L'Aida si contraddice, ma attacca il Laboratorio 2.0, la Migliore e la Musco

L'Aida si contraddice, ma attacca il Laboratorio 2.0, la Migliore e la Musco

Continua il botta e risposta tra l'Aida e il mondo politico, questa volta l'Associazione animalista ha preso di mira il Laboratorio politico culturale 2.0, la sua portavoce nonché consigliere comunale, Sonia Migliore, e Graziella Musco, componente del Direttivo e presidentessa dell'Associazione Il Lungo Baffo.
Ad aver fatto perdere le staffe agli animalisti dell'Aida è stato un comunicato stampa del Laboratorio 2.0, nel quale si denunciava il fatto che il rifugio sanitario ibleo (il canile) dal 15 maggio non aveva più box liberi, neanche per i casi gravi, come ricoveri o per i cani morsicatori.

"Continua la campagna di disinformazione e di terrorismo psicologico avviata da mesi dal Laboratorio 2.0 – scrivono gli animalisti – il Rifugio funziona benissimo e le statistiche relative alle adozioni del 60% e della mortalità al 9%, sono dati empirici, non confutabili, che certificano, al contrario, come il servizio produca risparmio economico". Questi dati li hanno voluti dare, giusto, peccato che in quel comunicato non si parlava di morti o delle adozioni in generale, tutt'al più si faceva riferimento alla splendida idea di regalare 200 euro per ogni adozioni ed ancora ci si interrogava sul destino dei cani spediti al nord, ma di questo l'Aida non fa menzione, preferisce parlare d'altro e così prosegue: "L’Aida comunica inoltre che, contrariamente a quanto dichiarato dalla Musco, dal 15 maggio ad oggi, sono stati ben 11 i nuovi ricoveri, sia di cani problematici che di gatti gravemente ammalati, e che è proseguito, senza mai alcuna interruzione, il servizio di cattura dei cani pericolosi e il prelievo degli animali bisognosi di cure".

Iniziamo col dire che non è la Musco a dichiarare, piuttosto, ma sono sottigliezze, la Musco riporta la nota (protocollata al Comune di Ragusa con il n° 38608 in data 15 maggio 2014) a firma della presidentessa dell'Aida, Giovanna Di Stefano Di Stefano, nella quale si dichiara: "Con la presente si comunica che non sono disponibili box liberi anche per i casi di estrema urgenza, pertanto non è possibile, attualmente, la degenza di ulteriori animali in difficoltà né di cani morsicatori o aggressivi".
Queste parole sembrano abbastanza chiare, a meno che non le si voglia interpretare in base ad un registro linguistico a noi sconosciuto. In ogni caso, o hanno ragione quelli dell'Aida, smentendo, però, la loro presidentessa, e di conseguenza la Migliore e la Musco fanno terrorismo psicologico o la Migliore, la Musco e la presidentessa hanno ragione e quelli dell'Aida fanno artatamente disinformazione. Delle due l'una. Ma la nota è scritta nero su bianco, con tanto di timbro del Comune, noi propendiamo per dar ragione alla presidentessa Giovanna Di Stefano Di Stefano.

In ogni caso l'Aida rimane della sua idea: "Il tentativo di alzare un nuovo polverone da parte del consigliere Sonia Migliore e dall’esponente politico Graziella Musco è completamente destituito di ogni fondamento e serietà". A queste accuse le due esponenti del Laboratorio rispondo prima ricordando la nota di cui sopra e poi dichiarano: "Non possiamo che prendere atto del tono delle dichiarazioni della nota che l'Aida ha affidato alle stampe. Né intendiamo rispondere alle accuse che ci sono state rivolte, proprio perché non vogliamo alimentare una polemica sempre più sterile. Se l'emergenza – concludono la Migliore e la Musco -, che c'è stata come abbiamo dimostrato, adesso è rientrata, non possiamo che esserne liete. Gradiremmo, per il futruro, una maggiore trasparenza e questo lo chiediamo sia all'Amministrazione che all'Aida, perché non giova a nessuno nascondersi dietro un dito".

