L'Anfass di Modica chiede il rispetto della normativa e quindi dei disabili

L'Anfass di Modica chiede il rispetto della normativa e quindi dei disabili

uindiL’Anffas di Modica, che riunisce i familiari di disabili Intellettivi e/o Relazionali, invita la cittadinanza del Distretto n. 45 (Modica, Ispica, Scicli, Pozzallo) a richiedere alle Amministrazioni dei propri comuni la predisposizione di progetti individualizzati ex art. 14 della L. 328/00, nell’interesse dei propri familiari con disabilità (sia essa sensoriale, fisica, psichica, intellettiva e/o relazionale).
Vi esortiamo a richiedere il progetto previsto dall’art. 14 della l.328/00 non solo perché si tratta del riconoscimento di un vostro diritto (e le più recenti sentenze contro Scicli e Catania ce ne danno conferma), ma anche perché ciò consentirebbe di superare un’impostazione di natura “tecnico-amministrativa” per avviare una programmazione che abbia realmente come perno la persona disabile, nel rispetto della sua dignità, mirando a soddisfare i bisogni suoi e della sua famiglia in maniera articolata e complessiva.
Infatti, elemento imprescindibile del progetto individualizzato ex art.14 della l.328/00, sia nella fase di programmazione che di attuazione, è la volontà della persona beneficiaria (chi, meglio di lui, sa di cosa ha bisogno?), nonché quella della famiglia stessa.
Questo consentirebbe di instaurare un dialogo reciproco tra beneficiari ed amministrazione, che permetterebbe anche di “ripensare” il progetto, a seconda del maturare dei bisogni, condizioni, potenzialità di partenza, senza mai tralasciare quindi la globalità e la continuità dell’intervento.
Il messaggio che vorremmo passasse è il seguente: non vogliamo un welfare “calato dall’alto”, che fa della persona disabile un oggetto di cura, ma un welfare della persona, che accompagni il cittadino, quale soggetto attivo, lungo l’intero percorso di vita, rendendolo protagonista e attore di scelte e strategie, anche di tipo relazionale.
I nostri ragazzi hanno diritto a una vita quanto più possibile indipendente, il progetto individualizzato previsto dal’art.14 della l.328/00 può garantirgliela.
Per qualunque informazione e per la relativa modulistica non esitate a contattarci ai seguenti recapiti o a venirci a trovare in sede:
Indirizzo: Via Circonvallazione Ortisiana n.206 1/A (Ex C.da Treppiedi Sud);
e.mail: info@anffasmodica.it - Tel/fax: 0932/762877


Dog Professional. Onore all'assessore Campo, che adesso ha un altro compito...

Dog Professional. Onore all'assessore Campo, che adesso ha un altro compito...

Più di una volta, dalle pagine di questo giornale, abbiamo denunciato, attaccato ed accusato l'Amministrazione, che a nostro modo di vedere, troppo spesso, ha peccato di superficialità, per non dire altro. Ma non oggi. Oggi il nostro plauso, sincero e pieno, va alla celerità dell'assessore Stefania Campo.
Lo scorso 22 maggio rivolgemmo un appello alla Campo affinché facesse chiarezza sulla mattanza dei cani randagi, che ha caratterizzato la gestione della Dog professional dal 2005 al 2009. In quell'articolo, inoltre, chiedemmo di iniziare a pubblicare, sul sito web del Comune, i dati aggiornati sulla gestione del canile convenzionato con palazzo dell'Aquila. Infatti il computo relativo alle catture, ai decessi, agli affidi e alle sterilizzazioni dei randagi si fermava al 2009.
Oggi finalmente i dati sono aggiornati.

Con nostro enorme piacere scopriamo che, anno dopo anno, la percentuale di decessi si è sempre più assottigliata. Infatti sono solo un lontano e triste ricordo i picchi del 2005 (74% di decessi) o del 2006 (98% di decessi) o del 2007 (77% di decessi).

Nel 2010 la percentuale di decessi è scesa al 53%.
Nel 2011 la percentuale di decessi è pari al 45%.
Nel 2012 la percentuale di decessi è pari al 34%.
Nel 2013 la percentuale di decessi è pari al 22%.
Nel 2014 (sino ad aprile) la percentuale di decessi è pari al 5,8%.

A questo punto, non ce ne vorrà, ma l'assessore deve fare un ulteriore sforzo ossia capire perché ci furono tutti quei decessi, affinché non accada più, e, sopratutto, perché l'Asp di Ragusa non indagò e denunciò quello stato di cose. Il controllo sanitario dei canili privati, come stabilisce il decreto regionale n° 4 del 2008, infatti è di competenza delle Asp.


