzio, si alza e prima di mandare sonoramente a quel paese l'assessore gli dice “a spisa, a spisa co manciare scaruto”.
Sì, pare ci sia pure questa questione, il cibo scaduto, ma il sindaco, poco dopo, in Aula, garantisce che queste sono solo dicerie.

A proposito dove era il sindaco? No, il sindaco non c'era, non ha partecipato alla riunione aveva altro da fare, è rimasto chiuso nel suo studio e ha lasciato l'assessore Brafa nelle ambasce. A Palazzo dell'Aquila ormai si fa così.

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Gli indigenti invadono il Comune... vogliono il loro vecchio lavoro

Gli indigenti invadono il Comune... vogliono il loro vecchio lavoro

Dopo neppure un mese il Comune è stato invaso nuovamente da un centinaio di indigenti, gente povera, esasperata, senza lavoro, che non cerca elemosina, ma un lavoro. Da quasi un anno infatti questa gente aspetta invano l'apertura dei cantieri di servizio e l'espletamento del bando lavoro. Nel frattempo hanno ricevuto dei sussidi (50 o 100 euro al mense), un po' di cibo, pare pure scaduto, dei capi d'abbigliamento o dei buoni pasto, ma questa gente vuole un lavoro, non l'elemosina. Vogliono tornare ad occuparsi delle ville comunali, dei bagni pubblici o, perché no, del verde pubblico. Il fatto è che i cantieri di servizio non sono iniziati, a causa dei ritardi della Regione, e il tanto agognato bando di lavoro non riesce a partire. Gli animi ad un certo punto si sono accesi, sono volate parole grosse, minacce, ma alla fine, grazie alla mediazione dei delegati sindacali e dei consiglieri intervenuti all'incontro con l'assessore Brafa si è raggiunto un accordo.

“Possiamo essere soddisfatti – ha dichiarato Michele Mililli della Cgil – e non perché abbiamo ottenuto questo sussidio di 70 mila euro, siamo contro i sussidi, siamo soddisfatti perché finalmente il bando lavoro pare essere diventato una realtà. Sino al 2011 quelli che chiamiamo per comodità indigenti lavoravano grazie ad un un accordo tra il Comune e l'associazione Mondo Nuovo, un patto ai limiti della legalità. Comunque in base a questo protocollo Palazzo dell'Aquila invia delle persone a lavorare in questa associazione, il problema consisteva nel fatto che non esistevano contratti, coperture assicurative né graduatorie, certo il Comune ogni anno 'investiva' 950 mila euro. Con il bando lavoro, voluto fortemente da noi della Cgil e dal Partito comunista dei lavoratori, tutto ciò non esisterà più. Con il bando di lavoro innanzitutto si creerà una graduatoria, così da evitare qualsiasi tipo di favoritismo, il lavoro verrà gestito da una cooperativa vincitrice di una regolare gara d'appalto, che dovrà ingaggiare con contratti part-time e trimestrali questi lavoratori. In tal modo abbiamo raggiunto due obiettivi: la copertura assicurativa e l'indennità di disoccupazione.

L'esasperazione di questa gente – continua Mililli – nasce dal fatto che aspettano questo bando da quasi un anno. Per ben due volte, infatti, è stata indetta la gara. La prima, ad inizio estate, fu annullata dallo stesso Comune, a causa dei ricorsi presentati dalle tre cooperative che parteciparono alla gara e così se ne dovette bandire un altra, con un nuovo bando, anche questo, però, zeppo di errori, imprecisioni e mancanze. Faccio solo un esempio, in questo secondo bando l'Ente appaltante non ha aggiornato le tabelle delle tariffe delle remunerazioni degli operai. Se nessuno fa ricorso siamo fortunati, questa gente non può più aspettare. Se si fosse lavorato meglio oggi non avremmo visto certe scene. L'assessore Brafa ci ha assicurato che l'iter non dovrebbe subire altri stop e che finalmente a maggio il bando sarà una realtà”.


Modica inaugura l’ “Esposizione di quadri di autori locali sull’Arma dei Carabinieri e di cimeli”

Modica inaugura l’ “Esposizione di quadri di autori locali sull’Arma dei Carabinieri e di cimeli”

Nell’ambito dei festeggiamenti del bicentenario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri 1814-2014, è stata inaugurata questa mattina, nell’ex Convento del Carmine ed ex Caserma dei Carabinieri di Piazza Matteotti, l’“Esposizione di quadri di autori locali sull’Arma dei Carabinieri e di cimeli”.

