Acate. Al sindaco Raffo non interessano le quote rosa

Acate. Al sindaco Raffo non interessano le quote rosa
L'Associazione politico culturale Orizzonti Chiari denuncia il sindaco del Comune di Acate di non rispettare l'art 4 della legge n° 6 del 2011 ossia quell'articolo che garantisce la rappresentanza di entrambi i generi. Da quando il vice sindaco Letizia Zafferana si è dimessa, circa due mesi fa, la Giunta di Acate è tutta al maschile. Questa la denuncia che l'Associazione ha presentato al prefetto e all'Assessorato regionale Enti Locali.
"Il sindaco Raffo - scrivono nella nota - dovrebbe garantire la presenza delle quote rosa in Giunta (almeno una donna), ciononostante da oltre due mesi Raffo continua ad amministrare come se nulla fosse. Si invitano pertanto la Prefettura di Ragusa e l’Assessorato Regionale ad intervenire per rimediare a questa inaccettabile stortura che si dimostra unica in tutto il panorama siciliano".
Le prime reazioni alla chiusura dell'Università, decisa dalla nominata Carmela Floreno

Le prime reazioni alla chiusura dell'Università, decisa dalla nominata Carmela Floreno
Il commissario straordinario del Libero Consorzio Comunale di Ragusa o meglio il commissario della Provincia Regionale di Ragusa,Carmela Floreno, ha deciso di chiudere l'Università. Un fulmine a ciel sereno o quasi visto che l'iter fu iniziato e prospettato dal suo predecessore, Giovanni Scarso, che in dicembre con la delibera di Giunta preparò l'uscita dal Consorzio. Incalzato poi dai media spiegò che quell'atto doveva servire solo da stimolo per la Regione, infatti per renderlo attuativo sarebbe occorsa una delibera di Consiglio. Poi lui decadde e fu nominata la Floreno, che in qualità di commissario della Provincia o, come scrive l'ufficio stampa dell'Ente, come commissario straordinario del Libero Consorzio comunale di Ragusa, oggi realizza il sogno di Scarso.
Le motivazioni sono importanti, il commissario non vuole creare squilibri nell'Ente e quindi abbatte le spese. Una decisione epocale che già ha suscitato l'aspra reazione del sindaco di Ragusa, Federico Piccitto, del senatore Giovanni Mauro e del consigliere comunale Sonia Migliore.
"Stupore, rammarico e profonda preoccupazione - ha dichiarato il sindaco - per una scelta improvvisa che torna a gettare ombre oscure sul futuro dell’università iblea. La decisione, da parte del commissario straordinario della ex Provincia regionale di Ragusa, infatti, crea di fatto una voragine tecnica, normativa ed amministrativa che rischia di condannare irrimediabilmente ogni ipotesi di mantenimento dell’esperienza universitaria a Ragusa, mortificando altresì tutti gli sforzi economici che finora, puntualmente, il Comune ha onorato nonostante le ormai note criticità finanziarie. I Comuni non possono più colmare le inefficienze della Regione, né sostituirsi ad essa. E’ ora che ognuno si assuma la responsabilità dei propri atti. Da parte mia - conclude il sindaco Piccitto - chiederò la convocazione di un Consiglio Comunale Aperto, invitando anche la deputazione regionale iblea, perchè tutte le forze politiche facciano sentire la propria voce con l'obiettivo di individuare al più presto soluzioni efficaci tese a garantire un futuro più sereno all'esperienza universitaria nel territorio ibleo".