L'assessore regionale ai Beni Culturali, in visita in provincia, è rimasta incantata

L'assessore regionale ai Beni Culturali, in visita in provincia, è rimasta incantata

"Continua il percorso finalizzato alla valorizzazione dei siti Unesco". Così sottolinea l'on. Orazio Ragusa commentando la visita dell'assessore regionale ai Beni Culturali Giusi Furnari. "E' rimasta incantata visitando la Fornace Penna e l'ex Convento della Croce". "E' in atto - aggiunge Ragusa - un percorso virtuoso per valorizzare i beni culturali. A Palermo è passato un mio ordine del giorno che prevede che nel nuovo complemento di programmazione regionale per la gestione dei fondi comunitari 2014-2020 saranno pianificate misure tendenti a garantire interventi di salvaguardia, sostegno, recupero e sviluppo dei siti dichiarati dall’UNESCO patrimonio dell'umanità”.”Adesso ci sono le condizioni per parlare seriamente di sviluppo turistico – sottolinea Orazio Ragusa – il turismo legato al patrimonio culturale è il settore che può crescere rapidamente, modificando la struttura dell'economia dell’intera Provincia di Ragusa, determinando vantaggi significativi sui siti e sulle comunità locali.” Il primo passo riguarda la salvaguardia dell'ex Fornace Penna. “Ieri a Scicli - con l'assessore - è stata fatta una scelta politica chiara e netta che riconosce il valore ed il fascino di questo prezioso esempio di archeologia industriale. E’ nostro compito adesso attivarci per la messa in sicurezza e la valorizzazione di questo bene, anche attraverso la costruzione di una visione condivisa (anche con i proprietari) di un progetto partecipato di salvaguardia e trasformazione”.


Smantellata dai carabinieri organizzazione mafiosa con base a Scicli + Video operazione

Smantellata dai carabinieri organizzazione mafiosa con base a Scicli + Video operazione

I Carabinieri della Compagnia di Modica hanno dato esecuzione a cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal GIP del Tribunale di Catania, nei confronti di
altrettante persone sottoposte ad indagini preliminari per i reati di associazione per delinquere di stampo mafioso, estorsione, truffa, furto e violenza privata, aggravati dall’aver agito con metodo mafioso.
L’attività investigativa, coordinata e diretta dalla Procura Distrettuale Antimafia di Catania, è stata svolta dai Carabinieri della Compagnia di Modica nel periodo che va dal maggio 2012 al settembre 2013.
Le indagini hanno permesso di fare luce su un’ organizzazione, di stampo mafioso, radicata sul territorio sciclitano.
Dalle indagini emerge che il sodalizio criminale, avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento in cui versavano le vittime, ha imposto il suo controllo, compromettendone anche la regolare attività, sull’azienda che aveva l’appalto per la raccolta e gestione dei rifiuti solidi urbani per il Comune di Scicli.


Le indagini hanno, altresì, permesso di far luce su gravi e ripetuti episodi di minaccia e violenza, commessi avvalendosi del metodo mafioso.
Infatti, uno degli indagati è stato in grado di farsi, prima, assumere come netturbino a tempo determinato, poi di ottenere un contratto a tempo indeterminato e infine di avere ben tre promozioni al livello superiore, con conseguenti aumenti stipendiali.
Ciò ha permesso al predetto di assumere di fatto il ruolo di capocantiere nell’azienda, impedendo alle persone, di volta in volta, designate dalla dirigenza di svolgere le proprie mansioni di coordinamento e controllo sulle attività di raccolta rifiuti servendosi di ripetute violenze, minacce e atti intimidatori gravissimi.
Inoltre, grazie al ruolo di spicco acquisito nell’azienda, questi ha imposto l’assunzione di quattro persone, tutte suoi parenti o amici.
Inoltre, i sodali hanno sfruttato la loro mansione di netturbini per perpetrare truffe ripetute nel tempo in danno della citata ditta di raccolta rifiuti.
Le truffe si sostanziavano nel fatturare importi superiori a quelli reali ogniqualvolta veniva fatto il rifornimento di carburante ai mezzi del cantiere, ottenendone come profitto l’appropriazione delle plusvalenze di carburante indebitamente pagate dalla ditta per un danno economico di diverse migliaia di euro mensili (circa 15mila euro in più al mese). Altre volte gli adepti dell’associazione mafiosa si introducevano nottetempo nel cantiere per rubare il carburante dai serbatoi dei veicoli.
Peraltro, per rendere più agevole la perpetrazione di tali condotte criminose, uno degli indagati aveva costretto il titolare della ditta ed il capocantiere a parcheggiare i mezzi di lavoro nel piazzale antistante alla propria abitazione di residenza ubicata nella campagna sciclitana, quindi ben lontano dalle zone più trafficate del centro abitato.

