Tg del 10 settembre
Tg del 10 settembre
Nell'Indice: I fatti fuori dall'Italia. Un problema serio. Servizio sulle microplastiche nei mari. Intervista a Peppe Scifo della CGIL sull'omicidio di santa Croce. L'indagine sull'incendio dell'aeroporto di Catania. E' il momento di vendere gli scali. Il sindaco spiega a modo suo la questione bando del Castello. Polemiche su Ibla Buskers. L'assemblea dei sindaci di Iblea Acque. In studio il regista Zagarrio per il Film festival Costa Iblea.
Le preoccupazioni della CGIL
Le preoccupazioni della CGIL
La morte di Mohamed, il ragazzo tunisino di 21 anni accoltellato durante una rissa a Santa Croce Camerina lo scorso sabato, rimarca ancora una volta un clima di forti tensioni e violenza, che non riguarda esclusivamente le comunità immigrate.
Il clima diffuso di violenza tra i giovani è purtroppo ormai cronaca e le morti sono frequenti a seguito di liti e risse dove spesso c’è utilizzo di armi anche da fuoco. Risse ed episodi di violenza generati quasi sempre da futili motivi, ma anche per questioni legate alla droga dove il consumo, prima ancora dello spaccio, è alla base di certi comportamenti.
Ma in questo caso forse c’è qualcosa altro che va approfondito e indagato. I notiziari, locali e nazionali si sono subito occupati della notizia diffondendo, la Rai nello specifico,l’intervista ad una persona che ha parlato esplicitamente della causa che ha generato la rissa e poi la morte di Mohamed. Nell’intervista il ragazzo ha parlato di disguidi dovuti alla raccolta della plastica dismessa delle serre, facendo riferimento al mancato rispetto delle zone di raccolta. Quindi non semplici futili motivi, neppure droga, ma alla base di tutto questo c’è il lavoro di raccolta della plastica di copertura delle serre che ancora una volta potrebbe far emergere l’influenza criminale nel comparto.
La raccolta plastica nelle aziende agricole viene effettuata da soggetti che poi conferiscono ai centri di raccolta per la lavorazione destinata al riciclo. Si tratta di un lavoro che ha a che fare da un lato con le aziende agricole e dell’altro con i centri di raccolta e come emerge dall’intervista regolato da una spartizione di zone. Cosa e soprattutto chi c’è dietro a questo giro di interessi da sempre appetibili per le
organizzazioni criminali, come dimostrato in passato da indagini, arresti e sequestri di aziende nel vittoriese, operanti in questo settore.
La raccolta nelle aziende storicamente viene effettuata da soggetti che vivono ai margini del mercato del lavoro locale, che operano spesso con mezzi inadeguati pur essendo dentro una filiera, quella del ciclo dei rifiuti agroindustriali, molto ricca ma al tempo stesso molto inquinata dalla presenza della criminalità organizzata.
Se è vero che dietro alla rissa che ha causato la morte del giovane tunisino c’è lo scontro per il controllo delle zone di raccolta della plastica dismessa delle serre occorre approfondire e capire cosa e chi c’è dietro. Al tempo stesso occorre alzare la guardia a tutti i livelli, a partire dagli attori principali, gli imprenditori agricoli, i produttori, gli operatori e i gestori di impianti di raccolta e lavorazione.
La storia degli ultimi decenni di questo territorio e di questo comparto ci insegna che la criminalità controlla segmenti importanti e strategici di filiere che si basano sul riciclaggio e il controllo mafioso, per questo occorre approfondire e capire oltre che respingere la violenza sempre e comunque a prescindere dal contesto etnico di provenienza e soprattutto occorre non legare mai
fatti del genere con le comunità straniere che vivono e lavorano onestamente nel territorio, alimentando
odio e ingiustizie.
Sapeva o non sapeva?
Sapeva o non sapeva?
