L'arroganza di certi dipendenti pubblici non ha limiti

L'arroganza di certi dipendenti pubblici non ha limiti

“Ci risiamo. Così come era accaduto con la Tares, nei mesi scorsi, anche stavolta, a quanto pare, le capacità legate alla spedizione delle bollette da parte di chi cura il servizio per conto del Comune di Ragusa non si stanno rivelando all’altezza della situazione”. A dichiararlo qualche giorno fa è stato il consigliere Angelo Laporta, che prosegue: “Il problema è che molte utenze, e quindi i relativi cittadini, non hanno ancora ricevuto i moduli per potere effettuare i pagamenti, nonostante queste siano scadute o prossime alla scadenza”.
“Mi chiedo – continua Laporta - ma è così difficile prevedere una programmazione all’altezza della situazione? Come è possibile, ancora una volta, a distanza di mesi, ricascare nello stesso problema? In ogni caso, dopo avere valutato che molte bollette non sono state ancora trasmesse ai destinatari (solo un 30, 40% è stato già inviato, ndr.), suggerisco all’Amministrazione comunale di valutare la possibilità di posticipare la data di scadenza, magari di una decina di giorni o, meglio ancora, a fine mese”.

Quando il consigliere si è reso conto di questo problema ha telefonato all'ufficio idrico dell'Amministrazione per chiedere lumi e provare a vedere se vi erano soluzioni, per tutta risposta una dipendente comunale, vicina, vicinissima all'Amministrazione, chi ha orecchi per intendere intenda, aggredisce, il consigliere, accusandolo di aver scritto falsità, di voler gettare fango sul Comune e sui suoi dipendenti ed infine lo esorta a non pubblicare più quel tipo di comunicati. Adesso non siamo qui per difendere Laporta, che sicuramente non ha bisogno delle nostre difese, ma semplicemente per denunciare l'arroganza di questo dipendete, che forse non ha ben chiaro il suo ruolo, lei faccia il dipendete che il politico fa il suo mestiere. E' un fatto estremamente fastidioso venire a conoscenza che un dipendete, solo perché è vicino o vicinissimo all'Amministrazione si senta in diritto di ergersi a giudice.
Comunque pare che lo stesso fastidio l'abbiano provato pure il vicesindaco Iannucci e il presidente del Consiglio, Giovanni Iacono, che hanno garantito che un tale episodio non si ripeterà più. Speriamo!


Lo Monaco: "I volontari non valgono nulla, perché non costano nulla"

Lo Monaco: "I volontari non valgono nulla, perché non costano nulla"

Abbiamo intervistato Nello Lo Monaco, capo della Protezione Civile di Ragusa, sulle problematiche dell'accoglienza dei migranti in provincia di Ragusa.

“Inizio a pensare – ha dichiarato Lo Monaco – che il fenomeno degli sbarchi non sia più di competenza della Protezione civile. Non si può più considerare questo evento come qualcosa di straordinario, eccezionale ed imprevisto, occorre rivedere l'intero piano d'intervento. Il flusso di migranti ha raggiunto oramai proporzioni gigantesche; con l'operazione Mare Nostrum, la marina militare soccorrere le imbarcazioni dei migranti sin sotto la costa nord africana, di conseguenza bisognerebbe rivedere totalmente l'assistenza a terra e ciò lo si può fare solamente dichiarando lo stato di emergenza, certo, mi rendo conto, che questo obbligherebbe l'Italia ad investire in uomini e mezzi, d'altra parte, però, non si può continuare a vivere in questo di limbo”.

Quali sono i principali problemi che derivano da questo approccio?

