Cresce il Pil in Sicilia? Ma non ce ne accorgiamo !

Cresce il Pil in Sicilia? Ma non ce ne accorgiamo !

Come spesso accade i dati statistici danno risultati apprezzabili ma la verità è ben differente. Forse è proprio questo il caso. Infatti i dati diffusi dall'associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno ci dicono che in un quadro in cui l’intero Meridione d’Italia ha incrementato il prodotto interno lordo reale (+1,3%) più delle altre aree del Paese, la Sicilia registra la crescita di Pil più elevata tra tutte le regioni italiane, trascinata soprattutto dagli investimenti pubblici. Quindi dovremmo notare un evidente incremento del benessere della popolazione visto che un 2 per cento in più è davvero un bel risultato. ma non sembra sia così. Anzi i rapporti su povertà, qualità della vita etc ci portano in fondio ad ogni classifica. E allora?  Comunque , il  presidente della Regione  Schifani, commentando  la notizia ha detto: «L’incremento del Pil pari al 2,2% fa della Sicilia la regione italiana ad avere segnato la crescita maggiore nel 2023. Un indicatore, certificato da Svimez, che ci gratifica e fa da stimolo all’azione del mio governo per continuare a lavorare con ulteriore impegno per lo sviluppo della nostra Isola nella direzione che abbiamo intrapreso, con l’obiettivo di utilizzare al meglio tutte le risorse e senza alcuno spreco».
«Un risultato solido, dopo il rimbalzo dei Pil all’uscita dal Covid - aggiunge Schifani - ottenuto grazie anche alle opere pubbliche realizzate e in corso di realizzazione nel nostro territorio. Le infrastrutture sono fondamentali per lo sviluppo e su questo abbiamo le idee ben chiare. Rilevanti per la crescita anche il pieno impiego delle risorse della programmazione 2014-2020 entro il periodo di spesa previsto e i primi effetti del Pnrr. La Regione Siciliana, tra finanziamenti regionali ed extraregionali - prosegue il governatore - ha messo in campo la massa di risorse più significativa del Mezzogiorno, in connessione anche alla tempestività nell’adozione dei provvedimenti finanziari e alla velocizzazione delle procedure: la Sicilia, infatti, è stata la prima Regione italiana ad aver recepito il nuovo Codice dei contratti pubblici, rendendo così chiare e certe le regole da applicarsi negli affidamenti di lavori e servizi».
«In prospettiva - prosegue Schifani - la chiusura del nuovo Accordo per i Fondi di sviluppo e coesione firmato con lo Stato, che mette in campo 6,8 miliardi di euro nel complesso, potrà rafforzare la crescita dela nostra economia. Se il settore delle costruzioni e dei servizi risulta trainante e l’export dei prodotti siciliani cresce velocemente e il comparto industriale ha retto più che altrove, è l’agricoltura che appare penalizzata, così come in quasi tutta Italia. Questo - conclude Schifani - rende ancora più forte la determinazione del mio governo nell’orientare la spesa e gli interventi di sostegno verso questo settore che rappresenta un’economia di straordinaria importanza per la nostra Isola. Un comparto che deve essere tutelato in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo a causa della perdurante siccità».

Potrebbe essere la volta buona!!!

Potrebbe essere la volta buona!!!

