Aeroitalia si presenta a Comiso.

Aeroitalia si presenta a Comiso.

Oggi si è tenuto presso la sala riunioni dell'Aeroporto di Comiso un incontro strategico tra i vertici di Aeroitalia, i rappresentanti del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e l'Assessore Regionale alle Infrastrutture. Di seguito sono sintetizzati i punti discussi, con i relativi dettagli operativi.  L'Amministratore Delegato di Aeroitalia, Gaetano Intrieri, ha dichiarato che sulla tratta Comiso-Milano Linate, attiva dal 1° novembre 2025, sono stati venduti 5.000 biglietti in venti giorni. A fronte di questo dato, la frequenza del volo passerà da una a due volte al giorno, sette giorni su sette previa autorizzazione di Enac e relativo rilascio dello slot necessario. La riattivazione della rotta Comiso-Verona operata da Volotea, è prevista per la stagione estiva 2025 ed è attualmente in fase di definizione nei sistemi di vendita. 🗣 La scadenza del bando pubblico del Libero Consorzio per l'assegnazione dei contributi alla mobilità aerea è stata prorogata. Aeroitalia ha confermato la sua partecipazione per le rotte: * Comiso-Torino* Comiso-Bologna
L'avvio delle operazioni è subordinato all'esito del bando e alla firma della convenzione, con obiettivo operativo fissato per il primo trimestre del 2026. ❗️ Per supportare la nuova rete di voli, Aeroitalia baserà in modo permanente due aeromobili sullo scalo di Comiso. 🗣 L'Assessore Alessandro Aricò ha garantito che la Regione Siciliana sta ultimando un piano di trasporto integrato su gomma, con l'obiettivo di coordinare gli orari dei bus delle province di Ragusa, Siracusa e Catania con le operazioni di imbarco e sbarco dei voli.❗️ Le interlocuzioni per la rotta Comiso-Tirana sono ancora in corso. La frequenza è stata modificata da 3 a 2 voli settimanali per la stagione iniziale. Restano in fase di trattativa, e non ancora contrattualizzate, le proposte di EasyJet per le rotte Comiso-Basilea (2x settimana) e Comiso-Nizza (2x settimana), e di Wizz Air per Comiso-Katowice (2x settimana) . Da notare che dopo l'incontro stampa i rappresentanti del Comitato hanno avuto una lunga chiacchierata con Intrieri per chiarire alcuni punti dolenti del passato e costruire il fusturo aeroportuale di Comiso. Si può ascoltare l'intervista sulla pagina Facebook del direttore Mario Papa.

Dunque la scelta di Aeroitalia di tornare a operare su Comiso ha dato subito risultati concreti. Dal 25 luglio all’8 settembre, in piena stagione estiva, sono stati trasportati da e per l’aeroporto ibleo 5.648 passeggeri, confermando l’interesse dei viaggiatori per la destinazione e il ruolo dello scalo come punto di riferimento per la Sicilia sud-orientale. Nel dettaglio, i passeggeri trasportati sulle rotte di Milano Bergamo sono stati 2880, su Roma Fiumicino 2768.Questi dati si inseriscono in un’ottima stagione complessiva per la compagnia aerea, che tra giugno e agosto 2025 ha trasportato in tutto 891.542 passeggeri. Solo in Sicilia i viaggiatori sono stati 200.000, con un load factor medio di circa l’80%. «I risultati di questa estate confermano che investire su Comiso è una scelta vincente, non solo per la compagnia ma anche per il territorio – sottolinea il management di Aeroitalia –. Guardiamo al futuro con fiducia, in vista dell’avvio della continuità territoriale il prossimo 1° novembre, che assicurerà collegamenti regolari e indispensabili per cittadini e imprese. La continuità territoriale sarà un ulteriore motore di crescita per l’area iblea, e Aeroitalia intende essere al fianco della comunità locale, contribuendo concretamente allo sviluppo economico e sociale della Sicilia sud-orientale».«I numeri registrati da Aeroitalia confermano le potenzialità dello scalo di Comiso, sul quale SAC intende continuare a investire con convinzione», ha dichiarato Nico Torrisi, Amministratore Delegato di SAC. «La nostra priorità è rafforzare il ruolo dell’aeroporto ibleo come infrastruttura strategica per il territorio, capace di generare valore e opportunità di crescita. L’avvio della continuità territoriale sarà un ulteriore passo avanti per garantire collegamenti stabili e servizi sempre più vicini alle esigenze dei cittadini e delle imprese della Sicilia sud-orientale».


