Ma che tempismo!!!

Ma che tempismo!!!

Con perfetto tempismo, lo scorso 27 di agosto la Regione ha approvato il calendario delle manifestazioni di interesse turistico per il 2024 e per l'anno prossimo. Ci scherziamo su perchè a rigor di logica, ma anche per non farsi prendere in giro, sarebbe stato meglio dare enfasi solo al 2025 glissando su quest'anno che ormai volge al termine. Comunque un mezzo passo avanti. Sappiamo infatti, finalmente,  quali saranno gli eventi del prossimo anno a livello regionale. C'è anche la provincia di Ragusa. Da notare che Modica ha puntato sul cioccolato mentre Ragusa non ha saputo far di meglio che inserire la festa di San Giorgio che è certamente di rilievo religioso,  magari con tutta la schiera di esperti, consulenti ed assessori si poteva fare di meglio. La scusa comunque è pronta. Il bando scadeva a giugno del 2023, in piena campagna elettorale e tutte queste sciocchezze si dovevano mettere da parte. Chissà per l'anno prossimo. Ci aspettiamo un'impegno forte da parte del nostro comune. Abbiamo già chiari alcuni punti: Pensiamo all ragusa del 2043 e per il  castello andiamo fino al 2035 con un ricco cartellone di eventi. Insomma più in aticipo di così. Ma la regione invece si sente particolarmente soddisfatta:

Eventi di grande richiamo turistico quali spettacoli, fiere, rassegne musicali, teatrali, cinematografiche e gastronomiche, e ancora gare sportive e feste religiose. Da quest'anno il calendario è biennale così come avevamo anticipato nel corso della Borsa internazionale del Turismo di Milano - dice il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - perché riteniamo strategico per la programmazione conoscere per tempo le iniziative di richiamo in modo tale da favorire anche la destagionalizzazione turistica».

Il decreto che contiene il Calendario è disponibile sul portale istituzionale della Regione Siciliana a questo link https://www.regione.sicilia.it/istituzioni/servizi-informativi/decreti-e-direttive/servizio-6-da2495-s6-22082024.


Tutto a posto. Polemiche strumentali

Tutto a posto. Polemiche strumentali

Prima che arrivi il comunicato stampa ufficiale di Peppe Cassì vi dico la mia in merito all'incontro svoltosi  oggi in Prefettura. Era stato infatti il prefetto, ieri, a convocare il sindaco ed il rappresentate del libero consorzio, su sollecitazione di quest'ultimo,  per parlare di tutte quelle polemiche che si sono susseguite alla scoperta di un percorso, quanto mai legittimo ma inopportuno nei tempi e nelle motivazioni, che sta portando a consegnare il Castello di Donnafugata ad un gruppo di privati. Subito dopo c'è stato un momento di confronto con la stampa ansiosa di saperne di più. Il prefetto ha innalzato le barricate in difesa del sindaco, persona sulla quale non può esserci il ben che minimo dubbio. Per Ranieri, quindi,  è apprezzabile, anzi necessario,  il percorso iniziato da tempo dall'amministrazione che si andrà a concludere con il già citato affidamento, che, assicura il sindaco, sarà sempre sotto la supervisione comunale. Ma ecco che ne penso. Una "cumparfiata" avrebbero detto gli antichi, insomma una sceneggiata per convincere tutti noi che il sindaco va, a ragion veduta, inserito tra i benefattori della città di Ragusa, come quelli che hanno le lapidi nella sala della giunta. Lui ha poi preso la parola, molto nervoso in verità, e ha spiegato che questa fase è consecutiva ad un progetto che, addirittura, era stato inserito nel programma elettorale e "come al solito" avendo ottenuto l'ormai famoso 64% viene ratificato senza alcun dubbio.( Se i cittadini lo avessero appreso in questi termini si sarebbero incavolati), Insiste Cassì nel dire che "come al solito" si tratta di polemiche strumentali e nientaltro. Però, per venire incontro a questi "strumentisti" chiederà al dirigente di allungare di un mese la scadenza del bando... Non ho voluto in quella sede accendere un cotraddittorio, e tra l'altro al momento la redazione di Teleiblea è in pausa estiva,  e così ho invitato Peppe Cassi, senza il Prefetto per una intervista a Teleiblea per martedi 3 settembre, nell'Indice. Sarà un confronto aperto sperando di chiarire la questione. Nessuno dice che il partenariato è illegittimo ma ci sono modi e modi. Qui mi sembra di poter dire che c'è una certa dose di prepotenza e preseunzione  politica.
Appuntamento a martedi rpossimo nell'Indice.


