Tg del 17 gennaio
Tg del 17 gennaio
Nell'Indice: La sfida dei manager in sanità. Il deserto nell'aeroporto di Comiso. La protesta del tassista Crocefisso. La voce del territorio. Intervista al sindaco di Acate Fidone. I record di Fontanarossa. La dispersione scolastica servizio speciale. Il turismo con l'incontro di Marina di Ragusa. La telefonata di Cesare Pluchino. Intervista al presidente dei pizzaioli per il Pizza Day. Lo sport
SOTTO IL SEGNO DEI CABRERA
SOTTO IL SEGNO DEI CABRERA
La Società Ragusana di Storia Patria si è intestata la organizzazione di un convegno in due giorni
per indagare, ai massimi livelli, il periodo che vide i conti catalani governare il sud est siciliano.
Un periodo storico ricco di spunti che gli storici, pur avendolo ampiamente studiato, hanno ancora
tanto da scoprire. E non saranno poche le sorprese che emergeranno dalla due giorni iblea, per la
autorevolezza degli studiosi coinvolti e per i temi affrontati.
Organizzata dalla SRSP, presieduta da Carmelo Arezzo e con la guida scientifica di Giuseppe
Barone, con la collaborazione dei Municipi di Ragusa, Modica e Pozzallo, l’Archivio di Stato di
Ragusa, la Soprintendenza di Ragusa e il liceo Galilei-Campailla di Modica, il consesso si svolgerà
venerdì 19 a Ragusa Ibla presso la Sala Falcone Borsellino, e il giorno dopo a Modica al Palazzo
della Cultura.
Un intermezzo artistico arricchirà la due giorni voluta dalla Società Ragusana di Storia Patria: alle
20,30 di venerdì 19 gennaio, al Teatro Donnafugata di Ibla, andrà in scena “Bernardo Cabrera –
Una vita Azarosa”, spettacolo scritto da Lucia Trombadore con la regia di Alessandro Romano,
anche sul palco con Donatella Liotta, prodotto dal liceo Galilei-Campailla di Modica.
Nella stessa occasione il presidente della Società, Carmelo Arezzo, consegnerà la targa “Una vita
per la Storia” a Francesco Garofalo, autore di numerosi articoli e di una ricca pubblicazione sul
conte di Ragusa e Modica Bernardo Cabrera.
Si cercano con urgenza medici in pensione e non
Si cercano con urgenza medici in pensione e non
L’ASP di Ragusa ha pubblicato un Avviso urgente per il conferimento di incarichi di natura libero-professionale al personale medico con specializzazione in Ginecologia e Ostetricia. L’Avviso, che rimarrà aperto per tutto il 2024, è rivolto ai medici in pensione e non. L’obiettivo è porre rimedio alla perdurante carenza di personale medico della disciplina in oggetto, che al momento fa registrare, all’interno dell’Azienda sanitaria iblea, 7 posti vacanti a fronte di una dotazione organica di 48 unità. I profili ritenuti idonei saranno destinati ai servizi ospedalieri dell’ASP e ai Consultori fino ad un massimo di 38 ore settimanali. Tra i requisiti specifici per la partecipazione rientrano: il diploma di Laurea in Medicina e Chirurgia; l’abilitazione all’esercizio della professione; l’iscrizione all’albo dei Medici-Chirurghi; il diploma di Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia o in discipline equipollenti o affini, secondo quanto previsto dai decreti ministeriali. Tutte le informazioni utili alla compilazione della domanda e degli allegati sono riportate sul sito web aziendale (www.asp.rg.it), nella sezione ‘Bandi e Concorsi’. L’istanza di partecipazione dovrà essere inoltrata a mezzo Pec. L’Azienda, sulla base del proprio fabbisogno, procederà alla valutazione dei curricula in ordine cronologico, previa verifica dei requisiti d’ammissione da parte dell’Area Risorse Umane. “L’adozione di questa misura - spiega il Commissario straordinario dell’ASP di Ragusa, Fabrizio Russo - è maturata dal confronto coi direttori delle Unità di Ginecologia e Ostetricia dei nostri presidi, che hanno convenuto con la Direzione strategica sulla necessità di rafforzare gli organici, allo scopo di garantire le prestazioni in urgenza provenienti dai Pronto soccorso, offrendo ai pazienti cure tempestive. Purtroppo - evidenzia Russo - le ultime procedure selettive non hanno dato l’esito sperato, compresa quella per l’assunzione di medici con incarico a tempo determinato che ha visto la candidatura di soli quattro specializzandi. Ci riproveremo con ulteriore determinazione: quello appena emanato è un Avviso a sportello, che rimarrà sempre aperto, nella speranza che sia utile a intercettare un maggior numero di professionisti anche nei prossimi mesi”.
