Il telegiornale di Teleiblea del 28 febbraio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 28 febbraio 2023

Nell'indice: Il Ragusano Dop ed il prezzo nella grande distribuzione. le news nazionali. Il PD e la nuova segretaria nazionale. IL centro storico argomento principale nella campagna elettorale. Ospite in studio Pasquale Spadola. Come va nelle altre coalizioni. A Comiso il PD appoggia Liuzzo di Italia Viva. Interviste a Campo e Dipaola del M5S. Servizio di Teresa Guarnuccio su iniziativa di beneficenza


Argomento clou della campagna elettorale.

Argomento clou della campagna elettorale.

Una delle cause della desertificazione ( termine esagerato ma significativo) nel centro storico è di sicuro la chiusura di molti esercizi commerciali. Le cause sono molteplici, non tutte ascrivibili ad errori  delle amministrazioni ma di certo nessuno fino ad ora  ha cercato di fermare il  fenomeno con interventi mirati e pianificati. La situazione del capoluogo ibleo è la seguente: Nel 2012, le attività di commercio al dettaglio in centro storico erano 512, 311 quelle invece non in centro storico, questo dato è precipitato nel 2022 (ultima rilevazione riferita al 30 giugno dell’anno scorso) sino a 352 imprese in centro storico contro le 305 imprese non ricadenti nel suddetto perimetro, passando per la precedente rilevazione del 2019 con 389 imprese in centro storico e 315 non in centro storico. Per quanto riguarda invece alberghi, bar, ristoranti, queste le cifre rilevate a Ragusa: 170 imprese nel 2012 in centro storico, contro le 166 del 2022, passando per le 169 del 2019; la stessa tipologia d’impresa, ma non nella fascia del centro storico, vede 224 imprese nel 2012 con un aumento sino a 332 nel 2022 passando per le 325 del 2019. Secondo Confcommercio si sono perse in centro storico molte attività al dettaglio  come esercizi non specializzati, prodotti alimentari, tabacchi, altri prodotti ed  esercizi specializzati, con la conseguenza di un vero e proprio boom nelle zone che non ricadono in centro storico. Una cosa è certa. La
desertificazione commerciale dei centri storici è un tema che deve essere  affrontato  ma probabilmente non con ordinanze e divieti ma con una vera e propria rigenerazione che deve partire dagli strumenti edilizi con eventuali incentivazioni e dalla sicurezza. , A fine maggio si andrà a votare e sarebbe opportuno che ogni candidato presenti alla città la sua ricetta  per superare questo problema. Teleiblea sta progettando una serie di trasmissioni che avranno proprio come argomento alcuni dei temi più scottanti della prossima campagna elettorale.


Comiso: incontro a Palermo per il cargo e..

Comiso: incontro a Palermo per il cargo e..

Almeno l'entourage di Schifani ha convinto il presidente a mettere prima della parola cargo quella che fa riferimento ai passeggeri. Ed infatti nel comunicato odierno l'ufficio stampa della presidenza apre parlando di continuità territoriale. Sanno bene i nostri lettori che questo termine si riferisce ad interventi della regione per abbassare il prezzo dei voli da e per Comiso. Ne abbiamo goduto per qualche settimana poi il Covid e il fallimento di Alitalia hanno chiuso il capitolo. Ma i soldi, in teoria. dovrebbero esser ancora disponibili ed ecco che se ne fa cenno in questo comunicato. Insomma se si riesce a pescare qualche accordo su un paio di tratte importanti sarebbe per Comiso un toccasana visto che sull'altare della incapacità gestionale ed amministrativa in quell'aeroporto  si vorrebbe fare solo cargo. Come e quando sarebbe da vedere. Una struttura dedicata al  cargo dovrebbe trovarsi al centro di un'area economicamente interessante che fa molti affari importando ed esportando. Dovrebbero esserci collegamenti stradali veloci e funzionali. Insomma se ci vogliono 2 ore dal nord al sud e poi 5 ore per spostare la merce di un centinaio di Km è fatica sprecata. Vediamo come va a finire. Intanto in piena campagna elettorale Schifani fa la sua parte.
Continuità territoriale e trasporto cargo nell’aeroporto di Comiso saranno i temi al centro di un vertice che il presidente della Regione Renato Schifani ha convocato per venerdì 3 marzo a Palazzo d’Orleans. Attorno allo stesso tavolo ci saranno l’amministratore delegato della Sac di Catania Nico Torrisi, il sindaco di Comiso Maria Rita Schembari, l’assessore regionale alle Infrastrutture Alessandro Aricò e il dirigente del dipartimento Salvo Lizzio. 
 
