Cotta o cruda?

Cotta o cruda?

All'hotel la Pineta di Chiaramonte, il sottoscritto, è particolarmente legato perchè più di quaranta anni fa mi ci sono sposato. Allora era una struttura molto bella con la sala ricevimenti alegante e spaziosa, l'albergo con arredi di qualità e spesso vi si svolgevano serate danzanti con star nazionali. Poi il degrado. Troppo tempo hanno impiegato i proprietari a vendere l'impianto e quando l'amministrazione comunqle è riuscita ad entrane il possesso era poco più di un rudere. Inoltre, con una nuova visione ambientalista generalizzata, la Pineta è davvero un pugno nell'occhio. La vcosa più giusta sarebbe buttrla giù completamente e ripristinare il verde.  Ma non nè possibile. Si tratta pur sempre di un bene che ha un valore. Ma da anni il Comune brancola nel buio perchè per fare qualuqnue intervento ci vogliono i soldi. E quindi tutto fermo e  immagine sempre più brutta. Ora lex Provincia avendo trovato nei cassetti qualche milioncino ha fatto un progetto che prevede una parziale ristrutturazione lasciando immutata la destinazione d'uso, quella di essere la sede dell'istituto alberghiero. Secondo me era una soluzione ottimale ed inaspettata che non fa spendere nulla al Comune.  Ma come sempre accade  c'è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. Ed ecco che alcuni consiglieri comunali d'opposizione  intervengono con questo comunicato.
Come già espresso Iacono considera l'intervento per l'ex hotel La Pineta “miope” poiché si andrà ad abbattere gran parte della struttura per realizzare solo su un piano una sede distaccata dell'Istituto Alberghiero.
“Capisco che spesso la politica ha bisogno di lasciare la propria “firma” con l'avvio di un'opera tangibile – dice Iacono – ma qui siamo dinanzi a una scelta, e a una “firma”, che consideriamo ben poco futuribile e dai costi esosi per i cittadini. Infatti leggere le lodi verso il sindaco Cutello, da parte del direttore generale del Libero Consorzio Nitto Rosso, per aver deliberato la demolizione dei due terzi della struttura dell’ex hotel stride con la realtà fattuale”.
“Una realtà che vede il Comune di Chiaramonte pagare rate di circa 50mila euro l'anno sino ancora al 2044 per una struttura che vedrà l'abbattimento di due piani e che ospiterà una cucina professionale per la sezione distaccata dell'Alberghiero. E' soltanto questo che serve al territorio? Un territorio vocato al turismo della montagna, all'accoglienza, all'eccellenza enogastronomica e dell'olio. Mentre nelle altre città si sfruttano fondi Pnrr e altre tipologie di fondi europei per potenziare la ricettività turistica a Chiaramonte ci precludiamo tutto ciò, gettando alle ortiche un bene che è stato valutato nel 2009 dall’Ufficio catasto di Ragusa 1.350.000 euro e nel 2024 dal Comune di Chiaramonte 1.100.000 euro”.
Ora mi permetto di dire che le rate del mutuo il comune le deve pagare lo stesso ma visto che è quasi in dissesto come potrà intervenire nel restauro? Allora io credo che sarebbe bene prendersi questo regalo della provincia e migliorare il tutto.  basta dare un'occhiata alla foto di copertina per capire che non si può lasciare la struttura in quelle condizioni.
Ci sono anche altre considerazioni, che riportiamo, ma a questo punto lasciamo ai lettori decidere se siamo davanti ad una buona prospettiva o no.
“Le motivazioni esplicitate dal dottor Rosso in merito all'abbattimento e alla conseguente “visione” della Chiesa, che è comunque visitabile, non sembrano reggere dinanzi alle prospettive che si potrebbero aprire con una progettazione concreta e in grado di guardare al futuro. Gli stessi studenti dell'Alberghiero, con una struttura ricettiva di qualità, potrebbero trovare adeguati sbocchi occupazionali. Inoltre ci chiediamo se il Libero Consorzio potrà sobbarcarsi i doppi costi di gestione di due sedi distaccate dell'Alberghiero a Chiaramonte. Quindi ci appelliamo alla dottoressa Valenti, al dottor Rosso, al sindaco Cutello affinché i fondi della variazione di bilancio vengano impiegati per altre opere a Chiaramonte così come avviene nel resto della Provincia e affinché si guardi a una diversa prospettiva per il rilancio del territorio”, concludono.

Pozzallo tra sanità e trasporti: Al peggio non c'è fine!!!

Pozzallo tra sanità e trasporti: Al peggio non c'è fine!!!

