Manovra disastrosa. Il governo massacrato. La maggioranza a pezzi

Manovra disastrosa. Il governo massacrato. La maggioranza a pezzi

Raccontare un pomeriggio di fuoco all'Ars è roba dio professionisti della cronaca parlamentare . Non siamo così bravi e quindi ci permettiamo di riportare un pezzo di LiveSicilia che riesce a descrivere l'accaduto in modo puntuale e political correct. Eccolo. Ma prima di lasciarvi alla lettura abbiamo il dovere di criticare l'andazzo che ormai da tempo è prassi a Palazzo dei Normanni. Bisogna dire che non c'è più una maggioranza dopo che Forza Italia, Dc e Lega  hanno abbandonato l’aula.
Ecco l'articolo di Live Sicilia: Oggi ben diciassette articoli sono stati bocciati: l’Ars massacra a colpi di voto segreto la manovra quater. Un terzo delle norme che componevano il ddl variazioni di bilancio è andato in fumo. Tra governo e Parlamento il muro contro muro è totale e a farne le spese sono le misure più care all’Esecutivo. Alla fine il testo approvato ha subito una cura dimagrante che però lascia il segno nei rapporti interni alla maggioranza. Trenta i voti favorevoli e 17 gli astenuti nel voto finale. Diciannove gli assenti: la gran parte di questi dai banchi del centrodestra ma alcuni (Burtone, La Vardera, Sunseri e Venezia) anche tra le file dell’opposizione. Nel pomeriggio di Sala d’Ercole si registra la rottura ufficiale nella maggioranza, e in particolare del tandem Fratelli d’Italia-Mpa con il resto della coalizione. A metà dei lavori Forza Italia, Dc e Lega abbandonano l’aula per evitare lo stillicidio sulla manovra ma i meloniani e gli autonomisti restano e così cadono ancora pezzi del ddl. Il caso finisce anche al centro di un battibecco tra il deputato di Forza Italia Marco Intravaia e il capogruppo FdI Giorgio Assenza. Il primo chiede la verifica dei deputati presenti e Assenza risponde: “Assistiamo ad una Caporetto per via anche dell’assenza dei deputati FI”. Intravaia risponde: “Abbiamo abbandonato l’Aula perché abbiamo preso atto di un problema politico”. Poco dopo Intravaia dà la sua versione dei fatti: “Ho chiesto la verifica del numero legale in Aula, ma quanto accaduto è gravissimo, la verifica è stata falsata dal fatto che risultavano inseriti i tesserini di deputati che, in realtà, erano assenti. È un fatto inaccettabile e profondamente scorretto. È davvero paradossale che partiti che fanno della legalità il loro vessillo, come il Movimento 5 Stelle, non abbiano avuto il coraggio di intervenire per denunciare questa irregolarità. La legalità non può essere sbandierata a giorni alterni, va praticata sempre, soprattutto nelle istituzioni”. A fine giornata il deputato della Lega Vincenzo Figuccia mette a nudo quanto accaduto e chiede un chiarimento in un vertice di maggioranza. “Quanto accaduto in aula è paradossale. Nei prossimi giorni un vertice di maggioranza avrà il compito di ridefinire gli equilibri, alla luce della presa di posizione di alcuni partiti alleati che hanno fatto asse con le opposizioni”. Il pomeriggio infernale per il governo era iniziato con la mano tesa avanzata dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino al rientro in Aula dopo la lunga pausa annunciata in avvio dei lavori, quando già tre articoli della manovra erano stati bocciati. “Il governo propone di stralciare alcune norme dal testo e di andare avanti con le misure che si ritengono più urgenti”, sono state le parole di Dagnino in Aula. La risposta del deputato del Pd Nello Dipasquale è stata eloquente: “Mi sarei aspettato le sue dimissioni. Lo stralcio delle norme è un tema che ha bisogno dell’unanimità dell’Aula, presentare questa proposta senza avere un minimo di certezza sulla condivisione da parte del Parlamento significa esporsi alla gogna politica”. Parole, quelle di Dipasquale, che non lasciavano presagire nulla di buono per il governo e così, alla ripresa delle votazioni, un vero e proprio tiro al piccione. Il governo va sotto in una serie di norme che caratterizzavano il ddl. Bocciati gli aiuti alle imprese agricole per la realizzazione di vasche e serbatoi aziendali utili nella lotta alla siccità, così come i contributi che vanno in sostegno alle assunzioni dei lavoratori svantaggiati. Finisce ko anche la norma sul south-working, che contiene le misure che puntavano ad agevolare il lavoro a distanza dei giovani siciliani assunti dalle imprese del nord. Bocciati anche i due articoli che contenevano le misure territoriali in favore dei Comuni e degli enti di culto, cari ai deputati del centrodestra: interventi per quasi trenta milioni di euro. Galvagno si lascia sfuggire una seconda frase eloquente captata dal microfono rimasto acceso: “Un massacro senza motivo, bastava ritirare la manovra”. Nel Vietnam di Sala d’Ercole spadroneggiano i franchi tiratori e cade anche il Fondo per l’editoria: in questo caso l’aula approva un soppressivo del M5s: 33 i favorevoli alla soppressione dell’articolo, 29 i contrari.  Pd e M5s: “Maggioranza a pezzi” Pd e M5s cantano vittoria. “La maggioranza è andata in pezzi – commenta il capogruppo dem Michele Catanzaro -, un dato politico sotto agli occhi di tutti”. Il coordinatore M5s Sicilia Nuccio Di Paola rincara la dose: “Avevamo consigliato in tutti i modi al governo di ritirare questa disastrosa manovra, ma l’esecutivo se n’era uscito con la proposta indecente di stralciare solo qualche articolo. Bene, l’arroganza di Schifani è stata punita con una raffica di bocciature forse mai viste da queste parti, figlie di una spaccatura ormai insanabile nella maggioranza”. Ok ai fondi per Ast e Maas

