Fine dei debiti!!!!

Fine dei debiti!!!!

Dal deficit al surplus. La Regione Siciliana ha azzerato il disavanzo e, per la prima volta, registra un avanzo di amministrazione positivo pari a 2,15 miliardi di euro.
Il dato emerge dal Rendiconto generale 2024, approvato oggi dalla giunta. Il documento contabile evidenzia un recupero di oltre 3 miliardi di euro nell’ultimo esercizio, che ha permesso non solo di azzerare il disavanzo del precedente esercizio 2023, pari a poco più di 900 milioni di euro, ma anche di realizzare un avanzo superiore ai 2 miliardi.
Si tratta di un risultato senza precedenti: basti pensare che nel 2015, anno in cui la Regione ha iniziato ad applicare il decreto legislativo 118, il disavanzo aveva raggiunto i 6,192 miliardi di euro e che alla fine del 2022 il disavanzo era ancora pari a 4 miliardi.
«Abbiamo raggiunto un risultato senza precedenti per la nostra Regione, un motivo di orgoglio per il mio governo  - ha detto il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, oggi pomeriggio a Palazzo d’Orleans, nel corso di una conferenza stampa per illustrare i dati del Rendiconto - è frutto di un lavoro quotidiano, di gioco di squadra, di un proficuo e costante dialogo con il governo nazionale, di un’azione che ha spinto la crescita dell’economia regionale e di una politica di concretezza e rigore condivisa dai miei assessori al Bilancio, cominciata con Marco Falcone e portata a termine da Alessandro Dagnino».
All’incontro con la stampa erano presenti l’assessore all’economia Alessandro Dagnino, il ragioniere generale della Regione Ignazio Tozzo e il dirigente generale del dipartimento delle Finanze Silvio Cuffaro. In collegamento da Bruxelles anche l’ex assessore Marco Falcone, oggi deputato europeo.
«La Sicilia - ha continuato Schifani - adesso ha i conti in regola. All’atto del nostro insediamento, la regione aveva un disavanzo di 4 miliardi, oggi registriamo un avanzo di oltre due miliardi. Questo governo, con le sue scelte, ha dimostrato di saper guardare non soltanto all’oggi, affrontando le emergenze e ottenendo un aumento del pil superiore a quello nazionale, che ha fruttato un aumento del gettito fiscale, ma ha lo sguardo sul futuro, creando le premesse per uno sviluppo stabile che abbia ricadute anche sull’occupazione per i nostri giovani e sulla qualità della vita dei Siciliani. Per questo voglio essere chiaro: sono risorse che destineremo prioritariamente a investimenti».
Il Rendiconto 2024 si adegua alle raccomandazioni e ai rilievi formulati dalla Corte dei conti in occasione dei giudizi di parifica degli anni scorsi.

 

Tra le principali voci che hanno contribuito all’avanzo di amministrazione il rafforzamento del trend di aumento delle entrate. Grazie alla crescita dell’economia siciliana la Regione ha incassato nel 2024 circa 2,6 miliardi, oltre le stime. In particolare, è stato registrato un maggiore gettito di 1,125 miliardi di Irpef, 466 milioni di Ires (imposta sul reddito delle società), 387 di Iva, 116 di bollo auto e 73 di imposta di registro.

 

«Con l’approvazione del Rendiconto 2024 – afferma l’assessore dell’Economia Alessandro Dagnino - la Regione segna un passaggio storico: dal deficit al surplus. Abbiamo portato a segno uno straordinario obiettivo di risanamento grazie al dividendo fiscale e a politiche economiche e di bilancio ispirate ai principi di rigore e sviluppo. Con l’approvazione del rendiconto 2024 si apre una nuova stagione per i conti della regione, che consentiranno di spingere ulteriormente sullo sviluppo, incrementando la spesa produttiva per investimenti. Lo straordinario dato registrato oggi ci consente di puntare in modo deciso alla risoluzione del contenzioso con la Corte dei conti sui rendiconti degli anni precedenti, con l’obiettivo di liberare ulteriori risorse per gli esercizi futuri. Inoltre potremo immediatamente contare su spazi finanziari significativamente più elevati, da utilizzare già nella prossima legge di stabilità anche attraverso la fiscalità di vantaggio recentemente ottenuta con l’approvazione delle nuove norme di attuazione dello Statuto regionale”.

50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea

50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea

Tutto pronto per la 50ª edizione della Fiera agroalimentare mediterranea (Fam), uno degli eventi più attesi nel panorama agricolo e zootecnico siciliano, che si terrà da venerdì a domenica nella nuova location di via Prof. Vincenzo Malfitano a Ragusa. Un’edizione speciale che segna mezzo secolo di storia, evoluzione e legame con il territorio, simbolo dell’identità agricola e zootecnica della provincia iblea.

