Finanziamenti per Museo Archeologico e Palazzo Cocuzza
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Il saluto dell'amministrazione per Massari
Il saluto dell'amministrazione per Massari
Condividiamo il rammarico, la tristezza e la delusione al cospetto della decisione di Ragusa Prossima di lasciare la maggioranza, scelta che sappiamo essere figlia di un sofferto confronto in seno al proprio gruppo e che rispettiamo profondamente.
La nostra Amministrazione continuerà a portare avanti il proprio progetto per Ragusa, avendo per timone quello stesso programma elettorale che abbiamo condiviso con tutte le forze politiche che hanno sostenuto questo mandato.
Desideriamo ringraziare per il fattivo contributo all’azione amministrativa tutto il gruppo di Ragusa Prossima, e in particolar modo Gianni Iurato e Giorgio Massari. In questi mesi abbiamo condiviso un percorso significativo innanzitutto per la città, instaurando relazioni personali e umane che siamo certi non andranno sprecate”.
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Arrestato latitante
Arrestato latitante
Nella prima mattinata odierna, , sotto il coordinamento di questa DDA, personale della Squadra
Mobile di Ragusa, del Servizio Centrale Operativo, della Sisco di Catania e del Commissariato di
P.S. di Vittoria; ha fatto irruzione in un appartamento ubicato a Comiso, traendo in arresto
Gianfranco Stracquadaini, latitante, il quale si era sottratto all'esecuzione dell'ordinanza di custodia
cautelare emessa il 24 Giugno 2024 dal G.I.P. presso il Tribunale di Catania, in quanto gravemente
indiziato dei i reati di associazione mafiosa, tentato omicidio aggravato in concorso, porto e
detenzione illegale di armi da fuoco, in riferimento al tentato omicidio dell'ex collaboratore di
giustizia DI MARTINO Roberto, verificatosi il 25 aprile 2024 a Vittoria.
Le relative indagini, avviate immediatamente da questo Ufficio in uno con la Squadra Mobile,
avevano permesso, oltre all'acquisizione di elementi a carico del predetto e dei complici, di far
emergere, a livello di gravità indiziaria, il ruolo predominante dello Stracquadaini Gianfranco
nell'attuazione del disegno criminoso, ovvero l'eliminazione fisica dell'ex collaboratore di giustizia
Di Martino Roberto, già organico al clan Carbonaro Dominante, e la ferma volontà dello stesso di
costituire un nuovo gruppo criminale armato riconducibile all'associazione di stampo mafioso
denominata Stidda.
Obiettivo precipuo del gruppo criminale capeggiato dallo Stracquadaini era l'eliminazione fisica
degli ex collaboratori di giustizia presenti nel comune di Vittoria, riconducibili al clan Carbonaro -
Dominante, ritenuti un ostacolo al predominio della nuova organizzazione criminale nella gestione
e controllo delle. attività illecite a Vittoria e in tutta la provincia di Ragusa.
Dopo i fatti delittuosi del 25 aprile 2024 Stracquadaini sfuggiva alla cattura e all'esecuzione del
provvedimento di fermo di indiziato di delitto e della successiva ordinanza di custodia cautelare,
rendendosi irreperibile per oltre un anno e mezzo e dichiarato latitante, inserito nella lista del
Ministero dell'Interno dei di massima pericolosità.
Il ricercato è stato rintracciato all'interno di un'abitazione Sita in un quartiere popolare del Comune
di Comiso; il latitante era armato; infatti, nel corso della perquisizione effettuata all';interno
dell'immobile, sono state rinvenute due pistole semiautomatiche calibro 7,65, illegalmente detenute
e complete del relativo munizionamento, una carta di identità falsa rilasciata dal Comune di
Comiso e la somma di 6.500 euro in banconote di vario taglio.