Aerolinee Siciliane scelta da primario advisor internazionale per un primo finanziamento da 25 milioni di euro e annuncia l'imminente avvio delle operazioni di start up: primo volo maggio 2025.
Con l'imminente accordo ITA-Lufthansa, Aerolinee Siciliane resta l'unica compagnia a capitale totalmente italiano.
Catania, 20 Giugno 2024– Aerolinee Siciliane, la prima compagnia aerea ad azionariato diffuso e alta responsabilità sociale, è lieta di annunciare l’avvio delle operazioni di start up, con il primo volo previsto per Maggio 2025.
E questo avviene in singolare coincidenza con un altro evento di particolare rilevanza,
subito colto dal presidente di Aerolinee Siciliane Giacomo Guasone:
“Apprendiamo proprio in queste ore che si sta per concludere l'accordo tra l'ultima erede dell'ex compagnia di bandiera italiana, ITA, con la tedesca Lufthansa. Circostanza che fa diventare la nostra compagnia l'ultima a capitale interamente italiano, circostanza che ci carica di ulteriore responsabilità ed entusiasmo e siamo certi sia di buon auspicio per far si che i colori dell'Italia e della Sicilia ritornino presto a spiegare le ali nell'interesse
degli utenti e delle istituzioni”.
La compagnia, fondata sui valori e sulla cultura siciliana, ha recentemente firmato un contratto con primario gruppo advisor, che dopo una rigorosa selezione, ha scelto proprio la start up siciliana per investire in un progetto dalle enormi potenzialità e di grande valenza sociale.
La società di advisoring, appartenente ad un gruppo di rilevanza internazionale, ha scelto Aerolinee
Siciliane dopo una ricerca durata 3 anni che ha individuato il settore del trasporto aereo passeggeri tra quelli a maggiore crescita ed il management della compagnia siciliana tra i più competenti presenti sul mercato, oltre che garantito dalla innovativa formula       dell'azionariato diffuso e dalla gestione partecipativa in stile anglosassone.
Questo supporto finanziario sarà fondamentale per il lancio e la crescita della compagnia.
Missione Aziendale e Valori Fondanti  Aerolinee Siciliane nasce con l’obiettivo di produrre reddito e sviluppo nel turismo, nelle attività industriali, logistiche e commerciali, valorizzando il patrimonio culturale
siciliano. La compagnia si impegna a difendere il risparmio e gli investimenti dei suoi azionisti,
promuovendo un sistema di capitale diffuso che favorisce la corresponsabilità, la rappresentatività e la partecipazione. La missione aziendale, delineata nell’articolo 2 dello statuto, sottolinea l’importanza di
un’imprenditorialità etica e sostenibile. Aerolinee Siciliane si ispira ai principi fondanti della Regione Siciliana, promuovendo la libertà individuale, l’uguaglianza, la solidarietà, il diritto all’istruzione e alla formazione,
nonché lo sviluppo delle arti e della salute. Mettendo al primo posto il diritto insostituibile dal quale dipendono tutti gli altri: quello ad una mobilità sostenibile che tenga conto della insularità della Sicilia, caratteristica
che deve essere trasformata da limite ad opportunità. Si impegna a garantire parità di diritti e doveri tra tutti i nostri collaboratori e clienti, senza discriminazioni di genere, religione, credo politico o convinzioni culturali.
Un Progetto di Sviluppo Sostenibile La compagnia intende rivoluzionare il panorama del trasporto aereo in Sicilia,
trasformando l’isola in un hub naturale per il traffico nazionale e internazionale.
Con una previsione di mercato di 100 milioni di passeggeri entro il 2035, Aerolinee Siciliane si posiziona come infrastruttura strategica per la competitività, generando occupazione e sviluppo economico a beneficio dell’intera regione.
Nei primi tre anni di attività, Aerolinee Siciliane prevede la creazione di 400 posti di lavoro diretti e qualificati, oltre a 600 posti nell’indotto. I benefici per la comunità includono tariffe speciali per studenti e over 65, prezzi
calmierati per chi si cura fuori dalla Sicilia, e fondi di solidarietà per sostenere giovani
studenti provenienti da famiglie bisognose. L'impegno della società a capitale diffuso e frazionato è rivolto a garantire un servizio di trasporto aereo accessibile e sostenibile per tutti i siciliani.
Siamo quindi orgogliosi di annunciare la firma del contratto che condurrà rapidamente al primo finanziamento da 25 milioni di euro grazie all'intervento di operatori finanziari che credono in questa visione e supporteranno il lancio della compagnia. Questo investimento permetterà di consolidare le basi operative e sviluppare un polo di
manutenzione, essenziale per garantire efficienza e sicurezza nei voli.
Aerolinee Siciliane è quindi pronta a decollare, portando con sé i valori, le competenze e la cultura della Sicilia, che deve tornare ad essere la terra dello Stupor Mundi, culla della Civiltà e delle opportunità, crocevia delle culture e dei commerci tra il mondo avanzato e quello in fase si affermazione, non certo fanalino di coda dell'Europa come in questa difficile fase storica.
Con il supporto dei nostri azionisti e della comunità, siamo determinati a trasformare questa visione in una realtà tangibile, offrendo un servizio di trasporto aereo che contribuisce al progresso economico e sociale della Sicilia.


Anche in Sicilia stop ai diplomifici.

Anche in Sicilia stop ai diplomifici.

