Castello: nuove direttive ministeriali per il partenariato.

Castello: nuove direttive ministeriali per il partenariato.

Dopo la vicenda del luglio scorso che ha avuto come protagonista la gestione del castello di Donnafugata  in molti sapranno che il metodo del partenariato speciale pubblico-privato consentiva di superare le rigidità di alcuni strumenti che regolano il rapporto tra l’amministrazione pubblica nella gestione e lo sviluppo del patrimonio culturale.
In questa prospettiva però – si legge nella nuova circolare emanata ad agosto del 2025  il partenariato speciale viene inquadrato nell’ambito dei contratti gratuiti che non rientrano nel perimetro della disciplina dei contratti pubblici, fermo restando l’obbligo di rispettare le norme generali sul procedimento amministrativo e i principi generali del Codice dei contratti pubblici.  In particolare, nell’escludere che il partenariato possa trovare applicazione in relazione ad attività estranee alla valorizzazione di beni culturali come i servizi di vigilanza, bigliettazione, pulizia e gli altri servizi strumentali (assoggettati alle procedure ordinarie previste dal Codice dei contratti pubblici) viene invece ribadito che l’applicazione del partenariato speciale possa trovare attuazione, in particolare, per i beni in disuso o sottoutilizzati, nei casi in cui il bene necessiti, per renderlo fruibile, di un progetto gestionale e culturale nel suo complesso. IL castello non era e non èp certo un bene in disuso o sottoutilizzato e la formula usata dal Comune è contestabile. A questa nuova circolare è inoltre allegato uno schema di Avviso pubblico quale punto di riferimento nella definizione ed elaborazione delle procedure. Naturalmente tale schema è lontano anni luce dal bando, contestato, emanato lo scorso anno in gran segreto dal Comune di Ragusa. Alla luce di quanto detto sopra sarebbe opportuno rivedere tutta la progettazione e l'iter tecnico politico che ha portato l'amministrazione Cassì alla decisione di affidate uno dei patrimoni più importanti del territorio ad alcuni privati. E' anche vero che ancora la delibera non è andata neanche in consiglio e forse questa nuova circolare, permettendo a chiunque di fare un bel ricorso, potrebbe mescolare le carte ed ingarbugliarle un bel po'. Intanto arrivano lamentele sulla attuale gestione del castello che è diventato un bene " buono per tutte le occasioni". Spettacoli, banchetti, matrimoni, festival, picnic, feste in maschera, diciottesimi e chi più ne ha più ne metta. Da aggiungere che il viale d'entrata sembra un suk tunisino cancellando l'atmosfera che dovrebbe rievocare una traquilla casa di campagna negli iblei. Dicono, ma sono sempre le solite malelingue, anche se autorevoli personaggi me lo hanno confermato, che nei giorni scorsi c'è stata una festa, in bianco, alla quale hanno partecipato molte persone, molte ma molte  in più di quelle che per sicurezza si sarebbero dovuto ospitare. Ma che problema c'è.  Nelle altre città, non in Sicilia badate bene, si supera tutto mettendo dentro l'organizzazione un assessore, un esperto  o un consulente, fino ad arrivare ai vertici. Ma a Ragusa no! Quindi se fosse vero che effettivamente a questa festa, fuori luogo tra altro per il contesto che offre il maniero, c'erano il doppio o il triplo delle persone autorizzate dovrebbe intervenire il sindaco a fare un po di pulizia. Purtroppo ora lui non è più un sindico civico!!!!

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San Giovanni ... pensaci tu!

San Giovanni ... pensaci tu!