 Clicca qui se vuoi leggere la nota della presidentessa dell'Aida sul rifugio: nota Aida 15 maggio 2014


Legambiente: "Il settore rifiuti è fermo, la città è più sporca ed il bando è illegittimo"

Legambiente: "Il settore rifiuti è fermo, la città è più sporca ed il bando è illegittimo"

Da due mesi il comune di Ragusa è senza assessore all’ambiente, e si vede.
L’Amministrazione Comunale di Ragusa alla fine dello scorso anno, aderendo al piano nazionale riduzione rifiuti del Ministero dell’Ambiente dell’8/10/2013, aveva avviato interventi di riduzione, per abbassare i costi di smaltimento, far durare di più la discarica e riutilizzare beni a favore delle fasce della popolazione più svantaggiate. Erano stati firmati dei protocolli d’intesa con la Grande Distribuzione Organizzata e con alcune aziende agricole per il recupero degli alimenti commestibili ma non più commercializzabili, così raccogliendo e distribuendo quasi cento tonnellate di ortaggi biologici. Era stato organizzato il mercato del riuso, insieme a Vo.Cri. e Legambiente, all’interno della settimana europea di riduzione dei rifiuti, evento molto partecipato. Per quest’ultima iniziativa, era in previsione la sua istituzionalizzazione con periodicità bimestrale ed inizio il 9 maggio. Ma Il 9 maggio è passato da un bel po' ed il mercato del riuso non si è svolto, così come sembra essere stato abbandonato il recupero degli alimenti. La strategia di riduzione dei rifiuti, entrata nel progetto PIMPAS del Ministero, si è così persa per strada.

Eppure con il cambio dell’assessore ci si sarebbe aspettata, a detta del Sindaco, una migliore e più veloce gestione dei rifiuti e una maggiore pulizia della città, visto che il problema era la lentezza dell’ex Assessore Conti. A guardarsi intorno non si vede né l’una né l’altra, anzi la città è più sporca: il diserbo viene effettuato quando capita e senza il ritiro dell’erba, così come lo spazzamento stradale non viene più eseguito in periferia con cadenza trisettimanale come stabilito dal capitolato d’appalto. Per non parlare della comunicazione ambientale che sembra essersi volatilizzata nonostante manifesti e pieghevoli siano pronti da oltre due mesi in tipografia. Anche la pulizia delle spiagge, che deve essere quotidiana dal 1° giugno, lascia a desiderare, se tanti si lamentano. Comincia quindi a prendere realmente corpo l'ipotesi che nella defenestrazione dell'Assessore abbia pesato alquanto la multa di diverse centinaia di migliaia di euro comminata per inadempienza del contratto alla ditta che gestisce la raccolta dei rifiuti. Evento sconosciuto nella recente storia dei rifiuti a Ragusa e che evidentemente doveva rimanere un fatto isolato.

Ma anche nelle poche cose fatte si riscontra superficialità e incompetenza. Infatti meraviglia il nuovo appalto di 6 mesi + 6 con il quale, in una situazione di elevata disoccupazione, l’A.C. di Ragusa riserva gli eventuali posti che si renderanno disponibili nell’organico del servizio raccolta rifiuti a lavoratori già occupati in una ditta privata e per giunta residenti in altri comuni. E’ quanto si evince dall’art. 18 del capitolato d’appalto della prossima gara che dà priorità assoluta di assunzione a “DIPENDENTI ASSUNTI DALL’IMPRESA BUSSO UNILATERALMENTE ANCHE OLTRE L’ORGANICO AUTORIZZATO DAL COMUNE DI RAGUSA “. Sembrerebbe evidente che l’A.C. di Ragusa voglia fare una cortesia ad una ditta privata assumendone indirettamente i dipendenti e facendoli retribuire dai Ragusani, mentre nel contempo si penalizzano imprese locali, come nel caso dell’autorizzazione concessa alla ditta Busso a conferire la plastica differenziata di Ragusa ad un' impresa di Modica, togliendo lavoro ed occupati ad una impresa ragusana che per oltre 15 anni ha selezionato e imballato in modo irreprensibile gli imballaggi per conto del Comune. Ma al di là di queste considerazioni l’art. 18 del nuovo capitolato d’appalto è illegittimo, e quindi va ritirato, in quanto l’A.C. non può obbligare la ditta privata che vincerà la gara ad assumere lavoratori indicati praticamente per nome e cognome. Ciò contrasta con le norme giuridiche di questo paese che tutela la libertà di impresa .

Stupisce infine che in una fase di transizione nelle gestione dei rifiuti, qual è la nuova gara, si aumenti il numero dei dipendenti, e quindi il costo del servizio, da 2,1 per 1000 abitanti a 2,3 mentre la media in Italia è di 1,5. Considerato che qualsiasi aumento di costo del servizio deve essere coperto al 100% dai cittadini sarebbe stato onesto da parte del Sindaco consultarli, per sapere se fossero disponibili ad accettare un aumento della tassa sui rifiuti. Non risulta quindi attendibile la notizia diffusa da qualche sindacato corporativo, che con il nuovo appalto ci saranno dei licenziamenti.