Cvd : Aeroporto di Comiso = il deserto dei Tartari
Cvd : Aeroporto di Comiso = il deserto dei Tartari
Per chi non lo avesse capito l'acronimo Cvd vuol dire " come volevasi dimostrare" Non serve ripetere che chi vi scrive lo aveda detto da almeno 5 anni che ci hanno rubato lo scalo e che la loro strategia non è di crescita. Ed anche l'ultima idea del comitato per il treno, al quale la Sac sembrerebbe pronta ad aderire, fa proprio il gioco dei catanesi che potranno attendere almeno 15 anni ( il tempo stimato per realizzare il collegamento ferroviario) prima di fare qualcosa per Comiso.
Il Movimento Punto a Capo torna ad intervenire sulla gestione dello scalo ibleo e lo definisce, vista la foto, giustamente " il deserto dei Tartari"
Dopo aver pervicacemente sostenuto il sit in di protesta dello scorso settembre, nato su iniziativa di Paolo Crocifisso, gli esponenti del direttivo del Movimento Antonio Prelati, Biagio Cirica, Toti Miccoli e Anthony Incorvaia si chiedono quale sia la strategia della Sac visto che continuano ad essere tagliati voli su voli. Anche il primo cittadino acatese Gianfranco Fidone ha preso posizione in merito.
“Di Comiso non si parla più – dice il direttivo del Movimento con i consiglieri comunali di Vittoria Iaquez e Greco – e dopo l’emergenza estiva etnea e il sit in di protesta tutto è ritornato in un silenzio che assordante è dir poco. In questo silenzio c’è uno scalo aeroportuale che si affida per la maggior parte a una compagnia aerea che cambia, spesso e volentieri, orari e giorni di voli già acquistati dagli utenti creando non pochi disagi e che di recente ha tagliato sino alla fine di marzo importanti collegamenti come quelli verso Pisa e Bologna”.
“Nelle ultime settimane l’aeroporto sembra fantasma: un vero e proprio deserto dei Tartari. Il territorio merita tutto ciò? Una provincia come quella di Ragusa, da sempre penalizzata sul fronte infrastrutturale, non produrrebbe ancora di più con un aeroporto funzionale per il turismo, per il commercio, per la mobilità? Evidentemente alla fallimentare gestione Sac ciò non interessa perché è evidente come si privilegino gli interessi di Catania a scapito di quelli di Comiso. Non è un caso che abbiano fatto andar via senza colpo ferire Ryanair dal territorio ibleo, mentre a Catania il vettore low cost continua tranquillamente ad operare”, aggiungono.
“Non siamo figli di un Dio minore – conclude il sindaco di Acate Gianfranco Fidone che chiama a raccolta i colleghi sindaci dei Comuni Iblei – e non possiamo continuare ad attendere un cambiamento che non arriva. Comiso non è ruota di scorta di Catania e ha potenzialità enormi. Il caso di Trapani è eloquente: c’è uno scalo che riesce ad essere nodale per lo sviluppo di un’intera area e il Ragusano non può essere da meno e non può accettare disparità di trattamento da nessuna istituzione. E’ il momento che la Sac risponda chiaramente e pubblicamente del suo operato su Comiso e che si assuma le responsabilità delle tante debacle collezionate: dalla gestione dell’emergenza incendio sino alla fuga di Ryanair e all’arrivo di Aeroitalia che non ha, evidentemente, rilanciato l’aeroporto”.