Ben più dura è la reazione del senatore Mauro: "Come può un commissario straordinario portare avanti decisioni politiche nascondendosi dietro motivazioni finanziarie? Come è possibile che il commissario straordinario di un ente di natura incerta, tra la cessazione di un ente e la nascita di quello che lo dovrà sostituire, possa decidere unilateralmente e senza alcun confronto politico in un ambito così importante? Non vorrei che questo provvedimento, in realtà, non sia altro che la conclusione dell'opera di convincimento gestita, se non addirittura 'ordita' da qualcuno solo per garantire i livelli salariali di certi dirigenti provinciali. Anche ammettendo - continua il senatore - che sia vero quanto dichiarato nella nota ufficiale della Provincia esiste il problema giuridico che i soci fondatori di un consorzio non possono dall'oggi al domani recedere dalla propria posizione. Esistono contratti e convenzioni, firmati anche dall'ente Provincia. Questo è il primo, scriteriato atto di un amministratore nominato dal presidente Crocetta – conclude Mauro – in una palese sospensione della democrazia, che coinvolge decine di lavoratori, migliaia di ragazzi, centinaia di famiglie e tutta l'economia che ruota intorno al mondo universitario in provincia di Ragusa. Mi auguro che il commissario straordinario decida di sospendere in autotutela questo provvedimento”.
Anche la Migliore fa riferimento all'aspetto giuridico di una tale decisione, che bolla come: "Un atto strumentale, unilaterale e deprecabile. Infatti, la Floreno oltre a parlare di ipotetici rischi economici per l'Ente, non ha concordato con il Comune, che è socio fondatore del Consorzio, la sua volontà, ed ancora fa riferimento, nella sua stringatissima nota, alla legge che istituisce i liberi consorzi dei comuni, la quale è solo una scatola vuota che attende di esser riempita di contenuti". Ma la Migliore si spinge oltre e avanza dubbi "sulla legittimità di questa decisione, visto che deve essere l'Assemblea dei sindaci del libero consorzio a decidere se sciogliere o meno il contratto con il Consorzio universitario e non lei (il commissario, ndr.). Dobbiamo constatare amaramente - continua - che il decisionismo della Floreno prosegue l'opera di disfacimento e depauperamento iniziata dal suo predecessore, commissario Giovanni Scarso. Non vorremmo pensare - conclude la Migliore - che questa decisione sia dettata, invece, dalla volontà di estinguere così il debito che la Provincia di Ragusa ha nei confronti del Consorzio, che pare ammonti a svariate centinaia di migliaia di euro. Invito il presidente facente funzione del Consorzio universitario, senatore Gianni Battaglia, ad impugnare l'atto deliberativo del commissario”.
Ragusa. Arrestato 23enne perché occupa abusivamente una casa già assegnata

Ragusa. Arrestato 23enne perché occupa abusivamente una casa già assegnata
Nella giornata di domenica 27 aprile, una telefonata giunta al 113 segnalava un probabile furto in abitazione in questo Corso Mazzini, presso un immobile di pertinenza dell’Istituto Autonomo Case Popolari di Ragusa.
Giunta sul posto, una pattuglia di Volante appurava, al civico ed all’interno indicato, l’esistenza di segni di effrazione sulla porta di ingresso sebbene la medesima risultasse regolarmente chiusa a chiave.
Sulla porta di ingresso dell’abitazione in questione, peraltro, era affissa una targhetta con l’indicazione di due nominativi, B.S. e I.A., come ad indicarne la attuale dimora.
Il primo dei nominativi indicati, B.S. 23enne ragusano e pregiudicato per reati contro il patrimonio, risultava ben noto agli operatori, e pertanto i poliziotti decidevano di rintracciarlo nei pressi della locale via C. Terranova ove il medesimo era solito risiedere, stante che sul luogo indicato dell’intervento nessuno sembrava esser presente.
In effetti, di li a poco, la pattuglia della Sezione Volanti rintracciava l’uomo al quale chiedeva spiegazioni circa l’indicazione del proprio nome sulla porta di altra abitazione: il medesimo, in atto sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di dimora nel Comune di Ragusa, chiariva di essersi in effetti trasferito il giorno prima presso l’abitazione di Corso Mazzini, unitamente ad una donna, I.A., il secondo dei due nominativi in questione.
Dalle informazioni assunte dalla Polizia emergeva altresì che il B.S., il decorso sabato 26 aprile, aveva peraltro contattato la Sala Operativa della Questura per comunicare il cambio di domicilio da via C. Terranova, ove in effetti veniva trovato dalla Volante, all’abitazione di Corso Mazzini di cui era entrato in possesso – a dire del medesimo - con un procedimento formale di consegna ad opera di un non meglio identificato impiegato comunale.