Alcune norme, però, passano. Via libera, alla stabilizzazione del personale precario dei Consorzi di bonifica e al contributo di un milione di euro per Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Ok anche ai contributi all’Azienda siciliana trasporti (Ast) e ai Mercati agroalimentari della Sicilia (Maas), entrambe Partecipate della Regione: l’ok in questo caso è arrivato all’unanimità da maggioranza e dal tandem Pd-M5s che in alcuni casi ha ritirato tutti gli emendamenti soppressivi. “Con una maggioranza debole e una norma a rischio bocciatura, il Partito democratico ha contribuito a salvare la norma per i lavoratori dei Consorzi di bonifica”, rivendica Dipasquale.  La norma viene però rivendicata anche dal deputato Dc Ignazio Abbate: “Oggi è uno dei giorni più importanti da quando siedo tra gli scranni di Palazzo dei Normanni – afferma -. Oggi siamo riusciti a portare a termine un lunghissimo percorso e a ridare dignità lavorativa a tantissimi siciliani che aspettavano da anni questa notizia. Il personale dei Consorzi di Bonifica inserito nei Pov potrà essere assunto a tempo indeterminato e full time”. Ok anche ai tre milioni e mezzo in favore di tutti i comuni siciliani per pagare le rette dei disabili psichici ricoverati nelle comunità alloggio. Passa anche il fondo da un milione di euro per dare la possibilità alle persone disabili di potere acquistare ausili e protesi necessarie per fare non solo sport a livello agonistico ma anche attività sportive amatoriali e ricreative. “Una novità in assoluto nella nostra regione, che mira al benessere psico-fisico e all’integrazione sociale dei disabili”, commenta Marianna Caronia (Noi moderati, che ha caldeggiato la misura.  Le sei norme bocciate nel pomeriggio si aggiungono alle tre stoppate in mattinata: tra questi anche l’aumento dei fondi nel capitolo che finanzia alcune fiction legate alla Sicilia. Ne fa le spese la pellicola sulla figura di Biagio Conte, il missionario laico che fondò la Missione Speranza e Carità di Palermo. “Dispiacere e rammarico” per quest’ultimo passaggio è stato espresso dal governatore Renato Schifani in una telefonata con don Pino Vitrano, guida della Missione ‘Speranza e carità’. “Ritengo davvero incomprensibile questa mancanza di sensibilità nei confronti di una figura che ha rappresentato un esempio straordinario di altruismo, solidarietà e amore verso i più deboli – ha detto Schifani -. Ancora una volta, un voto segreto chiesto dalle opposizioni ha determinato l’esito negativo di un provvedimento che avrebbe avuto un grande valore non solo culturale, ma anche morale, contribuendo a diffondere il messaggio di speranza e di umanità che Biagio Conte ha lasciato in eredità a tutti noi. Un’occasione perduta”.


