Tutti d'accordo ma....
Tutti d'accordo ma....
La dichiarazione scritta del dott. Giovanni Noto, in qualità di presidente dei medici del pronto soccorso, in difesa di quei professionisti che ogni giorno mettono la loro faccia al servizio dell'utente pur consapevoli delle condizioni disperate in cui si opera, ha scatenato un putiferio. Sappiamo che a Palermo, i responsabili della sanità regionale che si erano meravigliati della "cartonata" di Patti, si sono invece ritrovati un pantano di sabbie mobili, inchiodati nelle loro responsabilità di base. Come si può accusare il medico di Patti se la Regione non gli da i presidi giusti e il personale adeguato di numero oltre che idoneo nella preparazione. La nostra paura è che, alla fine, la confusione venga messa a tacere per poter continuare allegramente ad avvicinarsi ai privati e gridare contro coloro che hanno osato parlare. Sappiamo che Giovanni Noto ha le spalle larghe, gode di una stima incontestabile e il tentativo di metterlo a tacere o di escluderlo dalle stanze dei bottoni dove si potrebbe fare qualcosa di buono per i pronto soccorso, è un crimine contro la salute pubblica regionale. Oggi il dott. Noto incassa, il consenso e la solidarietà del Comitato Civico Articolo 32 " Conosciamo, e apprezziamo, dice il dr. Rosario Gugliotta presidente dell'associazione . con quale spirito il Dr. Noto e tutto il personale del pronto soccorso di Ragusa svolgono il loro lavoro. Fin dai nostri primi comunicati di pesante critica, rispetto alla gestione dell’Asp, abbiamo ribadito la piena solidarietà al personale sanitario e parasanitario costretto giornalmente a pesanti condizioni di lavoro. Le nostre dettagliate denunce riguardanti anche le condizioni nei diversi pronto soccorso della provincia riguardano sempre coloro che dietro le scrivanie decidono le risorse finanziarie e ignorano le più elementari misure di accoglienza e assistenza prima dell’ingresso nei reparti. L’episodio del pronto soccorso di Patti non ci stupisce affatto. L'insufficienza di posti a sedere , di barelle , in alcuni casi anche lenzuola e perfino di coperte in pieno inverno certamente sono motivo di esasperazione dell’utenza. In queste condizioni l’insufficienza di medici e personale sanitario si riverbera sui tempi di attesa e provoca episodi di nervosismo e intolleranza. Vogliamo fare un appello : Soltanto l’alleanza e la pressione congiunta , tra personale sanitario e utenti-pazienti può suscitare una inversione di tendenza . Insomma un movimento di opinione da costringere le forze politiche, che in ogni regione gestiscono risorse e nominano i vertici, ad applicare i principi della difesa della salute e dignità delle persone sanciti dalla Costituzione. E’ un percorso non facile : la prima tappa sarà impedire la pericolosa autonomia differenziata. Con le firme prima e poi con il voto referendario chi governa dovrà rispettare la volontà popolare.
H 24 per i bisogni fisiologici!
H 24 per i bisogni fisiologici!
