Tg del 1 febbraio

Tg del 1 febbraio

Nell'Indice: Rischio di crisi alla Regione. Intervista all'on Assenza. I manager . La nota contraria di Ammatuna. L'aeroporto di Comiso il commento della Senatrice Musolino. Ancora gli agricoltori. Oggi a Ragusa con i sindaci. Intervista all' On Aiello. Un produttore ibleo di grano. Bentornato Peppe Lizzio.


Avanti ad oltranza.

Avanti ad oltranza.

Gli operatori del comparto agricolo e zootecnico, che dallo scorso 29 gennaio hanno attivato un presidio permanente per protestare contro le politiche agricole regionali, nazionali ed europee, hanno chiesto l’intervento a loro supporto dei rappresentanti
istituzionali del territorio. In data odierna, nella sala conferenze “Sac. Giovanni Rollo”  del centro direzionale alla zona artigianale,  gli
allevatori e gli agricoltori protagonisti della protesta si sono riuniti in pubblica assemblea insieme a deputati regionali della provincia di Ragusa, la commissaria del Libero Consorzio Comunale di Ragusa, sindaci e rappresentanti dei Comuni,    sindacati e associazioni di categoria. Dopo ampia ed articolata discussione, i presenti hanno condiviso la richiesta di immediata istituzione e convocazione di un tavolo regionale di crisi agricola e zootecnica presieduto dal presidente della Regione, che affronti, tra le altre, le seguenti tematiche:
• Ripianamento della posizione debitoria degli operatori agricoli; • Confronto con i rappresentanti della grande distribuzione alimentare;
• Sviluppo di politiche economiche regionali a favore del comparto agricolo e zootecnico;
• Applicazione delle norme di salvaguardia previste dagli accordi euromediterranei.
Nelle more, la protesta, sarà portata avanti senza interruzioni.  Il 2 febbraio 2024, si svolgerà a Ragusa Città  un corteo di agricoltori e relativi trattori, dalle 8 alle 13, con concentramento al foro boario  sito sulla Ragusa - Chiaramonte Gulfi. Pertanto, nelle vie e nelle piazze dislocate lungo il percorso potrebbero verificarsi problemi alla circolazione veicolare. Il corteo, lasciato il foro boario, percorrerà il seguente itinerario: S.P.10 (Ragusa -Chiaramonte Gulfi), Via E. Montale, Viale delle Americhe, Viale Europa, Corso Italia, Via San Vito, Via Meli, Via Marsala, Via F. Pennavaria, Piazza Libertà, Viale
Ten. Lena, Via Dante, Via Virgilio, Piazza Vann'Antò, Via G. Di Vittorio, Piazza Croce, Via A. Grandi (fine centro abitato), S.P.25, Svincolo S.S.115 direzione Catania, Svincolo S.S. 115 Ragusa Ovest in direzione Ragusa, Via G. Leone, Via Montale, S.P.10, Foro Boario. La manifestazione è stata autorizzata dalla Questura di Ragusa.
Tutte le intersezioni stradali saranno presidiate dal personale della Polizia Municipale al passaggio del corteo.


Pino Drago commissario/manger all'Asp. I commenti pro e contro!

Pino Drago commissario/manger all'Asp. I commenti pro e contro!

Il dottore Giuseppe Drago, classe ’59, è il nuovo Commissario straordinario dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa. Questa mattina è avvenuto il passaggio i consegne con il dott. Fabrizio Russo, il cui mandato commissariale si è concluso dopo 13 mesi. Contestualmente alla nomina del nuovo Commissario, per ragioni di continuità tecnico-gestionale e nelle more del perfezionamento della procedura di nomina dei Direttori generali, permangono nelle rispettive funzioni il Direttore sanitario, dott. Raffaele Elia, e il Direttore amministrativo, dott. Salvatore Torrisi. “Ringrazio per l’opportunità che mi è stata data - dice il Commissario Drago -. Le problematiche della sanità sono tante, ad ogni livello. Al di là delle competenze, appartenute a tutti i Direttori generali e i Commissari che si sono alternati alla guida dell’ASP, spero di poter esprimere un valore aggiunto: la passione. Vivo e ho vissuto giornalmente questa Azienda, sono del territorio, mi confronto con le persone per strada e voglio metterci la faccia. Compatibilmente con le risorse a disposizione, lavorerò per dare risposte ai cittadini”. Tra le problematiche più incombenti Drago segnala “il sovraffollamento dei Pronto Soccorso e la riduzione delle liste d’attesa. Più in generale, dobbiamo migliorare l’accessibilità ai servizi sanitari, ad esempio facilitando il pagamento del ticket. Ma anche garantire il bisogno di salute dei cittadini, attraverso una migliore integrazione fra ospedale e territorio, e abbattere la mobilità passiva: all’interno dei nostri presidi, molte branche specialistiche hanno raggiunto picchi d’eccellenza grazie al lavoro incessante di medici e operatori sanitari”. Appresa la nomina il Sindaco Ammatuna ha dichiarato "La nomina di Giuseppe Drago a commissario straordinario dell'Asp di Ragusa non può non suscitare sorpresa e sconcerto. Drago è stato uno dei protagonisti di una delle stagioni più buie e scandalose della Sanità in provincia di Ragusa degli ultimi decenni. La grave situazione sanitaria della provincia di Ragusa presupponeva maggiore cautela, equilibrio e senso di responsabilità. Una scelta eticamente pessima, del tutto inopportuna e poco rispettosa nei confronti di tutta la comunità iblea". Al contrario l'on Abbate in un post ha scritto. Vorrei dare il benvenuto in questo suo nuovo ruolo al Dott. Pino Drago con il quale condividiamo una lunga amicizia che va avanti da anni. Sono certo che metterà in campo tutta la sua esperienza affinchè l’offerta sanitaria della provincia di Ragusa possa crescere ed essere sempre più in linea con i bisogni dei cittadini. Da Presidente della I Commissione all’ARS (che avrà il compito di esprimere il parere sulla scelta di ogni singolo direttore generale) mi impegnerò affinchè il suo nome e quelli degli altri 17 manager siciliani vengano esaminati accuratamente e nel più breve tempo possibile per consegnarli così alla Giunta Regionale che solo allora potrà trasformarli da Commissari a Direttori Generali. Mi auguro che con altrettanta celerità vengano scelti anche i nuovi direttori, Amministrativo e Sanitario, in modo da ricomporre la Direzione Strategica ed entrare nelle piene funzioni per proseguire con il lavoro iniziato dagli uscenti e programmare le future scelte”.


