Difficoltà negli istituti penitenziari in Sicilia

Difficoltà negli istituti penitenziari in Sicilia

Ancora una volta la cronaca penitenziaria registra episodi di protesta da parte di detenuti insofferenti alle regole.
Nei giorni scorsi c’è stato un susseguirsi di episodi che vedono coinvolti gli istituti della Sicilia, sia per
adulti sia minorili.
A Ragusa per futili motivi, nelle ore notturne, dopo che un detenuto ha contestato la diagnosi del Medico di
Guardia sulla sua condizione di salute, ha attirato l’attenzione degli altri detenuti, i quali hanno
immediatamente iniziato un’azione di protesta, risolta dopo che è intervenuto il personale di Polizia
Penitenziaria libero dal servizio.
A Caltanissetta durante una perquisizione straordinaria, durante la quale, sono stati rinvenuti diversi
Smartphon, i detenuti interessati, hanno iniziato una manifestazione di protesta arrecando danni irreversibili
alle cose e alle strutture. Nello stesso Istituto, la settimana prima, è stato scoperto il tentativo d’intrusione di
sostanze stupefacenti e smartphon dall’esterno, compreso materiale utilizzabile per l’evasione di alcuni
detenuti.
Presso l’IPM e la CPA di Palermo, un susseguirsi di episodi determinati dai minori che in due momenti
diversi hanno tentato di appiccare il fuoco alle suppellettili.
A San Cataldo la violenza contro il personale di Polizia Penitenziaria che ha visto coinvolto un agente con
frattura al braccio e un ispettore con contusione al volto, episodio della settimana scorsa.
In tutti gli altri istituti della regione è un susseguirsi continuo e giornaliero di episodi di protesta,
tentativi d’introduzione di sostanze stupefacenti e telefoni.
Solo il pronto intervento del personale di Polizia Penitenziaria in servizio e di quello accorso libero dal
servizio ha evitato che gli episodi si trasformassero in tragedie. Le continue proteste e aggressioni sono
determinate dalle richieste, di detenuti violenti per garantirsi i trasferimenti ad altri istituti, l’insofferenza
alle regole penitenziarie, il vedersi scoperti della detenzione di sostanze stupefacenti o di telefoni.
Il Segretario Nazionale del Si.N.A.P.Pe, Dott. Rosario Di Prima, dichiara: “sarebbe auspicabile che i
detenuti violenti e che esercitano violenza nei confronti del personale di Polizia Penitenziaria, dovrebbero
essere assegnati in circuiti penitenziari diversi da quelli comuni”.
Questi atti di violenza e d’insofferenza, documentano come il personale di Polizia Penitenziaria corre rischi
elevatissimi, senza strumenti adeguati di difesa e con gli organici ridotti all’osso. Proprio in quelle realtà
dove la carenza degli organici, come Ragusa, non ha fatto segnare il passo all’Amministrazione centrale
sulla rivisitazione degli organici necessari rispetto a quelli previsti.
Aggiunge Di Prima, «Ogni episodio non può più essere ignorato. Chiediamo che siano rivisitate le piante
organiche, che s’introduca con urgenza una nuova normativa come strumento operativo, che si rivedano le
procedure interne di gestione dei detenuti più pericolosi e che sia garantita tutela immediata al personale
coinvolto. Le proteste e i tentativi di evasione o introduzione di materiale non consentito, della settimana
scorsa, sono segnali che devono fare riflettere e colmare il vuoto degli organici. Non possiamo più assistere
in silenzio a episodi che mettono a rischio la vita dei nostri agenti. Il sistema penitenziario non può reggere
se continua a poggiare sulle spalle di uomini e donne lasciati senza adeguato supporto».
Le OO.SS. SAPPE-SINAPPE-UIL-USPP-CISL della SICILIA hanno richiesto un urgente incontro
con il Sottosegretario di Stato On. Le Andrea DEL MASTRO in occasione del giuramento del 185°
corso degli Allievi del Corpo di Polizia Penitenziaria che si terra presso la Scuola di San Pietro
Clarenza (CT) in data 10ottobre 2025 e, in quell’occasione ci sarà un presidio del personale a sostegno dei
giovani agenti che hanno fatto ingresso nel corpo. Tale sostegno è necessario a far sentire la vicinanza di chi
opera quotidianamente nei penitenziari e il sostegno ai neo agenti. Il Si.N.A.P.Pe rinnova la sua richiesta di un intervento normativo che garantisca sicurezza e protezione reale  al personale penitenziario, affinché episodi simili non si ripetano. Esprime compiacimento al personale della Polizia Penitenziaria della regione Sicilia che ha sempre saputo, con professionalità, sopprimere tentativi