Articolo di Giovanna Cannizzaro

La notizia che al PTE di Pozzallo e alla guardia medica infermieristica non era presente nemmeno l' ombra di un medico, non sarà certo l' ultimo tassello di un puzzle che conosciamo ormai molto bene. In questi giorni, anche nelle ore diurne,  decine e decine di turisti per banali patologie o per una semplice prescrizione sono stati costretti , vista  l' assenza di medici nelle strutture sanitarie pozzallesi, a recarsi al Pronto Soccorso di Modica intasandolo ulteriormente. Una sanita' allo sfascio - ha commentato il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna-  che non tutela la salute dei cittadini. Se non si e' in grado di gestire nemmeno servizi sanitari così elementari, - ha detto ancora il primo cittadino pozzallese  - che ci stanno a fare gli amministratori di un' azienda sanitaria provinciale sempre  piu' allo sbando?  Ma c' e' di più...ancora  a Pozzallo, ieri alla fermata del pullman, ad un centinaio di turisti e cittadini, fra cui donne incinte , bambini e anziani,che dovevano  recarsi a Catania gli e' stato impedito di salire per mancanza di posti a sedere. E' arrivato un bus urbano che ha fatto salire solo  la meta' dei passeggeri, fra l' altro stipata come sardine con valigie tra le gambe,  mentre l' altra meta' e' rimasta a terra. Una situazione assolutamente inaccettabile per un paese civile che deve garantire il minimo decoro e una sufficiente funzionalità, ha commentato ancora una volta il sindaco della citta' , Roberto Ammatuna.  Che l' AST. sia di fatto una Azienda fallita , e' ormai sotto gli occhi di tutti, che i trasporti in Sicilia stanno attraversando uno stato comatoso,  nessuno puo' negarlo., ma l' episodio di ieri ha superato ogni limite.  I trasporti. - continua ancora il sindaco di Pozzallo - rappresentano un settore e un servizio di straordinaria importanza per lo sviluppo del turismo. Ma il presidente della Regione e la sua giunta sono in         tutt' altre faccende affaccendati, tutti impegnati a portare avanti una politica di spartizione di posti di potere come mai era accaduto nel passato .I comuni possono fare tutti gli sforzi possibili per rendere vivibili le citta', ha detto esasperato il sindaco Ammatuna ma di fronte a questa classe politica dirigente si corre il rischio di fare crollare tutto. Intanto  proprio in queste ore  arriva ' dall' AST. la risposta al sindaco di Pozzallo,: l' Azienda si giustifica dicendo che non si e' trattato di alcun disservizio, ma visto il notevole afflusso di viaggiatori ha messo a disposizione una corsa aggiuntiva per non creare disagi, nonostante i cosiddetti " bis" non siano previsti nel contratto con la Regione.   Ma non finisce qui con i disservizi.    Questa volta a lamentarsi sono i residenti di via Mario Rapisardi, via Scaro, Galileo Galilei e di altre vie limitrofe, che da alcuni anni in qua' puntualmente in estate si ritrovano vittime di ripetute interruzioni del servizio di erogazione dell' energia elettrica, con conseguenti ed immaginabili danni , a volte itreversibili , agli elettrodomestici. Nonostante le ripetute segnalazioni, ad oggi ...nulla di fatto.  Con la grande afa, i cittadini cercano refrigerio con l' uso di condizionatori, ma il loro picco di potenza all' avvio, manda in crisi la cabina ormai vetusta.  Essendo una problematica che si ripete ad ogni estate, se ne deve dedurre, che in questi anni, non e' stato fatto alcun investimento, per l' ammodernamento e il potenziamento della rete di distribuzione . I residenti della zona in questione sono stanchi e chiedono risposte concrete all' Enel. L' unica risposta rincuorante arriva dal sindaco di Pozzallo, Ammatuna,  il quale si dice pronto ad adire le vie legali, per far si che l' Enel prenda  dovuti ed immediati provvedimenti . Gia' dalla prossima settimana, Ammatuna , ha dichiarato, di procedere  alla nomina di un legale, al fine di tutelare non solo gli interessi dei residenti della zona Scaro, ma dell' intera collettivita' pozzallese. Non permettero'  mai  - ha detto il sindaco della cittadina marinara -'  che Pozzallo, citta' attrattiva e ospitale possa conoscere una crisi di successo.


