Voglia di divertirsi a Chiaramonte
Voglia di divertirsi a Chiaramonte
Una festa straordinaria. Ancora all’insegna del sold out. Ieri sera, Chiaramonte Gulfi ha fatto registrare numeri ancora una volta importanti, mettendo in rilievo la grande voglia di divertirsi in maschera da parte della gente. E il Carnevale 2023 ha intercettato nel modo migliore questa esigenza dando prova, se ce ne fosse ancora di bisogno, della forza di una tradizione di notevole rilevanza. E così la serata di ieri, caratterizzata dall’esibizione dei Tamburi imperiali di Comiso, dei Tamburi kamarinensi, dell’associazione Girotondo di Comiso oltre che della coinvolgente performance del gruppo mascherato che ha introdotto il carro allegorico dei Ghostbusters, ha colto ancora una volta nel segno. Anche per la notevole richiesta dei presenti di potere degustare le prelibatezze preparate nell’area food con il maiale in tutte le sue declinazioni, dalla gelatina, ai “maccarruna co sugu ri maiale” all’intramontabile panino con la salsiccia. E oggi questo momento dedicato alla gastronomia raggiungerà il suo apice visto e considerato che si celebra la XXXIX edizione della Sagra della salsiccia. Sempre oggi, poi, si ballerà sino a notte fonda con i deejay chiaramontani ma, soprattutto, con lo special guest, vale a dire Provenzano dj. Domani, martedì grasso, giornata conclusiva del Carnevale. Alle 18 l’apertura della sfilata con il carro allegorico e il gruppo in maschera oltre a musica e spettacolo, giocoleria e fuoco a cura della compagnia del Gufo. A seguire, l’ingresso in piazza Duomo con l’animazione. Alle 21, poi, il gran ballo in maschera in piazza con i dj chiaramontani Ale dj, Alien project, dj Mario, Salvo e Mario Molè, Vito Arena deejay, Alberto Battaglia, Mariglen dj. L’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Mario Cutello e con il vice Elga Alescio continua a seguire con la massima attenzione la realizzazione di questi appuntamenti, con il sostegno dell’Ars, e in particolare dell’on. Nello Dipasquale, il supporto del Libero consorzio, e la collaborazione della Pro Loco, del consorzio Chiaramonte, dell’associazione Namastè e dell’istituto alberghiero Principi Grimaldi sede di Chiaramonte. Un ringraziamento anche alle forze dell’ordine che stanno collaborando sul fronte della sicurezza: i carabinieri della locale Stazione, la polizia municipale e il gruppo Alfa della Protezione civile.
Inaugurato il Pronto Soccorso di Vittoria... ma
Inaugurato il Pronto Soccorso di Vittoria... ma
Il presidente della Regione Schifani ha inaugurato questa mattina i locali del nuovo pronto soccorso dell'Ospedale Guzzardi di Vittoria. Si tratta di una struttura completamente rimodernata e con attrezzature efficienti ma resta sempre il grande problema del personale come accade anche in altri presidi in provincia. Il pronto soccorso vittoriese ogni hanno supera i 30 mila contatti cioè una media di circa poco meno di 100 persone al giorno che fanno ricorso alle cura ospedaliere. Al momento risulta che ad ogni turno sono in servizio 1 medico e 3 infermieri una dotazione organica che non è degna di una città come Vittoria e di un ampio territorio al quale fanno riferimento anche
diversi lavoratori stagionali ed extracomunitari. Durante la cerimonia è si è verificata anche una vivace protesta rivendicativa di un gruppo di cittadini di Scoglitti che hanno chiesto che vengano risolti il problema del Pte nella frazione marinara con un medico h24 a disposizione.
