Ragusa. Il Far west chiamato Mariannina Coffa

Ragusa. Il Far west chiamato Mariannina Coffa
Qualche tempo fa vi avevamo parlato di come il divieto di transito in via Mariannina Coffa a Ragusa, veniva sistematicamente eluso da qualche furbetto che per risparmiare tempo o la utilizzava come parcheggio o come bretella per passare da via Sant'Anna al Corso Vittorio Veneto o da questa a quella ossia non solo ignorando il divieto ma percorrendo la stradina in controsenso.
In quell'occasione avevamo proposto due soluzioni. Esortammo i vigili ad intensificare i controlli mentre auspicavamo l'istallazione di alcune telecamere ai due ingressi della via, così come il Comune ha fattto per la zona pedonale a Ragusa Ibla. Abbiamo saputo che i vigili, forse dopo il nostro articolo, hanno effettivamente intensificato i controlli, ma a quanto ci risulta la loro opera è risultata vana, in fondo non si può presidiare quella zona 24 ore su 24, condizione che in un modo o nell'altro autorizza questi furbetti del volante ad ignorare i divieti.
A dir il vero oggi il numero di macchine che attraversa via Mariannina Coffa è diminuito, ma non pensate per un improvviso ed inaspettato rinsavimento dei nostri concittadini, che un bel giorno hanno scoperto l'utilità di rispettare le regole, infatti questo cambio repentino di abitudine è stato determinato dalla bella stagione e dal fatto che due esercizi commerciali hanno messo in strada i loro tavolini, naturalmente le moto continuano a passare, è il flusso di auto che è calato, non sono tanti infatti gli automobilisti che si avventurano in questa gincana con il rischio di rigare le loro belle auto nuove. Che dire, ci sembra inopportuno sperare in un ravvedimento dei concittadini, magari è meno fantasioso auspicare un intervento diretto dell'Amministrazione.
Dog Professional. Una mattanza costataci quasi un milione di euro

Dog Professional. Una mattanza costataci quasi un milione di euro
Più di una volta la cronaca locale si è interessata alla vicenda del rifugio sanitario del Comune di Ragusa e della sua gestione. Da qualche tempo a questa parte pure la Guardia di finanza si sta interessando alla vicenda visionando tutte i documenti relativi al canile municipale. Non tutti sanno che il Comune, da parecchi anni, si avvale anche della collaborazione di una ditta privata per il recupero, la cura, l'affido e la reimmissione in libertà dei cani. La ditta è la Dog Professional.
Spulciando tra le pagine del sito web del Comune scopriamo, nella sezione movimenti del canile, dei dati estremamente interessanti, divisi anno per anno, sul numero dei ricoveri, delle adozioni, dei decessi, delle sterilizzazioni e delle reimmissioni avvenute tra il 2005 ed il 2009 in questa struttura privata, peccato che le pubblicazioni si fermano a questi 5 anni fa, sarebbe interessante sapere se il trend è lo stesso negli anni successivi o è peggiorato o se è migliorato.
Il dato sconcertante è il tasso di mortalità.
Nel 2005 la percentuale di decessi è pari al 74%.
Nel 2006 la percentuale di decessi è pari al 98%.
Nel 2007 la percentuale di decessi è pari al 77%.
Nel 2008 la percentuale di decessi è pari al 51%.
Nel 2009 la percentuale di decessi è pari al 48%.
Non crediamo di esagerare se definiamo questi dati una vera mattanza, che noi contribuenti abbiamo pagato a carissimo prezzo, infatti, nello stesso periodo di riferimento, le casse Comunali hanno versato alla Dog preofessional più di 800 mila euro.
Conosciamo la sensibilità dell'assessore Stefania Campo nei confronti dei nostri amici a quattro zampe, per questo le chiediamo di rendere pubblici i dati dal 2009 al 2013, solo per fare chiarezza, per sapere dove finiscono i nostri soldi. In seconda battuta la esortiamo a individuare le cause che hanno determinato tutti questi decessi. Scoperte le cause si potrebbe pure pensare di estromettere, per il futuro, la Dog Preofessional dalle gare per il servizio in questione, qualora si dovesse scoprire un suo qualche coinvolgimento diretto. Naturalmente, e siamo convinti di ciò, siamo certi che la motivazione è un'altra, magari il caso ha voluto che gli animali ricoverati erano troppo malandati o troppo avanti negli anni, fattori che spiegherebbero una tale moria.