Eppure qualcuno critica la Sac!!!!! Ora c'è l'MPA

Eppure qualcuno critica la Sac!!!!! Ora c'è l'MPA

E' difficile a crederci. La politica, tutta insieme, tiene bordone alla Sac, incominciando da Schifani, ma a poco a poco  qualcuno deborda e riesce  ad individuare precise respèonsabilità. In un altro paese, dopo l'incendio a Fontanarossa, i vertici della Sac sarebbero dovuti andare a casa, in attesa dei risultati delle commissioni d'inchiesta. Ma da noi no! Prima di tutto perchè le commissioni non hanno saputo fare il loro lavoro, o non hanno avuto il coraggio di raccontare bene come sono andate le cose, e  quindi, incassando la solidarietà di Schifani e ora anche di Trantino, loro sono tranquilli, ai posti di comando, mentre l'immagine della Sicilia si va sfaldando sotto i colpi dell'Etna. Ma finalmente, dicevo, qualcuno alza la testa. A farlo oggi è  il consigliere comunale Mpa, Serena Spoto che dichiara:  Il fenomeno parossistico dell’Etna, che per l’ennesima volta ha determinato gravissimi disagi per i passeggeri in transito dall’Aeroporto di Catania, è un fenomeno che ormai assume carattere periodico. Eppure, come sempre accaduto in precedenza, la governance della SAC sembra essere del tutto impreparata alla gestione di eventi che non possono in alcun modo essere considerati straordinari. Su questo punto, peraltro, unitamente ad altri colleghi consiglieri, insiste la Spoto,  avevo già presentato lo scorso agosto una specifica interrogazione, ricevendo dalla SAC risposte del tutto evasive.  Stupisce, infine, l’assordante silenzio della camera di commercio del sud est Sicilia che, nella qualità di azionista di maggioranza della SAC, avrebbe il dovere di intervenire con la necessaria durezza nei confronti degli attuali amministratori, provvedendo al radicale rinnovamento della Governance della SAC. Rinnovamento che va effettuato con la massima celerità al fine del superiore interesse del Comune di Catania e della Città Metropolitana”.
Inoltre  è assolutamente condivisibile l’intervento dell’onorevole Manlio Messina, continua il consigliere spoto dell'MPA, che denota carenze nella gestione dello scalo aeroportuale. Carenze che rilevano tanto, sia sotto il ritardo nella pulizia delle piste di atterraggio quanto, ma anche in riferimento all’incomprensibile depotenziamento dell’aeroporto di Comiso (che potrebbe fungere, in questi casi, da aeroporto alternativo per l’atterraggio dei voli dirottati). Tali omissioni, unitamente a quelle verificatesi lo scorso anno in occasione dell’incendio che ha paralizzato l’aeroporto per oltre un mese, comportano un gravissimo danno di immagine (e non solo) per la città di Catania, ponendo allo stesso tempo seri dubbi sull’adeguatezza della Governance della SAC.

Anche Pna Alberghina coordinatrice MPA a Catania  ha parlato della questione:  La chiusura dell'aeroporto di Catania proprio nel giorno di ferragosto a causa della caduta di cenere vulcanica solleva non pochi interrogativi sulla gestione dell'emergenza oltreché sulla preparazione delle autorità locali che, ancora una volta, hanno dato prova di essere assolutamente impreparate ad affrontare un fenomeno, quale appunto quello della cenere vulcanica, che, pur nella sua imprevedibilità, è un fenomeno storico e ciclico e non certo un evento eccezionale per la nostra città.  Riteniamo che l'interruzione delle operazioni aeroportuali per gran parte della giornata, seppure necessaria in situazioni di pericolo immediato, si appalesa come misura estrema che denota la totale carenza di programmazione per l'adozione di soluzioni alternative pronte all'uso. E' indubbio che un’attenta e programmata gestione, non solo del traffico aereo, ma anche della manutenzione delle piste avrebbe sicuramente limitato i disagi venutisi a creare, per non parlare poi della totale carenza di informazioni tempestive ai passeggeri e del negativo impatto economico, sia per l'utenza che per l'intero settore turistico e commerciale. È inaccettabile che per l'assenza di piani di contingenza definiti e operativi venga messa fortemente in discussione l'efficienza e venga paralizzata una delle infrastrutture principali della nostra città ovvero l'aeroporto. Riteniamo in dovere di chi è ai vertici dell'amministrazione aeroportuale di dotarsi con urgenza di strumenti validi ed efficaci a garantire che il nostro scalo, hub vitale per il turismo, il commercio e lo sviluppo economico non solo della nostra città ma anche di tutta la regione possa continuare a svolgere il suo ruolo cruciale.

 


Non ne possiamo piu!!!!

Non ne possiamo piu!!!!