Donnafugata, anche il PD chiede chiarimenti

Donnafugata, anche il PD chiede chiarimenti

"Il Partito Democratico di Ragusa si oppone all’idea che il Castello di Donnafugata, patrimonio cittadino di immenso valore, possa essere “privatizzato” e bene ha fatto il Prefetto di Ragusa a convocare una riunione sul tema, tuttavia riteniamo che sulla questione vadano coinvolti tutti i parlamentari regionali del territorio e non la ex Provincia di Ragusa che è un ente commissariato”. Lo dichiara Peppe Calabrese a nome della segreteria cittadina del PD ibleo, intervenendo sulla questione che da giorni tiene banco sulle cronache locali, relativamente alla proposta di Partenariato Speciale Pubblico-Privato che il Comune di Ragusa avrebbe ricevuto per la gestione del maniero di proprietà dell’Ente.
“Il Castello - dice la segreteria cittadina dem per bocca di Calabrese - è stato acquistato dal Comune di Ragusa nel 1982 per oltre un miliardo di lire, in seguito a un’iniziativa dell’on. Giorgio Chessari al Parlamento siciliano, e proprio durante l’amministrazione Chessari, nel ’95, i primi importanti lavori di restauro. Fin dall'inizio, dunque, il ruolo di uomini che oggi rappresentano il Partito Democratico è stato determinante . Ora, dopo 42 anni, l’attuale amministrazione comunale tenta di liberarsene lasciando intendere di volerlo affidare per dieci anni in cambio di un affitto di 30mila euro l’anno? Su questa faccenda i dubbi sono molteplici,  siamo d’accordo con chi ne ha già espressi parecchi e ne ricordiamo alcuni: il canone mensile di 2500 euro ci sembra oggettivamente una miseria per un Castello; nel bando non è chiaro se il privato ci debba mettere o meno dei propri dipendenti, da una prima analisi si parla solo di formazione del personale i cui stipendi potrebbero restare a carico del Comune (circa 500mila euro l’anno); il costo dei biglietti di ingresso aumenterebbero del 20%, quindi, se è vero che nel 2023 il Castello ha incassato circa 600mila euro, la proiezione del 20% in più solo sugli introiti di due anni fa porta a 720mila euro le stime di incasso futuro. Inoltre resterebbero a carico del Comune i costi relativi allo smaltimento dei rifiuti, la gestione degli scarichi fognari e la manutenzione straordinaria. Alla luce di questi dati la locazione di 30mila euro sembra ancor più svantaggiosa per l’Ente. Inoltre, il bando del Comune prevede l'affidamento in gestione del bene per dieci anni, con possibile proroga di altri dieci, che certamente non può essere considerato un periodo di sperimentazione. Infine, un solo mese di tempo per consentire ad altri di presentare le proprie proposte, nel bel mezzo dell'estate, sembra lasciare intendere una fretta fuori luogo per una decisione politica in grado di incidere così pesantemente sul futuro del Castello, oltre a sollevare sospetti di scarsa trasparenza su tutta la procedura. Secondo noi ne servono almeno altri tre. Bene ha fatto, quindi, il Prefetto di Ragusa a voler convocare un incontro per affrontare un tema che ha sollevato le perplessità di diverse espressioni politiche della città comprese, stando a quanto riportano alcuni organi di informazioni, alcune parti della stessa maggioranza che sostiene l’amministrazione Cassì”.
“Sull’iniziativa da parte del Palazzo di Governo, tuttavia - aggiungono ancora i democratici di Ragusa - esprimiamo perplessità sulla decisione di convocare la ex Provincia regionale di Ragusa. Non capiamo, un questa specifica vicenda, quale potrebbe essere il ruolo di un ente commissariato, soprattutto se si parla di partenariato pubbico-privato, trattandosi il Libero Consorzio dei Comuni di Ragusa di un ente pubblico. Se è volontà della Prefettura rendere la questione della gestione del Castello di Donnafugata un affare di valenza provinciale che ben venga, ma allora è nostro parere che il coinvolgimento istituzionale consono riguardi la deputazione regionale”.
“I parlamentari regionali della provincia di Ragusa siano coinvolti nell'iniziativa - concludono dalla segreteria del PD ragusano - altrimenti la questione rimanga oggetto di confronto politico all’interno dell’Amministrazione e del Consiglio comunale, senza coinvolgere enti commissariati come la ex Provincia dove, tra l’altro, il nuovo direttore generale è risaputo essere espressione politica di un singolo parlamentare regionale”.


Viri chi dannu fannu i babbaluci!!!

Viri chi dannu fannu i babbaluci!!!