«Sintonia totale, un convinto plauso e la soddisfazione per il fruttuoso impegno comune con il ministro dell’Istruzione e del merito, Giuseppe Valditara, che ha annunciato l’avvio dei procedimenti di revoca per 47 istituti paritari di secondo grado tra Lazio, Campania e Sicilia. Le attività ispettive - dice l’assessore regionale dell’Istruzione e della Formazione professionale, Mimmo Turano - hanno riguardato 70 scuole nelle tre regioni e hanno evidenziato profili di irregolarità. I diplomi - sottolinea l'esponente del governo Schifani - si guadagnano e si conquistano con l’impegno e la dedizione autentica, non si comprano».
Sulla situazione siciliana, l'assessore specifica che «ciò che risulta agli atti è una percentuale molto alta di procedure di avvio delle revoche a causa di rilevanti o gravi criticità, in rapporto al numero delle ispezioni svolte».
«Esprimo apprezzamento - aggiunge Turano - per l’operato del direttore dell’Ufficio scolastico regionale per la Sicilia, Giuseppe Pierro, e soddisfazione per un’articolata iniziativa di contrasto che sarà presto, mi auguro, coronata dall’approvazione del disegno di legge governativo che fissa regole inflessibili sulla regolarità dei percorsi formativi nelle paritarie, atteso all’esame delle Camere. Ciò che stiamo facendo insieme con il governo nazionale - conclude  - è anche a difesa del lavoro degli istituti paritari che seriamente, ogni giorno, formano i nostri ragazzi con trasparenza, correttezza e onestà, oltre che dei ragazzi stessi. Loro vanno aiutati a capire che studiare è un bene prezioso, non un ostacolo da superare con qualsiasi mezzo».

GUIDA UNICA INCLUSIVA DOLCE AFFETTUOSA

GUIDA UNICA INCLUSIVA DOLCE AFFETTUOSA

E’ stato presentato questa mattina presso la sede della fondazione Anffas Palazzolo Acreide Doniamo
Sorrisi il progetto G.U.I.D.A. – GUIDA UNICA INCLUSIVA DOLCE AFFETTUOSA. La proposta progettuale è
stata finanziata dall’Assessorato Regionale alla Politiche per la famiglia e prevede un finanziamento
complessivo di 60.000 euro.
Presenti alla conferenza stampa il Presidente della Fondazione Anffas Palazzolo Acreide Doniamo
Sorrisi, Pippo Giardina, il Sindaco di Palazzolo Acreide, Salvatore Gallo e l’assistente sociale Marco
Santoro. Il Presidente Pippo Giardina ha espresso grande soddisfazione per l’approvazione del progetto
che contribuirà a promuovere il volontariato tra i giovani e a creare le condizioni per una piena
inclusione sociale delle persone con disabilità. L’ obiettivo generale del progetto – ha spiegato il
Presidente Pippo Giardina – è quello di rendere le città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri,
duraturi e sostenibili.
Il Sindaco, Salvatore Gallo, ha messo in evidenza il ruolo della Fondazione Anffas Palazzolo Acreide che
ormai è diventata un punto di riferimento anche per altri territori ed ha sottolineato le battaglie portate
avanti dal Presidente Pippo Giardia a favore delle persone con disabilità.
L’assistente sociale Marco Santoro ha illustrato il progetto che consta di tre azioni.
Attività n.1 Sportelli di inclusione sociale.
E’ uno sportello con funzioni di ascolto; accoglienza; sostegno e assistenza rivolto a persone con
disabilità e loro famiglie. Gli sportelli sono servizi gratuiti a disposizione di tutti i cittadini. Altra funzione
degli sportelli è quella legata al coinvolgimento di giovani volontari nel progetto e, più in generale,
dell'associazionismo e volontariato. Gli sportelli saranno attivati a Palazzolo Acreide, Palermo, Vittoria,
Scordia, Messina, Catania, Ispica, Modica e Ragusa.
Attività 2. “Io Guida”
La peculiarità di questa attività sarà il coinvolgimento delle persone con disabilità sin dalla fase iniziale
nella programmazione e gestione delle escursioni. Si prevede un periodo di programmazione
partecipata e condivisa, tra giovani, persone con disabilità, famiglie per giungere alla definizione del
luogo esatto della meta e del programma. Elemento sperimentale e di assoluta novità è il
coinvolgimento delle persone con disabilità sia nella programmazione che nella gestione dell’escursione
e/o visita guidata che culminerà con “Io Guida”, dove una o più persone con disabilità avranno
l’opportunità di “guidare” giovani, famiglie e altre persone con disabilità lungo i percorsi capovolgendo
la visione di “ assistenza”.