La foto sembra quella che si mette all'entrata di una fabbrica o di un'attività importante  per mostrare tutto l'organigramma  direttivo. Serve per  far vedere all'eventuale visitatore chi comanda, quali sono gli uomini e le donne che hanno in mano le sorti dell'azienda.  E a questi uomini e donne in verità dobbiamo affidare il futuro della città e della provincia. La speranza è che San Giovanni ci metta un po' d'impegno e riesca ad indicare la strada giusta a tutti questi simpatici personaggi. Siamo all'inizio della stagione 25/26  ed occorrerà molta determinazione. Ci sono novità politiche ed amministrative. Ci sono i guai dell'aeroporto e quelli di Iblea Acque.  Si sente aria di elezioni  ma state pur certi  che loro un'accordo lo troveranno di sicuro perchè pare che siano in campi avversi ma alla fine ..... Ma parliamo di San Giovanni con il comunicato stampa che ci hanno inviato.
Una festa straordinaria. Così come straordinario è stato il bagno di folla che ha voluto
rendere onore a San Giovanni Battista, patrono della città e della diocesi di Ragusa. A
decine di migliaia, ieri, le presenze. In molti hanno voluto partecipare alla
tradizionale processione serale che, caratterizzata dall’incedere prima dell’Arca santa
e poi del simulacro del precursore, alla presenza delle autorità civili e militari, oltre
che, naturalmente, di quelle religiose, con la guida del vescovo, mons. Giuseppe La
Placa, si è snodata per le principali vie del centro storico, riuscendo a coinvolgere in
maniera come sempre intensa tutti i ragusani. All’arrivo del simulacro in piazza San
Giovanni, il messaggio del vescovo ai fedeli.
“Il passaggio del santo tra le vie, tra le case della nostra città – ha detto mons.
Giuseppe La Placa – è in realtà il passaggio di Dio tra le nostre famiglie, nei luoghi in
cui si svolge la nostra vita quotidiana, tra gioie e dolori, fatiche e speranze. Egli porta
nel cuore di ciascuno di noi una luce di speranza e di consolazione. Come Giovanni
Battista preparò la via al Signore nel deserto, così oggi invita tutti noi a fare spazio,
nel nostro cuore e nella nostra vita, al Signore, a lasciare che la sua presenza proprio
nella nostra vita trasformi le nostre scelte, i nostri rapporti, le nostre quotidiane
occupazioni. Ogni gesto, ogni incontro, ogni momento vissuto con fede può diventare
occasione di grazia, segno della Sua presenza che rende la vita più bella e più vera. Il
passaggio di San Giovanni per le nostre strade non è dunque solo un fatto legato alla
tradizione: è una chiamata a riconoscere Dio nel cuore della nostra città, nelle nostre
famiglie, nei luoghi di lavoro, nelle relazioni di ogni giorno. Accogliamo dunque
questo invito con gratitudine e fiducia, lasciandoci guidare dal suo esempio di
coraggio, umiltà e dedizione profonda”. A mezzanotte in punto, poi, i fuochi pirotecnici, effettuati dalla ditta Pirotecnica iblea di Lorenzo Massari di Ragusa sul ponte San Vito, che la cittadinanza ha avuto modo di seguire lungo la vallata Santa
Domenica, sistemandosi, in particolare, sugli altri due ponti. Nel pomeriggio, c’era
stata la solenne celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giambattista Diquattro,
nunzio apostolico in Brasile. Subito dopo, l’inizio della solenne processione del
patrono. Prima, come detto, l’uscita dell’Arca santa, seguita dai fedeli con i ceri
votivi. Anche in questa circostanza, segnale speciale di devozione. Subito dopo,
l’uscita del venerato simulacro del patrono che è stato accolto sul sagrato dal
tradizionale lancio di volantini colorati, dal suono a festa delle campane, dallo sparo
dei fuochi d’artificio. Alla processione hanno partecipato il vescovo di Ragusa, le
autorità civili e militari, i canonici del capitolo della Cattedrale, il clero, i religiosi e
le religiose, i cavalieri del Santo sepolcro di Gerusalemme. La processione si è
snodata lungo le vie principali del centro storico. Subito dopo, la seguitissima
celebrazione eucaristica presieduta dal canonico sacerdote Giuseppe Burrafato,
parroco della chiesa cattedrale. In mattinata si era tenuto il solenne pontificale che era
stato presieduto dal vescovo di Caltanissetta, mons. Mario Russotto, alla presenza del
clero diocesano e delle autorità civili e militari. “Giovanni Battista – aveva detto
mons. Russotto – ci invita a prendere posizione, innanzitutto dentro la nostra anima, a
capire se possiamo andare avanti con l'ipocrisia che ci vede vivere a compartimenti
stagni, il Vangelo da una parte, il quotidiano dall'altra. Dobbiamo ritrovare l'osmosi e
l'armonia di un Vangelo senza soluzione di continuità con la vita. Giovanni ha avuto
il coraggio di dire a chi governava "Non ti è lecito"”. Al termine delle celebrazioni, il
parroco ha ringraziato il vescovo La Placa, il vescovo Russotto, il nunzio apostolico
Diquattro, il clero diocesano, il sindaco di Ragusa, i rappresentanti delle istituzioni, le
autorità militari, gli sponsor e tutti coloro che, a vario titolo, hanno contribuito alla
buona riuscita dei festeggiamenti.


Cambiare si può!

Cambiare si può!

