Miliardi di miliardi

Dei miliardi tanto sbandierati dal Recovery Plan ancora non c’è nemmeno l’odore ma il dibattito su come spenderli è invece molto acceso con tanto fumo e niente arrosto. Ogni parte politica dice la sua e siamo sicuri che alla fine, come sempre accade in Sicilia, resterà, oltre al fumo, solo la puzza e la figura di m… che si farà. Personalmente preferirei avere tanti interventi mirati che possano rendere la Sicilia vivibile ma soprattutto percorribile, in lungo ed in largo, con l’auto e con il treno. Del “Ponte sullo Stretto” ne fare volentieri a meno perchè nella mia lunga carriera giornalistica ho visto pochissime opere progettarsi e realizzarsi in tempi normali. Sto aspettando da decenni un pezzetto di autostrada in provincia di Ragusa. Immagino lo spreco e le magagne che ci sarebbero dietro a questa mega opera. Ma ci sono tanti interventi in merito soprattutto delle opposizioni . Iniziamo dalla Lega con l’on Minardo che dichiara: La Sicilia a bocca asciutta ed in particolare il sudest dell’isola completamente dimenticato. I siciliani non potevano aspettarsi regalo migliore per il Natale dal Governo Nazionale. Il Recovery Plan rappresentava quel futuro per la nostra Sicilia e per le aree interne che andava oltre il “tunnel” della pandemia da Coronavirus. Ed invece no, manca il ponte sullo Stretto di Messina peraltro tante volte citato da questo stesso Governo che aveva anche avanzato l’idea del tunnel sottomarino ma soprattutto mancano i progetti per lo sviluppo dei territori e di quelle realtà siciliane rimaste più indietro che, soprattutto in questo momento di emergenza sanitaria, non riescono a risollevarsi. Com’è possibile che nel Recovery Plan non ci sono progetti importanti per la Sicilia? E il gruppo Fratelli d’Italia all’Ars ribadisce: Cancelleri annuncia che hanno cassato le opere senza progetti esecutivi già pronti  perché lo chiede l’Unione europea. Ma di progetti esecutivi in Sicilia abbiamo solo quello del ponte sullo Stretto, ma invece di intervenire con una variante progettuale per adeguarlo alle nuove tecniche, che fanno a Roma? Lo cassano, e il viceministro ha anche l’ardire di dichiarare che hanno stanziato 50 milioni di euro per, udite udite, uno studio di fattibilità, riportandoci indietro così allo stato iniziale della fine degli anni ’70, all’epoca dei governi democristiani. L’esponente grillino sostiene che si prevedono 20 miliardi di euro destinati alla Sicilia, ma di questi 8, quasi la metà, sono soltanto per il raddoppio dei binari ferroviari Palermo Catania Messina, peraltro già finanziato con altre risorse. Dell’alta velocità, che è cosa diversa, nemmeno l’ombra, e quindi, senza neanche il ponte sullo Stretto di Messina, il tanto agognato completamento del corridoio UE Berlino-Palermo è già azzoppato.  Di questo strombazzato ‘piano Marshall’, i siciliani non percepiranno alcuna reale opera. Non sappiamo se invece sarà così anche per altre aree del paese, che le grandi infrastrutture, dalla Tav al Mose, le hanno viste realizzate.

di Direttore09 Dic 2020 14:12