Vittoria. La Guardia di Finanza scopre in una casa reperti per un valore inestimabile

Vittoria. La Guardia di Finanza scopre in una casa reperti per un valore inestimabile
La Guardia di Finanza insieme agli uomini della Sovrintendenza hanno scoperto a Vittoria una casa museo illegale. I militari delle fiamme gialle hanno sequestrato più di mille reperti il cui valore è praticamente inestimabile. Reperti archeologici, d'arte, di monete di età compresa tra il IV secolo A.C. ed il periodo medievale, ma anche d'età napoleonica e borbonica, vasellame, documenti e gioielli antichi, oggetti dal valore storico-artistico, ed etno-antropologico. I militari hanno trovato pure un'ascia dell'VIII secolo A.C. ed ancora oggetti d’arte sacra, edicole votive con dipinti di pregio di Santi provenienti da chiese, pissidi e punzoni.
Il tutto era gelosamente custodito in una casa privata sorvegliata 24 ore su 24 da un pastore tedesco e da allarmi elettronici, una casa quasi inespugnabile a tal punto che ha dato il nome all'operazione: "Fort Knox". Il proprietà di tutto ciò era un facoltoso vittoriese di 53 anni, sposato e senza figli.
L'uomo adesso è stato denunciato per la violazione del codice unico in materia di beni culturali, ma le indagini non finiscono, come ha dichiarato il comandante della Guardia di Finanza Alessandro Cavalli, infatti, adesso, bisognerà scoprire da dove vengono tutti questi reperti.
Ance. In arrivo 25 miliardi per le imprese siciliane

Ance. In arrivo 25 miliardi per le imprese siciliane
Per i prossimi sette anni anche le imprese siciliane potranno concorrere direttamente a Bruxelles, senza passare dalla programmazione regionale, alla conquista di una cospicua quota, pari a circa 25 miliardi di euro (come dire un’intera Finanziaria regionale), della dotazione di circa 80 miliardi di euro offerti dall’Unione europea nell’ambito dei programmi a gestione diretta “Horizon 2020” e “Life Plus”, che finanziano quasi interamente, a imprese singole (o a consorzi e reti di imprese, università e Comuni), progetti di ricerca e innovazione, creazione e commercializzazione di nuovi prodotti e servizi nei campi dell’agricoltura, del manifatturiero, dell’ambiente e dell’energia “verde”, delle infrastrutture, della mobilità sostenibile, dei beni culturali, della salute e del sociale.
Ance Sicilia e l’Ufficio Ance di Bruxelles - con il patrocinio del Ministero dello Sviluppo economico e del dipartimento Affari extraregionali della Presidenza della Regione, con il contributo di UniCredit e Soatech e in collaborazione con gli Ordini provinciali degli Architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori, dei Dottori commercialisti e degli esperti contabili e dei Consulenti del lavoro di Palermo - organizzano un Corso gratuito di Europrogettazione per preparare i professionisti e i tecnici della Pubblica amministrazione siciliani alla redazione dei progetti. Infatti, la sfida per imprese, enti e consorzi è quella di avere la capacità di “andare a prendere” questi soldi, presentando progetti corretti e coerenti con le misure messe a bando.
Saranno 150 (a fronte di ben 550 richieste di iscrizione) i professionisti e i tecnici che domani e venerdì, 22 e 23 maggio, a Palermo, a partire dalle ore 9, presso la sede di Ance Sicilia, in via Volta, 44, si confronteranno con Giulio Guarracino, dirigente dell’Ufficio relazioni internazionali dell’Ance a Roma e a Bruxelles, specializzato anche in “energia verde”; Giuseppe Pace, ricercatore del Cnr e del Dipartimento di Mobilità sostenibile dell’Università di Gent (Belgio); Ernesto Marcheggiani, docente di Scienze agrarie e ambientali presso l’Università KU Leuven (Belgio); Gianluca Coppola della Eurocrea Merchant, esperto in ideazione e gestione di progetti transnazionali finanziati dall’Ue e di finanza agevolata e non, e specializzato anche in programmi di mobilità nel settore dell’istruzione superiore; Federico Lasco, dirigente della direzione generale per la Politica regionale unitaria comunitaria presso il dipartimento per lo Sviluppo e la coesione economica del Ministero dello Sviluppo economico; Gregorio Squadrito, responsabile commerciale Corporate di UniCredit; Maria Cristina Stimolo, dirigente generale del dipartimento Affari extraregionali della Regione siciliana.