La vicenda "castello di Donnafugata" arriva ai piani alti. Dopo le diverse preoccupazioni avanzate da sindaci, deputati regionali, organizzazioni culturali, giornalisti,  oggi chiede conto e ragione anche il sen. Sallemi. Ma non basta, alle ore 16.00 circa arriva, alla nostra redazione, l'invito del Prefetto a partecipare, se interessati come stampa, ad una riunione convocata per domani alle 12 proprio per discutere della gestione del castello.   Insomma la levata di scudi suscitata dal nostro giornale, piccolo piccolo,  che faceva riferimento ad una certa "faccia di bronzo" necessaria per fare andare avanti in  progetti del genere ha sortito il suo effetto concretizzandosi in questo vertice in prefettura.  Il castello viene considerato, per fortuna, alla stregua delle crisi idrica o della criminalità tanto da meritarsi un vertice. Qualcuno dirà ma che c'entrano i babbaluci? Fa riferimento al testo di una vecchia canzone popolare iblea, in dialetto, che dimostra come anche animaletti piccoli, come appunto le lumache, possono addirittura, "ammuttare i balati" cioe smuovere massi enormi.
Una lezione per chi "come al solito" si sente immune da ogni critica, autorizzato, vista la carica che ricopre, a fare tutto, contro ogni logica amministrativa, fregandosene della gente.
Ma appunto basta una piccola rete on line  come la nostra e in qualche modo l'iter prepotente è costretto a frenare un po.  Il sindaco non l'ha presa bene  e poco dopo, alle 17,00 per l'esattezza, ha emesso un comunicato che "come al solito" ci prende tutti per cretini ed ignoranti.  Tira fuori i regolamenti, gioca con le parole pubblico/privato, accusa tutti  di essere malpensanti e ci spiega perchè è necessario affidarsi al privato per la gestione.
Si perchè dopo tanti sforzi per migliorare il Castello, ( molte sono idee, sbagliate, del Gal come i locali in esterno affidati a privati senza se e senza ma, la caffetteria che è poco più di un bugigattolo, il parco nel quale sono stati spesi ben 2 milioni con risultati apprezzati solo da chi ha fatto queste scelte) l'amministrazione ha deciso che è il momento di passare la mano.
Non scendo nei particolari perchè mi da molto fastidio quando ci si nasconde dietro le regole, in questo caso dettate dal partenariato, si  va decantando la trasparenza ma non si riesce a capire che i tempi e le modalità di presentazione del progetto, sono di per se oggetto del dubbio legittimo della gente. Non ci sono errori dice Cassì tutti avrebbero potuto presentare un progetto analogo. Come ho già scritto in altro articolo, se fossi stato io il sindaco, e non lo sono perchè è lui il sindaco, al primo incontro con i probabili futuri partner avrei detto. "Alt. Non è cosa che si può fare Aumm Aumm". Avrei fatto un comunicato stampa dicendo: "Sappiate popolo ibleo che c'è questa possibilità, come dice la legge, ve lo dico perchè ognuno di voi  possa avanzare una proposta senza sotterfugi, senza date saltate, senza intervento catanese o comisano.
Per inciso affidare una qualunque cosa ai catanesi mi preoccupa visto quello che è successo con l'aeroporto e la camera di commercio. Ma lui è lui e io non sono...... come dice va Albertone.
Domani vediamo che succede ma come minimo ci sarà una proroga al bando. Che non serve a niente se lui vuole andare avanti a tutti costi perchè costretto dalla politica.


Il dirigente che prevede il futuro!

Il dirigente che prevede il futuro!

E' la terza puntata della serie da noi pubblicata " Ci vuole una faccia di bronzo". L'on Campo ha preso a cuore la vicenda e ora vengono a galla quelle magagne di cui avevamo già parlato. Insomma c'è del marcio sotto la bella proposta di partneraiato che andrebbe ad alienare il castello di Donnafugata. L'on Campo si è studiata le carte e ha scoperto qualcosa di cui facciamo cenno nel titolo. C'è un dirigente al Comune che prevede, alcuni giorni prima che vengano protocollate, le proposte di partenariato e si adopera a dare i suoi pareri in aticipo. Dunque o è un mago o la cosa è "impupiata"  da tempo e lo zelo del funzionario ne è la prova provata! Ci dicono le malelingue che al Comune c'è un po' di maretta. Martedi sembra sia stata convocata una riunione di maggioranza perchè come al solito il sindaco Cassì vuole fare ingoiare a tutti questo ennesimo bococne amaro.
Però io lo voglio difendere in questo caso. Sono certo che è una vittima della politica: questa proposta sta sull'esofago anche a lui ma non può dire di no per qualche motvazione politica. Lo penso perchè solo con questa giustificazione posso comprendere il comportamente del Sindaco. Se non è così,  peggio per loro!!!!
Ma vediamo cosa dice la Campo.