14,1 miliardi di euro sprecati

14,1 miliardi di euro sprecati

In un paese come il nostro, dove, purtroppo il 10% della popolazione vive sotto la soglia di povertà fa male al cuore vedere che c' è un enorme spreco , quotidiano, di prodotti alimentari. Prendiamo ad esempio i supermercati che cercano di attirare i clienti a suon di
sconti fanno a gara a riempire, oltre modo,  i banconi, soprattutto del reparto fresco e quello della  gastronomia. Mi sono sempre chiesto che fine fa tutta la merce  che resta invenduta o che è a limite di scadenza. Eppure si tratta di risorse imperdibili. Lo spreco alimentare è un esito delle contraddizioni del consumismo, con tutta una serie di impatti sociali, economici e ambientali. Ogni italiano butta nella pattumiera mezzo chilo di alimenti a settimana, pari a 130 euro a testa, mentre la povertà alimentare morde i sei milioni che non riescono a garantirsi pasti giornalieri sufficienti. A Milano per rimettere in circolo il cibo invenduto, per evitare che finisca tra i rifiuti, l'associazione Recup  con la gratuità del dono e della condivisione,  si è impegnata a salvare i prodotti rimasti sul bancale o scartati e li redistribuisce ai singoli e ai partner che si occupano di assistenza alimentare.  “E’ nato tutto dal basso, in maniera spontanea, da tre ragazze che si trovavano al mercato di viale Papiniano, nel centro di Milano, e vedendo che gran parte di quello che veniva sprecato era recuperabile, decidono di rimetterlo in circolo”, racconta. Allestiscono il primo banchetto per la raccolta e spiegano ai commercianti la loro idea, recuperare l’invenduto, il cibo troppo maturo o l’eccedente di ordini troppo alti, soprattutto frutta e verdura, e ridistribuirlo, mentre cercano volontari con cui condividerlo, anche coinvolgendo chi già lo faceva in solitaria, come le persone anziane o chi vive ai margini della società. “All’inizio non tutti comprendevano bene la novità, poi hanno cominciato a collaborare”, aggiungono. Dai primi passi l’associazione è arrivata in venti mercati, tra Milano e Roma, dove in un anno raccoglie complessivamente oltre trecento tonnellate di cibo ancora commestibile da distribuire a chi ne ha bisogno, tra cui “coloro che restano fuori dai canali di distribuzioni dei pacchi alimentari”. Una pratica collettiva fatta da volontari vuol dire anche occasione d’incontro che può trasformarsi in relazione. Un impatto sociale importante per un Paese in cui il 40% delle persone anziane è solo.  Al momento si opera in due grandi città, dove non è facile stabilire connessioni”,  "con questa attività intercettano chi ha bisogno di una spesa gratis, ma spesso i problemi sono più di uno e per molta gente l’appuntamento al mercato diventa un momento di socialità”. La solidarietà di Recup non raggiunge solo i singoli che incontra, perché collabora con associazioni come la Croce Rossa, nelle sedi dell’hinterland milanese, quelle che si occupano di assistenza alimentare e le mense che preparano pasti per chi è in difficoltà. Il cibo diventa quindi il punto di partenza di qualcosa di più grande, importante e “nutriente” per la persona.
Benché ancora al di sopra della media europea, lo spreco alimentare degli italiani è in diminuzione, anche se non si è ancora raggiunto l’obiettivo di scendere sotto i quattro etti previsto dall’Agenda 2030. Questo scarto non ha solo un costo in termini monetari, 14,1 miliardi di euro secondo il rapporto “Il Caso Italia” presentato da Last Minute Market e l’Osservatorio Waste Watcher, ma anche ambientali. La responsabilità di quasi il 10% delle emissioni globali si deve allo spreco di cibo. “Significa sperpero di risorse, dal seme piantato nella terra all’acqua usata per irrigare fino alla logistica”, sottolinea D’Elia. Per misurare il proprio impatto ambientale, Recup inserisce in un software gestionale realizzato dal Dipartimento di informatica dell’Università statale di Milano i dati inerenti ai prodotti raccolti all’Ortomercato, “dal packaging al trattamento, che con il recupero del cibo si trasformano in acqua salvata e soldi risparmiati”. Il cibo è qualcosa che riguarda ognuno di noi almeno tre volte al giorno, quindi lo spreco alimentare è un problema su cui non si possono chiudere gli occhi. E sempre più persone li aprono, anche nei mercati. “C’è maggiore consapevolezza dell’importanza di questo tema, lo vediamo da chi si avvicina a noi e dalla crescente voglia di collaborare”, riconosce la portavoce dell’associazione. A quasi dieci anni dall’approvazione della legge Gadda, che mirava a ridurre gli sprechi lungo la filiera e a favorire il recupero e la redistribuzione delle eccedenze, secondo Recup c’è bisogno di fare un passo ulteriore. Così l’associazione ha lanciato una petizione che punta a raccogliere cinquemila firme entro la fine dell’anno per ottenere una legge per il recupero del cibo invenduto nei mercati, prevedendo tra l’altro l’istituzione di aree di recupero e redistribuzione, da assegnare alle organizzazioni del Terzo settore, e sgravi per i commercianti che scelgono di portare l’invenduto in uno di questi punti. “Le nostre richieste sono chiare e ci auguriamo vengano prese in considerazione”, conclude D’Elia, “la petizione consente di raggiungere tante persone che credono in quello che facciamo”.