In apertura ci saranno gli interventi di Salvo Ferlito, presidente di Ance Sicilia, e di Alfonso Porrello, presidente dell’Ordine degli Architetti di Palermo.
Al termine di ogni giornata, esperti e professionisti avranno incontri bilaterali per la messa a punto di ipotesi progettuali per aziende ed enti siciliani dei vari settori.
Furti di rame. Il Laboratorio 2.0, insieme agli allevatori, ha incontrato il prefetto Vardè

Furti di rame. Il Laboratorio 2.0, insieme agli allevatori, ha incontrato il prefetto Vardè
Questa mattina una delegazione di allevatori iblei insieme al consigliere comunale Sonia Migliore ed al Laboratorio politico culturale 2.0 è stata ricevuta dal prefetto di Ragusa, Annunziato Vardè, per discutere e trovare delle soluzioni al fenomeno dei furti di rame nelle nostre campagne.
L'incontro con Sua Eccellenza Vardè è stata l'occasione per gli allevatori di presentare una situazione drammatica, aggravata dai ritardi per la ri-attivazione delle linee elettriche e dai costi aggiuntivi, che le vittime dei furti, sono costretti a sostenere. Il Laboratorio 2.0, dal canto suo, oltre a farsi portavoce del disagio degli allevatori, ha presentato al prefetto una serie di proposte, che, nel breve periodo, allevierebbero le sofferenze del settore e, nel medio e lungo periodo, potrebbero servire a contrastare più efficacemente questi atti criminosi.
“Il disagio – dichiara Sonia Migliore – di questi lavoratori è enorme. Le loro aziende vivono di energia elettrica e per questo proponiamo l'istituzione di un protocollo d'intesa con l'Enel, affinché il ripristino avvenga in tempi rapidi, non sono rari i casi, infatti, in cui la sostituzione dei cavi avviene anche dopo due o tre mesi, periodo durante il quale queste aziende sono costrette ad affrontare costi aggiuntivi non indifferenti. Proponiamo inoltre – conclude la Migliore – anche un accordo, questa volta, con il Comune di Ragusa, affinché istituisca un capitolo dedicato al risarcimento dei danni economici subiti dagli allevatori. Su questo presenterò un ordine del giorno, forte anche del sostegno e della sensibilità mostrata dal prefetto. Quando ero assessore istituì un capitolo ad hoc per i rimborsi, quindi confido in un impegno immediato dell'Amministrazione”.
“La situazione è drammatica – dichiara Giovanni Occhipinti, un allevatore – L'energia elettrica è essenziale per la nostra attività. La mungitura e la caseificazione avvengono tramite l'energia elettrica. Quando subiamo questi furti siamo costretti a lavorare con i generatori elettrici, questo se da un lato comporta un aggravio dei costi, si parla di 100 euro al giorno per l'acquisto del gasolio, dall'altro lato parliamo di una manutenzione continua di questi motori, che lavorano 10, 12 ore al giorno. Senza contare gli sbalzi di tensione, non più controllabili, che danneggiano le schede madri delle apparecchiature per la mungitura, con tutto ciò che ne consegue. La mia esperienza è l'esperienza di tutti – conclude Occhipinti –. Io sono rimasto 62 giorni senza corrente elettrica, oggi non si può vivere senza elettricità. Addirittura, in alcune zone vicino la mia proprietà, sono trascorsi 6 mesi prima che la linea venisse ripristinata. Bisogna trovare una soluzione affinché il ripristino delle linee elettriche sia estremamente più rapido”.