 

-MORMINA Franco, il capo, 45enne netturbino per il Comune di Scicli e sorvegliato speciale di P.S.;

-MORMINA Ignazio, 26enne figlio di MORMINA Franco, anch’egli netturbino per il Comune di Scicli;

-MORMINA Gianni, 46enne fratello di MORMINA Franco, anch’egli netturbino per il Comune di Scicli;

-FIDONE Giacomo, 45enne pluripregiudicato sciclitano già ristretto in carcere per altre gravi vicende giudiziarie;

-LUTRI Ugo, 54enne pluripregiudicato sciclitano con precedenti per associazione a delinquere di stampo mafioso ed altro.

MORMINA Franco effigie

mafia


Il turismo e la pesca sono messe seriamente a rischio dalle trivellazioni in mare

Il turismo e la pesca sono messe seriamente a rischio dalle trivellazioni in mare

Possiamo facilmente immaginare a quale paese verrebbe mandato un “normale mortale” se, dopo aver chiesto di realizzare due villette, ne realizzasse solo una e poi, dopo oltre trenta anni si presentasse agli Enti preposti dichiarando di aver “dimenticato” di realizzare la seconda e di volerla realizzare solo ora. Ma quando gli interessi sono grandi le cose vanno in modo alquanto diverso.

Un caso lampante è quello della piattaforma petrolifera Vega B della società Edison, che prevede il raddoppio della già esistente piattaforma Vega A al largo di Pozzallo. L’area dove dovrà essere ubicata rientra infatti all’interno della fascia di rispetto delle 12 miglia imposta, per i nuovi impianti, dal D.Lgs 128/2010 (Decreto Prestigiacomo in parte modificato dalla Legge 134 del 2012). Quindi, se la piattaforma Vega B fosse considerata un nuovo progetto non potrebbe essere realizzata. Per la Edison, invece, la Vega B non deve essere considerata un nuovo progetto, perchè fa parte di un programma approvato con dal Ministero oltre trent’anni fa (Decreto MICA del 17 febbraio 1984). Praticamente, dopo aver realizzato Vega A, hanno per cosi dire “dimenticato” di realizzare la seconda piattaforma e dopo trent’anni se la sono “ricordata”!
Per questo motivo, ed altri ancora, Legambiente ha scritto ai Sindaci del ragusano chiedendo con forza quali siano le loro reali intenzioni e se, in buona sostanza, oltre alle abbondanti parole profuse due anni fa contro il progetto Vega B, avranno anche la capacità di far seguire i fatti quali, ad esempio, un ricorso al TAR contro il Provvedimento di VIA dato per imminente.
Infatti alla fine dell’estate 2012 furono raccolte oltre 57 mila firme e più di 50 Sindaci siciliani, col sostegno del Governo Regionale e delle Associazioni Ambientaliste, appoggiano la campagna di Greenpeace «U mari nun si spirtusa» contro la petrolizzazione del Canale di Sicilia, a cominciare dalla Vega B. Quasi tutti i sindaci iblei furono “entusiasti” nel sottoscrivere quell’appello (tranne quello di Pozzallo che, seppur inizialmente lo avesse firmato, dopo qualche settimana fece una clamorosa marcia indietro) e non si contarono le numerose “gite in barca” a manifestare contro il raddoppio della piattaforma. A quel tempo il progetto stava iniziando l’iter della VIA al Ministero.