Al
La triste vicenda della Sanità siciliana
La triste vicenda della Sanità siciliana
Articolo di Peppe Lizzio
La politica regionale è chiamata a risolvere, in tempi bvrevi, la prova delle nomine nel settore sanità. Soprattutto, per quanto riguarda le nomine dei direttori generali delle Asp.
Ma prima della nomina dei nuovi manager, si avrà la nomina dei Direttori amministrativi e sanitari attingendo dai due elenchi per i quali nei giorni scorsi si è conclusa la procedura atta a individuare gli idonei a ricoprire le cariche di Direttore amministrativo e Direttore sanitario nelle aziende del Servizio sanitario regionale siciliano. Per il ruolo di direttore amministratisono 57 gli idonei. Per le poltrone di Direttore sanitario, invece, risultano selezionati 65 candidati.
Nell'elenco dei papabili Direttori amministra si trovano nomi noti quali Salvatore Lucio Ficarra, attuale commissario dell’Asp di Siracusa, ed Elvira Amata,
In elenco anche Salvatore Torrisi, attuale direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria provinciale di Ragusa.
Dall’elenco degli idonei a Direttore sanitario spiccano i nomi di Alberto Firenze, attuale commissario al Papardo, e Maria Grazia Furnari, che guida la Direzione sanitaria dell’Asp di Trapani. In corsa anche gli attuali direttori sanitari delle Aziende sanitarie provinciali di Ragusa, Agrigento e Caltanissetta: Raffaele Elia, Emanuele Cassarà e Luciano Fiorella.
Certamente la partita piu importante sarà quella per il rinnovo dei direttori generali delle aziende sanitarie siciliane, sospesa a ottobre per “impraticabilità” stante il mancato accordo tra le forze politiche che sostengono la giunta Schifani.
La ‘conta’ dei managerri parte, senza alcun accordo tra le forze di maggiorana, da una tabellina in cui viene “pesato” il valore di ogni azienda. Le poltrone più ambite sono chiaramente quelle delle Asp delle tre città metropolitane, delle due Arnas (ospedali di alta specializzazione) e dei tre Policlinici. Non è nemmeno detto che sia data per buona la ripartizione, ipotizzata mesi fa, secondo cui 6 direttori ciascuno vanno a Fratelli d’Italia e Forza Italia e 2 ciascuno a Democrazia cristiana, Lega ed Mpa. Nel gioco delle parti ognuno rivendicherà una fetta più grande della torta.
Sul punto nomine interviene oggi, con un lungo comunicato stampa,
la FP-CGIL Ragusa FP-CGIL Sanità Dipartimento Sanità FP-CGIL
L'organizzazione sindacale di categoria , evidenzia che "mentre a Palermo si susseguono le riunioni nelle sedi istituzionali e probabilmente anche altrove, per trovare lag quadratura del cerchio, rispetto alle nomine dei nuovi manager; in Italia, in questa Regione e nella nostra Provincia la Sanità Pubblica e anche quella Convenzionata si dibattono in una situazione tanto critica quanto voluta da decenni di politiche sbagliate.
Chiunque verrà nominato Direttore Generale in ciascuna delle ASP regionali troverà una poltrona scomoda, seppur ben remunerata. È probabile che i Direttori si troveranno a dover gestire qualcosa molto vicino al nulla, non per catastrofismo gratuito ma per i tanti segnali, forse insignificanti agli occhi dei non addetti, che rappresentano gli ultimi bagliori di quello che fu uno dei migliori Servizi Sanitari.
La nota continua evidenziando come il "il Servizio Pubblico muore, finirà definitamente l’universalità delle cure:
chi può pagherà i premi assicurativi, gli altri no.