L’immobile di Corso Mazzini, di proprietà dell’IACP, risultava in realtà regolarmente assegnato a R.G., 68enne di origini vittoriesi, che risultava essere temporaneamente ospitato presso una struttura per anziani situata nella locale via E.C. Lupis.
Proprio l’affidatario della casa, contattato, in effetti dichiarava di abitare regolarmente l’immobile in questione, di cui pagava puntualmente il relativo canone, di essersi allontanato solo per pochi giorni da casa per avere assistenza e che mobili e suppellettili presenti all’interno dell’abitazione erano di sua proprietà.
Per tutto quanto sopra accertato, esperiti opportuni accertamenti presso il Comune di Ragusa e l’IACP, in mattinata odierna, il B.S. veniva deferito alla locale AG per il reato di violazione di domicilio.
Il Consiglio comunale e i siparietti dei consiglieri

Il Consiglio comunale e i siparietti dei consiglieri
Il Consiglio comunale oramai è più vicino ad una farsa che ad un consesso civico. Non a torto qualcuno ha parlato di teatrino. Ragusa si è ridotta così, facciamocene una ragione. Se volessimo esser cattivi potremmo dire che si è discusso, per ben 4 ore, solo di cessi pubblici, ma non lo siamo e non lo faremo, anche se la questione bagni pubblici ha monopolizzato l'intero Consiglio. Certo si è pure parlato delle infinite proroghe (75 in dieci mesi), del servizio psicopedagogico, di canili e della Legge su Ibla o meglio della sparizione di qualche milione di euro. Un buco creato dalle precedenti amministrazioni, che adesso va risanato. Ma di questo parleremo più avanti e in un altro luogo del giornale, per ora parliamo di cessi!
Sarà stato l'oggetto del dibattito, ma il confronto, tra maggioranza e opposizione, più di una volta è scaduto in un parapiglia, in siparietti, appunto, che hanno coinvolto a varie riprese i consiglieri La Porta, Lo Destro, Nicita, Federico e Dipasquale, che per spirito di corpo ha negato pure l'evidenza.
Angelo La Porta, naturalmente, non poteva iniziare la sua comunicazione senza raccontare la vicenda accaduta alla turista rimasta chiusa nel bagno a Marina di Ragusa, lo scorso 25 aprile. Nonostante qualche risatina, incomprensibile, proveniente dai banchi della maggioranza, la vicenda è un tantino imbarazzante. E non tanto perché la serratura del bagno ha deciso di collassare proprio il 25 aprile, giornata che in qualche modo dà il là alla stagione estiva, tralasciamo pure il fatto che quella donna è rimasta chiusa per circa 20 minuti e solo l'intervento, a colpi di spallate, del consigliere La Porta l'ha “salvata”. La cosa fastidiosa è stato scoprire lo stato in cui versano i nostri bagni pubblici. Sono sporchi, fatiscenti, privi di sapone e di carta. Insomma, un ottimo biglietto da visita per una città che vorrebbe esser considerata una località turistica. Ha gioco facile il consigliere Gianluca Morando a riallacciarsi alla denuncia di La Porta. “Caro consigliere – esordisce Morando nei confronti di quest'ultimo – ciò che è accaduto a Marina, a Ragusa non potrà mai capitare. I servizi igienici alla villa Margherita sono chiusi a chiave da sempre, forse proprio per evitare simili inconvenienti”.
Grazie ai bagni si è potuto però parlare dei servizi che la nostra città offre ai suoi turisti o meglio dei non servizi. Il bar della villa chiuso, gli uffici turisti chiusi, di quello di ibla non si sa neanche se mai aprirà.
Che cosa fa la maggioranza allora? Niente, sono tutte quisquilie per il consigliere pentastellato, Salvatore Dipasquale. Si diverte, ride e poi finalmente prende la parola. Non ci crede, i bagni pubblici non sono mai stati chiusi, forse, ma questo non è chiaro, mette in discussione pure l'intervento di La Porta e bolla il tutto, come polemiche di basso livello. E così, tra una risatina e l'altra, il tutto è finito in caciara, mentre i bagni rimarranno chiusi, sporchi e fatiscenti.