“C’è un enigma, grande quanto lo stesso antico maniero, contenuto nelle carte della possibile cessione della gestione del Castello di Donnafugata e di Palazzo Zacco a soggetti privati. Un enigma che l’Amministrazione comunale dovrà risolvere o spiegare a chi di dovere”. Lo rileva la deputata regionale Stefania Campo, che così torna sull’importante questione.  “Il dirigente del Settore XII nella sua Proposta di deliberazione n. 317 del 23 luglio scorso fa un’affermazione che ci lascia di stucco: “Preso atto che con nota acquisita al Prot. N. 91007 del 30 luglio 2024, di Logos Società Cooperativa e di Civita Sicilia …”. Cioè in una nota del 23 luglio – spiega Campo - viene espressamente citata la presa d’atto di una proposta dei privati che invece è stata protocollata al Comune il 30 luglio, e quindi dopo ben 7 giorni. Ovviamente, attendiamo spiegazioni ufficiali, e razionali, ma in via preventiva annunciamo un esposto perché già in questa prima fase, dalle carte, emergono incongruenze che consolidano i nostri attuali interrogativi. L’Amministrazione comunale ha già da tempo interlocuzioni informali con i soggetti proponenti tali da avvantaggiarli sia nella proposta elaborata che nella tempistica? Perché se così fosse ciò non lascerebbe tante opportunità ad altri possibili gestori interessati. E cosa giustifica la volontà di avviare la procedura del Pspp con tanta urgenza, e in pieno agosto, dando ad altri possibili interessati solo il tempo minimo previsto dalla norma? I dubbi che ci assillano sono così tanti che riteniamo giusto che questi vengano vagliati opportunamente dalle autorità competenti. Oltre a questa incongruenza di natura giuridica e procedurale ci domandiamo se la Soprintendenza sia stata contattata e se è già a conoscenza del fatto che l’Amministrazione Cassì stia acquisendo proposte per esternalizzare la gestione di più beni tutelati. Gli altri dubbi riguardano la natura economica della proposta, in particolare ci chiediamo come sia stato possibile considerare economicamente ricevibile un’offerta che chiede un affidamento di addirittura dieci anni, rinnovabili per altri dieci, visto che la gestione stessa non prevede per i privati grandi costi da ammortizzare nel tempo e che tutte le spese di manutenzione straordinaria restano, giustamente, in capo al Comune di Ragusa. Sarebbe di certo più corretto, come abbiamo già avuto modo di rilevare, che il sindaco portasse avanti questo progetto solo per gli anni che restano del suo mandato. Magari per sondare la convenienza per la nostra Città e allo stesso tempo verificare la capacità gestionale del privato. Sappiamo bene che, nonostante tutte le garanzie del caso, la rescissione di un contratto diventa complicata e mette l’ente pubblico nella rischiosa condizione di lunghi contenziosi che potrebbero portare anche alla chiusura del Castello per svariati anni. E, poi, questi privati offrono alla nostra Città solo un canone fisso di 30 mila euro l’anno, che ha veramente il senso del concedere una mancia. Non contenti, dall’altra parte, si prevede paradossalmente un aumento immediato dei costi di ingresso. Praticamente due schiaffi alla Città e ai visitatori, residenti o turisti che siano, uno dopo l’altro.

Anche su questo punto chiediamo all’Amministrazione di provvedere urgentemente a rendere pubblico l’importo esatto dei guadagni del Castello. Si faccia il conto reale, trasparente e verificabile da chiunque, aggiungendo ai 620mila euro, che corrispondono alle entrate lorde dello scorso anno, anche le entrate derivanti dalla realizzazione di matrimoni ad oggi non contemplati, eventi privati, riprese video, cinematografiche e servizi fotografici. Può essere che facendo il conto fra entrate e uscite, attualmente al Comune resti meno di 30 mila euro? Ci sembra molto poco probabile.

Altro aspetto è quello dell’incorporare nell’operazione “Castello” anche il futuro gestionale di Palazzo Zacco, come a dire: “Chi si prende l’onore di gestire il Castello ci deve fare la cortesia di accollarsi l’onere di Palazzo Zacco”. Una sorta di scaricabarile del Comune nei confronti di privati – chiamiamoli – “eccessivamente volenterosi”. Eppure, Palazzo Zacco è una perla del nostro Centro superiore, ospita tutt’altra collezione, è la casa delle opere di Cappello, cosa c’entra con l’operazione “Castello” se non un volersi togliere il peso di doverlo valorizzare con passione e sacrificio, che a quanto pare a questa Amministrazione mancano del tutto?