Il centro storico batte un colpo
Il centro storico batte un colpo
Si è svolto, oggi pomeriggio, come previsto l'incontro tra cittadini per affrontare i problemi del centro storico di Ragusa Superiore presso il centro Pastorale in Piazza San Giovanni. In verità non c'erano tante persone e si dovrebbe capire il perchè. Sarebbe molto grave se si trattasse di rassegnazione. Le difficoltà di quella zona sono note a tutti e dipendono da una serie di fattori che sono stati, ancora una volta, presentati e dibattuti largamente. Ma per le soluzioni si rinvia ad altra data. Importante però è dire che c'era il sindaco Cassì ed anche il candidato Schininà che però non sono intervenuti. In pratica le lamentele sono state ascoltate e bisognerebbe cercare di porvi rimedio. Si parte dalla questione sicurezza, Non che accadano fatti criminosi a ripetizione ma si capisce che nessuno intende programmare interventi migliorativi . Molte case, dicono quelli del comitato, sono affittate in nero e quindi sfuggono al censimento per la tari con la conseguenza che i rifiuti sono abbandonati agli angoli delle strade. Non si fa manutenzione agli edifici ormai abbandonati ed il decoro urbano è deficitario. Mancano anche servizi essenziali e in pratica c'è un solo supermercato. Alcune zone, parliamo del famoso quadrilatero sembrano fuori controllo anche se l'ordinanza di ieri del sindaco Cassì cerca di mettere riparo. Ma non basta porre limiti, come ad esempio per la vendita degli alcolici, che possono essere facilmente aggirati. Si devono studiare provvedimenti che servano davvero. Quindi telecamere, censimenti a tappeto, multe ai proprietari, maggiore illuminazione di alcune zone, arredo urbano, vigili di quartiere in grado di stringere rapporti con la popolazione e capirne le esigenze, manutenzione degli edifici in danno dei proprietari se non intervengono. Ma anche indagini per valutare la qualità della vita degli abitanti e capire come intervenire con l'assistenza sociale o altro. Essenziale anche la cooperazione della Chiesa che ha contatti maggiori sul territorio. Insomma i cittadini hanno battuto un colpo vediamo chi risponde.
Non movimento ma Partito e con idee chiare...
Non movimento ma Partito e con idee chiare...
Tappa ragusana, questa mattina per il Movimento Sud Chiama Nord che ci ha invitato ad una conferenza stampa per spiegare la road map che attraverso iscrizioni al partito e coalizioni varie porterà alla seconda candidatura del suo leader DeLuca per la presidenza della Regione. Abbiamo volutamente detto partito e non Movimento perche come è stato confermato proprio oggi Sud Chiama Nord è diventato un partito a tutti gli effetti potendo contare su onorevoli e senatori a livello nazione, diversi deputati all'Ars oltre a sindaci e consiglieri comunali. E' chiaro che nell'incontro con la stampa non si poteva fare a meno di parlare delle prossime elezioni amministrative a Ragusa. prima di tutto c'è da dire che il referente politico regionale è Danilo Lo Giudice, ex deputato all'Ars ed ora sindaco di Santa Teresa Riva, ha dichiarato di aver già preso contatti con i candidati più accreditati, Cassì e Schinina almeno per il momento, e sembra essersi fatto una certa idea. Non tocca a noi quindi giudicare una intuibile scelta trapelata nel suo discorso ma è bene che si chiariscano i punti cardine di ogni tipo d'accordo. Lo Giudice ha ripetuto più volte che "loro" sanno amministrare e lo hanno dimostrato ovunque, da Messina ai comuni dove governano, e quindi per una qualunque alleanza è necessario che ci siano patti chiari. Il partito potrà far parte di una coalizione purchè sia deciso il suo ruolo già da subito. Insomma si vuole essere in giunta con un compito definito e che possa incidere nella gestione della città. Non sono accettate quindi ipotesi di gare al voto a chi arriva primo prende l'assessorato. Dalla discussione comunque è scaturita una certa simpatia per Cassì e verso questa direzione sembrano indirizzarsi gli sforzi elettorali futuri. Mi sono permesso di punzecchiare il giovane ma competente referente politico, cercando di capire se le richieste di ruoli importanti erano state fatte realmente presenti a Peppe Cassì,Il sindaco uscente ha più volte detto che il suo progetto è ben definito così come la sua squadra molto collaudata e chi si aggrega dovrà condividere il percorso. Per Lo Giudice non ci possono essere errori di interpretazione: il loro apporto sarà ben contraccambiato in termini di visibilità amministrativa. Sul fatto che Cassì non voglia condividere un percorso con partiti di qualunque genere LoGiudice è stato comprensivo e disponibile. Pur non condividendo questa volontà, per sud Chiama Nord, non ci sarebbero difficoltà a camuffarsi sotto il simbolo di una lista civica formata ad hoc. E se per caso ci fosse troppa confusione da quelle parti vista l'intenzione di Cassì di aggregare forze eterogenee come l'UDC o l'MPA , l'importante è poter agire in questa città che è così bella ed importante e risolvere alcuni problemi importanti e cioè, la sanità, l'ordine pubblico ed il centro storico. Chissà se effettivamente a Messina ordine pubblico, sanità e centro storico sono stati sistemati definitivamente? Però ad onor del vero l'incontro si è concluso rimandando ogni decisone finale a dopo gli incontri previsti per la prossima settimana dove sia Cassì che Schininà dovranno definire le alleanze future.