Non parliamo del carattere delle persone e tanto meno dei sindaci. Facciamo riferimento alla muova facciata della scuola Lipparini che a Scicli per decenni ha rovinato l'immagine della Piazza principale della cittadina barocca. Lo diciamo perchè anche a Ragusa dovremmo fare degli interventi per cancellare alcune brutture realizzate nel recente passato. Ma non sembra ci sia la voglia a cominciare da Palazzo Ina. A Scicli dove la costruzione moderna della "Lipparini"  era davvero un obbrobrio ci sono voluti parecchi anni ma alla fine è iniziata dunque la Fase Due. Un atto amministrativo di portata storica è stato esitato ieri per riscrivere la storia della scuola media “Lipparini-Miccichè” dell’Istituto Comprensivo “Giovanni Dantoni” in piazza Italia.
Il CUC, la centrale unica di committenza, di Comiso ha pubblicato il bando europeo per la progettazione relativa all’adeguamento sismico e architettonico, nonché alla diagnosi sismica ed energetica dell’edificio, nell’ambito del Programma FSC 2021/2027 – Del. Cipess n. 25/2023.
Si tratta di una procedura di gara aperta con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, un passaggio fondamentale per avviare il percorso che porterà la scuola ad avere una struttura sicura, moderna ed efficiente.
L’appalto sarà aggiudicato entro il 2025. In questo caso però non si parla solo della facciata ma dell'intero edifico. In atto sono in corso i lavori alla scuola Micciché di corso Mazzini per adeguare e riammodernare l’edificio che ospiterà ben 12 aule. Tra gli interventi previsti anche l’installazione dell’ascensore e della scala antincendio. Qui saranno realizzati i nuovi bagni per alunni e docenti. I lavori saranno ultimati a breve e sono parte del finanziamento per un importo totale di 8 milioni 993 mila euro, il più grande finanziamento in Sicilia per l’ammodernamento di una scuola.
L’edificio Miccichè, denominato "dificio tampone" ospiterà gli studenti durante tutto il periodo di realizzazione dei lavori di adeguamento sismico e di ricostruzione della facciata della scuola prospiciente piazza Italia.


Il raddoppio della Ragusa mare.

Il raddoppio della Ragusa mare.

"Soprattutto dopo l'ennesimo incidente mortale , Il raddoppio della Sp 25, Ragusa-Marina di Ragusa, non è una questione più rinviabile. Cassì, da sindaco di Ragusa, da vicepresidente del Libero Consorzio e da esponente di Forza Italia (partito di governo a Palermo e a Roma) non ha più scuse: ha tutte le possibilità per farsi finanziare un progetto che non può rimanere nei cassetti ma che invece deve vedere una accelerazione”. Lo dice la deputata regionale del Movimento 5 Stelle di Ragusa, Stefania Campo, riferendosi all’importantissimo asse viario che collega il capoluogo ibleo alla sua località balneare. “Si tratta – prosegue Campo - anche dell’unica arteria che consente alle centinaia di migliaia di residenti, pendolari, turisti e visitatori quotidiani, che arrivano da Catania, dal calatino, dal siracusano e dal resto dell’intera Sicilia, di raggiungere Marina di Ragusa, le varie spiagge e i borghi di mare che costellano la riviera iblea da Punta Secca a Playa Grande, durante la lunga stagione balneare e turistica. Non solo: Marina di Ragusa è diventata una località dove tantissimi ragusani risiedono tutto l’anno, continuando però a lavorare a Ragusa. Si rende dunque necessario quanto prima un intervento, anche per il fatto che l’arteria è tristemente nota per la sua pericolosità: carreggiata stretta (a singola corsia per senso di marcia per circa 15 km), intersezioni pericolose per l’ingresso alle varie contrade di campagna e alle tantissime strutture ricettive disseminate lungo il percorso e volumi di traffico superiori alla capacità provocano code, disagi, disservizi e rallentamenti. Se Cassì ha davvero le giuste interlocuzioni con i maggiorenti del proprio partito riprenda dunque in mano un progetto che esiste, e cerchi le somme per adeguarlo in modo definivo per la redazione di un progetto esecutivo o si individuino nuove linee di finanziamento e reperimento delle risorse in conseguenza della titolarità di una progettazione già esecutiva immediatamente cantierabile”

FOTO DI REPERTORIO


Ancora su turismo.

Ancora su turismo.