Fra l’altro, nella proposta non viene chiarito se all’Amministrazione comunale vengano riservate giornate per poter svolgere autonomamente eventi e attività all’interno del complesso di Donnafugata, quindi ci chiediamo: come funzionerà?

Gli operatori culturali che oggi sono attivi all’interno del Castello, realizzando festival ed eventi, dovranno relazionarsi esclusivamente con il gestore privato? E con quali tariffe? E quindi potrebbe accadere che il Comune finanzi le associazioni che poi saranno costrette, a loro volta, a girare una parte di questo contributo al nuovo soggetto gestore? Ecco perché, insieme al nostro consigliere Sergio Firrincieli, approfondiremo nel dettaglio ogni singolo aspetto e, se sarà il caso, oltre all’esposto attiveremo anche la Corte dei Conti. Il Castello di Donnafugata e Palazzo Zacco non possono essere considerati dei “pesi” di cui liberarsi. Sono la ricchezza culturale della nostra Città e non solo. Se non si ha voglia di gestirli per bene, con risorse e personale pubblico e comunale, lo si dica apertamente con estrema onestà politica e intellettuale”.


Ma come è fatto?

Ma come è fatto?

Non è il titolo di una famosa trasmissione televisiva su Sky che spiega per filo e per segno come vengono realizzate le cose più strane che usiamo nella vita comune. Dal  tosa erba a motore, alla canna da pesca, dalla pizza surgelata ad una super car. Qui la domanda è fatta per capire come mai accadono certe cose.  Io non sono un ingenere e ne capisco poco di costruzioni ma le foto parlano chiaro. Il consigliere Calabrese è uno attento e senza dubbio sarà andato con  la lente d'ngrandimento per mostrare questi ammaloramenti che letteralmente significa "stato di degrado di opere murarie e pavimentazioni stradali".
“C’è da capire come siano stati realizzati i lavori di riqualificazione del lungomare Bisani a Marina di Ragusa visto che a meno di due mesi dalla sua apertura i pali per l’illuminazione pubblica e le ringhiere sono già arrugginiti o corrosi dalla salsedine e il massetto drenante (nella parte tinteggiata in giallo) presenta già diverse crepe, soprattutto in corrispondenza delle aree previste per la piantumazione degli alberi, dei pozzetti, degli accessi per le persone con disabilità. Tutto ciò è inaccettabile e per questo ho presentato un’interrogazione”. Lo denuncia il Consigliere comunale del Partito Democratico Peppe Calabrese, segretario cittadino dem, annunciando l’atto ispettivo.
“Del tratto di lungomare che va dall’ingresso del porto turistico di Marina di Ragusa fino a Punta di Mola, oggetto di un intervento di riqualificazione da circa 5milioni di euro – spiega Calabrese – ne è stata aperta solo una parte, pur se non del tutto completa, per consentire ai bagnanti di accedere alla scogliera per questa stagione estiva. Tuttavia, basta farvi una passeggiata per vedere che i lavori dei massetti non sembrano realizzati a regola d’arte: le numerose lesioni lasciano pensare che non dappertutto sia stata utilizzata la rete elettrosaldata o la fibra, entrambe utili a evitare che il getto si spacchi, mentre l’acciaio scelto per i pali della pubblica illuminazione e i parapetti, a pochi metri dal mare, è già macchiato di ruggine, evidentemente intaccato dalla salsedine. All’art. 72 del progetto era previsto che venisse utilizzato acciaio inox AISI 316, abbastanza resistente alla corrosione, ma non nei casi di un’esposizione così ravvicinata e costante nel tempo a un ambiente salino, come lo è (appunto) il lungomare”.
“Per queste ragioni ho presentato un’interrogazione al sindaco – spiega ancora il consigliere del PD - per chiedere di sapere se l’amministrazione intenda o meno chiedere la sostituzione degli elementi già rovinanti, quale tipo di acciaio è stato utilizzato e le sue specifiche di resistenza alla corrosione salina. Anche per quanto riguarda il legno utilizzato per la parte pedonale si chiede di conoscere la tipologia di materiale usato e se corrisponde a quanto previsto dal capitolato d’appalto. Infine, con l’interrogazione si chiede di saper se l’amministrazione intenda chiedere alla ditta che ha eseguito i lavori di rifare i massetti drenanti dove si sono già lesionati, pensando a delle soluzioni per impedire che si verifichino danni in tempi brevi”.
“A meno di due mesi dalla consegna di questo primo stralcio di lavori – conclude Calabrese – è inaccettabile un tale livello di deterioramento e l’amministrazione deve fare chiarezza”.