Lattuca (Cgil): "Nessun terremoto alla Cgil, si è fatta solo disinformazione"

Lattuca (Cgil): "Nessun terremoto alla Cgil, si è fatta solo disinformazione"

Ieri mattina prima dell'inizio della conferenza dei capigruppo allargata ai lavoratori della ditta Busso e a tutte le sigle sindacali abbiamo incontrato il segretario provinciale della F.P. Della Cgil, il quale ci ha rilasciato un'intervista.

“Tutti parlano dell'Allegato 'C', non riuscendo a capire che il problema è il bando in sé – ha dichiarato Giovanni Lattuca –, il quale andrebbe ritirato immediatamente. Io, dal canto mio, ho inviato al Comune una lettera dove spiego le motivazioni della mia richiesta, ma sono andato oltre ed ho avvisato sia la Procura antimafia nazionale che quella regionale”.

Perché?

“Nel bando ci sono troppe incongruenze. Innanzitutto il bando non contempla tutta una serie di attrezzature indispensabili per un adeguato espletamento del servizio, solo per fare degli esempi, all'appello mancano tre autocompattatori ed una decina di auto, ma la cosa più grave è rappresentata dall'importo del bando, infatti secondo i nostri calcoli mancano circa 500 mila euro. Perciò nessuna ditta parteciperà a questo bando, perché anti-economico, quindi le uniche ditte che potrebbero partecipare sono quelle che hanno intenzione di riciclare del denaro, ecco perché la procura antimafia. La lettera al Comune l'abbiamo spedita il 12 giugno scorso, siamo al 20 ed ancora non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Sarà un caso, comunque il giorno dopo che la nostra lettera è stata recapitata inComune il Rup, Giorgio Pluchino, si è dimesso da quel ruolo e si è messo in ferie. A lamentarsi di questo bando, non siamo solamente noi dei sindacati, ma anche cinque o sei ditte che volevano partecipare, tra le quali c'è pure la ditta Busso. Adesso ciò che ho consigliato al sindaco è di ritirate questo bando, in difesa dei lavoratori, del servizio e di conseguenza della Città e giungere alla gara dei sette anni, questo è il nostro obiettivo”.

Tutta questa vicenda, e mi riferisco all'Allegato “C”, è stata una batosta per la Cgil.

“No, per un motivo o per un altro tutti hanno strumentalizzato la vicenda di questo Allegato. Si è fatta disinformazione ad arte, dentro e fuori il cantiere. Una situazione che ha aizzato gli animi dei lavoratori, gli uni contro gli altri. Per ora, le risse e le minacce sono all'ordine del giorno. Vorrei chiarire una cosa, nessun terremoto alla Cgil, sono stati solo 11 gli iscritti che ci hanno lasciato (il segretario ci ha pure consegnato una lettera firmata da 52 lavoratori a sostegno ed in difesa di Lattuca, ndr.), ma 3 già sono rientrati e poi non c'è stata nessuna ritorsione contro questi operai, le lettere di contestazione, che non le ho inviate io, ma la ditta, sono datate 13 e 14 giugno, le disdette sono arrivate il 18 e il 19 giugno. Le tempistiche non quadrano”.


Mirabella abbandona i lavori della Commissione Ambiente per il pressapochismo del presidente Liberatore

Mirabella abbandona i lavori della Commissione Ambiente per il pressapochismo del presidente Liberatore

