Tg del 30 gennaio

Tg del 30 gennaio

Nell'Indice: Che brutta immagine quella al tribunale di Budapest. Alla Regione si parla di Province. Abbate legge i punti principali della legge. Come si andrà a votare. L'on Cracolici interviene mostrando diverse perplessità amministrative. La protesta degli agricoltori. In studio marcello Guastella. Le polemiche in comune. Il consigliere Zagami parla del suo futuro politico. Intervista a Schininà sulla boxe.


L'enoteca Regionale del Sud Est

L'enoteca Regionale del Sud Est

L’Enoteca Regionale di Sicilia-sede del Sud-Est, è finalmente realtà. L’ufficializzazione è avvenuta questa mattina nella sala degli Specchi di palazzo Iacono a Vittoria . La deputata regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo si dichiara molto soddisfatta  per la nascita di questa struttura che diventa possibile grazie a un suo emendamento, inserito nella scorsa finanziaria, che ammonta a 200mila euro.  e che si rischiava di perderli  L’enoteca regionale  viene istituita dalla legge regionale n.13 del 2022 e  avrà sede nello storico Palazzo Carfì in via dei Mille. Una realtà quanto mai necessaria, soprattutto se consideriamo che in questo territorio vengono prodotti alcuni dei più celebri vini al mondo  come il Cerasuolo di Vittoria, il Nero d’Avola o il Frappato. Così come prevede la stessa legge regionale istitutiva delle enoteche, il territorio oltre a essere caratterizzato dalla produzione di vini di alta qualità, possiede adeguate strutture di edilizia monumentale e storica, oltre ad essere non solo vocata, ma in via di piena integrazione in un circuito turistico citta-campagna e mare-monti, che apre a nuove opportunità di turismo enogastronomico. “Con l’istituzione dell’Enoteca ci sarà la possibilità di realizzare eventi direttamente sul territorio, ma anche fiere e promozioni all’estero. L’auspicio è che le vere protagoniste adesso siano le aziende vitivinicole del territorio del Cerasuolo, che oltre Vittoria comprende anche Acate, Chiaramonte Gulfi, Pedalino, Comiso e altre località degli Iblei”.