“Non dico che si stia abusando dei volontari, che fanno capo alla Protezione civile, ma sin troppo spesso le loro esigenze vengono ignorate in favore di logiche del tutto estranea, come d'altra parte vengono ignorate le cooperative, che sono contrattualizzate. Provo a spiegarlo con un paio di esempi. Innanzitutto le operazioni di trasbordo dei migranti, vera e propria nota dolente. Le navi militari, a Pozzallo, non entrano mai in porto, quindi i migranti sbarcano grazie alla spola fatta dalla Guardia Costiera. In questo modo le operazione si dilungano enormemente e così un'attività che potrebbe durare un'ora, un'ora e mezza, dura anche 6 o 7 ore. A chi giova tutto ciò? Di sicuro non ai volontari. Sembra non esservi nessun motivo plausibile. Non si capisce se questa scelta sia relativa alla missione militare o se è una questione economica o burocratica o logistica. Non andrebbe dimenticato che un ora di lavoro di un volontario è un'ora di tempo che questo sottrae alla sua vita privata e/o professionale. Forse il Ministero e quindi la Prefettura potrebbe e dovrebbe annoverare fra le sue priorità anche le esigenze dei volontari.
Emblematico è il caso delle associazioni di volontariato di Ragusa, Chiaramonte e Santa Croce, le uniche a possedere un'ambulanza. Ora, quando si mette a disposizione questo tipo di mezzo non bisogna solamente pensare al consumo del carburante (rimborsato dalla Protezione civile), questi sono mezzi che quotidianamente percorrono anche più di 200 chilometri, ma bisogna considerare l'usura del mezzo e delle sue attrezzature. Ora chi si fa carico di queste spese? L'associazione. Pochi giorni fa, per esempio, si è rotta una barella del valore di 6000 euro, chi la risarcirà? Nessuno”.

Chi si occupa dei migranti nei centri d'accoglienza?

“A Pozzallo esiste una cooperativa che è contrattualizzata con la Prefettura. Questa svolge il servizio di pulizia, fa piccoli interventi di manutenzione, presta assistenza psicologica e sanitaria e si occupa della distribuzione dei pasti. Quando aprì il Cpa di Comiso fu immediatamente coinvolta nella gestione del centro. Nulla di strano se, in breve tempo, si fosse bandita una gara d'appalto per affidare gli servizi ad una nuova cooperativa, peccato però che ad oggi nulla è stato fatto. A dir il vero la Prefettura aveva avviato dei contatti con il Comune di Ragusa, il centro infatti ricade sul suo territorio, ma l'Amministrazione, non potendo avere contezza degli immigrati ospitati nel centro, il loro numero varia di settimana in settimana, non è stata in grado di avanzare nessuna proposta e quindi le trattative si sono arenate. Un migrante ogni giorno costa 31 euro, adesso in che modo si può scrivere un bando se non si sa se gli immigrati saranno 200 o 300? Tutt'altro discorso andrebbe fatto per il sovraffollamento dei centri. Fra i vari problemi vi è quella della mancanza dei servizi igienici, quelle strutture non sono pensate per ospitare centinaia di persone, con gli ovvi disagi che ciò comporta. E così ritorniamo al discorso iniziale, bisogna ripensare il sistema con cui si accolgono queste persone. Da qualunque angolazione lo si guardi, il sistema fa acqua. Allo stato attuale ci si approfitta un po' troppo dei volontari, così come della Protezione civile, i cui uffici sono oberati e i suoi dipendenti sono ovviamente distratti dalle loro mansioni abituali. A volte mi viene da pensare che il volontario non vale nulla, perché non costa nulla”.


Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a Scicli per occuparsi dell'ex Fornace Penna

Il Ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti a Scicli per occuparsi dell'ex Fornace Penna

"Ho chiesto con forza al Ministro Gian Luca Galletti di venire a visitare l'ex Fornace Penna". Così dichiara l'on Orazio Ragusa che è riuscito a "portare" un autorevole esponente del Governo nazionale a Scicli per porre nell'agenda di Governo la tutela e la salvaguardia di uno dei più importanti esempi di archeologia industriale d'Italia. "Rischiamo di subire uno dei più rilevanti scempi ambientali per il nostro territorio - ha denunciato Orazio Ragusa al Ministro - non possiamo più assistere impotenti al progressivo sgretolamento di questa preziosa Fornace che Vittorio Sgarbi ha definito una basilica laica in riva al mare. Da oggi lavoreremo - sottolinea Ragusa - per la creazione di uno specifico Tavolo Tecnico Interistituzionale con la presenza anche del Ministero dell'Ambiente, del Ministero della Cultura, del Governo Regionale e dei rappresentati dei principali stakeholder interessati alla cultura e alla valorizzazione del patrimonio ambientale".