Il turismo sta cambiando. Ma io lo avevo capito e lo avevo detto. Ci siamo fatti ubriacare  dai risultati stratosferici del dopo Covid però il 2025 è andato, in definitiva, sotto le aspettative dal punto di vista del bilancio finale. Ma questo nasce dal fatto che le aspettative erano troppo alte. Ho detto più volte che c'è l'esigenza di ridurre le spese, specialmente in Italia.  Quindi tutto è aumentato  pacchetti, i biglietti, i voucher, ma gli introiti mensili dei cittadini e quindi dei turisti potenziali, sono rimasti sempre gli stessi. Si possono fare varie considerazioni. La prima è il last minut che non aiuta come si potrebbe pensare. Questo termine era stato introdotto dalle compagnie aeree indipendenti, da quelle cosiddetta di bandiera, tipo la Virgin sui tragitti intercontinentali,  che vendevano gli ultimi posti a prezzi scontati per riempire comunque il volo. Oggi non è così.  I motori di ricerca, con i loro algoritmi, funzionano al contrario: più tardi prenoti più paghi e gli ultimi posti in aereo costano una fortuna. Quindi è essenziale pensarci con largo anticipo, scegliere combinazioni che possono essere cancellate senza penali e organizzarsi per tempo, anche se è per solo qualche giorno, e rivolgersi a strutture ufficiali, garantite che mostrano buone recensioni. All'ultimo minuto si trovano spesso alloggi precari, forse irregolari, mal gestiti e costosissimi.  Ora come è possibile pagare il 20, il 30% in più per un viaggio, se lo stipendio della famiglia è uguale da anni?  Naturalmente questo è un problema economico serio che dovrebbe interessare le istituzioni italiane (e anche ragusane), e invece sembra che tutto vada bene così. Che le cose stiano procedendo per il verso giusto. Evidentemente le istituzioni non riescono a capire la difficoltà delle persone. Dicevamo le istituzioni. Ragusa si vanta di avere un'organizzazione turistica all'avanguardia. Conta su un sindaco assessore al turismo, che in pratica non si occupa del  settore, ci sono esperti che curano solo gli spettacoli che, grazie a Dio a Ragusa e a Marina, non mancano riempiendo le tasche di simpatici imprenditori locali (questo almeno è positivo). Ora c'è anche la moda del food. Italiano a base di focaccine e fritture,  arabo  con cuscus e simili  l'impotante è creare un'area  dove la confusione è sovrana, mancano i servizi, si fa pipì lungo i muri delle case ma l'imprenditore che guadagna bene questa volta non è locale. E' il momento di cambiare, di creare un'organizzazione che si occupi della promozione, quella giusta, che controlli le strutture e anche i prezzi. Siamo in democrazia e nel libero mercato ma non si può rovinare l'immagine di una località speculando sul turista. Gli operatori devono capire che questa nuova immagine del turismo deve essere compresa e convertita in qualche forma di offerta adeguata alla domanda. Chiediamo con forza un momento di confronto con il sindaco ma non con i suoi soliti amici che dicono sempre si, non con le organizzazioni compiacenti, come Confcommercio, che non hanno il coraggio di parlare se non offrendo dati nazionali.  E infine l'aeroporto. Ho visto articoli di testate nazionali imputare il flop alla poca attività dello scalo. Ci può stare ma non è tutto. Ho sentito interventi che fanno rabbrividire. Paragonare la tratta mancante a Bergamo con la situazione di  Comiso è davvero una barzelletta come pure voler difendere per forza gli sbagli dei vertici di categorie del settore. Insomma è una nuova stagione che deve essere valutata quotidianamente e indirizzare le proprie forze nella direzione giusta.  Organizzare una specie di "stati generali del turismo" indipendentemente dalle manfrine dei Gal e delle scuse degli esperti sarebbe un primo passo....