La questione dei bagni pubblici ha assillato tutte le amministrazioni perchè è difficile coniugare l'esigenza fisiologica del fruitore con gli orari sindacali e quindi ogni tot mesi spunta la polemica della guida o del turista che si lamenta della mancanza di questo servizio essenziale. Da venerdì scorso, 2 agosto, i bagni pubblici di piazza Torre e via Caboto a Marina, di via Pietro Novelli e di Piazza Repubblica a Ibla, di Piazza San Giovanni a Ragusa Centro, sono dotati di un nuovo sistema di apertura automatizzata, che consente di ampliare notevolmente gli orari di accessibilità a vantaggio dei ragusani e dei turisti. Già da questo weekend, infatti, i bagni di Ibla e di Marina sono stati fruibili 24 ore su 24, mentre quello di Piazza San Giovanni ha un orario sperimentale 09.00-21.00, che sarà ampliato in base alle esigenze. Il costo del servizio è di appena 50 centesimi, che da una parte permette l’accesso al pubblico e dall’altra assicura il servizio di pulizia e costante manutenzione dei bagni e della relativa videosorveglianza”. Probabilmente, socialmente parlando, avere delle persone che lavorano nei bagli pubblici è un modo per dare qualche minima risposta occupazionale soprattutto se ci si trova in luoghi turistici molto frequentati ma spesso per levarsi dai guai burocratici in molti comuni è stato scelto di passare alla tecnologia. In molte realtà in aiuto delle amministrazioni da tempo è arrivata la tecnologia più avanzata poichè è possibile acquistare dei bagli pubblici, bell'e pronti , automatizzati che a ogni utilizzo si puliscono da soli igienizzando tutto l'impianto. Naturalmente c'è un costo inziale ma a conti fatti ci sono dei risultati apprezzabili. L'impianto si può posizionare ovunque, funziona h 24 e se non ci sono vandali risolve il problema una volta per tutte.
Dite "addio" a Donnafugata.
Dite "addio" a Donnafugata.
Sono sempre stato molto legato a Donnafugata fin da quando, ma nessuno se lo ricorda, nel 1983 abbiamo inventato gli spettacoli al Castello. Faccio nomi e cognomi. L'idea venne in seguito ad una richiesta del preside Garofalo, allora presidente dell'EPT che chiese, a me e al collega Antonio Recca, dove si sarebbe potuto fare uno spettacolo di musica classica con un'orchestra dell'Est. Ci pensammo un po' e poi lanciammo l'idea: al Castello di Donnafugata ai piedi della scalinata delle sfingi. Ma non c'era niente! Comprammo 10 metri quadrati di moquette, prendemmo 4 grandi fari smontandoli dallo studio di Teleiblea e affittammo un paio di centinaio di sedie. Fu un successo strepitoso. Nacque subito dopo l'associazione Incontri Iblei che fino al 2010 e quindi per circa 30 anni ha organizzato delle vere e proprie stagioni liriche e manifestazioni con artisti del calibro del maestro del flauto Severino Gazzelloni o dell'immenso tenore Giuseppe Distefano. Poi i sindaci incominciarono ad avere difficoltà economiche e preferirono investire in spettacoli di massa piuttosto che in cultura. E Donnafugata divenne preda di ogni tipo di artisti e teatranti. Ci abbiamo fatto il callo. Ma ora è troppo!. Luky Cassi', il sindaco più fortunato d'Italia, ha deciso di alienarlo, ma non vendendolo, che ci si potrebbe fare un po' di cassa, ma attraverso accordi dei quali solo pensando male è possibile trovare giustificazioni. Guardate cosa sta succedendo. Il 30 luglio un gruppo economico, presentato come associazioni non profit invia una proposta per l'utilizzo del Castello in modo privato, seppur sotto l'egida del Comune. Considerando le lungaggine burocratiche negli enti pubblici ci si aspettava che ci volessero molte settimane, se non mesi, prima che qualcuno se ne accorgesse. Invece " più veloce della luce" la giunta Cassì, il primo agosto, cioè neanche 24 ore dopo approva il progetto e per "faccia lavata" fa un bando per chiedere se qualcuno possa avere un'idea migliore. Naturalmente la cosa era stata "impupiata" da tempo. Ci sono società coinvolte, come la Logos di Comiso, che oggi ha lasciato il suo spazi nella formazione e va a pescare dall'assistenza domiciliare alla gestione di beni culturali insieme all'associazione catanese Civitas che, però, ha un certo curriculum nel settore. Si tratta di qualcosa di legale perchè fa riferimento al partenariato tra enti e privati ma chi si sarebbe mai potuto immaginare che il Comune potesse fare a meno del castello? Le male lingue parlano di un obbligo parentale per Cassì e, come diceva Andreotti, non sarebbe peccato fare un po' di ricerche. Comunque spero fortemente che qualcuno si possa proporre altrimenti sarà proprio Incontri Iblei ed il suo curriculum quarantennale incentrato soprattutto sul Castello, a partecipare al bando in collaborazione con la ProLoco e Teleiblea. Un bel gruppo non c'è dubbio.