La Fornace Penna, realizzata tra il 1909 ed il 1912, è in uno stato di totale degrado ambientale: senza interventi strutturali assisteremo al crollo della struttura. "Per risolvere definitivamente la questione - sottolinea Ragusa - la Fornace deve diventare di interesse nazionale. Ci aiuta in questo senso anche il fatto che la stessa Fornace è stata utilizzata come set cinematografico ed è nota al grande pubblico come "La Mánnara", come viene nominata la località dove sorge la fabbrica in un episodio dello sceneggiato televisivo Il Commissario Montalbano. "Oggi a Scicli è stata fatta una scelta politica chiara e netta che riconosce il valore ed il fascino di questo prezioso esempio di archeologia industriale.

"E' nostro compito adesso attivarci per la messa in sicurezza e la valorizzazione di questo bene, anche attraverso la costruzione di una visione condivisa (anche con i proprietari) di un progetto partecipato di salvaguardia e trasformazione". L’edificio non deve essere considerato un cimelio da tutelare e musealizzare, ma un manufatto, un luogo che diventa esso stesso museo e collezione museale, inserito nel contesto ambientale e territoriale di appartenenza e sede di nuove attività che lo rivitalizzano e funzionalizzano, inducendo così ad una lettura dell’edificio più approfondita e specifica sia della struttura, sia delle attività industriali del passato. "Faccio mie -conclude Ragusa - le affermazioni di alto profilo, non solo giuridico ma soprattutto culturale, contenute addirittura in una sentenza del TAR Veneto (Sez. II n. 235 del 15 febbraio 2011) dove si evidenzia che la tutela imposta sui siti espressione di archeologia industriale non tende a salvaguardare un bene per la sua intrinseca bellezza, quanto per il suo valore storico-culturale: il vincolo è funzionale alla conservazione di significative testimonianze dei modi di essere degli aggregati urbani e delle produzioni architettoniche, in una precisa connessione (diversamente non realizzabile) con determinate attività di carattere economico - produttivo.


GOLF: baciata dal sole la giornata Green a Ragusa per la “AUDI QUATTRO CUP”

GOLF: baciata dal sole la giornata Green a Ragusa per la “AUDI QUATTRO CUP”

La coppia Alessandro Leonardi e Luigi Cordio, primo lordo con 29 punti e la coppia Giuseppe Bordonaro e Rosario Modica, primo netto con 44 punti, sono i giocatori che accedono alla finale nazionale che si svolgerà a settembre a Lecce prima della finale mondiale in programma successivamente a Dubai per la “Audi quattro Cup” di golf. L'unica tappa in Sicilia Orientale si è svolta oggi a Ragusa al Donnafugata Golf Resort dove da tutta l'isola e dal resto d'Italia sono arrivati in totale 72 giocatori pronti a darsi battaglia fino all'ultima pallina in buca. Splendido lo scenario in cui si sono giocate le partite, il campo da 18 buche denominato “Parkland” disegnato da un mostro sacro del golf come Gary Player, che ha ammaliato i giocatori potendo contare sulla suggestiva vista, contemporaneamente il castello di Donnafugata, il mar Mediterraneo e il fumante vulcano dell'Etna. La classifica vede al secondo posto netto con 41 punti la coppia Antonino Liuzzo e Annibale Bianco, al terzo posto netto con 40 punti la coppia Michele Cancelliere e Filippo Gentile. Al primo posto per la categoria dei giocatori possessori di Audi, con 38 punti la coppia Paolo Ayala e Alessandro Lazzaro. Nella sala Zibibbo del