“Tre sono state le criticità emerse ad apertura dei lavori della Commissione Ambiente di stamani che, nonostante sia stato tra i consiglieri richiedenti per tenerla, ho preferito abbandonare per il pressapochismo dei metodi con cui il presidente Giovanni Liberatore ha ritenuto di convocarla e gestirla”.
E' l'amara constatazione del consigliere di Idee per Ragusa Giorgio Mirabella.
“Si sarebbe dovuto parlare stamani di emergenza idrica, rispetto quanto accaduto mesi orsono a Ragusa. Tale richiesta era stata protocollata dai consiglieri richiedenti al presidente Liberatore il 23 settembre dello scorso anno. Dunque abbiamo una risposta in tal senso dopo dieci mesi dalla richiesta di convocazione. Già la tempistica mi sembra piuttosto tardiva, rispetto al fatto che non solo avevamo bisogno di risposte circa l'attività posta in essere dall'Amministrazione per evitare il ripetersi di quei problemi che hanno messo in ginocchio un'intera città, ma avevamo una proposta concreta da porre in essere . L'obiettivo infatti non era svolgere una seduta di commissione fine a se stessa, ma procedere alla costituzione di un tavolo di lavoro che potesse affrontare in generale la crisi idrica, anche in vista del periodo estivo e dell'aumento considerevole di persone che andranno a vivere lungo la fascia costiera. Un passaggio che si sarebbe potuto espletare alla presenza di tutti gli attori che hanno avuto un ruolo importante in questa vicenda, ma così non è stato. E qui veniamo alla seconda criticità riscontrata. Il presidente Liberatore ha ritenuto, in modo discrezionale, di invitare a prendere parte ai lavori di stamani esclusivamente il dirigente dell'Arpa, che ringrazio di cuore per la disponibilità data. Ma non si capisce perché mancavano, come da nostra richiesta, i rappresentanti del Genio Civile, della Protezione Civile, dell'Asp e i rappresentanti delle associazioni di categorie interessate. A tali assenze, e si giunge alla terza criticità, si è registrata anche quella dell'Amministrazione che ci avrebbe dovuto fornire le risposte in termini operativi rispetto quanto messo in campo. A nulla è falsa la difesa d'ufficio che il presidente Liberatore ha ritenuto di porre in essere per giustificare l'assenza di un rappresentante della Giunta che rimane l'unico organismo deputato a fornire risposte e rassicurazioni ai consiglieri e dunque alla cittadinanza. Considerate, dunque, tutte queste criticità che evidenziano il disinteresse evidente di chi presiede l'organismo a farlo funzionare come dovrebbe, ho ritenuto di abbandonare i lavori che, nonostante la qualificata presenza del dirigente dell'Arpa, non sarebbero potuti esser esaustivi rispetto quelle che erano le istanze formulate nella richiesta del 23 settembre dello scorso anno.
Ciò evidenzia – conclude Mirabella – l'inefficienza della presidenza della terza commissione nell'intuire le priorità dei temi da trattare, nelle modalità con cui indire la stessa seduta di commissione, e la tardività delle risposte che devono essere date ai consiglieri che, sottoscrivendo la richiesta in oggetto, avevano posto un problema serio e inderogabile a chi di competenza”.


Università. La Floreno stretta nella morsa oltranzista dei soci...

Università. La Floreno stretta nella morsa oltranzista dei soci...

Dover assistere a questo continuo batti e ribatti tra la Provincia regionale di Ragusa e i soci del Consorzio universitario è stucchevole oltreché deprimente. Un dialogo tra sordi, un esercitarsi al rimpiattino, un giochino fatto di distinguo il cui unico obiettivo sembra quello di accusare la contro parte di voler chiudere l'università a Ragusa.

In un comunicato stampa il commissario Carmela Floreno, che ha a cuore la salvezza dell'università e sopratutto dei posti di lavoro collegati al Consorzio, non può che stringersi nelle spalle dinnanzi all'inspiegabile e pretestuosa “posizione oltranzista dei soci del Consorzio (Comune di Ragusa e Alui), che non vogliono dare una nuova ‘governance’ al Consorzio, così come prevede la legge e che invece hanno deciso di mantenere lo ‘status quo’ che ha portato alla paralisi amministrativa e ha reso più difficile il dialogo tra gli stessi soci. La Provincia vuole esercitare sino in fondo la sua prerogativa di socio richiedendo legalità e trasparenza” e prosegue “Non si può far passare per inadempiente un Ente che finora ha assicurato i trasferimenti al Consorzio così come previsto dall’articolo 9 dello Statuto e che garantisce la presenza universitaria in provincia di Ragusa facendosi carico, insieme al Comune capoluogo, dell’onere finanziario derivato dall’accordo transattivo con l’Università di Catania”.

Il problema sembra esser tutto qui, i soci del Consorzio, ed il Consorzio stesso, accusano la Provincia di essere inadempiente ossia di essere in debito con il Consorzio e per questo è nato un contenzioso, che la Provincia proprio non riconosce e non capisce. Il suo obiettivo è salvare l'università. Un'altra cosa che le sfugge e che non ha senso, a suo dire, è questo continuo rinfacciarle il fatto di aver ratificato la delibera di Giunta licenziata dal suo predecessore; come se le scelte di una Giunta, verrebbe da dire, obbligassero i Consigli a ratificarle sempre e comunque, ma questa è un'altra storia.

La Floreno sta lavora alacremente per dar vita ad un nuovo Consiglio di Amministrazione, più snello e funzionale, mentre quegli altri, vogliono mantenere il carrozzone a tutti i costi. Perché?

A sentire la controparte, però, le cose non stanno proprio così. Infatti secondo il senatore Battaglia, presidente facente funzione del Consorzio universitario, l'idea di riformare il CdA è tutt'altro che cattiva, i membri devono scendere da 8 a 5, proprio come vuole la Provincia, ma il problema è che questa riforma non la si può fare nello studiolo della Floreno, va indetta un'Assemblea straordinaria dei soci, grazie alla quale si modifica lo Statuto con i 2/3 dei voti e tutto sarebbe risolto. Ed allora perché non convocano questa benedetta assemblea straordinaria? Perché i 2/3 non potranno mai esser raggiunti in quanto a quell'assemblea la Provincia non può partecipare sin a quando non salda il suo debito. Le leggi! E così e si ritorna al punto di partenza: i soldi.

