Cinque canaglie avevano organizzato un piano per derubare la zia di uno di questi

Cinque canaglie avevano organizzato un piano per derubare la zia di uno di questi
La Polizia di Stato di Ragusa - Squadra Mobile – a seguito di delicate ed approfondite indagini di Polizia Giudiziaria, ha individuato un gruppo di giovani delinquenti, responsabili di aver premeditato un furto ai danni della zia di uno degli appartenenti al sodalizio criminale.
Nel mese di febbraio u.s., Scatà Alessandro nato a Ragusa di anni 22, F.F. nato a Ragusa di anni 41, S.L. nato a Modica di anni 46, S.S. nato a Ragusa di anni 17 e D.B nato in Tunisia di anni 17 in concorso tra loro, al fine di impossessarsi di vari oggetti di valore in oro, si introducevano all’interno dell’abitazione della zia di uno di questi.
Una volta dentro si impossessavano di monili in oro (fede nuziale, diverse paia di orecchini in oro, perle, ciondoli, pietre preziose, orologi in oro e diverse collane) per diverse migliaia di euro rivendendo il tutto ad un ignaro compro oro di Catania il giorno dopo.
La cosa che più ha stupito i poliziotti della Squadra Mobile non è il furto in sé, ma il fatto che il nipote della vittima era colui che aveva dato tutte le notizie ai complici e che addirittura seguiva la zia al fine di controllarne i movimenti e fare agire indisturbati i complici.
Gli investigatori hanno ricostruito quanto accaduto passo dopo passo; a fine febbraio, tutti gli indagati in concorso tra loro, si riunirono per concordare il da farsi. In poche ore avevano pianificato di andare a casa della zia di uno di loro a Ragusa in quanto a dire del nipote possedeva diversi oggetti in oro. Dopo aver concordato il tutto, il nipote nel tardo pomeriggio avvisava i complici che da li a poco la zia stava per uscire, difatti iniziava un particolare fermento per eseguire il furto.
Il nipote si appostava sotto casa della zia e quando usciva dava il via a tutti i complici ma nel contempo la seguiva per evitare ripensamenti dell’anziana parente. Appena fuori casa, i complici si adoperavano per entrare, cosicché, muniti di scale e funi si arrampicavano al 2° piano ed una volta dentro, in continuo contatto telefonico con il nipote, chiedevano indicazioni dei luoghi dove erano occultati gli oggetti di valore ottenendo le corrette informazioni.
Al termine del furto i correi si impossessavano di ogni oggetto di valore dell’anziana vittima che al rientro in casa non poteva che constatare con grande amarezza quanto accaduto.
Dispiaciuta per la perdita degli affetti, oltre che del denaro quantificato in migliaia di euro, l’anziana donna accompagnata proprio dal nipote si presentava negli uffici di Polizia per denunciare il furto.
I complici del nipote, non contenti di quanto ricavato dal furto lo traevano in inganno dicendogli che volevano 2.000 euro perché secondo loro avevano rischiato di essere arrestati per non trovare nulla, difatti asserivano di non aver trovato nulla quando invece avevano preso tutti i monili in oro.
In considerazione del fatto che il nipote non aveva più altre strade da percorrere e sentitosi minacciato dai suoi complici che pretendevano 2.000 euro o lo avrebbero picchiato, questi contattava in forma anonima il 113 e riferiva di essere a conoscenza di un furto e di coloro che lo avevano compiuto.
A distanza di poche ore dalla chiamata il giovane veniva rintracciato e convocato, al fine di far chiarezza su quanto riferito. Dopo ore di ascolto delle parole da lui riferite, gli agenti della Squadra Volante, vista l’urgenza effettuavano un servizio mirato che portava all’arresto del complice del furto.
In particolar modo, Scatà Alessandro minacciava F.F., asserendo di ammazzare i suoi familiari se non avesse corrisposto immediatamente una somma di denaro pari a 2.000 euro. La vittima, quarantenne ragusano, terrorizzato dalle continue e pressanti telefonate e richieste estorsive, anche tramite sms, chiedeva l’intervento delle Volanti della Polizia di Stato.