Donnafugata Golf Resort si è svolta la cerimonia di premiazione alla presenza di Sergio Tumino, amministratore unico della ST Audi, concessionaria per Ragusa e Siracusa, di Biagio Catalano, Audi manager, e di Sebastiano Torrisi, golf manager del Donnafugata Resort. L'evento non si è limitato alle gare sul campo da golf ma si è trasformato in una vera e propria giornata green da passare all'aria aperta approfittando del caldo sole di Sicilia. Tantissimi gli ospiti invitati dalla ST Audi, clienti che hanno avuto la possibilità di avvicinarsi al mondo del golf provando tiri e tecniche assieme ai maestri del Donnafugata Resort. “C'è stato grande entusiasmo attorno a questo evento – ha detto Sergio Tumino durante la premiazione – con ospiti arrivati anche da lontano per partecipare alla gara in questo splendido scenario. Un'opportunità in più per far conoscere il territorio ibleo, un'occasione che abbiamo fortemente voluto come ST Audi proprio per creare una giornata conviviale e non solo sportiva. Sono appena rientrato da Berlino dove in casa Audi ci siamo confrontati sulle prospettive future. Entro il 2020 intendono investire più di 20 miliardi di euro in ricerca, tecnologia, innovazione con l'obiettivo di ridurre al massimo le emissioni in atmosfera. Per queste ragioni Audi sta già ora proponendo il metano e l'elettrico puntando su potenza, sicurezza, controllo e precisione, caratteristiche che ha in comune proprio con il gioco del golf”. Durante la giornata è stato possibile anche prender parte ad un test drive sulle auto Audi con la presentazione, in assoluta anteprima, della nuova “A3 Cabrio” protagonista assieme ad un'altra auto a metano, la “G Tron”. Soddisfatto per la perfetta riuscita dell'iniziativa anche Sebastiano Torrisi: “Il nostro resort ha un club nato da poco tempo e che conta già 42 associati. Stiamo pian piano crescendo così come la nostra struttura che ha avuto una stagione invernale ottima con turisti soprattutto arrivati dal Nord Europa. Prospettive positive alla luce dell'apertura dell'aeroporto di Comiso. Piacevole l'evento organizzato in sede locale dalla ST Audi di Sergio Tumino che assieme al suo ufficio markenting ha reso davvero fantastica questa giornata di gare dell'Audi Cup”.


Lab. 2.0: "Occorre valorizzare il nostro patrimonio culturale"

Lab. 2.0: "Occorre valorizzare il nostro patrimonio culturale"

Ieri si è istituita la Commissione cultura, beni culturali e turismo del Laboratorio 2.0. Dall'incontro sono emerse due strategie: recuperare il nostro patrimonio culturale, artistico e bibliografico ed individuare degli spazi che possano permanentemente esser dedicati all'arte, tutto ciò anche in funzione turistica. “E' questo il primo obiettivo che dobbiamo prefiggerci – ha dichiarato Giovanni Ottaviano – dare la giusta visibilità al nostro patrimonio, in questo modo riusciremo a rivitalizzare il nostro tessuto culturale”. Ieri è stata pure l'occasione per presentare delle proposte concrete, come la casa museo di Mariannina Coffa o il museo sensoriale ed interattivo, un progetto già esistente che porta la firma dall'architetto Paola Schininà.

Aldo Bertolone, componente del Direttivo del Laboratorio 2.0, ha voluto sottolineare l'importanza della sinergia che questa Commissione dovrà trovare con tutte le altre “vista la specificità della materia tratta da quest'organo, penso alla ricerca di finanziamenti e bandi, ma anche per tastare la fattibilità dei progetto, per esempio, a livello urbanistico".

"Inizialmente avevamo pensato a tre Commissioni distinte (turismo, cultura e beni culturali), poi ci siamo resi conto – ha dichiarato Sonia Migliore - dell'opportunità di considerarle come un unico organismo collegiale, nel quale, però, le peculiarità delle singole Commissioni non dovono disperdersi, ma anzi esaltarsi in un confronto quotidiano. Ecco che questa Commissione avrà tre presidenti o referenti d'area, e non uno solo".

"E' il modo migliore – precisa il presidente del Lab. 2.0, Claudio Castilletti – per creare un progetto culturale a medio e a lungo termine. Una visione prospettica che non potrà che avere tra le sue finalità, indirette, quella di rivitalizzare il centro storico. La ricchezza di questo Laboratorio, e di questa Commissione, è rappresentata dall'eterogeneità dei suoi componenti. Un vero e proprio valore aggiunto, che non abbiamo mai riscontrato nelle Amministrazioni comunali, vittime di una certa presunzione che non gli ha mai permesso di guardare al di là della propria cerchia".