Una certezza: la morte del centro storico superiore.
Una certezza: la morte del centro storico superiore.
E' previsto per sabato 18 febbraio alle ore 15 presso i locali del Centro Pastorale in piazza San Giovanni un incontro organizzato dal comitato "Noi per il centro storico" . E' il momento giusto per affrontare quelle tematiche delle quali si discute ormai da anni ma non riescono a trovare soluzioni. I cittadini residenti e non nel centro storico di Ragusa superiore ben conoscono la realtà quotidiana dei quartieri e rifiutano di arrendersi a un’evidenza che, nonostante i proclami elettorali, peraltro puntualmente disattesi dalle diverse amministrazioni degli ultimi decenni, sta diventando certezza: la morte del centro storico superiore.
In particolare, “Noi per il centro storico” sottolinea la necessità di avviare iniziative quali: il censimento degli immobili fatiscenti, abitati e disabitati, e l’avvio di procedure per il recupero; l’incentivazione di politiche di supporto, non necessariamente economico, ai nuclei familiari svantaggiati, italiani e stranieri, che numerosi risiedono in zona. Anzi, a tal fine sarebbe utile avviare una ricognizione delle associazioni che già operano sul territorio e un elenco delle iniziative attualmente in essere. “Stiamo vivendo – è sottolineato dal comitato – la fase di massimo degrado del centro storico e, ora più che mai, appare chiaro che le iniziative sparse di singoli o piccoli gruppi, pur lodevoli negli intenti, non possono essere di aiuto, se non convogliate in progetti di più ampio respiro”. E, ancora, è sollecitata la programmazione, in tempi brevissimi, di interventi volti al ripristino del decoro urbano; la ricognizione o, in assenza, l’avvio di politiche di supporto agli operatori economici per ripopolare il centro ormai quasi definitivamente svuotato di attività commerciali. Il comitato, insomma, nasce dalle voci, dai bisogni, dalle osservazioni di chi vive il centro storico, di chi non lo vive ma abita a Ragusa, di chi ci lavora, di chi sceglie di abitarci, di chi crede nel centro come un’identità collettiva e magari ci ritorna dopo aver sperimentato altre realtà urbane. “Il comitato – è chiarito ancora – prende le mosse dalla considerazione che il centro storico rappresenta una mentalità poiché il sentirlo proprio ci rende consapevoli di essere parte di un processo culturale unico e appunto identitario. Certamente, non tutti i cittadini potranno avere coscienza delle complesse dinamiche che hanno lentamente animato e trasformato negli anni il centro storico e neppure delle lacune e delle ferite che allo stesso sono state inferte. Però, possiamo dire che tutti i ragusani percepiscono il centro storico come un valore unico, ma allo stesso tempo fragile e come tale da salvaguardare. Ecco perché come comitato, partendo da queste considerazioni, vogliamo promuovere il rispetto collettivo nei confronti delle comunità etniche che vi abitano, coinvolgendo le varie figure di riferimento delle diverse etnie facenti parte del comitato. Il nostro obiettivo, tra l’altro, è sensibilizzare chi di competenza al recupero del senso generale della “bellezza”, evitando lo scivolamento nel degrado strutturale e regolarizzando lo sviluppo del centro. Vogliamo, in definitiva, un centro storico che non sia solo visitato ma abitato, vissuto, per far sì che possa riemergere come una parte della città con una propria storia fatta non solo di monumenti, chiese, musei, ma intessuta anche di relazioni”.