“Per il medio e lungo periodo – aggiunge il presidente del Laboratorio, Claudio Castilletti – si potrebbe stilare un progetto per il Pon sicurezza, al fine di incrementare la video sorveglianza nelle zone sensibili, strumento indispensabile, a nostro modo di vedere, per coadiuvare il già preziosissimo lavoro delle forze dell'ordine”.
“Il fenomeno dei furti di rame – prosegue il vice presidente del Lab. 2.0, Livio Tumino – non può che aggravare la crisi strutturale del comparto agricolo e zootecnico, già fortemente provato da tutta una serie di fattori, quali: il prezzo del latte, sempre meno remunerativo, le carenze infrastrutturali, le difficoltà di accesso al credito e gli alti costi di produzione, tra i quali va annoverata anche l'energia elettrica. Ad esser minacciata è l'esistenza stessa di queste aziende e quindi della nostra stessa economia”.
Il prefetto Vardè dopo aver ascoltato attentamente i racconti degli allevatori, si pure interessato alle proposte presentate dal Laboratorio 2.0, specie per quanto riguarda il coinvolgimento del Comune e così ha dichiarato: “Sono consapevole dell'entità del fenomeno, che coinvolge l'intera penisola. Il Ministero degli Interni così come l'Enel sono direttamente impegnati nel contrastare questo fenomeno. L'attenzione, vi posso garantire, è alta, anche se devo ammettere che le peculiarità di questo tipo di crimine rendono particolarmente difficoltoso il nostro lavoro. Premesso questo – ha concluso - vi garantisco che la prossima settimana convocherò un incontro sulla sicurezza pubblica ed inviterò l'Enel, la Telecom, il Comune e le forze dell'ordine, durante il quale oltre a presentare le vostre proposte, specie per quanto riguarda il rimborso economico, proporrò un sistema di allarme automatico”, così da rendere più celere la segnalazione del furto.
Acate. Maltratta e violenta la moglie: arrestato

Acate. Maltratta e violenta la moglie: arrestato
Nella giornata di ieri i Carabinieri della Stazione di Acate hanno dato esecuzione all’ordinanza di applicazione della custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari di Ragusa Dott. Claudio Maggioni concordante con la richiesta effettuata dal Pubblico Ministero Dott. Gaetano Scollo sulla base delle risultanze investigative acquisite dai militari della citata Stazione a carico di un 51enne acatese bracciante agricolo, con precedenti di polizia, ritenuto responsabile dei reati di maltrattamenti in famiglia, lesioni personali, violenza sessuale, violenza privata, atti persecutori, danneggiamento continuati e pluriaggravati commessi nei confronti della moglie convivente, una casalinga di 52 anni, madre delle sue due figlie, di cui una minorenne.
Nello specifico i Carabinieri della Stazione di Acate accertavano che l’arrestato agendo in stato d’ira, dovuto all’abuso di bevande alcoliche, anche in presenza della figlia 14enne, con cadenza giornaliera, metteva in atto una serie di condotte vessatorie caratterizzate da violenze psicologiche, fisiche e verbali, sputandole addosso, ingiuriandola e minacciandola ripetutamente di morte, utilizzando vari corpi contundenti ed armi improprie quali bastoni, spranghe di ferro e coltelli, nonché lanciando secchi e sedie e rompendo tutti gli oggetti che gli passavano per le mani, accusandola di essere la principale responsabile dei loro problemi economici, lasciandola spesso fuori di casa impedendole di rientrare, profferendo al suo indirizzo, espressioni ingiuriose, nonché cagionandole lesioni personali anche non refertate, rendendole la vita impossibile e facendola vivere in persistente clima di sudditanza psicologica, di terrore e di paura; in particolare
a) nel mese di dicembre 2011, la schiaffeggiava e la spintonava violentemente così da farle urtare il viso contro un armadio, procurandole un evidente ecchimosi all’occhio destro;
b) nel 2012, in una circostanza, prendeva una tavola di legno e la colpiva al polpaccio della gamba sinistra, procurandole un ematoma;
c) sempre nel 2012, le impediva di entrare nella casa coniugale e le lanciava contro dei vasi dal balcone;
d) nel gennaio 2013, in svariate occasioni, la percuoteva con schiaffi, pugni e calci, ponendo fine alle diverse aggressioni solo a seguito dell’intervento delle figlie;
e) nel corso dell’estate del 2013, colpiva la moglie con una spranga di ferro, nonché distruggeva il campanello di casa;
f) nel febbraio 2014, prendeva un martello e la inseguiva sino a costringerla ad uscire di casa, mentre la mattina seguente la minacciava con un bastone, senza riuscire a colpirla grazie all’intervento della figlia;
g) la notte tra il 16 e il 17 aprile 2014, agendo sempre in stato di ubriachezza, nel tentativo di avere un rapporto sessuale in macchina con la moglie, a seguito del rifiuto opposto da quest’ultima, staccava lo specchietto retrovisore dell’autovettura e lo sbatteva contro il viso della donna, procurandole “un trauma nasale con ferita lacero contusa”, giudicato guaribile dai sanitari del Pronto Soccorso di Vittoria in giorni 10;
h) in più occasioni costringeva con la forza, insulti e minacce, costringeva la moglie ad avere rapporti sessuali completi con lui, nonostante l’opposizione della vittima.