Alla fine dell'incontro, come di consueto, sono stati eletti i presidenti. Giovanni Ottaviano sarà il referente per Arte e cultura. Paola Schininà per i Beni Culturali ed Antonio Recca per il Turismo. Recca salutando i convenuti ha esternato tutto il suo rammarico per un settore "totalmente abbandonato a se stesso, ci sono – ha proseguito – 400 mila euro vincolati per il turismo e di questi neanche un euro ad oggi è stato speso. Noi abbiamo le capacità, le competenze e la voglia per realizzare qualcosa di importante, anche e sopratutto bypassando questa Amministrazione, incapace di fare tesoro dei suggerimenti provenienti dall'esterno”.

I componenti della Commissione sono: Antonio Recca, Paola Schininà, Giovanni Ottaviano, Roberto Allegrezza, Francesco Minardi, Luca Causarano, Rossella Giannone, Mario Chiavola, Sissi Burtone, Maria Grazia Gionfriddo, Patrizia Distefano, Giorgio Di Giacomo, Rosanna Bocchieri, Isabella Papino, Giovanna Piraino, Chiara Gurrieri, Mirko Marsiglia, Leonardo Migliore, Francesco Minardi, Giovanni Occhipinti, Dario Pepe, Clara Calì, Giovanni Lissandrello, Francesco Cilia, Barbara Bonsignore, Franco D'Angelo, Marika Platania, Alessandra Di Natale, Valentina Frasca Caccia.


Al Castello di Donnafugata, anteprima nazionale della mostra “Kamimura Kazuo – Il mondo dell'Eros”

Al Castello di Donnafugata, anteprima nazionale della mostra “Kamimura Kazuo – Il mondo dell'Eros”

Il 17 e il 18 maggio, a partire dalle ore 10 e per tutto il giorno, il Castello di Donnafugata, in contemporanea con Arcadia Comics & Games, 1° Salone Internazionale del Fumetto, Giochi e Videogiochi della provincia di Ragusa, ospiterà un'importante mostra, in anteprima nazionale, dedicata al mangaka Kamimura Kazuo e avente per titolo “Il mondo dell'Eros”.

Nato nel marzo del '40, Kazuo è stato illustratore, designer e creatore di fumetti. Dal tratto semplice, ma elegante, abile nel saper giocare tra design pubblicitario e l'ammiccamento erotico, è stato un artista capace di influenzare gli interessi delle generazioni a cavallo degli anni '70, lasciando in eredità il suo inconfondibile carattere, evidentemente condizionato dall'era dell'imperatore Hiroito. Alcune delle sue opere sono state di ispirazione anche per maestri di altri ambiti dell'arte, come il cinema. Per fare un unico, ma significativo esempio: il regista Quentin Tarantino, nei due volumi del suo “Kill Bill” (anni 2003 e 2004), coglie a piene mani le atmosfere e le suggestioni create da Kazuo con i disegni di “Lady Snowblood” del 1971.
La mostra promette di raccontare, in particolare, la capacità di Kazuo di rapportarsi con il mondo dell'Eros nelle sue molteplici sfaccettature e saranno esposte illustrazioni a colori realizzate per le riviste “Young Comic” e “Pickup Magazine”, disegni e tavole in bianco e nero tratte dalle sue opere più conosciute come “Dōsei jidai”, “Aku no hana”, “Ōgongai”, “Inkaden”, e altre.
Senza voler svelare oltre, è da sottolineare che per i contenuti “piccanti” dell'esposizione, l'ingresso sarà consentito ai soli maggiorenni.
Curatore dell'anteprima è Paolo La Marca, docente di cultura giapponese presso il Polimoda di Firenze (l’Istituto Internazionale di design, moda e marketing) e presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue dell'Università di Catania con sede a Ragusa. Durante la sua carriera accademica si è occupato di letteratura giapponese moderna e contemporanea e una parte significativa della sua attività riguarda la storia del manga e i rapporti di interscambio tra il fumetto - più in generale della pop culture - e la letteratura giapponese contemporanea.
Collateralmente alla mostra, si terranno due conferenze, alle ore 17 ed alle ore 18 di sabato 17 maggio, presso le scuderie del Castello: la prima dal tema “Stampe erotiche shunga: tra umorismo, pornografia e sacralità” che sarà tenuta da Luca Capponcelli, ricercatore di Lingua e Letteratura giapponese presso la Struttura Didattica Speciale di Lingue a Ragusa; la seconda, invece, tenuta da Paolo La Marca, verterà su “I linguaggi del fumetto erotico e le influenza shunga”.