La presentazione ufficiale si è svolta questa mattina a palazzo di Città, con la partecipazione delle principali autorità istituzionali e degli enti coinvolti nell'organizzazione dell’evento. Un legame profondo con il territorio. Il sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, ha sottolineato l’importanza della manifestazione: “Sappiamo quanto l’economia di Ragusa e dell’intera provincia si basi sullo sviluppo del comparto agroalimentare. Questo settore rappresenta le fondamenta sociali ed economiche della nostra città. La Fam è il momento della celebrazione, dell’impegno e dell’identità condivisa. Quest’anno inauguriamo una nuova location, più vicina al contesto urbano, una scelta che avvicina la fiera alla città e viceversa, rafforzando il legame tra comunità e territorio”. Anche Maria Rita Schembari, presidente del Libero consorzio comunale di Ragusa, ha evidenziato il sostegno dell’ente: “È nostro dovere supportare una manifestazione così significativa. L’agricoltura e l’allevamento rappresentano la nostra storia e il nostro futuro, grazie anche alle innovazioni tecnologiche che permettono un’agricoltura più sostenibile e un allevamento estensivo di qualità”. Il commissario straordinario della Camera di Commercio del Sud Est, Antonino Belcuore, ha ribadito la solidità della manifestazione: “Cinquant’anni di attività confermano la sostanza della Fam. La fiera racconta un territorio che vive e prospera grazie alle sue risorse naturali e alle sue imprese. La Camera di Commercio non può che essere presente per favorire e sostenere un’iniziativa di tale rilevanza”. Dall’Istituto sperimentale zootecnico per la Sicilia, il direttore Giovanni Siino ha messo in evidenza l’importanza del supporto tecnico: “Siamo orgogliosi di collaborare, offrendo assistenza tecnica agli allevatori del territorio. Il nostro obiettivo è valorizzare prodotti d’eccellenza come il Ragusano Dop, che merita di essere conosciuto e apprezzato non solo in Italia, ma nel mondo”. Giorgio Massari, assessore allo Sviluppo economico del Comune di Ragusa, ha evidenziato il valore storico e culturale della fiera: “La Fam non è solo un evento economico, ma un momento di riscoperta della nostra identità. Quest’anno festeggiamo i 50 anni della fiera moderna, ma le radici di questa manifestazione risalgono a oltre un secolo fa come testimonia il riconoscimento che abbiamo recuperato e che premia un allevatore di Ragusa già nel giugno del 1925. Inoltre, siamo lieti di annunciare che Ragusa è stata designata ‘Città del Formaggio 2026’ dall’Onaf, un riconoscimento che ci permetterà di valorizzare ulteriormente le nostre eccellenze”. Alla conferenza stampa erano presenti anche il presidente del Consiglio Comunale Fabrizio Ilardo, il vicesindaco Gianni Giuffrida, gli assessori Elvira Adamo e Andrea Distefano, i consiglieri comunali Salvatore Battaglia e Sergio Schininà, e i rappresentanti del Consorzio Provinciale Allevatori, che sta curando l’organizzazione dell’evento. C’erano anche i rappresentanti di Baps, Progetto Natura, Despar, Ragusa Latte, Colacem, Iabichella, Spadola e Sallemi carburanti che stanno sostenendo la kermesse. La 50ª edizione della FAM offrirà un ricco calendario di eventi: mostre zootecniche, degustazioni di prodotti tipici, workshop dedicati all’innovazione agricola, convegni tematici e spazi dedicati alle eccellenze del territorio. L’obiettivo è promuovere la sostenibilità, la qualità e le tradizioni che fanno della provincia di Ragusa un punto di riferimento nel settore agroalimentare. Un’occasione imperdibile per operatori del settore, famiglie e visitatori curiosi di scoprire le meraviglie di un territorio che continua a crescere e innovarsi nel rispetto delle proprie radici.


Paga per quello che butti nella spazzatura.

Paga per quello che butti nella spazzatura.