Sono condizioni avverse alle quali non si può porre rimedio. Ma se l'Etrna decide di eruttare polvere lavica è un calamità non solo per i paesi dell'area ma anche per il turismo siciliano perchè bloccado l'aeroporto di Fontanarossa ne vengono fuori gravissime conseguenze economiche. Negli ultimi mesi la cosa si è ripetuta spesso e lo scalo etneo, che non brilla per efficenza ed organizzazione, diventa un girone infernale. Gente  accovacciata in ogni angolo visto che le sedie a disposizone sono contate, bagni in crisi, mancanza di informazione, attese lunghisisme. Insomma come ho gia detto più volte Fontanarossa è un malato terminale al quale si tengono attaccate le macchine. Ma fino a quando?  Ormai chi viene in questa parte della  Sicilia per vacanza si deve porre la questione. E se l'aeroporto è chiuso? Allora quanto ci rimetto? Alla fine magari si decide di cambiare destinazione.  Siamo consapevoli che Catania è il giocattolo della Sac  e quindi  una specie di cassetto, nenache tanto blindato, che si può aprire alla bisogna. E' arrivato il tempo di pensare in grande come in un paese evoluto. Non vi sto a raccontare cosa hanno fatto in altre parti del mondo realizzando aeroporti dove non c'era neanche la terra, terminal avveniristici con dentro piscine, alberghi e centri commerciali, costruendo a supporto  strade, ferrovie sopraelevate, servizi straordinari in pochisismo tempo,  tutto a carico dei privati che poi naturalmente vanno a gestire il realizzato. A Catania no! La Sac  forse non vuole. Preferisce spendere un miliardo per interrare la ferrovia e allungare la piste per un chilometro circa. Tutto resterebbe comunque come è ora. Casino per arrivare ai terminal. Richieste ai passeggeri di arrivare molte ore prima in aeroporto. Tutti ammassati. Credo che l'Etna ora ci possa dare una mano. Mi ricordo che la Provincia regionale di Catania ai tempi di Musumeci, nel 1999, aveva avanzato l'ipotesi di un nuovo aeroporto intercontinentale da realizzare sulla piana di Catania, nella fascia compresa tra il territorio di Catania ed Enna. I relativi dati tecnici avevano illustrato in maniera chiara e semplice i limiti dell’aeroporto di Fontanarossa costretto  tra il mare e le ferrovie.  Il Presidente  Nello Musumeci (oggi Ministro per le politiche del mare e della protezione civile) sapeva che  la questione era di carattere politico, sociale ed economico ma che non riguarda solo Catania ma la Sicilia e i paesi del Mediterraneo. Allora in una rivista si espresse con questa frase “Farsi carico di una progettualità simile significa comprendere le trasformazioni che stanno mutando velocemente l’economia e la società civile. Ci troviamo di fronte ad uno scenario di globalizzazione e la Sicilia rischia di rimanere tagliata fuori da qualsiasi prospettiva. Non si può rimanere inerti e pensare a progetti circoscritti alla città senza tenere conto di ciò che accade al di là della cinta daziaria. Ci troviamo a competere con un progresso che sta superando proiezioni fatte appena venti anni fa. E’ pura follia non tenere conto di questi fattori”.  Sono passati 24 lunghi anni e la situazione è notevolmente peggiorata. Fontanrossa non regge il ritmo dei 10 milioni di passeggeri,  le recenti disavventure come l'incendio e l'Etna fanno riparlare della necessità di dotare la Sicilia di un hub intercontinentale capace di indirizzare il traffico verso le destinazioni del Mediterraneo, del Medio Oriente e del Sud del mondo. Secondo il ministro Salvini, pontista sfegatato,  il ponte sullo stretto di Messina, la cui concretizzazione normativa e progettuale si trova ad uno stato di elevata credibilità, necessita di una riorganizzazione totale della rete dei trasporti nei tre strategici settori: viario, ferroviario ed aereo. In tale nuovo scenario uno studio di fattibilità diventa necessario ed urgente anche perché un aeroporto lontano dai centri urbani deve poter contare su collegamenti terresti efficientissimi.
Ma torniamo all'ipotesi di un nuovo aeroporto tra Enna e Catania raccordata facilmente con l'autostrada.
Uno studio della Kore,  per grandi linee, aveva evidenziato la necessità di un aeroporto intercontinentale per servire la parte più importante della Sicilia potendo ospitare non solo i grandi aerei ma anche i servizi di manutenzioni degli aerei che per ora si trovano a Parigi ed a Dubai. Si è parlato anche il fallimento che si verificò nel 2010  quando eminenti rappresentanti del governo cinese si presentarono a Palermo dalla Regione e ad Enna alla Kore per manifestare la loro collaborazione finanziaria e tecnica per la realizzazione di una pista e dei servizi di manutenzione aerea in modo da essere di completamento dell’aeroporto di Catania, poi complice la Regione e la burocrazia il progetto è fallito. Eppure la Sicilia ha bisogno di un aeroporto vero,  intercontinentale,  per cercare di aumentare il turismo e gli scambi commerciali tra la Sicilia e tutto il mondo, specie Asia, Australia e Americhe. La realizzazione di questo opera triplicherebbe l’attività della Sicilia e sono previsti almeno duemila posti di lavoro”. La sua posizione strategica A progettarlo nel 2019 fu   Maurizio Severino presidente Victoria Aviation Group che teneva a sottolineare che la zona al centro tra Catania ed Enna è importante perché i venti non incidono sul territorio, Fontanarossa in questo momento è asfittica, ha bisogno di una pista di circa  3,5  chilometri, necessario il raddoppio della linea ferrata tra Bicocca e Catenanuova. Il fatto è che non ci sono problemi finanziari e la sua realizzazione aumenterebbe gli scambi commerciali, specie in agricoltura, e incremento notevole del turismo.  “Il costo previsto, che oscilla tra 1-1,5 miliardi di euro sarebbe coperto esclusivamente da capitali privati.  Ma tutto questo non piace, come abbiamo detto, alla Sac che preferisce fare soffrire i Siciliani tenedoli in una arretratezza strutturale paurosa pur di non perdere la cosiddetta" minnella"