Si alla Province e discussione per i manager della sanità

Si alla Province e discussione per i manager della sanità

Giornata calda quella di oggi a Palermo. In assemblea è stata respinta, per alzata e seduta (33 contrari e 24 favorevoli), la questione pregiudiziale sulla riforma delle Province presentata dal deputato del Pd Antonello Cracolici, secondo cui il disegno di legge in esame, che reintroduce il voto diretto, sarebbe incostituzionale perché in antitesi con la legge Delrio in vigore. A favore della pregiudiziale era intervenuta la deputata del M5s Martina Ardizzone, contro hanno parlato i parlamentari di Fi Stefano Pellegrino e della Lega Vincenzo Figuccia. Dunque sembra ormai fatta e l'on Abbate è intervenuto leggendo i punti salienti della nuova legge. Se tutto va bene a giugno si vota e le manovre sono già partite da tempo. L'altra questione è quella dei manger della sanità.  La giunta verrà convocata per domani pomeriggio. E ciò vuol dire che in prima battuta i nomi scelti verranno indicati come commissari straordinari. Ciò perché la procedura prevede il parere della commissione Affari Istituzionali dell’Ars, che non potrebbe arrivare in tempo. Nell’attesa di questo passaggio i nuovi manager si insedieranno come commissari. La  notizia di giornata, ormai a un passo dalla conferma, è che alla guida della più importante Asp siciliana (e del Sud in genere), quella di Palermo sarà  Daniela Faraoni. La manager terrà il posto su indicazione del presidente Schifani e dunque in quota Forza Italia. La Faraoni era stata nominata dal governo Musumeci e in passato era stata vicina sia a Gianfranco Micciché che alla Lega. Ora il riavvicinamento a Forza Italia e a Schifani in particolare. Si avvia così a un secondo mandato nella stessa Asp di Palermo: scenario visto molto di rado finora. Le 18 caselle che comporranno il nuovo mosaico dei manager della sanità pubblica sono andate in ordine ieri. Forza Italia avrà anche la guida di un grande ospedale etneo e di uno messinese. E poi si intesterà la scelta dei manager delle Asp di Siracusa, Caltanissetta e Agrigento. Quest’ultima è una delle caselle più delicate: la chiedevano con insistenza sia Cuffaro per la Dc che Fratelli d’Italia e l’Mpa in una sorta di derby fra Roberto Di Mauro e Giusy Savarino. È finita a Forza Italia che dovrebbe indicare un nome in grado di mettere d’accordo tutte queste anime del centrodestra: potrebbe essere Walter Messina (che lascerà il Cervello) o Alessandro Mazzara oppure Giuseppe Alongi. Alla Dc di Cuffaro, secondo lo schema maturato ieri sera, lo schema  del 6-6-2-2-2 cioè il numero delle nomine che toccano ad ogni forza della maggioranza, dovrebbe andare la guida dell’ospedale Villa Sofia-Cervello di Palermo (in pole position ci sarebbe Roberto Colletti, che lascerà il Civico) e la Asp di Enna.  Fratelli d’Italia indicherà i manager delle Asp di Messina, Trapani e Ragusa (per cui è in pole l’attuale manager di Caltanissetta Raffaele Elia). E poi si intesterà la guida di 3 grandi ospedali: uno a Catania e due a Palermo. Nel capoluogo la partita più difficile si gioca sul Civico: per quella poltrona i meloniani hanno pronto il nome di Ferdinando Croce, vicino al deputato palermitano Marco Intravaia. Ma Schifani preferirebbe per il più grande ospedale della Sicilia un nome con maggiore esperienza, visto che si troverà a gestire un maxi finanziamento da 360 milioni per investimenti infrastrutturali. Il presidente proverà quindi a suggerire al principale alleato di dirottare Croce su un’altra postazione e puntare su un manager più esperto per il Civico. Ma Croce resta il favorito per FdI. L’ultima casella di Fratelli d’Italia sarà quella del Policlinico di Palermo, dove potrebbe andare lo stesso Walter Messina.  Allo stesso modo i vertici dei tre Policlinici dovranno essere formalmente inseriti in una terna di nomi che ogni rettore dovrebbe consegnare al governo.


Tg del 29 gennaio

Tg del 29 gennaio

Nell'Indice: La protesta degli agricoltori arriva anche a Ragusa: Sit In al Foro Boario. Interventi di agricoltori deputati e del sindaco. I congressi di DC e FI. Interviste a all'ass. Falcone e a Cugnata nuovo coordinatore provinciale.Fatti di cronaca. In studio l'assessore Giuffrida. Frizioni in consiglio comunale. A Pozzallo lavori al porto. Lo sport