La moglie, dopo la separazione di fatto avvenuta a seguito dei fatti narrati, era stata costretta a rifugiarsi presso l’abitazione della cognata al fine di sottrarsi alle condotte intimidatorie e violente perpetrate ai suoi danni, mediante minacce, molestie e telefonate ossessive, mandandole altresì sms, in qualsiasi ora del giorno e della notte, augurandole di morire di fame, intimorendola affermando che quello che le aveva fatto non era nulla rispetto a quello che avrebbe potuto farle, nonché recandosi presso l’abitazione dove dimorava la donna, minacciandola, dicendole che avrebbe fatto una strage uccidendo tutte le persone che la stavano aiutando, che non doveva rientrare a casa perché avrebbe bruciato la stessa abitazione, cagionando alla persona offesa un perdurante e grave stato di ansia e di paura e ingenerando in tal modo un fondato timore per la sua incolumità o di un prossimo congiunto, costringendola ad alterare le sue abitudini di vita, a causa della paura costante di incontrarlo e del pericolo concreto di lesioni ai suoi danni.
Nel corso della perquisizione domiciliare presso l’abitazione dell’uomo, i Carabinieri della Stazione di Acate hanno rinvenuto una balestra con i rispettivi dardi, nonché una carabina ad aria compressa, che valutata la pericolosità dell’arrestato, è stata sottoposta a sequestro preventivo.
Al termine delle formalità di rito, l’arrestato è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’Autorità Giudiziaria Iblea. Si tratta del secondo arresto per maltrattamenti contro familiari o conviventi effettuato dai Carabinieri della Compagnia di Vittoria nell’anno 2014, dopo gli oltre 20 casi trattati e risolti nel corso del 2013.
Il sen. Mauro e la schizofrenia della Floreno

Il sen. Mauro e la schizofrenia della Floreno
L'intervento del senatore Giovanni Mauro, nel Consiglio aperto, svoltosi ieri a Palazzo dell'Aquila, se per certi versi ha ricalcato e sposato in pieno la tesi esposta dal presidente del Consorzio universitario, Gianni Battaglia, per altri è stato durissimo contro la scelta del commissario Floreno di recedere dal Consorzio universitario. In chiusura del suo intervento il senatore Mauro ha garantito il suo massimo impegno per portare in Parlamento la questione dell'università iblea.
“Non c'è consapevolezza – ha dichiarato – della gravità del problema che stiamo affrontando. Non è vero che vi è coscienza del ruolo che università ricopre, non si è capito ancora cosa in effetti questa delibera causerà per il tessuto politico e sociale nel territorio ragusano. Se non fosse così – continua – vedrei ben altra attenzione a questa situazione”.
Non è chiaro con chi ce l'abbia, anche se possiamo ipotizzare che la sua critica sia rivolta agli onorevoli iblei che siedono all'Ars, in fondo, ma ci sbaglieremo, fatta eccezione per un duro comunicato nei confronti della Floreno nessuna barricata è stata alzata in Regione in difesa della nostra università.