Mi aspettavol qualcosa di più.

Mi aspettavol qualcosa di più.

Da parte del Comitato per la difesa dell'aeroporto è arrivato il  comunicato che pubblichiamo dopo queste considerazioni personali. Siamo contenti perchè si tratta di un riconoscimento ufficiale del lavoro che hanno fatto, in pochi giorni, coloro ai quali sta veramente a cuore lo scalo senza emolumenti o favori. Dicevo che mi aspettavo di più perchè si sarebbe dovuto chiarire , bene, senza trucco e senza inganno, chi è stato il responsabile della fuga di Ryanair da Comiso. Forse è un argomento tabù anche per il comune di Comiso che non si sente di individuare i veri colpevoli. Fortunatamente la gente, prova ne siano le migliaia di commenti, sa bene chi è stato a pugnalare alla spalle il " pargoletto" quasi un "figlicidio".. Orrore!.
Poi avrei voluto capire quale era la gisutificazione della Sindaca sulla questione quote Soaco e conseguente fusione. Un buon avvocato amministrativista non farebbe fatica a trovare nella vicenda qualcosa di simile ad un danno erariale. Il comune ha perso, accettando qualunque giustificazione morale, un enorme capitale e cioè un scalo aeroportuale che vale, dicono a Catania diverse centinaia di milioni.  E questo senza  alcun ritorno!
Ecco dunque il comunicato.

Si è svolto, venerdi mattina, l'atteso incontro tra i rappresentanti del Comitato a difesa dell'aeroporto Pio La Torre e la Sindaca di Comiso. Un incontro durato oltre 3 ore durante le quali sono stati affrontati i numerosi problemi che costringono lo scalo ibleo ad essere tra gli ultimi per movimenti e per passeggeri in Italia.  Per quanto riguarda il futuro dell'aeroporto, il Comitato ha chiesto alla sindaca Schembari, che si è subito attivata, di farsi promotrice di altri incontri, prima con il Presidente Schifani e poi con l'AD della SAC. Infatti, come tutti sanno, dopo l'abbandono della Ryanair, motivato da errate strategie di marketing, Comiso ha perso oltre il 50% del suo traffico, mentre Catania ha migliorato in modo esponenziale la sua performance.
Si è convenuto sulla necessità di avere un piano industriale immediato che spinga senza indugi  la società catanese, unica responsabile dello scalo ibleo, a investire sull'aeroporto.
Si è parlato anche di cargo, sul quale i rappresentanti del Comitato hanno manifestato le loro  perplessità.
Per crescere Comiso, di sicuro, non ha bisogno di tale attività, tuttavia le somme già stanziate dalla Regione, con i miglioramenti strutturali previsti, potrebbero servire a convincere nuove compagnie a mettersi in gioco.
Resta prioritaria, comunque, la necessità di un incontro con il Governatore della Sicilia:
un contributo regionale finalizzato al co-marketing potrebbe essere una delle soluzioni auspicate per avere una stagione estiva ricca di passeggeri.
Nel calendario del Comitato sono previsti, nei prossimi giorni, anche appuntamenti con i sindaci del comprensorio.


Gli sviluppi del Comitato!!

Gli sviluppi del Comitato!!