Dal quotidiano online Interris


La pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori

La pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori

In piazza San Giovanni a Ragusa si è chiusa la Festa provinciale dell’Unità del Partito Democratico, iniziata lo scorso 17 settembre a Comiso. Una Festa diffusa che con le sue tappe ha attraversato diversi comuni della provincia, riportando il PD tra la gente e affrontando con coraggio i temi centrali del dibattito pubblico: la pace, il lavoro, la sanità, la sicurezza, lo sviluppo dei territori. Dopo l’apertura a Comiso, dedicata al riconoscimento della città come “Città della Pace” e al valore civile dell’aeroporto Pio La Torre, la Festa ha fatto tappa a Vittoria, con un approfondimento sulla sicurezza come diritto di cittadinanza, a Scicli, dove il confronto si è concentrato sul diritto universale alla salute, a Modica, con la partecipata fiaccolata contro il massacro di civili a Gaza, e a Monterosso Almo, per discutere di aree interne, spopolamento e sviluppo. La serata conclusiva di Ragusa ha invece portato al centro i temi del lavoro, della dignità e della giustizia sociale, con una forte sottolineatura sulla battaglia per il salario minimo. Alla chiusura era presente anche l’on. Anthony Barbagallo, segretario regionale del Partito Democratico, che ha voluto sottolineare l’importanza di una comunità democratica unita e attiva sui territori. Il segretario della Federazione provinciale PD di Ragusa, Angelo Curciullo, ha commentato: “Questa Festa è stata una scommessa vinta. Un percorso faticoso ma entusiasmante, che ha cementato il legame tra i Circoli della provincia e ha riportato il PD tra i cittadini. Abbiamo scelto il tema della Pace come filo conduttore perché crediamo che la politica debba contrapporsi alla logica dei conflitti con il rispetto del diritto internazionale e con la difesa dei più deboli. Le piazze piene di confronto e partecipazione ci dicono che questa è la strada giusta per costruire un partito più coeso e capace di rappresentare il territorio”. Il segretario del Circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà, ha presentato durante la serata il lancio dell’iniziativa “Io C’entro – E dico la mia”, spiegando: “Vogliamo raccogliere opinioni e suggerimenti sul centro storico di Ragusa Superiore e di Ibla. È un progetto di ascolto e partecipazione che coinvolge residenti, commercianti e visitatori, perché crediamo che il futuro della città debba essere costruito insieme alla comunità”. Infine, l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale all’ARS, ha dichiarato: “La Festa provinciale dell’Unità 2025 ha dimostrato che il PD è vivo, presente, radicato nelle piazze e tra la gente. Abbiamo parlato di pace, lavoro, diritti, sanità, sicurezza, aree interne: temi concreti che riguardano la vita quotidiana dei cittadini. Questa festa, quest’anno in modalità diffusa, ha confermato che il nostro partito è in grado di unire opposizione e proposta, denuncia e visione. Continueremo a stare in mezzo alla nostra comunità, con coerenza e con la forza delle idee, perché è lì che il Partito Democratico trova la sua ragion d’essere”.


