Incontro sul referendum

Incontro sul referendum

Le ragioni del NO”, in programma venerdì 23 gennaio alle ore 18, all’Auditorium Santa Teresa di Ragusa Ibla. All’incontro, organizzato dalla Federazione provinciale e dal Circolo cittadino del Partito Democratico, interverrà Ignazio De Francisci, già Procuratore generale presso la Corte d’Appello di Bologna. Sono previsti inoltre gli interventi del segretario provinciale del PD Angelo Curciullo, del segretario del Circolo PD di Ragusa Riccardo Schininà e del deputato PD ARS Nello Dipasquale. A moderare il dibattito sarà la dottoressa Laura Nanì, funzionaria della Cancelleria penale del Tribunale di Ragusa. L’iniziativa rappresenta un momento pubblico di informazione e confronto sui contenuti del referendum costituzionale e sulle motivazioni che hanno portato il Partito Democratico e il comitato “Società Civile per il NO” a schierarsi contro la riforma, con l’obiettivo di favorire una partecipazione consapevole e diffusa alla consultazione referendaria. La Segreteria del Circolo cittadino del Partito Democratico di Ragusa invita tutte e tutti a partecipare, informarsi e contribuire attivamente a una battaglia referendaria che riguarda la tutela della Costituzione e la qualità della nostra democrazia.


La prevenzione è l’unica vera strategia sostenibile

La prevenzione è l’unica vera strategia sostenibile

I gravi danni registrati lungo le coste e in diverse città siciliane a seguito del passaggio del ciclone Harry non
possono essere liquidati come una fatalità. Gli eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti e intensi,
rappresentano ormai uno scenario strutturale con cui il territorio siciliano deve confrontarsi, e non
un’eccezione imprevedibile.
L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia esprime solidarietà ai territori duramente colpiti dalla calamità e
sottolinea come l’assenza di vittime sia il risultato positivo delle attività di previsione, allertamento e
gestione dell’emergenza di Protezione Civile, che hanno dimostrato ancora una volta la loro efficacia nel
salvare vite umane. Tuttavia, oggi è necessario affrontare con urgenza il tema della riparazione dei danni,
che risultano ingenti e diffusi.
Le prime evidenze emerse dalle ricognizioni post-ciclone mettono chiaramente in luce che laddove sono
stati pianificati e realizzati interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, compresa la lotta all’erosione
costiera, i danni alle infrastrutture, agli abitati e ai servizi essenziali sono stati sensibilmente più contenuti.
Al contrario, nei contesti privi di adeguata pianificazione e di interventi strutturali e non strutturali, gli
effetti dell’evento sono risultati amplificati.
Con maggiore solerzia nella pianificazione territoriale, molti dei danni oggi sotto gli occhi di tutti avrebbero
potuto essere evitati o drasticamente ridotti. La messa in sicurezza delle coste, che rappresenta uno dei
capitoli più delicati e ancora aperti del dissesto idrogeologico siciliano, non può più essere rinviata. Difesa
del suolo, programmazione e strumenti urbanistici aggiornati devono tornare ad essere elementi centrali
delle politiche territoriali.
I geologi lo affermano da sempre: la prevenzione è l’unica vera strategia sostenibile. I dati e i report della
Corte dei Conti lo confermano con chiarezza: se programmare costa 1, gestire l’emergenza costa 100.
Continuare a investire prevalentemente nella fase emergenziale significa accettare consapevolmente un
modello inefficiente, oneroso e dannoso per i cittadini e per il territorio.
A tutto ciò si aggiunge una scarsa percezione del rischio, che deriva da una limitata conoscenza dei
fenomeni naturali e da una persistente carenza di pianificazione di superficie, spesso accompagnata da
strumenti urbanistici obsoleti o non coerenti con le reali condizioni geomorfologiche e idrauliche dei luoghi.
L’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia rinnova pertanto l’appello alle istituzioni regionali e locali affinché
si avvii con decisione una stagione di programmazione strutturata, fondata sulla conoscenza geologica,
sull’aggiornamento degli strumenti urbanistici e sulla prevenzione del rischio idrogeologico:


La giunta regionale dichiara lo "Stato di Crisi"

La giunta regionale dichiara lo "Stato di Crisi"

La Giunta regionale, riunita in sessione straordinaria a Palazzo d’Orléans, ha dichiarato lo stato di crisi e di emergenza regionale per gli eventi che, tra il 19 e il 21 gennaio, hanno flagellato l’Isola. Parallelamente, è stata avviata la procedura per richiedere il riconoscimento dello stato di emergenza di rilievo nazionale, passaggio obbligato per sbloccare i flussi finanziari necessari a riparare i danni e a fronteggiare una devastazione che il presidente Renato Schifani ha inquadrato come un evento climatico senza precedenti, descrivendolo come il fenomeno più violento ad aver investito il territorio siciliano negli ultimi anni. I numeri emersi dal primo censimento della Protezione Civile, coordinato dal dirigente generale Salvo Cocina, restituiscono la fotografia di un’Isola ferita soprattutto sul versante ionico. I danni provvisoriamente stimati ammontano a 741 milioni di euro, con un peso specifico enorme sulle province di Catania (244 milioni), Messina (202,5 milioni) e Siracusa (159,8 milioni). Si tratta, tuttavia, di un bilancio parziale: il computo non include ancora il settore agricolo, le infrastrutture portuali — per cui è stata richiesta una specifica ricognizione — e i danni indiretti subiti dalle attività turistiche e balneari, costrette alla sospensione operativa proprio alla vigilia della programmazione stagionale.

Il danno completo supera quindi certamente il miliardo di euro.

nella foto: la prima stima provvisoria dei danni.
Sul fronte economico, il governo regionale ha già introdotto le prime contromisure. Sono stati stanziati 50 milioni di euro di risorse regionali a disponibilità immediata per le urgenze territoriali, a cui si aggiungeranno altri 20 milioni attraverso un disegno di legge finanziario già deliberato e destinato all’approvazione dell’Ars. Il governatore Schifani ha garantito un impegno costante nel monitorare ogni fase delle procedure, con una particolare attenzione alla rapidità con cui verranno erogate le somme. Manifestando la sua forte preoccupazione come cittadino, il presidente ha assicurato la massima dedizione per superare la crisi nel minor tempo possibile, confermando che la Regione farà rete con le altre istituzioni e avviando immediatamente i sopralluoghi nelle zone più colpite.

Il piano per il ripristino delle aree colpite guarda a una nuova cornice normativa: la legge quadro nazionale del 2025. L’obiettivo è ottenere lo “stato di ricostruzione di rilievo nazionale“, istituto introdotto per gestire le fasi successive alle grandi catastrofi e superare la frammentazione burocratica che in passato ha rallentato la ripresa dei territori. Questo permetterebbe di attivare una governance centralizzata sotto la guida di un commissario straordinario, strategia che, secondo Schifani, consentirà di coordinare meglio gli interventi pubblici e privati e di sfruttare percorsi amministrativi più snelli a vantaggio di famiglie e imprese. Per la copertura finanziaria, oltre alla riprogrammazione dei fondi FSC, gli uffici regionali stanno verificando i requisiti per accedere al Fondo di solidarietà dell’Unione Europea. Il governatore ha sottolineato la gravità del momento annunciando che, d’ora in avanti, metà della sua attività istituzionale sarà assorbita proprio dalla gestione di questa ricostruzione. Nonostante l’entità dei danni materiali, il sistema di allerta e soccorso sembra aver retto l’urto. Salvo Cocina, nominato commissario straordinario per l’emergenza, ha messo in evidenza come l’attività di preparazione preventiva abbia responsabilizzato tutti i soggetti coinvolti, preparandoli a uno scenario meteorologico estremo caratterizzato da venti impetuosi e mareggiate. Grazie alla tempestiva emissione di centinaia di ordinanze da parte dei sindaci, la macchina della Protezione civile è riuscita a garantire la sicurezza della popolazione, raggiungendo l’obiettivo primario di evitare vittime.
Articolo ripreso da "La nazione siciliana"


Stato di crisi regionale.

