No a.....
No a.....
Un gruppetto di cittadini che vogliono mantenere l'anonimato hanno mandato all'amministrazione una lettera aperta nella quale si fa un elenco delle tante cose che a Ragusa, secondo loro, sono sbagliate. A dire la verità ci sentiamo di condividere quasi tutto quello che è scritto nella lettera anche se sappiamo che ci sono delle leggi e tante cose che sembrano ingiuste sono legali e legittime. A cominciare del parco agricolo urbano dove si sta costruendo a marce forzate un insediamento produttivo. E quì bisogna dire che il cosiddetto "parco urbano" non sarebbe mai potuto essere un parco come lo avremmo voluto proprio a causa delle destinazione scelta a suo tempo dal Comune.: Ed ecco l'elenco dei no che come dicevamo ci sentiamo di ribadire. Il Problema che gli amministratori non sanno......... leggere!!!
• No alle docce a pagamento a marina di Ragusa. Simbolo di in-voluzione della civiltà
della comunità, che non riesce più a gestire e curare bene la proprietà, le esigenze e
l’interesse collettivo di tutti; in questo caso l’acqua, indispensabile per togliersi la salsedine dopo il bagno a mare;
• NO ai Monopattini senza casco e a tutta velocità in città;
• NO ai Monopattini nel lungomare di marina di Ragusa durante il periodo estivo;
• NO ai Monopattini in sosta sui marciapiedi che ostruiscono il passaggio dei pedoni;
• NO alle biciclette contromano e sul marciapiede (si, succede anche questo a Ragusa);
• NO ai Venditori di pannocchie che “affumano” e intossicano chi si rilassa in spiaggia a
marina di Ragusa;
• NO agli ombrelloni nella spiaggia della riserva della foce del fiume irminio. Perché sono vietati nella riserva,
perché accanto a pochi metri c’era questa estate un nido (opportunamente segnalato da
fettuccia e cartello) di tartarughe e, perché il buon senso vieta di usufruire di un luogo protetto con degli elementi disturbanti il
paesaggio naturale;
• NO alle scale del carmine sporche e abbandonate ai vandali (extracomunitari e non);
• NO allo svuotamento del centro storico.
Quando e chi, inizierà a riqualificare Ragusa centro, ormai “fruita” quasi esclusivamente da
etnie diverse dai ragusani?;
• NO ai parcheggi a pagamento così estesi, sia a Ragusa superiore che Ragusa Ibla. Fare “cassa” non si sposa bene con la fruizione della città da parte dei cittadini con i propri mezzi, a meno che non si crei un servizio pubblico gratuito, efficiente ed efficace che
invogli a non circolare con i propri mezzi privati.
• NO alla logica di mercato che privatizza i beni pubblici quali le spiagge di marina, con la scusa del turismo;
• NO alla logica di mercato che mette a repentaglio la salute pubblica come la tecnologia delle telecomunicazioni 5G, per far guadagnare pochi soggetti privati;
• NO alla propaganda “truffaldina” della inaugurazione del camminamento del ponte vecchio (P. Scopetta), visto che qualche settimana volendo percorrerla, ci è stato impossibile causa chiusura dell’accesso con lucchetto;
• NO alla raccolta dei rifiuti nelle principali vie di accesso alla città e vicino alle scuole alle 8,00 di mattina, orario in cui, specialmente durante il periodo scolastico, si creano file, ingorghi e ritardi insopportabili;
• NO alle “macchinine” (minicar) nella strada per marina di Ragusa che con velocità massima ammessa di 45 km/h sono fonte di rallentamenti del traffico, ingorghi e possibili cause di incidenti, soprattutto nel periodo estivo.
Tra l’altro, per legge sono vietate su autostrade e strade extraurbane principali.
Poidomani di FI: Noi l'avevamo detto!
Poidomani di FI: Noi l'avevamo detto!