Cambio al vertice di Iblea Acque
Cambio al vertice di Iblea Acque
Stefano Guccione, attuale Direttore dell’ATI di Enna, è stato nominato Amministratore Unico della società Iblea Acque di Ragusa La scelta è stata fatta con voto unanime da parte dei sindaci dei Comuni soci. La decisione ha escluso ogni possibile candidato locale puntando su una figura esterna alla provincia di Ragusa, con solide competenze nella gestione manageriale del servizio idrico. Dopo settimane di tensioni e pressioni politiche legate a candidature locali prive dei requisiti tecnici necessari, i sindaci hanno optato per una figura indipendente e competente. Secondo gli esperti del settore con l’incarico a Guccione, il territorio manda un messaggio chiaro: priorità a merito, professionalità e unità istituzionale, piuttosto che ad appartenenze partitiche. L’ingegnere, con un percorso consolidato nella governance dei sistemi idrici, rappresenta una garanzia di stabilità e capacità gestionale in un settore strategico per il territorio. La sua nomina avviene in un momento delicato, segnato da dinamiche nazionali e regionali complesse, con un crescente interesse da parte di soggetti privati per la gestione dell’acqua pubblica. Stefano Guccione succede a Franco Poidomani, che aveva improntato il suo mandato alla difesa della gestione pubblica dell’acqua, resistendo alle spinte verso la privatizzazione. Ora, il nuovo Amministratore Unico sarà chiamato a raccogliere questa eredità e a definire il futuro di Iblea Acque, bilanciando esigenze gestionali, sostenibilità economica e tutela del servizio pubblico. Il contesto politico attorno alla nomina riflette una ricomposizione degli equilibri locali e una crescente attenzione da parte dei centri decisionali regionali. La sfida di Guccione sarà anche quella di preservare l’autonomia decisionale della provincia di Ragusa, evitando derive che possano compromettere il controllo pubblico sulla gestione dell’acqua.
Ma perchè ve ne siete andati?
Ma perchè ve ne siete andati?
La notizia non so da dove arrivi ma se fosse vera sarebbe un'occasione per fare luce su uno dei tanti misteri che fanno da contorno alla crisi dall'aeroporto di Comiso. Il comitato, infatti, oggi ci dice di aver appreso in maniera del tutto casuale, che a breve sarà possibile incontrare e confrontarsi con i responsabili della compagnia aerea Ryanair, la quale, nel giugno del 2023, decise di abbandonare improvvisamente lo scalo casmeneo in contrasto con la società di gestione dell’aeroporto. Quella decisione oltre a mettere in ginocchio lo scalo lasciò tanti interrogativi, ad oggi mai soddisfatti, sulle reali dinamiche degli eventi. Sembra dunque che il sindaco di Comiso, dopo aver pregato in tutte le lingue del mondo, potrà incontrare il responsabile della compagnia irlandese per, come è scritto testualmente " fugare qualsiasi diceria sull'abbandono dello scalo" Detta così sembra che l'incontro serva solo a questo, a mettere cioè a tacere le malelingue e non a studiare strategie di intervento. Però secondo me la situazione così si complica. Voglio dire: ammettiamo che questo incontro ci sia davvero ed il sindaco, candidamente, chiede al Ceo : Ma perchè ve ne siete andati? Cosa potrà mai dire il capo della Ryanair sulla vicenda per non rischiare di passare per superficiale o per insensibile. Insomma se dice che lo ha fatto per colpa della Sac metterà nei guai i catanesi dando ragione ai complottisti, quelli cioè che da sempre dicono che c'è stato lo zampino di Torrisi. Se invece si arrampica sugli specchi e cerca scuse inattendibili qualcuno si potrà meravigliare della qualità della governance irlandese che prende decisioni ragionando con la pancia. L'unica possibilità che ha Wilson di dare una risposta intelligente, secondo me, è di motivare la mossa, non con la rottura degli accordi, ma per una questione di soldi. Ma questo fa il gioco nostro. Basterà infatti mandare qualcuno a Palermo, uno a caso, magari uno di FI, e chiedere le stesse condizioni di Trapani e incominciare a contare i passeggeri. A dimenticavo bisogna ricordare e non si accettano risposte negative, Sarebbe davvero la svolta definitiva visto che a Palermo si vantano di aver sanato i bilanci e quindi c'è anche qualche risorsa disponibile. Vediamo come va a finire ma dobbiamo aggiungere che il comitato, al quale vanno riconosciuti certi meriti, ha chiesto di essere coinvolto nelle possibili trattative. Non sarà facile partecipare proprio per la natura delicata della questione.