Tg del 31 gennaio

Tg del 31 gennaio

Nell'Indice: Finalmente i manager della sanità. La maggioranza alla regione viene battuta in aula. L'on Dipasquale chiede le dimissioni di Schifani. Il sen. Sallemi si interessa dell'aeroporto. La crisi dell'agricoltura. Intervista a Gino Tuminello. Speciale sull'inaugurazione della scuola rurale di Genisi trasformata in casa d'accoglienza. In studio Giovanni Distefano per le domeniche al Museo.


Inaugurata struttura per l'accoglienza delle vittime del caporalato

Inaugurata struttura per l'accoglienza delle vittime del caporalato

E' stata  inaugurata la struttura di contrada Genisi (ex scuola rurale) oggetto di ristrutturazione finanziata con PON Legalità FESR FSE 2014-2020, Asse 7, azione 7.1.2. La gestione della struttura, che si occuperà di accoglienza per lavoratori stagionali vittime di caporalato, è stata affidata a due cooperative costituitesi in Associazione Temporanea di Imprese.

 


Ambiente, salute e riqualificazione della fascia trasformata

Ambiente, salute e riqualificazione della fascia trasformata

Si è svolto martedi 30 gennaio un convegno organizzato nell'ambito del progetto TFT – Trasformare la Fascia Trasformata,
sostenuto da Fondazione con il Sud e che ha avuto come tema “Ambiente, salute e riqualificazione della
fascia trasformata – Rischi e opportunità per le imprese agricole”. Riportiamo un ampio resoconto che seve a dare una visione completa e particolareggiata sull'intero sistema. Gli interventi non hanno rappresentato  solo una speranza ma la concreta dimostrazione e certezza che in una terra – che di recente è stata indicata come una potenziale nuova terra dei fuochi – il cambiamento è possibile e ci sono aziende virtuose che investendo nella sostenibilità prosperano e sono in grado di ridurre, o quasi azzerare, gli scarti di
lavorazione nella gestione del processo produttivo e nel ciclo, virtuoso, dei rifiuti.
Paola Gurrieri in rappresentanza de “La mediterranea” azienda di Acate ha parlato della sua azienda, che è
estesa su quasi 100 ettari di superficie che ha dato “forma e sostanza alla sostenibilità sia sociale che
ambientale”. Dall’utilizzo minimo delle acque di irrigazione, con il recupero delle acque meteoriche e della
condensa dei vetri delle serre che confluiscono in bacini di raccolta dove l’acqua, filtrata viene riutilizzata.
Nove bacini di raccolta 100mila a 15.000 metri cubi che alimentano anche le 28 abitazioni dentro l’azienda,
dove vivono dipendenti con le loro famiglie. Provengono da Pakistan, Tunisia, Bangladesh, qualche italiano
ma anche lavoratori provenienti da Polonia, Romania e Costa d’Avorio: 212 dipendenti , e tra loro 111
stranieri. L’azienda ha la micro irrigazione per non disperdere nulla, ha ridotto il terriccio a un ottavo con il
reinserimento di scarti di lavorazione anche in funzione della tutela del suolo, potenziato la produzione di
mazzetteria risparmiando sulle scatole di cartone, monouso, in favore di contenitori riciclabili; ridotti
fitofarmaci con trattamenti non a calendario ma al bisogno; lotta biologica integrata in alcune delle
strutture con insetti antagonisti, raccolta differenziata avviata prima ancora del comune di Acate. E poi
protagonista di un progetto pilota, in cui nella sostenibilità anche energetica si impiegano lampade led
innovative e ad alto rendimento energetico; inverter in tutti i motori; due comunità energetiche realizzate e
già operative; le serre non vengono riscaldate, chiuso con il gas, ma si utilizzano tecniche agronomiche
avanzate comandate da meccaniche computerizzate; selezionate varietà che sopportano caldo e freddo e
tollerano agli sbalzi di umidità. E poi l’appello: il mondo agricolo vive un disagio comune, in anni difficili da
pandemia e conflitti: andrebbe rivista politica agricola europea – dice Gurrieri -. Ambiente e produzione
andrebbero messe sullo stesso piano sempre nella strada della sostenibilità di sistema. La coesione è chiave
di sostenibilità da attuare anche con altri attori economici, finanziari, istituzionali, capitalizzando le basi per
una nuova crescita sostenibile”. La conclusione riporta al confronto “Così come la chiesa di papa Francesco
– dice l’imprenditrice -, le aziende, gli imprenditori devono essere donne e uomini in uscita, devono uscire
dal contesto produttivo inseriti in un territorio e aperti al confronto con ciò che è diverso, confronto che
spesso implica momenti di scontro e di dialettica. La sostenibilità non è un percorso semplice dritto e
ascendente che va verso il bello assoluto. Bisogna confrontarsi e anche sbagliare ma intuire con gli atri il
cambiamento che è già in atto”.
La prima delle testimonianze che di fatto sintetizza la esigenza di collaborazione e di confronto per
