Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!

Le Poste a Ragusa vanno a mille!!!

Qualche settimana fa abbiamo parlato della classifica siciliana dei pacchi. Non quelli della Tv ma quelli che vengono consegnati a casa da poste Italiane. Ragusa è in testa. Vuol dire che compriamo sempre di più on line lasciando i commercianti a lamentarsi. Non possiamo dire che sia sbagliato. La gente guarda al risparmio e alla comodità. Con un click compri, paghi e addirittura in poche ore ti portano tutto a casa. La soluzione non c'è. Effettivamente nei negozi la roba costa di più e poi devi posteggiare, ci sono le strisce blu, i vigili, il solleone. Una analisi del fenomeno dovrebbe essere fatta dalle categorie del settore e studiare qualche soluzione senza perdersi in problemi più grandi di loro. Ora c'è quest'altro record delle poste iblee che fa pensare. Tutti sanno che con le compagnie low cost il bagaglio costa più del biglietto ed ecco la soluzione per spostarsi senza ingombri e superare i limiti previsti sui bagagli. Si spedisce per tempo il bagaglio indirizzandolo all'hotel o all'amico del posto.
Effettivamente sono molti i cittadini in partenza o i turisti in arrivo che hanno scelto questo servizio anche con Poste Italiane. Come testimonia la portalettere Chiara Fiorile, dal centro di distribuzione di Ragusa Ercolano: “Proprio in questi giorni il transito di valigie si è intensificato. Già da tempo assistiamo a un incremento sempre maggiore del movimento di pacchi anche di grandi dimensioni destinati a località turistiche e strutture ricettive”. Anche ai vacanzieri è dunque dedicato Poste Delivery Web, per spedire valigie e
pacchi fino a trenta chilogrammi, in Italia o all’estero, anche comodamente da casa tramite il sito poste.it o l’app Poste Italiane. Da qui è possibile prenotare il servizio e creare la lettera di vettura da applicare sul collo, sia per il ritiro a domicilio che per la spedizione da tutti i 34 uffici postali del Ragusano. Spedizione possibile anche dagli oltre 110 "Punto Poste" del territorio, per colli fino a quindici chilogrammi.
La necessità è la madre delle invenzioni....


Pianto del coccodrillo per il turismo

Pianto del coccodrillo per il turismo

Federalberghi Palermo registra un calo medio del 10% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. “Questo dato – dice Rosa Di Stefano, presidente degli albergatori palermitani – è un campanello d’allarme. Palermo ha un potenziale straordinario, ma la percezione di insicurezza tra i turisti sta erodendo il nostro essere attrattivi.  Il turismo è, allo stesso tempo, uno dei motori economici più potenti di centinaia di comunità italiane e uno degli asset più sottovalutati del nostro sistema produttivo”. Lo stesso grido di dolore è stato lanciato da Siracusa.
E a Ragusa, da ogni parte arrivano segnalazioni  per la  crisi del settore.  Solo chi non vuol sentire, qualche amministratore in particolare, da Schifani a Cassì,  continua a sbrodolarsi parlando di turismo ma l'analisi è presto fatta. Secondo i dati di assoturismo il costo delle vacanze, in particolare quelle al mare, è aumentato nel 2025, con rincari per ombrelloni, lettini, parcheggi e ristorazione. Questo ha reso le vacanze in Italia meno accessibili per alcune famiglie, spingendole a cercare alternative più economiche o a rinunciare del tutto. Altre destinazioni turistiche, come la Croazia, l'Albania e la Grecia, hanno messo a punto campagne promozionali basate sulle informazioni dei viaggiatori e offrono prezzi più competitivi e potrebbero attrarre i turisti che cercano un buon rapporto qualità-prezzo. Certe località non possono reggere all'usura del tempo, come per Montalbano, e i destination manager vantati da Gal Gac etc, le loro manifestazioni inutili, realizzate spendendo sldi della comunità non riescono a riparare i danni,
I turisti potrebbero essere sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e sostenibili, e di sicuro in destinazioni meno affollate e con un'offerta più varia.  In alcune località turistiche italiane, si verifica addirittura  il fenomeno dell' overturism, cioè  l'eccessivo afflusso di visitatori  che causano sovraffollamento, degrado dei centri storici e un peggioramento della qualità della vita per i residenti. Questo scoraggia abbastanza i turisti tanto da spingerli a cercare destinazioni meno congestionate.  In sintesi, il calo di presenze , ad esempio a Ragusa potrebbe essere il risultato di una combinazione di fattori economici per i prezzi degli affitti e dei servizi troppo alti e senza controllo. La concorrenza è spietata e si registrano cambiamenti nelle preferenze dei viaggiatori e c'è anche qualche problema legato all'overtourism. Marina è impraticabile per tutti, abitanti, villeggianti, visitatori pomeridìani e addirittura anche bagnanti. Ma ormai solo per 20 giorni l'anno.  E qui casca l'asino.  Cosa si deve fare? Ragusa vanta esperti di chiara fama ma dei quali non abbiamo contezza. Quelli a cui i comuni hanno demandato la promozione, parlo del Gal ad esempio, non riescono a studiare una strategia idonea.   Ripetono sempre le stesse azioni, qualche fiera, arlare sempre di "destination manager"  che come si vede non servono a nulla, riempono le città di cartelli che fanno pubblcità alo stesso Gal, senza badare alle brutture che ci sono in giro. Tutto ciò permette al comune di sentirsi coperto e non avere un capitolo e tanto meno un'assessore al turismo. Infatti è prassi a Ragusa demandare ogni cosa a qualche altro o a un bel bando. Niente da dire invece se si tratta di spettacoli. In piazza, sul sagrato della cattedrale,  a Marina,, a Ibla.   Come dicevo in altre occasioni basta dare un pezzetto di pista ciclabile, una rotatoria dopo l'altra, ( ma lo faceva già il sindaco Dipasquale) decine di spettacoli affidati ai soliti imprenditori, seri certamente, ma sempre loro e basta e la gente è contenta. 