Il telegiornale di Teleiblea del 17 febbraio 2023
Il telegiornale di Teleiblea del 17 febbraio 2023
Nell'Indice: Come si vince al superenalotto. Il caos nei trasporti. L'umento dello stipendi all'Ars. La dichiarazione di Schifani. Confeenza stampa sabato con il movimento di Deluca. Mal Comune con Cesare Pluchino. Il centro storico per il sindaco ed i centro storico per chi vi abita. La cronaca. Intervista al prof Barone su Garibaldi.
Il telegiornale di Teleiblea del 16 febbraio 2023
Il telegiornale di Teleiblea del 16 febbraio 2023
Nell'Indice: Un saluto per gli amici di Gela. Ripristinato il segnale da quelle parti. La protesta degli analisti. Le Aziende sanitarie non pensano ai cittadini. Il problema dei bonus non negoziabili. Il bilancio del comune di Ragusa. Dichiarazione del sindaco Cassì. In consiglio c'è molta disponibilità anche delle opposizioni. Intervista a Ciccio Barone. le manovre pre elettorali. Intervista a Tasca di Territorio. L'off shore e le camere di commercio. la ricetta di Giovanni Berretta del giovedì grasso. Intervista all'editore Vella.
Approvato il bilancio del comune di Ragusa
Approvato il bilancio del comune di Ragusa
“La prossima Amministrazione di Ragusa, qualunque essa sia – commenta il sindaco, Peppe Cassì - troverà un Comune con un Bilancio preventivo già approvato e quindi nel pieno potere delle sue funzioni economico-finanziarie; un’auto pronta a
partire e solamente da mettere in moto. Per noi non fu così e, a quanto mi dicono, è la prima volta che ciò accade a Ragusa.
Approvare il bilancio entro i termini di legge (una rarità nel panorama degli Enti locali del Sud Italia, che questa Amministrazione ha invece garantito anno dopo anno) non è solo un vanto fine a sé stesso: effettuare investimenti, assumere
personale, accendere mutui, ottenere determinati finanziamenti è possibile solo nelle condizioni in cui Ragusa oggi, ancora una volta, si trova.
Di solito negli ultimi mesi di un mandato si tira a campare, si pensa alla campagna elettorale, si rallenta tutto. A Ragusa invece abbiamo dato priorità agli interessi della città. Obiettivo raggiunto, l’ennesimo, per il quale voglio ringraziare l’intera
macchina amministrativa, e in particolar modo l’assessorato al Bilancio e il settore Ragioneria, nonché tutti i consiglieri comunali che hanno permesso di approvare un atto dai vantaggi concreti per la nostra comunità”.
“La gestione economico finanziaria dell’Amministrazione Cassì – afferma l’assessore al Bilancio, Giovanni Iacono - è stata sempre declinata secondo due linee guida: tempo e sostenibilità. La prima vuol dire rispetto delle scadenze per tutti gli
adempimenti contabili dell’Ente; rispetto dei tempi di pagamento ai fornitori entro 20 giorni (sostenendo, in tempi di crisi, la liquidità delle imprese); tempi di risposta immediati alle innumerevoli modifiche normative che continuamente toccano i settori
dell’Ente.
La seconda si può condensare in un esempio: l’azzeramento del disavanzo derivante dal riaccertamento straordinario dei residui. Un disavanzo, ereditato e con rilievo della Corte dei Conti di oltre 17,8 milioni, che abbiamo azzerato in poco più di 3
anni. Abbiamo superato gli anni della pandemia, adesso la guerra e gli aumenti vertiginosi di luce e gas, con molto meno entrate correnti e con molte meno entrate delle royalties petrolifere. Siamo riusciti a mantenere i conti in ordine, a pagare in 9 giorni
i creditori, dimezzare i residui passivi, aumentare i servizi alla cittadinanza,
progettare e finanziare tantissime opere pubbliche e rendere ancora di più Ragusa una meta attrattiva.
Non solo: questo bilancio risponde anche alle sfide dei prossimi anni, con le nuove infrastrutture e i progetti finanziati con il PNRR. Stiamo lasciando alla città oltre 40 milioni di finanziamenti PNRR e 143 milioni di opere del piano triennale già finanziate”.