Attività 3. “Campus Estivo”
Il Campus consiste in una settimana di piena ed effettiva integrazione e inclusione sociale tra persone
con disabilità e giovani dell’associazione e del territorio che sono stati sensibilizzati sul tema del
volontariato. Proprio nella formula del campus, la settimana di soggiorno vedrà un programma di
animazione, confronto e momenti ludici e di scambio di esperienze e punti di vista al fine di contribuire
sia allo sviluppo della cultura del volontariato e della cittadinanza attiva, in particolare tra i giovani, sia
ad una concreta attività di sostegno all’inclusione sociale, in particolare delle persone con disabilità, e di
contrasto e di svantaggio della persona con disabilità.


Contributo di 10 milioni per il foraggio

Contributo di 10 milioni per il foraggio

Pubblicato il decreto regionale che dà il via all'assegnazione dei "voucher foraggi" per gli allevatori siciliani e alla formazione di un albo fornitori. Dopo l'approvazione in Commissione Attività produttive dell'Ars si passa adesso alla fase attuativa del provvedimento voluto dal presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, che stanzia 10 milioni di euro per fronteggiare i danni causati al settore dalla carenza idrica.
Il contributo sarà erogato, sino a esaurimento delle risorse, attraverso l’emissione di un “buono” utilizzabile per l'acquisto di foraggi presso fornitori individuati dalla Regione e inseriti in un apposito albo. Per l'accesso al beneficio economico si terrà conto dei criteri di proporzionalità rispetto al danno subito dalle imprese di allevamento. Le domande vanno presentate entro il prossimo 3 luglio esclusivamente attraverso i Centri di assistenza agricola (Caa) di appartenenza che, entro i successivi 10 giorni, provvederanno a inviare le istanze al Dipartimento Agricoltura. Gli allevatori potranno quindi ritirare il prodotto presso la zona industriale Dittaino (Enna) o altro punto che sarà definito dopo avere sentito le organizzazioni professionali di categoria.
Per richiedere di essere inseriti all'interno dell'albo dei fornitori di foraggio, invece, occorre compilare il modulo allegato al bando e inviarlo via Pec, da domani ed entro il prossimo 26  giugno  all'indirizzo  dipartimento.agricoltura@certmail.regione.sicilia.it.
A questo link è possibile consultare il decreto regionale "Emergenza idrica in agricoltura e zootecnica" e scaricare i modelli delle domande.

Tg del 18 giugno

Tg del 18 giugno

Nell'Indice: Via libera del senato al premierato. Le nuove mafie e la tecnologia. Servizio di Italpress. L'acqua manca anche a Ragusa. Le domande dei consiglieri comunali su rifiuti e catamarano da malta. Zona pedonale a Vittoria la protesta del consigliere Pelligra. Progetto dell'Anffas presentato a Palazzolo. Catania pericolosa per i turisti. La facoltà di scienze motorie. Intervista alla dott.ssa Iacono di Siristora.