Realizzare l'area cargo nello scalo ragusano è un progetto considerato prioritario dal governo regionale e proprio qualche giorno fa Schifani è stato a Comiso per confrontarsi direttamente con le autorità cittadine e i vertici della società di gestione dell’aeroporto. 
«In quell’occasione - sottolinea il presidente della Regione - avevamo preso l’impegno di organizzare, a breve, un incontro a Palermo e lo stiamo mantenendo. Vogliamo avviare le procedure che conducano alla progettazione esecutiva per lo sviluppo del settore cargo e affrontare il tema della continuità territoriale, per la quale esistono già delle risorse accantonate».

In Sicilia si vota il 28 e 29 maggio.

In Sicilia si vota il 28 e 29 maggio.

In Sicilia le elezioni amministrative si svolgeranno il 28 e 29 maggio, così come già deciso dalla giunta lo scorso 2 febbraio. La conferma all'unanimità è arrivata dal governo Schifani nella seduta di oggi pomeriggio. Nessun allineamento, quindi, con l’election day nazionale del 14 e 15 maggio.  Si voterà, dunque, domenica 28 (dalle 7 alle 23) e lunedì 29 (dalle 7 alle 15), con eventuale turno di ballottaggio nelle giornate dell’11 e 12 giugno.
Tra i 129 Comuni chiamati alle urne ci sono anche quattro capoluoghi di provincia, ovvero Catania (incluse sei circoscrizioni di quartiere), Ragusa, Siracusa e Trapani. In 114 amministrazioni si voterà con sistema maggioritario, mentre in 15 col proporzionale.
L’inserimento di eventuali nuovi Comuni potrà avvenire entro la data di indizione dei comizi elettorali, prevista, con decreto dell’assessore alle Autonomie locali, tra il sessantesimo (29 marzo) e il cinquantacinquesimo (3 aprile) giorno antecedenti le votazioni


Il telegiornale di Teleiblea del 27 febbraio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 27 febbraio 2023

Nell'Indice: Confermato il voto per fine maggio. La tragedia dei migranti in Calabria. La commissione anti mafia ad Acate. Intervista a Cracolici. Le primarie del pd. intervista a Dipasquale e Calabrese. Presentato Firrincieli candidato del M5S. Incontro del campo largo. Presentazione di Pasquale Spadola. Interviste a Sallemi e Spadola. L'aeroporto ed il cargo. La cronaca e lo sport