Manovra disastrosa. Il governo massacrato. La maggioranza a pezzi
Manovra disastrosa. Il governo massacrato. La maggioranza a pezzi
Raccontare un pomeriggio di fuoco all'Ars è roba dio professionisti della cronaca parlamentare . Non siamo così bravi e quindi ci permettiamo di riportare un pezzo di LiveSicilia che riesce a descrivere l'accaduto in modo puntuale e political correct. Eccolo. Ma prima di lasciarvi alla lettura abbiamo il dovere di criticare l'andazzo che ormai da tempo è prassi a Palazzo dei Normanni. Bisogna dire che non c'è più una maggioranza dopo che Forza Italia, Dc e Lega hanno abbandonato l’aula.
Ecco l'articolo di Live Sicilia: Oggi ben diciassette articoli sono stati bocciati: l’Ars massacra a colpi di voto segreto la manovra quater. Un terzo delle norme che componevano il ddl variazioni di bilancio è andato in fumo. Tra governo e Parlamento il muro contro muro è totale e a farne le spese sono le misure più care all’Esecutivo. Alla fine il testo approvato ha subito una cura dimagrante che però lascia il segno nei rapporti interni alla maggioranza. Trenta i voti favorevoli e 17 gli astenuti nel voto finale. Diciannove gli assenti: la gran parte di questi dai banchi del centrodestra ma alcuni (Burtone, La Vardera, Sunseri e Venezia) anche tra le file dell’opposizione. Nel pomeriggio di Sala d’Ercole si registra la rottura ufficiale nella maggioranza, e in particolare del tandem Fratelli d’Italia-Mpa con il resto della coalizione. A metà dei lavori Forza Italia, Dc e Lega abbandonano l’aula per evitare lo stillicidio sulla manovra ma i meloniani e gli autonomisti restano e così cadono ancora pezzi del ddl. Il caso finisce anche al centro di un battibecco tra il deputato di Forza Italia Marco Intravaia e il capogruppo FdI Giorgio Assenza. Il primo chiede la verifica dei deputati presenti e Assenza risponde: “Assistiamo ad una Caporetto per via anche dell’assenza dei deputati FI”. Intravaia risponde: “Abbiamo abbandonato l’Aula perché abbiamo preso atto di un problema politico”. Poco dopo Intravaia dà la sua versione dei fatti: “Ho chiesto la verifica del numero legale in Aula, ma quanto accaduto è gravissimo, la verifica è stata falsata dal fatto che risultavano inseriti i tesserini di deputati che, in realtà, erano assenti. È un fatto inaccettabile e profondamente scorretto. È davvero paradossale che partiti che fanno della legalità il loro vessillo, come il Movimento 5 Stelle, non abbiano avuto il coraggio di intervenire per denunciare questa irregolarità. La legalità non può essere sbandierata a giorni alterni, va praticata sempre, soprattutto nelle istituzioni”. A fine giornata il deputato della Lega Vincenzo Figuccia mette a nudo quanto accaduto e chiede un chiarimento in un vertice di maggioranza. “Quanto accaduto in aula è paradossale. Nei prossimi giorni un vertice di maggioranza avrà il compito di ridefinire gli equilibri, alla luce della presa di posizione di alcuni partiti alleati che hanno fatto asse con le opposizioni”. Il pomeriggio infernale per il governo era iniziato con la mano tesa avanzata dall’assessore all’Economia Alessandro Dagnino al rientro in Aula dopo la lunga pausa annunciata in avvio dei lavori, quando già tre articoli della manovra erano stati bocciati. “Il governo propone di stralciare alcune norme dal testo e di andare avanti con le misure che si ritengono più urgenti”, sono state le parole di Dagnino in Aula. La risposta del deputato del Pd Nello Dipasquale è stata eloquente: “Mi sarei aspettato le sue