In ritardo e con le piante sbagliate.

In ritardo e con le piante sbagliate.

Pubblichiamo la nota di Sinistra Italiana perchè siamo convinti possa servire da stimolo a migliorare la situazione relativa al nuovo terminal bus nella zona dell'ex scalo merci. E' stato appena inaugurato e quindi è necessario un periodo di rodaggio considerando tra l'altro che ancora non tutti i collegamenti lo stanno usando come capolinea. E' anche vero che, come dice Sinistra Italiana se si inaugura qualcosa ci si aspetta che sia efficiente e funzionale al massimo dal primo minuto. Probabilmente c'erano altri lavori in corso e i responsabili erano in tutt'altre faccende affaccendati.  Ad esempio la pista ciclabile a Marina, la rotatoria da circa un milione di euro, con altri lavoretti, di Brucè il ponte "fortificato" di piazza Vannantò. Ma siamo fiduciosi che a vacanze finite il terminal potrà parlare di noi a tutti quei ....turisti che arriveranno in bus nella nostra città. Ecco comunque la nota di Sinistra Italiana che tra l'altro lamenta un errato uso delle piante che non sarebbero autoctone e non offrono le caratteristiche necessarie per il sito.
La recente inaugurazione dell’autostazione voluta e  progettata dalle diverse amministrazioni che si sono succedute negli anni,  finalmente consegna alla città un’area altrimenti degradata.
Certamente il progetto complessivo di riqualificazione dell’area in un nodo intermodale  non è ancora completato (collegamenti con stazione ferroviaria e piazza del   popolo) e c’è ancora molto da fare.
A dire il vero a prescindere dalle pensiline per i mezzi  pubblici, le dichiarazioni trionfalistiche , accompagnate dallo spettacolo musicale, del sindaco e assessori ci appaiono perlomeno esagerate.
  La struttura  è sottoutilizzabile  e poco funzionale perché priva dei servizi complementari indispensabili per definire quel sito una autostazione.    A partire dalla biglietteria , di un posto ristoro con posti a sedere e  un ufficio informazioni e promozione turistica.
Per altro l'area a verde, già adesso priva di  una  costante manutenzione e senza nemmeno piccola bambinopoli, appare scarsamente fruibile. Un capitolo a parte riguarda poi la vegetazione destinata all’ombreggiatura. Ci stupisce come mai l’amministrazione, in corso d’opera, abbia deciso di sostituire la piantumazione di alberi autoctoni con una serie di palme che evocano località lontane e non garantiscono nessuna ombreggiatura .
Insomma ci saremmo aspettati meno trionfalismo e maggiori dettagli su tempi e modi   di completamento della struttura.