A Modica consiglieri comunali e associazioni hanno chiesto una maggiore attenzione per la città che vive ormai da tempo una condizione di crescente insicurezza che colpisce indifferentemente il centro storico, i quartieri popolari, i luoghi di aggregazione e le aree commerciali denunciando episodi di criminalità, ma soprattutto di microcriminalità diffusa che minacciano la serenità dei cittadini. Ma se Modica piange Ragusa non ride. Secondo il coordinatore di FI Poidomani ancora una volta Ragusa si ritrova a fare i conti con un episodio di violenza che scuote la coscienza collettiva, avvenuto quasi in pieno giorno e che ha riportato al centro il tema, troppo spesso ignorato, della sicurezza nel cuore pulsante della città. Un episodio che, purtroppo, si aggiunge a una lunga lista di situazioni in cui cittadini e cittadine sono stati costretti a convivere con l’insicurezza e il degrado e che oggi, non può più essere tollerato. “L’amministrazione continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle” dichiara Poidomani. “Basta guardare alla cronaca delle ultime settimane: la nostra città, che dovrebbe essere luogo di crescita, di talenti e di orgoglio civico è costretta a fare i conti con la paura e l’immobilismo”. Il sindaco Cassì ha finalmente incontrato i residenti del centro storico, grazie all’insistenza di chi, stanco di convivere con il degrado, ha alzato la voce per pretendere risposte concrete. “Eppure - continua Poidomani - molte delle soluzioni emerse durante quell’incontro erano le stesse che Fratelli d’Italia aveva già avanzato oltre un anno fa: un pacchetto sicurezza serio, costruito ascoltando le esigenze dei quartieri e rafforzato da una raccolta firme. Peccato che allora la maggioranza abbia preferito bocciare le nostre proposte, che oggi invece vengono riproposte come se nulla fosse”. “Grazie al nostro intervento diretto con il questore di allora – aggiunge Poidomani - si era già ottenuto un rafforzamento delle forze dell’ordine. Ma dall’amministrazione, dal sindaco, dall’assessore al centro storico, nessuna iniziativa concreta. Fermi, assenti, incapaci di proporre alternative valide o di ascoltare chi vive quotidianamente il territorio”. Poidomani incalza: “Se le nostre soluzioni non erano ritenute valide, perché non ne sono state avanzate di nuove? E ora che la situazione è esplosa sotto gli occhi di tutti, perché si ricorre proprio a quelle proposte che erano state accantonate?”. “La verità - conclude il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia - è che questa giunta rincorre i problemi ma non li affronta, e a pagare sono i cittadini e le cittadine, spesso giovani che dovrebbero vedere nella loro città un esempio di sicurezza e attenzione. Fratelli d’Italia continuerà a fare la propria parte, con serietà e coerenza, proponendo soluzioni concrete, nell’interesse esclusivo della comunità di Ragusa”.
Clima di insicurezza .
Clima di insicurezza .
Alcune associazioni di categoria della città di Modica si sono rivolte alla sindaca Maria Monisteri, preoccupate dell’ondata di atti delinquenziali e di vandalismo che continua a colpire le vie cittadine. Un clima di insicurezza che scuote non solo la serenità degli abitanti, ma mette seriamente a rischio il tessuto economico locale, penalizzando attività commerciali e artigianali che rappresentano la linfa vitale del centro storico. Purtroppo è un fenomeno comune in tante altre città non solo della provincia dovuto soprattutto al disagio dei giovani che non avendo interessi culturali o sportivi privi di luoghi di incontro e di attività formative sfogano sulle attività private e pubbliche e sui monumenti le energie accumulate e aumentate dalla noia e dal malessere urbano. Le associazioni, unite dalla volontà di difendere il tessuto produttivo modicano, chiedono ufficialmente alla sindaca Monisteri la convocazione urgente di un incontro istituzionale, finalizzato a individuare insieme strategie efficaci e soluzioni condivise per contrastare un fenomeno che sta raggiungendo livelli allarmanti. Carmelo Caccamo, segretario territoriale e responsabile organizzativo della Cna di Modica, sottolinea: “Abbiamo più volte segnalato, sia al sindaco, che al prefetto e al questore, la necessità di garantire maggiore sicurezza nel cuore della città, dove si concentrano numerose imprese artigiane e commerciali. Non possiamo più permetterci di rimanere inermi: il degrado e l’insicurezza stanno minando la dignità della nostra comunità e la sopravvivenza di tante attività”. Giorgio Moncada, presidente sezionale Confcommercio Modica, conferma il disagio crescente tra gli operatori economici: “Riteniamo indispensabile un intervento autorevole e tempestivo dell’amministrazione comunale. Occorre ristabilire decoro e sicurezza, restituendo fiducia a chi ogni giorno sceglie di investire e lavorare a Modica. Senza risposte concrete, il fenomeno diventerà sempre più insostenibile”.