un orizzonte di crescita comune, è stata preceduta dall’analisi del contesto delle problematiche ambientali
della “fascia trasformata” tracciato da Corrado Carrubba, avvocato cassazionista specializzato nella
normativa ambientale, Massimo Zortea, docente dell’Università di Trento e esperto in sviluppo sostenibile,
Alessia Gambuzza, agronomo e referente dell’area ambientale del progetto TFT, Giuseppe Scifo segretario
provinciale Cgil e Antonio Pirrè, Presidente di Confagricoltura Ragusa.
Un argomento divisivo, quello dell’ambiente, ha esplicitato Corrado Carrubba: “L’ambiente è diventato un
modello economico generale e la gestione e la sostenibilità ambientale è un tema divisivo”, ha esordito, ma
“le battaglie di retroguardia sono sbagliate per economia e comunità; le politiche ambientali piaccia o
meno vanno in un’unica direzione. È una sfida di diversità e di conflitti che deve essere intesa, comunicata,
gestita e partecipata collegialmente perché altrimenti rischia di alimentare nuove tensioni sociali”. Per
Carrubba, “la gestione ambientale deve essere intelligente, partecipata e condivisa nei processi di
innovazione. Ma è fatta anche di leggi e norme che vanno rispettate – e questo è un territorio dove
vengono commessi reati gravi dal punto di vista ambientale - ma vanno rispettate soprattutto perché
presidiano la qualità ambientale, la salute delle persone e di chi verrà dopo di noi”. Ha poi aggiunto che “gli
interventi di miglioramento ambientale possono creare oltre che ricchezza, anche lavoro: i cosiddetti ‘green
job’ costituiscono uno degli indicatori in massima crescita; nei nuovi contratti dell’area della ricerca tra il
2020 e 2022, e quindi si tratta di lavoro qualificato, oltre ll’85 per cento sono stati attivati nel campo della
innovazione e della sostenibilità e il 38 per cento del lavoro totale creato in Italia è legato in un modo o
nell’altro alla sostenibilità, dalla riqualificazione dell’elettrotecnico, ad esempio, fino al comunicatore
ambientale e alla gestione della meccatronica con l’intelligenza artificiale”. Tutte opportunità in una
cornice, quella di una Ecologia integrale, che abbraccia “tutela dell’ambiente, innovazione, qualità, ma
anche rapporti umani, diritti del lavoro, impresa etica, superamento della differenza di genere, che sono gli
obiettivi del millennio”. La sua conclusione è che “un’economia a misura d’uomo è un sistema sociale ed
economico che seppur messo alla prova dalla crisi, riesce a competere e a rafforzarsi puntando su
sostenibilità, coesione e bellezza. La bellezza è carattere distintivo dell’Italia e un modello economico
ambientalmente sostenibile deve avere il coraggio di essere bello. Al centro dei nostri obiettivi ci sono
uomini e donne. Alexander Langer, che lavorava sulle differenze e ‘costruiva ponti culturali’, disse che la
conversione ecologica potrà affermarsi solo se sarà socialmente desiderabile, un modello inclusivo solidale
e partecipato dove le persone non vedano i sacrifici ma il miglioramento della loro vita”.
Alessia Gambuzza ha concluso il suo intervento ponendo alla riflessione comune la considerazione
che “un suolo impiega fino a mille anni per rigenerarsi della fertilità persa per inquinamento o
desertificazione”. Dopo avere esposto i dati di miglioramento della raccolta dei rifiuti solidi urbani nella
provincia iblea, ha sottolineato le criticità invece dei rifiuti che provengono dall’agricoltura. “ Non abbiamo
dati puntuali sui rifiuti speciali, i rifiuti agricoli; ci sono enormi criticità legate al suolo, sottosuolo e all’aria
legate alla gestione del ciclo degli scarti e dei rifiuti”. Da dove traggono origine? “Pratiche di smaltimento
non corrette e scarse azioni di controllo e vigilanza per lo smaltimento di contenitori di polistirolo, di
fitofarmaci e fertilizzanti ancora contaminati, plastiche bianche per coperture e nere per pacciamatura,
tubi, manichette e residui colturali (fratta), frammisti di materie plastiche (clips e fili) e panetti per il fuori
suolo che risparmiano il terreno ma che non vengono nemmeno questi smaltiti correttamente. Materiali
plastici lasciati in discariche abusive” e il tutto in quantità difficili da determinare: “Non ci sono dati esatti di
entrata ed uscita dalle aziende; bisognerebbe compilare formulari dei rifiuti, registri di carico e scarico e
molte aziende non lo fanno. E così, chilometri di costa a Marina di Acate sono invasi da rifiuti interrati, le
cosiddette ‘dune di plastica’, o vengono bruciati dando origine alle fumarole diffuse in tutta la fascia
trasformata. Alternative per coltivare in modo meno impattante ci sono; ad esempio l’utilizzo di materiali
per legare le piante con fili di canapa o clips in acido polilattico o materiali per il confezionamento sempre