Il Sindaco è sotto attacco. Dopo le questioni castello e Iblea Acque, si ritrova in mano la patata bollente di Ibla baskers. Lo spostamento della manifestazione dall'antico quartiere al centro di Ragusa Superiore, in pratica, non è calata a nessuno. Probabilmente anche in questa occasione è prevalsa quella convinzione, tipica del nostro primo cittadino, che si può fare tutto grazie all'ormai stantio concetto del 63% di consensi. Ma come può aver avallato un cambio così radicale senza comunicarlo a tutti? Non si è minimamente preoccupato di cosa avrebbero detto quelli di Ibla. E poi: se si danno 25 mila euro ad una manifestazione, senza preoccuparsi del loro bilancio, è lecito chiedere che si rispetti il concetto base della stessa e cioè che si faccia a Ibla? Registriamo oggi l'intervento del consiglere Bennardo che da tempo è un aventiniano nel gruppo Cassì. L’istanza dell’associazione organizzatrice di Ibla Buskers, presentata a febbraio 2024, ai fini dell’erogazione di un contributo da parte del Comune di Ragusa per circa 25.000 euro, riporta nel programma dell’evento specifiche che vedono Ragusa Ibla come unico palcoscenico dell’evento. Dagli spazi richiesti all’amministrazione, quali i giardini iblei o l’auditorium San Vincenzo Ferreri, alle intenzioni degli organizzatori volte a valorizzare, si legge, “le peculiarità monumentali, ambientali ed urbanistiche di Ragusa Ibla”. E’ quanto ha fatto emergere nel proprio intervento di ieri pomeriggio in aula il consigliere comunale Federico Bennardo. “Sono sicuro – ha detto Bennardo – che l’edizione di quest’anno a Ragusa superiore sarà un’occasione unica per riscoprire il nostro centro storico sotto una veste inedita, gli organizzatori infatti ci sorprendono da sempre con un evento che si fa notare anche a livello internazionale. Tuttavia, qualcosa non torna. Ieri il sindaco ha dichiarato in consiglio comunale che la notizia di un cambio location sarebbe maturata nei mesi successivi alla ricezione dell’istanza e quindi non proprio una sorpresa come invece aveva dichiarato al quotidiano “La Sicilia” in data 23 agosto. Delle due l’una: non sapeva come ha dichiarato, e quindi non ha vigilato, ed allora ai sensi del regolamento vigente sulle sovvenzioni economiche per eventi culturali può adottare misure perché il contenuto dell’istanza è stato disatteso. Oppure, ben più grave, il primo cittadino era già da tempo edotto sulla questione per una ben precisa (e poco condivisibile) strategia volta a far rivivere il centro storico di Ragusa spostando eventi invece di crearne nuovi. Ecco perché chiediamo maggiore chiarezza su qual è la strategia adottata dall’amministrazione comunale”.
Forza Vito!!!
Forza Vito!!!
«È il momento giusto per vendere, gli aeroporti siciliani sono in crescita e valgono molto, ma ci sono costosi investimenti che chi compra deve fare entro il 2044. Se si aspetta troppo ai privati l’affare non conviene più e i nostri scali rischiano di rimanere indietro».
Questa dichiarazione è di Vito Riggio, il "padre" ,dell'aviazione civile degli ultimi anni. Quello che si era vantato di aver fatto nascere Comiso e poi lo avevava definito un aeroportino. Vito Riggio prima presidente dell'Enac e quindi "padrone" dei cieli della nostra patria e ora molto più semplicemente responsabile dello scalo palermitano. Dunque è il momento di vendere tutti gli aeroporti siciliani perchè ci sono i privati interessati a comprare e ad investire. Giustissimo! Ma chi lo dice alla Sac? La soluzione vendita è fortemente perorata dal Agen, almeno a parole, che vede un buon introito per la tanto inguaiata Camera di Commercio del Sud Est. Ma dall'amministrazione della Sac non sento profferir parola. Io sono daccordisismo con Riggio. Perchè solo così Comiso potrebbe avere un futuro. Infatti nessuno sarebbe così stupido da comprare uno scalo aeroportuale e lasciarlo morire. E' vero c'è chi lo ha fatto ma i motivi, in caso di vendita, ora, sarebbero incomprensibili. Ma torniamo a Comiso. Un nuovo proprietario farebbe gli investimenti necessari sul piazzale, sui gates, sul deposito carburanti ma sopratutto sui passeggeri e senza temere di dare fastidio ad altri aeroporti vicini perchè quando i soldi sono privati e non pubblci non si buttano dalla finestra o si spendono "ammatula" . Non facciamo i dietrologisti. Sembrano spente le velleità del famoso comitato che si è diviso in più correnti, io sarei dell'idea che bisogna accelerare sulla vendita. Non venitemi a dire che gli aeroporti sono un bene pubblico eccetera eccetera e non si toccano. Se volete vedere di nuovo in attività lo scalo l'unica è cederlo a privati competenti e intenzionati a crescere e a fare un bel repulisti di tutti quei problemi che impediscono lo sviluppo. Quindi forza Vito insistei.
Per me... non era opportuno!!
Per me... non era opportuno!!