Ci vuole una faccia di bronzo ... seconda puntata.

Ci vuole una faccia di bronzo ... seconda puntata.

Facendo seguito alla prima puntata di questa incredibile vicenda donnafugasca  mi sono accorto che serve fare qualche premessa per spiegare bene di cosa si tratta. Prima di tutto occorre dire che al comune, senza che nessuno sapesse niente o che fisosse stata una richiesta dell'amministrazione è stata già protocollata una proposta proveniente da un gruppo di privati che intende gestire il castello di Donnafugata. Suggerisco a qualche consigliere comunale di fare delle indagini perchè c'è davvero da ridere se si guardano le date relative al protocollo. A parte la rapidità con la quale il progetto presentato il 30 luglio viene  approvato dalla giunta, assente Gurrieri,  già il 1° di agosto. Quindi viene pubblicato il bando che va alla ricerca di un progetto che sia migliorativo sempre da comparare con quello presentato. A questo punto si può riprendere l'articolo della prima puntata.
E' incredibile. Come può pensare un alto dirigente di una amministrazione seria non "appattata" , o un sindaco che sbandiera la sua integrità morale ad ogni "pie sospinto" che sulla  questione della "cessione al privato" del Castello di Donnafugata non ci sia qualcosa sotto. Prima di tutto il periodo. Il bando viene pubblicato il primo agosto e scade il 30 dello stesso mese. In piena canicola estiva. Mi fa ricordare un bando  dall'Asp di Ragusa pubblicato il 27 dicembre con scadenza il 2 gennaio. Fece ridere mezza Italia. E poi furono costretti a ritirarlo. Basta leggere quello che è richiesto per capire che  solo chi ha avuto il tempo di valutare, fare calcoli, incontrare i funzionari e gli amministratori potrebbe avanzare una proposta che si basa su un affidamento per ... 10 anni. piu rinnovo   Cioè fino al 2035 o addirittura al mitico 2043 del sindaco.
la proposta dovrà contenere tra l'altro:
- la descrizione dettagliata della proposta/progetto di P.S.P.P., della durata di 10 anni, specificando la descrizione delle attività di valorizzazione proposte tanto per il cosiddetto Castello,  quanto per il Parco ed il MU.DE.CO. e per Palazzo Zacco;
- le attività di pubblicizzazione, internazionalizzazione e servizi aggiuntivi, gli stakeholders e le reti di soggetti locali ed extralocali di supporto, le finalità d’interesse generale e gli obiettivi specifici del processo di valorizzazione;
- i progetti di formazione del personale adibito per le relazioni con il pubblico e le guide;
- produrre una relazione descrittiva delle finalità culturali con indicazione delle destinazioni d’uso prevalenti degli spazi interni ed esterni del “Complesso Donnafugata” e del Palazzo Zacco, e ancora è oggetto della valorizzazione 
- la sintesi del conto economico previsionale (PEF) sviluppato a costi e ricavi per macrovoci con indicazione delle modalità di calcolo, per i 10 anni di gestione (comprendente anche il piano di recupero spese);
- l’elenco degli impegni di cui il proponente intende farsi carico e quelli richiesti  all’Amministrazione nell’arco della vigenza dell’Accordo di Partenariato Speciale;
- il vantaggio economico per il Comune espresso come canone fisso garantito che a partire dal quarto anno sarà incrementato di una percentuale almeno pari alla percentuale di aumento del fatturato derivante dagli introiti di biglietteria.
Tutto questo in 30 giorni, ad agosto.
Non c'è davvero il tempo materiale per sviluppare conteggi per 10 anni, senza tenere conto  delle guerre,  dell'istat, del pil.  Nessuno potrà mai arrivare in  tempo a predisporre e presentate un progetto reale, così dettagliato, che possa essere migliore di quello  gia presentato, studiato, approfondito, costruito su misura in mesi di incontri al comune, dietro raccomandazioni politiche e pressioni di stampa. CI vorrebbe una bella  interrogazione comunale chiedendo conto e ragione.  Insomma Il fortunato Cassì  ha dimenticato tutto. La sua correttezza tanto decantata dove è andata a finire?
Ma torniamo al Castello ci si lamenta che c'è troppa confusione. Si fanno più spettacoli ed eventi in contemporanea ed invece di impegnarsi ad alzare il livello di un sito inserito tra le "Case della Memoria" cosa si fa? Si vuole dare tutto al privato che potrà snaturare il luogo. Nel bando, a parte il canone richiesto, che poi sappiamo tutti come va a finire ed abbiamo tanti esempi di canoni comunali dimenticati o trasformati, non si mettono limiti alle attività. Per lucrare, perchè il privato deve lucrare e non è un reato, si farà di tutto nel castello. Già è un casotto indescrivibile. Quindi ristorante, pub, cacioteca, film, manifestazioni popolari, musei, spettacoli nelle stanze, balletti (speriamo non rosa) tutto dentro e nello stesso momento è importante incassare. Secondo me invece si doveva fare tuttaltra cosa e lo speigheremo al sindaco anche se siamo certi che non riusciremo a scardinare questa manovra "manovrata". A meno che non ci sia qualche magistrato che voglia fare chiarezza.  Ecco perchè siamo già alla seconda puntata