Ibla. Picchia ancora la sua ex, forse potrà essere espulso dall'Italia

Ibla. Picchia ancora la sua ex, forse potrà essere espulso dall'Italia
A Ragusa Ibla, sabato scorso i militari della Stazione Carabinieri hanno arrestato un algerino per aver malmenato per l’ennesima volta la (ormai ex) convivente.
Dopo l’ennesimo caso delittuoso i militari sono infine riusciti a dichiararlo in stato d’arresto e sottoporlo agli arresti domiciliari presso l’abitazione della sorella.
L'algerino, Rachid Bettabghor, di 39 anni, già noto alle forza dell'ordine, ha incontrato per caso l’ex convivente in giro per Ibla. Non la vede da fine gennaio quando i carabinieri, su ordine del giudice, gli notificarono la misura cautelare dell’allontanamento da casa, scaturita dopo diversi interventi operati dai militari nella casa della coppia, dove la donna era ripetutamente vittima delle angherie e delle violenze dell’uomo.
I due chiacchierano e lui riesce a convincerla ad andare a casa da lei. Una volta arrivati i toni si fanno accesi. Non sono ben chiari i motivi, sebbene pare si trattasse di un debito di lui verso lei. L’uomo, forse messo verbalmente alle strette dalla donna, passa alle maniere forti e la prende a calci e pugni. Pare che in questa occasione lui le abbia sferrato il calcio al costato che poi porterà i medici a riscontrare una frattura. Lei comunque riesce a buttarlo fuori dalla porta. Lui, evidentemente furibondo, sale dal pluviale ed entra dalla finestra aggredendola nuovamente. A questo punto, svegliati dalle urla dei due in piena notte, i vicini sono tutti alle finestre e in strada e qualcuno chiama la polizia. La donna, nonostante tutto, non lo denuncia e nasconde agli agenti la ferita, banalizzando l'intera vicenda come una discussione dai toni accesi con il proprio ex. Quest’ultimo viene allontanato e tutto ritorna alla normalità.
Ma poco dopo la donna si sente male e non riesce a respirare, chiama quindi il 118. Ed è a questo punto che i militari, vista l’ambulanza si accodano e arrivano sul posto. La donna viene condotta al pronto soccorso.
Nel frattempo i carabinieri raccolgono le testimonianze dei vicini, ma soprattutto trovano nei paraggi il Bettabghor e lo fermano. In ospedale i medici notano le “ammaccature” della poveretta e scoprono che ha una costola fratturata, la ricoverano con una prognosi superiore ai venti giorni. I militari hanno quindi arrestato l’algerino e lo hanno condotto in caserma. Il pubblico ministero, Marco Rota, ne ordina gli arresti domiciliari, dove l'algerino rimarrà a disposizione dell’autorità giudiziaria.
I carabinieri, nell’augurarsi che in questa occasione la donna abbia definitivamente aperto gli occhi e capito con che razza di essere avesse a che fare, stanno ora valutando gli elementi in loro possesso per proporre l’uomo per la misura dell’espulsione per motivi di sicurezza pubblica.
L’ennesimo caso di comportamenti persecutori nei confronti di donne, fortunatamente anche in questa occasione l’Arma, come tutti i giorni dal 1814, vigila per “ricercar e inseguire i malfattori” “per sempre più contribuire alla maggiore felicità dello stato e alla protezione e difesa dei buoni”.
Unità, unità, unità! Il Pd è unito, anche se non sembra

Unità, unità, unità! Il Pd è unito, anche se non sembra
Ieri il Pd di Ragusa ha presentato il suo candidato alle elezioni europee, Giovanni Barbagallo. Si è parlato di Europa e dei problemi della provincia iblea, su tutto l'agricoltura e le infrastrutture, ma un argomento però ha caratterizzato, più degli altri, gli interventi dei presenti, quello riguardante l'unione del partito, quasi a voler sgomberare il campo da paure o illazioni. In fondo la vittoria di Raciti e dell'area Cuperlo in Sicilia a qualcuno ancora rode, lo sgambetto a Letta non è poi così lontano e non tutti hanno dimenticato i 101 franchi tiratori che impallinarono Romano Prodi.