Alla cerimonia del taglio del nastro erano presenti il Sindaco di Modica Ignazio Abbate, il Commissario Straordinario della Provincia di Ragusa Carmela Floreno, il Comandante provinciale dei Carabinieri di Ragusa Salvatore Gagliano, le autorità civili e militari della città e i volontari dell’Associazione nazionale Carabinieri di Modica.
La mostra, che sarà aperta al pubblico fino all’8 giugno, è costituita da quadri di artisti locali, cimeli e uniformi dell’Arma dei Carabinieri. All’interno esposizione è stata allestita la ricostruzione del comando della stazione dei Carabinieri risalente agli anni 50-60.
Il Consorzio di Tutela del Cioccolato modicano ha predisposto per l’occasione la preparazione di una scultura di cioccolato, riproduzione dell’opera “Carabinieri nella tormenta”.
La scultura di cioccolato, alla quale lavorerà Salvatore Cicero, sarà donata al Comando Generale dell’Arma.
Il Sindaco di Modica Ignazio Abbate ha sottolineato l’importanza della presenza delle Forze dell’Ordine in città e ha evidenziato la volontà di istituire un Museo della Memoria nell’ex Convento del Carmine.


Teatro La Concordia. Ragusa si dimentichi le opere liriche, solo spettacoli amatoriali

Teatro La Concordia. Ragusa si dimentichi le opere liriche, solo spettacoli amatoriali

Niente, il Movimento Cinque Stelle non vuole che il teatro La Concordia sia il teatro di Ragusa. L'idea non gli piace, costa troppo, anzi no. Da quando le opposizioni hanno dimostrato, conti alla mano, che non occorrono 7 milioni e 500 mila euro, questa non è più la pregiudiziale, il problema, anzi i problemi, sono ben altri.

L'assessore Dimartino, come ci ricorda il consigliere Sonia Migliore, sulla scorta di fantomatici, quanto segretissimi esperti teatrali venuti chissà da dove, visto che Ragusa in tal senso deficita, nonché di misteriose organizzazioni che agiscono nell'ombra, si è ormai convinto che un teatro, per esser tale, debba avere la buca per gli orchestrali, un palco profondo almeno 16 metri, una boccascena di 16 per 12 metri, un graticcio posto a 26 metri d'altezza oltre ad una torre scenica, che sia grande almeno quanto la boccascena.
Ora, lasciando stare la torre scenica, che è l'ultimo dei problemi, infatti come sapranno gli esperti teatrali dei Cinque Stelle, non è raro che un teatro, in base alle nuove esigenze, ne ingrandisca la capienza (la Scala di Milano n'è l'esempio, ndr), tutti i restanti problemi rimangono insormontabili. In fondo Ragusa vive di opera e di lirica e il teatro La Concordia proprio non ha le caratteristiche per ospitare, un domani, spettacoli di tal fata. Un teatro, come ci ricorda l'assessore, deve rispondere a precisi criteri di gestione economica e, come dire, i soldi non si fanno con gli spettacoli di prosa minore o con le compagnie amatoriali; le uniche deputate a lavorare dentro La Concordia.

Ma l'assessore, per fortuna, insieme ai suoi segretissimi esperti teatrali e alle oscure organizzazioni, hanno ben altri progetti. Innanzitutto La Concordia deve essere un contenitore culturale, cosa questo significhi non è ben chiaro, ma non è importante, la cosa principale è che l'assessore ha in mente un progetto urbanistico/teatrale più ampio. Ipotizziamo, vista la penuria di informazioni, una piccola rete di teatri urbani, sparsi un po' qua e un po' là con il preciso intento di creare un cartellone dinamico e frizzante. Il tutto da realizzare con un milione di euro (somma che servirebbe a completare La Concordia), certo la lirica, gli orchestrali e l'opera rimarranno sempre un vano anelito a patto che, queste organizzazioni segrete, non decidano, in futuro, di finanziare di tasca propria un nuovo teatro rispondente a tutti i crismi. Per ora l'unica certezza è che al Concordia non ci sarà un teatro.