 


Appuntamento per domenica a Pozzallo

Appuntamento per domenica a Pozzallo

Un altro grande evento per la rassegna Marefestival promossa dal Comune di Pozzallo con il sostegno dell’Ars, del Libero consorzio comunale e dell’Autorità di sistema portuale del mare di Sicilia orientale, oltre che con l’organizzazione della Marcello Cannizzo Agency. Domenica 18 agosto, sempre alle 21,30 e sempre in piazza delle Rimembranze, arriva l’iconica Nathalie Aarts, la cantante dei The Soundlovers, un vero e proprio riferimento evergreen della dance music europea e internazionale, amatissima da tutte le generazioni. Nathalie Aarts, molto popolare negli anni Novanta e Duemila, grazie ai numerosi successi registrati con i The Soundlovers, ha sfornato numerosi brani di cassetta anche negli ultimi anni insieme a Kim Lukas, altra grande star del movimento eurodance. Il suo cavallo di battaglia è il brano Surrender. Dice Aarts: “Non ho nemmeno più bisogno di cantarla, fa tutto il pubblico”. “Sarà un’altra grande serata – afferma il sindaco Roberto Ammatuna – con un altro personaggio molto celebre e che, di fatto, è destinato a richiamare varie fasce di età di appassionati della musica dance. Pozzallo è pronta ad accoglierli e a fare trascorrere loro dei momenti appassionanti”. Il vicesindaco Raffaele Monte aggiunge: “Si annuncia un altro concerto speciale, ricco di emozioni, con la nostra cittadina che vuole, ancora una volta, stupire per accoglienza e cordialità. Ce la metteremo tutta, come sempre, per non deludere chi verrà a trovarci”.


Ci serve la Cam Com del Sud Est

Ci serve la Cam Com del Sud Est

L'intervista fatta dal direttore di Teleiblea ad Intrieri AD di Aeroitlia come abbiamo detto continua a dare frutti positivi per lo scalo aeroportuale di Comiso.
Registriamo l'intervento di ConfCommercio che, a dire la verità da anni esprime i vertici della Sac e quindi della Soaco. Forse da quelle parti si stanno svegliando in vista di un cambio della guardia. Politica permettendo!!
Dice Manenti di  Confcommercio di Ragusa che interviene alla luce delle recenti dichiarazioni dell'amministratore delegato di Aeroitalia Gaetano Intrieri, dichiarazioni che gettano luce su una questione delicata  come le estensioni (la chiusura in ritardo dello scalo aeroportualeeroporto di Comiso che comporta l’addebito di costi alle compagnie), ma al tempo stesso fondamentale per il futuro dello scalo ibleo. “Le parole del dirigente della compagnia aerea – chiarisce il presidente provinciale Confcommercio
Ragusa, Gianluca Manenti, a nome dell’intero sistema territoriale – non solo
riconoscono la complessità della situazione, ma ammettono la verità su quanto accade
realmente, contrastando le numerose affrettate opinioni e le polemiche alimentate. In
questo contesto, è evidente che nessuno meglio di una compagnia aerea, che opera
direttamente sul campo, può comprendere appieno le sfide e le dinamiche di una
gestione aeroportuale. Le aziende del settore sono in prima linea, vivendo
quotidianamente le difficoltà e le opportunità che uno scalo come quello di Comiso
può offrire. Al contrario, chi fomenta disinformazione, allusioni e complotti agisce
spesso per secondi fini, creando confusione e false aspettative che non giovano né al
territorio né al sistema”. L'amministratore delegato sottolinea come la risoluzione dei
problemi, anche quando difficili e complessi, passi attraverso una sinergica
collaborazione tra la politica, le istituzioni, con i Comuni dell’area di pertinenza in
testa e non alla finestra, con la Camera del Sud Est che deve tornare immediatamente
alla sua naturale governance in rappresentanza delle imprese, con i corpi intermedi,
tutti riconosciuti come soggetti legittimati a intervenire in modo efficace e
responsabile. “Questi attori, radicati nei territori e di essi rappresentanti – ancora
Manenti – devono rinnovare la capacità di elaborare soluzioni sostenibili, anche in un
contesto complesso come quello di Comiso e Catania”. “Solo affrontando le difficoltà
con integrità e chiarezza – conclude Manenti – anche con un confronto serrato con
movimenti spontanei che ne possano supportare l'azione, si può sperare in un futuro
più solido e positivo, sia per l'aeroporto di Comiso che per le comunità che lo circondano”.