Il sindaco Cassi chiede aiuto per spiegare le sue ragioni e giustamente arriva in suo soccorso il quotidiano locale che, credo, riporti, nell'articolo di oggi, solo ed unicamente il pensiero del primo cittadino sull' "affaire" del Castello. Cioè, non sembra sia stata un'intervista con domande e risposte ma solo una serie di affermazioni, come se fosse un redazionale a pagamento, che mette in chiaro le sue idee sulla questione castello. Cassì affronta, con dovizia di spiegazioni, il problema economico, insiste nel parlare di 15 milioni di investimenti, di professionalità, di futuro con biglietti raddoppiati e di altre minuzie simili. Nella mia intervista con il capo dell'amministrazione non mi sono mai proccupato della questione economica. Se sono 30 mila o 50 mila i soldi che incasserà il comune, comunque una miseria igiustificabile di fronte ad un bene così importante e florido economicamente parlando, non mi è sembrato importante. Io continuo a battere e ribattere sull'opportunità. Sul fatto che ci vuole un certo coraggio, potete chiamarlo "faccia di bronzo", a collaborare con il privato nella preparazione di un progetto così complesso, che toglierà il castello dalle mani del comune, nel dare informazioni delicate e neccessarie attraverso funzionari ed esperti, nel risucire a non fare trapelare assolutamente niente, quindi lavorando davvero sotto traccia, e poi, in 2 giorni, ricevere il progetto, protocollato a fine luglio, portarlo dopo due gironi in giunta e pubblicare un bando, addirittura incompleto, il 2 di agosto, dando 30 giorni di tempo a chi volesse partecipare in competizione con chi ci aveva messo molti mesi aiutato dal comune, seppure legalmente. Io questo non lo giustifico e la chiamo questione di opportunità politica ma si potrebbe anche arrivare a parlare di etica. Ma il sindaco in fatto di "etica" non ha competitor e il suo 63% di gradimento lo autorizza a tutto. Sempre in quella intervista, la potete trovare sul sito teleiblea.it nella sezione interviste appunto, lui mi è sembrato in difficoltà. Si è arrampicato sugli specchi, sempre riguardo la questione opportunità, riportando sempre il discorso sull'utilità economica e tecnica del progetto, sulle legalità dell'iter etc etc. Ma l'etica è un'altra cosa e forse da quelle parti la parola non è molto conosciuta. Quindi il sottoscritto non fa conti, non parla di impiegati ne di utili ma sempre di etica politica che queste cose dovrebbe aborrire. Bella anche la frase detta in consiglio comunale: "nessuno ci fermerà"! Non era proprio cosi ma il senso è quello. Infine sarei felice se qualcuno volesse impugnare quest'atto al Tar. Che succederebbe se fosse sospeso???
Tg del 6 settembre
Tg del 6 settembre
Nell'Indice: Meteo. Il G7 di Verona. Servizio. L'economia di Guerra.La fiera agricola. Intervista a Battaglia degli allevatori. La politica regionale. Mal Comune con Cesare Pluchino. L'intervento di Calabrese sul castello. Considerazioni sull'aeroporto. La guardia Costiera a Pozzallo.
“Virtus nel Cuore”,
“Virtus nel Cuore”,
Servizio redazionale!!
Un progetto dall’inestimabile valore sociale che mette insieme la passione e l’esperienza
della Virtus e il supporto – fondamentale – del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, che
contribuisce alla creazione di uno strumento utile per avvicinare altri giovani allo sport. E’
questo il senso di “Virtus nel Cuore”, l’iniziativa presentata ieri nella Welcome Zone del
PalaPadua, alla presenza dei vertici del club, della Commissaria straordinaria dell’ente
provinciale, Patrizia Valenti, e del Direttore generale Nitto Rosso. “Virtus nel Cuore”, come
illustrato dal responsabile dell’Area Marketing della Virtus, Gianni Portelli, intende
sviluppare i valori dell’inclusione, della sostenibilità e del contrasto alla lotta di genere
attraverso il linguaggio universale dello sport.
Consta di quattro attività: la prima, già in atto, è un contest per la realizzazione del logo
ufficiale del progetto, che verrà apposto sulle maglie della Virtus per tutto la stagione: c’è
tempo fino al 6 ottobre per avanzare la propria proposta creativa. Regolamento ed invio del
progetto attraverso il nuovo sito www.virtusnelcuore.it. La seconda, ‘BasketTiAmo’,
intende portare la pallacanestro a contatto con i bambini e ragazzi con disabilità psico-
fisiche.