"Che senso ha, in una situazione critica come quella attuale lesinare le risorse al personale strutturato che dovrebbe essere trattato con i guanti gialli delle Aziende Pubbliche visto il risicato numero, per poi spendere molto di più reclutando i cosiddetti “medici gettonisti” tramite le cooperative?
Comunque di fronte alla quantità di dimissioni di Personale Sanitario che investe anche l’ASP di Ragusa si capisce che non c’è da stare allegri."
I Manager che verranno nominati , ammesso che non lo sappiano già, non possono più far finta di non sapere ciò che li aspetta, in queste ore medici, vincitori di concorso, assunti da qualche mese stanno seriamente vagliando la decisione di dimettersi, insieme ad altri che dopo anni di lampante sfruttamento in corsia non ne possono più e a ruota si licenzieranno a giorni. Giorni non mesi.
In definitiva, tempi bui per la sanità siciliana e ragusana in particolare.
Tg del 16 gennaio
Tg del 16 gennaio
Nell'Indice. Ancora disservizi in sanità in attesa dei manager. L'autonomia differenziata e le sue negatività. Le infrastrutture. Il comitato per la ferrovia. La sicurezza in città. Il turismo e le manifestazioni. Il coro lirico siciliano. Il vespa Club di Pozzallo. Intervista all'attore Roberto Pizzo.
Codice Identificativo nazionale per le locazioni turistiche
Codice Identificativo nazionale per le locazioni turistiche
Forse è arrivato il momento per fare un po di chiarezza e di pulizia nel settore della ricettività extralberghiera in tutto il Paese e soprattutto in Sicilia dove l'ospitalità e segno distintivo ma si fa pagare a caro prezzo. A causa infatti delle tantissime seconde case, magari ancora abusive perchè in località non controllate, usate in ambito ricettivo vengono falsati i dati economici sul turiamo. Si è parlato dunque di CIN una identificazione per la struttura ricettiva che sarà indispensabile se si vuole fare questa attività. Non si è ancora pronti ma con una nota del 9 gennaio il Ministero del Turismo comunica che la procedura telematica di assegnazione del CIN, Codice Identificativo nazionale, per le locazioni per finalità turistiche entrerà in vigore entro breve tempo. Si precisa che, ai sensi del comma 15, art. 13-ter, dello stesso DL N 145 gli obblighi e le sanzioni in materia di CIN si applicheranno a decorrere dal sessantesimo giorno successivo a quello di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del citato Avviso. Nelle more, i titolari delle strutture ricettive e i locatori di unità immobiliari per finalità turistiche o di immobili in locazione breve sono tenuti a rispettare le normative regionali attualmente vigenti e, pertanto, a continuare ad utilizzare il Codice regionale o provinciale, laddove previsto nonché, nel caso di nuove strutture o di nuove attività di locazione, a richiedere l’assegnazione dello stesso all’ente territoriale di competenza. La legge n 191 di conversione del DL n 145/2023 pubblicata in GU n 293/2023 collegato alla legge di bilancio 2024, ha previsto novità sul codice CIN per affitti brevi e locazioni turistiche. Nel dettaglio si vuole introdurre un codice identificativo nazionale, CIN, per:
- locazioni turistiche,
- locazioni brevi,
- attività turistico ricettive.
Il Codice identificativo nazionale (CIN) dovrà essere assegnato, tramite apposita procedura automatizzata, dal ministero del Turismo, alle unità immobiliari ad uso abitativo oggetto di locazione per finalità turistiche, a quelle destinate alle locazioni brevi, oltre che alle strutture turistico-ricettive alberghiere ed extralberghiere. Al ministero è affidata anche la gestione della relativa banca dati nazionale. La nuova norma, contenuta nell’articolo 13 ter ha l’obiettivo di assicurare la tutela della concorrenza e della trasparenza del mercato, il coordinamento informativo, statistico e informatico dei dati dell’amministrazione statale, regionale e locale, oltre che la sicurezza del territorio ed il contrasto a forme irregolari di ospitalità. Si prevede che, chiunque eserciti, direttamente o tramite intermediario, in forma imprenditoriale, l’attività di locazione per finalità turistiche o di locazioni brevi, è soggetto all’obbligo di segnalazione certificata di inizio attività (SCIA), presso lo sportello unico per le attività produttive del comune nel cui territorio è svolta l’attività. Viene precisato che l’attività si presume svolta in forma imprenditoriale anche da chi destina alla locazione breve più di quattro immobili per ciascun periodo d’imposta.