Il pregiudicato, alla costante presenza dei poliziotti, continuava a telefonare e ad inviare sms coi quali intimava di incontrarsi con la vittima per la consegna del denaro richiesto e che in caso contrario si sarebbe recato, dapprima, a casa di una zia della vittima e, successivamente, presso l’abitazione del nucleo familiare della medesima, costituito dai genitori anziani e dalla figlia adolescente. Alla base delle richieste estorsive nei confronti del quarantenne, c’era una inventata “contropartita” per la modesta entità del provento del furto consumato ai danni della zia della vittima, delle cui ricchezze il quarantenne si sarebbe vantato in preda ai fumi all’alcol, nel corso di una serata trascorsa in un locale pubblico all’interno del quale era presente anche il pregiudicato il quale avrebbe preso nota.
Quel sabato pomeriggio, alla presenza della Polizia di Stato, vittima ed estorsore si sarebbero incontrati per lo scambio del denaro. Nel momento in cui il quarantenne prelevava dal portafoglio il denaro per consegnarlo nelle mani dello Scatà, facevano irruzione i Poliziotti facendo scattare le manette ai polsi del giovane pregiudicato nella flagranza del reato di estorsione. Il pregiudicato si trova ancora rinchiuso al carcere di Ragusa. Le minacce di morte paventate avevano ingenerato nella vittima paura per la propria incolumità e per quella dei propri familiari: il timore della esecuzione della minaccia era piuttosto fondato considerato che il pregiudicato conosceva gli indirizzi dei familiari del quarantenne, impossibilitato a raggiungerli per difenderli, in quanto era sprovvisto di un mezzo di trasporto.
Terminate le operazioni di Polizia che portarono all’arresto in flagranza per il reato di estorsione di Scatà Alessandro, tutto veniva preso in mano dalla Squadra Mobile che in poche settimane di lavoro riusciva ad identificare tutti gli autori del furto in abitazione.
Le indagini serratissime hanno permesso di individuare gli odierni indagati che dovranno rispondere del reato di furto aggravato in abitazione, grazie alla disamina di diversi dati raccolti sia dalle dichiarazioni della vittima dell’estorsione (nonché basista e complice del furto), sia da altre attività di Polizia Giudiziaria tradizionale attraverso l’ascolto di numerosi testimoni.
63 rumeni vivevano tra immondizia e degrado. Denunciato il proprietario e il "caporale"

63 rumeni vivevano tra immondizia e degrado. Denunciato il proprietario e il "caporale"
I Carabinieri delle Stazione di Acate, al termine di un’ attività di controllo, effettuata con l’ausilio della Polizia Municipale di Acate, l’Ufficio tecnico e i Servizi Sociali comunali nonché dell’ASP provinciale, all’interno di alcuni casolari di un ex agriturismo, oggi in liquidazione, siti in quella Contrada Piano Colla, hanno segnalato alla Procura della Repubblica di Ragusa:
Il proprietario della struttura, originario di Palermo, incensurato, ritenuto responsabile di aver dato ospitalità a complessivi nr. 63 cittadini rumeni, di cui 18 minorenni nelle citate strutture, omettendo di darne comunicazione all’Autorità di Pubblica Sicurezza e percependo in nero circa 1.000,00 euro mensili, senza alcune registrazione di regolare contratto di affitto;
un rumeno cl. 74, incensurato, residente ad Acate, poiché individuato quale c.d. “caporale” dei propri connazionali.
Nel corso del controllo, i militari hanno proceduto all’identificazione di tutti i presenti suddivisi per gruppi familiari, tra cui donne e bambini. Veniva accertato che la situazione igenico-sanitaria dei luoghi era pessima. I casolari si presentavano privi di servizi igenici al loro interno, con la presenza all’esterno di strutture fatiscenti in legno e plastica utilizzate quali bagni, delle sorti di latrine, con evidenti tracce di escrementi, con presenza di mosche, zanzare ed altri insetti. La struttura risultava inadeguata a contenere un così alto numero di persone e quindi sovraffollata.