Per quanto riguarda la spending review, pietra d'angolo di tutto il costrutto della Floreno, il sen. Battaglia chiarisce che: “nel 2014, fino ad oggi, la spesa relativa al CdA è di appena 9mila euro (lordi) e che, in considerazione del fatto che durante i mesi estivi il CdA non si riunisce, a fine anno non si dovrebbero superare i 17mila (sempre lordi) nel totale. Spesa che corrisponde a una percentuale bassissima dei costi del Consorzio". Quindi? Il dialogo tra sordi di cui sopra. Certo sarebbe interessante sapere, spending review per spending review, quanti soldi sborsa la Provincia per Fondazioni, Associazioni, dirigenti e finanziamenti vari. Forse però la la spending review non riguarda questi settori, chissà perché essenziali per la vita del nostro territorio.

Come abbiamo detto la Floreno ha accusato anche il Comune di Ragusa di trincerarsi dietro posizioni aprioristiche e perciò di infischiarsene dei lavoratori del Consorzio e delle sorti dell'università. La reazione del sindaco Piccitto non si è fatta attendere e dopo aver ricordato, ancora una volta, che l'atto di recesso è stato deciso unilateralmente dalla stessa Floreno, il sindaco ha reso noto che quanto prima: “affiderà a terzi il compito di risolvere, una volta per tutte, quella che si sta configurando come una diatriba sterile e senza soluzioni".


Bando rifiuti. Terremoto alla Cgil, Giovanni Lattuga conta i suoi

Bando rifiuti. Terremoto alla Cgil, Giovanni Lattuga conta i suoi

Le scelte del segretario provinciale della F.P. Cgil, Giovanni Lattuca, non sono piaciute a molti iscritti. La sua mediazione tra Amministrazione e la ditta Busso e tra queste e i lavoratori, pare aver minato progressivamente ed irreparabilmente il rapporto di fiducia tra l'organizzazione sindacale e gli operai.
Nella manifestazione di martedì al Comune, per la prima volta, i lavoratori della Busso si sono svincolati da Lattuca, affidandosi o agli altri sindacalisti o, più semplicemente, hanno fatto capo a se stessi, praticamente non si fidano più.
Nell'ultimo periodo, si vociferava, che erano una ventina gli iscritti alla Cgil che, se non avevano stracciato la tessera, l'aveva riposta educatamente in un cassetto, ma martedì i fuoriusciti sembravano molti di più e così Lattuca ha indetto una riunione con i suoi, doveva vederci chiaro, giustamente, ha sentito la necessità di contarsi. Alla riunione si sono presentati solo una trentina di operai e non tutti della Cgil.
Fino a poco tempo fa Lattuca vantava 118 iscritti, una maggioranza assoluta che gli aveva donato un potere contrattuale smisurato, una maggioranza che oggi pare non esserci più.
Stranamente, così come ci raccontano, stamane Lattuca ha inviato delle lettere di contestazioni a molti operai. Una ritorsione? Secondo gli operai sì, secondo noi sono accuse un po' pesanti che non ci sentiamo di condividere, anche se il dubbio viene. Le lettere vengono inviate dopo la riunione indetta dal segretario, i destinatari sono proprio i fuoriusciti e si contesta la qualità del lavoro svolto venerdì 13 e sabato 14, come mai tanto ritardo per ammonire questi lavoratori?


Bando rifiuti. Tutti contro tutti per difendere il proprio lavoro

Bando rifiuti. Tutti contro tutti per difendere il proprio lavoro

"E' una guerra tra poveri, vogliono metterci gli uni contro gli altri", così ha sentenziato un sindacalista degli operai della Busso, due giorni fa in Comune. La vicenda è quella ormai nota dell'Allegato "C" inserito nel Capitolato speciale d'appalto per il bando di igiene ambientale.

Lunedì i 13 lavoratori di questo allegato si sono presentati in Consiglio comunale per perorare la loro causa con il sindaco. Volevano essere rassicurati sul loro futuro, garanzie che il primo cittadino non gli ha potuto dare. Questi operai infatti sono dipendenti della ditta Busso e perciò non fanno parte dell'organico, per così dire stabilizzato, che in automatico verrà assunto ed impiegato dalla ditta che si aggiudicherà la gara d'appalto. I 13, piuttosto, vengono messi in panchina, in attesa del turn over con gli operai degli allegati “A” e “B”, come avevamo già spiegato nello scorso articolo.