Intervento a supporto del sistema integrato sicurezza

Intervento a supporto del sistema integrato sicurezza

Si sono svolti venerdi scorso a Santa Croce camerina i lavori del 1° Consiglio Nazionale del Mosis il sindacato di polizia che il sui segretario generale è Filippo Frasca. I delegati  provenienti dalla Sicilia e i delegati presenti on line dalla Puglia, Basilicata, Calabria e Molise,
hanno approvato all’unanimità il testo da consegnare all’ARS e al Senato. Il MOSIS fin dalla sua costituzione  non ha mai smesso  di osservare e studiare le dinamiche istituzionali che intervengono nel mantenimento dei livelli di sicurezza ha dichiarato Frasca . Ai lavori del Consiglio Nazionale è stato invitato il Sindaco Giuseppe Dimartino che si è impegnato innanzi al Consiglio Nazionale di portare la proposta denominata “"Intervento a supporto del sistema integrato sicurezza - Istituzione capitolo di spesa per la compartecipazione economica della Regione Siciliana ai fondi speciali tenuti presso le Prefetture Siciliane per l’operatività dei Patti per la Sicurezza” , all’attenzione  dell’ANCI Regionale dove riveste il ruolo di Consigliere e di consegnarla personalmente al capogruppo all’ARS di FDI On. Giorgio Assenza e al Senatore Salvo Sallemi, Vice Capo Gruppo FDI. I lavori proseguiti con le modifiche statutarie, hanno visto l’istituzione del dipartimento “Tutela Donna” con la deliberazione di attivare un numero verde finanziato dal MOSIS per prevenire le violenze sulle donne; un supporto anonimo e riservato, dove le vittime o le segnalazioni sono vagliate e inviate agli organi di Polizia preposti; il numero
verde avrà il supporto di una equipe di specialisti con i quali le prossime settimane il Mosis concluderà l’accordo. Il Consiglio Nazionale ha delegato Frasca a procedere alle cooptazioni nell’organigramma nazionale con le aliquote di rappresentanza stabilite dal Consiglio Nazionale da assegnare ad altre sigle sindacali, con cui il 4 gennaio u.s. a Napoli, si è raggiunto un accordo di massima.
L’assemblea ha rinnovato la fiducia al Segretario Generale e deliberato sulla composizione del Consiglio Nazionale nel quale sono stati eletti: lo stesso Frasca, Angelo Iacono, Giovanni Moltisanti, Rosario Cilia, Serafino Gigliotti, Carmelo
Vindigni, Francesco Cicero, Vito Amato, Piero Occhipinti, Claudio Gattuso, Vito Tondo (area Puglia e Basilicata), Giuseppe Corrado (area Calabria e Molise), Greco Giuseppe, Campo Maurizio. Eletto anche il collegio nazionale dei Revisori
dei Conti con la Presidenza nazionale assegnata aMaurizio campo  (sindacalista di lungo corso con esperienze di altissimo livello nel SIULP e nel SILP CGIL), Giuseppe Castrianni a Vice Presidente, Piero Occhipinti segretario di Collegio. La composizione del Collegio Nazionale dei Probiviri invece è così composta: il socio fondatore Serafino Gigliotti, Presidente nazionale del Collegio, coadiuvato dal Vice presidente nazionale Vito Amato e segretario di Collegio Giuseppe Greco.


I parlamentari che hanno votato la nuova legge sono degli “eroi”.

I parlamentari che hanno votato la nuova legge sono degli “eroi”.

Riportiamo un punto di vista di un imprenditore ibleo in merito all'autonomia differenziata. Secondo tale modo di pensare l’autonomia differenziata è una sfida, ma soprattutto una grande opportunità per il territorio. Per la Regione Sicilia rappresenta la possibilità di esercitare alcune funzioni concesse dallo Stato, prevedendo anche la copertura finanziaria attraverso il gettito fiscale quindi si tratterebbe di un'opportunità offerte dalla nuova normativa. Effettivamente la sua voce è fuori dal coro ma noi comprendiamo perchè lui la pensa così. Effettivamente a certi livelli economici, mettendosi in competizione con altri alla stessa stregua, potendo contare su certi sussidi, la sfida può essere affrontata e vinta. Ma la grande preoccupazione dei Siciliani ,come di tanti altri abitanti nel Sud Italia, è che il divario in settori come la sanità o la scuola non potrà che acuirsi. E vero infatti che gli ospedali del nord sono più attrezzati e si attrezzeranno sempre di più. Ma chi farà qualche sforzo per migliorare le strutture in zone già disagiate?  Poi chiamare eroi i deputati del sud che hanno votato la legge mi sembra un po' troppo. Siamo di fronte a decisioni prese a livello di governo e non si può, anche volendo, sgarrare.  Poi , invece, siamo concordi nel confermare che  la burocrazia costituisce un freno per lo sviluppo dell’isola.  Bisognerà rivedere e limitare i poteri dei burocrati per garantire l’efficienza della pubblica amministrazione. Oggi molte imprese preferiscono investire in altre regioni perché la burocrazia e i tempi lunghi dell’amministrazione siciliana impediscono lo sviluppo delle imprese. L’Emilia Romagna. Il Veneto e la Lombardia sono il motore di sviluppo dell’Italia e dell’Europa. Lo sono diventate pur senza avere l’autonomia. Perché sono regioni che hanno regole e sistemi efficienti che la Sicilia non ha.  Lo stesso imprenditore chiaramontano mette, in questa nota, sotto, accusa l’attuale situazione regionale. «La pubblica amministrazione deve avere regole e tempi chiari e certi, non lasciati alla libera interpretazione. Le prescrizioni che talvolta vengono imposte agli imprenditori sono da folli, a volte senza nessun nesso logico con l’attività che si deve avviare. Un imprenditore che avvia un progetto deve sapere anzitempo cosa gli viene chiesto, queste scelte non possono essere lasciati al libero arbitrio dei funzionari. Il libero arbitrio, utilizzato spesso come abuso dai burocrati, diventa in questo modo frutto di cultura mafiosa». La Sicilia è piena di imprenditori capaci, ma oggi le loro possibilità sono frenate. In conclusione, diciamo noi,  l’autonomia differenziata può essere uno stimolo e un’opportunità, un punto di svolta  ma c'è sempre l'ostacolo creato dai  Siciliani stessi, che è quello di studiare sempre come aggirare l'ostacolo. Le regole troppo ristrette dovrebbero servire a bloccare i furbetti che però si attrezzano subito  e nei guai restano le persone oneste e semplici.