Per il futuro, questo tipo di controlli continueranno senza sosta, al fine di infrenare il sorgere sempre più frequente di abitazioni improvvisate nelle aree rurali della giurisdizione, ove il rischio di contrarre malattie ed epidemie è all’ordine del giorno, soprattutto per le fasce più deboli quali donne e bambini.
Al termine dell’attività ispettiva, ogni ente intervenuto adotterà i provvedimenti più idonei per ripristinare la situazione, a tutela principalmente dei dimoranti stessi.
Pozzallo. Alfano ringrazia i siciliani. Salvini se la prende con la Nato + video

Pozzallo. Alfano ringrazia i siciliani. Salvini se la prende con la Nato + video
Il ministro degli Interni oggi a Pozzallo ha provato a rassicurare tutti. Dopo aver ringraziato le comunità locali e i sindaci dei Comuni iblei, che più altri si stanno sobbarcando il peso di questa migrazione. "Il sindaco di Pozzallo – ha dichiarato Angelino Alfano – ha detto di essere favorevole all’operazione Mare nostrum, e questo ha fatto chiaramente capire come, nonostante le difficoltà, ci siano amministratori con le spalle larghe in grado di affrontare una situazione molto, molto complessa". Alfano, inoltre, ha rassicurato il prefetto e la cittadinanza in merito agli standard di sicurezza, che non verranno intaccati dalle operazioni d'accoglienza messe in atto dalle forze dell'ordine. Nel suo intervento il ministro ha pure fatto riferimento alle misure compensative per i comuni direttamente coinvolti, nulla di certo, però, nessuna garanzia, nessuna cifra è stata promessa. Magari chi è quotidianamente coinvolto nelle operazioni di soccorso si sarebbe atteso qualcosina di più, come un a riforma radicale del sistema con cui lo Stato italiano organizza i soccorsi. Infine il ministro ha garantito che il presidente del Consiglio Renzi è in continuo contatto con Barroso "Il presidente Matteo Renzi - ha detto Alfano - anche stamattina ha avuto un contatto telefonico con il presidente Barroso. Il premier - ha aggiunto- sarà determinante al prossimo consiglio di capi di stato e di governo. Il nostro obiettivo è realizzare una grande azione che permetta all’Italia di avere risposta: o l’Europa si fa carico di presidiare le frontiere del Mediterraneo o noi non continueremo a farlo da soli".
A Pozzallo oggi era presente pure il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, naturalmente le sue dichiarazioni era di tutt'altro tenore. Ha parlato di una vaga responsabilità di Matteo Renzi e del fatto che risolvere questo problema in qualche modo dovrebbe rilanciare l'economia della Sicilia e di tutto il meridione. Come di consueto le sue dichiarazioni sono state più sensazionalistiche che altro, volte a colpire ed incitare qualche uditore e così, Salvini, ha dichiarato: “La Sicilia non ne può più, la Sardegna non ne può più, la Puglia non ne può più, c'è una stagione turistica a rischio, ci sono deipescatori che non possono fare il loro lavoro, ci sono malattieche stanno tornando in casa nostra. Come Lega diciamo, visto chenon c'è niente di gratis, questi soldi usiamoli in Africa". "Se poi ci sono delle guerre – ha concluso - ci sono degli organismi molto bene pagati a livello internazionale, come l'ONU e la Nato, che alzino le chiappe e vadano a sospendere queste guerre".