Via libera al decreto per la polizia amministrativa ai Comuni
Via libera al decreto per la polizia amministrativa ai Comuni
Si presenta la continuita territoriale
Si presenta la continuita territoriale
Un conferenza stampa organizzata da SAC e Aeroitalia e dedicata alla continuità territoriale, si terrà il giorno 10 settembre 2025, alle ore 11:30, presso la Sala Belgiorno dell'Aeroporto di Comiso. All'incontro interverranno Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato di Aeroitalia, Alessandro Aricò, Assessore delle infrastrutture e della mobilità – Regione Siciliana, Fabio Nicolai, Vice Direttore Generale Enac, Nico Torrisi, Amministratore Delegato di SAC, Sandro Gambuzza, Consigliere del CdA di SAC, e Maria Rita Schembari, Sindaco di Comiso. L'evento rappresenterà un'importante occasione per presentare i prossimi collegamenti aerei dell'Aeroporto di Comiso, nonché per illustrare il funzionamento e le opportunità offerte dal regime di continuità territoriale.
Come la pensa Calabrese sul Castello!
Come la pensa Calabrese sul Castello!
“Il Castello di Donnafugata non può essere ridotto a un contenitore buono per tutte le occasioni. È un patrimonio storico e culturale che appartiene alla città di Ragusa e va gestito con serietà, trasparenza e rispetto”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, che ieri ha presentato un'interrogazione (firmata anche dagli altri consiglieri dem Giuseppe Podimani e Mario Chiavola) per chiedere al sindaco e all’Amministrazione chiarimenti urgenti sulla gestione del Castello.
Nodo centrale della interrogazione, la circolare ministeriale dell'agosto 2025 che stabilisce che nell'ottica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio, la formula del Partenariato Speciale Pubblico-Privato (con la quale il Comune di Ragusa intende affidare la gestione del Castello) può applicarsi solo a beni dismessi o sottoutilizzati.
“È evidente - spiega il capogruppo dem – che il Castello di Donnafugata non rientra in questa categoria: era ed è un bene pienamente attivo. La scelta del Comune di emanare un bando per cercare soggetti cui affidare la gestione del complesso di Donnafugata (compreso il parco e il Museo del Costume) appare quindi quantomeno discutibile e, alla luce della circolare del ministero, rischia di esporre l’ente a ricorsi e contenziosi. Inoltre, ma lo abbiamo già detto anche in passato, la scelta del sindaco di affidare a privati un bene così importante per la città non fa altro che certificare il fallimento delle politiche turistiche e culturali da parte dell'amministrazione e del sindaco in particolare che, con il bando, ammette implicitamente di non sapere gestire il Castello nonostante le consulenze di cui si avvale”.
“Oltre agli aspetti legati al partenariato speciale - continua Calabrese - preoccupano anche le attuali modalità di gestione. Da più parti, infatti, arrivano segnalazioni su eventi che avrebbero ben poco di culturale e che, anzi, rischiano di snaturare la vocazione del Castello: ci hanno riferito di banchetti, feste private, persino dj set con centinaia di persone, forse ben oltre le capienze autorizzate. Vogliamo sapere se la Commissione spettacoli e i Vigili del fuoco siano stati coinvolti e se siano stati rispettati i limiti di sicurezza. Addirittura c'è chi sostiene che qualche assessore della giunta Cassì faccia parte del gruppo organizzativo di alcuni di questi eventi. Sarebbe cosa gravissima e il sindaco, se queste voci fossero vere, dovrebbe prendere seri provvedimenti”.