Martedì, però, in Comune si sono presentati tutti gli altri lavoratori della Busso, i quali se da un lato non vogliono entrare in conflitto con quei 13, in fondo sono colleghi e tutti devono lavorare, dall'altro lato temono di perdere diritti acquisiti ad esclusivo vantaggio dei lavoratori dell'allegato “C”. In sintesi ci sono operai dei primi due allegati che, dopo anni di lavoro, continuano a lavorare part-time, anche due o tre ore al giorno, a questo punto si domandano perché non si cerca una soluzione per assumere a tempo pieno questi operai e garantire anche il posto di lavoro a quelli dell'Allegato “C”? Il timore è che le parti raggiungano una soluzione salomonica, grazie alla quale tutti vengono assunti, ignorando, però, le diverse anzianità di servizio e quindi i diritti acquisiti.
Una paura infondata, sicuramente, ma che in un modo o nell'altro viene alimentata da alcune uscite poco felici del sindaco, che pare non riesca a fare tesoro dei propri sbagli. In aprile i sindacati e l'Amministrazione si incontrarono per stilare le linee guida del bando per la gestione dei rifiuti. Bene, mentre nei primi due incontri al tavolo delle trattative parteciparono tutti i sindacati, nel terzo incontro, su espressa richiesta della Cgil, le trattative proseguirono separatamente, in un tavolo si sedettero Comune e Cgil, che pare non riconoscere le altre sigle sindacali, ed in un altro tavolo, sempre il Comune e tutte le altre sigle sindacali. L'Allegato “C” fu approvato proprio in questo terzo incontro, in un accordo tra Cgil e Comune. Sembra un caso, ma la redazione di questo allegato è avvenuta grazie alle trattative separate e dopo il licenziamento di Claudio Conti, che sin dall'inizio, insieme alla Cisl, alla Uil, all'Ugl e all'Isa, si era opposto all'istituzione di questo elenco, che è illegittimo perché composto da dipendenti voluti ed assunti arbitrariamente da Busso e così imposti alla vincitrice della gara. Martedì erano in tanti i sindacalisti a ricordare quell'episodio, una decisione presa a tu per tu e poi prescritta alle altre sigle sindacali.
Qualcosa di simile è avvenuto pure lunedì, quando i 13 operai dell'allegato “C” si sono presentati in Comune e così dopo vari tira e molla una delegazione dei 13, solo quattro operai, sono stati ricevuti dal sindaco, naturalmente a porte chiuse. Siamo certi che nessun segreto è stato raccontato o svelato tra quelle quattro mura, ma da dietro il buco di una serratura le cose posso apparire molto più misteriose.
Errori, leggerezze, che non andrebbero commessi, specie quando gli animi sono così esacerbati. Se un centinaio di lavoratori entrano pacificamente in Comune per chiedere lumi ossia quello che è accaduto martedì, il sindaco non può non incontrarli, perché la gente si sente presa in giro, denigrata ed ignorata, in fondo si sta parlando del loro lavoro, della loro vita.
Comunque la discussione, per nulla chiarita, è stata spostata a domani mattina quando il sindaco incontrerà i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali, ennesima occasione per provare a fare un po' di chiarezza.


Presentata in conferenza stampa la prima mostra personale dell’artista Lucio Morando

Presentata in conferenza stampa la prima mostra personale dell’artista Lucio Morando