Una banda di vittoriesi in trasferta a Siracusa

Una banda di vittoriesi in trasferta a Siracusa
Era stati tratti in arresto lo scorso 12 giugno, dopo un inseguimento per le strade di Ortigia. Si tratta di una banda di ladri vittoriesi in trasferta a Siracusa ai quali i militari della Stazione Carabinieri di Vittoria nella giornata di ieri hanno eseguito 5 provvedimenti dell’ obbligo di dimora nei comuni di residenza con la prescrizione della permanenza in casa dalle ore 21 alle ore 07 di ogni giorno, emessi dall’Autorità Giudiziaria aretusea nei confronti di:
- Salvatore Bulbo (20 anni) residente a Vittoria,
- Stefano Pirrello (18 anni), residente a Vittoria,
- Giuseppe Di Modica (19 anni), residente a Vittoria, già conosciuto alle forze di Polizia,
- Ignazio Rimmaudo (24 anni), residente a Vittoria, già conosciuto alle forze di Polizia;
- Michael Fasalli (19 anni), residente a Comiso,
tutti responsabili del furto aggravato ai danni del negozio “Stereo New” sito in via XX Settembre di Siracusa. Dalla perquisizione effettuata erano state rinvenute, all’interno dell’autovettura, una pesante mazza di ferro da 5 chili, un martello da carpentiere, guanti, un passamontagna oltre a numerosi tablet e telefonini costituenti la refurtiva appena trafugata.
Le mille anime dei grillini, tra liste di proscrizione ed incoronazioni

Le mille anime dei grillini, tra liste di proscrizione ed incoronazioni
In un comunicato festante e pieno d'orgoglio il Comune di Ragusa ha ricordato che, il prossimo 2 luglio, Massimiliano Fuksas sarà a Ragusa per presenziare a due incontri sul futuro urbanistico ed architettonico del territorio ibleo. Insomma un colpaccio per l'Amministrazione Piccitto, che è riuscita ad accaparrarsi il popolare architetto, che molti, forse con una punta canzonatoria, chiamano l'archistar. Ma naturalmente non possiamo farci condizionare dai giudizi invidiosi di certa gente, nel mondo dei progettisti, Fuksas, è un pezzo da 90.
L'emozione è tanta, così come l'aspettativa, chissà quali progetti potrà presentare per una cittadina barocca come quella iblea. Una buona commistione moderno-antico è sempre suggestiva, specie se saputa fare. Tutt'altro discorso, invece, andrebbe fatto sulla fattibilità dell'opera o delle opere, come sugli ipotetici costi, che una tale operazione potrebbe comportare per un Comune, grande o piccolo che sia.
Come dimenticare, per esempio, il flop del polo congressuale più grande d’Europa, La Nuvola, un'opera faraonica progettata da Fuksas per la Capitale, per la quale erano stati stanziati ben 276 milioni di euro, di cui 20 milioni sono già finiti nelle tasche dell'architetto, nonostante, però, l'opera sia rimasta incompiuta; Fuksas perciò è stato licenziato.
Dal 2008 al 2013 i costi sono lievitati, così come i tempi di realizzazione e così la vicenda è finita in Procura, suscitando, tra l'altro, l'interesse della Corte dei Conti, si profila un danno erariale, del Dipartimento del Tesoro e dell'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici (Avcp). Ma Fuksas non ci sta a fare da capro espiatorio e rispedisce, inspiegabilmente, al mittente le accuse. Stranamente, in fondo è lui il progettista e lui è stato il direttore dei lavori, ed ad esser entrate nelle mirino delle autorità sono proprio le troppe varianti volute da Fuksas al progetto originario.
Una vicenda che ha mandato su tutte le furie un bel po' di persone, tra le quali annoveriamo il gruppo consiliare dei 5 Stelle in Campidoglio, che oltre a considerare spropositata la parcella percepita dall'archistar, quasi 20 milioni di euro in 5 anni, i consiglieri hanno sottolineato come appare: “ancora più incredibile, la circostanza che un compenso di tale entità, corrispondente ad oltre 900 anni di stipendio di un impiegato comunale e talvolta di un architetto 'qualsiasi', sia stato ritenuto insufficiente dal diretto interessato”.