Tutti gli uomini del Sindaco----- in Forza Italia!!

Tutti gli uomini del Sindaco----- in Forza Italia!!

Si vede che i richiami e le raccomandazioni hanno avuto il loro effetto. In molti avevano notato che il passaggio di Cassì in Forza Italia  era solitario al contrario di altre realtà, vedi Modica. La questione era stata ribadita anche nell'incontro di lunedì pomeriggio in segreteria a Ragusa. Ed oggi, a muta a muta, ecco il colpo di scena.  Si è svolto a Palermo un incontro tra il Presidente Renato Schifani, il Coordinatore regionale di Forza Italia, Marcello Caruso, e un ampio gruppo di amministratori locali della città di Ragusa, che hanno comunicato l'intenzione di aderire a Forza Italia.  Gli amministratori ragusani che hanno formalizzato oggi la loro adesione a Forza Italia sono:
· Fabrizio Ilardo, Presidente del Consiglio Comunale
· Giovanni Giuffrida, Vice Sindaco;
· Simone Digrandi, Assessore;
· Carla Mezzasalma, Daniele Vitale e Sergio Schinina, Consiglieri Comunali.
Per Schifani "questi amministratori portano una consolidata esperienza di governo e di rappresentanza del proprio territorio, confermando il partito come la casa di riferimento per i moderati e per chi si riconosce nei valori del centrodestra e del PPE, legando questi valori all'azione concreta e quotidiana per le proprie comunità."
Per Caruso, "queste nuove adesioni rappresentano un ulteriore e significativo passo avanti nel radicamento del partito nel territorio ibleo, a poche settimane dalla prestigiosa adesione del Sindaco Peppe Cassì, annunciata lo scorso 21 luglio da Antonio Tajani. Un lavoro che si svolge e proseguirà in raccordo con i dirigenti locali di Forza Italia."
Non c'è dubbio che queste adesioni mettono fine alle polemiche che appunto facevano riferimento ad una mossa del sindaco, autonoma, scollegata dal suo gruppo- Per Ilardo si tratta di un ritorno nel partito di Berlusconi e siamo certi che per lui è una grande soddisfazione. Per Giuffrida  e Digrandi invece si tratta di new entry ma si dice che il tutto faccia parte della strategia che porta alla prossima elezione a  sindaco.


Il coordinamento cittadino di FI

Il coordinamento cittadino di FI

 

Si è tenuto lunedì sera  incontro del coordinamento cittadino di Forza Italia a Ragusa, un evento che ha visto per la prima volta la partecipazione del sindaco Peppe Cassì, da poco entrato ufficialmente nel partito. L'adesione del primo cittadino al gruppo politico di centro-destra ha suscitato notevole interesse, alimentando un dibattito sulla reale natura di questo passaggio. Molti infatti si chiedono se l'ingresso di Cassì segnerà una vera e propria "fusione" d'intenti e ideologie o se si tratta di un'adesione più strategica. Insomma ci si chiede se Cassì si identificherà davvero come un uomo di Forza Italia, sposandone pienamente la linea e la visione. A rendere il quadro più complesso è la reazione, o meglio la mancanza di reazione, dei suoi fedelissimi. Al momento, nessuno dei suoi collaboratori più stretti ha mostrato un'aperta approvazione per il suo passaggio al partito, né tantomeno ha seguito il suo esempio aderendo a Forza Italia. Un segnale che molti interpretano come una prudenza o una distanza da parte del suo entourage. In questo contesto, il sindaco Cassì ha dichiarato di aver bisogno di tempo, rassicurando che a breve sarà in grado di gestire e consolidare bene questo passaggio politico.  Nonostante gli interrogativi, l'onorevole Nino Minardo, coordinatore provinciale di Forza Italia, si mostra ottimista. Ha infatti dichiarato che il partito è in forte crescita e che i nuovi ingressi, come quello del sindaco Cassì, rafforzano il gruppo politico, proiettandolo verso un futuro di successi.
A Teleiblea ha risposto alle domande del direttore il coordinatore cittadino Distefano