Dopo circa due anni fonti giornalistiche danno per quasi imminente il provvedimento di VIA. Diciamo quasi imminente in quanto la Commissione Tecnica di Valutazione Ambientale (CTVA) nel 2013 ha dato parere positivo con prescrizioni ma, a distanza di nove mesi, non ha ancora predisposto il provvedimento. Un fatto alquanto anomalo, come l’”assordante silenzio” di tutte le Amministrazioni dopo le dichiarazioni fatte nella “rovente” (per le polemiche) estate 2012.
La ferma richiesta e presa di posizione delle Associazioni ambientaliste iblee è legata, oltre alle anomalie procedurali, a tutta una serie di fattori, sia ambientali che economici.
In primis ovviamente la Questione della sicurezza. Secondo quanto dichiarato dagli “Esperti del Settore”, l’industria petrolifera negli ultimi anni ha fatto passi da gigante, sia in termini di innovazione tecnologica, che di sicurezza; un eventuale incidente sarebbe molto improbabile, anche in virtù di Leggi molto stringenti. Tuttavia, se si “spulcia” la normativa, la situazione si presenta diversa: infatti in tema di sicurezza sul lavoro va evidenziato che il Decreto Legislativo 626 del 1994 è stato modificato ben 194 volte fino a quando, alla 195esima, è stata abrogato e sostituito dal D.L. 81/2008 che a sua volta è stato già modificato 278 volte. Invece la specifica legge per le trivellazioni (D.L. 624/1996), molto simile alla 626/1994, stranamente in tutti questi anni non è stata mai modificata. Appare quanto meno curioso che un settore in continua evoluzione quale quello petrolifero abbia una specifica legge italiana sulla sicurezza dei lavoratori praticamente immutata da 20 anni. Ciò non depone certo in favore di una maggiore sicurezza anche in tema di controlli che lo Stato esercita sugli impianti.

Un eventuale incidente potrebbe causare nelle nostre coste danni incalcolabili dal punto di vista ambientale (basti ricordare ad esempio che nel 2009 il semplice sversamento di un po' di petrolio da una singola petroliera ha inquinato decine di chilometri di spiagge nella costa ionica calabrese..). Ma anche l'economia sarebbe di conseguenza a rischio soprattutto nel settore turistico e della pesca.
Gli “Esperti del Settore” hanno sempre sostenuto che nella lontana ipotesi che ciò succeda, grazie all’adozione di opportuni interventi tale rischio verrebbe di fatto estremamente ridimensionato. Ma il “Piano di pronto intervento nazionale per la difesa da inquinamenti di idrocarburi o di altre sostanze nocive causati da incidenti marini” approvato con Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri il 04 Novembre 2010, in totale divergenza con quanto dichiarato dai soliti “Esperti del Settore”, riporta la seguente considerazione:“… le varie tecniche di rimozione, pur combinate tra loro e nelle condizioni ideali di luce e di mare, consentono di recuperare al massimo non più del 30% dell’idrocarburo sversato. Tale percentuale tende rapidamente a zero con il peggioramento delle condizioni meteo-marine. Impossibile operare la rimozione in assenza di luce.”
Considerato che il mare ibleo, e il Canale di Sicilia in generale, sono oggetto di interesse di diverse Società Petrolifere (Transunion Petroleum, ENI, Edison, Nautical Petroleum, Northerm Petroleum, Audax), è necessario che su questi temi si pretenda una rigorosa attenzione non solo a parole.
L'ambiente ibleo, e siciliano in generale, non ha certo bisogno di questa spada di Damocle, né l'economia potrà avere positive ripercussioni da un comparto che, grazie ad una politica collusa e corrotta, paga le royalties più basse al mondo e non paga imposte allo stato per le prime 50.000 tonnellate estratte. Alla luce di questi fatti è logico mettere a rischio il mare, il turismo e la pesca per estrarre una quantità di petrolio che servirà a fare girare i nostri camion per neanche due mesi?


La Marina Militare in 24 ore salva più di 2500 migrati

La Marina Militare in 24 ore salva più di 2500 migrati

Tutte le navi della Marina Militare inserite nel dispositivo aeronavale interforze Mare Nostrum sono impegnate da ieri in soccorso a 17 imbarcazioni di migranti provenienti dalle coste del nord Africa soccorrendo oltre 2500 migranti, numero ancora provvisorio.

La nave anfibia San Giorgio è intervenuta in assistenza a 5 natanti imbarcando 998 migranti tra cui 214 donne e 157 minori.

Il pattugliatore Orione in tre eventi di soccorso, l'ultimo dei quali ancora in corso, ha trasbordato da natanti in difficoltà oltre 400 migranti, numero ancora non definitivo.

La fregata Scirocco in tre operazioni di recupero ha imbarcato 206 migranti e trasferito altri 94 sulla nave mercantile Glory Tellus (bandiera panamense)

La corvetta Sfinge ha soccorso e recuperato 113 migranti a bordo di un gommone ieri ed ha iniziato pochi minuti fa un altro intervento SAR (Search and Rescue) nei confronti di un altro natante con oltre 200 migranti a bordo.