Sono proprio indignati i pentastellati e come dargli torto, uno sdegno che non troviamo nei loro omologhi ragusani, che anzi non vedono l'ora di scoprire come poter ridisegnare Ragusa, per poterla rilanciare a livello sociale ed economico, a tal punto che nel comunicato stampa del Comune leggiamo: “la città di Ragusa, per un giorno, sarà 'Capitale' dell’architettura e dell’innovazione urbanistica - spiegano il sindaco Federico Piccitto e l’assessore ai Centri Storici Giuseppe Dimartino – Sarà un momento di confronto importante, fortemente voluto da questa Amministrazione, che intende rappresentare soprattutto un’occasione di riflessione e di crescita comune rispetto ai progetti di pianificazione urbanistica della nostra città propedeutici per il rilancio del nostro tessuto sociale, economico e culturale". Tutto chiaro, limpido, cristallino.
Mi sfugge, però, il senso di scrivere la parola capitale, con la C maiuscola e metterla tra virgolette. Parlano di Roma? Si stanno riferendo a La Nuvola? E se sì in che senso? O forse è un messaggio diretto, e quindi non ci interessa, ai loro colleghi pentastellati del Campidoglio? Misteri della lingua italiana.
E' scattata la seconda fase di “#met2b”. Oggi è stato lanciato il bando...

E' scattata la seconda fase di “#met2b”. Oggi è stato lanciato il bando...
Scatta la seconda fase per #met2b, il progetto “Urban Art Meeting” edizione 2014. Dopo l'installazione sul prospetto d’ingresso del locale “Met” a Marina di Ragusa, avvenuta lo scorso maggio, delle 80 ruote (19 di queste sono collegate tramite una lunghissima catena ad una bicicletta la cui pedalata innesca movimento, suoni e luci), stamani è stato lanciato il bando attraverso cui si arriverà alla selezione di 61 creativi che si cimenteranno nell'estemporanea per trasformare con la propria arte e fantasia le restanti 61 ruote attualmente non collegate all’ormai “famosa” bicicletta verde, utilizzata anche da numerosi turisti per azionare l’installazione artistica progettata dagli architetti ragusani Elisa Muccio e Danilo Dimartino. Aderendo al bando, scaricabile sul sito www.metsicilia.it, ciascun creativo avrà la possibilità di liberare il proprio “attacco d’arte” per trasformare una delle ruote disponibili sia su una prospettiva bidimensionale che tridimensionale, con la possibilità di aggiungere una “quarta dimensione”, ovvero quella del movimento attraverso la rotazione libera attorno al mozzo centrale. Nuove creazioni ed opere d’arte da realizzare in una sola giornata, il prossimo 1 agosto, nell’estemporanea che si svolgerà nello spazio esterno al “Met”, in piazza Torre a Marina di Ragusa. Artisti, architetti, designer, appassionati d'arte e in genere tutti i creativi che vorranno partecipare, potranno inviare la propria candidatura via e-mail all'indirizzo met2b@metsicilia.it entro il 14 luglio 2014. L'adesione è gratuita ed il bando è aperto a tutti i creativi contemporanei di ogni nazionalità, senza limiti di età o professione, con la passione verso l’arte e con la voglia di dare libero sfogo alla propria inventiva. Si potrà partecipare anche in gruppo, massimo 3 componenti. Criteri fondamentali di selezione saranno la qualità, la progettualità, la ricerca, l’originalità e la contemporaneità dell’opera. Non vi saranno limitazioni di soggetto, tecnica o stile ed è possibile utilizzare qualsiasi materiale grezzo o manipolato purché si tratti di composizioni durevoli, resistenti e compatibili con l’esposizione all’esterno. Sarà possibile realizzare forme espressive tradizionali o innovative comprendenti anche sistemi in movimento, meccanici o elettrici, purché siano autogenerati e non richiedano fornitura elettrica. Scaduto il termine di adesione, e dopo l’analisi delle schede di partecipazione, il 21 luglio verranno annunciati i 61 candidati selezionati dalla direzione artistica ed inizierà così il conto alla rovescia per l'atteso momento dell'estemporanea d'arte che il primo di agosto richiamerà in piazza tanti artisti, turisti, residenti, curiosi, creando un'entusiasmante e magica sinergia durante le ore in cui si lavorerà alle ruote pronte a trasformarsi e a cambiar forma secondo l’idea progettuale di ogni partecipante. Le ruote prenderanno nuova forma e verranno successivamente reinstallate sulla parete del “Met” per rimanere in esposizione fino al 24 agosto, giorno in cui una giuria di esperti decreterà il vincitore finalista che vincerà un week-end in barca a vela all inclusive per 2 persone. Verrà inoltre assegnato il “premio social”, un premio a sorpresa per l'opera che otterrà un maggiore riscontro sulla pagina social del “Met” www.facebook.com/metsicilia. Successivamente si svolgerà un’asta di vendita per finanziare un prossimo progetto d’arte.