La senatrice Padua, parla di un partito unito, “certo vissuto da un vivace dibattito interno che nulla ha a che vedere con crisi drammatiche”, quindi fa un appello accorato alla necessità di far squadra. L'incognita Grillo fa paura, come non è ancora chiaro quale peso avranno nel prossimo futuro le destre, il futuro è incerto a Roma come a Palermo perciò la parola d'ordine è “unità”. Anche Massari, prima di sottolineare il valore dei centri storici, parla delle tante anime del Pd, in senso positivo, certo, e dell'importanza di persone come Barbagallo, che fungono da sintesi, da cerniera tra le varie, si sarebbe detto un tempo, correnti del partito. L'onorevole Lupo, dal canto suo, non può non far riferimento all'unità e del come la vittoria di Raciti alla fine sia risultata controproducente, meglio, verrebbe da dire, un'onesta presa di coscienza ed un'onorevole resa delle armi.
Insomma il partito è unito o se non lo è si sta ri-compattando, vero, anche se va appena ricordata, la colpevole assenza del senatore Gianni Battaglia e della compagine civatiana. A dir il vero, all'inizio della conferenza, si era pure intravista Valentina Spata, coordinatrice in Sicilia delle primarie per Civati, solo una fugace visita, per educazione, infatti ben presto non si è più vista.
Chiudiamo questo breve resoconto con l'intervento dell'onorevole Rosati che ha fatto un vero e proprio spot al pragmatismo di Renzi, “sono passati solo 60 giorni, ma a me sembrano trascorsi mesi”. Inizia poi tutto un discorso sull'importanza del sud e di come il nord lo deve aiutare, insomma una rediviva questione meridionale, paragonando, non senza qualche azzardo, l'Italia di adesso alle germanie riunificate da Helmut Kohl. Poi riferendosi alla mancanza delle infrastrutture nel meridione, e a Ragusa in particolare, fa riferimento a dei fantomatici finanziamenti giunti nel profondo sud. L'onorevole su questo punto non è stato chiarissimo, quali siano stati questi investimenti sulla ferrovia siciliana o sulla SS 194 non si sa, forse qualcuno avrebbe potuto spiegargli la questione un po' meglio, ma siamo in campagna elettorale e bisogna cambiar verso velocemente. Infine, in perfetto stile renziano, promuove pure l'italicum e le liste bloccate, “sinonimo di professionalità”. Insomma quella stessa metodologia che faceva rizzare i capelli ai suoi compagni di partito, solo qualche mese fa. Ma lo si sa, il Partito democratico è l'unico partito a rinnovarsi totalmente ad ogni elezioni, frutto di quella liquidità tanto cercata dal suo fondatore, Walter Veltroni, perciò inutile oltreché anacronistico lamentarsi di certe rivoluzioni.
Pozzallo. Un'intera famiglia egiziana dedita al traffico di esseri umani + video

Pozzallo. Un'intera famiglia egiziana dedita al traffico di esseri umani + video
La Polizia di Stato - Squadra Mobile – unitamente alla Sezione Operativa della Guardia i Finanza ed alla Compagnia dei Carabinieri di Modica, ha arrestato un'intera famiglia di scafisti di orgine egiziana.
AHMED IBRAHIM Ibrahim, nato in Egitto il 01.01.1995.
HAMEDA Saad nato in Egitto il 29.07.1961.
MOUHAMED SELIM Neema nato in Egitto l’1.01.1991.
ABO SCAHIN Ibrahim nato in Egitto l’1.01.1996.
HAMEDA Omar nato in Egitto il 11.12.1993.
Mentre H.M. di anni 14 e H.A. di anni 17 sono stati denunciati in quanto minorenni.