Palchi Diversi Estate al Castello

Palchi Diversi Estate al Castello

Si è chiusa con un trionfo la 15ª edizione di “Palchi Diversi Estate al Castello”, la rassegna teatrale estiva della Compagnia G.o.D.o.T. di Ragusa. A suggellare questa edizione, “La bottega del caffè” di Carlo Goldoni, messa in scena dal 20 al 24 agosto davanti a una platea gremita ogni sera da turisti e residenti, tra sold out e applausi scroscianti. Il connubio tra arte, architettura e natura ha trovato ancora una volta la sua massima espressione nella monumentale scalinata del Castello di Donnafugata. Uno spazio scenico affascinante quanto complesso, che ogni anno rappresenta una sfida artistica e tecnica, ma che riesce sempre a restituire al pubblico un’atmosfera unica, immersiva, capace di intensificare le emozioni delle opere rappresentate. La compagnia ragusana ha messo in scena con ritmo, profondità e ironia uno dei testi più rappresentativi di Goldoni, in un allestimento curato in ogni dettaglio. La regia e scenografia di Vittorio Bonaccorso hanno saputo sfruttare appieno la verticalità e la dinamicità della scalinata, trasformandola in un autentico campiello veneziano, brulicante di vita, incontri e contraddizioni. Proprio Bonaccorso, molto apprezzato e lodato dal pubblico, ha dato magistrale corpo e voce a Don Marzio, personaggio napoletano che ha richiamato, con ironia e misura, le grandi maschere di Totò ed Eduardo De Filippo. Figura grottesca e irresistibile, pettegolo impenitente e inconsapevole, è stato il fulcro comico e tragico dell’intera commedia. Al suo fianco, straordinaria più che mai, Federica Bisegna ha interpretato con intensità Ridolfo, il caffettiere onesto e giusto, personaggio etico della commedia. Nei panni maschili, affrontati con finezza e misura, l’attrice ha saputo restituire l’anima del personaggio, utilizzando con grande padronanza anche il dialetto veneto: una prova così convincente da renderla perfettamente credibile e non immediatamente riconoscibile. Un’interpretazione che ha confermato ancora una volta l’eccezionale versatilità attoriale di Federica Bisegna. Ospite speciale della messinscena è stato Stefano De Santis, nel ruolo del disinvolto biscazziere Pandolfo, emblema della dissolutezza. Applauditissimi anche i bravi Alessio Barone, che ha interpretato il conte Leandro, divertente impostore; Benedetta D’Amato, nei panni della signora Vittoria, moglie tradita; Federica Guglielmino, la pellegrina e moglie abbandonata; Alessandra Lelii, nelle vesti della ballerina Lisaura; Roberto Palomba, il vivace garzone Trappola; Lorenzo Pluchino, l'esilarante Eugenio, vittima del gioco; Mario Predoana, il capitano dei birri; Mattia Zecchin, l'allampanato servo Tonin. Sul palco anche Andrea Lauretta, Santina Ottaviano, Irina Goschenko, Evelina Giacchi, Anna Nobile e Amelia Gurrieri. Un cast affiatato e di grande spessore che ha saputo interpretare in maniera eccelsa i tanti personaggi che hanno affollato la piazzetta immaginata da Goldoni. Un plauso speciale anche ai costumi, accurati e ricchi di dettagli, come sempre curati da Federica Bisegna. «Siamo felici ed emozionati per la risposta straordinaria del pubblico – hanno dichiarato i direttori artistici Federica Bisegna e Vittorio Bonaccorso – e per le tante dimostrazioni di stima che abbiamo ricevuto. Anche quest’anno la scalinata del Castello ha regalato magia, trasformandosi in un palcoscenico vivo. Portare in scena Goldoni, con la sua ironia e la sua umanità così moderna, è stato un modo per chiudere in bellezza una stagione che ha superato ogni aspettativa. Un grazie di cuore va a tutto il nostro pubblico, che con la sua presenza, il suo calore e i suoi applausi rende possibile ogni anno questa avventura teatrale. E da oggi siamo già a lavoro per una nuova stagione ricca di emozioni».