in materiale polilattico in luogo della plastica”. La proposta sta sempre nel confronto, a partire dall’Arpa
per la caratterizzazione dei residui vegetali trinciati (“non sappiamo se contengono inquinanti”); nella
attuazione di progetti pubblici anche per favorire il ritiro del rifiuto in azienda; nello stimolare attività di
controllo su smaltimento inquinanti; nelle reti civiche, negli osservatori comunali per l’economia circolare,
nella convinzione che “migliorare l’impatto ambientale e rafforzare la coesione sociale è possibile con
azioni strutturate da mettere in atto con le istituzioni”.
Per Massimo Zortea pur nella difficile condizione della fascia trasformata dove la “gente respira,
mangia e vive in situazioni di vulnerabilità le soluzioni ci sono”. Nella non buona gestione dei rifiuti “spesso
manca la consapevolezza dei danni che facciamo alla salute che è un tema talmente importante che da un
anno e mezzo è diventato un tema universale. L’Oms, Organizzazione mondiale della sanità riporta che 7
milioni di persone al mondo muoiono per malattie respiratorie prematuramente, 50/60mila ogni anno in
Italia. E ci sono diverse dimensioni di povertà legate al degrado ambientale e climatico molte delle quali
dipendono dal modo in cui produciamo. Noi siamo parte del problema; un terzo dei problemi creati dal
cambiamento climatico li creiamo noi consumatori”. Diversi gli approcci per affrontare i problemi. “Quello
repressivo sanzionatorio, “cittadini e imprese puniti dalla legge per gli illeciti commessi”; quello che
incentivare le buone prassi e “l’approccio su cui punta progetto TFT: costruire capacità nelle mani e nella
testa delle persone, imprese, amministratori e privati cittadini”. Gli strumenti possono essere per Zortea
“formazione per imprese e staff, lavoro sulle best practice, sviluppo di potenziali circuiti di filiera sostenibili,
patti di filiera con la grande distribuzione, aggregazioni e economie di scala”. E anche se il lavorare insieme
è la cosa più difficile per il popolo italiano, “le economie di scala si fanno aggregando le persone”. Serve
anche “promuovere marketing identificativi di processo virtuoso, monitorare la qualità biologica del suolo,
costruire percorsi di economia circolare, monitorare diossine e rifiuti anche con automonitoraggio nelle
aziende, combattere lo spreco alimentare”.
L’evoluzione verso modelli di sviluppo ‘ESG’ (Environment Social Governance) è stato il tema
trattato da Antonio Pirré; rispetto dell’ambiente, delle persone e un gruppo dirigente capace di dare
sostenibilità finanziaria al progetto imprenditoriale. “Confagricoltura sostiene le aziende a tutti i livelli
anche in un momento i cambiamenti sono richiesti in un tempo troppo ristretto”. Il presidente di
Confagricoltura Ragusa ha fatto cenno al monitoraggio costante delle aziende grazie alla disponibilità di una
tecnologia che permette di, appunto “monitorare l’azienda in tempo reale valutando consumo di acqua,
individuando settori dove va integrata o ridotta irrigazione, che ottimizza i processi di fertirrigazione, che
dispensa consigli agronomici continui con sensori anche per eventuali attacchi di patogeni e collegamento
con macchinari 4.0 che si sono molto sviluppati in agricoltura grazie anche agli interventi del governo”. Oggi
le aziende cercano ad esempio di “sostituire materiali plastici con materiali biodegradabili, di monitorare gli
sprechi idrici, di coinvolgere il personale dipendente anche con tecniche di welfare che migliorano il
rapporto tra azienda e dipendente, con asili nido, borse di studio per i figli dei lavoratori”. E anche le
banche “stanno puntando molto sui criteri dello sviluppo sostenibile e della cura degli aspetti sociali, un
percorso avviato da cui non si torna indietro”
E che il cambiamento sia possibile viene anche dagli altri rappresentanti del mondo produttivo e delle
aziende.
Antonio Cassarino, presidente del distretto orticolo Sud est Sicilia ha raccontato l’inizio del suo
cambiamento. “Nel 2012 ho deciso di investire i primi soldi per costruire due case per gli immigrati che
lavoravano nella mia azienda. Finito di lavorare andavano a dormire in garage, tuguri, così ho deciso di dare
loro una casa e oltre alla dignità di potere abitare finalmente in un alloggio a loro, io ne ho tratto beneficio
perché in azienda sono finiti i furti notturni di concime e agro farmaci” poi il secondo passo: “Con le case a
tre metri dalle serre mi sonno posto il problema della loro salute; se avessi continuato a utilizzare i prodotti
che allora si utilizzavano li avrei uccisi; così ho sostituito agro farmaci impattanti per l’uomo con altri
prodotti: poi ancora, con il tempo ho sviluppato l’attitudine a differenziare i rifiuti agricoli e cercare una