Il consigliere conclude con un appello: “Il Castello di Donnafugata non appartiene a una giunta o a un privato: appartiene alla città. Per questo chiediamo che venga restituito a una gestione realmente culturale e trasparente, capace di valorizzarlo e non di svenderlo. Chi svende il Castello, svende Ragusa”.
Non poteva essere diversamente.
Non poteva essere diversamente.
Siamo ormai abituati alle risposte educate, piene di belle parole e numeri accattivanti con le quali qualche assessorato regionale si difende da accuse ben precise su argomenti scottanti come l'aeroporto di Comiso. E ad accorgersene questa volta sono quelli di Controcorrente, il movimento creato da Ismaele Lavardera, che commentano così, amaramente, la risposta regionale ad un interpellanza all'Ars.
In merito alla crisi ormai cronica dell’aeroporto di Comiso, arriva la risposta ufficiale dell’assessorato regionale alle Infrastrutture all’interrogazione parlamentare (n.1860) presentata dall’on. Ismaele La Vardera – fondatore del movimento Controcorrente – lo scorso maggio. L’iniziativa, fortemente sollecitata da Controcorrente Ragusa, con l’impegno di Massimo Iannucci, ex vicesindaco di Ragusa e oggi referente del faro territoriale, e di Saverio Buscemi, consigliere comunale di Ragusa, insieme al Comitato a difesa e sviluppo dell’aeroporto degli Iblei, aveva portato all’attenzione delle istituzioni regionali la situazione di isolamento in cui versa da mesi il territorio, complice la quasi totale paralisi dello scalo comisano. La risposta della Regione, recapitata con nota n.9272 del 27 agosto 2025, lascia però l’amaro in bocca a chi ogni giorno vive sulla propria pelle i disagi derivanti dall’assenza di collegamenti: secondo l’assessorato, l’aeroporto “non è chiuso”, conta “30 movimenti settimanali” e si prepara a un grande rilancio fatto di nuovi parcheggi, cargo, voli aggiuntivi e milioni di investimenti. Tuttavia, la percezione dei cittadini, delle lavoratrici e dei lavoratori, delle imprese locali, è ben diversa da quella fornita dalla Regione.Controcorrente Ragusa, che aveva raccolto le istanze del territorio e sollecitato l’on. La Vardera ad agire, non si dice soddisfatta. “Conosciamo bene la realtà di Comiso: il terminal è deserto, i voli ridotti al minimo e il territorio abbandonato – affermano dal movimento –. Quella della Regione appare una risposta che non affronta in modo concreto i problemi reali. Si continuano a scrivere documenti e promesse, mentre le lavoratrici, i lavoratori, le famiglie e le imprese restano senza risposte tangibili”.A sostegno di questa posizione, il Comitato a difesa e sviluppo dell’aeroporto degli Iblei aveva aggiunto che “non basta citare numeri che poco corrispondono all’esperienza quotidiana di chi vive il territorio. Serve un piano straordinario di rilancio che coinvolga davvero la comunità e sappia attrarre vettori, investimenti e passeggeri, non solo nelle dichiarazioni di principio”. Controcorrente Ragusa, con il costante impegno di Massimo Iannucci, Saverio Buscemi unitamente agli altri referenti dei fari presenti sul territorio della provincia di Ragusa, rinnova l’impegno a vigilare sull’evoluzione dello scalo, affiancando i cittadini in azioni concrete di pressione e proposta: “Il nostro ruolo civico è quello di dare voce e rappresentanza ai bisogni autentici del territorio. Continueremo a lavorare perché l’aeroporto di Comiso possa tornare ad essere volano di sviluppo e connessione per la provincia, al di là delle rassicurazioni che, purtroppo, restano per ora solo sulla carta”. Nel frattempo, la richiesta di una strategia chiara e condivisa per il futuro dell’aeroporto resta più che mai attuale, nella speranza che alle parole seguano finalmente i fatti.
Ancora su Donnafugata all white.
Ancora su Donnafugata all white.