Noi guardiani della sanità. Ma fino a quando?
Noi guardiani della sanità. Ma fino a quando?
Il comunicato che pubblichiamo è firmato dal dott. Giovanni Noto primario del Pronto Soccorso di Ragusa e Presidente SIMEU Sezione Sicilia cioè dell'associazione che riunisce i medici della medicina d'urgenza. Il caso che ha costretto il Simeu a scender in campo è quello dell'Ospedale di Patti dove, e ne hanno parlato in tutta Italia ed oltre, per bloccare una gamba fratturata si è dovuto usare il cartone d'imballaggio ed il nastro adesivo a causa della mancanza degli idonei presidi ospedalieri. Ha fatto scalpore, anche troppo, e sembra strano che di fronte a situazioni assolutamente più drammatiche e persistenti l'opinione pubblica si attacchi a questo episodio.
Dunque ecco l'intervento del sindacato che lancia accuse ben più pesanti ai vertici della sanità regionale nella speranza che accada qualcosa.
Tra Primari che fanno notti, Dirigenti che non vanno in ferie rinunciando anche ai riposi, tra operatori
dell’emergenza-urgenza stremati da turni sempre più pesanti ed utenti che affollando le nostre sale d’attesa
richiedono continuamente aiuto, a fare notizia è un tutore di cartone confezionato da personale che pur di
fornire un servizio improvvisa una medicazione che farebbe (fa!) scandalo se non fosse che è lo specchio di
una sanità siciliana (italiana?) che fa acqua da tutte le parti; e con l’acqua il cartone si è sciolto.
Con chi prendersela? Con chi è in prima linea. Con chi fa di tutto pur di non chiudere. Con chi difende il Servizio
Sanitario Nazionale rinunciando a tanto pur di garantire ciò che altri dovrebbero.
E così nei TG, subito dopo le notizie delle varie guerre e vittorie alle Olimpiadi passa la notizia di una “gamba
ingessata col cartone”. E dei colpevoli che saranno rimossi.
Bene. Va tutto bene. E ce la faremo.
Così come ce l’ha fatta l’utente che reinventandosi reporter e denunziando la vicenda sui social ha ottenuto
l’obiettivo di alzare il (giusto) polverone su una notizia che ormai è una “routinaria emergenza”: la Sanità
Pubblica sta morendo. E non certo per colpa di chi confeziona stecche di cartone. Anzi. È proprio grazie a loro
che il giornalista facebookiano (così come ogni utente che accede nei nostri Dipartimenti d’Emergenza) ha
comunque potuto avere un’assistenza alla problematica del suo congiunto.
E ce l’ha fatta anche chi, invece di chiedersi quali siano le reali necessità del personale che tra mille difficoltà
opera nei Pronto Soccorso della Sicilia, ha risolto un problema: ha attivato la caccia alle lepri! Ma succede che
invece di sparare alla preda si colpisca il cane.
Noi cani siamo stanchi. Di fare da guardia ad un sistema sanitario in caduta libera. Di abbaiare richieste d’aiuto
che non vengono ascoltate dai nostri rappresentanti istituzionali. E di drizzare le orecchie alle finte
dichiarazioni di solidarietà dei politici di turno o peggio al j’accuse bipartisan che in vicende come questa è
solidale nell’indicarci come i colpevoli.
Alla responsabile del PS di Patti, al Coordinatore, a tutto il Personale (Medici, Infermieri, OSS e Ausiliari) il
sostegno della SIMEU Sicilia per aver dato risposta alle domande di aiuto degli utenti; ed un ringraziamento
altresì a tutti i professionisti dell’Emergenza-Urgenza che nella nostra isola tra mille fatiche, rinunce personali
e facendo da parafulmine a tutte quelle “scariche” di disapprovazione che da più parti stanno piovendo sulla
nostra categoria, manterranno comunque standard adeguati alle richieste di salute della popolazione.