Principio di merito e serietà per gli esami di stato

Principio di merito e serietà per gli esami di stato

Il Ministro dell'Istruzione, Giuseppe Valditara, ha finalmente presentato una riforma dell'Esame di Stato che restituisce dignità e valore al diploma di maturità,
correggendo le leggerezze e le approssimazioni introdotte dai precedenti Governi. Non sorprende che questa riforma strutturale e coraggiosa abbia scatenato le
prevedibili e sterili critiche di una parte della politica che nella scuola vede non un luogo di formazione, ma un laboratorio ideologico, buono solo a costruire i futuri
contestatori delle regole sociali dello Stato. Contrariamente a quanto sostenuto dai critici di professione, dichiara il Delegato
del Comparto Scuola del Sinalp Sicilia Prof. Giuseppe Lombardo, questa riforma non è un ritorno al passato, ma una necessaria restaurazione del principio di
merito e serietà, fondata su valutazioni oggettive e su un percorso che premia l'impegno costante.
Si ritorna alla Valutazione Seria con le Prove Scritte Nazionali reintroducendo due prove scritte ministeriali (Italiano e disciplina di indirizzo) che non vanno intese
come nozionismo, ma come l'unico reale modo in grado di garantire standard valutativi equi e omogenei su tutto il territorio nazionale.
Questa riforma, dichiara il Segretario Sinalp Sicilia Dr. Andrea Monteleone, smantella il sistema dei compitini fatti in casa e valutati dagli stessi docenti che li
hanno assegnati, ripristinando il valore legale e culturale del diploma.
È una misura che contrasta il lassismo e l' autoreferenzialità, tutelando gli studenti più meritevoli, per continuare a dare un futuro positivo alla nostra Nazione.
La riduzione dei Commissari d'Esame da sette a cinque, tutti interni con un presidente esterno, non è una limitazione all'autonomia del singolo istituto, ma
un potenziamento dell'efficienza e della qualità del lavoro commissionale.
I docenti interni conoscono profondamente il percorso della classe e dei singoli studenti, garantendo una valutazione più completa e meno estemporanea.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento fondamentale, troppo spesso taciuto, i commissari saranno retribuiti di più e riceveranno una formazione specifica.
Questo riconosce finalmente il grande impegno richiesto a questi lavoratori e investe sulla loro professionalità, garantendo maggiori tutele e competenze a chi
valuta.
La riforma supera la visione angusta della sola performance d'esame, visto che il  voto terrà conto non solo delle conoscenze, ma anche del grado di autonomia,
responsabilità e impegno civico e sociale maturato dallo studente, poichè saranno valorizzate anche le attività sportive, culturali, di volontariato e le azioni
meritorie, anche extrascolastiche, utili a formare il cittadino del futuro.
Finalmente si è in presenza della più autentica educazione alle competenze trasversali, che lega indissolubilmente il percorso formativo alla crescita della
persona e al suo senso di responsabilità.
Pretendere il sei in tutte le materie per essere ammessi all'esame non è rigidità è il minimo sindacale per certificare che un percorso quinquennale è stato
davvero superato.
Significa restituire credito al lavoro quotidiano, premiare la costanza e responsabilizzare gli studenti fin dal primo giorno di scuola. È una misura di
giustizia e riconoscimento verso chi si impegna con serietà.
Il cambio di nome dei PCTO in formazione scuola-lavorot; segna una volontà chiara a superare la logica burocratica dei progetti farraginosi (PCTO) per
tornare a un'esperienza sostanziale e formativa, che avvicini concretamente i giovani al mondo del lavoro senza inutili adempimenti burocratici.
Quella del Ministro Valditara non è una riforma selettiva ma è selettiva nel merito.  È una riforma che guarda al futuro restituendo alla scuola la sua missione
primaria: formare cittadini consapevoli e competenti, premiando l'mpegno, la costanza e il talento.
Le critiche di una parte della politica, nostalgica di un modello lassista che ha svalutato la scuola pubblica trasformandola in un assurdo parcheggio di giovani
senza alcun interesse e senza alcuna prospettiva futura, confermano che la strada intrapresa è quella giusta.
Bisogna ritornare ad investire sulla serietà dei percorsi di studio per ridare prestigio e futuro alla nostra istruzione e quindi ai nostri giovani.