Il buon Nuccio Iacono, nominato castellano a vita dall'amministrazione Cassì, si sforza ancora per dare un'anima a Donnafugata. E' una casa della memoria, dice lui, e quindi si dovrebbe respirare quell'atmosfera tipica di fine ottocento per la quale il Castello era nominato. Ma oggi Iacono tace forse perchè gli ordini del capo e dei vice capo non si discutono neanche se sono veramente contrari alla decenza del luogo. Sono arrivate in redazione diverse foto che fanno riferimento a questa festa da ballo, miseramente presentata come appuntamento culturale e alla quale hanno partecipato tante, troppe, persone. I numeri ce li può dire solo la Siae perché l'ingresso era a pagamento e la musica ad alto volume. Dicevamo che si è usato l'escamotage della cultura, con l'esibizione di una scuola di danza e uno spettacolino di baskers, ma alla fine si è ballato, tutti rigorosamente in bianco. E non si è risparmiato il parco nel quale, in piena notte, tutti hanno potuto scorrazzare impunemente e fumando allegramente senza curarsi del pericolo di incendio
.. Chissà come era vestito l'assessore Gurrieri. Lo diciamo perchè, da più parti viene indicato lui come protettore della serata con alcuni suoi stretti collaboratori. E' bene dire che non c'è nulla di illegale, almeno nel concetto di festa da ballo ma per noi è errata la location, lo stile, e forse anche l'arroganza del potere e infine la mancanza di controllo da parte del principale: il sindaco Cassì come primo cittadino. Ci dicono che altre organizzazioni che operano al castello, hanno avuto problemi ad ottenere una deroga di una ventina di posti a sedere ma in questo caso a chi è stata chiesta l'autorizzazione e la conseguente deroga? Ma c'erano i pompieri, l'autoambulanza, le vie d'uscita, i controlli delle forze dell'ordine? Perché se scoppia un lite in quel casotto ci scappa il ferito grave. Aspettiamo una risposta non perché vogliamo criticare i giovani che si danno da fare ma perchè la legge è uguale per tutti e domani quando andremo a fare uno spettacolo di teatro o di lirica ci infiliamo mille persone e zitti tutti. Comunque ribadisco con con forza che il castello ha bisogno di interventi grossi e puntuali. Si sta deteriorando velocemente e il possibile affidamento a privati, che speriamo sia stato scongiurato dalle nuove circolari di agosto 2025, non prevede una manutenzione straordinaria e quindi continuerà ad andare in pezzi mentre le feste si faranno più volte la settimana.
Abbate Dipasquale e l'aeroporto di Comiso.
Abbate Dipasquale e l'aeroporto di Comiso.
“Chiederò al Governo parità di trattamento per gli aeroporti di Comiso e Trapani”. La dichiarazione è del Presidente della I Commissione Affari Istituzionali, On.Ignazio Abbate, che interviene
nuovamente sul Pio La Torre e sulla disparità di trattamento con un altro scalo dalla portata simile come quello di Birgi: “Premesso che da esponente del territorio ibleo ho ringraziato sia
pubblicamente che personalmente il Presidente Schifani per aver stanziato il contributo a favore dello scalo comisano ma oggi torno a chiedere al nostro Governatore un ulteriore sforzo per portare
l’entità di questo contributo alla pari di quello di Trapani. Mi auguro e sono convinto che in questo avrò la collaborazione di tutti gli altri colleghi deputati rappresentanti del nostro territorio. Nelle
prossime due sessioni di bilancio (variazione di bilancio e manovra finanziaria) si dovranno impinguare i fondi destinati all’aeroporto di Comiso o quantomeno si dovrà procedere ad una