Buscemi chiede che non si faccia da stampella a Cassì.

Buscemi chiede che non si faccia da stampella a Cassì.

Il consigliere Buscemi, nel corso dell'ultimo consiglio comunale di Ragusa, ha avuto parole durissime nei confronti del sindaco Cassì. L'idillio  con l'allora esponente di Sud Chiama Nord, nato per vincere le elezioni comunali è ormai morto e sepolto e , ad onor del vero, lo stesso sindaco non ha fatto nulla per mantenere buoni rapporti  anzi è arrivato a pronunciare  giudizi molto pesanti nei confronti del suo ex consigliere  di maggioranza. Ora Buscemi è leader del movimento Controcorrente  e nel corso dell'ultima seduta del civico consesso ha fatto  delle dichiarazioni    nelle quali ha espresso dure valutazioni politiche sulla gestione della giunta di palazzo dell'Aquila da parte del sindaco Peppe Cassì. Buscemi ha puntato il dito contro quello che definisce un tradimento dei patti politici e della fiducia dei cittadini. “Abbiamo letto articoli su articoli – ha dichiarato Buscemi – dove di fatto il sindaco chiude la porta a Fratelli d’Italia per l’accesso in giunta. Siamo certi di un suo ripensamento, sa perché? Perché i patti non li onora. Parla di coerenza e rispetto, ma quale coerenza? Tutti i patti che ho visto stipulare li ha traditi: ha tradito me, il mio gruppo, gli alleati e soprattutto ha tradito l’intera città. Si è presentato come volto civico, distante dai partiti, e invece ha scelto Forza Italia, simbolo di quella politica di interessi che diceva di voler combattere”. Il consigliere ha poi evidenziato come l’operato del primo cittadino sia dettato da puro opportunismo politico: “Non è stata coerenza, ma calcolo. Se fosse stato coerente avrebbe dato continuità al suo progetto civico, ritagliandosi un ruolo di peso nella prossima amministrazione. Invece, ha deciso di riaprire giochi di potere e lacerare equilibri interni”. Dichiarazioni che non possono essere contestate ma il sindaco ha già detto più volte che la sua scelta è coerente con la sua idea politica ed è legittimata dalla opportunità politica. Per opportunità si intende la possibile candidatura alle regionali che con una lista civica non avrebbe avuto senso. Ma Buscemi va oltre e guida la rivolta dell'opposizione facendo appello a diretto ad alcuni colleghi del consiglio: “Invito i consiglieri Bitetti e Battaglia a compiere un atto di dignità e orgoglio, a non fare da stampella a questa maggioranza claudicante. Il sindaco non può dare lezioni di coerenza quando non rispetta i patti e non condivide le sue scelte con nessuno”. Concludendo il suo intervento, il consigliere ha lanciato una provocazione netta: “Se davvero il sindaco vuole rispettare qualcuno, rispetti i ragusani. La smetta con manovre di potere e abbia il coraggio di dimettersi. Ridia la parola ai cittadini, solo loro possono decidere. Il vento sta cambiando”.


Giallo?

Giallo?