Il Bilancio 2022-2023 in pillole: - Nessun aumento della pressione tributaria e continua la lotta all’evasione e per
l’equità fiscale; - Accantonamenti per il rinnovo CCNL enti locali 2022-2024. Ragusa tra i primissimi Comuni in Italia a pagare gli arretrati del contratto 2019-2021 entro dicembre scorso. Un preciso obbligo nei confronti del personale dipendente che
abbiamo voluto assicurare senza un giorno di ritardo.
- Opere strategiche finanziate tramite Pnrr, ad esempio: Nuovo polo dell’Infanzia di Marina per 8.800.000 €; Riqualificazione del Foro Boario con un finanziamento di circa 800.000 € regionale e uno da € 7.700.000 tramite Pnrr.
- Nuovo progetto di video sorveglianza del territorio comunale: 250.000 € - Interventi negli edifici scolastici:
200.000 €, a cui si aggiungono 400.000 € per lavori di eco-efficienza e miglioramento condizioni di sicurezza.
- Potenziamento del servizio di refezione scolastica. Una spesa che passa da 600 a
800 mila euro per assicurare il servizio a tutti gli studenti di Ragusa.
- 830.000 € dall’imposta di soggiorno secondo, il piano di spesa concordato con
l’Osservatorio, per turismo e cultura.
- 130.000 € per interventi straordinari del verde pubblico.
- 500.000 € per interventi di miglioramento ambientale.
- Maggiori somme per la manutenzione della pubblica illuminazione e per la
manutenzione straordinaria di strade, marciapiedi e piazze.
- Copertura di tutte le somme necessarie al mantenimento del nuovo corso di laurea e
manutenzione straordinaria ex Distretto militare e alloggi Erp.
- Particolare attenzione all’impiantistica sportiva. Alcuni esempi: 300.000 € per il
Palaminardi; 330.000 € per Palestra Bellarmino e campi da tennis in c.da Tabuna;
600.000 € per il rifacimento del campo d’atletica di c.da Petrulli; 300.000 € per
l’impianto di c.da Gaddimeli a Marina di Ragusa; 537.000 per la ristrutturazione di
spogliatoi e illuminazione degli impianti Biazzo e Colaianni.
- E poi il Sociale, con i servizi educativi, socio-assistenziali, scolastici che vedono un
aumento delle risorse di oltre il 18%, circa 1 milione di euro in più.
- Circa 500.000 € per i cimiteri, con interventi di manutenzione e ampliamento.
La proposta di Legambiente a 30 km l'ora
La proposta di Legambiente a 30 km l'ora
Legambiente invia una lettera al sindaco di Ragusa per apprezzare l'intenzione di trasformare la città in una dove si va a 30 km/h ma non letteralmente ma piuttosto come ideologia. Il teoria un tipo di città fatta per andare a piedi dove le auto vanno a passo d'uomo è auspicabile ma secondo noi occorrono tutta una serie di condizioni preesistenti o da preparare affinché un tale progetto possa funzionare non solo al centro. C'è prima di tutto la conformazione della città e poi il problema dei mezzi pubblici inesistenti. Insomma tra il dire e il fare ci sono almeno 20 anni di lavori e di mentalità da cambiare. Comunque ecco la lettera :
Il PRG di Ragusa introduce il limite di velocità di 30 chilometri orari, limitandolo però a poche aree. Avrebbe dovuto comprendere una porzione maggiore di città con un significato non solo da codice della strada ma soprattutto urbanistico. Infatti il concetto di “città 30” – insieme al suo corrispettivo più localizzato di “zona 30” – è assai più complesso di un semplice abbassamento del limite di velocità con l’inserimento dei relativi cartelli, e porta con sé una serie di interventi infrastrutturali e cambiamenti nella mentalità degli utenti della strada da cui Ragusa è ancora molto lontana.