Chi deve pagare veramente? Noi un’idea ce l’abbiamo. Ma vi spoileriamo il finale: tra qualche anno
pagheremo tutti. E la pagheremo cara. Ben più cara della prestazione privata offerta successivamente
all’utente. E quel cartone ce lo sogneremo.
Mi viene da ridere!
Mi viene da ridere!
Vi chiederete perchè? Leggo una notizia che arriva da Lamezia Terme dove, a quanto è riportato da diversi giornali calabresi, la Ryanair nei prossimi mesi sarà impegnata a costruire in quell'aeroporto due hangar per la manutenzione degli aerei. la Seas, che fa questo servizio per la compagnia irlandese, selezionerà 60 giovani tra tecnici e meccanici che saranno formati a Bergamo. L'articolo si conclude con le parole del presidente della regione che dice: Sono contento che tutto questo lavoro si faccia per Ryanair che guardava alla Calabria con un certo distacco fino a qualche tempo fa oggi invece sta investendo molto"
A voi non fa ridere? Pensate che all'interno dell'area aeroportuale comisana ci sono praterie intere dove si sarebbero potuto costruire non uno ma 100 hangar e chi ha avuto l'ardire di chiedere dello spazio in concessione è stato preso in giro. In compenso, ma qui non c'è da ridere, in quell'aria si allestirà un rifugio per cani randagi. Encomiabile ma... E poi la storia di Ryanair che guardava con distacco la Calabria. Sappiamo tutti che, al di la dei giri di parole, gli Irlandesi conoscono solo gli Euro e dove c'è la possibilità di moltiplicarli si buttano a capofitto. Naturalmente escluso che a Comiso. Perchè? Perchè li hanno trovato qualcuno più vorace! La società di gestione catanese infatti persegue l'unico obiettivo di far crescere i suoi passeggeri senza curarsi di offrire servizi adeguati. Non lo diciamo noi ma autorevoli giornali che non smettono di criticare lo scalo nonostante i soliti toni trionfalistici del team guidato da Torrisi. Arriveremo a 10, 12, 15, 17, 21 milioni di passeggeri. Non sappiamo come! Ma non interessa visto che Fontanarossa è l'unico aeroporto del Sud Est e se vuoi volare devi venire qui! E i bocconi amari per Comiso non finiscono qui! L'altra notizia è che è stata aggiudicata da Rfi la gara per la progettazione esecutiva e la realizzazione della nuova fermata “Vincenzo Florio” al servizio dell’aeroporto Trapani Birgi, alla Ricciardello Costruzioni spa. Il progetto, finanziato con fondi PNRR, permetterà di avere un collegamento diretto tra l’aeroporto di Trapani – Birgi “Vincenzo Florio” e la rete RFI promuovendo, in un’ottica di mobilità sostenibile, l’intermodalità ferro–aria mediante la realizzazione di un punto di interscambio lungo la tratta ferroviaria Trapani-Marsala, sulla linea Palermo-Trapani via Castelvetrano. A Comiso invece dei fondi PNRR ci saranno i fondi PRRRRR che notoriamente vuol dire " pernacchia" Si perchè a Trapani il progetto per la ferrovia lo hanno fatto in tempo e quindi sono riusciti a farlo finanziare. A Comiso stavano smantellando anche la stazione e comunque un progetto di collegamento è venuto fuori solo da poco e verrà inserito nella progettazione del prossimo decennio. E secondo voi questo non fa ridere!!