Alle ore 19.25 del 25.04.2014 nell’ambito dell’operazione denominata “Mare Nostrum”, la nave Aliseo della Marina Militare Italiana avvistava un natante carico di passeggeri in posizione ricadente nell’area SAR di competenza libica. La nave militare il natante da pesca lungo 15 metri, che trasportava 281 persone di cui 167 uomini (90 minori), 38 donne e 76 bambini piccoli anche neonati, prevalentemente di nazionalità egiziana e siriana. La nave militare lasciava alla deriva il peschereccio e giungeva nel porto di Pozzallo alle ore 15.00 del 26 aprile.
Approdata la nave a Pozzallo immediatamente iniziano le indagini della Polizia giudiziaria per identificare gli scafisti. Dopo una prima ricognizione sulla nave, inizia la seconda fase quella che permette di entrare in empatia al fine di creare un legame di fiducia con gli stessi, che, ricordiamolo, nonostante siano giunti finalmente in Italia temono eventuali reazioni o ripercussioni degli scafisti.
Individuati i sospettati ed i potenziali testimoni inizia il lungo lavoro della verbalizzazione delle dichiarazioni, sempre difficili da “digerire” nonostante l’esperienza decennale della Polizia Giudiziaria nella Provincia di Ragusa.
Dalle indagini e dagli interrogatori è emerso subito il viaggio del 25 aprile era stato organizzato da una banda libico-egiziana, mentre il ruolo fondamentale lo deteneva la famiglia Hameda.
La particolarità di questa associazione criminale è dettata dal fatto che il padre in quanto raìs ha coinvolto nel traffico di migranti il figlio di appena 14 anni ed un altro di 17.
Lui, il comandante del peschereccio unitamente al figlio più grande erano già stati in Italia ed avevano avuto problemi di varia natura con la legge italiana, questo lo ha portato, durante la traduzione in lingua araba fatta da un interprete della Polizia Giudiziaria del provvedimento di fermo, a sorridere durante la lettura e volgendo il capo verso il resto dell’equipaggio ha proferito testuali parole: “non vi preoccupate tanto in Italia non c’è legge e non si paga nulla. Io in Italia ho commesso di tutto e solo una volta sono andato a finire in carcere rimanendovi per pochi giorni, poi mi hanno mandato in Egitto”.
Peccato per lui ma le condizioni, questa volta sono ben diverse, infatti la Procura della Repubblica di Ragusa potrà chiedere l'arresto sino a 15 anni di reclusione ed un'ammenda sino a 25.000 euro per ogni migrante fatto entrare clandestinamente in Italia.
“Se l’emergenza immigrazione continua, gli sforzi della Polizia Giudiziaria espressi in questi giorni vengono comunque ripagati per aver identificato criminali violenti, sfruttatori di condizioni umane disagiate di poveri migranti che fuggono dai loro paesi, il tutto al fine di poter guadagnare denaro”.
Elezioni europee. Il Pd presenta l'on. Barbagallo e fa appello all'unità

Elezioni europee. Il Pd presenta l'on. Barbagallo e fa appello all'unità
Tutti a sostegno del candidato uscente Giovanni Barbagallo. In una sala strapiena, tutto il Pd provinciale, o quasi, ha voluto far sentire la sua vicinanza al sindaco di Trecastagni nonché eurodeputato.
Ha convinto l'onorevole Barbagallo. Ha parlato di coerenza e di valori, ha parlato di coesione e di fedeltà alla politica, di rispetto nei confronti dell'accordo stretto con gli eletti e con gli elettori. Non è il momento di inutili personalismi. Nel suo discorso non poteva non far riferimento al sentimento antieuropeista, che sempre viene propagandato come un valore, come una possibilità. "L'Europa va cambiata e su questo non ci sono dubbi – ha dichiarato Barbagallo - bisogna lavorare perciò per costituire gli Stati uniti d'Europa, occorre dar vita all'Europa dei cittadini e dei sindaci, perché oggi i sindaci sono chiamati a svolgere un ruolo importantissimo ed enormemente gravoso. Non si può uscire dall'Europa - continua - l'Italia è una piccola regione se paragonata al resto del mondo. Ecco perché bisogna instaurare, in Europa, una visione politica, un orizzonte morale e ideale di riferimento. Questa Europa ha deluso, perché non ha difeso il lavoro e non ha operato concretamente per ridurre le diseguaglianze sociali”.