Il circolo Legambiente di Ragusa interviene sulla questione del bando per la raccolta dei rifiuti a Ragusa che deve essere pronto al più presto visto che l'affidamento alla ditta Busso è scaduto da un po'. E' necessario migliorare alcuni servizi e insistere soprattutto nella comunicazione.
Lunedì 15 settembre, si legge nella nota,  abbiamo partecipato ad un incontro presso la sede della SRR, sulla nuova gara
di igiene urbana del comune di Ragusa. Quanto abbiamo appreso nel corso dell’incontro ci ha lasciato
quantomeno meravigliati. E’ certamente meritorio che si voglia introdurre la tariffazione puntuale in
base al principio cardine europeo del PAYT “pay as you throw” ovvero paga per quello che butti, ma
questa buona intenzione viene vanificata dal fatto che non si prevede di fare informazione lasciando
al nuovo gestore alcuni compiti del tutto insufficienti con una stanziamento di appena 24.000 € a
fronte dei 114.000 € dell’appalto uscente. Già è stata insufficiente l’informazione nell’attuale gara,
figurarsi con risorse pari a meno di un quarto.
Per centrare gli obiettivi europei di preparazione al riutilizzo e riciclo dei rifiuti urbani (65% al 2035),
occorre agire per aumentare congiuntamente quantità e qualità della raccolta differenziata e gli
schemi di tariffazione puntuale si sono rilevati efficaci nel conseguire tassi di RD molto elevati come
emerge dalla delibera ARERA 43/2025/Rif/R dell’11 febbraio 2025 “ Chiusura dell’indagine
conoscitiva, avviata con deliberazione dell’Autorità 41/2024/R/rif, sui criteri di articolazione dei
corrispettivi applicati nel servizio di gestione dei rifiuti urbani “. Dalle informazioni rese dai gestori
in tariffa puntuale, emerge la necessità di affiancare alla leva tariffaria opportune “buone pratiche”
gestionali quale l’informazione puntuale la c.d. KAYT – “Know As You Throw”, conosci quello che
butti: frequenti campagne di comunicazione e sensibilizzazione ambientale che hanno bisogno per
avere efficacia di investimenti di almeno 2-3 €/ab./anno.
A ciò vanno affiancati sistemi di segnalazione di violazioni con tempestivo riscontro all’utenza,
attività di vigilanza e controllo capillare per accertare e scoraggiare i comportamenti scorretti, utilizzo
di misure per prevenire fenomeni di abbandono e commistione, in un processo di monitoraggio
continuo anche per individuare eventuali interventi di revisione dell’impostazione. Ù
La realizzazione di un sistema di tariffazione puntuale è un progetto complesso che richiede il
contributo di molteplici fattori e la partecipazione e la sinergia di diverse aree organizzative, oltre al
coinvolgimento attivo degli utenti. Non si improvvisa. Invece tutto ci sembra in balia
dell’improvvisazione. La motivazione addotta alla mancata previsione nel bando di gara di risorse
economiche per l’informazione puntuale è stata che non ci sono risorse.
Riteniamo la decisione profondamente sbagliata perché le risorse si possono recuperare trasferendo
nei costi generali il costo degli attuali dipendenti di ruolo impiegatizio (solo considerando i sesti,
settimi e ottavi livelli e il dirigente si recupererebbero più di 400.000 € anno). Tutti i servizi di igiene
urbana, infatti, si dimensionano in base al personale che va su strada. I costi per attività organizzative
e amministrative rientrano nelle spese generali. Le risorse per la comunicazione, inoltre, si possono
reperire recuperando le somme che dovevano essere spese, e non lo sono state, per la distribuzione
porta a porta dei mastelli (la distribuzione è avvenuta per punto, tanti cittadini non hanno ritirato i kit,
e non avendo i mastelli hanno abbandonato i rifiuti a terra) e recuperando, se non è stato già fatto, le somme dovute al comune dal gestore per il mancato raggiungimento del 75% di raccolta differenziata
e la per la compartecipazione ai maggiori costi di selezione. Le risorse ci sono: basta volerle trovare.


La protesta dei laboratori di analisi mediche

La protesta dei laboratori di analisi mediche

Coordinamento Intersindacale dei Laboratori di Analisi Siciliani a nome i Pietro Miraglia e del Ragusano Salvatore Battaglia ci manda questo comunicato nel quale si presenta un quadro preoccupante per quanto riguarda i servizi sanitari di questo genere.

Un recente decreto di determinazione budget che blocca le strutture in una posizione di
immobilismo; una mancata volontà politica di uscire dal piano di rientro; aggregati di spesa
iniqui che non tengono conto del reale fabbisogno sanitario regionale dei cittadini siciliani;
tariffe ridotte all’osso e totale assenza di interventi nell’ultima manovra finanziaria, stanno
soffocando il comparto
Una Sanità regionale, che a differenza di molte Regioni italiane, ha subito il blocco al 2011 di
finanziamenti destinati alla sanità convenzionata, mentre il finanziamento complessivo del
Servizio Sanitario Nazionale – e quindi anche la quota parte della Sicilia – dal 2011 al 2025
è aumentato di oltre 30 miliardi di euro.
La gestione della sanità regionale è stata caratterizzata dalla mancata capacità – o volontà
politica – di uscire da un piano di rientro per debiti pregressi, originati da un utilizzo
distorto delle risorse destinate all’assistenza sanitaria. Un piano di rientro che dura da 17
anni e che, da 17 anni, impedisce ai cittadini siciliani di poter esercitare pienamente il
diritto, sancito dalla legge, di scegliere il luogo di diagnosi e di cura, la libera scelta garantita
dalla legge, rispondendo con efficacia ed efficienza ai bisogni effettivi di salute. Un piano di
rientro che da fa da paravento a gestioni politiche della sanità molto orientate a
massimizare il consenso politico e molto poco verso i compiti istituzionali propri di una
sanità per la quale i cittadini pagano le tasse.
Secondo i rappresentanti sindacali, la mancata volontà del Governo regionale di fuoriuscire
dal piano di rientro è parte imprescindibile del problema: un’azione che mantiene
artificialmente bloccati gli aggregati di spesa e impedisce una reale programmazione
sanitaria, negando il riconoscimento del fabbisogno sanitario reale dei cittadini.Non una
necessità tecnica, ma una precisa scelta politica che sta soffocando la sanità siciliana!
Ulteriori criticità per le strutture di laboratorio convenzionate e contrattualizzate sono nate
il 31 dicembre 2024, con l’emanazione del nuovo nomenclatore tariffario nazionale che –
dopo 25 anni – ha ridotto le tariffe di oltre il 30% in media, con punte di riduzione superiori
all’80%.
Mentre tante altre Regioni, non sottoposte a piano di rientro, non solo non hanno accettato
di applicare le nuove tariffe a ribasso, ma hanno addirittura aumentato le proprie tariffe
regionali, indicizzandole e allineandole ai valori di mercato, la Sanità Siciliana e per essa il
Governo Regionale, ha tentato di porre rimedio con una misura legislativa che stanziava 15
milioni di euro per l’aumento tariffario, attingendo da fondi regionali. Una misura la cui
inadeguatezza legislativa, ampiamente nota e preannunciata,, è stata impugnata dal
Governo Nazionale e destinata ad essere abrogata dalla Corte Costituzionale, lasciando i
laboratori piegati non solo da aggregati iniqui, ma anche da tariffe sottocosto.
Le conseguenze derivanti dal sotto costo tariffario ricadono sia sulle strutture pubbliche
che su quelle private: per i laboratori privati accreditati significa lavorare in perdita e