Tg del 2 agosto
Tg del 2 agosto
Nell'Indice: la ferrovia per Birgi. A Comiso non ci avevano pensato? I fondi ex insicem dopo 20 anni per la zona artigianale di Ispica. Intervista a Leontini. Palazzi e musei comunali: un bando aperto a chi vuole gestirli anche di notte. La polemica per l'acqua a Pozzallo. Il sindaco Ammatuna l'estate pozzallese. la movida senza forze dell'ordine. Presentata la festa di sa Giovanni a Ragusa
Se ne accorge ora Schifani
Se ne accorge ora Schifani
Una Commissione tecnica di valutazione per conoscere il reale stato di efficienza e di operatività delle aree di emergenza e urgenza di ciascun presidio ospedaliero delle Aziende e degli enti del Servizio sanitario regionale. È la precisa indicazione che il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha dato oggi all’assessore regionale alla Salute, Giovanna Volo, e in particolare al dirigente del dipartimento di Pianificazione strategica, Salvatore Iacolino, affinché venga costituita e attivata nel più breve tempo possibile.
Le associazioni sulla crisi idrica. Ma la Camera di Commercio del SudEst?
Le associazioni sulla crisi idrica. Ma la Camera di Commercio del SudEst?
E' giusto che i vertici delle principali associazioni di categoria, in rappresentanza degli esercizi commerciali e del settore turistico, decidano di fare azione comune per la questione idrica. Noi però ci permettiamo di ricordare a Manenti e Messina che da troppo tempo non funziona la Camera di Commercio del Sud Est che proprio per la sua natura che spazia da commercio ad agricoltura avrebbe potuto dire la sua in questi momenti. Manenti e Messina dovrebbero essere i più preoccupati per questo blocco voluto dal commissario Belcuore che limita ogni azione di supporto ai settori in difficoltà. Ci chiediamo invece perchè nessuno di loro parla. Forse fanno parte del gioco!! Comunque ecco il loro comunicato congiunto sulla crisi idrica con vari suggerimenti.
I presidenti regionali di Confcommercio e Confesercenti Sicilia, rispettivamente Gianluca Manenti e Vittorio Messina, hanno inviato una nota al governatore Renato Schifani per rappresentare la pesante preoccupazione che investe gli associati con riferimento alla grave emergenza idrica che sta colpendo l’isola. “La crisi idrica attuale – scrivono Manenti e Messina nel documento trasmesso al presidente della Regione – rappresenta una minaccia concreta e immediata non solo per l'ambiente, ma anche per la qualità della vita dei cittadini, l'agricoltura, il turismo e per l'intero tessuto economico della regione. In particolare, vorremmo richiamare l’attenzione del governatore sulle gravi conseguenze che questa emergenza sta avendo e potrebbe ulteriormente avere sui settori del commercio e del turismo, pilastri fondamentali dell'economia siciliana. Questo impatto si riflette anche su tutto l'indotto turistico, compresi ristoranti, negozi e servizi locali. La scarsità d'acqua può provocare danni irreparabili agli ecosistemi naturali, compromettendo la bellezza e la fruibilità di parchi, riserve naturali e aree protette, attrazioni fondamentali per il turismo”.
Quindi, le richieste. Alla luce di questa emergenza, Confcommercio e Confesercenti chiedono al presidente della Regione di adottare con urgenza un piano straordinario per fronteggiare la crisi idrica, articolato nei seguenti punti:
- Ristrutturazione della rete idrica: molte delle infrastrutture idriche della Sicilia sono obsolete e soggette a perdite significative. È fondamentale intervenire immediatamente per rinnovare e modernizzare queste infrastrutture, provvedere alla puntuale e corretta manutenzione di dighe, laghi, etc.
- Promozione del risparmio idrico: lanciare campagne di sensibilizzazione rivolte ai cittadini e alle aziende sull'importanza del risparmio idrico, incentivando pratiche sostenibili come l'uso di tecnologie a basso consumo e la raccolta delle acque piovane.
- Investimenti in tecnologie di desalinizzazione e riciclaggio delle acque: considerare l'implementazione di impianti di desalinizzazione e sistemi di riciclaggio delle acque reflue per incrementare la disponibilità di risorse idriche.