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Vindigni: "Non permetto che si faccia politica nel mio ufficio"

Vindigni: "Non permetto che si faccia politica nel mio ufficio"

Nel pezzo “La riforma della nomina degli scrutatori? Un’altra bufala a cinque stelle”, avevamo scritto che nessuna richiesta ufficiale era stata inviata dal Comune al Centro per l'impiego, abbiamo sbagliato, la richiesta c'è stata così come il Centro per l'impiego ha fornito l'elenco dettagliato dei disoccupati e degli inoccupati di Ragusa.

Dai 35 ai 50 anni sono 2034 i disoccupati e 1961 gli inoccupati, dai 18 ai 35 anni i disoccupati sono 2066, mentre gli inoccupati sono 3535, infine sono 1005 i disoccupati e 1022 gli inoccupati al di sopra dei 50 anni.

Quindi tutto a posto, gli scrutatori, quest'anno saranno dei disoccupati e così i Cinque stelle danno una mano a chi ha bisogno. No, non è vero, è stato solo uno spot elettorale, infatti il Comune ha deciso di fare ugualmente il sorteggio, fregandosene dello scrupoloso lavoro del Centro per l'impiego, che con enorme fatica si era premurato a stilare questi elenchi impegnando risorse umane ed economiche per far fronte alla richiesta comunale.

“Non permetto – ha dichiarato il direttore del Centro per l'impiego, Giovanni Vindigni – che si faccia politica nel mio ufficio”, Vindigni è abbastanza amareggiato, per non dire altro. Non si capacita del perché di una tale richiesta se poi il Comune decide di far altro, in effetti rimane un mistero. L'iniziativa, in linea di principio, ci confida Vindigni, è buona anche se la proceduta voluta dal Comune non è delle migliori, “sarebbe stato decisamente meglio – dichiara l'istruttore direttivo del Centro, Rosaria Scrofani - incrociare gli iscritti all'albo degli scrutatori con le liste dei disoccupati” e da lì scegliere gli scrutatori in base a criteri certi e trasparenti. Ma l'Amministrazione non ha chiesto consiglio né ha fatto propri i suggerimenti di chi tratta questa materia quotidianamente e quindi ecco servito l'ennesimo pasticcio pentastellato. Sicuramente l'Amministrazione giustificherà la sua retro marci riportando l'ultimo paragrafo della lettera inviata al sindaco dal Centro per l'impiego: “Si precisa che la presentazione della Dichiarazione di Immediata Disponibilità non dimostra l'effettivo status occupazionale, che invece necessita di una ulteriore ricerca mirata al singolo lavoratore”, in altri termini detto bisognava analizzare caso per caso, circa 50.000 abitanti, per conoscere l'effettiva situazione occupazionale. Ben altro risultato sarebbe stato raggiunto se si fosse seguito il consiglio del Centro per l'impiego. In fondo il sorteggio lo si è fatto attingendo dell'albo degli scrutatori, perché non si è deciso di verificare lo stato occupazione degli iscritti all'albo?


Carmelo Ialacqua: “Questo è fango che ritorna su tutti noi”

Carmelo Ialacqua: “Questo è fango che ritorna su tutti noi”