Alla Scuola dello Sport ci si laurea in Scienze Motorie

Alla Scuola dello Sport ci si laurea in Scienze Motorie

La parte alta di Ragusa, quella che in pratica si trova a circa 700 metri d'altezza tanto da potersi vantare di essere in montagna, è sempre stata conosciuta dagli abitanti come "selvaggio"  certamente per le sue caratteristiche ambientali e metereologiche. Da quelle parti l'inverno è crudo anche se siamo alla stessa latitudine di Tunisi. Gli
amministratori  degli anni 70 scelsero quella zona  per le necessità abitative del periodo e decisero di costruire il nuovo stadio della città poiché il vecchio Enal era davvero un campo di patate ( lasciatevelo dire da chi per anni ci ha ha praticato il Rugby a livello agonistico).  Il nuovo stadio, subito chiamato  soltanto "Selvaggio", era davvero bello ma si racconta di partite svolte in condizioni climatiche estreme. Il vento c'è sempre e il freddo spesso è intenso. Ma l'intero  complesso era di sicuro apprezzabile. Come dicevamo  un po' più giù dello stadio sono nate innumerevoli costruzioni e lo sviluppo edilizio fu enorme. Per fortuna la lungimiranza di qualche altro amministratore del tempo portò a realizzare opere sportive nei pressi del "Selvaggio" e così ci si è ritrovati con una piscina, un ippodromo con campo coperto per l'inverno, un palazzetto dello sport da 5.000 persone. Dopo, ma dobbiamo dare a Cesare quel che è di Cesare, c'è stata la buona volontà di Sasà Cintolo, assessore comunale ma anche dirigente del Coni, che in un momento di grazia politica riuscì a farsi finanziare  un sogno piuttosto che una vera e propria struttura. Nasceva così l'idea della  Scuola dello Sport di Ragusa. A pochi metri dal Selvaggio il progetto  andava ad arricchire quella che il sottoscritto ha sempre considerato una vera e propria cittadella dello sport.  Purtroppo proprio per la nostra abitudine ai ritardi "il sogno" impiegò troppi anni prima di realizzarsi ma alla fine era sorto un complesso davvero interessante. C'erano gli uffici, un auditorium da 500 posti, una palestra per il pugilato un'altra per la ginnastica eccetera eccetera. Come al solito ci sono state difficoltà economiche per la gestione, poi, Cintolo ebbe problemi di vario genere e la struttura rimase congelata per qualche anno. Il sindaco Cassì, da buon sportivo, non si fece sfuggire l'occasione e stilando protocolli vari è riuscito anche ad avere dei finanziamenti per completare l'opera. Ora la notizia è che quella sarà la sede della nuova facoltà universitaria di Scienze Motorie.  Una ottima iniziativa che farà della struttura e naturalmente della città di Ragusa  un centro d'eccellenza per lo sport e la cultura. Il corso sarà attivo  già dal prossimo anno accademico e  infatti sarà presentato sabato 22 giugno alle ore 10, presso la sala Conferenze dello sviluppo economico del Comune di Ragusa. Senza dubbio sarà scelto da tanti giovani provenienti dal territorio ibleo ma anche da quasi tutta la Sicilia.
“Il Comune di Ragusa da anni auspicava l’attivazione di un corso così strutturato,
spiega il sindaco Peppe Cassì che ha creduto fortemente nel recupero della scuola.
“Fino a pochi anni fa l’offerta universitaria a Ragusa sembrava in un binario morto e adesso abbiamo corsi di laurea innovativi in lingue, economia, agraria, scienze motorie che rappresentano un’ottima opportunità per il nostro territorio, - spiega
l’assessore Giovanni Iacono -, considerando i corsi di laurea già attivi e i due nuovi
pronti a partire per il prossimo anno accademico -, a Scienze Motorie, infatti, si
affiancherà il nuovo corso in Gestione dei sistemi produttivi agrari mediterranei. –


Tg del 17 giugno

Tg del 17 giugno

Nell'Indice: Ancora incendi in provincia. La protesta degli agricoltori che criticano i sindaci e la Coldiretti. Intervista al Sen Sallemi. La sanita con le nomine di manager. I guai del See Sicily .9 milioni e passa da restituire all'Europa. I migranti. Servizio di Giovanna Cannizzaro. Forse a una svolta per Aerolinee Siciliane. L'aeroporto di Comiso ed i soldi per Ryanair. Lo sport e lo spazio Europei con Stefano Ferrera.


Carta di Ragusa? La colpa dei sindaci e della Coldiretti!

Carta di Ragusa? La colpa dei sindaci e della Coldiretti!