No a.....

No a.....

Un gruppetto di cittadini che vogliono mantenere l'anonimato hanno mandato all'amministrazione una lettera aperta  nella quale si fa un elenco delle tante cose che a Ragusa, secondo loro, sono sbagliate.  A dire la verità ci sentiamo di condividere quasi tutto quello che è scritto nella lettera anche se sappiamo che ci sono delle leggi e tante cose che sembrano ingiuste sono legali e legittime. A cominciare del parco agricolo urbano dove si sta costruendo a marce forzate un insediamento produttivo. E quì bisogna dire che il cosiddetto "parco urbano" non sarebbe mai potuto essere un parco come lo avremmo voluto proprio a causa delle destinazione scelta a suo tempo dal Comune.: Ed ecco l'elenco dei no che come dicevamo ci sentiamo di ribadire. Il Problema che gli amministratori  non sanno......... leggere!!!
• No alle docce a pagamento a marina di Ragusa. Simbolo di in-voluzione della civiltà
della comunità, che non riesce più a gestire e curare bene la proprietà, le esigenze e
l’interesse collettivo di tutti; in questo caso l’acqua, indispensabile per togliersi la salsedine dopo il bagno a mare;
• NO ai Monopattini senza casco e a tutta velocità in città;
• NO ai Monopattini nel lungomare di marina di Ragusa durante il periodo estivo;
• NO ai Monopattini in sosta sui marciapiedi che ostruiscono il passaggio dei pedoni;
• NO alle biciclette contromano e sul marciapiede (si, succede anche questo a Ragusa);
• NO ai Venditori di pannocchie che “affumano” e intossicano chi si rilassa in spiaggia a
marina di Ragusa;
• NO agli ombrelloni nella spiaggia della riserva della foce del fiume irminio. Perché sono vietati nella riserva,
perché accanto a pochi metri c’era questa estate un nido (opportunamente segnalato da
fettuccia e cartello) di tartarughe e, perché il buon senso vieta di usufruire di un luogo protetto con degli elementi disturbanti il
paesaggio naturale;
• NO alle scale del carmine sporche e abbandonate ai vandali (extracomunitari e non);
• NO allo svuotamento del centro storico.
Quando e chi, inizierà a riqualificare Ragusa centro, ormai “fruita” quasi esclusivamente da
etnie diverse dai ragusani?;
• NO ai parcheggi a pagamento così estesi, sia a Ragusa superiore che Ragusa Ibla. Fare “cassa” non si sposa bene con la fruizione della città da parte dei cittadini con i propri mezzi, a meno che non si crei un servizio pubblico gratuito, efficiente ed efficace che
invogli a non circolare con i propri mezzi privati.
• NO alla logica di mercato che privatizza i beni pubblici quali le spiagge di marina, con la scusa del turismo;
• NO alla logica di mercato che mette a repentaglio la salute pubblica come la tecnologia delle telecomunicazioni 5G, per far guadagnare pochi soggetti privati;
• NO alla propaganda “truffaldina” della inaugurazione del camminamento del ponte vecchio (P. Scopetta), visto che qualche settimana volendo percorrerla, ci è stato impossibile causa chiusura dell’accesso con lucchetto;
• NO alla raccolta dei rifiuti nelle principali vie di accesso alla città e vicino alle scuole alle 8,00 di mattina, orario in cui, specialmente durante il periodo scolastico, si creano file, ingorghi e ritardi insopportabili;
• NO alle “macchinine” (minicar) nella strada per marina di Ragusa che con velocità massima ammessa di 45 km/h sono fonte di rallentamenti del traffico, ingorghi e possibili cause di incidenti, soprattutto nel periodo estivo.
Tra l’altro, per legge sono vietate su autostrade e strade extraurbane principali.