Non ci sono aggettivi per descrivere ciò che accade, ormai da tempo, in Comune sulla questione dei cosiddetti indigenti. Due giorni fa l'ennesimo capitolo, che potremmo riassumere con l'espressione disgustata e sconcertata del consigliere Ialacqua, che dopo aver assistito attonito all'ennesimo teatrino, tra maggioranza ed opposizione, dapprima scuote la testa ripetute volte e poi rivolto ai noi della stampa esclama: “Questo è fango che ritorna su tutti noi”.
La questione è tristemente nota, da 10 mesi questa Amministrazione non riesce a espletare il bando lavoro né a presentare il progetto esecutivo sui cantieri di servizio, nel frattempo continua a raccontare storie su storie a questa gente che è sempre di più esasperata e disperata. Premettiamo che i cantieri di servizio stentano a partire soprattutto a causa delle continue richieste della Regione, è però anche vero che questa Amministrazione, l'assessore Brafa e i suoi fedelissimi dirigenti, non sono riusciti a inviare a Palermo questo benedetto progetto esecutivo. Cosa vuol dire ciò? Una sola cosa, quando la Regione si deciderà ad erogare le somme promesse, Ragusa starà a guardare, aspettando il proprio turno, che verrà dopo tutti quei territori, che come dice l'assessore Martorana, hanno fatto per tempo i compiti a casa.
Ma come mai Ialacqua parla di fango? E noi continuiamo a parlare di teatrini e siparietti demoralizzanti? Perché tutta questa vicenda si è ridotta, si è ridicolizzata, ad una scaramuccia tra maggioranza ed opposizione. La Zaara Federico (M5S), non solo accusa il serafico Mario D'Asta di aizzare gli indigenti, non riuscendo a capire che è l'inconcludenza dell'Amministrazione a esacerbare gli animi di questa gente, ma non trova di meglio da fare che scagliarsi contro due ragazzi che chiedono solamente di poter lavorare.
Incapaci di dar risposte, incapaci di presentare un programma di interventi chiaro, certo ed indiscutibile, la Zaara Federico, supportata dai suoi compagni di viaggio, continua a recitare il solito copione: “Palermo, Palermo, Palermo, Palermo”, grida la Federico come se si trovasse alla Vucciria e non in un'Aula consiliare, scatenando la solita risposta teatrale di Lo Destro, anche lui grande animatore della farsa consiliare.
“Questa Amministrazione mente sapendo di mentire”, dichiara sconcertato Mario D'Asta, mentre Mario Chiavola non può che constatare che mai si era registrata una tale tensione sociale in Comune e prosegue: “Mi spiace che questa Amministrazione continua a prendersela con Crocetta, quando, invece, sorge sempre un nuovo problema non appena i cantieri stanno per partire”.
Non volendo santificare né giustificare Palermo e Crocetta sarebbe interessante scoprire come mai il Comune di Ragusa è eternamente in ritardo? Come mai i Cinque stelle non sono riusciti a pubblicare il bando lavoro né a presentare il progetto esecutivo per i cantieri di servizio? O anche questi ritardi sono colpa dell'onnipresente Crocetta?

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Alienazione immobili. La trappola di Tumino e Lo Destro

Alienazione immobili. La trappola di Tumino e Lo Destro

“Affinché il male assoluto trionfi occorre che gli uomini di buona volontà non facciano nulla”, così Maurizio Tumino del Pdl insieme all'amico, compagno ed alleato, Giuseppe Lo Destro, incalza e chiude in un angolo l'Amministrazione, che Lo Destro definisce "impreparata e farneticante".
Il contendere, questa volta, riguarda l'alienazione dei beni comunali. Il Comune, seguendo una triste prassi nazional popolare, per far cassa, ha deciso di vendere un po' dei suoi immobili, pare siano 51. Certo è il modo più facile per fare soldi, ma è anche l'ultima spiaggia per un Governo che non sa che pesci pigliare. Ma questa è una scelta politica e la lasciamo agli amministratori.
Il problema è un altro. In Consiglio Tumino e Lo Destro sollevano un problema per nulla capzioso ossia visto che l'Amministrazione ha deciso di vendere i suoi immobili, sarebbe interessante, il senso dell'intervento è questo, venire a conoscenza di tutti gli immobili posseduti dal Comune, così da poter presentare degli emendamenti in Aula, magari per sollecitare la vendita di un immobile piuttosto che un altro, insomma al fine di ragionare una scelta così importante che, come sempre, riguarda l'intera collettività e non una parte politica, in una parola: condivisione.
Questa stessa richiesta presentata in Consiglio, fu a suo tempo, avanzata in Commissione, ma lì i Cinque stelle fecero orecchio da mercante.
In Consiglio, però, la maggioranza, eccitata dalla presenza delle telecamere, ed incalzata ad arte da Lo Destro, si unisce in un unico coro, sul quale naturalmente si erge la voce da soprano di Zaara Federico, che esclama: “l'elenco è on line”, “studiate, informatevi”, era quello che voleva Lo Destro, che a sorpresa esce l'elenco degli immobili e dice: “E' questo?”, sventolandolo sotto il naso dei Cinque stelle. Questi rimangono attoniti, sbalorditi. “Bene – prosegue Lo Destro – adesso mostratemi la determina che legittima l'elenco, che ne dà ufficialità, altrimenti questa è carta straccia”. La determina non esiste e la veemenza della maggioranza si esaurisce in un silenzio imbarazzante.
I consiglieri Tumino e Lo Destro perciò proseguono e sollevano un caso unico, per ora, ma emblematico, su un immobile, di qualche centinaio di metri quadri, non di pregio e non inserito nell'elenco dei beni da alienare, nonostante ci sia un cittadino interessato all'acquisto, al quale il Comune aveva già dato la sua disponibilità. Martorana, dopo essersi informato, spiega che quel bene non può esser venduto perché verde pubblico. Tumino rimane apparentemente afasico, è con le spalle al muro? No, aspetta l'intervento del dirigente del settore, che smentisce l'assessore e precisa: “L'unico impedimento sarebbe rappresentato dal rispetto degli standard stabiliti per il verde pubblico”, cioè quel bene non può esser venduto se la sua alienazione intaccherebbe la proporzione, stabilita nel Prg di Ragusa ibla, tra costruito e verde pubblico. Vista, però, l'esigua estensione dell'immobile, lo standard rimarrebbe intonso e perciò molto probabilmente verrà venduto.
“Questa Amministrazione brancola nel buio – chiosa Tumino – ed è capace di produrre solo atti vuoti”.