soluzione per quelli più difficili da smaltire: polistirolo a fratta. Così nasce il filo reggi grappolo in amido di
mais che sostiene la pianta al posto del filo di plastica. Unito con altre persone, come Giampaolo Sardo ho
pensato di allargare il progetto ed espanderlo ad altri agricoltori e professor Guarnaccia dell’Università di
Catania che ha valutato la compostabilità della biomassa. La fratta è stata sminuzzata in granulometrie da 3
e 1 centimetro; la prima in tre mesi si degradava pochissimo mentre l’altra si compostava riducendo la
biomassa del 97 per cento e dopo 3 mesi poteva essere utilizzata nel terreno. Passi avanti rispetto alle
fumarole no?”. Solidarietà espressa dal numeroso pubblico presente e attento quando Cassarino ha
raccontato del terzo furto in un mese, subito dalla sua azienda in una parte un po’ distante dalle case:
“Lunedì notte sono entrati i ladri, hanno rubato vasche di concimazione, quadri elettrici, danneggiato
tubature. Con una scala sono entrati e hanno rubato anche i motorini elettrici che aprono e chiudono le
serre ma qualcuno si è fatto male ha perso sangue, parecchio e poi ha defecato, lasciando una parte di se,
perché è questo quello che è”. Lui continua a sorridere perché il sorriso è contagioso. Il cambiamento è
possibile, un passo alla volta, come ha lui stesso testimoniato.
Rifiuto zero per il centro Seia; Gaetano Nicosia agronomo, ha progettato un sistema per Sis centro Seia,
azienda che si occupa di produzione di piantine ortive da semenzale. “La ditta produceva 400 tonnellate
l’anno di pet , le seminiere, polistiroli e altro. Ogni anno una tonnellata di pet per lo smaltimento pur con il
contributo Conai costa 400mila euro. La Sis ha chiesto soluzione e l’abbiamo trovata. Granuliamo il pet e
riutilizziamo sempre la stessa materia per produrre sempre le stesse seminiere. Le seminiere vengono
ripulite, granulate e portate in un impianto al nord che riproduce la pellicola in pet e ce la riconsegna
ristampata, pronta per la nuova produzione di ortive su seminiere. Ogni anno dobbiamo integrare poco
meno del 10 per cento oltre ad avere impatto economico positivo, l’impatto sull’ambiente è nullo. Nel riuso
e recupero abbiamo annullato la produzione di rifiuti”.
Lorenzo Cannella presidente di Confagricoltura giovani Ragusa pensa al futuro e racconta come emerga dal
gruppo la volontà di agire. Soluzioni. “Da qualche anno abbiamo costituito gruppo per portare aventi prima
di tutto una idea di rete che ci aiuti a trovare soluzioni. Ricerca e tecnologia, innovazione e soluzioni ci sono
e sono molto più avanti di quanto immaginiamo. Ma il problema siamo noi, esseri umani, non agricoltori.
Serve informazione e metodo; dobbiamo solo cercare di essere catalizzatori di pratiche che già ci sono,
condividerle e essere capaci di comunicarle”. Chiede chiarezza nella classificazione dei rifiuti e nella prassi
dello smaltimento adeguata e corretta e poi introduce un altro giovane del gruppo, Riccardo Gentile,che ha
dedicato una parte della sua attività degli ultimi due anni, alla ricerca di una “soluzione pratica per smaltire
fratta. Ho avviato una serie di tavoli tecnici e conosciuto macchinari che potrebbero essere usati anche qui.
Esiste un macchinario in grado di produrre compost dalla fratta: è un reattore di compostaggio, tratta tra le
400 e 1500 tonnellate l’anno, non emana odori, non rilascia percolato e la quantità di acque di trattamento,
per tipologia, può essere fatta confluire in fogna. Il macchinario è modulare. Ci sarebbe la possibilità di
affittarlo e vederlo in funzione, è di una ditta italiana che e lo sta già utilizzando in tutta l‘Andalusia,
funziona anche con i filacci della fratta, separa organico da plastica. Il compost ha elevatissimo rapporto
carbonio- azoto e aumenterà la mineralizzazione dei terreni”.
Finita la parte delle testimonianze, Peppe Scifo ha posto ll’accento sulla questione
‘salute’ trasversale sul tema dell’ambiente, un tema storico “che nasce assieme a questo sistema
produttivo tipico di questo territorio e della fascia trasformata, la coltivazione in serra. E’del 1969 il prio
convegno in cui Giovanni Berlinguer venne inviato a relazionare a Vittoria sui rischi per la salute connessi
all’agricoltura in serra”, e lo Spresal che si occupa sì di rischio ma analizza anche alcuni indicatori, “riscontra
dal Registro tumori incidenze evidenti di impatto sulle persone che hanno a che fare con il lavoro agricolo.
No siamo all’anno zero ma si può e si deve fare molto di più”. E sulle fumarole che “appartengono al modus
produttivo ci deve essere anche una presa di coscienza forte. In molte aziende ci sono cumuli di fratta
accatastati. E pur non volendo bruciarli le aziende non hanno una soluzione”. Scifo sostiene vi sia un vuoto