Trasporto merci è in crisi per mancanza di autisti”. 

Trasporto merci è in crisi per mancanza di autisti”. 

Purtroppo il tempo ci ha dato ragione e, come già  da noi previsto un anno fa, in Italia il trasporto merci è in crisi per mancanza di autisti”.

Così Marco Piccitto, presidente dell’Ami- Autonomia Moderata Iblea che aggiunge: “già a settembre 2023 avevamo sollevato il problema e avanzato una serie di proposte per risolverlo, ma né sindaci né governo nazionale e regionale ci hanno ascoltato e ora siamo davanti all’inevitabile: in Italia mancano almeno 22mila camionisti”.

L’allarme è stato ora rilanciato, a livello nazionale, anche dalla Cgia di Mestre che afferma come trovare autisti da mettere alla guida di un Tir sia diventata un'impresa quasi proibitiva. Stress, impegno fisico e orario di lavoro che si distribuisce lungo la gran parte della giornata, per la Cgia, hanno reso questa professione meno attrattiva di un tempo. Non solo, permane ancora una forte barriera all'ingresso; per mettersi alla guida di un Tir è necessario, per legge, conseguire la patente di guida professionale (Cqc) che ha un costo di migliaia e migliaia di euro che scoraggia, in particolare i giovani, a intraprendere questo mestiere.

“Visto che la situazione non ha fatto che aggravarsi- aggiunge Piccitto- avanziamo anche un’altra proposta, oltre a quelle già elencate a settembre dello scorso anno: eliminare il ritiro della patente a chi effettua più ore di guida di quelle previste dalla legge. So per certo che si tratta di una anomalia tutta italiana, dato che (ad esempio) in Francia e in Spagna questa misura non è prevista. Piuttosto sarebbe necessario prevedere un verbale, da elevare alla ditta e non all’autista, il cui costo aumenta in base al numero delle ore svolte in eccesso. Siamo già sotto di 22mila autisti, se ai pochi rimasti togliamo la possibilità di lavorare non facciamo che accelerare questa implosione”.

Secondo Piccitto, infatti, se un autista effettua più ore del dovuto nella quasi totalità dei casi la responsabilità è da attribuire all’azienda per la quale lavora e a quella che destinataria della merce. “Se l’azienda che richiede gli articoli si trova a Torino non può pretendere di ricevere i prodotti, partiti da Vittoria, prima di 48 ore. Tante ne servono tenendo conto delle ore di guida e di quelle, obbligatorie, di riposo. Ovviamente non siamo per il ‘liberi tutti’. La patente va tolta assolutamente nei casi in cui l’autista viene trovato alla guida dopo aver consumato alcool o droga o se ha violato i limiti di velocità. In Francia sono molto severi, ad esempio, proprio sulla questione velocità che viene controllata e sanzionata anche retroattivamente, dato che la tecnologia consente alle forze dell’ordine di verificare anche lo storico del camion, con dei sistemi che registrano l’intera vita del mezzo”.

Per quanto riguarda la ricerca di nuove leve, poi, l’Ami ricorda quanto proposto già lo scorso settembre: “dobbiamo incentivare le persone a valutare anche questo lavoro. Un lavoro duro, pericoloso e non adeguatamente remunerato, se si tiene conto dei rischi. Anche qui nessuna proposta assurda, basta copiare quanto avviene in Inghilterra: parte dello stipendio lo paga l’azienda e un’altra parte (esattamente la stessa cifra) lo Stato. In questo modo lo stipendio degli autisti viene raddoppiato. In Italia, invece, si pensa a tamponare il problema valutando di portare l’età pensionabile a 70 anni!”.