Poidomani di FI: Noi l'avevamo detto!

Poidomani di FI: Noi l'avevamo detto!

A  Modica consiglieri comunali e associazioni hanno chiesto una maggiore attenzione per la città che vive ormai da tempo una condizione di crescente insicurezza che colpisce indifferentemente il centro storico, i quartieri popolari, i luoghi di aggregazione e le aree commerciali denunciando episodi di criminalità, ma soprattutto di microcriminalità diffusa che minacciano la serenità dei cittadini. Ma se Modica piange Ragusa non ride. Secondo il coordinatore di FI Poidomani ancora una volta Ragusa si ritrova a fare i conti con un episodio di violenza che scuote la coscienza collettiva, avvenuto quasi in pieno giorno e che ha riportato al centro il tema, troppo spesso ignorato, della sicurezza nel cuore pulsante della città. Un episodio che, purtroppo, si aggiunge a una lunga lista di situazioni in cui cittadini e cittadine sono stati costretti a convivere con l’insicurezza e il degrado e che oggi,  non può più essere tollerato. “L’amministrazione continua a rincorrere le emergenze invece di prevenirle” dichiara Poidomani. “Basta guardare alla cronaca delle ultime settimane: la nostra città, che dovrebbe essere luogo di crescita, di talenti e di orgoglio civico è costretta a fare i conti con la paura e l’immobilismo”. Il sindaco Cassì ha finalmente incontrato i residenti del centro storico, grazie all’insistenza di chi, stanco di convivere con il degrado, ha alzato la voce per pretendere risposte concrete. “Eppure - continua Poidomani - molte delle soluzioni emerse durante quell’incontro erano le stesse che Fratelli d’Italia aveva già avanzato oltre un anno fa: un pacchetto sicurezza serio, costruito ascoltando le esigenze dei quartieri e rafforzato da una raccolta firme. Peccato che allora la maggioranza abbia preferito bocciare le nostre proposte, che oggi invece vengono riproposte come se nulla fosse”. “Grazie al nostro intervento diretto con il questore di allora – aggiunge Poidomani - si era già ottenuto un rafforzamento delle forze dell’ordine. Ma dall’amministrazione, dal sindaco, dall’assessore al centro storico, nessuna iniziativa concreta. Fermi, assenti, incapaci di proporre alternative valide o di ascoltare chi vive quotidianamente il territorio”. Poidomani incalza: “Se le nostre soluzioni non erano ritenute valide, perché non ne sono state avanzate di nuove? E ora che la situazione è esplosa sotto gli occhi di tutti, perché si ricorre proprio a quelle proposte che erano state accantonate?”. “La verità - conclude il coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia - è che questa giunta rincorre i problemi ma non li affronta, e a pagare sono i cittadini e le cittadine, spesso giovani che dovrebbero vedere nella loro città un esempio di sicurezza e attenzione. Fratelli d’Italia continuerà a fare la propria parte, con serietà e coerenza, proponendo soluzioni concrete, nell’interesse esclusivo della comunità di Ragusa”.


Clima di insicurezza .