rischiare il fallimento, mentre le strutture pubbliche - che hanno costi di produzione ben
più alti - non sono passibilli di fallimento, generando pesantissimi debiti che gravano sul
bilancio del Sistema Sanitario Regionale. Tra le criticità segnalate dai laboratori di analisi si
aggiunge la scelta del Governo nazionale di trasferire competenze professionali mediche
alle cosiddette “Farmacie dei Servizi”, dando loro la possibilità di eseguire esami al loro
interno, un vero e proprio “ esproprio proletario della professione laboratoristica” .Una
manovra definita << assolutamente inutile>> e uno <<spreco di risorse>>, dal momento
che i laboratori sono già capillari sul territorio e garantiscono copertura anche nelle aree
più disagiate. Ad aggravare lo scenario la recente, sconsiderata, decisione del Governo
regionale di aprire centinaia di punti prelievo pubblici, nonostante il divieto previsto dalla
normativa vigente e al di fuori di qualsiasi programmazione sanitaria.
Si tratta di uno spreco di risorse umane e di denaro pubblico, in violazione delle norme di
accreditamento rigidamente imposte alle strutture private. << Laboratori e punti prelievo –
spiegano i rappresentanti sindacali – sono presenti su tutto il territorio regionale,
garantendo al Sistema Sanitario Regionale costi nettamente inferiori rispetto al pubblico.
Aprire nuovi Punti prelievo pubblici significa duplicare servizi, disperdere risorse e gravare
ulteriormente sui bilanci della sanità , un totale sperpero di denaro pubblico..>> Secondo i
laboratori, questa strategia ha un chiaro disegno politico: azzerare il ruolo dei laboratori
convenzionati, decretandone di fatto una vera propria “condanna a morte” di un comparto
che da oltre cinquant’anni garantisce prestazioni tempestive, certificate e capillari.
«La convenzionata esterna è un pilastro del sistema sanitario – affermano – e consente
diagnosi rapide, referti certificati e costi più bassi per la Regione, eppure questo governo
regionale continua a ignorare il nostro ruolo.>> << È inaccettabile che un settore che da
oltre cinquant’anni è a fianco del SSR e dei cittadini, garantendo prestazioni capillari,
tempestive e certificate, sia oggi trattato come un ostacolo invece che come una risorsa».<<
Si tratta di una politica miope e affarista, che non ha alcuna riconoscenza per un comparto
che ha retto il Sistema anche nelle fasi più critiche e che oggi viene deliberatamente spinto
verso il collasso.>> «Noi non ci stiamo – dichiarano i rappresentanti dei laboratori – e
denunciamo pubblicamente questo sperpero di denaro pubblico e il disegno politico che
mira a cancellarci. Non permetteremo che un patrimonio di competenze, professionalità e
servizi venga smantellato nel silenzio generale». «Da mesi il nostro settore cerca invano
un dialogo con la Presidenza della Regione, senza ottenere alcuna risposta. È ormai
evidente il continuo rinvio e la mancanza di ascolto. Oggi rivendichiamo con
determinazione che le istanze dei laboratori di analisi vengano finalmente messe sul
tavolo. Se le istituzioni continueranno a ignorarci, saremo pronti a mettere in campo
una serie di azioni di protesta. Non accetteremo oltre l’indifferenza di queste
istituzioni!>>


I dubbi sulla rete ospedaliera appena rivista

I dubbi sulla rete ospedaliera appena rivista

La rete ospedaliera appena rivista ha subito creato due fronti contrapposti: i favorevoli ed i contrari. Se da una parte la maggioranza al governo della Regione sembra soddisfatta perché  segue un percorso da tempo avviato che mira al collegamento tra rete ospedaliera e territorio favorendo l’accesso alle cure anche attraverso i servizi territoriali, le case e gli ospedali ospedali di comunità, dall'altra parte motivazioni ben argomentate mettono in dubbio la sua approvazione.  Il presidente di Federsanità Anci Sicilia, Giovanni Iacono, a tal proposito, dichiarato : La revisione della rete ospedaliera deve essere impostata a dei criteri in grado di poter garantire il miglioramento del vitale sistema sanitario per renderlo sempre più efficiente, equo, efficace nelle cure e nell’attenzione ai bisogni di salute. Una rete ospedaliera dovrebbe privilegiare il rafforzamento delle strutture che garantiscono maggiore accessibilità, la continuità assistenziale, la sicurezza, la gestione delle emergenzel’equità e la sostenibilità, la trasparenza e la partecipazione ma, soprattutto, dovrebbe avere una visione olistica, integrata e sistemica orientata al paziente e tesa alla valorizzazione del capitale umano. : “La revisione della rete ospedaliera che abbiamo analizzato provincia per provincia ha poco dei criteri ai quali dovrebbe ispirarsi una rete ospedaliera e basta vedere come alcune strutture vengono rafforzate ed altre depauperate per ragioni poco razionali e troppo ‘politiche’. Il confronto preventivo e in corso d’opera con i Comuni non è stato fatto, nessun coinvolgimento se non a cose fatte. L’assessorato alla Salute in Sicilia e il management sanitario sono di grande qualità tecnica ma vi è un condizionamento eccessivo ed invasivo della politica regionale che porta a scelte irrazionali, campanilistiche, dannose per i cittadini e siamo convinti che il ministro della Salute e i tecnici dei ministeri vigilanti sapranno ‘riparare’ alcune, evidenti, aberrazioni. Federsanità nazionale e regionale è disponibile anche in questa fase ad un confronto propositivo e costruttivo con lo stesso ministro”.