Dove i progetti di città 30 sono già stati avviati come ad Olbia, hanno già dimostrato che istituire una città 30 non comporta un allungamento dei tempi di percorrenza per gli automobilisti: anzi, in tutti questi posti si è avuto un sostanziale decongestionamento del traffico e una riduzione degli incidenti e della mortalità Per “città 30” non si intende solo in senso stretto una città in cui quasi tutte le strade abbiano un limite di velocità di 30 chilometri orari: più in generale è un’iniziativa che punta a riequilibrare lo spazio pubblico, riducendo le aree della strada dedicate alle auto con l’inserimento di piste ciclabili e l’allargamento dei marciapiedi, in modo da
creare spazi più vivibili per le persone. A Ragusa un primo embrionale esempio è rappresentato da via Colaianni dove è stato allargato il marciapiede lato ferrovia con l’effetto di aumentarne l’uso da parte dei pedoni; prima solo pochi coraggiosi si avventuravano a camminare sul ridottissimo marciapiede ritrovandosi spesso a utilizzare la carreggiata per evitare gli ostacoli esistenti con i conseguenti rischi.
Avere marciapiedi più larghi significa avere più spazio per panchine e alberi, solo per fare due esempi, con tutti i benefici che comporterebbe anche per l’ambiente. Significa permettere agli anziani di fare più passeggiate perché possono sedersi, ai bambini di andare a piedi o in bici a scuola da soli. Il modello-automobile ci ha fatto pensare che tutto lo spazio dovesse essere dedicato alle auto, tanto da dedicare in Italia l’80 per cento della strada, tra carreggiata e parcheggi, alle auto. Eppure le automobili sono per la maggior parte del tempo vuote e ferme, e anche quando sono in movimento vengono usate per viaggi di pochi chilometri dal solo conducente. Invece «se l’automobile va piano», «posso dedicargli meno spazio, e quindi guadagnarne di più per altre funzioni: alberi, tavolini di bar e ristoranti, eccetera. Vuol dire lavorare sullo spazio pubblico senza considerarlo solo l’asse di scorrimento del traffico».
Questo perché c’è una stretta correlazione tra lo spazio concesso alle automobili e la velocità: innanzi tutto dal punto di vista della psicologia del conducente, che è più portato ad andare veloce se non ha ostacoli visivi davanti a sé. Poi da un punto di vista
più fisico e pratico, perché se c’è meno spazio un automobilista deve necessariamente rallentare più spesso: fare carreggiate più strette, per esempio, significa anche che le auto avranno meno spazio per fare le curve, e che quindi dovranno necessariamente
rallentare agli incroci, che sono statisticamente il posto della strada in cui avvengono più incidenti.
In una zona 30, e più in grande in una “città 30”, si possono realizzare dossi, attraversamenti pedonali rialzati, alternanza dello spazio dedicato ai parcheggi tra un lato e l’altro della strada (in modo che non ci siano mai contemporaneamente entrambi i lati occupati dalla sosta delle auto), rotatorie, isole di traffico rialzate, segnaletica orizzontale molto vistosa. E per eliminare la sosta illegale delle auto sui
marciapiedi, per esempio, inserire nuovi elementi, come panchine, tavoli per mangiare, vasi con i fiori, tavoli da ping pong.
Fare una strada in cui le auto non abbiano la priorità e per fare in modo che venga accettato anche in altri quartieri serve avviare campagne di comunicazione in grado di spiegare realmente di cosa si stia parlando. Tra le cose che un’amministrazione può fare velocemente, la riduzione della velocità è solo la prima. Realizzare la “città 30” peraltro non significa applicare il limite di 30 chilometri orari a
tutte le strade, senza nessuna esclusione, significa adattare il concetto seguendo le proprie caratteristiche urbanistiche. È un modo per creare città più belle, più civili.
Il telegiornale di Teleiblea del 15 febbraio 2023
Il telegiornale di Teleiblea del 15 febbraio 2023
Nell'Indice. La ricetta del caro voli di Schifani. Interviste varie. La protesta di Dipasquale per aver dimenticato Comiso. Intervista a Salvatore Battaglia rappresentante dei laboratori di analisi. La politica locale e le alleanze. Iacono e Firrincile sul bilancio del comune di Ragusa. Sostiene Peppe Lizzio. L'autostrada Rosolini Modica. L'eolico secondo Solarino. Lavori a Pozzallo ed il Carnevale di Chiaramonte.