Quante lacune nella rivoluzione turistica targata 5 stelle

Quante lacune nella rivoluzione turistica targata 5 stelle

Oggi in Comune si è parlato di turismo e di come questa Amministrazione vuole rivoluzionare il settore. L'ampliamento dell'offerta turistica, una maggiore visibilità, nazionale ed internazionale, e l'implementazione dei servizi sono i tre obiettivi che il sindaco Piccitto vuole raggiungere.

“La gestione attuale del nostro patrimonio – ha dichiarato l'assessore Martorana – è stata approssimata, amatoriale oltreché inutilmente dispendiosa. Il nostro progetto mira innanzitutto ad una razionalizzazione ed a una professionalizzazione della gestione dei nostri beni”, coinvolgendo associazioni ed imprese proprie del settore. Ad oggi, infatti, ha spiegato l'assessore, i vari monumenti sono stati gestiti dai dipendenti comunali, che rispettando gli orari d'ufficio hanno immancabilmente determinato un disservizio per i turisti. “Per questo si è pensato ad un bando, di tre anni”, da pubblicare in un prossimo e non precisato futuro, “che unificherà la gestione di palazzo Zacco, palazzo Cosentini, castello di Donnafugata e san Vincenzo Ferreri”. L'idea è semplice, un biglietto unico che permette l'ingresso nei 4 monumenti, che rimarranno aperti tutti i giorni dalle 9 del mattino alle 20. Il bando comprende anche la pubblicizzazione dei monumenti, l'organizzazione di eventi e l'assunzione di personale che parli almeno due lingue. Di sicuro un bel passo avanti. Come l'ampliamento del protocollo tra la Diocesi e il Comune, con altre 11 chiese aperte ai turisti.

Certo non è chiaro chi dovrà materialmente aprire queste chiese e chi dovrà pagare questo personale e quanto, come non è dato conoscere il costo del portale turistico, che il Comune vuole realizzare o quanti soldi sono stati stanziati per l'operazione di marketing pensata dall'ufficio turistico, come, d'altra parte, è stata solo accennata l'idea della riorganizzazione del servizio taxi a Ragusa, l'unica cosa che l'assessore ha detto è che prima o poi verrà istituito un numero unico, grazie al quale i turisti, a qualunque ora del giorno e della notte, forse, potranno chiamare un tassi.
Le idee come sempre sono ottime, staremo a vedere se riusciranno a realizzarle in tempi accettabili e con quale copertura finanziaria tutto ciò diverrà realtà. Di sicuro questo progetto è interessante, qualora venisse realizzato, magari prima di agosto.