Stato di crisi regionale.

Il presidente della Regione  ha convocato la giunta in via straordinaria per domani, giovedì 22 gennaio, alle ore 12 a Palazzo d'Orléans, a Palermo. All'ordine del giorno ci sono la dichiarazione dello stato di crisi e di emergenza regionale e la richiesta di deliberazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale per il maltempo che ha colpito la Sicilia nei giorni 19, 20 e 21 gennaio.  L'assessore per l'Agricoltura, lo Sviluppo rurale e la Pesca mediterranea e vice presidente della Regione Luca Sammartino  ha espresso la vicinanza del governo  alla popolazione e ai territori flagellati dal ciclone Harry ringraziando  le donne e gli uomini della Protezione civile, le forze dell’ordine e tutti coloro che hanno gestito l’emergenza. In questi giorni difficili, abbiamo assistito a gesti di grande solidarietà che hanno dimostrato la pronta capacità di reazione del popolo siciliano che ha nel proprio dna il senso della comunità».
«La Regione continuerà a monitorare attentamente la situazione e collaborerà con le amministrazioni locali per assicurare una ripresa rapida ed efficace - ha detto l'assessore Sammartino - garantendo risorse e supporto a famiglie, lavoratori, imprese, Comuni e tempi certi e celeri per le opere di ricostruzione. Esamineremo con il presidente Schifani tutte le possibilità per snellire gli iter autorizzativi e sono certo che il governo nazionale non farà mancare il suo sostegno. Già domani delibereremo lo stato di crisi e di emergenza regionale. Sono consapevole che la ricostruzione richiederà tempo e determinazione, ma insieme supereremo anche questa prova. La Sicilia saprà rialzarsi, più unita che mai».

 

rf/lp

Come si vola!

Come si vola!

Il maltempo ha messo in gravi difficoltà i collegamenti aerei. Situazione  difficile duqnue per martedi 20 gennaio. A Palermo sono mancati gli aeromobili nella notte scorsa dirottati altrove. La situazione a Catania invece non è particolarmente grave in considerazione della direzione del vento che soffia da est favorendo il decollo e le partenze previste che risultano quasi regolari .  A Trapani e a Comiso segnalati solo  lievi ritardi come peril primo volo Aeroitalia. A Reggio decollato il volo ITA per Roma. Pantelleria e Lampedusa segnalano ritardi. Leggiamo da FlySicilia le notizie su alcune delle trattae  aeree più difficili durante la giornata di ieri.
Qualche problema per il Roma Fiumicino-Comiso che dopo una lunga attesa è riuscito ad atterrare.
La situazione più complicata sembra essere stata quella di Palermo e di Reggio Calabria:
- il Norimberga-Palermo non è riuscito ad atterrare ed è stato dirottato a Roma.
Alle 19.30 è ripartito da Roma per Palermo, ma anche questa volta non ce l'ha fatta ed è tornato a Roma.
E' ripartito a a tarda sera con destinazione Trapani dove è finalmente atterrato.
- il Linate-Palermo di ITA è atterrato a Trapani dopo non essere riuscito a farlo a Palermo.
- il Londra Stansted-Palermo e il Torino-Palermo sono stati dirottati a Roma Fiumicino.
- il Malpensa-Reggio Calabria al momento "on hold" su Messina e dopo una riattaccata è stato dirottato a Bari
- in attesa anche il Genova-Palermo e il Verona-Palermo.
Il volo da Verona ha provato ad atterrare, ma senza successo poi  è atterrato regolarmente a Trapani
Anche  il Genova è atterrato a Trapani
All'1.23 è atterrato regolarmente a Punta Raisi, il Roma Fiumicino-Palermo di Ryanair. Dopo 2 ore di condizioni meteo non facili,  è stato  il primo volo atterrato senza problemi al Falcone e Borsellino.