Già si parla di "giallo" per il sequestro lampo a Vittoria. Ipotesi, se permettete, avvalorata dal comunicato stampa del procuratore Puleo che parla di presunto rapimento. Il diciassettenne, Gaetano Nicosia, così sembra che si chiami,  era stato prelevato giovedì sera da due persone col volto coperto, davanti ad un gruppo di 4 amici  che chiacchieravano vicino alla loro auto a Vittoria in una piazzetta di via Fava.  Secondo le attuali acquisizioni processuali, improvvisamente sono arrivate altre due vetture, una panda bianca ed una nera, dalle quali sono scese 4 persone che hanno prelevato il giovane gettando a terra il suo cellulare. Da quel momento sono scattate le operazioni previste da protocollo ma del ragazzo non se ne è saputo più nulla fino a ieri sera, intorno alle 20, quando il Nicosia si è presentato alla questura di Vittoria accompagnato da un amico. Nella conferenza stampa di questa mattina. convocata in tribunale dal Procuratore della Repubblica,  non ci sono state date altre notizie se non quelle che appunto si sapevano. Il giovane è stato trattato bene, non risultano richieste di riscatto, non si sa dove ha trascorso la notte. Coperte dal segreto istruttorio le altre ipotesi. Non sappiamo se c'entra la droga, anche se qualcuno ne avrebbe fatto cenno, non si è capito l'accento dei rapitori in modo da poter risalire alla loro nazionalità,  ma si è detto, in giro, fossero albanesi, Non si è provveduto, almeno al momento, a bloccare i beni della famiglia.  Insomma non si sa nulla e la conferenza stampa ha lasciato l'amaro in bocca ai tanti giornalisti esperti di cronaca nera. L'unica cosa che mi sento di aggiungere fa riferimento alla situazione precaria in cui versa l'ordine pubblico, lo ha detto il sindaco Aiello  facendo appello allo stato, e la giustizia a Ragusa. Di questo ne ha parlato Puleo nel corso della conferenza stampa. Mancano i magistrati e non si può lavorare in queste condizioni. Tutto si diluisce nel tempo e  i risultati si fanno attendere. Il questore ha però confermato che la Polizia e le altre forze dell'ordine si sono subito messe al lavoro e forse tale dispiegamento di uomini e mezzi hanno suggerito ai presunti rapitori di mollare la preda..

 


Utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio

Utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio

Il Libero Consorzio Comunale di Ragusa a fianco dell’associazione “Così Come Sei” in un progetto ambizioso, per promuovere la piena inclusione di persone con disabilità, grazie alla sinergia con la Camera di Commercio del Sud Est.  Il percorso condiviso con l’associazione, già avviato dalla precedente amministrazione, è stato pienamente sostenuto e rilanciato dalla presidente Maria Rita Schembari, che ha sottolineato l’importanza di offrire risposte concrete ai bisogni delle persone più fragili e delle loro famiglie. Grazie alla collaborazione con l’ente camerale, è stato sottoscritto un contratto di concessione –della durata di dieci anni, rinnovabile– per l’utilizzo di un immobile di proprietà della Camera di Commercio in via delle Madonie, destinato a diventare un presidio stabile per l’accoglienza e il supporto delle persone con disabilità, anche con gravi compromissioni psico-sensoriali. "Siamo a fianco delle associazioni che si spendono ogni giorno in progetti di così alto valore sociale. Attenzione alle famiglie, vicinanza ai più fragili, capacità di ascolto: questi sono i segni tangibili dell’impegno delle istituzioni in un territorio. Una società sana è quella che cammina insieme, che non lascia indietro nessuno, che prende per mano gli ultimi per andare tutti alla stessa velocità. Ringrazio di cuore i volontari di ‘Così Come Sei’ per la passione e la dedizione con cui ogni giorno costruiscono possibilità concrete di vita autonoma e inclusione per questi ragazzi. Il Libero Consorzio continuerà ad essere parte attiva di questo percorso di civiltà", evidenzia la presidente Maria Rita Schembari.  Parte integrante di questo iter la collaborazione con la Camera di Commercio del Sud Est, che ha sottoscritto il contratto di concessione di un immobile in via delle Madonie a Ragusa. "È un grande piacere constatare questa comunione di intenti tra istituzioni pubbliche e realtà del terzo settore. Quando l’obiettivo è condiviso tra pubblico e privato, i risultati non possono che essere positivi. La Camera di Commercio, che rappresenta tutte le imprese del territorio, ha il dovere morale e istituzionale di sostenere iniziative che contribuiscano al benessere collettivo. L’assegnazione dell’immobile di via delle Madonie al LCC di Ragusa, per essere destinato ad una realtà no profit come ‘Così Come Sei’, è un esempio concreto di come si possa vivere il territorio con una visione socio-economica integrata. Senza attenzione al sociale, l’economia non può crescere in modo equilibrato. Lo sviluppo passa anche, e soprattutto, dalla capacità di includere", dichiara il commissario della CamCom del Sud Est, Antonino Belcuore.  L’immobile ospiterà un Centro Diurno per Disabili, una Comunità Alloggio e, successivamente, un Cohousing Familiare. La struttura sarà finalizzata al recupero e al mantenimento dell’autonomia individuale, con l’obiettivo di garantire non solo assistenza, ma anche dignità e prospettive di inserimento sociale. Un presidio che vuole essere anche una risposta concreta alle esigenze del “durante noi” e del “dopo di noi”. Fondamentale il lavoro degli uffici provinciali che, tramite il settore Servizi sociali, stanno portando avanti l'iter amministrativo attuare le misure previste con il finanziamento regionale di 100 mila euro approvato con Legge regionale 3 del gennaio 2025. In particolare, si garantiranno le attrezzature, gli arredi e tutti i materiali necessari alle attività previste dal progetto. Il settore Lavori pubblici ha invece sviluppato il progetto di adeguamento a Centro Diurno dei locali concessi e sta definendo il progetto generale per il Cohousing Familiare.