PRONTI A RICOMINCIARE

PRONTI A RICOMINCIARE

Anche chi vi scrive si è preso una piccola pausa. Niente Tv, messo da parte il computer, mi sono dedicato all'attività che più amo: viaggiare. L'intenso dibattito che si è acceso nelle scorse settimane in relazione al turismo, che c'è o no, mi porta a scrivere queste quattro riga facendo un resoconto senza voler fare commenti. Questa volta però non ho scelto l'aereo ma ho fatto un giro, in auto, nell'Italia del sud. Per inciso mi era arrivata una notizia che parlava di un centinaio di passeggeri costretti a restare a Comiso per oltre 4 ore a causa del ritardo dell'aereo. Non era l'Aeroitalia! Ma la Vueling sul collegamento per Barcellona. Sono cose che accadono! Ma torniamo alla vacanza. In una decina di giorni ho visitato la Calabria Ionica, a cui sono legato per motivi familiari, con località interessanti ma in verità troppo affollate e, a causa delle poca ricettività, anche abbastanza costose. Lungo il litorale da Soverato a Isola Capo Rizzuto e poi a Sibari ci sono dei luoghi davvero belli ma letteralmente presi d'assalto e l'organizzazione turistica è in gran difficoltà. Come da noi in certi posti. Prezzi alti anche per la ristorazione con centinaia di locali che ormai hanno scordato la cucina tradizionale e si cimentano in improbabili piatti gourmet e conti in relazione. Anche in Puglia la musica non cambia. A parte Taranto dove ho trovato un ristorante in pieno centro a prezzi giusti (25 euro pranzo completo tutto a base di pesce) Alberobello, Monopoli, Trani invasi da turisti da una giornata, come me d'altronde. Infine l'Abruzzo che nasconde capolavori ambientali e culturali inaspettati. Alberghi più abbordabili e cibo genuino con sapori locali, dagli arrosticini, rigorosamente di pecora, al pesce che puoi gustare anche in una catena di friggitorie posizionate in diverse città. Insomma una pausa rigeneratrice che è servita anche a rafforzare la mia convinzione che il turismo è una scienza esatta. Se ci si sbraccia per avere sempre più visitatori bisogna prevedere i bisogni di questi ultimi. Più posteggi, un controllo sulla qualità delle case vacanze e B/B, guardare il prezzi dei ristoranti dove magari una bottiglia di acqua minerale la paghi 5 euro. E così via. Questo mi fa pensare alla nostra Ragusa, e provincia, dove non mancherebbe nulla ma dove occorre fare di più. La questione aeroporto si avvia, nell'estate del 2026, ad essere risolta ma già da ora si può essere moderatamente soddisfatti. I voli dell'unica compagnia che opera in ambito nazionale sono puntuali e abbastanza pieni. Ma per il futuro occorre una programmazione migliore, prima di tutto per le strutture, vedi posteggi, e poi i servizi come trasporti e intrattenimento. Peppe Calabrese ha reiterato la mia richiesta al sindaco di dimettersi da assessore al turismo e nominare qualcuno che non faccia parte delle "cumacca", che si accorga delle difficoltà senza gioire delle piazze piene. E infine anche il Castello per il quale bisognerà fare una battaglia. Il tema della prossimo autunno sarà quello politico.. Il sindaco andrà via presto perchè sono in corso manovre politiche più grandi di noi piccoli siciliani e bisognerà trovare un nuovo candidato che abbia le idee chiare e che giuri di non ripercorrere il "camino di Cassì" . Intanto appuntamento a lunedi 1 settembre per il Tg delle ore 21.00


E' tutto da rifare?

E' tutto da rifare?