I risultati sono sconfortanti.

I risultati sono sconfortanti.

Torna a far parlare di se il Comitato a difesa dell'aeroporto. Effettivamente c'è troppa calma intorno alle vicende dello scalo e c'è il rischio reale che si metta tutto  nel frigorifero dell'oblio politico. E così, come dicevamo, il Comitato torna alla carica con questo comunicato  che possiamo definire almeno......... pungente.
La situazione attuale dell’Aeroporto di Comiso desta profonda preoccupazione. A fronte di ingenti investimenti pubblicizzati da politici locali come chiave per lo sviluppo, i risultati sono sconfortanti.
I fondi regionali destinati all’aeroporto, inizialmente annunciati come una panacea per tutti i mali, sembrano non sortire alcun effetto sulle compagnie aeree interessate. Pessime si sono rivelate, infatti, le strategie di marketing per attrarre compagnie aeree, rivelatesi
— senza alcuna sorpresa — fallimentari.
L’impressione è che i soldi pubblici promessi siano stati utilizzati solo come specchietto per le allodole da parte di chi, sul tema delle strategie, continua a brancolare nel buio. E così, mentre la preoccupazione sul futuro dello scalo espressa dall’onorevole La Vardera — non eletto nella nostra provincia — rimane una voce nel deserto, non si può non notare il silenzio assordante della politica locale:
deputati nazionali, regionali, senatori, sindaci.
Manca la politica, insomma. Quella che, nei mesi scorsi, quando si è riscoperta con le spalle al muro, si è inventata i tavoli permanenti  che appaiono e scompaiono come quelli delle bische clandestine.
Sorprende l’assenza di una levata di scudi da parte dei veri portatori di interessi — gli imprenditori del settore turistico — ma anche quella di molti, troppi cittadini abituati ad elemosinare diritti. Mentre tutte le promesse su una sfavillante Summer 2026 si sciolgono come neve al sole,  il territorio non può che sottolineare, per l’ennesima volta, l’imbarazzante incapacità dei propri rappresentanti, gli stessi che per mesi ci hanno tenuti incollati agli schermi millantando quotidiane interlocuzioni con i vertici delle compagnie aeree che ancora una volta ci lasceranno “Pedibus  calcantibus” (a piedi, per dirla come qualche Presidente mai eletto dalla cittadinanza).


Chiusa per lavori la Ragusa-Catania

Chiusa per lavori la Ragusa-Catania

Informazioni utili per gli automobilisti che devono percorrere la Ragusa Catania in questo fine settimana. Sono previsti infatti dei lavori che richiederanno la chiusura notturna della strada statale 514 e la deviazione del traffico su percorsi alternativi. In particolare sul lotto 2  l' Anas eseguirà nel prossimo fine settimana il varo di due nuovi cavalcavia. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel progetto complessivo che prevede la realizzazione di sette opere simili, delle quali altre 2 sono state già completate lo scorso luglio.  I nuovi cavalcavia interessati dagli interventi sono il CV01, situato al km 18,800 della strada statale 514, e il CV04, al km 21,100, entrambi nel territorio di Licodia Eubea (provincia di Catania) - Per onor di cronaca  il primo cavalcavia  con un’unica campata in acciaio lunga 47 metri, consentirà di ristabilire la continuità della strada provinciale 5. Il secondo invece, avrà due campate metalliche di circa 20 metri ciascuna, sostenute da una pila centrale in calcestruzzo armato, e permetterà il ripristino dei collegamenti locali interpoderali.  Per consentire tali operazioni di varo, la strada statale 514 sarà chiusa al traffico dal km 18,600 al km 26,900, secondo il seguente calendario:

  • venerdì 10 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;
  • sabato 11 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;
  • domenica 12 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo .

E' evidente che tali operazioni creeranno dei disagi soprattutto in serata anche se si tratta del fine settimana. Durante le chiusure comunque  la circolazione sarà deviata sulla strada provinciale 38 III e sulla strada comunale “Dicchiara”.
Anas predisporrà inoltre personale dedicato lungo il tracciato per gestire la viabilità e indirizzare i mezzi, in particolare quelli pesanti.
La foto di copertina è di repertorio


Non riarmo, per fortuna, ma prolungamento della pista a Fontanarossa.

Non riarmo, per fortuna, ma prolungamento della pista a Fontanarossa.

Sarebbe davvero da ridere se fosse vero. In una terra come la nostra dove servono investimenti nelle infrastrutture e nella promozione sociale sapere che la Regione Siciliana avrebbe deciso deciso di stornare 252 milioni di euro del Programma Regionale FESR per sviluppare ‘"infrastrutture di difesa resilienti"’ cioè risorse destinate alle armi,   può far impazzire.  Secondo la CGIL che ha diffuso la notizia si tratta di investimenti giustificati dall’uso anche a fini civili di investimenti per la mobilità militare e per rafforzare presidi di rilevanza nazionale, europea ed extraeuropea (quali sistemi di comunicazione satellitari, basi militari, ecc.) che insistono sul territorio della Sicilia”
Sarebbe  dunque una decisione gravissima che andrebbe a sottrarre fondi europei e nazionali stanziati per la lotta alle diseguaglianze sociali e ai divari territoriali, utilizzandoli per scopi militari. Fortunatamente non è così. Almeno a quanto dichiarano dal Governo. Pubblichiamo infatti la nota ufficiale che smentisce categoricamente quanto affermato dalla CGIL e precisa che si tratta di informazioni prive di fondamento.
Nessuna somma dunque è stata stanziata per finalità di riarmo. Quei fondi nell'ambito della riprogrammazione del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, si tratta di un rafforzamento della priorità  trasporti. La verità dunque parla di investimenti ferroviari soprattutto, 176 milioni di euro (e non 252)  ricollocati per l'interramento della linea e prolungamento della pista dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, un'opera già prevista nella pianificazione nazionale e regionale, del valore complessivo di 567,6 milioni di euro. Tutto buono e benedetto anche se, come abbiamo detto più volte, stiamo spendendo soldi pubblici quasi 600 milioni e migliorare l'aeroporto catanese ma lo stiamo vendendo. Queste somme faranno crescere il valore della società? A quanto sembra no. Anzi sembra certo che le cifre a suo tempo ipotizzate, Agen parlava di un miliardo, per la vendita delle quote Sac siano di molto ridimensionate. E allora? Siamo davvero degli sciocchi ! Continuiamo a spendere su una struttura in  vendita  non facendo altro che favorire il privato che se lo aggiudicherà. E poi si piange miseria per qualche milione a Comiso. Non c'è paragone è vero! Ma se lo andassimo a cedere ai militari otterremmo di più e magari la base per istruire i Top Gun della Nato la farebbero da noi spendendo molto  sul territorio. Tanto su quella pista non vola quasi nessuno.


"Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?

"Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?