La Forza Italia che verrà.

La Forza Italia che verrà.

Forza Italia sta vivendo una fase di importante espansione, testimoniata dalle recenti adesioni di rilievo: il sindaco di Ragusa, Peppe Cassì, e quello di Modica, Maria Monisteri, hanno scelto di unirsi al progetto azzurro, segnando un passaggio significativo sia per la compagine locale che per tutto il centrodestra. Queste ultime settimane hanno dunque confermato la capacità del partito di attrarre amministratori di peso, rafforzando la presenza nei principali centri del territorio. Il problema è capire se queste new entry siano davvero sincere o si tratta di mosse dettate dalle emergenze o le strategie del momento. Così è certo per la Monisteri che nel suo consiglio sta vivendo una situazione particolarmente grave  dove  si è trovata quasi all'opposizione dopo la dichiarazione di dissesto del Comune. Per lei non c'era altra scelta. Aveva bisogno di una forza politica visto che nella DC di Cuffaro non poteva più starci. Quindi nessuna " folgorazione" ma un passo studiato per poter continuare ad amministrare con una copertura politica importante. Inoltre a Modica si registra anche il rientro di Minardo e quindi si sta formando l'argine  contro Abbate.
Diversa la questione per Cassì. Lui è fortissimo in città e in comune e lo ha detto candidamente: "dovevo lasciare l'idea della lista civica e trovarmi un partito volendo continuare a fare politica. Che c'è di male? " Non condivisibile ma comprensibile. E' nella natura  e anche nel portafoglio della persona. Perchè credetemi i soldi contano, eccome. Chi si abitua a 10 mila euro, lordi è vero, al mese ha difficoltà a rientrare a quote più umane.  Ma Ragusa ha il cuore grande e può perdonare tutto. Anche mosse così sfrontate e materiali. Intanto c'è stato un Incontro tra il segretario provinciale di Forza Italia, Giancarlo Cugnata, e il deputato nazionale Nino Minardo. L’appuntamento, atteso dagli ambienti politici locali, ha rappresentato l’occasione per tracciare le linee guida delle prossime strategie del partito in provincia, in un momento di rinnovato fermento e crescita.
Però io ripenso al comunicato stampa di qualche giorno fa di Rosario Mauro che secondo me ha "cento canne di ragione" per arrabbiarsi. Tutti felici per Cassì? Ma come dice Mauro è vera forza Italia?. Lui, Mauro,  in consiglio non lo ha notato anzi si è trovato davanti al solito sindaco che non da conto a nessuno, che non stima le opposizioni ( e nelle  opposizioni c'era anche Forza Italia), che mantiene quell'atteggiamento superiore che lo ha contraddistinto in questi 7 anni ( escluso un breve periodo prima della rielezione quando era convinto di non farcela).
Dunque Mauro dovrebbe incontrare Cugnata e Minardo e studiare come gestire i sindaci senza ideologia del partito ma entrati solo per tornaconto personale. Tra gli argomenti anche come ci si  comporta in consiglio comunale e come si fanno le giunte di centrodestra ( senza gente di sinistra) . Se ci fosse un "calepino" con queste regole che poi  si dovessero per forza seguire, nel giro di qualche settimana queste nuove entrate diventerebbero " nuove uscite"    Dice Cugnata"  la stagione che si apre è carica di aspettative e potenzialità. Forza Italia, grazie all’entusiasmo dei nuovi ingressi e alla capacità di dialogo dei suoi vertici, si prepara a giocare un ruolo da protagonista, con l’ambizione di far sentire il proprio peso politico in ogni angolo della provincia.  La domanda sorge spontanea. Quale  partito sarà quello di Peppe Cassì e in che "direzione " andrà.


La difesa di Manenti.

La difesa di Manenti.

