Il sindaco e la…..mania museale

Da persona che ha visto le tante mutazioni del Castello di Donnafugata, negli anni, non posso che essere soddisfatto della piccola cerimonia di oggi svoltasi nei locali abbandonati da tempo che si trovano nel piazzale antistante all’antico palazzo nobiliare. Infatti alla presenza del Sindaco, di parte della sua amministrazione e  dei tecnici comunali che hanno redatto il progetto, sono stati consegnati  all’impresa aggiudicataria i lavori di recupero dei suddetti immobili comunali .
Si tratta di tutta la costruzione sinistra, dai tetti diruti,  che  aveva avuto, tempo fa,  qualche anno di gloria essendo stata trasformata in un elegante ristorante che in onore delle  figlie del proprietario si chiamava” Le 3 Fontane”. Il locale non ebbe vita ne lunga ne felice, dicevamo, perchè una notte andò completamente in cenere a causa di “un corto circuito” cosi’ almeno si scrisse nel fascicolo. Senza entrare nel merito devo dire che è davvero impensabile che nel sito più visitato della provincia e non solo si potuto permettere che  una costruzione visibile dal basso ma soprattutto dall’alto, cioè dalla terrazza del Castello, sia rimasta per tanto tempo in quelle condizioni. Tra l’altro i locali erano di proprietà del comune i cui sindaci pro tempore  pur beandosi della ottima fama del palazzo non badavano alle aree circostanti. Bene dunque ha fatto Cassì e compagni a impegnarsi, attraverso bandi vari, per il recupero di quello stabile che offriva una pessima immagine al visitatore. La mia critica però fa riferimento all’uso che l’amministrazione intende farne: “Museo del contadino” che esporrà gli utensili utilizzati nei processi produttivi dell’attività rurale e abbinate alle eccellenze dell’enogastronomia iblea che spero non verranno messe in vendita direttamente dal Comune. Cogliamo infatti l’occasione per ribadire che il Castello è di per se un Museo e non giova aggiungere a questo patrimonio ancora collezioni di ogni tipo, in questo caso, dagli abiti agli aratri.
Non riesco a capire perchè tutta la squadra culturale del sindaco non sappia pensare al Castello come patrimonio completo sia per la qualità e la quantità di quello che vi è contenuto sia per la natura che lo circonda e infine per la storia che rappresenta.
E pensare che il Castello avrebbe proprio tutto quello che il turista vuole ma che gli viene negato. Non c’è un parcheggio adeguato, manca un’idonea pulizia di tutta l’area antistante, il parco, 8 ettari, da solo un’idea di quello che era al tempo del barone Corrado Arezzo, gli scherzi non funzionano, la coffe house è in disuso e scolorita, i viali sono polverosi e le fontane asciutte. Non esiste una caffetteria, un book shop, ci sono appena 2 bagni pubblici e manca un adeguato sistema di guide. Ma costa più di 6 euro! Insomma non si riesce a capire quale sia la motivazione per cui ogni anno 70/80 mila persone lo “assaltano” se non appellandosi a quell’emozione che la parola Donnafugata, con o senza la leggenda della donna rapita, suscita nel visitatore.    Secondo me, dunque, tutti questi sforzi museali si dovrebbero fare per arricchire altri siti cittadini nel tentativo di convincere il turista ad allungare il suo soggiorno a Ragusa.
Ciò detto riportiamo quello che è scritto nel comunicato stampa   del Comune

“Diamo il via oggi – ha dichiarato il primo cittadino – a questo intervento
programmato dall’Amministrazione comunale che nel 2019 ha affidato l’incarico di
progettazione ai tecnici comunali ing. Giuseppe Corallo, al geom. Gianni Guardiano
e all’ing. Beniamino Calabro, Rup dell’intervento. Nostra intenzione è quella di
recuperare questi immobili comunali che valorizzeranno ulteriormente l’antico
maniero di Donnafugata”.
“Consegniamo oggi all’impresa Edilzeta Spa di Modica, aggiudicataria
dell’intervento per il prezzo di € 295.479,38 al netto del ribasso offerto del 26,977%
sul prezzo a base di gara di € 395.652,85 – afferma l’assessore ai lavori pubblici
Gianni Giuffrida – questi lavori che dovranno essere completati entro 180 giorni.
L’intervento riguarderà il recupero dei 360 mq di superficie complessiva coperta con
il consolidamento delle opere murarie perimetrali ed interne comprese anche le
grandi arcate in pietra che collegano i diversi ambienti, il rifacimento dei tetti, la
realizzazione dei servizi igienici”.
L’obiettivo che questa Amministrazione intende raggiungere – dichiara Giovanna
Licitra nella qualità di assessore allo sviluppo economico – è quello di riqualificare
gli ampi spazi dell’immobile realizzando un Museo del contadino che accolga al suo
interno strumenti, attrezzature e testimonianze anche fotografiche e audiovisive, sui
prodotti e sui processi produttivi delle antiche tradizioni contadine. Uno spazio sarà
inoltre dedicato ad una esposizione dei prodotti ricavati dalla coltivazione della terra
con particolare riferimento alle eccellenze iblee, tra cui il formaggio, l’olio, il vino,
conserve, le produzioni dolciarie e così via. Per realizzare tale opera pubblica
l’Amministrazione comunale ha ritenuto opportuno partecipare al bando della
Sottomisura 7.6 dell’Assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e
della Pesca Mediterranea del Dipartimento regionale dell’agricoltura, presentando
un apposito progetto dell’importo di € 510.000 che è stato ritenuto finanziabile e
collocato al 3° posto nella graduatoria regionale”.
“Considero più che opportuno – aggiunge l’assessore alla cultura Clorinda Arezzo –
l’intervento di ristrutturazione dell’edificio che occupa il lato sud-ovest della piazza
a esedra che funge da ingresso monumentale al Castello di Donnafugata. La
destinazione a Museo Contadino, più che attinente alla storia del Castello, sorto
come azienda agricola e divenuto solo nel tempo il Castello che oggi conosciamo,
arricchirà l’offerta culturale del borgo di Donnafugata. In una necessaria visione di
insieme di ciò che oggi si offre al visitatore e di ciò che a breve gli si offrirà, si è
pensato, in uno strategico gioco di squadra, di affiancare alla pur necessaria parte
informativa, grazie alla quale si racconterà il “mondo contadino” su cui il Castello
poggia le proprie fondamenta, anche una parte più strettamente legata al “prodotto
contadino” attraverso modalità esperienziali e formative”.

di Direttore13 Gen 2021 18:01