 


Ragusa, avviati i controlli interforze degli immobili del centro storico

Ragusa, avviati i controlli interforze degli immobili del centro storico

Ha avuto inizio ieri mattina, nel capoluogo, l’attività interforze di controllo degli immobili del centro storico, definita nel corso di una riunione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica, convocata dal Prefetto Giuseppe Ranieri per affrontare le criticità che affliggono la zona.
Come riscontrato anche in altre città, negli ultimi anni a Ragusa il centro storico, a fronte di una sempre maggiore chiusura di abitazioni da parte dei residenti, trasferitisi altrove, ha registrato un incremento di presenza di extracomunitari, che in alcune occasioni si sono resi protagonisti di episodi delittuosi che, anche se numericamente ridotti, hanno creato un certo allarme.
Si fa riferimento a occupazioni abusive di abitazioni, spaccio di droga, risse, aggressioni, consumo smodato di alcolici, fatti che hanno visto comunque sempre il tempestivo intervento delle forze di polizia, Polizia di Stato e Carabinieri, costantemente impegnate nell’attività di controllo del territorio, che hanno consentito in diversi casi di individuare i responsabili dei reati.
A seguito dell’incontro in Prefettura, si è tenuto un tavolo tecnico in Questura, in cui è stata approfondita la tematica della sicurezza del centro storico, ove, oltre alla presenza degli extracomunitari, di cui è stata segnalata l’occupazione illegittima di diverse abitazioni, si riscontrano problematiche di vario genere, anche di carattere sanitario, per la presenza di immobili lasciati in stato di abbandono.
Pertanto, per rendere ancora più incisiva ed efficace l’azione di contrasto a qualsiasi forma di illegalità, si è convenuto di costituire un gruppo di lavoro interforze, di cui fanno parte rappresentanti della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale.
Il controllo degli immobili del centro storico viene effettuato “ porta a porta “, con l’obiettivo di individuare i titolari e gli occupanti, e di verificare l’esistenza di situazioni di illegalità in genere connesse anche allo stesso immobile.
Nel corso della prima giornata, i controlli sono stati effettuati nell’area di Via e Piazza Solferino, ed hanno riguardato 18 appartamenti con l’identificazione dei relativi 32 abitanti (di cui 16 extracomunitari, tutti regolari sul territorio nazionale), sono state rinvenute minime quantità di sostanza stupefacente detenuta per uso personale, con conseguenti sanzioni amministrative per due persone, in due casi è stata riscontrato il mancato versamento della tassa sui rifiuti, e per una locazione è stata rilevata l’assenza del relativo contratto.
L’attività, che proseguirà nelle settimane successive, interessando progressivamente tutta la zona, è stata illustrata nel corso di un incontro con la stampa in Questura, a cui hanno partecipato il Questore Marco Giambra, il Sindaco Giuseppe Cassì, il Comandante Provinciale dei Carabinieri Carmine Rosciano, il Capitano Guido Silvestri, Comandante del Gruppo della Guardia di Finanza, l’Assessore al centro storico, mobilità e polizia locale Giovanni Gurrieri, il Comandante della Polizia Locale di Ragusa Maurizio Cannavò