‘Solo col cuore’, invece, prevede una serie di attività di sensibilizzazione sul contrasto alla
violenza di genere attraverso la comunicazione, con la realizzazione di una campagna che
coinvolgerà gli atleti della Virtus e sarà veicolata sul campo da gioco, sui social e sulla
cartellonistica, e una fase divulgativa con l’organizzazione di incontri con i giovani. Inoltre
sarà possibile sul web con il ‘Muro della Nonviolenza’, uno spazio dove ognuno potrà
esprimere il proprio pensiero contro la violenza di genere in totale anonimato. I messaggi
saranno condivisi sulle pagine social della Virtus per amplificarne il valore. Il progetto si
estende, infine, alla sostenibilità e prevede una serie di attività nel corso dell’anno, mirate a
sensibilizzare verso un attento impiego e un maggiore rispetto delle risorse ambientali. Non
mancheranno momenti di condivisione ed inclusione con il primo torneo ‘Gioca col Cuore’,
in programma a dicembre, che accoglierà le associazioni di basket giovanile della provincia
e il coinvolgimento delle aziende che vorranno contribuire attivamente alle diverse fasi di
“Virtus col Cuore”.
“E’ un progetto di cui andiamo orgogliosi, che verte su valori fondamentali - ha spiegato il
general manager della Virtus, Franco Del Moro, portando i saluti della presidente Sabrina
Sabbatini -. Obiettivo della Virtus, da sempre, è far crescere degli atleti, ma soprattutto
prepararli alla vita. Iragazzi, oltre
all’aspirazione di vestire la maglia della propria città, devono imparare delle regole da
mettere in pratica ogni giorno. La società, con in testa la presidente Sabbatini, ha sempre
operato in questa direzione, ponendo davanti a tutto il bene di Ragusa e dei suoi abitanti”.
Anche il responsabile del settore giovanile, Alessandro Vicari, ha posto l’accento
sull’attività della Virtus rivolta ai più giovani: “Una delle nostre mission è prendere i
ragazzi alla tenera età di sei anni, farli crescere e portarli fino in prima squadra. Non tutti,
ovviamente, possono diventare giocatori affermati. Ma chiunque frequenti il palazzetto
dello sport fa parte della nostra famiglia e ha l’opportunità di crescere in un ambiente sano e
di socializzare, sette giorni su sette, grazie alle numerose attività. "Virtus nel cuore"
rappresenta un ulteriore elemento di legame col territorio e con la comunità ragusana”.
La Commissaria del Libero Consorzio comunale di Ragusa, Patrizia Valenti, ha rivolto un
elogio alla società e ai ragazzi del settore giovanile presenti in platea, alcuni dei quali già
aggregati dalla prima squadra: “Voi siete da esempio per tutti i ragazzi che vogliono
avvicinarsi allo sport. Il fatto che la Virtus sia riuscita, sin da bambini, a coinvolgervi in
maniera così numerosa e farvi restare, significa che qui i giovani stanno bene, si sentono
capiti e seguiti. Lo sport e il gioco di squadra hanno un valore fondamentale nella
formazione del carattere di ognuno, sviluppano la capacità di essere esigenti con se stessi e,
quando utile, di saper fare un passo indietro per il bene del gruppo”. Anche il Direttore
generale Nitto Rosso ha evidenziato come “quello del Libero Consorzio non è un contributo
alla Virtus, ma un investimento sui giovani e sul territorio”. Ai due rappresentanti dell’ente
provinciale la società ha donato Donkey, l’asino ragusano che rappresenta la mascotte della
squadra.
Tg del 5 settembre
Tg del 5 settembre
Nell'Indice: Il meteo, Il caso Sangiuliano. La fiera agricola. Il caso castello di Donnafugata. Intervista al consigliere Mauro. La tassa di soggiorno a 3 euro. La sagra del pesce. Parla Ammatuna. Il progetto " Virtus nel cuore" del Libero Consorzio. Il pittore Lissandrello
Prorogata! Stasera Mauro in studio a Teleiblea
Prorogata! Stasera Mauro in studio a Teleiblea
Ore 24:00 dell’11/10/2024. E la data ultima per poter presentare un progetto per il partenariato tra pubblico e privato per la gestione del Castello di Donnafugata. Con molta probabilità, lo capisco, è già tutto pianificato, dopo quasi un anno di lavoro sotto traccia, ma come si suol dire ogni tanto capita la tradizionale buccia di banana e va tutto a .................. Intanto, il fatto di avere ancora un mese di tempo per preparare qualcosa di egualmente particolareggiato è già un passo avanti visto che ora, ad estate finita,( e chi mi dice che non avevano proprio contato su questo) mi sembra riscontrare in giro un certo interesse. Sapete perchè? Perchè a leggere bene le carte la proposta di partenariato protocollata al comune è davvero una pacchia. Hai voglia che il sindaco si ammazza a convincerci che c'è un investimento da parte dei privati di un milione e passa. Invece l'aggiudicarario, da come l'ho capita io, ha ben poco da fare e guadagna stando praticamente in panciolle.