C'è il rischio di ghettizare il centro

C'è il rischio di ghettizare il centro

Sull'ordinanza emessa dal sindaco per la sicurezza nel centro storico di Ragusa Superiore, arriva in redazione la nota dei consiglieri comunali  Rivillito e Mezzasalma  che merita una  attenzione e , in parte, una certa condivisione. Dopo la premessa che reputa apprezzabile l'ordinanza, il consiglieri fanno riferimento al divieto   del consumo di bevande all’esterno dei locali. E sbagliato !  Questo non risolverà il problema anzi lo peggiorerà ulteriormente ghettizzando ancor di più il centro storico!!”  Insomma i nostri giovani, dice il consigliere Luca Rivillito, se non potranno piu’ andare in centro a vivere la  citta’, si sposteranno altrove, in qualche parcheggio sotterraneo  o piazzette  in periferia e questo contrasta con il progetto di centro storico come punto di riferimento, del suo rilancio come posto di divertimento ed aggregazione: in questo modo si otterrà l’effetto contrario  trasformandolo in un **dormitorio unesco**!!!”
Ancora  piu grave , continua il consigliere Gianni Mezzasalma, è che  questa amministrazione così va contro le varie attività di ristoro , bar e svago, che   dopo tante promesse , sempre annunciate e mai attuate, di interventi per risollevare il centro storico, ora  si vedono ancora una  volta penalizzate  vietando la vendita di bevande alcoliche e non in lattina e/o da asporto con l’obbligo di consumo all’interno dei locali suddetti dalle ore 17:00 alle 06:00. Lo stesso problema per i locali h24 ancora più penalizzati , dove la maggior parte  dell’assortimento delle bevande sono in lattina e che ad oggi non hanno una stessa referenza in plastica, per cui gli h24 dovranno mantenere la propria’ attivita’ per ora solo con la vendita di caffe’. Tutto questo porterà ad una notevole perdita  di fatturato per tutte le attività del centro storico con conseguenze sul lavoro dipendente  e di sopravvivenza delle attività stesse”
Secondo noi ,concludono  Rivillito e Mezzasalma;  nobile l’intento ma iniqua, sbagliata  e indirizzata male la misura. La sicurezza la devono assicurare le forze dell’ordine e la polizia municipale ( vedi poliziotto di quartiere) .
Una analisi che può essere in parte condivisa se la si guarda come esercente. Diversa invece per gli abitanti che hanno paura di girare al centro di notte. Qualche anno fa nel quadrilatero intorno a Piazza san Giovanni di notte non c'era anima viva ora grazie ai tanti locali c'è un po' di movida. Giusto il riferimento al poliziotto di quartiere ma non può certo bastare di notte. Non è facile risolvere il  problema che scatuirisce secondo chi vi scrive dalla frammentazione e diversificazione del centro storico. Noi ne abbiamo 2 di pari dignità e poi c'è anche Marina di Ragusa.  E' necessario un progetto articolato. Impegno dell'amministrazione su base stagionale, limitazione degli orari, controllo del territorio e delle persone arrivando anche ai Daspo per chi viene da fuori e fa solo "casino". E poi più luce, più telecamere, più polizia anche se locale, più collaborazione da parte degli esercenti incentivandoli con sconti a non fornire alcol a chi, si vede benissimo, che non lo accompagnerà al panino. 


E lunedì tocca al M5S

E lunedì tocca al M5S

E siamo già  a tre! Escludendo naturalmente Cassì che lo si da per scontato. Parliamo dei candidati a sindaco di Ragusa. Il primo a lanciare la sfida è stato Riccardo Schininà per l'area progressista poi, appena ieri, Pasquale Spadola per Fratelli d'Italia e domani tocca al Movimento 5 stelle che ci ha inviato questo comunicato. Dopo le interlocuzioni con il presidente Conte il M5S di Ragusa è pronto a sciogliere la riserva e annunciare il proprio candidato sindaco del capoluogo ibleo. Le decisioni saranno comunicate domani 27 febbraio alle ore 10,30 presso i locali di via E.C. Lupis, angolo via Mongibello.  All'incontro con la stampa, oltre al candidato sindaco, parteciperà il coordinatore regionale Nuccio Di Paola, la deputata regionale Stefania Campo, i Consiglieri comunali di Ragusa e l'ex sindaco Federico Piccitto.
Quella dei 5 stelle è stata una scelta difficile che secondo noi non mancherà di creare scompensi all'interno del partito. Infatti questa decisione di andare  non sembra piacere a diversi consiglieri comunali ( nella foto) e a questo si può aggiungere la non condivisione del candidato che, detto per inciso, nessuno sa chi è. Circolano voci su Firrincieli ma non è escluso un colpo di scena. Insomma ai 5 stelle non piace nessun tipo di alleanza e così hanno già sfasciato la politica nazionale e poi quella regionale, dopo aver addirittura partecipato alle primarie ( forse perchè avevano perso) Da sportivo di lungo corso,  a questo punto, devo rimpiangere la vecchia pratica dell'esonero immediato  dell'allenatore dopo una serie di sconfitte. Sarebbe il caso di attuarla anche in politica soprattutto se chi fa perdere la squadra ragiona solo per interessi personale, politici ben inteso,  ma senza pensare alla propria gente a Roma come a Palermo come a Ragusa.