Poteva essere l'occasione buona per qualche politico locale per ergersi, davvero, a difensore degli agricoltori del nostro territorio. Invece quel documento che aveva immediatamente incontrato il favore e l'interesse  del Movimento Spontaneo di protesta  che riunisce  allevatori, produttori e consumatori iblei è rimasto " Carta Bianca"  infatti a tutt’oggi ancora l'importante linea  programmatica non ha visto la luce e il comparto agroalimentare ibleo attende risposte.
Eppure era stata un'idea lanciata proprio da Cassì al primo accenno di protesta davanti al foro boario diversi mesi fa. La proposta poteva incontrare il favore sia della politica che della parte burocratica della regione. I sindaci, molti per la verità, si sono poi limitati a partecipare con la fascia tricolore a qualche appuntamento palermitano ma di concreto nulla. Perchè ci sarebbe voluto un coordinatore, una guida politica che dopo aver stilato la Carta di Ragusa con i fabbisogni degli agricoltori, avrebbe dovuto portarla nelle sedi opportune e farla condividere apponendo in calce non solo la firma dell'assessore o del presidente ma anche le delibere conseguenziali.
Un'occasione persa, non se ne abbia a male, proprio per Cassì che, forte del consenso elettorale ma anche degli svariati complimenti che riceve da ogni assessore regionale che viene a Ragusa,  avrebbe potuto battere qualche pugno sul tavolo palermitano  e non andarsene fino a quando non avesse ricevuto risposte concrete.  Ma Peppe, come dice lui, non è per la politica gridata anche se deve aiutare qualche azienda che sta morendo.  E' un problema di "sacchetta" e chi ce l'ha piena non può capire chi ha fame.
Ma, secondo il Movimento di Protesta,  ha molte colpe la stessa Coldiretti, che in maniera beffarda ha millantato di dare ma che in realtà, amaramente, ci si è resi conto essere stato solo un bluff pre-elettorale. Innumerevoli incontri sono stati fatti e altrettanti inviti sono stati inoltrati alla Coldiretti senza nessuna risposta.  Non è stato possibile in nessun modo riuscire a confrontarsi con i vertici della Coldiretti.
Il movimento spontaneo degli agricoltori, allevatori, produttori e consumatori iblei evidentemente non è stato ritenuto un interlocutore degno di ascolto, forse perché non ha ritenuto di dover aderire allo show palermitano giallo verde di tre settimane fa.  Fatto sta che attualmente nulla di ciò che Coldiretti aveva dichiarato di aver ottenuto, ha avuto seguito.
In primis i voucher per gli allevatori finalizzati all’acquisto di foraggio.
Altro non ci resta che constatare che quanto dichiarato sulla carta, altro non era che chiacchiere e fumo negli occhi.
Qualcuno potrebbe interpretare un simile comportamento come una mascherata estorsione di consenso e voti per le europee visto che la credibilità della suddetta organizzazione professionale ormai è andata perduta.
A noi simili ipotesi poco importano.
Ciò che è prioritario è continuare a mantenere viva la protesta rafforzandone le azioni.
Il movimento spontaneo degli agricoltori, allevatori, produttori e consumatori iblei, contrariamente a quanto fatto dai suoi dipendenti e dalle aziende private ad essa associate, divenute succubi di mamma Coldiretti, ha ritenuto di dover coinvolgere i sindaci e la diocesi affinché si possa tracciare la giusta direzione per interloquire a livello regionale e nazionale con gli organi competenti.
Si ritiene davvero indecoroso nei confronti del comparto agricolo, l’atteggiamento di Coldiretti, che evidenzia una reale e concreta discrasia tra quanto scritto, dichiarato e quanto effettivamente ottenuto.
Come ad esempio il gravoso problema della moratoria dei debiti.
Una mancanza totale di volontà politica porterà alla chiusura e alla perdita di centinaia di aziende private siciliane a conduzione familiare, sopravvissute finora tra una miriade di problemi burocratici, cavilli normativi e ricatti politici.
«Avevamo appreso dai media del successo di Coldiretti e dopo le europee, fiduciosi, in tanti di noi si sono recati alle urne e all’indomani delle votazioni, ci siamo rivolti ciascuno alle proprie organizzazioni sindacali ma - dichiara Giorgio Spadaro, allevatore di Modica - abbiamo appreso, dichiarato dalle stesse organizzazioni di categoria, che non c’era nulla da fare né presentare e che nulla avremmo ottenuto in quanto tutto fermo a come era prima ... insomma un bluff! Gli allevatori non ci stanno !»
Inoltre Il movimento ribadisce la propria estraneità a questo perverso sistema e chiede con determinazione la reale unione tra tutti i presidi, i comitati spontanei le organizzazioni professionali di settore, i sindaci, i deputati regionali, nazionali ed europei, i segretari di partito,  il mondo della politica tutta, per affrontare realmente il problema della moratoria dei debiti in quanto nonostante i comunicati stampa diramati a ruota libera, le aziende devono continuare a pagare se vogliono evitare il sequestro.
Urge il riconoscimento del giusto e corretto costo di produzione dei prodotti ed un reale ed immediato intervento per sostenere i costi di alimentazione del bestiame.
Ci si rende conto che questo è il frutto di scelte politiche che si possono fare ma che non si vogliono!