dimissioni. Lo stralcio delle norme è un tema che ha bisogno dell’unanimità dell’Aula, presentare questa proposta senza avere un minimo di certezza sulla condivisione da parte del Parlamento significa esporsi alla gogna politica”. Parole, quelle di Dipasquale, che non lasciavano presagire nulla di buono per il governo e così, alla ripresa delle votazioni, un vero e proprio tiro al piccione. Il governo va sotto in una serie di norme che caratterizzavano il ddl. Bocciati gli aiuti alle imprese agricole per la realizzazione di vasche e serbatoi aziendali utili nella lotta alla siccità, così come i contributi che vanno in sostegno alle assunzioni dei lavoratori svantaggiati. Finisce ko anche la norma sul south-working, che contiene le misure che puntavano ad agevolare il lavoro a distanza dei giovani siciliani assunti dalle imprese del nord. Bocciati anche i due articoli che contenevano le misure territoriali in favore dei Comuni e degli enti di culto, cari ai deputati del centrodestra: interventi per quasi trenta milioni di euro. Galvagno si lascia sfuggire una seconda frase eloquente captata dal microfono rimasto acceso: “Un massacro senza motivo, bastava ritirare la manovra”. Nel Vietnam di Sala d’Ercole spadroneggiano i franchi tiratori e cade anche il Fondo per l’editoria: in questo caso l’aula approva un soppressivo del M5s: 33 i favorevoli alla soppressione dell’articolo, 29 i contrari. Pd e M5s: “Maggioranza a pezzi” Pd e M5s cantano vittoria. “La maggioranza è andata in pezzi – commenta il capogruppo dem Michele Catanzaro -, un dato politico sotto agli occhi di tutti”. Il coordinatore M5s Sicilia Nuccio Di Paola rincara la dose: “Avevamo consigliato in tutti i modi al governo di ritirare questa disastrosa manovra, ma l’esecutivo se n’era uscito con la proposta indecente di stralciare solo qualche articolo. Bene, l’arroganza di Schifani è stata punita con una raffica di bocciature forse mai viste da queste parti, figlie di una spaccatura ormai insanabile nella maggioranza”. Ok ai fondi per Ast e Maas
Alcune norme, però, passano. Via libera, alla stabilizzazione del personale precario dei Consorzi di bonifica e al contributo di un milione di euro per Gibellina Capitale italiana dell’arte contemporanea 2026. Ok anche ai contributi all’Azienda siciliana trasporti (Ast) e ai Mercati agroalimentari della Sicilia (Maas), entrambe Partecipate della Regione: l’ok in questo caso è arrivato all’unanimità da maggioranza e dal tandem Pd-M5s che in alcuni casi ha ritirato tutti gli emendamenti soppressivi. “Con una maggioranza debole e una norma a rischio bocciatura, il Partito democratico ha contribuito a salvare la norma per i lavoratori dei Consorzi di bonifica”, rivendica Dipasquale. La norma viene però rivendicata anche dal deputato Dc Ignazio Abbate: “Oggi è uno dei giorni più importanti da quando siedo tra gli scranni di Palazzo dei Normanni – afferma -. Oggi siamo riusciti a portare a termine un lunghissimo percorso e a ridare dignità lavorativa a tantissimi siciliani che aspettavano da anni questa notizia. Il personale dei Consorzi di Bonifica inserito nei Pov potrà essere assunto a tempo indeterminato e full time”. Ok anche ai tre milioni e mezzo in favore di tutti i comuni siciliani per pagare le rette dei disabili psichici ricoverati nelle comunità alloggio. Passa anche il fondo da un milione di euro per dare la possibilità alle persone disabili di potere acquistare ausili e protesi necessarie per fare non solo sport a livello agonistico ma anche