Il telegiornale di Teleiblea del 24 febbraio 2023

Il telegiornale di Teleiblea del 24 febbraio 2023

Nell'indice: Il ricordo di Maurizio Costanzo. Il saluto di Sgarbi. Le nuove ferrovie in sicilia. Il clima e le preoccupazioni. Intervista a Massimiliano Fazzino climatologo. La politica con la scelta dei 5 stelle. Mal comune con Cesare Pluchino e lo sconforto sulle vicende elettorali. Servizio du Pozzallo.


Lo diciamo da tempo! C'è una situazione grave nei Pronto Soccorso

Lo diciamo da tempo! C'è una situazione grave nei Pronto Soccorso

Il fatto è che a quanto sembra non serve parlarne perchè la situazione è senza soluzioni. Parliamo del pronto soccorso dell'ospedale di Ragusa e non solo. La vicenda torna alla ribalta quando ci capita qualcuno che ha la possibilità di far uscire la notizia in qualche modo. Abbiamo detto più volte delle lunghe attese, delle persone lasciate in barella per mancanza di posti letto e poi la penuria ormai atavica dei medici e degli infermieri. Ma va a finire sempre allo stesso modo, Il dibattito sui accende per un paio di giorni poi tutto torna come prima. Bisogna invece insistere. Organizzare delegazioni quotidiane di professionisti, cittadini, mamme e altro. Ma a Palermo ti dicono, come è accaduto ieri nell'incontro tra l'assessorato e le Asp che non ci sono soldi e che vedremo come fare. Comunque l'autorevole e competente segnalazione oggi  arriva dalla F.P.CGIL e NurSind che da tempo tengono alta l’attenzione sulle quotidiane criticità che affliggono l’Emergenza Urgenza al Giovanni Paolo II. Dopo aver percorso una serie di iniziative interne, ripetute interlocuzioni con il Direttore dell’UOC e con la Direzione Sanitaria di Presidio, lo stato dell’arte costringe ad insistere nell’azione sindacale, viste le criticità riscontrate nel P.S. di Ragusa ed in generale in tutti quelli provinciali. Da una parte si accolgono con apprezzamento le recenti dichiarazioni sulla stampa del neo Commissario Dott. Fabrizio Russo che assicuravano particolare attenzione al sistema aziendale dell’Emergenza Urgenza;
d’altra cresce il rammarico del sindacato a causa delle condizioni nelle quali sono costretti ad operare i Sanitari dell’Emergenza; situazione che perdura già dall’Era Pre-Pandemica. Il Pronto Soccorso di Ragusa somma alle difficoltà del Sistema Provinciale la condizione di filtro/tampone quasi impermeabile nell’economia del Nosocomio e funge da area di stazionamento per decine e decine di
pazienti in attesa di ricovero. Nei giorni scorsi durante una breve ricognizione si poteva appurare che la sala d’attesa per il triage e la
successiva visita era gremita di utenti e nel frattempo l’area di Osservazione Breve era altrettanto colma; infatti, vi stazionavano in attesa di ricovero circa 40 pazienti in barelle anche di fortuna, qualcuno da diversi giorni.
Va tenuto conto anche di tutto questo quando le reazioni dei parenti s’inaspriscono, alla vista dei propri cari lasciati in precarie condizioni logistiche in quella specie di limbo per ore e a volte anche per giorni in attesa del ricovero nel reparto appropriato, a tutto ciò si aggiungono ai malanni che avevano indicato il ricorso al Pronto Soccorso.
Senza voler giustificare gli alterchi, a volte violenti, che si ripetono nelle sale d’attesa, come non mettere in
relazione tali episodi con l’esasperazione degli utenti per le lunghe attese?
Fra tutto il Personale Sanitario, quello del Pronto Soccorso, da anni deve sopportare un carico di lavoro
crescente in maniera esponenziale e per di più in condizioni emotive difficili, accentuate dal blocco delle
ferie per lunghi periodi dell’anno, maggiormente falcidiato anche da soventi casi di contagio covid ed infine
subendo repentini rimaneggiamenti: tre infermieri del Pronto Soccorso sono stati recentemente
riassegnati alla Pediatria in occasione della riapertura, amplificando il rischio di errori diagnostici o
assistenziali.
Viene difficile immaginare in queste condizioni che ci possa essere del personale in esubero rispetto alla
drammaticità del contesto a meno che non si vogliano fare i conti del personale con il pallottoliere. Oltre
ai Medici anche Infermieri, Tecnici, OSS, Ausiliari diventano sempre più merce rara.
Sarebbe il caso che i responsabili della Direzione del Giovanni Paolo II avviassero finalmente e seriamente e
con urgenza una riflessione sulle misure da proporre ed attuare, al fine di far cessare questo indecoroso
spettacolo, forse meno evidente in atre realtà provinciali.
Alle scriventi stanno a cuore gli Utenti e contemporaneamente le condizioni di lavoro di quei colleghi che
sempre più spesso si sentono soli e abbandonati, mentre continuano a svolgere nel migliore dei modi la
loro nobile professione, alla stregua di una vera e propria missione.
Il medesimo spirito gli scriventi lo mettono a disposizione dei Vertici Aziendali e di Presidio, al fine di
supportare il loro lavoro, elargire suggerimenti per accelerare il superamento dell’attuale situazione.