Barbagallo poi ha preso spunto dalle esortazioni fattegli dal segretario provinciale, Giovanni Denaro, che ha parlato dell'agricoltura iblea, che oggi soffre di certi accordi internazionali, e dall'invito di Peppe Calabrese, dirigente regionale del Pd, a far di più in materia di immigrazione ed infrastrutture. “L'Europa – ha dichiarato Barbagallo – deve farsi carico di un fenomeno drammatico come quello dell'immigrazione, magari iniziando con l'istituzione di una Guardia costiera europea. Inoltre, e penso ai Fondi Jessica, sono state tante le opportunità che, per un motivo o per un altro, ci siamo fatti scappare di mano e questo non deve più accadere. Ecco l'importanza di lavorare tutti insieme al di là di qualsiasi personalismo, perché solo così si possono affrontare concretamente le criticità di un territorio, di una nazione”.
All'incontro di presentazione sono intervenuti anche la senatrice Padua, l'onorevole Ettore Rosato e l'onorevole Giuseppe Lupo, presidente della direzione regionale del Pd, oltre ai consiglieri comunali Giorgio Massari e Mario D'Asta. Tutti hanno fatto riferimento all'importanza capitale di ritrovare un'unità solida nel partito, quasi fosse un mantra. Unità e coesione, anche perché, come ricordava lo stesso Lupo, difficilmente si ripresenterà un'altra occasione con un Governo nazionale tanto vicino a quello regionale. Un'opportunità, secondo Lupo, ma anche secondo Rosato, resa ancor più solida dal presidente del Consiglio, l'unico in questo momento a poter rappresentare una garanzia di continuità e di fattività. Il riferimento all'elezione di Raciti e delle ultime vicende che hanno caratterizzato il Pd a Palermo è evidente. Insomma, lasciate lavorare il manovratore e dategli fiducia.
YOUPOLIS. Questa sera il cineforum e domenica la conclusione di Cantiere Culturale Centrale

YOUPOLIS. Questa sera il cineforum e domenica la conclusione di Cantiere Culturale Centrale
Quattro giorni di riflessione sull’arte e sul teatro a Ragusa grazie alle ultime iniziative della manifestazione “Cantiere Centrale Culturale” promossa dall’associazione Youpolis e dal gruppo giovani del Museo della Cattedrale di Ragusa. Ieri sera a Palazzo Garofalo (sede del museo) si è inaugurata la mostra collettiva d’arte giovanile che sarà fruibile fino a domenica (orari 10-12,30 e 17-20) consentendo ai giovani artisti ragusani un’ottima vetrina di grande visibilità. Acrilico su tavola, olio su tela, acquerelli, xilografia, sono tante e variegate le tecniche usate per la realizzazione delle opere pittoriche che si aggiungono alla scultura e alla fotografia che hanno arricchito i saloni dell’antico palazzo. Ad esporre sono Eliana Agosta, Manuela Arrabita, Carmelo Blanco, Gaetano Bruno, Luigi Denaro, Elena Giampiccolo, Patrizia Gulino, Jessica La Terra, Damiano Pluchinotta e Leandra Russo, Claudia Vicinale. I giovani artisti hanno manifestato grandi doti e qualità espressive, come spiegato da Laura Randazzo responsabile del gruppo giovani del museo.
“Con questa mostra, curata da Emilia Cappello, abbiamo voluto lanciare un messaggio, ovvero non solo lamentarci ma costruire mettendo a frutto i nostri talenti. Lo hanno fatto gli undici artisti che abbiamo interpellato e lo hanno fatto non con un messaggio di angoscia in un momento esistenziale di incertezza e di crisi, ma hanno risposto con la positività. Si vendono infatti quadri con colori vivaci, linee morbide, tinte sfumate, in cui emerge prepotentemente la natura che rinasce. Insomma dobbiamo non lamentarci passivamente ma costruire tutti insieme qualcosa, noi giovani per noi stessi giovani. E questa iniziativa ha saputo raggiungere questo obiettivo anche da un punto di vista emotivo. Ripartire dal centro storico, come ha voluto fare questo nostro progetto Cantiere Culturale Centrale, significa ripartire dalle nostre radici e lo si fa valorizzando il nostro passato, la cultura, la creatività dei giovani”. Consistente la partecipazione di giovani artisti allievi o ex allievi dell’Accademia di Belle Arti “Mediterranea” di Ragusa.