La motovedetta della Capitaneria di Porto CP306 è intervenuta in assistenza di tre natanti soccorrendo 450 migranti e trasferendoli sulla Motonave Maersk Regensburg (bandiera Hong Kong).

Altri 175 migranti sono stati imbarcati sul rimorchiatore Asso24 e trasferiti sulla Motonave Jigawa (bandiera moldava).

Ad Augusta ieri pomeriggio è arrivata la fregata Bergamini per lo sbarco di 443 migranti: tra questi è stato fermato a bordo della nave della Marina Militare un presunto scafista.


Consigliere D'asta deve scegliere, concerto o libri

Consigliere D'asta deve scegliere, concerto o libri

Caro consigliere Mario D'Asta ha fatto bene a segnalare e denunciare l'inopportuna coincidenza dell'inaugurazione della manifestazione letteraria “A Tutto Volume” con il concerto della vincitrice della trasmissione televisiva “Amici”, Deborah Iurato.

Ha fatto bene, ma a nulla è servito, come ha spiegato il sindaco Piccitto, durante la conferenza stampa di presentazione del Festival letterario. Gli impegni assunti dalla Iurato con la casa discografica, con la quale deve ancora firmare il suo contratto, non hanno permesso nessun margine di movimento all'Amministrazione, che si è vista costretta a fissare il concerto per questa sera, venerdì 6 giugno, quindi né il 7 né l'8 giugno, magari come concerto di chiusura della manifestazione. Gli impegni sono impegni!
Ci spiace per il direttore del Festival Roberto Ippolito, che, con una certa vena sarcastica, si è rammaricato del fatto di non poter partecipare al concerto della Iurato, ma pare che, già lo scorso gennaio, avesse prese un impegno proprio per questi giorni.


La compagnia G.o.d.o.t. presenta: “Sogno di una notte di mezza estate”

La compagnia G.o.d.o.t. presenta: “Sogno di una notte di mezza estate”

Un classico del teatro shakespeariano sarà in scena nel fine settimana a Ragusa. Saranno i giovani attori del laboratorio junior della Compagnia G.o.D.o.T. a portare in scena locandina sabato 7 alle ore 21 e domenica 8 alle ore 19 al cine teatro Lumiere di Ragusa. Con la regia e le scene di Vittorio Bonaccorso, l’adattamento e i costumi di Federica Bisegna, sul palco ci saranno gli allievi Giuseppe Arezzi, Sofia Armenia, Alessio Barone, Federico Battaglia, Bruna Bellassai Sergio Cannata, Sara Cascone, Federica Guglielmino, Gaia Guglielmino, Chiara Leggio, Miriam Lembo, Martina Marino, Lorenza Modica, Rolf Minardi, Doriana Nobile, Carola Occhipinti, Mattia Piras, Lorenzo Pluchino, Elena Roccuzzo, Micaela Sgarlata, Alessia Trapani. La commedia, capolavoro di William Shakespeare, intreccia tre storie collegate tra loro dalla celebrazione del matrimonio tra Teseo, duca di Atene, e Ippolita, regina delle Amazzoni. Una vera e propria scommessa per i giovani attori del laboratorio junior che già hanno riscosso vari successi. “Dopo i risultati entusiasmanti che abbiamo ottenuto insieme ai nostri piccoli-grandi allievi del gruppo junior, con due copioni che per ragazzi non sono, e cioè “La sinfonia del destino” e “Rivoluzionari cercasi” – spiega il regista Vittorio Bonaccorso - abbiamo voluto osare navigando verso William Shakespeare. Ci è parso che “Sogno di una notte di mezza estate” potesse essere l’occasione per i nostri ragazzi di avvicinarsi al Grande Bardo nel modo migliore. Ci serviva, infatti, un testo che potesse unire tutti gli elementi tipici della favola ma, al tempo stesso, avesse le peculiarità di un’opera conosciutissima ed importante. Un testo, insomma, che fosse sia onirico che ironico. Sembrano due aggettivi inventati proprio da Shakespeare: “onirico” , infatti, è l’anagramma di “ironico”. Le stesse lettere, composte in modo diverso, contengono entrambi i significati. Proprio come in quest’opera, dove il mondo degli uomini condivide con quello degli spiriti le stesse emozioni, gli stessi sentimenti, pur essendo agli antipodi. In fondo, anche gli antichi Greci (la storia è ambientata appunto ad Atene) immaginavano che gli dei avessero fattezze antropomorfe e provassero collera, gelosia, invidia, amore proprio come gli esseri umani. Molte le citazioni di classici: Bottom si trasforma in Asino proprio come Lucio ne l’Asino d’oro di Apuleio; tanti i rimandi a testi dello stesso Shakespeare: nell’amore osteggiato di Ermia e Lisandro c’è, forse, in nuce Romeo e Giulietta. Ritroviamo anche il gioco del teatro nel teatro, tanto caro ad Amleto, nella pedestre e comicissima rappresentazione organizzata dagli artigiani. Anche in questo caso la prova è impegnativa, soprattutto perché non abbiamo fatto sconti al testo, tranne per piccoli tagli dovuti ed alcune licenze nell’adattamento curato da Federica Bisegna. Per quanto mi riguarda, vedere ragazzi di quest’età entusiasmarsi per questo testo, capire ed esprimere nel modo più compiuto intenzioni difficilissime anche per i più esperti attori, assumere nei confronti della realizzazione dello spettacolo un rigore assoluto, li considero già come la vittoria di questa ardua scommessa”. Per info: 339.3234452 - 338.4920769 o info@compagniagodot.it.