Nonostante le considerazioni positive del sindaco di Ragusa  che continua a detenere, impunemente, la delega del turismo nella città capoluogo, da tutte le parti arrivano lamentele per la forte flessione del settore. Ragusa, tra l'altro è il territorio in provincia che vanta il maggior numero di posti letto, incassa una tassa di soggiorno importante e dovrebbe mettere in campo strategie più serie con obiettivi a breve termine perchè, oggi, tutto  è abbastanza precario e si deve coglier l'attimo e non guardare al 2043.
Gianluca Manenti  entra nel dibattito soprattutto  per scrollarsi da addosso le critiche lanciate a lui come presidente regionale di ConfCommercio che ha dentro la categoria alberghiera più nutrita ma molto assente.  Manenti fa suoi i report diffusi da Istat sulla flessione del turismo in Italia nel 2025  e dice che è un fenomeno nazionale. Le prenotazioni alberghiere segnano un calo medio del 12%, dovuto a cause ben identificate, dall’inflazione, ai costi dei servizi turistici fino alle incertezze geopolitiche internazionali. Una dinamica che coinvolge anche Ragusa come molte aree del Sud, ma che va letta, dice Manenti,  all’interno di un quadro più ampio, senza scivolare in letture localistiche o semplificazioni. “In questo contesto – prosegue Manenti – il tema dell’aeroporto viene utilizzato come casus belli. La realtà, però, è ben più articolata e condizionata da dinamiche che esulano dal potere decisionale e operativo della gestione dello scalo ibleo.
E magari possiamo convenire con lui che le dinamiche sono difficili ma esaltare la gestione catanese è tutt'altra cosa.  Proprio tornando indietro al record del 2016  (oltre 459.000 passeggeri un record per un aeroporto minore nato da pochi anni) si deve ammettere che il declino è abissale non giustifcabile con il covid o altri problemi contingenti. E mentre Manenti  si sbarccia per tenersi buoni i vertici di Sac ( chissà che ne pensa Agen) sui quotidiani nazionali  ci sono articoli che condannano la governance catanese che costringe Comiso alla fame. Qualche giornale attacca pure Schifani ma  lui capisce solo di cargo che rimette in campo ogni settimana senza rendersi costo che se facesse il cargo a Trapani gli tirerebero dietro gli ortaggi e anche il vino. Poi Manenti tenta di instaurare il dialogo: La Sicilia, men che meno la provincia di Ragusa, non ha bisogno di polemiche, ma di un confronto serio e di una strategia chiara, condivisa e soprattutto di lungo termine.  Ma oggi la frittata è fatta le associazioni non fanno altro che cercare tavoli di confronto, mandare comunicati e basta. Quelli che Manenti chiama risultati concreti, come l’apertura dell’aeroporto e la ripresa della connettività aerea, non arrivano di sicuro grazie alle associazioni suddette. Poi c'è il caso Federalberghi finita, giustamente nel mirino del Comitato pro aeroporto . Manenti fa una difesa d'ufficio ma i risultati sono sotto gli occhi di tutti.  Forse il suo errore maggiore è stato quello di sottovalutare la forza del web e dalle gente che non crede più alle associazioni autoreferenziali.  Se non ci sono risultati ci deve essere per forza una spiegazione e anche qualche colpevole. Per Comiso la pensano tutti allo stesso modo e le colpe sono già state stabilite.


L'allarme per le produzioni cerealicole.

L'allarme per le produzioni cerealicole.

La grave siccità che ha colpito la Sicilia tra fine 2023 e i primi mesi del 2024 ha causato un drastico calo della
produzione cerealicola sull’isola. Il raccolto di grano duro, nel 2024, è diminuito del 50–60% rispetto a stagioni
medie, con riduzioni drammatiche anche per il foraggio, in alcuni casi superiori all’80%.
Nel frattempo, il prezzo del grano rimane al di sotto dei costi di produzione: mediamente 0,25 centesimi al
chilo, ben lontano da una remunerazione equa per gli agricoltori.
Il comparto cerealicolo non può più aspettare. Legacoop Sicilia e Legacoop Agroalimentare lanciano l’allarme:
è urgente attivare misure straordinarie di sostegno per salvaguardare le imprese cooperative e evitare
l’abbandono dei campi e il depauperamento delle campagne.
Solo un modello cooperativo integrato, basato su biodiversità, innovazione e filiera corta, può assicurare
continuità produttiva e occupazione nelle campagne siciliane.
In questo senso i contratti di filiera ed un maggiore utilizzo di questo strumento favorirebbe la produzione,
la tracciabilità del prodotto, una maggiore qualità in grado di assicurare un prodotto competitivo a livello
internazionale.
Come Legacoop Agroalimentare Sicilia: “Chiediamo un piano d' investimenti su pratiche di gestione
sostenibile del suolo, uso razionale delle risorse idriche, valorizzazione dell’agro biodiversità come risposta ai
cambiamenti climatici e alla desertificazione crescente.”
Legacoop Sicilia Agroalimentare invita istituzioni regionali e nazionali, associazioni di categoria, ricercatori e
stakeholder a promuovere un Tavolo di Crisi Cerealicolo Siciliano permanente.
Serve un approccio concreto, rapido e coordinato per garantire la sopravvivenza del settore cerealicolo
isolano e rilanciare una filiera degna del “granaio d’Europa”.
Legacoop Sicilia Agroalimentare rimane al fianco dei produttori cooperativi per una Sicilia agricola prospera,
sostenibile e giusta.