È stata presentata ieri 17 giugno in conferenza stampa al centro commerciale “Le Masserie” di Ragusa la prima mostra personale dell’artista Lucio Morando. La mostra del pittore di Chiaramonte Gulfi è intitolata “SPECCHIAti” e aprirà i battenti il 20 giugno alle ore 19:30, per terminare il 6 luglio e saranno esposte ben trenta opere. Alla conferenza stampa erano presenti il curatore della mostra Amedeo Fusco, Lucio Morando, Melania Canzonieri ed Erika Criscione di “Beauty Regeneration Ragusa” che, assieme a “4mani” di Chiaramonte e “C’era Una Volta” di Roccazzo, sostengono l’evento. Amedeo Fusco ha così illustrato ai presenti l’incontro con Lucio Morando, sottolineando i motivi che hanno dato inizio a questa collaborazione: “Sin dalla prima volta che ho visto sue opere, ho subito pensato di voler collaborare con lui e di voler fare in modo che più persone possibili potessero osservare i suoi lavori ed innamorarsene, proprio come è successo a me”. E, proprio per questo motivo, Amedeo Fusco ha già preso contatti con alcuni galleristi di diverse città italiane: “Dopo poche partecipazioni ad alcune collettive da me organizzate, in pochi mesi questo artista ha attirato l’interesse e l’attenzione di critica e collezionisti. E adesso, dopo tanto lavoro e tanta ricerca artistica, Lucio Morando arriva alla sua prima personale”. A proposito di ricerca artistica, il pittore chiaramontano ha descritto così il suo percorso: “Nonostante io abbia compiuto studi tecnici, ho sempre nutrito una sorta di rifiuto nei confronti del disegno. Fino a quando, un giorno, intorno ai miei quarant’anni, per caso ho cominciato a frequentare un corso di pittura tenuto da Angelo Campo. Poi, ho frequentato l’Accademia e ho continuato a lavorare, ma senza mai pensare di essere un Pittore”.
Il critico d’arte Rosario Sprovieri descrive così l’opera e la mostra di Lucio Morando: “La pittura di Lucio Morando annuncia primavera; lo fa svelando da uno scrigno assai prezioso l’aria, il tempo, le sfumature e gli arcobaleni della stagione di ogni gioia. La visione delle opere risulta piacevole, calda, lieve, come una carezza sulle gote di un bambino. […] Ecco, allora un turbinio di colori, pulsanti e vivaci, che creano un'atmosfera fiabesca, comunicando direttamente un forte senso di felicità e speranza. Morando ha forza considerevole, i suoi universi compositi svelano le perle più rare di quanto, sinora, gelosamente custodito nel suo mondo spirituale totalmente privato. E’ lì, in quegli universi, che è nata la sua straordinaria potenza espressiva, frutto delle passioni, nascoste e segrete, delle cose più intime e più amate …mai confessate, che gli appartengono. Lucio Morando affida tutto questo alle opere, a quegli innumerevoli pentagrammi ancorati al fitto reticolato delle vene minime del tebesio, in prossimità del distretto del cuore. Il mistero del proprio mondo interiore, lì affiora e si palesa in ogni tocco di pennello, in ogni accento di colore. Una potenza avvincente, inarrestabile, l’inconscio del non comunicato, del non detto, del non accettato è un magma, una folata di “air de cour”. Ogni tratto pittorico sprigiona, inequivocabilmente, l’energia dell’intangibile, che sta oltre ogni rivelazione, ogni mondo mistico; affiorano intimi angoli di paradiso che ogni uomo, quando è unito a questa energia, ha dentro di sé”.

 


Vittoria. Dopo un inseguimento per le vie della città, la Polizia li arresta

Vittoria. Dopo un inseguimento per le vie della città, la Polizia li arresta

Gli agenti del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Vittoria li hanno incrociati in Piazza del Popolo. Due volti noti per i loro precedenti di Polizia che viaggiavano a bordo di un’autovettura. Li hanno bloccati e stavano per procedere al controllo quando il passeggero del veicolo, aperto lo sportello è scappato a piedi per via Garibaldi.
Immediatamente inseguito è iniziata la corsa.
Via Garibaldi, poi a destra via Castelfidardo, a sinistra via IV Aprile ed ancora a destra via Gaeta, verso il dirupo.
Forse il malvivente pensava di averla fatta franca. Forse pensava che il dirupo, le canne ed i rovi fermassero il Poliziotto. Non è stato così. L’agente gli si è lanciato dietro. Hanno continuato la corsa nella scarpata tra le insidie ma il fuggitivo è stato raggiunto e bloccato.
Subito perquisito è stato trovato in possesso di due grammi marijuana nascosta dentro il calzino. E’ HADJ ALI Faras, nato a Vittoria 30 anni fa, con precedenti per reati dello stesso tipo.
Nel frattempo il conducente dell’autovettura, identificato per FIDONE Salvatore, vittoriese 24enne anch’egli con precedenti specifici, in atto sottoposto alla misura cautelare dell’obbligo di firma presso il Commissariato di Polizia era anch’egli sottoposto a perquisizione personale estesa all’autovettura, dove nel vano porta oggetti posto sotto il tappetino erano rinvenuti due involucri contenenti marijuana. Il primo pesava 35 grammi, il secondo 10 grammi.
Bloccatti entrambi i soggetti, gli agenti eseguivano perquisizioni presso i rispettivi domicili.
A casa di Fidone era rinvenuto un bilancino di precisione, a casa di HADJ ALI altri 20 grammi di marijuana.
Entrambi venivano condotti in Commissariato e successivamente arrestati per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente.
Fidone dovrà rispondere anche di guida senza patente.
La marijuana sarà inviata ai laboratori di sanità pubblica dell’ASP 7 per le valutazioni chimico fisiche della sostanza.