I risultati economici raggiunti dalla Sicilia in questo triennio di Governo Schifani sono davvero lusinghieri e rappresentano la prova che stiamo percorrendo la strada giusta. Un PIL al 3,5% nel 2024, nettamente superiore alla media del Mezzogiorno e nazionale, e un tasso di occupazione in crescita ci spingono a proseguire con ancora maggiore determinazione nelle politiche di sostegno e sviluppo." Lo ha dichiarato l'Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della Commissione Affari Istituzionali dell'ARS, a conclusione dei lavori del Tavolo Tematico "Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?", da lui fortemente voluto, diretto e moderato in occasione della seconda giornata della Festa dell’Amicizia in corso di svolgimento a Ribera. All'incontro, svoltosi in una gremitissima aula consiliare del comune riberese,  sono intervenuti l'Assessore Regionale all'Economia, Alessandro Dagnino, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive, Edy Tamaio, il deputato regionale Carlo Auteri, il vicesegretario nazionale della DC, Giampiero Samorì e i vertici di CRIAS, Gianluca Guida, IRFIS, Giulio Guagliano e Assoconfidi Sicilia, Bartolo Mililli con Fabio Montesano di Fidimed che rappresentano insieme 20 mila aziende associate. Significativi anche gli interventi del Senatore Salvo Pogliese e dell’On. Giuseppe Castiglione. A concludere l’incontro l’atteso intervento del segretario nazionale della DC, Totò Cuffaro. "La festa dell’amicizia è un modo per riunirsi e approfondire i problemi che nessun partito oggi è in grado di organizzare. Per questo un sentito ringraziamento va al collega Carmelo Pace e a tutti gli amici di Ribera che ogni anno si spendono tantissimo per l’organizzazione di questa Festa. Dall'analisi emersa durante il Tavolo -  prosegue l'On. Abbate - è emersa chiara e unanime la necessità di un'azione forte e immediata: garantire e facilitare l'accesso al credito per le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e i liberi professionisti. Questi soggetti, che costituiscono il 90% del tessuto produttivo siciliano, sono la vera spina dorsale della nostra economia e devono poter disporre di canali più fluidi e meno onerosi per investire e consolidare le proprie attività." L’On. Abbate, a nome di tutti i deputati della Democrazia Cristiana e al caprogruppo Carmelo Pace,  ha annunciato specifici disegni di legge regionali che saranno presentati per introdurre un modello innovativo di accesso al credito e che mirano alla massima Copertura da parte di Banche, intermediari finanziari e CONFIDI che garantiranno l'accesso al credito con una copertura che potrà arrivare fino all'80% dell'investimento. Alla riduzione degli oneri attraverso l'erogazione di contributi regionali per coprire commissioni, interessi e oneri finanziari, alleggerendo significativamente il peso del debito per le imprese. Alla cartolarizzazione dei Crediti con la Sicilia che avrà il coraggio di sperimentare nuovi strumenti come la cartolarizzazione dei crediti destinati ai CONFIDI. Questo permetterà di trasformare i crediti in titoli, aprendo l'accesso a una platea molto più ampia di fonti finanziarie, inclusi investitori istituzionali, garantendo stabilità e nuove risorse aggiuntive al tradizionale credito bancario. "I disegni di legge – ha concluso il parlamentare della DC -  rappresenteranno un modello innovativo che unisce Banche, CONFIDI e investitori istituzionali, creando una nuova e solida finanza per il nostro sistema produttivo”.


“La Sicilia fa Scuola”. Un piano triennale da oltre 700 milioni di euro

“La Sicilia fa Scuola”. Un piano triennale da oltre 700 milioni di euro

La scuola ha bisogno di investimenti strutturali come prima cosa ma poi c'è la necessità di capire che tipo di educazione deve offrire. Un  piano triennale da oltre 700 milioni di euro, tra fondi regionali ed extraregionali è certamente una buona notizia ma siamo certi di individuare la strada giusta? Sappiamo che prenderà il via mercoledì 8 ottobre la manifestazione “La Sicilia fa Scuola”, promossa dall’assessorato regionale dell’Istruzione e della formazione professionale in collaborazione con l’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, a pochi giorni dall’avvio del nuovo anno scolastico.
Obiettivo del ciclo di otto incontri con i dirigenti scolastici e la comunità educativa nei territori, che nel mese di ottobre raggiungerà tutte le province dell’Isola, è tracciare un bilancio delle iniziative per le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado e gli atenei siciliani, avviate negli ultimi tre anni dal governo Schifani, illustrare i principali interventi già attuati, quelli in fase di realizzazione e quelli in programma per l’anno scolastico e accademico in corso. La kermesse sarà anche l’occasione per raccogliere contributi, proposte, idee e riflessioni da chi vive quotidianamente la scuola, al fine di costruire un sistema educativo realmente capace di rispondere alle sfide del presente e preparare i giovani al mondo del lavoro.
In tre anni  sono stati  investiti 700 milioni di euro per realizzare la scuola del futuro, più sicura, moderna e accogliente per offrire agli studenti ambienti di apprendimento che favoriscano crescita, valorizzazione e senso di comunità. Non si tratta solo di un piano di interventi, ma di una visione: formare cittadini consapevoli e professionisti competenti, protagonisti del futuro della Sicilia.
«Con questa iniziativa, che ho voluto fortemente insieme all’Usr Sicilia - afferma l’assessore Mimmo Turano –  vogliamo aprire le porte ai territori per ascoltare le richieste del mondo scolastico, comunicare quanto è stato realizzato finora e i progetti futuri. Da assessore regionale dell’Istruzione, con questo piano di investimenti da 700 milioni messo a terra in questi tre anni, ho provato a gettare le fondamenta della scuola siciliana del futuro, puntando su edilizia, nuove tecnologie e aule immersive, laboratori, mense, palestre, progetti di educazione alla legalità e contrasto al disagio minorile. In una terra dove i nostri giovani emigrano per mancanza di opportunità, abbiamo il dovere di restituire loro motivi per restare. E questo è possibile ripartendo dai luoghi della conoscenza e creando prospettive di crescita, lavoro e sviluppo». I primi due incontri con i dirigenti scolastici e amministrativi sono in programma l’8 ottobre a Siracusa e Ragusa. Si parte dal capoluogo aretuseo alle 9,30 al liceo scientifico Luigi Einaudi, nel pomeriggio il secondo appuntamento si svolgerà a partire dalle 15,30 nell’auditorium del plesso dell’istituto Ferraris, in via Tommaseo, a Ragusa. A entrambi gli incontri parteciperà l’assessore Turano. A Siracusa, a fare gli onori di casa sarà la dirigente d’Ambito territoriale, Luisa Giliberto e a Ragusa la dirigente dell’Ambito territoriale, Daniela Mercante. Alla manifestazione è prevista anche la partecipazione delle autorità locali.