Liberate Piazza San Giovanni!

Liberate Piazza San Giovanni!

Questo pomeriggio alcuni turisti, li ho visti io personalmente di persona,  si sono fermati dietro all'enorme palcoscenico allestito sul sagrato di Piazza san Giovanni, dalla parte di Corso Italia,  e hanno chiesto di poter entrare nel "recinto" per  vedere da vicino il monumento Unesco. Naturalmente, e giustamente dico io, è stato loro impedito per motivi di sicurezza. E' questo dunque il prezzo che si deve pagare per la politica del "panem et circenses" che da tempo è stata adottata dalla nostra amministrazione tanto in gamba. A proposito di prezzo lo spettacolo, c'era Vinicio Capossela, non era però gratis e ci volevano oltre 40 euri a persona. Una ragionamento che stride un po'. Contributo, location gratis e pure a pagamento. Ma non tocca a me discutere su questo perché ho avuto modo di dire, già lo scorso anno che il comune spende cifre importanti per i "circenses" o per le mostre più o meno riuscite,  per strutture delle quali si potrebbe fare  a meno  e poi purtroppo ci si accorge che alcuni dei capisaldi del vivere bene in una città non sono poi così rispettati. Ma come ho detto prima  non è questo l'argomento dell'articolo. Non sono d'accordo, assolutamente,  sull'uso che si fa dei luoghi Unesco, la cattedrale, proprio per la facciata, lo è certamente, e vedere centinaia di sedie di plastica sul sagrato e quell'enorme palco nero da una parte ed
l' obbrobriosa cortina di tela verde  messa lì per impedire  la vista a scrocco, dall'altra parte, mi da molto fastidio. Sono sicuro che in moltissimi non saranno d'accordo con me ma io ho una visione della città ben diversa da quella dell'amministrazione e sono convinto che, a parte alcuni interventi apprezzabili, non siamo stati stupiti dagli effetti speciali decantati ogni giorno dalla macchina dell'informazione voluta da Cassì. Però devo confessare la mia soddisfazione perché finalmente la piazza suddetta, è stata liberata da quello scherzo fatto passare per opera d'arte inserito nell'ambito del festiva del barocco e non. Insomma il  pianoforte al contrario è stato eliminato e cosi' anche la colonna  incomprensibile che gli stava a fianco. Basta!!! Non ne potevo più. Non è bello approfittare della gente propinando improbabili opere d'arte che si fanno notare solo perchè sono" al contrario" Il guaio è che nonostante i pareri , spesso negativi, ma mai esaltanti, sul festival il sindaco continuerà a foraggiare personaggi che vengono a Ragusa una volta l'anno per sfoggiare le loro capacità non comprese o forse inesistenti.


Cassi in Forza Italia? Mauro dixit!

Cassi in Forza Italia? Mauro dixit!