Scicli. L'acqua ritorna potabile

Scicli. L'acqua ritorna potabile

Il sindaco ha provveduto a revocare l’ordinanza con la quale veniva vietato l’uso potabile delle acque per consumo umano provenienti dai serbatoi Dammusi e Currumeli.
A seguito delle nuove analisi nelle acque, effettuate dall’Asp di Ragusa, i valori evidenziati sono nella norma e quindi la situazione si è normalizzata.
I serbatoi di Dammusi e Cururmeli alimentano la rete idrica di Donnalucata, Palja Grande, Cava D’Aliga, c.da Corvo e le zone limitrofe.


Crisi agricola. Sen Mauro (FI): "L'unica soluzione è lavorare insieme"

Crisi agricola. Sen Mauro (FI): "L'unica soluzione è lavorare insieme"

“Continuo a ricevere richieste di aiuto da parte di imprenditori agricoli disperati, senza però che sia ben chiaro in che modo intervenire per fermare la crisi che colpisce questo settore più di ogni altro”. Lo ha dichiarato il senatore di Forza Italia Giovanni Mauro, all'ennesima richiesta di intervento da parte di un imprenditore agricolo.

“Sappiamo che nell'ultimo mese – spiega il senatore azzurro – nel mercato ortofrutticolo di Vittoria non viene venduto, in media, più del 25% della produzione agricola locale. E' una situazione che costringe i coltivatori a disfarsi dell'invenduto come se fosse un rifiuto qualsiasi. In verità, è da molti anni che il mondo agricolo, quello siciliano in particolare, richiede interventi a sostegno del lavoro che non siano, però, solamente economici, ma legislativi. Sono necessarie, per esempio, la tutela delle produzioni italiane rispetto a quelle di importazione, la determinazione di prezzi minimi di vendita sotto ai quali non poter andare, l'istituzione di un osservatorio che possa vigilare sui prezzi, la qualità e la provenienza delle produzioni. Sfortunatamente, nonostante in molti si siano presi l'impegno di occuparsi della vicenda in questi termini, è mancata la sinergia tra i vari livelli istituzionali a seconda della competenza, regionale, nazionale o europea. E intanto, nelle campagne della nostra fascia costiera, gli imprenditori agricoli sono costretti a buttar via il frutto del loro lavoro o, nella migliore delle ipotesi, a donarlo ai bisognosi”.
“Forse abbiamo l'ultima occasione – aggiunge Mauro – prima che la situazione diventi irreversibile, per cercare di occuparci tutti insieme e contemporaneamente dei problemi degli agricoltori. Da una parte vi sono gli evidenti problemi che concernono la vendita dei prodotti agricoli e dall'altra il perverso sistema di tassazione che, paradossalmente, punisce chi non può pagare più di chi non vuole pagare”.
“Un'azione comune e condivisa, alla Regione e al Parlamento e in Europa, al di là degli steccati della politica, auspicabilmente coordinata dal Ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina– conclude – potrebbe essere l'unica soluzione perché si possa trovare un sistema capace di aiutare concretamente le aziende agricole. E' un appello, il mio, nei confronti di tutte le forze politiche, di qualsiasi colore, a lavorare insieme per il raggiungimento di un obiettivo capace di determinare la sopravvivenza di un'intera economia”.