Sono stato  buono buono  in attesa degli sviluppi che sarebbero scaturiti dall'azione popolare del comitato per la salvaguardia dell'aeroporto di Comiso. In molti, tra gli osservatori, hanno fatto i sapientoni pronosticando, in breve, la scomparsa dello stesso visto lo strapotere della Sac e della politica collegata alla Sac, a Confcommercio, alle Cam Com eccetera eccetera. Ora posso dire che quei tre o quattro che hanno dato vita a questo movimento dal basso stanno conquistando posizioni su posizioni mettendo a nudo l'icapacità gestionale della società catanese di fronte ad una qualunque emergenza compresa quella stagionale del sovraffollamento o quella ormai ripetitiva dell'Etna. Torrisi, con il suo falso savoir faire,  ha cercato di smontare le proteste del territorio ibleo snocciolando numeri incongrui e fuori tempo nella convinzione che si trovava di fronte quattro "babbi rausani". Ma non è andata così. Sulla Sicilia di oggi il referente Prelati ha dato una risposta precisa e competente "asfaltando" letteramente la figura di Torrisi. E il popolo del web ha confermato questa convinzione. Migliaia di commenti tutti, assolutamente, contro l'operato della societa di gestione che, se fosse fatta da persona coerenti, avrebbe già dovuto fare un repulisti generale. E questo è un risultato già importante perchè è la gente che grida tutto ciò e non solo il solito  giornalista che fa il don Chisciotte combattendo contro i mulini a vento. Un altro risultato importante  è l'incontro con il sindaco Schembari. Incontro ufficiale che in pratica ratifica il comitato. Ma c'è dell'altro. Si è messo in moto un movimento dal basso dove tutti si sono riscoperti investigatori andando alla ricerca nei vari siti  di delibere, curricula, convenzioni, accordi. Il tutto viene analizzato da esperti e sono sicuro che qualcosa verrà fuori. Intanto vi voglio fare partecipi di un commento scritto da Angelo Fraschilla, esperto commercialista, che entra poco nel merito del numero dei passeggeri ma analizza con attenzione la parte economica e burocratica delle 2 società che potrebbe nascondere delle magagne.
" Una volta rilevati i dati occorreva metterli in relazione ai dati economici e nello specifico questi passeggeri che ricavi hanno generato per la SAC? Dopo di che il Dott. Torrisi avrebbe dovuto fornire i dati dei costi annui sostenuti dalla struttura ed il risultato economico conseguito nel periodo di riferimento. In questo modo tutti avremmo compreso, anche i meno preparati che la SOACO SPA dalla data della sua nascita alla data di fusione per incorporazione nella SAC SPA ha sofferto perdite per oltre 20 milioni di Euro. ( oltre al capitale speso per l'acquisto delle quote    n.d.d.) Questi dati da me citati non sono suscettibili di autonome valutazioni da parte di chicchessia perché sono dati emersi dai bilanci regolarmente depositati al registro delle imprese del sud est Sicilia e corredati da tutti i documenti di legge ossia Relazione sulla gestione dell’organo amministrativo, parere dell’organo di revisione e verbale di approvazione degli azionisti. Queste perdite sono state coperte, presumo io, con utilizzo del fondo riserva sovrapprezzo azioni che ammontava a circa 17 milioni di euro. Non mi è dato sapere la differenza come e se è stata coperta perché con l’operazione straordinaria di fusione per incorporazione i dati disponibili non sono separati per aggregati o per meglio scrivere non sono in mio possesso. Il Dott. Torrisi ed il Sindaco del Comune di Comiso devono avere chiaro che nella gestione dello scalo Comisano dalla data della sua apertura e fino alla data odierna le perdite sofferte dalla collettività, e non dai privati, come erroneamente dichiarato si attesta oltre i 25 milioni di euro. Somme sottratte alla collettività ed alle imprese del sud est Sicilia! .........

Il sindaco di Comiso dorme sonni tranquilli ed il Dott. Torrisi Nico messosi sotto l’ombrello di chi lo ha commissariato in camera di commercio dispensa ottimismo su tutti i fronti forte del fatto che in provincia di ragusa nessuno capisce un c.......o ed al motto che : “tutto va bene madama la marchesa”.  Il suggerimento finale consiste nell' ascoltare di più il territorio, ascoltare le istanze del già costituito comitato a difesa dell’aeroporto, di confrontarsi con chi non la pensa come la Sac, di incontrare gli imprenditori locali meritevoli e di ascoltarli, di confrontarsi con i professionisti perché più alto e’ il livello di gestione del potere raggiunto più forte sarà il rumore della caduta.

La parola alla difesa!!!

La parola alla difesa!!!