Vediamo come va?

Vediamo come va?

Sono tutte belle parole ma dobbiamo attendere i risultati. Intanto dicono alla Regione abbiamo fatto un primo passo con la costituzione di un tavolo tecnico permanente che dovrà soprintendere sulla questione del caro voli. Non è facile perchè quello che comanda è il mercato e la legge della domanda e dell'offerta. C'è poi un'altra necessità che è quella dell'onestà di pensiero. Cioè quando si chiede che gli aeroporti facciano rete chi deve muoversi? E Comiso è per fare rete oppure è nella rete come un pesce che ha abboccato. Vediamo come va?   Prima riunione a Palazzo d’Orléans dell’Osservatorio regionale per il trasporto aereo, l’organismo fortemente voluto dal presidente della Regione Renato Schifani per monitorare il traffico aereo da e per la Sicilia e contrastare l'aumento esorbitante delle tariffe, specialmente nei periodi di alta stagione.  Il tavolo riunisce, tra gli altri, i rappresentanti dei sei aeroporti siciliani, dell'Enac, della facoltà di Statistica dell'Università di Palermo e di Confconsumatori, con l'obiettivo di rendere piu funzionali i servizi ai viaggiatori, contrastare il caro tariffe e monitorare il traffico aereo. All'incontro, presieduto dall’assessore regionale ai Trasporti Alessandro Aricò, hanno partecipato Salvatore Ombra e Giovanni Amico, presidente e rappresentante di Airgest; Natale Chieppa, Francesco Randazzo e Giovanni Scalia, rispettivamente direttore generale, presidente e amministratore delegato di Gesap; Giovanna Candura e Daniele Casale, presidente e responsabile commerciale aviation di Sac; Mariano Rodi, presidente aeroporto di Pantelleria; i docenti di Statistica dell’Università di Palermo Massimo Attanasio e Filippa Bono; Carmelo Calì, rappresentante di Confconsumatori; in collegamento da Roma, Sabrina Paris, direttore dell’ufficio statistiche di Enac.    «Oggi abbiamo posto le basi affinché gli aeroporti siciliani comincino a interagire - ha detto Aricò - costituendo una rete aeroportuale. Vogliamo inaugurare una strategia che aiuti a fare sistema, a migliorare i servizi e porsi nei confronti delle compagnie con una visione unitaria. Abbiamo avuto, inoltre, la possibilità di interloquire con i rappresentanti dei sei aeroporti siciliani, con l’Enac e con chi rappresenta i consumatori per mettere a fuoco in maniera più nitida i contorni della questione del caro-voli. L’Università di Palermo ci aiuterà ad assemblare e a interpretare i dati statistici sui biglietti aerei. Abbiamo l’obbligo di far viaggiare i venti milioni di passeggeri che transitano dai nostri scali a prezzi più ridotti. L’insediamento dell’Osservatorio è un altro passo che il governo fa dopo l’esposto del all'Antitrust e l’arrivo di un terzo vettore che collegherà la Sicilia col continente».