Attenzione al fatto che, è prevista l’automatica ri-codificazione come CIN dei codici identificativi specifici già assegnati da regioni, province autonome e comuni, qualora abbiano già attivato delle procedure di attribuzione per le stesse unità immobiliari e strutture soggette al CIN. Affitti brevi e turistiche: istanza del locatore per il CIN Ai fini dell'attribuzione del CIN, il locatore o il titolare della struttura turistico-ricettiva presenta, in via telematica, un’istanza, corredata da una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante i dati catastali dell’unità immobiliare o della struttura.
La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attesta anche la sussistenza della dotazione di dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e di monossido di carbonio funzionanti, nonché di estintori portatili a norma di legge, e quando gestiscono le unità immobiliari nelle forme imprenditoriali come sopra definite, anche dei requisiti di sicurezza degli impianti prescritti dalla normativa statale e regionale vigente I termini per la presentazione dell’istanza sono differenziati in relazione ad eventuali procedimenti in corso da parte dell’ente territoriale.
Si prevedono inoltre degli obblighi quali:
- l’esposizione del CIN all’esterno dello stabile, assicurando il rispetto di eventuali vincoli urbanistici e paesaggistici,
- la sua indicazione in ogni annuncio ovunque pubblicato e comunicato.
L’obbligatoria indicazione negli annunci è prevista anche per i soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare e per quelli che gestiscono portali telematici. La novità normativa riguarda, in relazione ai nuovi obblighi su indicati un regime sanzionatorio ad hoc, che non si applica qualora un fatto ivi previsto sia sanzionato dalla normativa regionale. Il comune nel cui territorio è ubicata la struttura turistico-ricettiva o l’unità immobiliare locata, attraverso gli organi di polizia locale, provvede alle funzioni di controllo, verifica e all’applicazione delle sanzioni amministrative. In particolare, il titolare di una struttura turistico-ricettiva priva di CIN, nonché chiunque propone o concede in locazione, per finalità turistiche o per locazioni brevi, unità immobiliari o porzioni di esse prive di CIN, è punito con la sanzione pecuniaria da 800 a 8.000 euro, in relazione alle dimensioni della struttura o dell’immobile. La mancata esposizione del CIN all’esterno dello stabile è punita con la sanzione pecuniaria da 500 a 5.000 euro, in relazione alle dimensioni della struttura o dell’immobile, per ciascuna struttura o unità immobiliare per la quale è stata accertata la violazione. Identica sanzione pecuniaria, accompagnata dall’immediata rimozione dell’annuncio irregolare pubblicato, è prevista in caso di mancata indicazione del CIN negli annunci. Quando l’attività è esercitata in forma imprenditoriale, è sanzionata sia l’assenza dei requisiti di sicurezza prescritti dalla normativa statale e regionale vigente, che la mancata presentazione della SCIA. Quest’ultima è punita con la sanzione pecuniaria da 2.000 a 10.000 euro, in relazione alle dimensioni della struttura o dell’immobile. In ogni caso, la mancanza dei dispositivi per la rilevazione di gas nonché di estintori è punita con la sanzione pecuniaria da 600 a 6.000 euro per ciascuna violazione accertata.
Non basta snocciolare!
Non basta snocciolare!