Il dibattito sul turismo ibleo si è acceso da alcune settimane con valutazioni contrastanti. Chi ne ha la responsabilità amministrativa cerca di arrampicarsi sugli specchi facendo vedere numeri in crescita che non sono reali o meglio che possono essere  spiegati guardando ai regolament regionali. Ma la verità non può essere nascosta. Certo le colpe si devono spalmare su molti degli attori ma non c'è dubbio che è giunto il momento di affrontare il tema con competenza e non bearsi di vedere le piazze piene di turisti che vengono alle 11 del mattino e alle 12 vanno via.  Il dibattito dunque dovrebbe essere portato a liveli superiori ma il guaio è come al solito che i responsabili, come dicevamo, non ne vogliono sentire. In una squadra di calcio qualdo le cose vasnno amle si cambia l'allenatore ma a Ragusa l'allenatore, l'assessore al ramo cioè, è lo stesso sindaco e lui non si accorge di nulal e si bea del sagrato della Cattedrale trasformato in sala cinematografica con qualche centinaia si sedie, di plastica, perfettamente allinenate e spesso aoocupate. Oppure, grazie alla solita solfa del bando la città, per esempio Marina, viene consegnata ad organizzatori che non si curano dell'immagine, dell'educazione, delle decenza ma guardano solo ai numeri. Insomma c'è tanto da fare ma  bisogna parlarne in altra sede. "I dati allarmanti sul crollo delle presenze turistiche a Ragusa, diffusi da Confimprese e Confcommercio, confermano una preoccupante e dannosa tendenza che sta affossando l'economia locale. Con un calo di oltre il 50% rispetto all'anno precedente, è evidente che le politiche dell'amministrazione di centrodestra guidata dal sindaco Cassì non sono adeguate a sostenere un settore importante come quello turistico". Lo dichiara Peppe Calabrese, capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa.
"Nonostante gli sforzi e le iniziative come il rifacimento del lungomare - dichiara Calabrese - la città e ancor di più Marina di Ragusa, non sono più attrattive, e la responsabilità di questo fallimento ricade sull'incapacità di chi amministra. Quella guidata dal sindaco Cassì è un'amministrazione che ha dimostrato una grave disattenzione verso le reali esigenze della città e dei turisti. Il centro storico è sempre più trascurato e poco sicuro, una situazione che allontana i visitatori. A Marina di Ragusa, è stato penalizzato il turismo di prossimità con una vasta Zona a Traffico Limitato (ZTL) che, in assenza di adeguati parcheggi di scambio, ha di fatto scoraggiato l'afflusso di visitatori. A ciò si aggiunge una gestione insufficiente del servizio di trasporto pubblico, rimasto inattivo fino a pochi giorni fa in molte contrade, e la scarsa cura di alcune spiagge periferiche come quelle di Punta di Mola e dell'ex depuratore, che rischiano di restare in uno stato di degrado".
"La delega al turismo, tenuta personalmente dal sindaco Cassì e gestita con il supporto di una consulenza esterna, ha prodotto risultati disastrosi - dice ancora il Capogruppo dem - e nonostante i costi sostenuti dai cittadini per questa consulenza, i risultati sono pari a zero. Appare evidente che l'amministrazione, più che dedicarsi alla risoluzione dei problemi, preferisca dedicare attenzioni ad altro (alle processioni religiose non manca mai nessuno, anche a costo di creare scandali incredibili), mostrando disinteresse per le questioni determinanti del settore turistico. La mancanza di un piano strategico e la gestione superficiale delle tematiche legate al decoro urbano e alla raccolta dei rifiuti, con un capitolato ormai scaduto, sono ulteriori sintomi di una visione politica fallimentare".
"La crisi del settore turistico va oltre i confini comunali, interessando l'intera provincia - aggiunge - perché l'assenza di una strategia comune e la scarsa incisività dei rappresentanti di centrodestra nelle istituzioni provinciali, come il Presidente Schembari e il Vicepresidente Cassì, aggravano la situazione. La fine del "traino" dell'effetto Montalbano, un tempo fattore determinante per l'afflusso turistico, doveva essere l'occasione per sviluppare nuove strategie, ma la nostra provincia non sembra essere sui radar della programmazione turistica nazionale e regionale. È evidente - conclude - che su questi temi è necessaria inversione di rotta".

Iperconnessi e tecnodipendenti.

Iperconnessi e tecnodipendenti.

Bisogna davvero fare qualcosa. Siamo di fronte ad un fenomeno gravissimo che rischia di compromettere la salute fisica e mentale soprattutto dei giovanissimi.  Accade ogni ora di vedere ragazzi camminare, mangiare, studiare(?) mentre chattano o stanno sui social senza comprendere che così facendo ci si estranea dalla realtà di ogni giorno immergendosi in una realtà virtuale e falsa.
La maggior parte degli adolescenti della provincia di Ragusa trascorre online gran parte della giornata: il 65% si collega allo smartphone per oltre sei ore di media. Quasi tutti (97%) utilizzano WhatsApp, sette ragazzi su dieci frequentano abitualmente TikTok e Instagram, e il 71% gioca ai videogame con cadenza quotidiana. Sono alcuni dei dati emersi dalla prima indagine sull’uso dei device in età preadolescenziale e adolescenziale, denominata “Adolescenti navigati” e coordinata dal pedagogista Giuseppe Raffa, responsabile dell’ambulatorio antibullismi dell’ASP di Ragusa. Lo studio ha coinvolto circa 250 ragazzi tra gli 11 e i 18 anni.
“I numeri confermano che siamo di fronte a una generazione iperconnessa - sottolinea Raffa - che rischia di sviluppare forme di tecnodipendenza. Stare troppe ore online può compromettere attenzione, memoria e qualità del sonno, oltre a incidere sulle relazioni reali. È necessario introdurre momenti di digital detox, genitori e figli insieme, per ristabilire un equilibrio e recuperare tempo di qualità nella vita quotidiana”.
I dati sono stati acquisiti nell’ambito delle attività promosse dall’ASP di Ragusa nei gazebo informativi allestiti a Marina di Modica, durante la tappa del Campionato italiano di beach volley, e a Scoglitti, in occasione degli eventi di beach soccer. Contesti scelti appositamente per intercettare le fasce d’età più giovani e favorire il dialogo diretto con ragazzi e famiglie. “La prevenzione - aggiunge Raffa - comincia in famiglia e prosegue a scuola: educare a un uso responsabile della rete è oggi una priorità. I ragazzi sanno che esistono rischi, ma non riescono a staccarsi: per questo occorre accompagnarli, con fermezza e ascolto, verso un uso più consapevole delle tecnologie”.
“Con questa iniziativa - afferma il Direttore generale dell’ASP di Ragusa, Giuseppe Drago - abbiamo voluto avvicinarci ai giovani nei contesti in cui trascorrono il loro tempo, promuovendo l’uso consapevole delle tecnologie. La prevenzione passa anche da qui: dall’educazione digitale come parte integrante del benessere complessivo delle nuove generazioni”.

TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI

TEMPI DURI PER I TROPPO BUONI

La carruba riveste un'importanza significativa nell'economia della provincia di Ragusa, dove si produce circa il 70% della produzione nazionale di carrube. Questo frutto che un po' rappresenta l'anima degli iblei per la sua resistenza e la sua versatilità , è stato per secoli una risorsa economica fondamentale per il territorio. Oggi notiamo una importante valorizzazione agroindustriale, con applicazioni in diversi settori che offre prospettive di sviluppo per l'economia locale. Ma più il prodotto è ricercato più ci sono malintenzionati.
Il consigliere comunale Battaglia evidenzia come questa problematica si accentui in modo particolare durante il periodo della raccolta, quando l’attività raggiunge il suo apice e il valore del prodotto cresce, attirando purtroppo anche l’attenzione di chi opera al di fuori della legalità. Battaglia sottolinea che il prezzo della raccolta nel 2025 si aggira attorno ai 0,40 centesimi più Iva per chilogrammo, una cifra ben lontana da quella che dovrebbe essere riconosciuta ai produttori, ovvero almeno 0,70 centesimi. La sproporzione tra il valore reale e quello praticato nei pagamenti rende il lavoro dei produttori sempre più insostenibile e contribuisce a una spirale negativa che penalizza l’intero comparto agricolo locale. Uno degli aspetti più gravi, secondo Battaglia, riguarda poi la modalità di raccolta e vendita delle carrube da parte di soggetti non autorizzati: “I furti sono una piaga – dichiara il consigliere – perché i commercianti, di fatto, non chiedono la partita Iva a chi ruba e vende il prodotto, accontentandosi del solo codice fiscale. Questo permette a chi agisce nell’illegalità di continuare indisturbato, senza alcun controllo reale”. Inoltre, il prezzo praticato nei casi di furto si aggira intorno ai 0,35 centesimi al chilogrammo, ancora più basso rispetto a quello già ridotto dei produttori regolari. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole. “È necessario che le parti coinvolte – sottolinea Battaglia – si impegnino a trovare un equilibrio che possa garantire ai veri produttori il giusto riconoscimento economico e la serenità di lavorare in sicurezza”. Battaglia invita i commercianti a prendere posizione in favore dei produttori regolari, suggerendo due possibili strade: abbassare ulteriormente il prezzo per chi non è in regola con la partita Iva, in modo da dissuadere chi ruba perché il gioco non varrebbe la candela, oppure aumentare il prezzo riconosciuto a chi è titolare di partita Iva e paga le tasse zero il commercio della carruba oggi ritorna in auge e siccome diventa interessante dobbiamo registrare un fatto estremamente negativo. Per arginare questa situazione, Battaglia propone l’istituzione di un tavolo di lavoro tra istituzioni e commercianti della provincia, con l’obiettivo di individuare soluzioni concrete per tutelare i produttori che lavorano onestamente e che subiscono la concorrenza sleale di chi opera sotto costo e fuori dalle regole.
Come dicevamo Ragusa è leader nella produzione di carrube in Italia, con circa il 70% della produzione nazionale.
Le carrube hanno molteplici applicazioni, sia nell'alimentazione umana che animale, e vengono utilizzate per la produzione di farina, dolcificanti e come surrogato del cacao.
Esistono aziende locali che trasformano le carrube, alcune delle quali esportano in tutto il mondo.
La valorizzazione della carruba, attraverso lo sviluppo di una filiera integrata, può rappresentare un'opportunità per sostenere i produttori e promuovere un'agricoltura sostenibile.
Purtroppo la raccolta manuale delle carrube è un'attività costosa e faticosa, e il prezzo delle carrube in passato ha subito fluttuazioni che hanno messo in difficoltà i produttori.
In sintesi, la carruba non è solo un prodotto agricolo, ma un elemento chiave del patrimonio culturale e dell'economia del territorio ragusano, con un potenziale di crescita legato alla sua trasformazione e valorizzazione agroindustriale.