Come era naturale dopo i nostri articoli sul partenariato al Castello di Donnafugata, con accuse pesanti in relazione alla decisione di cedere, con la forma del partenariato, l'intera struttura a dei privati, il sindaco si è deciso a parlare. I suoi toni sono pacati nel tentativo di giustificare il " pacco" che si sta preparando per l'amministrazione. Naturalmente per lui tutto è legale, tutto è chiaro e trasparente ma a noi non ci può prendere in giro. Prima di tutto il fatto che si tratta di un accordo che dura 10 anni. Metti caso che il prossimo sindaco, che speriamo abbia idee diverse, consideri il castello strategico ed essenziale e creda sia meglio rientrarne in possesso. Che si fa? Correttezza politica avrebbe voluto che un qualuqnue contratto non andasse oltre al suo mandato per non lasciare impegni a chi viene dopo. Poi, è incredibile come, canditamente, lo stesso sindaco dica che tutti avrebbero potuto presentare domanda. Ad agosto o a dicembre non fa differenza. La differenza naturalmente c'è eccome. Ad agosto si ferma anche il tribunale mentre metà del personale di ogni ufficio è in ferie ed è quasi impossibile farsi fare dei preventivi. E poi:  chi avrebbe mai pensato che ci si volesse sbarazzare del Castello per meno di un piatto di lenticchie? Stiamo parlando, niente po  po di meno che del regno ovattato dell'architetto Iacono con il suo  MUDECO, per me, fuori posto. Il balocco di esperti e consulenti che hanno creato un caos nel pianificare spettacoli, cene, matrimoni, proiezioni, e chi più ne ha più ne metta. Il posto dove allocare bancarelle e furgoncino dei gelati. Insomma eravamo certi che l'antica dimora, dimentica dell'essere stata inserita tra le Case della Memoria ma costrettaa far parte di un non meglio e costruendo, da sempre, ecomuseo, non sarebbe mai uscita dalle amorevoli cure del Comune anche se ha sempre creato problemi. Invece. Toh! E' bastato che un gruppetto di imprenditori con curricula milionari, si dovrebbero controllare però,  venisse al comune per parlare di un'ipotesi di progetto che ci  si è subito arresi, cedendo armi e bagagli! E' vero,  il progetto, almeno per ora, non parla di ristorazione all'interno del castello se non per qualche degustazione sporadica ma, a mio avviso, un sindaco fortunato come Cassì avrebbe dovuto dire: ma è possibile liberarsi del castello che è dei Ragusani? perchè non lo facciamo sapere a tutti, già da ora in modo che ci sia una competizione libera e corretta? Ma a Ragusa le cose non vanno così?  Il consigliere Firrincieli, probablmente l'unico rimasto fare le barricate, attacca il sindaco ma se  "dove si puote ciò che si vuole", si prendono certe decisioni, lo sappiamo, vanno come un treno.  Alla prossima punatta.


Ma devo fare ammenda!

Ma devo fare ammenda!

Sulla vicenda partenariato al Castello di Donnafugata ogni giorno si aggiungono nuove prove per affermare che siamo di fronte ad una manovra particolarmente dettagliata, articolata in molti mesi di incontri con funzionari e esperti del Comune, che alla fine esproprierà l'Amministrazione di uno dei suoi beni più preziosi.  Dal punto di vista formale, il consigliere Firrincieli, unico a dire qualcosa,  ci fa sapere, infatti, che la proposta progettutale avanzata dalla Logos, esperta in formazione professionale, e dalla Civita, sezione siciliana,  consta di ben 122 pagine. Il  che fa capire quanto detto in precedenza : i proponenti vi lavorano da mesi. Dal punto di vista politico Firrincieli dichiara che la scelta che si vuole compiere ha una ricaduta importante sul cespite, forse più prestigioso al momento in possesso del patrimonio immobiliare del nostro Comune, forse il  più visitato in Sicilia, a parte i parchi regionali, l’unico che nel 2023 ha portato nelle casse del Comune 622mila euro. Ora con questa proposta il canone per l'ente sarebbe di appena 30 mila euro annui! Siamo quindi  d'accordo con Firrincieli sul fatto che  non si può liquidare tutto in un mese come se nulla fosse. Senza chiedere un parere al vero proprietario e cioè il Consiglio Comunale.  Io però mi sono preso la briga di leggermi le 122 pagine redatte dal duo Logos/Civita e vi posso assicurare che almeno la metà sono mere descrizioni dei beni, infilandoci dentro Unesco, centro storico e famiglia Arezzo. Ma devo fare ammenda. Non c'è quello che temevo. Nonostante la consegna al privato, nel progetto non c'è il vero e proprio mercimonio!  Almeno per ora. Si capisce, secondo me, che invece è stata l'amministrazione a preparare " il pacco dono" perchè nel tempo ha mostrato l'incapacità, assoluta, di gestire il bene nonostante la schiera di grandi esperti e consulenti. Tra parentesi  la nuova gestione dovrà caricarsi dell'architetto Iacono. Dunque senza ristorazione, senza apericena, almeno per ora, il duo Logos Cività, intende prendersi  una begha che solo il pubblico può gestire. Certo ci sono 700 mila euro e questi fanno gola ma non sarà così facile senza poter contare sulle entrate della ristorazione di livello. I festival fruttano poco!. Resta però la protesta!  Se volessi fare una manifestazione al castello a chi dovrò chiedere?. E se faccio antipatia alla Logos me la fanno fare lo stesso. ?. Poi la questione della "faccia di bronzo" resta e viene rafforzata. Perchè il Comune, sentendo il peso del Castello, non ha fatto per primo un bando? La solita storia.   Ma ne parleremo ancora .