“Concluso il periodo dei festeggiamenti natalizi e dopo qualche giorno per assicurarci il
ritorno al tran tran quotidiano, è opportuno che, già sin da ora, si possa cominciare a
programmare, in vista delle fasi clou del 2024, tutto il necessario, dal turismo alla migliore
vivibilità per i residenti, della città antica”. Lo afferma il Comibleo, il comitato spontaneo
di residenti, che manifesta la propria disponibilità per un confronto allargato alle realtà
operative presenti sul territorio comunale in questione, per evidenziare criticità e avanzare
proposte specifiche su ciò che è meglio fare per rilanciare Ibla. “Abbiamo visto che il
sindaco – affermano dal Comibleo – ha partecipato alla riunione dell’Osservatorio sul
turismo snocciolando una serie di dati relativi all’intera città. Ibla, però, può contare su
dinamiche specifiche, come del resto anche Marina di Ragusa, e pur non disancorandola
dal resto del territorio è chiaro che dovrebbe essere posta più attentamente sotto i riflettori
almeno per non disperdere i passi in avanti compiuti negli ultimi vent’anni. Sarebbe,
dunque, opportuno indire una conferenza aperta a tutti coloro che sono interessati alle sorti
della città antica per tracciare il quadro della situazione e per stabilire, tutti assieme, sotto
la regia dell’amministrazione comunale, quali potrebbero essere le linee strategiche da
attuare per il prossimo futuro. Dalla fase dell’ascolto a quella operativa, il passo potrebbe
essere breve. Non è operazione semplice, lo sappiamo, ma da qualche parte si deve pure
cominciare. Invitiamo, dunque, il sindaco a rendersi disponibile lungo questa direzione. Lo
aspettiamo con ansia a Ibla per dare il via a questo confronto allargato a tutti”.
Due Patroni "aeque principaliter" per la città di Ragusa
Due Patroni "aeque principaliter" per la città di Ragusa
.Un excursus storico attento e basato sulle fonti, sui documenti consultati più volte negli archivi. Questo il taglio che il chiarissimo professore Uccio Barone ha dato, ieri sera, alla conferenza sul tema “Un santo e una città: San Giorgio nella storia di Ragusa” ospitata al circolo di conversazione nell’ambito delle iniziative promosse dalla chiesa Madre San Giorgio in occasione del 331esimo anniversario del terremoto del 1693. L’appuntamento, promosso dal direttivo dell’associazione storico culturale San Giorgio, ha contemplato la partecipazione di numerose persone che sono rimaste letteralmente rapite dal racconto del prof. Barone. Il quale ha evidenziato come la presenza di San Giorgio, dal punto di vista storico, sia profondamente radicata nella storia di Ragusa, come testimoniato dagli atti più volte consultati. L’elezione di S. Giorgio a patrono principale di Ragusa fu ratificata ufficialmente il 10 maggio 1643 nel palazzo della Cancelleria alla presenza di venti giurati che presero atto del Motu proprio di papa Urbano VIII che imponeva ad ogni città la scelta di un solo patrono “principale” con diritto di festa di precetto. Fu, a seguire, suggellata con decreto pontificio del 8 agosto 1643. Nelle informazioni del prof. Barone, poi, che ha fatto riferimento durante tutta la conferenza alla chiesa Matrice di San Giorgio, le vicissitudini di vario tipo con cui i sangiorgiari, nel corso dei secoli, hanno fatto i conti, dalla divisione amministrativa di Ragusa sino alla riunificazione nel primo ventennio del secolo scorso. Una lunga e articolata storia che, stando a quanto riferito dal prof. Barone, si è sviluppata attorno ai due santi patroni della città e la cui tradizione, adesso, risulterebbe particolarmente impoverita se a San Giorgio non venisse riconosciuta la dignità di compatrono con lo stesso grado di solennità. “E’ la storia a richiederlo – ha sostenuto il prof. Barone – è il buon senso a sollecitarlo perché sarebbe una grave perdita se ciò non avvenisse a discapito