Gestione dei rifiuti. Le oscure alchimie tra maggioranza ed opposizione

Gestione dei rifiuti. Le oscure alchimie tra maggioranza ed opposizione

Il Consiglio comunale, che si è svolto ieri, è stato caratterizzato dalla protesta dei 13 lavoratori della ditta Busso inseriti nell'ormai celeberrimo allegato C, del Capitolato speciale d'appalto per il Servizio di igiene ambientale. Naturalmente le opposizioni hanno cavalcato subito la protesta, accusando l'Amministrazione di voler lasciare a casa questi 13 operai.
Sonia Migliore, Maurizio Tumino, Giuseppe Lo Destro, Elisa Marino, Giorgio Mirabella, Gianluca Morando e Mario Chiavola, sono stati tutti compatti nel dire che l'Amministrazione non li può licenziare, l'allegato C, che è illegittimo, va assorbito dagli allegati A e B.

Un errore madornale nonché gravissimo. Questi 13 lavoratori sono dipendenti della Busso e pagati, perciò, con i soldi di Sebastiano Busso e non con quelli del Comune. Se ci fossero ancora dubbi sulla posizione giuridica di questi lavoratori è lo stesso capitolato d'appalto a chiarirci la natura di questo elenco di nomi (l'Allegato “C”), che così recita: questi sono “Dipendenti assunti dall’impresa Busso unilateralmente anche oltre l’organico autorizzato dal Comune di Ragusa (138 full time e 37 part time 50%)”. Quindi in qualche modo sono dei dipendenti in esubero, non sono, appunto, autorizzati, non fanno parte di quel perimetro pubblico a cui fa riferimento il contratto nazionale della Fise Ambiente, il quale stabilisce che tutti i dipendenti, che negli ultimi otto mesi sono stati impegnati nel servizio ambientale, vengono assunti dalla vincitrice della nuova gara d'appalto, per intenderci il destino degli operai dell'allegato “A” e “B”. Ora, è un errore parlare di licenziamento nei confronti di questi 13 operai, che possono essere licenziati, è vero, ma solamente da Busso, in quanto sono suoi dipendenti e non dal Comune.

Chiarito questo punto, non possiamo che concordare con i consiglieri che giudicano l'Allegato “C” illegittimo, è una forzatura inserita nel capitolato, guarda caso, solo dopo il licenziamento dell'assessore Claudio Conti, il quale si era fermamente opposto a questa prescrizione. Un atto d'imperio che non ha alcuna legittimazione, nonostante quello che dice il segretario della Cgil Giovanni Lattuga. Infatti, con questo allegato una ditta privata, la Busso, obbliga, un'altra ditta privata, la vincitrice dell'appalto, ad assumere i suoi dipendenti. L'art. Art 18. del Capitolato speciale d'appalto afferma: “Il personale che cesserà dal servizio verrà immediatamente sostituito mediante assunzioni in proporzione 1 a 1, assunzioni che dovranno comunque essere fatte dall’impresa aggiudicataria, nel rispetto delle leggi in vigore e comunque di concerto con le organizzazioni sindacali e la stazione appaltante dando priorità assoluta al personale riportato nell’Allegato “C” del presente capitolato in modo che l’organico complessivo si mantenga sempre pari a 165 unità full time”. E' questa la logica nefasta che tutti stanno stranamente avallando. Forse ci sbaglieremo, ma questa “postilla” sembra possedere tutti i crismi per esser giudicata una clausola vessatoria. Perché continuano a parlare di licenziamenti? Chi viene licenziato? Nessuno. Tutt'al più dovranno solo aspettare che qualcuno vada in pensione, ma il discorso, lo ribadiamo, è un altro: questi 13 operai non fanno parte dell'ultimo capitolato d'appalto, quindi non possono entrare in questa nuova gara d'appalto.

Infine, in una riunione svoltasi questa mattina intorno alle 5, pare che Busso abbia dichiarato la sua volontà di non partecipare alla gara suddetta, se così fosse si apre uno scenario molto interessante ossia la gara andrà di sicuro deserta. La clausola 13.g del bando di gara stabilisce, pena l'esclusione, che la ditta partecipante debba: “Avere gestito, negli ultimi tre anni antecedenti la data di scadenza del termine di presentazione delle offerte, un centro di raccolta differenziata in almeno un comune con una popolazione non inferiore a 65.000 abitanti … ”. Un paletto solo all'apparenza innocente, infatti in zona non esistono società che possono vantare un tale requisito, di contro nessuna ditta dal nord si prenderebbe la bega di un appalto per soli 6 mesi, quindi, si renderà necessario concedere a Busso un'altra proroga.