Ma avremo tempo per spiegarlo. Questa sera a Teleiblea sarà ospite il consigliere Gaetano Mauro che intende contestare, carte alla mano, questo bando giudicato da tutti, a dir poco, strano. Ma la cosa che mi fa preoccupare di più è la testardaggine del sindaco nel difendere, secondo me, l'indifendibile. Se non ci fosse sotto qualcosa, Cassì, dopo queste proteste avrebbe dovuto dire: Ok! Non ho nulla da temere, ritiro questo bando e ne faccio uno aperto, mettendo tutte le clausole necessarie ma dando almeno 90 giorni di tempo. Tanto, avrebbe potuto dire, ancora, il sindaco, quelli che hanno gia presentato il loro progetto sono i più bravi, i più trasparenti e senza nessun aiuto politico, tanto meno del Comune di Ragusa, non avranno problemi ad aggiudicarsi la gestione. Ma non è andata così. Immagino le difficoltà dei nostri amministratori nel dover dire, a quelli che da quasi un anno fanno i viaggi al comune, si incontrano,
( segretamente di certo, perchè nessuno ne ha mai fatto cenno, ufficialmente, e neanche le nostre talpe più attente avevano notato qualcosa in merito) con funzionari, esperti, amministratori, mettono a punto un così articolato progetto, fanno nomi e cognomi dei futuri responsabili, forse illudono un paio di persone, "scusate al momento non se ne fa niente". "Se volete dovrete partecipare ad un bando dove tutti oartono da zero e hanno le stesse possibilità" E' anche vero che Cassì si sta battendo con i denti e quindi sarà ampiamente giustificato se la cosa non andrà in porto come era stata prevista nel partenariato" speciale" . Speciale eccome!! Vediamo cosa avrà da dire Mauro stasera e poi ne parliamo.
Dal PRG al PTR
Dal PRG al PTR
Sembra che i PRG come li intendiamo noi, da almeno 50 anni, non ci saranno piu. Quindi niente scontri in consiglio e tanto meno accordi politici o tecnici. La Regione sta pensando di rendere più facile la vita dei comuni . Non so se è giusto, se è opinabile che si scrivano delle regole che devono essere valide ovunque senza pensare alle varie situazioni contingenti. Oggi a Trapani c'è stato il primo incontro del percorso che porterà alla redazione del Ptr, il Piano territoriale regionale. Terminata la prima fase conoscitiva, da oggi è in corso quella della concertazione con il confronto sui possibili scenari di sviluppo nei territori della regione. Questo secondo step di ascolto si svilupperà in un tour di incontri, inaugurato oggi a Trapani dall'assessore regionale al Territorio Giusi Savarino, insieme al dirigente generale del dipartimento dell’Urbanistica Rino Beringheli e ai tecnici che redigeranno il Piano. Un tour che toccherà i nove capoluoghi di provincia e che mira a coinvolgere enti locali, deputati, ordini professionali e stakeholder che invieranno le loro segnalazioni ed esigenze entro 30 giorni per validare una visione territoriale strategica del Ptr il più condivisa possibile. «Si tratta di uno strumento di pianificazione innovativo – spiega Savarino - che sarà il quadro di riferimento per gli atti di governo del territorio degli enti locali e dunque non avremo più Piani regolatori generali enciclopedici e farraginosi, ma i Pug, che li sostituiscono, saranno strumenti di pianificazione comunali semplificati e resi più snelli. Questo nuovo governo del territorio per la Sicilia è una normativa di cui sono orgogliosa, prima per avere portato il testo in Aula come relatore, e oggi perché mi prendo cura della sua applicazione da assessore. Con il Ptr si concretizza la volontà del governo Schifani di proiettare nel territorio le strategie di sviluppo economico sociale, a valle di un lavoro sinergico che oggi prende l’avvio da Trapani. Alla Regione spetterà il ruolo di realizzare, orientare e coordinare la programmazione delle risorse finanziarie, oltre a definire uno scenario sostenibile nel tempo di trasformazione economica, sociale, ambientale e culturale dei territori e delle comunità».