Inaugurato il nuovo SuperConveniente

Inaugurato il nuovo SuperConveniente

È un’apertura dal forte valore simbolico e strategico quella che segna l’arrivo del Gruppo Arena nel capoluogo ibleo con il nuovo punto vendita a insegna SuperConveniente, situato in via Giorgio La Pira. Si tratta del settimo store della provincia di Ragusa e del secondo diretto a insegna SuperConveniente, dopo
quello di Vittoria inaugurato nei primi mesi del 2024 e che ha già dato grandi soddisfazioni.
Con questa apertura, il Gruppo Arena – realtà leader della grande distribuzione
organizzata in Sicilia – rafforza il proprio presidio nella provincia e compie un ulteriore
passo nel piano di crescita che vede SuperConveniente come format di successo, scelto
da sempre più famiglie siciliane per la capacità di coniugare convenienza, qualità e
vicinanza alle comunità locali.
Il nuovo insediamento nasce nell’ambito della Convenzione Urbanistica stipulata con il
Comune di Ragusa, che ha previsto la cessione, senza alcun corrispettivo, della piena
proprietà di circa 44.000 mq di aree. A questa si aggiunge l’ulteriore donazione da parte
del Gruppo Arena di un’area di 14.872 mq, destinata alla realizzazione del futuro Parco
Agricolo Urbano, un progetto che arricchirà la città con uno spazio verde innovativo e
inclusivo.
Il Gruppo Arena ha inoltre realizzato importanti opere di urbanizzazione, tra cui strade,
parcheggi, condotte idriche e fognarie, la rotatoria e la stessa via Giorgio La Pira,
interventi che consentiranno anche l’accesso al futuro Parco Agricolo Urbano,
arricchendo il territorio con opere che resteranno a beneficio della collettività.
Tecnologia, efficienza e occupazione
Il nuovo SuperConveniente si estende su una superficie complessiva di circa 2.400 mq, di
cui 1.500 mq destinati alla vendita. È dotato di 7 casse tradizionali e 4 casse self
check-out, un ampio parcheggio da 235 posti auto (di cui 10 riservati ai disabili), 20 posti
moto e 6 colonnine di ricarica elettrica, di cui 2 Fast. L’edificio integra i più avanzati
standard tecnologici e ambientali: illuminazione a LED, impianto frigo a CO₂, sistema di
condizionamento ad alta efficienza e un impianto fotovoltaico da 325 kW.
Con l’apertura del nuovo store sono state inserite oltre 80 nuove risorse, corrispondenti a
circa 57 full time equivalent, a testimonianza dell’impegno del Gruppo Arena per la
creazione di occupazione stabile e qualificata.
All’interno del nuovo convenience store trova posto anche Spazio Sapore, il format di
ristorazione che il Gruppo Arena sta diffondendo con successo in Sicilia. Una formula
ormai consolidata e apprezzata, capace di arricchire l’esperienza d’acquisto con un
servizio che affianca alla spesa quotidiana momenti di convivialità e attenzione ai sapori
del territorio.

L’area commerciale si arricchirà inoltre dell’apertura di un nuovo McDonald’s, frutto della
collaborazione consolidata tra il Gruppo Arena e McDonald’s Italia nello sviluppo sul
territorio siciliano.
La cerimonia di inaugurazione si è svolta mercoledì 17 settembre, alla presenza del
Sindaco di Ragusa, avv. Peppe Cassì, del Vice Sindaco e Assessore Giovanni Giuffrida,
dell’Assessore alle Attività Produttive Giorgio Massari, dell’intera Giunta, del Consiglio
comunale e del Presidente Dott. Fabrizio Ilardo.
La giornata è stata contrassegnata da una grande partecipazione istituzionale e
politica, non solo da parte della maggioranza ma di tutte le forze politiche del Comune di
Ragusa. Erano inoltre presenti numerose autorità civili, religiose e militari, a
testimonianza della vicinanza delle istituzioni a un progetto che rappresenta un
investimento di valore per la città e la sua comunità.
A fare gli onori di casa, il Presidente Cristofero Arena e l’Amministratore Delegato
Cav. Lav. Giovanni Arena, insieme a tutto il Consiglio di Amministrazione del Gruppo
Arena, che ha voluto condividere con la comunità ragusana questo importante traguardo.
La cerimonia ha visto anche la partecipazione di Sasà Salvaggio, volto storico e
testimonial dell’insegna SuperConveniente, che con la sua presenza ha reso ancora più
coinvolgente e partecipato il momento inaugurale.
Un ringraziamento particolare è stato rivolto alla famiglia Dibennardo, proprietaria delle
aree su cui sorge il punto vendita, e agli Uffici Sviluppo/Costruzioni e Tecnico del
Gruppo Arena, insieme ai direttori dei lavori, progettisti e a tutte le figure professionali che
hanno contribuito all’organizzazione e alla realizzazione del nuovo convenience store,
completato in poco più di sei mesi.
Dichiarazione del Cav. Lav. Giovanni Arena
«L’inaugurazione di Ragusa rappresenta per noi un momento di grande orgoglio - dichiara
il Cav. Lav. Giovanni Arena, Amministratore Delegato del Gruppo Arena. Per la prima
volta portiamo nel capoluogo ibleo il format SuperConveniente, che i siciliani hanno già
premiato per la capacità di unire convenienza e qualità.
Quella di oggi non è soltanto l’apertura di un nuovo punto vendita, ma un investimento che
unisce sviluppo commerciale e creazione di oltre 80 nuovi posti di lavoro, rafforzando il
nostro percorso di crescita e radicamento in questa provincia. Un territorio con cui esiste
da tempo un legame concreto, costruito attraverso rapporti solidi con istituti bancari,
stakeholder e fornitori locali, molti dei quali collaborano con noi da oltre trent’anni. Oggi,
infatti, lavoriamo stabilmente con oltre 100 aziende della provincia di Ragusa nei diversi
comparti, a testimonianza di una fiducia reciproca che si rinnova e si consolida con questa
apertura.
La nostra crescita non si misura soltanto in nuove aperture, ma anche nel valore sociale
ed economico che generiamo. Oggi il Gruppo Arena si avvicina a raggiungere i 4.000
dipendenti e, considerando l’indotto, arriviamo a sostenere circa 10.000 famiglie,
contribuendo per circa l’1% del PIL siciliano. Un impegno che trova riscontro anche nei
nostri risultati: nel 2025 il fatturato si attesterà intorno a 1,5 miliardi di euro, confermando
la solidità del nostro modello.
Guardiamo avanti con la stessa determinazione. Sono già previste nuove aperture e, entro
la fine del 2025, i nostri punti vendita raggiungeranno quota 200, un traguardo che
testimonia la costanza della nostra visione industriale. In questo senso, il punto vendita di
Ragusa si inserisce pienamente nel Piano Industriale 2025-2027, approvato dal Consiglio di Amministrazione e condiviso con il sistema creditizio per garantire una
crescita equilibrata e sostenibile, con investimenti complessivi pari a 180 milioni di euro.
Il nostro obiettivo è chiaro: costruire con Ragusa un rapporto duraturo, fatto di fiducia,
vicinanza e condivisione di valori. Opereremo sempre con serietà, lealtà e nel pieno
rispetto delle regole, convinti che una competizione sana e corretta rappresenti un valore
per tutti.
Oggi non inauguriamo soltanto un punto vendita, ma consegniamo alla città un progetto
che vuole diventare parte integrante della sua vita quotidiana: un luogo di lavoro, di
incontro, di servizi e di valore».
Il Gruppo Arena ha voluto ricordare anche il legame con il mondo dello sport. Da
quest’anno, infatti, è main sponsor della Virtus Ragusa, che porta ora il nome
SuperConveniente Virtus Ragusa. Una partnership che testimonia l’impegno del Gruppo
nel sostenere lo sport come veicolo di valori, di comunità e di crescita condivisa.
Una rete in crescita
Con il nuovo punto vendita di Ragusa, la rete SuperConveniente si avvicina all’obiettivo
dei 40 store in Sicilia, confermandosi realtà leader della grande distribuzione organizzata
nell’isola.