redistribuzione equa dell’importo. Questo per evitare una Sicilia che va a due velocità distinte. Fin quì il comunicato dell'on Abate che solo negli ultimi tempi ha deciso di interesarsi all'aeroporto e lo sta facendo essendo a conoscenza delle disponibilità economiche della Regione. Ma arriova subito la nota di Nello Dipasquale. Leggo che l'on Ignazio Abbate ringrazia il presidente Schifani per il finanziamento destinato all’Aeroporto di Comiso - voglio ricordarlo: 9 milioni di euro divisi in tre anni - e annuncia di voler chiedere al Governo regionale parità di trattamento per il Pio La Torre rispetto allo scalo di Trapani. Su questo ho da dire due cose: l’on. Abbate, evidentemente, è stato così impegnato su altre questioni da non accorgersi che la notizia del finanziamento risale ad almeno nove mesi fa e non per opera del Governo regionale, ma per iniziativa parlamentare condotta in Aula dal me e dall’on. Giorgio Assenza; per quanto attiene, invece, la richiesta di parità di trattamento per gli scali minori di Sicilia, Comiso e Trapani per l’appunto, segnalo che questa richiesta da parte mia viene sottoposta al presidente Schifani fin dal suo insediamento, tre anni fa, e ancor prima era stata rivolta al presidente Musumeci durante tutto il suo mandato. Sia Schifani che Musumeci se ne sono altamente fregati continuando a finanziare sempre e solamente l’aeroporto di Trapani. Ci fa piacere, come organo di informazione, sempre impegnato a supportare l'aeroporto di Comiso, che i parlamentari della provincia si interessino sempre di più allo scalo. Ci permettiamo di aggiungere che sono importanti i soldi ma più importanti le modalità con le quali si spendono questi soldi. Fare bandi senza individuare con esattezza le destinazioni che interessano al territorio equivale e finanziare tratte inutili, che non fidelizzano, e si chiudono appena finiscono gli aiuti. E' quindi importante sapere chi avrà il compito di studiare le strategie di intervento e se ha queste capacità. Per ora possiamo solo dire che ci va bene ottenere finanziamenti nella speranza di utilizzarli bene. .
Porto di Pozzallo: incremento del 14%
Porto di Pozzallo: incremento del 14%
Crescono i traffici dei porti del Sistema portuale della Sicilia orientale: nel primo semestre 2025, rispetto all’anno precedente, si registra un nitido +50% di tonnellate di merci e un +13% di rinfuse solide. Nello specifico, grazie anche all’entrata nel sistema portuale del porto di Siracusa con la rada di S. Panagia, il primo semestre del corrente anno vede un aumento consolidato dei volumi complessivi di merci rispetto al medesimo periodo del 2024, pari al 50.8%, dovuto in larga parte al contributo fornito dallo scalo siracusano sulle tonnellate di rinfuse liquide. Siracusa infatti nel primo semestre scorso ha contribuito per un totale di 6,7 milioni di tonnellate su un totale di 16.534.176 di prodotti liquidi. Per quanto riguarda le rinfuse solide (merci allo stato solido, non imballate e trasportate in grandi quantità, come minerali, grano, carbone, cemento, sale, ecc.) l'incremento nel semestre è pari quasi al 14%, soprattutto per la crescita del porto di Pozzallo, che nei primi sei mesi del 2025 ha contato circa 265mila tonnellate di rinfuse solide, mentre Augusta è interessato da importanti lavori di riorganizzazione delle aree di banchina con allestimento di nuovi terminal. Sale pure il numero di croceristi, raddoppiato rispetto allo stesso periodo del 2024, grazie non solo all’ingresso dello scalo aretuseo, ma anche ad un + 35% sviluppato dallo scalo catanese.
Infine, il terminal contenitori, spostato da marzo 2024 da Catania ad Augusta evidenzia un confortante innalzamento dei numeri pari al 27.9% dovuto anche ai valori di Pozzallo che sono in crescita attestandosi ormai a 5000 TEU, quantità di tutto rispetto per il piccolo scalo del Ragusano. “Nonostante la presenza di numerosi cantieri, lavori di manutenzione straordinaria e opere in corso - spiega il presidente dell’Autorità di Sistema portuale della Sicilia orientale Francesco Di Sarcina - che chiaramente limitano gli spazi per le attività portuali, le cifre confermano un’ottima condizione di salute, frutto di una forte riorganizzazione che è stata data agli scali e di una sinergia tra gli stessi messa in campo grazie all’annessione sotto un unico ente di gestione. Ciò significa centralità negli scambi commerciali della rete portuale della Sicilia orientale che, nel panorama nazionale, offre ormai un significativo contributo al sistema paese”.