dell’identità di una città. Ad esempio, in occasione della peste del 1743, le due realtà fino a quel momento contrapposte, sangiorgiari da un lato, sangiovannari dall’altro, si unirono per fronteggiare il morbo. E, ancora, sono da sottolineare le peculiarità che contrassegnarono il periodo della ricostruzione dopo il terremoto del 1693 che fecero diventare Ragusa una città dalle notevoli potenzialità”. E’ stato, insomma, volutamente sottolineato, anche per dare un calcio alle polemiche delle ultime settimane, che quando la città si unisce riesce a crescere (la splendida ricostruzione dopo il terremoto, la costituzione del capoluogo alcuni degli esempi). Quando si divide, invece, perde. Sembra assolutamente anacronistica, è stato ribadito, questa divisione e polemica attuale con riferimento ai due patronati visto che la città è cresciuta e maturata attorno a queste due grandi devozioni. Negli anni ‘80 del secolo scorso, a fronte di cotanta storia, fu “dimenticato” di scrivere la ricorrenza legata a San Giorgio nel calendario liturgico. Quindi, per come è stato spiegato, ciò significherebbe che nulla è necessario riconoscere trattandosi già del Patrono. Ovviamente, tutto questo nulla toglie a San Giovanni Battista, neanche la festività civile, ma restituisce a San Giorgio ciò che la storia della città, nei secoli, testimonia. Quindi, la giusta soluzione proposta è prospettata dal prof. Barone nel rispetto della storia della città e del suo popolo, vale a dire la dichiarazione di Anche perché, come spiega lo stesso cattedratico, in questi casi ci si muove con saggezza canonica e con saggezza di carattere politico culturale. Ecco perché questo significa riconoscere a entrambi i santi la profonda devozione del popolo ragusano e muoversi per un compatronato aeque principaliter.
Meno lavori pubblici e privati = meno lavoratori
Meno lavori pubblici e privati = meno lavoratori
La Fillea Cgil di Ragusa, sindacato dei lavoratori edili, esprime forte preoccupazione per la tenuta
dei livelli occupazionali nel settore in provincia di Ragusa come effetto della legge finanziaria
varata dal Governo nazionale e per altre scelte come la rimodulazione del Pnrr.
I tagli di fondi per le opere infrastrutturali a partire dal definanziamento del lotto Modica-Scicli e la
fine del bonus 110%, sono elementi che determineranno forti ripercussioni sui livelli occupazionali.
Dai dati della Cassa Edile di Ragusa si rileva, ad esempio, che l'occupazione nel settore costruzioni
nel periodo ottobre 2018 a settembre 2019 contava 2836 addetti, invece tra il 2021 e il 2022 il
numero di occupati è passato a 4546.
E'un balzo in avanti rilevante con l'incremento del 60% di occupazione nel settore grazie
all'impulso dato dal bonus 110% e dalla costruzione del lotto autostradale Rosolini-Modica nel cui
cantiere erano impiegati circa 450 addetti. Oggi invece registriamo una inversione di tendenza
nell'andamento occupazionale del settore costruzioni in provincia, dove si registrano un
abbassamento del 2% già nel periodo ottobre 2022 – settembre 2023 dovuto all';incertezza sul
bonus 100%.
Se si considera il mancato finanziamento del lotto Modica- Scicli dell'autostrada Siracusa- Gela il
calo occupazionale potrebbe toccare quota meno 20% con conseguenze anche nell'indotto che
tocca direttamente la nostra provincia e alcuni settori importanti del industria cementiera e
metallurgica, e in tutto l'indotto.
Tutto ciò determinerà un incremento della disoccupazione in provincia di Ragusa in una situazione
già di per se molto fragile, dove i tassi di disoccupazione strutturali sono alti, come in tutto il sud, e
dove incide molto lavoro povero ed irregolare. Ovviamente non staremo a guardare e come
abbiamo fatto nei mesi scorsi continueremo a mobilitarci per difendere il lavoro e gli interessi
della popolazione della provincia di Ragusa.