Approvato il documento di economia e finanza regionale

Approvato il documento di economia e finanza regionale

L'Assemblea regionale siciliana ha approvato il Documento di economia e finanza regionale per il triennio 2026-2028. Il Defr fotografa come negli ultimi tre anni la Sicilia abbia avuto una crescita del Pil pari al +3,5%, superiore rispetto al +2,8% del Mezzogiorno e al +2% dell’Italia. Il tasso di occupazione cresce di 1,9 punti percentuali in un anno, fissandosi sul 46,8% e il tasso di attività si attesta sul 54% (+0,5%). Contestualmente scende il numero dei disoccupati e degli inattivi. Nello specifico, i disoccupati, nel 2024, si sono attestati sulle 220 mila unità, rispetto alle 264 mila del 2023, mentre gli inattivi si riducono di 17 mila in un anno. Il tasso di disoccupazione scende così al 13,3%, riducendosi di 2,8 punti percentuali rispetto al 2023 (era del 19% nel 2021).

Sulla base dei dati forniti da Istat, Banca d'Italia e dai principali analisti statistici nazionali, il documento programmatico analizza lo scenario macroeconomico, con particolare attenzione alla composizione della domanda e dell’offerta nel mercato regionale, specie rispetto all’export e agli scenari legati ai dazi. Infine, esamina le direttrici percorse dal governo regionale negli ultimi mesi di attività e disegna le politiche future.

Tra le numerose misure previste nel Defr, anche quella per il south working con la quale l'esecutivo regionale intende stimolare il rientro dei cervelli per consentire loro di lavorare a distanza sfruttando i servizi di connettività della banda ultra larga, i cui investimenti sono stati recentemente completati dalla Regione. IL governo continua a sostenere il tessuto produttivo e sociale, a investire nel capitale umano, a promuovere gli investimenti privati, a incentivare l’efficienza amministrativa, a lavorare per la piena affermazione dell’autonomia finanziaria della Regione.

«Il nucleo delle politiche della Regione  consisterà nell'incremento di spesa produttiva, in particolare quella per investimenti, in modo da attivare un circolo virtuoso capace di sostenere la crescita economica, nel rispetto dell’equilibrio della finanza pubblica. Il capitale umano viene individuato come fulcro dello sviluppo. Creare le condizioni per la sua piena espressione, pertanto, significa dare futuro alla Sicilia e costruire un modello di crescita solido, moderno e competitivo».


Le proposte di Abbate per la finanziaria.

Le proposte di Abbate per la finanziaria.