attività sportive amatoriali e ricreative. “Una novità in assoluto nella nostra regione, che mira al benessere psico-fisico e all’integrazione sociale dei disabili”, commenta Marianna Caronia (Noi moderati, che ha caldeggiato la misura. Le sei norme bocciate nel pomeriggio si aggiungono alle tre stoppate in mattinata: tra questi anche l’aumento dei fondi nel capitolo che finanzia alcune fiction legate alla Sicilia. Ne fa le spese la pellicola sulla figura di Biagio Conte, il missionario laico che fondò la Missione Speranza e Carità di Palermo. “Dispiacere e rammarico” per quest’ultimo passaggio è stato espresso dal governatore Renato Schifani in una telefonata con don Pino Vitrano, guida della Missione ‘Speranza e carità’. “Ritengo davvero incomprensibile questa mancanza di sensibilità nei confronti di una figura che ha rappresentato un esempio straordinario di altruismo, solidarietà e amore verso i più deboli – ha detto Schifani -. Ancora una volta, un voto segreto chiesto dalle opposizioni ha determinato l’esito negativo di un provvedimento che avrebbe avuto un grande valore non solo culturale, ma anche morale, contribuendo a diffondere il messaggio di speranza e di umanità che Biagio Conte ha lasciato in eredità a tutti noi. Un’occasione perduta”.
I risultati sono sconfortanti.
I risultati sono sconfortanti.
Torna a far parlare di se il Comitato a difesa dell'aeroporto. Effettivamente c'è troppa calma intorno alle vicende dello scalo e c'è il rischio reale che si metta tutto nel frigorifero dell'oblio politico. E così, come dicevamo, il Comitato torna alla carica con questo comunicato che possiamo definire almeno......... pungente.
La situazione attuale dell’Aeroporto di Comiso desta profonda preoccupazione. A fronte di ingenti investimenti pubblicizzati da politici locali come chiave per lo sviluppo, i risultati sono sconfortanti.
I fondi regionali destinati all’aeroporto, inizialmente annunciati come una panacea per tutti i mali, sembrano non sortire alcun effetto sulle compagnie aeree interessate. Pessime si sono rivelate, infatti, le strategie di marketing per attrarre compagnie aeree, rivelatesi
— senza alcuna sorpresa — fallimentari.
L’impressione è che i soldi pubblici promessi siano stati utilizzati solo come specchietto per le allodole da parte di chi, sul tema delle strategie, continua a brancolare nel buio. E così, mentre la preoccupazione sul futuro dello scalo espressa dall’onorevole La Vardera — non eletto nella nostra provincia — rimane una voce nel deserto, non si può non notare il silenzio assordante della politica locale:
deputati nazionali, regionali, senatori, sindaci.
Manca la politica, insomma. Quella che, nei mesi scorsi, quando si è riscoperta con le spalle al muro, si è inventata i tavoli permanenti che appaiono e scompaiono come quelli delle bische clandestine.
Sorprende l’assenza di una levata di scudi da parte dei veri portatori di interessi — gli imprenditori del settore turistico — ma anche quella di molti, troppi cittadini abituati ad elemosinare diritti. Mentre tutte le promesse su una sfavillante Summer 2026 si sciolgono come neve al sole, il territorio non può che sottolineare, per l’ennesima volta, l’imbarazzante incapacità dei propri rappresentanti, gli stessi che per mesi ci hanno tenuti incollati agli schermi millantando quotidiane interlocuzioni con i vertici delle compagnie aeree che ancora una volta ci lasceranno “Pedibus calcantibus” (a piedi, per dirla come qualche Presidente mai eletto dalla cittadinanza).