Gaetano è libero.

Gaetano è libero.

Questa sera intorno alle ore 20:20 si è concluso Il rapimento del ragazzo diciassettenne di Vittoria figlio di un imprenditore del reparto ortofrutticolo. Gaetano, questo il suo nome, è stato notato a piedi vicino al commissariato della polizia.
Secondo quanto è stato riferito da qualche presente un giovane che si trovava sul posto lo ha riconosciuto e quindi assistito accompagnandolo fino all’ingresso dell’ufficio di polizia di fronte. Le autorità cercano di chiarire le circostanze dell’accaduto.
Al momento non risultano denunce né interventi ufficiali, e non sono stati forniti dettagli sul motivo della presenza del ragazzo in zona o sul tipo di assistenza ricevuta. Le forze dell’ordine hanno confermato che eventuali approfondimenti proseguiranno nel rispetto delle procedure standard.


Inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea

Inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea

Con grande entusiasmo e una folta partecipazione di autorità e pubblico, questa mattina è stata ufficialmente inaugurata la 50ª edizione della Fiera Agroalimentare Mediterranea (Fam), evento simbolo del settore agroalimentare e zootecnico del territorio. La cerimonia di apertura si è tenuta nella nuova e funzionale location di via Prof. Vincenzo Malfitano, segnata dal tradizionale taglio del nastro affidato al sindaco di Ragusa, Giuseppe Cassì, alla presenza di numerose autorità istituzionali e rappresentanti politici. Tra le personalità di spicco presenti all’evento figurano l’assessore regionale all’Energia Giuseppe Colianni, il leader di Grande Sicilia Mpa Raffaele Lombardo (già presidente della Regione Siciliana), gli europarlamentari Marco Falcone e Ruggero Razza, e tutti i vertici delle istituzioni locali, compresa la deputazione iblea. A supportare l’organizzazione, offrendo un contributo significativo, il consigliere comunale Salvatore Battaglia, che ha sottolineato l’importanza di questa edizione speciale. Durante la cerimonia, il primo cittadino, accompagnato dall’assessore allo Sviluppo economico, Giorgio Massari, e dal resto della Giunta municipale, ha dichiarato: “Oggi celebriamo non solo una fiera, ma mezzo secolo di storia e tradizioni che raccontano il cuore pulsante del nostro territorio. La Fam rappresenta un punto di incontro tra passato e futuro, tra innovazione e radici profonde. La scelta della nuova location in via Prof. Vincenzo Malfitano è una scommessa vinta, uno spazio che valorizza al meglio gli espositori e l’esperienza dei visitatori”. Il consigliere Battaglia, figura chiave nell’organizzazione dell’evento in qualità di consigliere competente, ha affermato: “È stato un impegno importante, ma siamo orgogliosi di aver contribuito a rendere questa edizione unica. Abbiamo lavorato per garantire un’esperienza coinvolgente per tutti, valorizzando le eccellenze del nostro territorio e offrendo spazi adeguati per espositori e visitatori”. L’edizione di quest’anno non rappresenta solo una tappa temporale, ma un vero e proprio viaggio attraverso la storia dell’agroalimentare mediterraneo. Una mostra fotografica con scatti d’epoca celebra i 50 anni di attività, offrendo ai visitatori uno sguardo affascinante sul passato della fiera e sulle evoluzioni del settore. L’apertura di oggi, venerdì, ha visto protagonisti la mostra della razza modicana e il laboratorio “Il casaro in azione”, che ha affascinato il pubblico con dimostrazioni pratiche sulla produzione casearia. Particolarmente apprezzato il laboratorio sul cosacavaddu ibleo, con la partecipazione straordinaria di Valentina Bergamin e l’animazione garantita dall’allevatore Alessandro Criscione. Domani, sabato, sarà dedicato alla biodiversità, con la mostra del cavallo indigeno e l’evento “Dalla civiltà dei massari alla Fam di oggi: 5 secoli di storia”, che vedrà la partecipazione di esperti del settore e storici locali. Non mancheranno i concorsi dedicati ai formaggi DOP e gli spettacoli equestri. Domenica, spazio alle gare di conduzione per giovani e adulti, con premiazioni finali e un evento enogastronomico d’eccellenza: il Festival dei Formaggi Iblei. In programma anche degustazioni guidate e spettacoli equestri.