Clima di insicurezza .

Alcune associazioni di categoria della città di Modica si sono rivolte alla sindaca Maria Monisteri, preoccupate dell’ondata di atti delinquenziali e di vandalismo che continua a colpire le vie cittadine. Un clima di insicurezza che scuote non solo la serenità degli abitanti, ma mette seriamente a rischio il tessuto economico locale, penalizzando attività commerciali e artigianali che rappresentano la linfa vitale del centro storico. Purtroppo è un fenomeno comune in tante altre città non solo della provincia  dovuto soprattutto al disagio dei giovani che non avendo interessi culturali o sportivi privi di luoghi di incontro e di attività formative sfogano sulle attività private e pubbliche e sui monumenti le energie accumulate e aumentate dalla noia e dal  malessere urbano. Le associazioni, unite dalla volontà di difendere il tessuto produttivo modicano, chiedono ufficialmente alla sindaca Monisteri la convocazione urgente di un incontro istituzionale, finalizzato a individuare insieme strategie efficaci e soluzioni condivise per contrastare un fenomeno che sta raggiungendo livelli allarmanti. Carmelo Caccamo, segretario territoriale e responsabile organizzativo della Cna di Modica, sottolinea: “Abbiamo più volte segnalato, sia al sindaco, che al prefetto e al questore, la necessità di garantire maggiore sicurezza nel cuore della città, dove si concentrano numerose imprese artigiane e commerciali. Non possiamo più permetterci di rimanere inermi: il degrado e l’insicurezza stanno minando la dignità della nostra comunità e la sopravvivenza di tante attività”. Giorgio Moncada, presidente sezionale Confcommercio Modica, conferma il disagio crescente tra gli operatori economici: “Riteniamo indispensabile un intervento autorevole e tempestivo dell’amministrazione comunale. Occorre ristabilire decoro e sicurezza, restituendo fiducia a chi ogni giorno sceglie di investire e lavorare a Modica. Senza risposte concrete, il fenomeno diventerà sempre più insostenibile”.


Via libera al decreto per la polizia amministrativa ai Comuni

Via libera al decreto per la polizia amministrativa ai Comuni

Anche in Sicilia le funzioni di Polizia amministrativa saranno trasferite ai Comuni come avviene già nel resto d'Italia. Il Consiglio dei ministri, nell'ultima seduta, ha infatti dato il via libera allo schema del decreto legislativo approvato dal governo Schifani nel gennaio 2024.  Il disegno di legge contiene le norme di attuazione del comma 4 dell'articolo 31 dello Statuto siciliano che prevede il trasferimento ai Comuni delle funzioni di polizia amministrativa e, in particolare, fa riferimento alle disposizioni previste dagli articoli 68 e 69 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (approvato con Regio Decreto 18 giugno 1931, n.773) che riguardano il rilascio di licenze per lo svolgimento di spettacoli, manifestazioni pubbliche e attività similari da parte dell'autorità locale. «Finalmente da oggi anche in Sicilia queste funzioni saranno trasferite agli enti locali, come accade nelle Regioni a statuto ordinario dal 1977 per effetto di un decreto del Presidente della Repubblica - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - La pronuncia della Corte costituzionale, che nel 2023 è intervenuta a favore del trasferimento, ha dato un ulteriore input all'iter di approvazione delle norme di attuazione dello Statuto che nascono dall'esigenza di applicare le forme di semplificazione in materia di autorizzazioni, licenze e concessioni, che in Sicilia sono state finora di competenza dell'autorità pubblica statale».  Il ddl, composto da 5 articoli, specifica che il trasferimento non determina oneri aggiuntivi a carico dei Comuni o della stessa Regione, dal momento che le nuove funzioni sono assimilabili ai procedimenti autorizzativi comunali ordinariamente gestiti già dal personale in servizio. I provvedimenti adottati e le segnalazioni ricevute, inoltre, saranno comunque comunicati al prefetto territorialmente competente, che avrà potere di sospensione o annullamento per motivate esigenze di pubblica sicurezza.