Chiusa per lavori la Ragusa-Catania
Chiusa per lavori la Ragusa-Catania
Informazioni utili per gli automobilisti che devono percorrere la Ragusa Catania in questo fine settimana. Sono previsti infatti dei lavori che richiederanno la chiusura notturna della strada statale 514 e la deviazione del traffico su percorsi alternativi. In particolare sul lotto 2 l' Anas eseguirà nel prossimo fine settimana il varo di due nuovi cavalcavia. Si tratta di un ulteriore passo avanti nel progetto complessivo che prevede la realizzazione di sette opere simili, delle quali altre 2 sono state già completate lo scorso luglio. I nuovi cavalcavia interessati dagli interventi sono il CV01, situato al km 18,800 della strada statale 514, e il CV04, al km 21,100, entrambi nel territorio di Licodia Eubea (provincia di Catania) - Per onor di cronaca il primo cavalcavia con un’unica campata in acciaio lunga 47 metri, consentirà di ristabilire la continuità della strada provinciale 5. Il secondo invece, avrà due campate metalliche di circa 20 metri ciascuna, sostenute da una pila centrale in calcestruzzo armato, e permetterà il ripristino dei collegamenti locali interpoderali. Per consentire tali operazioni di varo, la strada statale 514 sarà chiusa al traffico dal km 18,600 al km 26,900, secondo il seguente calendario:
- venerdì 10 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;
- sabato 11 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo;
- domenica 12 ottobre dalle ore 18:00 alle ore 6:00 del giorno successivo .
E' evidente che tali operazioni creeranno dei disagi soprattutto in serata anche se si tratta del fine settimana. Durante le chiusure comunque la circolazione sarà deviata sulla strada provinciale 38 III e sulla strada comunale “Dicchiara”.
Anas predisporrà inoltre personale dedicato lungo il tracciato per gestire la viabilità e indirizzare i mezzi, in particolare quelli pesanti.
La foto di copertina è di repertorio
Non riarmo, per fortuna, ma prolungamento della pista a Fontanarossa.
Non riarmo, per fortuna, ma prolungamento della pista a Fontanarossa.
Sarebbe davvero da ridere se fosse vero. In una terra come la nostra dove servono investimenti nelle infrastrutture e nella promozione sociale sapere che la Regione Siciliana avrebbe deciso deciso di stornare 252 milioni di euro del Programma Regionale FESR per sviluppare ‘"infrastrutture di difesa resilienti"’ cioè risorse destinate alle armi, può far impazzire. Secondo la CGIL che ha diffuso la notizia si tratta di investimenti giustificati dall’uso anche a fini civili di investimenti per la mobilità militare e per rafforzare presidi di rilevanza nazionale, europea ed extraeuropea (quali sistemi di comunicazione satellitari, basi militari, ecc.) che insistono sul territorio della Sicilia”
Sarebbe dunque una decisione gravissima che andrebbe a sottrarre fondi europei e nazionali stanziati per la lotta alle diseguaglianze sociali e ai divari territoriali, utilizzandoli per scopi militari. Fortunatamente non è così. Almeno a quanto dichiarano dal Governo. Pubblichiamo infatti la nota ufficiale che smentisce categoricamente quanto affermato dalla CGIL e precisa che si tratta di informazioni prive di fondamento.
Nessuna somma dunque è stata stanziata per finalità di riarmo. Quei fondi nell'ambito della riprogrammazione del Pr Fesr Sicilia 2021-2027, si tratta di un rafforzamento della priorità trasporti. La verità dunque parla di investimenti ferroviari soprattutto, 176 milioni di euro (e non 252) ricollocati per l'interramento della linea e prolungamento della pista dell'aeroporto di Catania Fontanarossa, un'opera già prevista nella pianificazione nazionale e regionale, del valore complessivo di 567,6 milioni di euro. Tutto buono e benedetto anche se, come abbiamo detto più volte, stiamo spendendo soldi pubblici quasi 600 milioni e migliorare l'aeroporto catanese ma lo stiamo vendendo. Queste somme faranno crescere il valore della società? A quanto sembra no. Anzi sembra certo che le cifre a suo tempo ipotizzate, Agen parlava di un miliardo, per la vendita delle quote Sac siano di molto ridimensionate. E allora? Siamo davvero degli sciocchi ! Continuiamo a spendere su una struttura in vendita non facendo altro che favorire il privato che se lo aggiudicherà. E poi si piange miseria per qualche milione a Comiso. Non c'è paragone è vero! Ma se lo andassimo a cedere ai militari otterremmo di più e magari la base per istruire i Top Gun della Nato la farebbero da noi spendendo molto sul territorio. Tanto su quella pista non vola quasi nessuno.
"Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?
"Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?
I risultati economici raggiunti dalla Sicilia in questo triennio di Governo Schifani sono davvero lusinghieri e rappresentano la prova che stiamo percorrendo la strada giusta. Un PIL al 3,5% nel 2024, nettamente superiore alla media del Mezzogiorno e nazionale, e un tasso di occupazione in crescita ci spingono a proseguire con ancora maggiore determinazione nelle politiche di sostegno e sviluppo." Lo ha dichiarato l'Onorevole Ignazio Abbate, Presidente della Commissione Affari Istituzionali dell'ARS, a conclusione dei lavori del Tavolo Tematico "Agricoltura, Sviluppo, Fiscalità e accesso al Credito: quale futuro?", da lui fortemente voluto, diretto e moderato in occasione della seconda giornata della Festa dell’Amicizia in corso di svolgimento a Ribera. All'incontro, svoltosi in una gremitissima aula consiliare del comune riberese, sono intervenuti l'Assessore Regionale all'Economia, Alessandro Dagnino, l'Assessore Regionale alle Attività Produttive, Edy Tamaio, il deputato regionale Carlo Auteri, il vicesegretario nazionale della DC, Giampiero Samorì e i vertici di CRIAS, Gianluca Guida, IRFIS, Giulio Guagliano e Assoconfidi Sicilia, Bartolo Mililli con Fabio Montesano di Fidimed che rappresentano insieme 20 mila aziende associate. Significativi anche gli interventi del Senatore Salvo Pogliese e dell’On. Giuseppe Castiglione. A concludere l’incontro l’atteso intervento del segretario nazionale della DC, Totò Cuffaro. "La festa dell’amicizia è un modo per riunirsi e approfondire i problemi che nessun partito oggi è in grado di organizzare. Per questo un sentito ringraziamento va al collega Carmelo Pace e a tutti gli amici di Ribera che ogni anno si spendono tantissimo per l’organizzazione di questa Festa. Dall'analisi emersa durante il Tavolo - prosegue l'On. Abbate - è emersa chiara e unanime la necessità di un'azione forte e immediata: garantire e facilitare l'accesso al credito per le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) e i liberi professionisti. Questi soggetti, che costituiscono il 90% del tessuto produttivo siciliano, sono la vera spina dorsale della nostra economia e devono poter disporre di canali più fluidi e meno onerosi per investire e consolidare le proprie attività." L’On. Abbate, a nome di tutti i deputati della Democrazia Cristiana e al caprogruppo Carmelo Pace, ha annunciato specifici disegni di legge regionali che saranno presentati per introdurre un modello innovativo di accesso al credito e che mirano alla massima Copertura da parte di Banche, intermediari finanziari e CONFIDI che garantiranno l'accesso al credito con una copertura che potrà arrivare fino all'80% dell'investimento. Alla riduzione degli oneri attraverso l'erogazione di contributi regionali per coprire commissioni, interessi e oneri finanziari, alleggerendo significativamente il peso del debito per le imprese. Alla cartolarizzazione dei Crediti con la Sicilia che avrà il coraggio di sperimentare nuovi strumenti come la cartolarizzazione dei crediti destinati ai CONFIDI. Questo permetterà di trasformare i crediti in titoli, aprendo l'accesso a una platea molto più ampia di fonti finanziarie, inclusi investitori istituzionali, garantendo stabilità e nuove risorse aggiuntive al tradizionale credito bancario. "I disegni di legge – ha concluso il parlamentare della DC - rappresenteranno un modello innovativo che unisce Banche, CONFIDI e investitori istituzionali, creando una nuova e solida finanza per il nostro sistema produttivo”.