istituzionale. “Dal 2018 c’è al Libero consorzio un accordo di programma sulla gestione dei rifiuti, con una
parte dedicata ai rifiuti agricoli. Bisogna riprenderlo attivarlo, riempirlo di contenuti e di partecipazione
anche con il coinvolgimento organico del modo della ricerca”. Le fumarole vanno fermate “affrontando il
problema anche con la società d’ambito provinciale per i rifiuti, in previsione della prossima estate. Per
farlo è possibile emettere norme anche a livello comunale, ad esempio per accatastare provvisoriamente
materiale; sulle plastiche nere le imprese sono disposte a ricevere materiale di pacciamatura ma le aziende
agricole non hanno mezzi autorizzati al trasporto di questo rifiuto che è un rifiuto speciale. Interveniamo
nel trasporto: lì si annidano interessi di altra natura e sequestri preventivi con il coinvolgimento delle mafie,
agromafie, lo hanno dimostrato. Serve subito un confronto operativo”.
In un clima di operativa condivisione di obiettivi, idee e proposte, il focus che è stato moderato da Vincenzo
La Monica, coordinatore di Tft – Trasformare la fascia trasformata, progetto sostenuto da Fondazione con il
Sud, capofila l’Associazione I tetti colorati Onlus, partner di progetto Cgil, L’Altro Diritto Onlus, la
Cooperativa sociale Proxima e la Caritas (partner esterno), è stato preceduto dai saluti istituzionali di
Domenico Leggio, direttore caritas, intervenuto a nome del vescovo di Ragusa, monsignor Giuseppe La
Placa, e dei sindaci di Ragusa, Peppe Cassì e Vittoria, Francesco Aiello.
“Il tema dell’Agricoltura e dell’Ambiente e della sostenibilità, sono temi cari al vescovo – ha detto Leggio -
Non basta la denuncia, da indicazione del magistero di papa Francesco, ci piace, anche come chiesa locale,
stare nel territorio. La trasformazione non può essere fatta da soli. Oggi ci troviamo tra gli attori
protagonisti del cambiamento del territorio. E’la strada maestra. Più volte ci siano confrontati sulle
difficoltà del territorio ma è un territorio vivace, con grandi capacità di innovazione e grandi risorse umane.
Il vescovo mi ha fortemente sollecitato a continuare; lui c’è per fare in modo che buoni propositi,
innovazioni e buone prassi siano il motore del cambiamento”.
“Ciò che è successo negli anni passati – ha detto il sindaco di Ragusa Cassì - ha aperto nuove strade
di collaborazione, e il tentativo di conseguire obiettivi con maggiore partecipazione e compartecipazione.
Siamo presenti, in questa occasione. E’un tema di enorme interesse, una sfida che dobbiamo affrontare
insieme e dal superamento di questa sfida si potrà apprezzare anche qualità della nostra attività
amministrativa ognuno nel suo settore e competenza. Noi comuni condividiamo la gestione della società
del servizio dei rifiuti. Il tema ambientale riveste una grande importanza e ci coinvolge. Siamo parecchio
indietro, dobbiamo recuperare terreno e non farci sopraffare dal tentativo di trovare il rimedio più facile,
che non sempre è il più giusto: termovalorizzatori, inceneritori sono superati in Europa, dobbiamo fare le
cose giuste. Come provincia e vista la velocità con cui siamo arrivati alla raccolta differenziata, potremmo
chiudere il ciclo dei rifiuti educando le persone e convincendole che rifiuto può essere risorsa”.
“Mi sento dentro questo gruppo – ha detto il sindaco di Vittoria, Aiello -; mi sento
onorato per un percorso che ha alle spalle decenni di battaglie sociali e di emancipazione da fame,
isolamento e mancanza di servizi e case. La fascia trasformata è innanzitutto storia di popolo che ha
inventato qualcosa di nuovo ma che non riesce a governarla perché istituzioni non l’hanno capita,
compresa e organizzata. La sofferenza è prima di tutto di coloro che ci sono vivono. Da amministratore
locale mi pongo nella valutazione del riverbero sociale, culturale e delle innovazioni che vanno affrontate
nel prosieguo delle attività” nella fascia trasformata, “lo sforzo ci deve essere; ma la realtà è che fra tutti i
comparti produttivi raramente ci sono riferimenti a questo tipo di agricoltura in serra. In questo contesto
non c’è spazio per lo Stato nella raccolta de rifiuti. Dobbiamo farcela, ma come? Nel rapporto con
l’immigrazione, si riproducono condizioni di vita che questo popolo ha vissuto. Sono fiducioso però.
Grattando la patina della loro storia, molte persone dovrebbero ricordare che sono state loro quei
braccianti presi nelle piazze per andare a lavorare nelle serre e dovrebbero trattare i loro braccianti come
fratelli perché così sono stati loro. Il comune di Vittoria crede in questo progetto; siamo lieti di lavorare con
voi e assieme ad altri. La battaglia sociale ambientale e innovativa si può vincere se riusciamo a portarla su
un nuovo territorio”