- Supporto all'agricoltura e al turismo: fornire sostegno finanziario e tecnico agli agricoltori per l'adozione di sistemi di irrigazione efficienti e meno idroesigenti, oltre a soluzioni innovative come l'irrigazione a goccia. Analogamente, sostenere le strutture turistiche con incentivi per migliorare la gestione delle risorse idriche.
- Collaborazione con enti locali e nazionali: coordinare un piano con i Comuni, le Province e il governo centrale per garantire un approccio integrato e sinergico nella gestione delle risorse idriche.
- Monitoraggio e gestione delle risorse idriche: potenziare i sistemi di monitoraggio delle riserve idriche e implementare una gestione centralizzata ed efficiente delle risorse disponibili.
“Siamo convinti che, con un'azione decisa e concertata – concludono Manenti e Messina – sia possibile superare questa crisi e garantire un futuro sostenibile per la nostra regione. Confidiamo nella sensibilità del presidente della Regione e nella sua capacità di intervento per risolvere questa grave emergenza”.
Tg del 1 agosto
Tg del 1 agosto
Nell'Indice: L'osservatorio del turismo a Ragusa. I dubbi di Mauro. Lombardo parla dei dissalatori in Sicilia. Il costo dell'acqua. La festa di san Giovanni presentata in conferenza stampa. Le lamentele a Marina. Le piste ciclabili troppo veloci. La solita storia dell'aeroporto. Il protocollo per il canile Tra comune di Comiso e Provincia.
Analisi impietosa sui carburanti. Il diesel è preferito
Analisi impietosa sui carburanti. Il diesel è preferito
Continental ha realizzato anche quest’anno l’Osservatorio sui macro-trend del mercato dei veicoli pesanti per il trasporto di merci e persone, giunto alla sua quarta edizione. Lo studio fotografa lo stato del settore nelle province italiane nel 2023, dopo un 2022 caratterizzato da un rallentamento seguito alla ripresa post Covid-19, e prova a tracciare la direzione verso la quale questo comparto si sta dirigendo attraverso l’analisi dei dati sulle immatricolazioni, i tipi di alimentazione, l’anzianità e la categoria euro del parco circolante[1].
Il trasporto merci oltre le 16t nel 2023 in Italia ha registrato 22.999 nuove immatricolazioni, con un aumento del 6,9% rispetto al 2022. Con una crescita del 12,3%, superiore alla media nazionale, e diverse flotte di medie dimensioni, la Sicilia immatricola 1.208 nuove targhe. Ragusa registra esattamente lo stesso numero di targhe rispetto al 2022: 182 unità. Il mercato italiano degli autobus, indipendentemente dalla capienza, registra un +45,8% con 5.434 immatricolazioni tra trasporto pubblico locale, regionale, nazionale e noleggio da rimessa. La Sicilia mostra una crescita del 132,3% pari a 223 nuovi bus. Meno dinamico il mercato nella provincia di Ragusa che immatricola una sola nuova targa (rispetto alle 3 dell’anno precedente). La situazione italiana per alimentazione del parco merci circolante nel 2023 (relativa agli autocarri di ogni peso totale a terra) rimane quasi invariata rispetto al 2022: il gasolio continua ad essere predominante (90,3%) seguito da benzina e metano (a 4,5% e 2,1%). Timidissima crescita per le alimentazioni alternative: i veicoli a GPL segnano un +1,5% contro l’1,4% del 2022, così come gli elettrici (0,4% contro lo 0,3%); crescita più sostenuta per gli ibridi (0,5% se con motore termico a gasolio e 0,6% a benzina). In Sicilia la trazione ibrida cresce di 0,2 punti percentuali e si attesta a 0,5% mentre l’elettrico rimane pressoché stabile a 0,1%. Anche le altre alimentazioni non subiscono grosse variazioni: il gasolio scende da 93% a 92,9%, la benzina da 5,2% a 5,1% mentre il metano rimane fermo a 0,6%.A Ragusa la situazione è in stallo rispetto al 2022: il gasolio scende da 95,1% a 94,9%, la benzina da 2,9% a 2,7% mentre l’ibrido sale da 0,3% a 0,5%. L’elettrico è stabile a 0,1% e il metano a 0,8%. Il parco autobus nazionale (di tutte le dimensioni) vede una lenta transizione verso le alimentazioni alternative, dovuta essenzialmente ai cambiamenti in atto nelle flotte di TPL urbano e interurbano a breve raggio: la maggioranza del circolante rimane a gasolio (91,1%), il metano è al 6,1% e le quote di elettrico e ibrido diesel raggiungono il 2,2% (rispettivamente 1,3% e 0,9%).In Sicilia le alimentazioni alternative crescono: l’elettrico da 0,8% passa a 1,2% e l’ibrido da 0 a 0,3%. Il gasolio cala da 25,5% a 25%, il metano da 3,2% a 3,1%. La benzina rimane a 0,4%. A Ragusa il parco è rappresentato da gasolio (94,9%), metano (4,7%) e benzina (0,4%).