“Sull'intera faccenda – continua il senatore - si fa troppa retorica. Qui ci troviamo dinnanzi ad un commissario che vìola la legge e che volutamente non interpreta la volontà della Regione. Il commissario così come viene nominato può essere e deve essere revocato. Se dipendesse da me, non indugerei oltre. Questo commissario è una figura ridicola. La commissaria Floreno sembra presa da una crisi schizofrenica, mentre vuole recedere dal Consorzio universitario al contempo ne vuole modificare lo statuto. Si metta d'accordo con se stessa. Il presidente Battaglia ha perfettamente ragione quando dice che il Comune di Ragusa è la parte lesa, il primo cittadino deve opporsi con tutte le armi a sua disposizione a questa scelta scellerata”.
Anche il senatore Mauro è convinto della necessità di dover cambiare lo statuto del Consorzio in favore dell'ingresso di nuovi soci, privati. “La Banca agricola popolare di Ragusa da sempre ha mostrato interesse ad organizzare e gestire un master economico finanziario. Il settore lapideo dell'ipparino, per esempio, ha fortissimi rapporti commerciali con il mondo arabo questa è un'opportunità che l'università di Ragusa dovrebbe sfruttare con il suo corso di lingue. Bisogna creare dei circuiti in tal senso. Bisogna donare all'università una prospettiva manageriale”.
In chiusura del suo intervento il sen. Mauro pungola il sindaco Piccitto con una domanda semplice e diretta: "Il sindaco cosa vuole fare?"
Tutti contro la Floreno. L'atto è illegittimo, a spiegarne le motivazioni il sen. Battaglia

Tutti contro la Floreno. L'atto è illegittimo, a spiegarne le motivazioni il sen. Battaglia
E' questo il senso che accomuna tutti gli interventi. Non è un processo pubblico, ma poco ci manca. L'atto di revoca dal Consorzio universitario firmato dal commissario carmela Floreno va impugnato e revocato perché illegittimo e contra legem, a spiegarne i motivi il presidente del Consorzio universitario, senatore Gianni Battaglia.
“Chi separa – dichiara il senatore Battaglia – la questione del Consorzio, dall'Università iblea e dalla situazione dei lavoratori o lo fa perché non conosce i fatti o lo fa in mala fede. Le tre tematiche sono intimamente connesse. Tutelarne una, significa tutelarle tutte”.
L'intervento del senatore Battaglia non lascia adito ad interpretazioni, l'atto deliberativo della commissaria Floreno va contestato ed impugnato, da tutti e sopratutto dal Comune di Ragusa, che è la parte lesa. La tesi del senatore è lineare, innanzitutto, il commissario dovrebbe occuparsi dell'ordinaria amministrazione e la recessione dal Consorzio esula dai suoi compiti, inoltre il suo atto è aggravato dal fatto che la Provincia è inadempiente nel confronti del Consorzio. Sono tre le argomentazioni che Battaglia porta a corroboramento della sua tesi: “la Provincia è socio fondatore e questo status non le permette di rescindere dal consorzio tramite un atto unilaterale come la pubblicazione della suddetta delibera. Andrebbe modificato lo statuto e per far ciò la Provincia, prima, deve saldare il suo debito e poi concordare il nuovo statuto con il Comunedi Ragusa". La seconda motivazione è prettamente giuridica. Il VI comma dell'art 1 della Legge 8, ossia la norma che istituisce i Liberi consorzi di comuni, stabilisce che l'ex Province sono tenute, visto la fase di transitorietà, a mantenere i rapporti giuridici preesistenti, fino a quando una nuova norma non completi la legge 8, definendo i ruoli e le effettive competenze dei liberi consorzi. A supporto di questo punto Battaglia ricorda la motivazione addotta dal commissario della Provincia di Trapani, Antonio Ingroia, quando ha revocato in autotutela l'atto deliberativo del suo predecessore, che sanciva l'uscita dal Consorzio universitario della Provincia di Trapani. atto che Ingroia ha emanato all'indomani della pubblicazione della Legge 8. Il terzo ed ultimo motivo è rappresentato dalla mancanza di reali motivazioni espresse nella delibera, condizione essenziale, ricorda il senatore, per la recessione dal Consorzio universitario. Infatti “le motivazioni – dichiara Battaglia - addotte nella delibera sono deboli ed inconsistenti”.