Che il sindaco Cassì non abbia mostrato un grande entusiasmo dopo aver aderito a Forza Italia è cosa ormai nota.  Ora ha davanti anche delle ipotetiche nuove alleanze che però non sembrano per niente accettate ne dallo stesso Cassì e tanto meno dal suo gruppo e dal suo entourage definito spesso " il cerchio magico"  A fare le prime considerazioni ufficiali è Rosario Mauro che avrebbe voluto celebrare diversamente l’occasione di trovarsi insieme in un nuovo partito. "Mi trovo però costretto dice  Mauro  a confermare il mio ruolo di minoranza e di opposizione costruttiva, in Consiglio comunale, nei confronti di una amministrazione che si vuole mantenere civica e che non intende modificare, né condividere la linea politica”  Il sindaco Cassì, che ha aderito a Forza Italia mantiene saldo il timone di una giunta civica, ispirata da appartenenze esclusivamente provenienti da sinistra, i cui componenti, finora, non si sono pronunciati né contro, né a favore dell’ingresso in Forza Italia e nella coalizione di centro destra del sindaco. “Ritengo necessario – sottolinea il consigliere Mauro – offrire chiarezza e sincerità. Debbo dire di essere deluso del suo scarso entusiasmo nel manifestare l’adesione a Forza Italia, atteggiamento che stride con gli onori tributati dai vertici locali, regionali e nazionali del partito. Sulle sue pagine social nemmeno una foto con i maggiorenti del partito, ammetto che avrei preferito anche una foto con gli esponenti della sua città, ma, forse, è chiedere troppo. Lo ha fatto per timidezza o per non irretire i suoi alleati civici?”  “C’è uno strano silenzio – aggiunge Mauro – da parte dei fedelissimi del cerchio magico, che appaiono smarriti al pari degli alleati civici. Addirittura, qualcuno, tiene a sottolineare che nessuno di loro ha preso o prenderà tessere di partito, in controtendenza a quello che sta accadendo nella vicina Modica dove stanno sgomitando per aderire, con rinnovato entusiasmo a Forza Italia.”  E ancora osserva Mauro: “Non vorrei il tutto facesse parte di una strategia per tutelare interessi di ‘parrocchia’ e non del partito, per future diverse aggregazioni elettorali.  Non c’è stato ancora un serio confronto con la base del partito, in linea con quelle che sono le nuove tendenze di Forza Italia, stabilite a livello nazionale, non ci piacciono le cariche, le nomine, tantomeno le imposizioni cadute dall’alto, serve, prima di tutto, chiarire quanto ha espresso in una intervista, a proposito della mancanza di disponibilità a confrontarsi per verificare la convergenza delle rispettive linee politiche. E, mi permetto di pretendere che ad affrontare queste tematiche, riferibili al governo della città e alle strategie relative, non sia il primo cittadino da solo, ma serve il coinvolgimento diretto dei singoli assessori, per un confronto quanto mai svincolato da riserve e perplessità sulla strada da intraprendere, anche per il futuro.” Conclude il consigliere Mauro: “il sindaco deve esternare tutta la sua disponibilità a lavorare, di squadra, per un centro destra che deve proporsi in maniera credibile alle prossime amministrative. Al momento, in assenza di segnali in tal senso, vista la mancanza di adeguati segnali verso gli altri partiti della coalizione, debbo dichiarare la mia intenzione a proseguire il mio mandato dai banchi della minoranza, per lo meno fino a quando non si farà chiarezza politica e non ci si siederà attorno ad un tavolo per condividere i temi cruciali della città.


Dubbi sulle piste ciclabili e sul ..turismo.

Dubbi sulle piste ciclabili e sul ..turismo.