Per incentivare l’acquisizione delle patenti, molto costose, Piccitto torna a proporre alle Amministrazioni Comunali di sostenere i costi per il conseguimento della patente idonea. “In questo senso avevamo già trovato un accordo con le scuole guida dislocate sul territorio provinciale, le quali si erano dette pronte a farsi carico della metà dei costi se i comuni si fossero impegnati a corrispondere il restante 50%. Un appello che però è rimasto ancora una volta inascoltato”.


Altro che ciclabile!!!

Altro che ciclabile!!!

Dopo il Castello di Donnafugata diventato un enorme pub all'aperto, dopo Ibla che,  invece, è troppo tranquilla a causa del calo notevole dei turisti, arriva la lamentela su Marina di Ragusa. Povero sindaco! Non vogliono fargli passare le vacanze in pace. A meno che non decida di fregarsene!  Ma questa lamentela che arriva dal PD è sacrosanta. La colpa è degli incivili e su questo non c'è dubbio ma l'amministrazione ha il dovere di intervenire e i mezzi per farlo.
“Il lungomare Bisani, dal porto turistico di Marina di Ragusa fino a Punta di Mola, è diventato una pista di decollo: motociclisti che sfrecciano a velocità impensabili per un’area urbana, anche superando i 100 km orari, talvolta pure su una sola ruota. I residenti della zona rischiano di rimanere vittime di qualche incidente”. Lo denuncia il consigliere comunale del Partito Democratico, Peppe Calabrese, che aggiunge: “Già durante l’ultima seduta del civico consesso, prima della pausa estiva, avevo denunciato il verificarsi di questi preoccupanti episodi che rappresentano un serio pericolo per la “sicurezza del pedone”, quell’impegno prioritario che il sindaco Cassì aveva fissato in campagna elettorale per il suo secondo mandato e che, evidentemente, è una priorità solo a singhiozzo. Dopo la mia segnalazione in Consiglio comunale, infatti, nulla si è mosso, mentre è chiaro che sul lungomare Bisani vanno installati autovelox permanenti o passaggi pedonali rialzati”.
“A proposito di passaggi pedonali – continua il consigliere dem – chi si occupa di viabilità si è assicurato che il lungomare fosse dotato di strisce pedonali, ma al Comune devono aver terminato la vernice visto che gli attraversamenti sono stati realizzati solo fino a via Matteo Ricci. Forse oltre quell’incrocio la strada non è di competenza del Comune di Ragusa? O ci abitano cittadini di serie B?”.
“Invitiamo il sindaco e il resto dell’amministrazione a dare seguito agli impegni presi in campagna elettorale – conclude Calabrese – che la sicurezza del pedone non rimanga solo la battuta originale da dire nei confronti pubblici né si esaurisca con gli attraversamenti pedonali rialzati come quelli in via Cartia. Su questo tema il sindaco ascolti anche l’opposizione”


Aeroitalia, variazioni operative per l’Aeroporto di Comiso

Aeroitalia, variazioni operative per l’Aeroporto di Comiso

Alla fine qualche risultato arriva. In questi ultimi giorni si è tanto parlato di Aeroitalia che ha mostrato delle difficoltà, abbastanza normali per una compagnia aerea, ma che a Comiso, dove già si è in crisi perenne, sono sembrate delle azioni predeterminate. Abbiamo anche fatto una lunga intervista con l'AD della compagnia che comunque ci aveva preannunciato dei cambiamenti in positivo. Oggi arriva questo comunicato da parte della compagnia che  conferma il progetto di sviluppo che vede Comiso come aeroporto strategico dove fino ad ora ha sviluppato  un buon traffico.  Ecco il testo
Aeroitalia annuncia che, a partire dal 27 agosto p.v, i voli saranno operati con Boeing 737-800 da 189 posti.
Questo cambiamento comporterà alcune variazioni degli orari attuali, ma le rotte e le frequenze verso Roma
Fiumicino, Milano Bergamo, Bologna e Pisa rimarranno invariate.
Inoltre, Aeroitalia informa che i voli diretti a Linate saranno sostituiti con due nuovi collegamenti verso
l’Aeroporto di Bergamo e che quelli verso Roma Fiumicino vedranno invece un aumento delle frequenze fino
a sei giorni a settimana.
La conclusione del comunicato conferma quanto detto in precedenza.  Aeroitalia, infatti, riconosce l'importanza dell’Aeroporto di Comiso, sia per il ruolo strategico che ricopre sia per il forte legame con la popolazione locale.
E' chiaro che ci aspettiamo ora questo maggiore impegno e il territorio non mancherà di rispondere positivamente