Stabilità e competenza per ridare fiducia alla sanità.

Stabilità e competenza per ridare fiducia alla sanità.

Dopo un certo numero di anni nei quali le aziende sanitarie, gli ospedali etc,  in Sicilia sono state commissariati, dopo l'ultimo escamotage del gennaio scorso, finalmente il Governo Siciliano è riuscito a partorire un atto definitivo essenziale e necessario per la nostra sanità. E' di oggi infatti la notizia che i commissari nominati, nelle more, si sono trasformati( quasi tutti) in direttori generali a tutti gli effetti. Non cambia nulla dal punto di vista dell'operatività ma ora siamo di fronte a menager, qualificati a quanto dicono in Regione, ben pagati, e chiamati, sotto la loro responsabilità, a programmare interventi importanti per la qualità dei servizi ai cittadini. A questo proposito c'è da dire che è  stato pure approvato il nuovo schema di contratto dei manager che prevede, per volere del presidente della Regione Renato Schifani, obiettivi specifici e concreti specialmente sulla riduzione delle liste d’attesa, con un monitoraggio trimestrale e una verifica annuale del raggiungimento degli stessi, a pena di decadenza automatica dei direttori generali anche dopo il primo anno dall’insediamento.

La giunta, su proposta dell'assessore alla Salute Giovanna Volo, ha confermato nei ruoli i già commissari straordinari, ad eccezione di quello dell'Asp di Catania, Giuseppe Laganga Senzio. La continuità gestionale sarà assicurata dal direttore sanitario dell'Azienda provinciale etnea, così come previsto dalla legge. Successivamente, si procederà alla nomina dell’organo ordinario dell'Asp di Catania.
Questi i nomi e le destinazioni dei nuovi direttori generali designati nelle aziende sanitarie provinciali: Daniela Faraoni all'Asp di Palermo, Giuseppe Cuccì all'Asp di Messina, Giuseppe Capodieci all'Asp di Agrigento, Salvatore Lucio Ficarra all'Asp di Caltanissetta, Mario Carmelo Zappia all'Asp di Enna, Giuseppe Drago all'Asp di Ragusa, Alessandro Caltagirone all'Asp di Siracusa, Ferdinando Croce all'Asp di Trapani.
Questi, invece, i manager delle aziende ospedaliere: a Palermo, Walter Messina all'Arnas "Civico" e Roberto Colletti agli Ospedali riuniti "Villa Sofia-Cervello"; a Catania, Giuseppe Giammanco all'Arnas "Garibaldi" e Salvatore Emanuele Giuffrida al "Cannizzaro"; a Messina, Catena Di Blasi al "Papardo". Nei policlinici: Maria Grazia Furnari a Palermo e Giorgio Giulio Santonocito a Messina. In precedenza, erano già stati nominati Gaetano Sirna al Policlinico di Catania e Maurizio Letterio Lanza all'Irccs "Bonino Pulejo" di Messina.
Entro 15 giorni dalla firma dei contratti, i nuovi manager dovranno procedere alla nomina dei direttori sanitari e amministrativi, già selezionati dalla Regione.
In merito al nuovo schema di contratto, è previsto che, entro trenta giorni dall'insediamento, i direttori generali predispongano un apposito piano operativo di governo e di recupero delle liste d’attesa che dovrà essere approvato dall’assessorato della Salute. Tra le novità, anche il necessario conseguimento del cento per cento delle azioni previste dal cronoprogramma del Piano operativo regionale (Por) della Missione 6 - Salute del Pnrr.
Schifani ha dichiarato: «Dare una nuova stabilità alla sanità pubblica regionale e abbattere le liste di attesa sono due dei principali impegni assunti dal mio governo sin dal suo insediamento e stiamo lavorando concretamente in questa direzione. Introdurre, tra gli obiettivi dei nuovi manager, il pieno rispetto del Piano regionale approvato dalla giunta nel luglio dell’anno scorso, pena la revoca dell’incarico, servirà a garantire ai pazienti tempestività di accesso alle cure. Trovo sacrosanto che i dirigenti che hanno responsabilità vengano sottoposti alle necessarie verifiche dei loro obiettivi. È nostra intenzione dare ai cittadini risposte qualificate e rapide ai loro bisogni di salute».