La questione delle piste ciclabili ha aperto un dibattito sul web. A ragione dico io,  c'è qualcuno che lamenta il proliferare esagerato di questo tipo di infrastruttura che, a dire il vero, funziona solo un mese l'anno e costringe tanti utenti per tutti i  12 mesi a percorrere strade alternative, strette senza alcuna manutenzione che creano addirittura danni inimmaginabili alla archeologia del territorio( vedi post dell'architetto Giliberto) . E' proprio il caso dell' ultimo pezzetto della ciclabile sul lungomare Bisani inaugurato questa sera. Bella  da vedersi per carità, anche con la sopraelevazione in legno e alluminio anodizzato, ma a pensarci bene per non più di 150 metri, sacrificati per la gloria del sindaco Cassi, allora in odore di rielezione e quello di Santa Croce bocciato dalla sua popolazione,  abbiamo creato un budello impercorribile che va dalla piazzetta di Casuzze fino alla prima rotatoria per poi svoltare  verso Marina. Mi chiedo anche se il sindaco Dimartino percorre ogni tanto quella che non è altro che una strada interpoderale, senza asfalto adeguato, piena di fossi, nella quale si riversa il traffico balneare che va da Punta Secca a Marina.  Approfittiamo anche per riportare una articolo su Travel no stop autorevole quotidiano on line che si occupa di turismo.: Mentre il Presidente Schifani e la Giunta regionale, ma anche il Sindaco Cassì,  parlano entusiasti di una presunta crescita del turismo il riscontro reale che abbiamo dice totalmente il contrario. Ce lo raccontano gli operatori, lo testimoniano le strutture ricettive, i ristoratori, i balneari, i piccoli imprenditori che ogni giorno, con fatica, tengono in piedi un intero comparto”. La denuncia arriva da Cristina Cianti, presidente del Raggruppamento Turismo di CNA Trapani che spiega: “la crisi è sotto gli occhi di tutti, le disdette aumentano, i soggiorni si accorciano, la presenza della clientela italiana, da sempre asse portante della stagione, si riduce sensibilmente. Di contro aumentano, soprattutto a Ibla, i turisti mordi e fuggi, che non pernottano e generano un impatto economico marginale sul territorio”. Per l’Organizzazione le criticità alla base della crisi riguardano innanzitutto la rete dei trasporti e la mobilità turistica. Dal piano voli dell’aeroporto di Trapani Birgi definito all’ultimo minuto, l'inesistenza dello scalo di Comiso,  alla rete infrastrutturale al limite del collasso con strade disseminate di cantieri interminabili, interruzioni e deviazioni per non parlare di collegamenti ferroviari inesistenti e trasporto pubblico locale inadeguato e lontano dalle esigenze del turismo moderno. la CNA Trapani denuncia in merito la mancata programmazione del governo regionale, che ancora una volta si è fatto trovare impreparato, senza strategie di prevenzione né sistemi di sorveglianza adeguati e moderni. Dello stesso avviso è stato un comunicato della Cna di Ragusa che giorni fa criticava la gestione del comparto.  La CNA in genere chiede dunque risposte immediate: “serve una cabina di regia regionale, che coinvolga operatori, consorzi, istituzioni locali, Camera di Commercio, enti culturali e gestori aeroportuali. Serve un piano operativo strutturato, che parta prima dell’inizio della stagione turistica. Servono strategie e soluzioni innovative per contrastare gli incendi, garantire l’approvvigionamento idrico, potenziare i collegamenti e costruire un’offerta promozionale credibile e coordinata”.

Immagine di repertorio


La Ryanair non risponde chissà perchè?

La Ryanair non risponde chissà perchè?

Convocato per oggi pomeriggio dalla presidente Maria Rita Schembari su richiesta di associazioni di categoria e sindacali un nuovo incontro del tavolo tecnico istituito dopo il consiglio comunale aperto svoltosi all'eroporto di Comiso. . Si è parlato del nuovo il bando provinciale con scadenza il 9 settembre e dell'interlocuzione con Ryanair finora senza risposta. E' davvero strano che la compagnia irlandese, che sappiamo molto attenta alla parte economica dei problemi, non abbia dato neanche un cenno alla richiesta autorevole della provincia e alla conseguente offerta di coomarketing   Che ci sia qualcosa sotto? Magari a qualcuno interessa che non vengano riaperti i canali di possibili accordi per non  approfondire  temi scottanti del passato. L'attenzione è stata quindi rivolta alla richiesta di un confronto con il Governatore Renato Schifani per approfondire la possibilità di una strategia egualitaria di sviluppo degli aeroporti minori siciliani. Ed ancora, alla luce dello stallo per il rinnovo della governance in Sac, la richiesta di confronto con la direzione strategia della società che attualmente gestisce il sistema aeroportuale del Sud-Est nonché con il commissario della Camera di Commercio. Insomma non si sta a guardare e si cercano interlocutori validi anche se secondo noi nessuno a Catania potrà dire o fare qualcosa. La situaizone del CDA è abbastanza confusa e nessuno può essere cenrto di poter restare in quell'organismo. Intanto è stato pubblicato il bando provinciale finanziato con fondi ex Insicem, con l’indicazione delle aree geografiche che si intendono collegare. Le richieste di chiarimento dovranno pervenire entro il 1° settembre, mentre la consegna dei plichi è fissata al 9 settembre. Considerati i tempi tecnici, è realistico pensare che si arriverà alla fase operativa verso la fine dell’anno solare", ha spiegato Maria Rita Schembari. "La Camera di Commercio ha già messo in campo un pacchetto di bandi: tre nuove rotte prenderanno il via a marzo e due rotte attualmente attive – Tirana e Lille – proseguiranno anche durante l’inverno. La restante parte di finanziamento, circa 4,5 milioni di euro, sarà messa a disposizione attraverso fondi a sportello, destinati a progetti proposti direttamente dalle compagnie aeree.