Per agevolare l’afflusso del pubblico, sono disponibili bus navetta gratuiti con partenza dal Palaminardi negli orari di apertura della fiera (dalle 9,30 alle 21,30), un servizio pensato per garantire un’esperienza comoda e accessibile a tutti. La 50ª edizione della FAM si preannuncia un evento imperdibile, capace di unire tradizione e innovazione, offrendo un ricco panorama delle eccellenze agroalimentari e zootecniche del Mediterrane


Le villette a Marina? La cosa si complica

Le villette a Marina? La cosa si complica

Dopo la segnalazione del consigliere Calabrese relativa all'acquisto all' asta  ( dicono 6milioni e mezzo di euro) , da parte di una società di costruzioni, di un terreno di contrada Gaddimeli (in linea d'aria sopra il porto e villaggio Gesuiti)  è intervenuto con una lettera al Sindaco, Filippo Spadola consigliere di amministrazione della Assap E.Criscione Lupis, C. Boscarino, C. Moltisanti, associazione proprietaria della suddetta area edificabile.
Nella nota Spadola evidenzia che pur essendo perfettamente consapevole che quel terreno sarebbe stato venduto all'asta, perché questa è la decisione presa a suo tempo, trova però inaccettabile l'aver dovuto scoprire solo a pochissimi giorni dalla scadenza, e per di più in via
informale e casuale, che l'asta era già pubblicata da giorno 1 agosto con la possibilità di fare offerte dal 15 al 19 settembre.
Sul piano formale niente da eccepire, continua Spadola nella nota, tuttavia era stato chiesto a più riprese che fosse evitato agosto e che a cura della Assap stessa fosse data adeguata pubblicità. Proprio per la consapevolezza della rilevanza della cosa.
Dunque pur d' accordo alla vendita e non obiettando sul piano della legittimità, Spadola si dichiara obbligato a prendere le distanze da questi modi  giudicati discutibili. Infine Filippo Spadola chiede di sapere se il presidente della Assap  fosse al corrente dei tempi dell'asta.
Insomma come avrebbe detto Shakespeare " c'è del marcio" a Marina di Ragusa. Calabrese aveva lanciato il grido d'allarme facendo notare che quei terreni secondo il PRG, (vedremo se poi è vero) non prevedono la possibilità di costruire villette ma solo un albergo con diversi piani e forse un parcheggio pubblico. Ora sappiamo che a Ragusa, in questo settore e non solo, nulla è più certo dell'inciucio. Sappiamo che tanti sono bravi a pubblicare bandi in piena estate  con soli 3 giorni di tempo per partecipare. Sappiamo anche che, se fosse vero quanto detto da Calabrese che parla di un progetto della suddetta società acquirente con 150 villette, considerata la location e un valore stimabile di 500 mila euro ciascuna ( di più secondo noi) fanno un  rientro totale, lordo, di 75 milioni di euro che sono in grado di aprire porte, cambiare date e così via.
Non sappiamo quale possa essere il reale valore dell'area della quale si è parlato molto durante l'iter del PRG ma 6,5 milioni si spendono se si ha, non la certezza ma almeno delle assicurazioni importanti sulla loro edificabilità. Qualcuno dice che intorno al porto di Marina ci troveremo a breve di fronte ad una enclave...maltese. Nulla di male ma è importante la legittimità.