In chiusura del suo intervento il senatore Battaglia sciorina qualche dato sull'università iblea. “Dal 2010, proprio con la presidenza del sen. Giovanni Mauro – dichiara Battaglia – è iniziata una razionalizzazione della spesa. Negli ultimi 4 anni le unità lavorative sono passate da 57 a 29. Vent'anni fa il consorzio pagava 150 mila euro di affitti, che oggi sono azzerati. Le spese degli organi di governo sono state ridotte di oltre il 70%, mentre il costo per il funzionamento complessivo, solo nell'anno scorso, è stato ridotto del 42%. Un dato in controtendenza se lo paragoniamo a quello delle partecipate in tutta Italia, che invece è aumentato di oltre un miliardo di euro".
Questi i dati dell'Università iblea, queste le motivazioni per cui la delibera della Floreno è stata considerata dal presidente Battaglia, ma non solo, un atto contra legem.
Il Castello di Donnafugata rimane chiuso fino a venerdì per le riprese cinematografiche

Il Castello di Donnafugata rimane chiuso fino a venerdì per le riprese cinematografiche
Sono iniziate stamani al Castello di Donnafugata le riprese cinematografiche del film "Il racconto dei racconti" per la regia di Matteo Garrone.
Per tale motivo l'Amministrazione Comunale ha disposto la chiusura al pubblico dell'antico maniero di proprietà comunale dal 19 al 23 maggio prossimi.
Si comunica altresì che il Castello di Donnafugata per la giornata festiva di lunedì 2 giugno rimarrà aperto al pubblico dalle ore 9 alle ore 13 e dalle 14,30 alle 17,30.
Notte dei Musei. Sandro Bracchitta e la sua "Casa rossa in volo"

Notte dei Musei. Sandro Bracchitta e la sua "Casa rossa in volo"
Croazia – L’arte di Sandro Bracchitta dalla Sicilia in Croazia per la “Giornata Internazionale dei Musei”. Il Centro di Cultura di Vela Luka ha accolto, in occasione della ricorrenza che ogni anno a maggio festeggia l’arte e la cultura all’interno dei musei, le opere dell'illustre artista siciliano originario di Ragusa. Una ricca selezione di grandi incisioni di Sandro Bracchitta sono state esposte all’interno di una location d’eccezione del panorama culturale croato. La mostra, inaugurata il 16 maggio, è stata realizzata in collaborazione con la Galleria Visconti Fine Art di Lubiana. L’evento ha ripercorso il lavoro dell’artista attraverso opere realizzate dal 2000 al 2009, oltre a numerosi pastelli su carta. Alla presenza del sindaco, del direttore del museo e delle autorità cittadine, la serata inaugurale è stata presentata dal curatore della mostra, Lazar Vujic, direttore della Visconti Fine Art di Lubiana, che ha letto per l’occasione un testo scritto dal critico d’arte sloveno Brane Kovic. Le opere di Sandro Bracchitta hanno suscitato un grande interesse tra i presenti, affascinati dal modo in cui semplici linee sono capaci di creare suggestioni ed emozioni, giocando sulla profondità degli spazi e dei segni, che stratificandosi su più livelli visivi, ricompongono le metafore e i paesaggi visionari delle tecnicamente accurate incisioni del maestro siciliano. Un’arte capace di emozionare, come sottolineato durante la presentazione, cui ha preso parte “virtualmente” l’artista attraverso un messaggio inviato dalla Sicilia tramite internet e diffuso durante l’evento. La Galleria d’arte moderna e contemporanea del Centro di Cultura di Vela Luka, nella bellissima isola croata di Curzola, espone nella sua collezione molte opere d'arte di rinomati artisti locali e stranieri come John Kozaric, Dalibor Martinis, Henry Moore, Tadeusz Kantor, Tomislav Gotovac e molti altri.