L'emergenza dei comparti agricolo e zootecnico non conosce tregua.

L'emergenza dei comparti agricolo e zootecnico non conosce tregua.

Finalmente  la mobilitazione per il comparto agricolo e zootecnico si è fatta sentire anche a Ragusa. Solitamente gli agricoltori manifestano con riluttanza perché per farlo devono lasciare il lavoro nelle aziende e questo, per loro, è un grande sacrificio  ma
forse  la situazione è davvero critica ed è necessario svegliare le coscienze e costringere la politica (regionale, nazionale ed europea) ad occuparsene.  Secondo l'on Dipasquale presente al sit in organizzato al Foro Boario ad intervenire per prima deve essere proprio la politica regionale: la Regione Sicilia non può ignorare che questi due settori sono di fondamentale importanza per l'economia dell'isola e non è possibile che il Governo regionale sia latitante nei confronti dei nostri agricoltori e dei nostri allevatori.  Presenti anche il sindaco Peppe Cassì e l’assessore allo Sviluppo economico Giorgio Massari. “Anche se il tema appare e scompare dai giornali, - ha sottolineato il primo cittadino - l’emergenza dei comparti agricolo e, forse soprattutto, zootecnico non conosce tregua. Per un territorio come il nostro, che su questi settori poggia la sua storia, la sua cultura e la sua economia, la crisi rischia di tramutarsi in una crisi collettiva.
Questo pomeriggio al Foro boario abbiamo incontrato una nutrita rappresentanza di allevatori e agricoltori, emblema dei diversi presidi che si stanno moltiplicando in tutta la Sicilia.
Il tema non può rimanere locale,  serve il sostegno di tutti i sindaci, di tutte le associazioni di categoria e di tutti i deputati affinché si sollevi una voce sola, forte, che arrivi innanzitutto a Palermo, poi a Roma e a Bruxelles. La legge del mercato, col “grande” che impone ai “piccoli” prezzi squilibrati rispetto ai costi di produzione, è una legge che a sua volta necessita di norme e di contrappesi.
C’erano tantissimi giovani al presidio di oggi: meritano un futuro. Il sindaco Cassì ed i deputati presenti hanno preso l'impegno di rappresentare i problemi prima agli altri sindaci e quindi al governo regionale.

Tg del 26 gennaio

Tg del 26 gennaio

Nell'Indice: 30 anni di Forza Italuaa. Il congresso provinciale a Ragusa. L'incontro sulla sanità L'ex assessore Leontini. Autonomia differenziata. Intervista al senatore Sallemi. Gli agricoltori protestano. La UE autorizza le farine di insetti. Mal Comune con Cesare Pluchino. La'eroporto di Comiso. Pizza in Piazza a Palermo


Inceneritori in mezzo all'oceano Atlantico o nell'oceano Indiano.

Inceneritori in mezzo all'oceano Atlantico o nell'oceano Indiano.