Morando: "Marina, oggi, era strapiena, ma senza servizi"

Morando: "Marina, oggi, era strapiena, ma senza servizi"
Da un po' di tempo i vari consiglieri di opposizione hanno ricordato o denunciavano all'Amministrazione grillini che Marina di Ragusa non era ancora pronta per la bella stagione, oggi i primi disservizi.
“Mare bellissimo, tempo stupendo, un sacco di turisti. Ma, ancora una volta, ci perdiamo in un bicchiere d’acqua”. E’ quanto sostiene il consigliere comunale del Movimento Civico Ibleo, Gianluca Morando, dopo avere verificato che, questa mattina, a Marina di Ragusa, nel centralissimo lungomare Andrea Doria, i servizi igienici erano chiusi al pubblico. “Era ovvio che un fine settimana del genere – continua Morando – avrebbe catalizzato, a Marina di Ragusa, l’attenzione di villeggianti, visitatori e turisti. E le attese non sono state tradite. Ma proprio per questo bisognava farsi trovare preparati sotto tutti i punti di vista. A maggior ragione perché Marina di Ragusa si fregia del prestigioso riconoscimento della bandiera blu. Non si spiega, quindi, perché i servizi igienici siano chiusi e inutilizzabili. E’ evidente che c’è ancora parecchia strada da fare prima di potere parlare di turismo con la T maiuscola”.
A pochi giorni dal dibattito sul depuratore Aiello alza la posta

A pochi giorni dal dibattito sul depuratore Aiello alza la posta
"La vergogna e l'indecenza - dichiara Francesco Aiello - sono scese sulla Città di Vittoria. Per anni questa amministrazione ha totalmente ignorato la problematica ambientale. Ha omesso di rinnovare le autorizzazioni allo scarico per 8 anni, ha mantenuto nell'illegalità la struttura, ha dirottato fondi destinati alla funzionalità degli impianti, ha violato norme e decisioni assunte in sede tecnica qualificata in ordine agli scolmatori, ha modificato il percorso dei reflui, ha consentito il seppellimento dei fanghi e della lana di roccia, tenuto in avaria gli impianti per anni, e ancora cerca di prendere per il sedere i consiglieri e le istituzioni. Cercano coperture e se ne fottono, lo dichiarano ai quattro venti".
Ragusa. Va a rubare e si porta il figlio di appena 10 anni

Ragusa. Va a rubare e si porta il figlio di appena 10 anni
La Polizia ha denunciato per furto aggravato A.M. nato a Caltanissetta di anni 34 e C.G. nato a Ragusa di anni 38 in quanto asportavano il parabrezza di uno scarabeo parcheggiato in Via Carducci e tentavano di impossessarsi dello scooter.