Sanità: ecco i direttori generali di Asp, ospedali e policlinici

Sanità: ecco i direttori generali di Asp, ospedali e policlinici

Nonostante  le difficoltà dell'aula il presidente Schifani è riuscito a mantenere la promessa. Nel corso della seduta di giunta di questa sera, infatti ha designato, su proposta dell'assessore alla Salute Giovanna Volo, i nuovi manager della sanità siciliana. I nominativi dei direttori generali delle 15 strutture sanitarie regionali e dei 3 policlinici universitari, così come previsto dalla normativa vigente, sono stati scelti dalla rosa dei 49 idonei stilata sulla base delle valutazioni della Commissione di selezione. In attesa del completamento dell'iter con il parere della commissione Affari istituzionali dell'Ars, i designati guideranno già da domani le stesse aziende in qualità di commissari straordinari, ad eccezione di Gaetano Sirna confermato direttore generale del Policlinico di Catania fino a ottobre 2025. Per quanto riguarda, invece, gli ospedali universitari di Palermo e Messina, i vertici sono stati individuati all'interno di una terna di nomi proposta dai rispettivi rettori.
«Abbiamo definito i nuovi assetti della sanità in Sicilia – evidenzia il presidente della Regione, Renato Schifani – nei tempi che avevamo stabilito. È un altro impegno rispettato, così come quello relativo alle selezioni per il ruolo di direttori sanitari e amministrativi che dovranno affiancare i nuovi manager. La giunta ha scelto figure qualificate sul piano della professionalità per la guida delle aziende e degli ospedali. I neo manager dovranno gestire la delicata fase che il sistema sanitario regionale si accinge a vivere, in attuazione delle linee che il governo intende imprimere per rendere il settore più moderno, efficiente, sostenibile economicamente e, soprattutto, sempre più attento ai cittadini. Una sanità che curi, ma soprattutto si prenda cura dei pazienti. Stiamo portando avanti un importante lavoro per il completamento di strutture ospedaliere attese ormai da anni, per l’abbattimento delle liste d’attesa e per la razionalizzazione della rete sanitaria, affrontando anche le questioni legate al personale medico e ausiliario. Un’opera che richiede lo sforzo sinergico del governo e dei manager per garantire ai siciliani, al pari dei cittadini di altre regioni, una sanità di alta qualità e che consenta loro di curarsi nel migliore dei modi nella loro terra».
Di seguito i nomi e le destinazioni dei nuovi direttori generali designati nelle nove aziende sanitarie provinciali:
Asp Palermo: Daniela Faraoni
Asp Catania: Giuseppe Laganga Senzio
Asp Messina: Giuseppe Cuccì
Asp Agrigento: Giuseppe Capodieci
Asp Caltanissetta: Salvatore Lucio Ficarra
Asp Enna: Mario Carmelo Zappia
Asp Ragusa: Giuseppe Drago
Asp Siracusa: Alessandro Caltagirone
Asp Trapani: Ferdinando Croce

Questi i manager designati a Palermo, Catania e Messina per aziende ospedaliere, Arnas e Irccs e dei Policlinici

Arnas "Civico" Palermo: Walter Messina
Azienda ospedaliera "Villa Sofia-Cervello" Palermo: Roberto Colletti
Arnas "Garibaldi" Catania: Giuseppe Giammanco
Azienda ospedaliera "Cannizzaro" Catania: Salvatore Emanuele Giuffrida

 

Azienda ospedaliera "Papardo" Messina: Catena Di Blasi
Irccs "Bonino Pulejo" Messina: Maurizio Letterio Lanza
Policlinico Palermo: Maria Grazia Furnari
Policlinico Catania: Gaetano Sirna
Policlinico Messina: Giorgio Giulio Santonocito
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Manager sanità: l’atto finale

Manager sanità: l’atto finale

Sulla base  del famoso metodo del 6-2-2-2-2  questo accordo ha generato l'elenco che pubblichiamo ribadendo che  il presidente della Regione, Renato Schifani, ha convocato la giunta alle 19 per procedere alle nomine dei manager di Asp e ospedali ma non dei Policlinici. Quello di stasera dovrebbe essere l’atto finale ma qualche modifica resta ancora possibile.

L’elenco dei nuovi manager

• Giuseppe Capodieci – Asp Agrigento
• Salvatore Lucio Ficarra – Asp Caltanissetta
• Giuseppe Laganga Senzio – Asp Catania
• Mario Carmelo Zappia – Asp Enna
• Giuseppe Cuccì – Asp Messina
• Daniela Faraoni – Asp Palermo
• Giuseppe Drago – Asp Ragusa
• Ing. Alessandro Caltagirone – Asp Siracusa
• Avv. Ferdinando Croce – Asp Trapani
• Walter Messina – Arnas Civico-Di Cristina-Benfratelli” Palermo
• Giuseppe Giammanco – Arnas Garibaldi di Catania
• Roberto Colletti – Azienda ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello di Palermo
• Salvatore Emanuele Giuffrida – A.O. per l’Emergenza Cannizzaro di Catania
• Catena Di Blasi – Azienda ospedaliera Papardo di Messina
• Maurizio Letterio Lanza – Irccs Centro Neurolesi Bonino Pulejo di Messina