All’inaugurazione è intervenuto il parroco della Cattedrale, Carmelo Tidona. A seguire ieri si è svolto in primo dei due confronti programmati per questa fase finale del progetto. Ospite il giovane regista ibleo Emanuele Malloru che ha parlato e presentato la web serie “Artistidentro” che su youtube ha ottenuto un grande successo al punto da essere adesso programmata su una tv locale. La web serie è dedicata ai giovani talenti iblei ed è già arrivata alla seconda stagione. Malloru, confrontandosi con i giovani presenti, si è soffermato sia sull’idea progettuale di “Artistidentro”, che mira a valorizzare i giovani che si scommettono nei vari campi artistici, e sia sul format che prevede una videointervista realizzata dallo stesso regista tenendo in mano la videocamera in modo da creare un colloquio più naturale con chi di volta in volta viene intervistato. Rispondendo poi ad alcune domande, ha incoraggiato i giovani a credere e portare avanti i propri progetti senza fermarsi dinnanzi ai primi ostacoli.
La quattro giorni finale di Cantiere Culturale Centrale proseguirà domani, 26 aprile, alle 18.45, con l'ultima proiezione legata al cineforum "Alterità, diversità, corresponsabilità". Protagonista il film "Giorni e Nuvole" di Silvio Soldini. C’è infine attesa per domenica 27 aprile alle 18.30 quando si svolgerà il confronto aperto tra chi in città fa teatro. L'incontro, dal titolo "Fai da te...atro - organizzare, ideare, stare sulla scena" sarà moderato da Amelia Cartia, giornalista de La Sicilia nota per aver curato l'inchiesta "Il teatro che non c'è" che tratterà del tema della produzione teatrale con Giosè e Nando Chessari, cabarettisti; Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso, compagnia Godot; Costanza e Vicky Diquattro, direttrici artistiche del Teatro Donnafugata; i giovani della compagnia teatrale di dramma antico Dyonisos; Cristina Gennaro, dell'associazione culturale "Servi e Padroni" e Maurizio Nicastro, presidente associazione Palco Uno. “Sarà l’occasione – spiega Simone Digrandi, presidente di Youpolis – per parlare delle positive esperienze relative al “far teatro” in una città in cui gli spettatori non sono stati abituati a vedere gli spettacoli a pagamento, e dunque a comprare un biglietto, oltre naturalmente alla carenza di contributi pubblici tesi a sostenere una costante offerta culturale”.
Aggiornamento. Un morto ed un ferito grave nell'incidente di stamane

Aggiornamento. Un morto ed un ferito grave nell'incidente di stamane
Questa mattina, alle 10.40, sulla rotatoria di via Anfuso, all'incrocio tra via La Pira e via Epicarmo, si è verificato stato un altro incidente mortale, nel quale ha perso la vita D. G. di anni 74 nato a Chiaramonte e residente a Ragusa.
la dinamica dell'incidente è ancora al vaglio degli inquirenti che hanno, però, sequestrato le tre auto.
Le vetture coinvolte sono:
Una Ford Fiesta condotta da D. G., di Chiaramonte, di anni 74. Deceduto.
Una Citroen C1, condotta da C. S. di anni 70, nato a Giarratana e rsidente a Ragusa. Questi ha subito lesioni guaribili in 60 giorni.
Una Nissan Micra, condotta da S. J. di 24 anni di Ragusa, ma residente a Chiaramonte. La condizione di questa persona, ancora non la si conosce, in quanto deve esser refertato.
Sul luogo sono prontamente intervenute delle pattuglie della Municipale, della Polizia stradale e i Vigili del Fuoco, che sono stati costretti ad tagliare le lamiere per estrarre il corpo del conducente della Citroen.
Pare che la causa dell'incidente sia da imputare al fondo bagnato della strada.