Alle ore 21.10 del 13 giugno la pattuglia in borghese della Squadra Mobile impiegata per il controllo del territorio finalizzato alla repressione dei reati in genere, transitava da Via Carducci, quando l’attenzione degli Agenti di Polizia veniva attirata da due noti pregiudicati seduti su uno scooter intenti a guardare i balconi di fronte.
In considerazione che i due potevano compiere eventuali crimini ai danni delle abitazioni da loro osservate, i due operatori di Polizia decidevano di fare un giro dell’isolato per tornare nuovamente vicino ai due pregiudicati. Il tempo di fare il giro dello stabile ed i due malviventi, avendo notato una pattuglia dei carabinieri, si davano a precipitosa fuga con il parabrezza dello scooter sul quale erano seduti poco prima facendo finta di parlare, invece stavano rubando.
Inseguiti dalle Forze dell’Ordine, i due ladri venivano bloccati dagli agenti in borghese della Squadra Mobile che li identificavano e constatavano che avevano appena commesso il furto aggravato del parabrezza e tentato di asportare il motorino.
A specifica richiesta degli Agenti di Polizia, i due riferivano di essere giunti in auto sul luogo del delitto e li conducevano proprio alla vettura parcheggiata a pochi metri da dove vi era il motorino.
Con amara sorpresa e stupore dei Poliziotti (prima volta che gli accadeva una cosa del genere in 25 anni di servizio), si apprendeva che le “gesta” del padre erano state tutte, e dicasi tutte, osservate dal figlio di 10 anni che era seduto in macchina ad aspettare il papà ed il complice mentre erano intenti a rubare. Inoltre ragionando su quanto accaduto, il padre non solo rubava davanti al figlio ma si dava anche alla fuga e se non fosse stato per l’abilità e le doti atletiche dei due Poliziotti, avrebbe fatto perdere le proprie tracce lasciandolo solo in auto!
I due ladri, insieme al figlio venivano portati in Questura presso gli uffici della Squadra Mobile, dove il piccolo poteva riabbracciare la madre (giustamente arrabbiata) con il marito.
Al termine degli accertamenti di rito ed in considerazione di quanto accaduto, i due ladri venivano denunciati in stato di libertà. Chissà poi, se il padre modello avrà trovato la porta di casa aperta per rientrare in casa.
È stata già formalizzata una segnalazione da parte della Squadra Mobile, ai servizi sociali del Comune di Ragusa al fine di monitorare la famiglia ed in particolar modo la vita del piccolo, ovvero la vera vittima di quanto accaduto ieri sera, considerato che il proprietario dello scooter è sin da subito entrato nuovamente in possesso del maltolto ringraziando gli operatori di Polizia.
Era l'usuraio del clan, la polizia arresta Biagio Vittoria

Era l'usuraio del clan, la polizia arresta Biagio Vittoria
Rintracciato, arrestato e tradotto presso la Casa Circondariale di Ragusa, Vittoria Biagio, vittoriese di 52, conosciuto come il “ragioniere”.
Nei suoi confronti è divenuta esecutiva la sentenza di condanna della Corte d’Appello di Catania, definitiva il 5 giugno scorso, che lo ha riconosciuto colpevole del reato di usura continuata in concorso, aggravata dall’essere stata commessa in danno di chi si trovava in stato di bisogno e svolgeva attività imprenditoriale, professionale o artigianale e aggravata dall’essere commessa avvalendosi delle condizioni previste dall'art. 416 bis del codice penale ovvero al fine di agevolare o con modalità tipiche delle associazioni di tipo mafiose, commesso a Vittoria fino al 1998.
Vittoria Biagio già nel 1999 era stato ritenuto colpevole di aver fatto parte di un’associazione a delinquere di tipo mafioso. La Corte D’Appello ritenendo la continuazione con tale reato lo ha condannato alla pena di 4 anni di reclusione ed euro 10.000 di multa.
Il condannato ha espiato già una parte di pena tra il 1999 ed il 2000 e la parte residua ammonta a 2 anni ed 8 mesi di reclusione e 10.000 euro di multa.