Nella discussione generale di ieri all'Ars propedeutica all’approvazione del DEFR
2026/2028, particolarmente significativo è stato l’intervento del Presidente della I
Commissione Affari Istituzionali, On.Ignazio Abbate che ha ribadito la piena condivisione
dell’attività amministrativa del governo condividendo delle interessanti riflessioni per il
futuro immediato: “Nelle prossime due finanziarie che portano a fine legislatura e che
daranno l’impronta del Governo che ha lavorato con grande forza sui territori – ha
commentato il parlamentare della DC – mi auguro possano trovare posto delle proposte
che riguardano principalmente, ma non solo, gli Enti Locali. Oggi i Comuni non hanno
personale a disposizione e quei pochi che recentemente hanno stabilizzato il personale lo
hanno potuto fare a poche ore non potendo andare oltre per il loro status finanziario. Una
delle conseguenze più gravi è che spesso tante occasioni di finanziamento si perdono per
mancanza di personale. Faccio un esempio su tutti: il Comune di Ispica ha l’87% del
personale a 24 ore. Significa che è impossibile oggi pensare ad uno sviluppo economico
della Città di Ispica per mancanza di servizi essenziali. Per cui è fondamentale mettere a
disposizione le risorse per aumentare le ore a questi lavoratori.. Un’altra priorità è
l’investimento che si deve fare sulla Protezione Civile, con il sostegno ai Comuni per
l’adozione dei nuovi piani di protezione civile e per la loro attuazione, per l’addestramento
e la formazione di unità specializzate e l’acquisto di attrezzature. In questo modo si fa
prevenzione rispetto alle continue calamità che si abbattono sulla nostra isola. E’ ora
arrivato indubbiamente il momento delle riforme. Questo governo può passare alla storia
come il Governo che ha approvato le riforme portate avanti dal parlamento. Riforme come
quella della Polizia Locale che aspetta da 35 anni. O quella sulla parità di genere salariale
nel mondo del privato. E ancora la riforma della dirigenza regionale che è pronta per
essere approvata in Aula, senza dimenticare la riforma degli Enti Locali. Sono riforme che
incideranno nella vita di ogni singolo cittadino e di ogni Amministrazione Locale siciliana.
Per fare ciò è però necessaria una collaborazione più stretta tra Parlamento e Governo.
Una collaborazione che si traduca anche nel sostenere le imprese attraverso la
programmazione dei bandi per la loro crescita. Ma anche aiutando le imprese nell’acquisto
di quelli che sono i beni di prima necessità riducendo i tempi legati alla concessione dei
prestiti di conduzione che sostengono le piccole e micro aziende per i quali oggi c’è
un’attesa di un anno legata al fondo di rotazione. E’ importante fare ricorso a IRFIS e
CRIAS mettendo loro a disposizione liquidità per investire per la prossima annata agraria.
Stesso discorso per la zootecnia le cui aziende sono state costrette ad abbattere migliaia
di capi riducendo il numero di esemplari sul mercato della carne. Sostenendo le imprese
zootecniche nell’acquisto di nuovi capi riproduttori permetterà loro di alzare l’offerta
calmierando i prezzi per il consumatore. Altre sfide che questo Governo in collaborazione
con il Parlamento dovrà intestarsi saranno quelle dell’Aeroporto di Comiso che oggi non è
altro che una porta chiusa per i turisti che vogliono venire in provincia di Ragusa,
l’autostrada Siracusa – Gela che si è fermata a Modica dopo il definanziamento del lotto
fino a Scicli, le borse di studio per le professioni sanitarie non mediche. In conclusione ho
voluto ringraziare l’assessore Dagnino per il lavoro svolto fino ad oggi e per aver
instaurato un ottimo rapporto con la Commissione Bilancio e con le varie commissioni
legislative e sono certo che le nostre richieste fatte anche a nome di tutti i colleghi della
Democrazia Cristiana potranno essere accolte dal Presidente


Aperte le iscrizioni ai corsi universitari a Ragusa

Aperte le iscrizioni ai corsi universitari a Ragusa

L’Assessore all’Università del Comune di Ragusa, Giovanni Iacono, informa che le iscrizioni ai cinque corsi di laurea presenti a Ragusa scadranno il 30 settembre 2025. Risultati lusinghieri per il primo anno del corso di laurea in Gestione dei sistemi
produttivi agrari mediterranei, unico nel panorama dell’offerta universitaria. Il corso risponde alle esigenze di modelli agricoli che richiedono professionisti competenti e  sensibili ai temi della sostenibilità e delle peculiarità del territorio.
Gli studenti possono scegliere tra tre percorsi curriculari:
- Produzione e gestione degli animali di allevamento,
- Coltivazioni in ambiente protetto,
- Frutticoltura mediterranea.
Il corso di laurea in Mediazione linguistica e interculturale (triennale e magistrale)  offre l’insegnamento di sette lingue straniere (arabo, cinese, francese, giapponese, inglese, spagnolo e tedesco) oltre alla LIS (Lingua dei Segni Italiana). È ad accesso libero, senza test di ammissione, ed è oggi considerato un percorso prestigioso: i laureati sono molto richiesti dalle aziende.
Il corso di laurea in Scienze motorie si svolge principalmente presso la Scuola regionale dello sport di Ragusa, in un contesto ideale composto da numerose strutture sportive di diverse discipline: una vera cittadella dello sport diventata centro di
formazione universitaria. Il corso offre sbocchi professionali vari, in particolare la figura dell’esperto in Scienze delle attività motorie e sportive (ex legge 22), con competenze nella progettazione, conduzione e gestione di attività motorie e sportive,
finalizzate allo sviluppo, mantenimento e recupero delle capacità motorie e del benessere psicofisico.
Il corso di laurea in Management Imprese Economia sostenibile rappresenta una formazione innovativa che quest’anno, al termine del triennio, ha visto i suoi primi laureati. È caratterizzato da un forte raccordo con le aziende del territorio e orientato
ai settori della green economy e della blue economy, ambiti con elevati trend di    sviluppo e occupazione.
Infine, il corso di laurea magistrale in Scienze linguistiche per l’intercultura e la          formazione prevede una formazione avanzata in due lingue e culture straniere, tra  inglese, francese, tedesco, spagnolo, arabo, cinese, giapponese e LIS, con approccio
comparato e interculturale. Accanto alla formazione linguistica, gli studenti acquisiscono strumenti per analizzare la società complessa e plurilingue, arricchendo le competenze con insegnamenti storici, geografici e letterari. Una preparazione
multidimensionale che apre prospettive professionali ampie nel campo della comunicazione.