Nel comparto degli autocarri per trasporto merci nel 2023 prevalgono a livello nazionale gli Euro 4, 5 e 6 che, insieme, raggiungono il 55,5% del totale. I dati di Euro 0, 1, 2 e 3 (pari al 44% complessivo) necessiterebbero di analisi approfondite in quanto potrebbero essere viziati da iscrizioni al PRA di veicoli non più circolanti.
Tra le regioni meno virtuose per parco inquinante, in Sicilia il 63,4% degli autocarri appartiene ancora alle classi Euro dalla 0 alla 3. I soli Euro 0 sfiorano il 26%.
Ragusa vanta il parco merci più “ecologico”: il totale delle classi ambientali meno inquinanti supera il 39%. Purtroppo però la maggioranza dei mezzi in circolazione appartiene ancora alle categorie Euro 0/3 e i soli Euro 0 sono il 24,2%. In Italia, la percentuale di autobus Euro 4, 5 e 6 rappresenta il 59,3% del parco. Anche in questo caso la quota degli Euro 0 e 1 potrebbe non riflettere puntualmente i bus realmente in circolazione, mentre i veicoli Euro 2 ed Euro 3 passano al 39,9% sul totale.
In Sicilia il parco è datato e il 56,3% del totale appartiene alle categorie meno ecologiche.
Peggiora la situazione nella provincia di Ragusa dove la quota di inquinanti sale a 65,5%.
Anzianità: a Ragusa il 46,5% degli autobus ha più di vent’anni
L’età degli autocarri in circolazione in Italia rispecchia a grandi linee la loro classe ecologica; la percentuale di veicoli con meno di un anno aumenta dal 3,6% al 4,4% ma allo stesso tempo invecchiano quelli seminuovi, con un calo di 0,7 punti percentuali dei veicoli tra uno e cinque anni. I dati dei più anziani potrebbero essere anche qui viziati dal permanere sui registri di veicoli non più circolanti, tanto che la fascia oltre i 20 anni risulta la più diffusa con il 35,3% del circolante.
La quota di autocarri giovani sotto i dieci anni in Sicilia sfiora il 17% e quella di mezzi pesanti sopra i 30 anni il 28%.
A Ragusa gli autocarri giovani sono il 18,6% mentre quelli datati il 25,6%.
Gli autobus italiani risentono positivamente dei contributi per le flotte di TPL e generalmente i mezzi più vecchi registrano dati più aderenti alla realtà rispetto agli autocarri di pari età. Aumentano i veicoli con meno di due anni (da 3,7% a 5,5% quelli fino a un anno) e in generale il 38,6% ha meno di dieci anni (contro il 36,2% del 2022).
Il 25,4% degli autobus in circolazione in Sicilia ha meno di dieci anni. La quota di veicoli datati, sopra i vent’anni, è del 39,2% (rispetto alla media nazionale del 27,5%).
La percentuale nella provincia di Ragusa sale a 46,5%.