La gestione della Sac non ha prodotto risultati tangibili e di crescita

La gestione della Sac non ha prodotto risultati tangibili e di crescita

Quasi da affrontare la particolare situazione in cui si trova l'Aeroitalia e quindi l'aeroporto di Comiso il  senatore Salvo Sallemi di Fratelli d’Italia ha depositato, oggi, un’interrogazione  rivolta al ministero delle Infrastrutture e Trasporti. Nello specifico Sallemi chiede notizie relative ai bandi per la continuità territoriale e per l’attivazione delle rotte a prezzi calmierati per i residenti, nonché ha chiesto notizie relativamente alle strategie dello sviluppo dello scalo. “La storia dei bandi per la continuità territoriale da e per l’aeroporto di Comiso è tormentata - dice il senatore -. La pandemia e poi la chiusura di Alitalia, che si era aggiudicata il servizio per lo scalo casmeneo, hanno comportato un nulla di fatto e la procedura è dovuta ripartire. Stiamo parlando di collegamenti essenziali verso Roma e Milano che i siciliani, e in particolare i cittadini della provincia di Ragusa, attendono da anni. Per troppo tempo abbiamo subito, invece, i rincari e le speculazioni delle compagnie aeree specie durante le festività. Il tutto estremamente penalizzante per lo scalo di Comiso". “Ragion per cui ho chiesto tempistiche definite al Ministero – continua Sallemi – per l’avvio delle rotte con la continuità territoriale".  Giusta la richiesta del senatore ma temiamo che i tempi siano troppo lunghi infatti per arrivare alla continuità territoriale occorre che venga preparato un bando, che lo approvi Bruxelles, che venga pubblicizzato. Non meno di 5 o 6 mesi e l'estate ce la siamo giocata. Quindi sarebbe opportuno agire con altre soluzione direttamente con Catania che riteniamo noi di reteiblea sia la maggiore responsabile del declino dell'aeroporto. Lo dice anche Sallemi che nella sua nota ribadisce.   Lo scalo casmeneo che sta subendo, in particolare in questa stagione invernale, un calo vertiginoso di voli e di passeggeri. Si tratta di un asset infrastrutturale fondamentale per il Sud Est ma al momento la gestione della Sac non ha prodotto risultati tangibili e di crescita. Non vi è una sinergia tra gli aeroporti e Comiso sembra essere confinato come una “ruota di scorta” e non viene menzionato nella comunicazione Sac che dovrebbe essere integrata né sulle pagine social, seguitissime, dello scalo e né viene dato adeguato risalto ai voli – pochi – che vi sono al momento e che vi saranno nella stagione primaverile ed estiva. Tutto ciò non possiamo accettarlo. La Regione è intervenuta con gli incentivi per i residenti e sul Cargo ma serve una società di gestione che faccia sviluppare lo scalo e che lo renda attrattivo poiché le potenzialità sono enormi ma occorre una direttrice di sviluppo e non un regresso”.  Belle parole soprattutto quando si fa riferimento a serve una società di gestione. Giusto potremmo cambiare la Sac e tutti ne trarrebbero giovamento...


La multa per Aeroitalia.

La multa per Aeroitalia.

Oltre al danno la beffa. L'aeroporto di Comiso é in ginocchio e si tenta di colpire l'unica compagnia aerea che vola quotidianamente sullo scalo. Infatti sono in arrivo sanzioni dell’Enac su Aeroitalia.

L ’ente dell’aviazione civile, applicando le regole del bando con cui sono stati assegnati i voli di continuità territoriale per Roma, Milano e Napoli, comminerà alla compagnia aerea guidata da Gaetano Intrieri le sanzioni previste per le cancellazioni dei voli che, nel mese di dicembre, hanno superato il limite di tolleranza del 2% per motivi direttamente imputabili al vettore. Secondo le norme vigenti, la rendicontazione scatta a 45 giorni dalla conclusione del mese, dunque le penali potranno essere applicate a partire dai prossimi giorni.

In base al regolamento, «il vettore dovrà corrispondere all’Enac, a titolo di penale, la somma di 3mila euro per ogni cancellazione. L’Enac, inoltre, procederà a una riduzione dell’importo della compensazione finanziaria in misura proporzionale ai voli non effettuati. Le somme percepite in tal senso saranno riallocate per la continuità territoriale di Ancona». Le compensazioni finanziarie massime alla base del bando di gara sui voli di continuità territoriale erano state fissate a circa 5,5 milioni di euro per la rotazione Ancona-Roma Fiumicino, a 9,4 milioni di euro per quella tra Ancona e Milano Linate e a 5,2 milioni di euro per quella che collega Ancona a Napoli. «L’ammontare delle penali – si legge nel bando – non potrà in ogni caso eccedere il 50% dell’importo massimo previsto a base di gara per la compensazione finanziaria».

Inoltre, al vettore sono comminabili, in aggiunta, le sanzioni previste dalla normativa dello Stato italiano per violazione delle disposizioni comunitarie e nazionali in tema di trasporto aereo. Quindi le penali scatteranno anche per i ritardi che hanno riguardato le attività di Aeroitalia sulle rotte della continuità territoriale dalle Marche nel mese di dicembre, quando i problemi tecnici di un aeromobile hanno rivoluzionato in negativo la programmazione. Proprio per un contenzioso tra Aeroitalia e le Marche, la scorsa settimana il Tribunale di Roma aveva emesso un decreto ingiuntivo per 305mila euro, su richiesta della compagnia, nei confronti di Atim, l’Agenzia regionale marchigiana per il Turismo e l’internazionalizzazione.

In pratica essendo ipotizzato l'aiuto dello stato per la continuità territoriale sulla Comiso Roma non so possono effettuare voli su quella tratta ad opera di qualunque  compagni. Ma la continuità al momento non solo non è in vigore ma neanche é ipotizzabile prima dell'estate .Quindi le sanzioni sono immotivate e speciose. Bisogna peró capire a chi può fare piacere una situazione simile. Italia Viva di Ragusa lamenta la mancanza di voli e passeggeri ma così fanno sparire anche le Compagnie..


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