Guarda che voli!!!

Guarda che voli!!!

Nello Dipasquale in una sua dichiarazione pubblica ha nuovamente indicato il presidente della Regione come principale colpevole della precaria condizione dello scalo ragusano.  Abbiamo più volte ribadito che Trapani, più precisamente l'Airgest, che è la società di gestione, è di proprietà al 99% della regione stessa e sembra quasi naturale che da quest'ultima arrivino contributi, come se piovesse. Diverso il caso di Comiso dove, in seguito ad un serie di errori macroscopici, la gestione è finita al principale concorrente dello scalo che in una decina di anni lo lateralmente affossato. Ma  questa è storia vecchia e tutti sanno di chi sono le colpe. Ma grazie ad una azione martellante del territorio le istituzioni si sono mosse, non nello stesso modo di Trapani, e si sperava che qualcosa si potesse muovere. Ma non è stato così. Per questo inverno infatti, a parte la continuità territoriale  della quale ancora dobbiamo renderci conto bene,  puntiamo su  3/4 voli settimanali e anche le speranze di collegamenti all'estero, sovvenzionati dai bandi di cui abbiamo parlato, sembra va via via spegnendosi.
Però, non è invidia certamente ma solo constatazione dei fatti, a vedere il volantino pubblicato dall'Airgest è lecito in..cavolarsi. Lo riportiamo proprio per cercare di capire come possono esserci tante differenza tra i due cosiddetti aeroporti minori di Comiso e Trapani.


Famiglie italiane sono sempre più penalizzate

Famiglie italiane sono sempre più penalizzate

I consumi degli italiani continuano a diminuire. Ad agosto le vendite al dettaglio in volume segnano un calo del -0,3% rispetto al mese precedente e del -1,3% su base annua. Nei primi otto mesi del 2025, a fronte di una crescita in valore del +0,7%, i volumi hanno registrato una contrazione del -0,9%.  "Questi dati  confermano che le famiglie italiane sono sempre più penalizzate: spendono di più ma acquistano meno. Il potere d’acquisto è ai minimi storici, eroso dall’inflazione e dai rincari che colpiscono beni e servizi essenziali". Naturalmente a subire maggiormente per questa situazione sono le famiglie a basso reddito. "Con l’arrivo dell’autunno  inoltre tra spese scolastiche e aumenti delle bollette energetiche, il rischio è quello di un ulteriore crollo dei consumi, con gravi ricadute sull’economia e sul tessuto sociale del Paese. Il Codacons nel denunciare tale andamento negativo dichiara che il paese è di fronte non soltanto a un’emergenza economica, ma a una questione di giustizia: occorre tutelare i diritti fondamentali dei consumatori. Per questo il Codacons chiede interventi immediati e misure concrete per garantire trasparenza dei prezzi, equità e protezione dei nuclei familiari più fragili".