Secondo Federconsumatori Sicilia, sono ampiamente criticabili i due atti compiuti dal  Governo nazionale che avranno conseguenze molto importanti sulla gestione dei rifiuti in Sicilia. Il primo è stato nominare il Presidente Schifani commissario straordinario, il secondo è stato quello di prendere 800 milioni di euro provenienti dal Fondo di Sviluppo e Coesione e impegnarli per la costruzione di due inceneritori di rifiuti. Federconsumatori ribadisce che la nomina di un commissario straordinario, infatti, ripropone per l'ennesima volta la logica dell'emergenza, finalizzata nuovamente non alla risoluzione del problema rifiuti in Sicilia, bensì alla costruzione di due impianti con una spesa di centinaia di milioni di euro. Il tutto gestito, per due anni prorogabili, da un commissario con al seguito uno staff che costerà ai siciliani centinaia di migliaia di euro. Il problema, in questo caso, non è Schifani: il problema è il fatto che sia stato nominato un commissario.
Il commissario servirà per spendere in fretta 800 milioni di euro che, però, sono più virtuali che reali perché le regole per spendere i soldi del Fondo di Sviluppo e Coesione sono molto chiare e, come specificato dal Regolamento (UE) 2021/1058 del Parlamento
europeo e del Consiglio del 24 giugno 2021, non permettono di usare il fondo per pagare gli inceneritori.
Tale regolamento permette di pagare gli inceneritori con soldi del FSC solo nelle cosiddette regioni ultraperiferiche dell'Europa: Guadalupa, Guyana Francese, Martinica, Mayotte, Riunione, Saint Martin, Canarie, Azzorre e Madeira. Se il neocommissario Schifani vorrà costruire due inceneritori di rifiuti pagandoli con il Fondo di Sviluppo e Coesione, dunque, sarà costretto a farli in mezzo all'oceano Atlantico
o nell'oceano Indiano.
Il mancato rispetto della normativa vigente espone la Sicilia ad un elevatissimo rischio di contenzioso - spiega il presidente di Federconsumatori Sicilia, Alfio La Rosa - Se i cantieri partono ma poi non arrivano i soldi, infatti, tutto si ferma e restano i debiti da pagare. Lo stesso regolamento europeo, invece, permette di usare i soldi FSC per la costruzione  di impianti basati sulla logica dell'economia circolare, quindi quelli finalizzati al riciclo e riuso dei rifiuti. ;Da tempo elenchiamo le soluzioni efficaci - continua La Rosa - che porterebbero a risultati in tempi rapidi: politiche attive per la riduzione della produzione di rifiuti a monte, applicazione della tariffa puntuale in base ai rifiuti prodotti da ciascun nucleo familiare, individuazione degli evasori, centri di raccolta per i rifiuti ingombranti e per tipologie di materiali (RAEE, oli vegetali esausti, tessili), centri di riuso e per la preparazione al riutilizzo. La Regione - conclude La Rosa - dovrebbe impegnarsi a destinare tutte le risorse necessarie per questi obiettivi, velocizzare le autorizzazioni, e favorire gli
investimenti pubblici e privati, per realizzare in tempi rapidi'


Perché "si" all'autonomia differenziata.

Perché "si" all'autonomia differenziata.

Il senato ha approvato  del disegno di legge sull’autonomia differenziata, presentato dal ministro leghista Roberto Calderoli. Una proposta molto discussa, in particolare dagli esperti di economia e sociologia, e su cui le opposizione sono già scese sul campo di battaglia. In generale,  la discussione si basa soprattutto su posizioni di carattere economico.  Chi è a favore dell’autonomia differenziata, sostiene che trattenere la gran parte del gettito fiscale si traduca automaticamente in una maggiore efficienza nella fornitura di servizi per i propri cittadini.  I contrari invece, sostengono come l’autonomia differenziata comporti necessariamente una sottrazione di ingenti risorse alla collettività nazionale e la disarticolazione di servizi e infrastrutture logistiche (come i trasporti, la distribuzione dell’energia, la sanità o l’istruzione), che per il loro ruolo nel funzionamento del sistema paese dovrebbero avere necessariamente una struttura unitaria e a dimensione nazionale. Inoltre, molti spiegano che anche le regioni autonome sarebbero svantaggiate dal progetto. Da un lato perché il Sud è un mercato essenziale per il Nord, dall’altro, perché le ampie differenze interne alle stesse regioni verrebbero aumentate dall’allocazione delle risorse, che andrebbe comunque a premiare le parti più ricche e meglio organizzate. La sottrazione del gettito fiscale alla redistribuzione su tutti i territori violerebbe poi il principio di solidarietà economica e sociale contenuto in Costituzione, andando a aumentare le disuguaglianze tra Nord e Sud, con un conseguente crollo sociale ed economico dei territori più svantaggiati che potrebbe mettere facilmente in crisi l’intera Italia.
Sull'argomento abbiamo intervistato il Senatore Sallemi.