Si presenta la continuita territoriale

Si presenta la continuita territoriale

Un conferenza stampa organizzata da SAC e Aeroitalia e dedicata alla continuità territoriale, si terrà il giorno 10 settembre 2025, alle ore 11:30, presso la Sala Belgiorno dell'Aeroporto di Comiso. All'incontro interverranno Gaetano Intrieri, Amministratore Delegato di Aeroitalia, Alessandro Aricò, Assessore delle infrastrutture e della mobilità – Regione Siciliana, Fabio Nicolai, Vice Direttore Generale Enac, Nico Torrisi, Amministratore Delegato di SAC, Sandro Gambuzza, Consigliere del CdA di SAC, e Maria Rita Schembari, Sindaco di Comiso.  L'evento rappresenterà un'importante occasione per presentare i prossimi collegamenti aerei dell'Aeroporto di Comiso, nonché per illustrare il funzionamento e le opportunità offerte dal regime di continuità territoriale.


Come la pensa Calabrese sul Castello!

Come la pensa Calabrese sul Castello!

“Il Castello di Donnafugata non può essere ridotto a un contenitore buono per tutte le occasioni. È un patrimonio storico e culturale che appartiene alla città di Ragusa e va gestito con serietà, trasparenza e rispetto”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico al Consiglio comunale di Ragusa, Peppe Calabrese, che ieri ha presentato un'interrogazione (firmata anche dagli altri consiglieri dem Giuseppe Podimani e Mario Chiavola) per chiedere al sindaco e all’Amministrazione chiarimenti urgenti sulla gestione del Castello.
Nodo centrale della interrogazione, la circolare ministeriale dell'agosto 2025 che stabilisce che nell'ottica della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale di un territorio, la formula del Partenariato Speciale Pubblico-Privato (con la quale il Comune di Ragusa intende affidare la gestione del Castello) può applicarsi solo a beni dismessi o sottoutilizzati.
“È evidente - spiega il capogruppo dem – che il Castello di Donnafugata non rientra in questa categoria: era ed è un bene pienamente attivo. La scelta del Comune di emanare un bando per cercare soggetti cui affidare la gestione del complesso di Donnafugata (compreso il parco e il Museo del Costume) appare quindi quantomeno discutibile e, alla luce della circolare del ministero, rischia di esporre l’ente a ricorsi e contenziosi. Inoltre, ma lo abbiamo già detto anche in passato, la scelta del sindaco di affidare a privati un bene così importante per la città non fa altro che certificare il fallimento delle politiche turistiche e culturali da parte dell'amministrazione e del sindaco in particolare che, con il bando, ammette implicitamente di non sapere gestire il Castello nonostante le consulenze di cui si avvale”.
“Oltre agli aspetti legati al partenariato speciale - continua Calabrese - preoccupano anche le attuali modalità di gestione. Da più parti, infatti, arrivano segnalazioni su eventi che avrebbero ben poco di culturale e che, anzi, rischiano di snaturare la vocazione del Castello: ci hanno riferito di banchetti, feste private, persino dj set con centinaia di persone, forse ben oltre le capienze autorizzate. Vogliamo sapere se la Commissione spettacoli e i Vigili del fuoco siano stati coinvolti e se siano stati rispettati i limiti di sicurezza. Addirittura c'è chi sostiene che qualche assessore della giunta Cassì faccia parte del gruppo organizzativo di alcuni di questi eventi. Sarebbe cosa gravissima e il sindaco, se queste voci fossero vere, dovrebbe prendere seri provvedimenti”.
Il consigliere conclude con un appello: “Il Castello di Donnafugata non appartiene a una giunta o a un privato: appartiene alla città. Per questo chiediamo che venga restituito a una gestione realmente culturale e trasparente, capace di valorizzarlo e non di svenderlo. Chi svende il Castello, svende Ragusa”.