La giornata "marittima" mondiale

La giornata "marittima" mondiale

La tutela degli ecosistemi marini rappresenta una priorità globale, fondamentale per la salute del pianeta e il benessere delle generazioni future. I mari e gli oceani svolgono un ruolo cruciale nel regolare il clima, nel garantire biodiversità e nel sostenere economie e comunità costiere. Salvaguardarli significa non solo proteggere l’ambiente, ma anche promuovere uno sviluppo sostenibile e inclusivo. È per questo che le strategie di conservazione marina richiedono un impegno condiviso, scientificamente fondato e concretamente attuabile.
Abbiamo ripreso un articolo di Interris.it, che in occasione della Giornata Marittima mondiale, ha intervistato il professor Alberto Felici, direttore del Master “MARAC” dell’Università di Camerino su quale è il significato della Giornata Marittima mondiale?

“E’ una delle ricorrenze promosse dalle Nazioni Unite per la tutela dell’ecosistema marino. Noi del Master Marac collaboriamo da tempo con l’ONU, in particolare con l’UNRIC – West Europe. Siamo direttamente coinvolti nella promozione di queste giornate, che non servono solo a ricordare l’importanza del mare, ma anche a riportare l’attenzione su tematiche cruciali legate alla sua salvaguardia. È un’occasione per fare il punto della situazione, verificare lo stato dell’Obiettivo 14 dell’Agenda ONU – quello dedicato alla vita sott’acqua – e per valutare anche altri obiettivi collegati al mare. Serve a capire dove siamo arrivati, cosa è stato fatto e quali azioni correttive o implementazioni siano necessarie”.
Quali sono le principali minacce alla biodiversità marina e quali gli interventi urgenti per tutelare l’ecosistema?
“La minaccia più grave è rappresentata dai cambiamenti climatici. Le variazioni di temperatura e composizione chimica del mare stanno alterando profondamente l’ambiente marino, spingendo le specie autoctone a spostarsi e favorendo l’ingresso di specie aliene, che modificano gli equilibri esistenti. Questi cambiamenti incidono su molti aspetti, ad esempio sulla capacità dei molluschi di costruire gusci resistenti, aumentando la loro vulnerabilità. Il risultato è una trasformazione profonda dell’ecosistema. In futuro si raggiungerà un nuovo equilibrio, ma non è detto che l’uomo possa ancora farne parte. Come è già accaduto nella storia evolutiva, prima i dinosauri, poi i mammiferi, se cambia l’ambiente, cambiano anche le specie che possono abitarlo. Il vero problema non è l’ambiente in sé, ma la nostra capacità di adattarci”.  Cosa si può dunque fare.  “Agli studenti  si insegna, oltre alle competenze tecniche, a guardare con il cuore al mare e a chi ci lavora. Li formiamo alla sostenibilità quotidiana: ogni piccolo gesto può fare la differenza, soprattutto se condiviso da chi lavora sul mare ma anche da chi vive sulla terraferma e ne beneficia indirettamente. Il nostro approccio è stato lungimirante in più di un’occasione. Abbiamo evidenziato il problema del granchio blu circa un anno e mezzo prima che esplodesse, non perché fossimo ‘veggenti’, ma perché avevamo letto i segnali. Abbiamo adattato i nostri corsi a questa emergenza, come avevamo già fatto per la gestione degli sversamenti in mare, formando studenti che si sono rivelati fondamentali, ad esempio, durante l’incidente della Costa Concordia. Il nostro obiettivo è spostare l’attenzione su tutte le aree coinvolte nella filiera del mare, anche quelle che non lo vivono direttamente. Turismo, consumo, abitanti dell’entroterra: tutti devono adottare un approccio nuovo e responsabile. La tutela del mare inizia anche da terra”.