Accendere i "fari" della legalità

Accendere i "fari" della legalità

Il tema è  quello della legalità, a dimostrazione che non c'è un colore politico su una battaglia giusta. Purtroppo episodi grandi, importanti come quelli di Mondello ci fanno capire che c'è il rischio di essere impotenti di fronte alla tracotanza e alla connivenza politica.  Nel mirino quindi Ismaele Lavardera che ha il"merito" di aver sollevato il caso delle concessioni e non solo.  Il movimento Controcorrente di Ragusa ha espresso profonda vicinanza e solidarietà dopo le inquietanti rivelazioni su quell'episodio. Questi fatti, che hanno scosso l’opinione pubblica, riportano alla luce l’urgenza di tenere alta la guardia contro la criminalità organizzata, un male che continua ad affliggere il tessuto sociale siciliano. In una terra dove i fenomeni mafiosi, vecchi e nuovi, sembrano non voler lasciare spazio al cambiamento, la voce di chi denuncia l’illegalità e si espone in prima persona non deve mai restare isolata. Come sottolinea Massimo Iannucci, referente faro territoriale di Controcorrente Ragusa: “La mafia non deve trovare spazio né nelle strade né nella politica. A Ismaele va la nostra vicinanza, ma anche l’impegno a trasformare questa battaglia in cambiamento concreto per la Sicilia”. Un messaggio che trova eco nelle parole di Saverio Buscemi, coordinatore regionale dei consiglieri comunali di Controcorrente, nonché consigliere comunale di Ragusa: “La legalità non è uno slogan, ma un diritto che va difeso ogni giorno. Senza coraggio e senza scelte nette, la nostra terra resterà sempre ostaggio di interessi e immobilismo. Io stesso mi sto spendendo in lungo e in largo, senza remore, per far sì che la comunità di Controcorrente cresca, si radichi e diventi una presenza solida e credibile nei territori. Questo impegno non è soltanto politico, ma umano: significa stare accanto alle persone, ascoltare i loro problemi e trasformarli in battaglie comuni. È così che la Sicilia potrà finalmente liberarsi dalle catene che la tengono ferma”. Nelle prossime ore, in occasione della visita di Ismaele La Vardera a Ragusa, dove accenderà i riflettori su questioni cruciali e concrete, che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini. Aeroporto di Comiso: una risorsa strategica che rischia di rimanere inutilizzata, priva di una visione di sviluppo capace di rilanciare l’economia locale; sanità pubblica: un sistema sempre più fragile, con liste d’attesa interminabili e servizi insufficienti che mettono a rischio il diritto universale alla salute; infrastrutture e viabilità: promesse disattese e opere incompiute penalizzano cittadini e imprese, ostacolando la crescita del territorio; gestione dei rifiuti e politiche ambientali: si procede di emergenza in emergenza, senza una strategia che tuteli davvero l’ambiente e il benessere collettivo; giovani e lavoro: le nuove generazioni sono costrette a emigrare, lasciando la Sicilia priva di energie e talenti indispensabili per il rilancio. Gli appuntamenti con Ismaele La Vardera, finalizzati, e non solo, all’accensione di fari territoriali, sono i seguenti. Domani, sabato 4 ottobre, ore 9, aeroporto di Comiso: incontro con il comitato a difesa e sviluppo Aeroporto degli Iblei, per ribadire l’importanza strategica dell’infrastruttura nel rilancio del territorio e ascoltare le istanze della cittadinanza. A seguire, alle 11,30, a Giarratana, via Andrea Costa presso Planet Caffè, con Salvo Pagano; alle 17,30 a Scicli, chiosco “A funtana” in corso Umberto I; alle 19,30 a Ispica, ex mercato di corso Umberto. Domenica 5 ottobre, ore 9, Pozzallo, bar del porto: inaugurazione del faro, evento simbolico che vuole rappresentare la volontà di illuminare il futuro della costa e della comunità locale, favorendo dialogo e partecipazione.  Non si tratta solo di opporsi alla mafia, ma anche a tutte le forme di immobilismo che soffocano la Sicilia e ne frenano lo sviluppo. Il governo regionale guidato da Renato Schifani, infatti, ha mostrato solo incertezza e mancanza di visione. La Sicilia non può continuare a vivere di rinvii e passerelle: c’è bisogno di una svolta vera, di una classe politica capace di restituire dignità alla terra e risposte ai cittadini. “Non possiamo limitarci a denunciare i problemi: occorre costruire soluzioni. E noi siamo pronti a farlo, con coraggio, concretezza e radicamento nei territori”, conclude Iannucci. Controcorrente Ragusa ribadisce il proprio impegno a non abbassare la guardia, a difendere la legalità e a promuovere un cambiamento all’altezza delle aspettative della nostra terra. È tempo di voltare pagina: insieme, si può davvero dare nuova linfa alla Sicilia, nella convinzione che “chi va controcorrente porta il vento del cambiamento”.


Condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti

Condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti

Il Partito Democratico di Ragusa esprime la sua più ferma condanna per la gestione dell’iter del nuovo appalto dei rifiuti, definendo l’atteggiamento dell’amministrazione a seguito dell’incontro con i sindacati una “messinscena utile solo a mascherare il grave fallimento amministrativo e la palese mancanza di trasparenza. Nonostante l'esultanza con cui sindaco e assessore al ramo hanno annunciato l'accordo con i sindacati, che desta perplessità in assenza di una lettura del capitolato da parte di questi ultimi, il Partito Democratico denuncia il ritardo complessivo di 18 mesi rispetto alla scadenza del primo affidamento e la volontà di proseguire per il nuovo appalto senza sottoporre il capitolato all’esame del Consiglio comunale”. “Il capitolato andava preparato sei mesi prima della scadenza - dichiara in particolare Peppe Calabrese, capogruppo PD in Consiglio comunale - e con la nuova proroga di sei mesi, si giunge a un totale di 18 mesi di ritardo: un dato di per sé vergognoso e un fallimento in partenza. Inoltre, il sindaco Cassì mentre da una parte dice di guidare un’amministrazione trasparente, nasconde l'atto amministrativo più importante e costoso per la città dei prossimi otto anni, pari a oltre 100 milioni di euro”.Duro anche il segretario del circolo PD di Ragusa, Riccardo Schininà: “Evitare di sottoporre il nuovo capitolato all’esame del civico consesso è un atteggiamento antidemocratico. Su questo atto importantissimo per Ragusa, non sono state convocate né le commissioni consiliari, né i partiti, né le parti sociali, né i cittadini, impedendo di dare indicazioni su un servizio che condizionerà la pulizia e le risorse di Ragusa, Ibla, Marina e San Giacomo per due sindacature”. Il Partito Democratico rivendica il merito di aver allarmato l'opinione pubblica e i sindacati sulla mancanza di garanzie per i lavoratori e sulla segretezza dell'atto. “Se il problema per i lavoratori si è risolto, così come riportato dagli organi di stampa - aggiunge Schininà - ci prendiamo il merito di aver sollevato la questione e per essere stati al loro fianco. Tuttavia, crederemo solo a quanto potremo leggere e non a mere promesse. Continueremo a vigilare, ovviamente”. Di fronte all’atteggiamento dell’amministrazione comunale, il Partito Democratico annuncia che valuterà ogni azione necessaria, inclusa la possibilità di ricorso al TAR, per garantire la trasparenza e la legalità dell’appalto. “Per dare voce alla città e ripristinare la prerogativa politica del Consiglio - annuncia poi Calabrese - il PD chiede l'immediata convocazione di un Consiglio comunale aperto sulla questione dei rifiuti e sul nuovo capitolato”. “La trasparenza e la condivisione - conclude Schininà - si devono non tanto al PD, ma ai cittadini ragusani che hanno il dovere di sapere come vengono impegnate le risorse pubbliche, per questo non solo è necessario l’esame dell’atto da parte dei consiglieri, ma anche che i ragusani possano dire la propria nel corso del Consiglio comunale aperto che ci accingiamo a chiedere ufficialmente”.