Ma che brutto tempo!

Ma che brutto tempo!

A seguito allertamento da parte del dipartimento di protezione civile regionale, per previsioni di condizioni meteo avverse i Vigili del Fuoco del Comando provinciale, hanno predisposto il raddoppio delle squadre operative su tutto il territorio provinciale. Tale provvedimento è operativo già dalla mattinata di lunedì quando  si sono verificati intensi fenomeni di forte vento e pioggia. Tutte le squadre operative sono state impegnate nelle ultime 24 ore con circa 80 interventi che hanno interessato soprattutto coperture, antenne televisive, tabelloni pubblicitari e alberi. Per il persistere delle avverse condizioni meteo, il Comando dei vigili del fuoco mantiene il raddoppio delle squadre operative fino a cessata emergenza. Purtroppo come si vede spesso a causare problemi è la mancata manutenzione di cornicioni e  attrezzatura che teniamo nei balconi come ad esempio parabole, tende ed antenne. Un discorso a parte merita il verde pubblico che dovrebbe essere molto più curato proprio per non creare i problemi che vediamo. Gli alberi avviziti ed i rami secchi vengono facilmente spazzati via dal vento. Come l'enorme tabellone pubblicitario in via DiVittorio che non è la prima volta  che viene sradicato dalla tempesta. . Probabilmente in quel luogo si verificano condizioni tali che non basta rinforzare la struttura con gettate di cemento e grosse travi di ferro. Intanto per il pomeriggio e la serata di oggi, martedi, è prevista molta pioggia un tutta la nostra provincia. Si rinnova quindi l'invito a quelli che possono farlo  a restare a casa per eliminare ogni pericolo


Causa Maltempo!

Causa Maltempo!

A seguito dell'allerta meteo "Arancione" diramata dal Dipartimento Regionale della
Protezione Civile per il rischio meteo-idrogeologico e idraulico, il sindaco di Ragusa,
Peppe Cassì, ha emesso un'ordinanza contingibile e urgente (n. 76) per garantire
l'incolumità pubblica a fronte del previsto peggioramento delle condizioni
meteorologiche.
Le previsioni indicano venti di burrasca forte con raffiche di tempesta, mareggiate,
precipitazioni diffuse e possibili grandinate nelle prossime 24-36 ore.
I provvedimenti principali, previsti nell’ordinanza, per lunedì 19 e martedì 20
gennaio per limitare gli spostamenti e l'esposizione al rischio sono:
- Chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, inclusi gli asili nido.
- Chiusura delle ville comunali e dei cimiteri civici (garantito il solo ricevimento
delle salme).
- Chiusura degli impianti sportivi all';aperto e sospensione di tutte le attività culturali e
sportive all'aperto.
- Sospensione dei mercati storici e rionali.
- Sospensione di eventi e manifestazioni all'aperto che possano costituire pericolo.
Il Sindaco invita i cittadini alla massima prudenza, chiedendo di limitare l'uso
dell'auto e dei ciclomotori, uscendo di casa solo per motivi indifferibili, evitare i
sottopassi, le aree costiere, i corsi d'acqua e le zone soggette ad allagamenti o frane,
non sostare vicino ad alberi o strutture precarie (pali della luce, cartelloni, ponteggi),
mettere in sicurezza beni e imbarcazioni nelle zone a rischio e, per le imprese edili,
verificare l'ancoraggio di ponteggi e gru.
Nelle aree della zona industriale, le attività dovranno essere limitate ai soli cicli
produttivi essenziali.
La raccomandazione è quella di restare aggiornati tramite i canali ufficiali e gli avvisi
di Protezione Civile.


Forse non è una supercazzola. Ma Ismaele lo sa?

Forse non è una supercazzola. Ma Ismaele lo sa?

Abbiamo criticato il comportamento dell'on Lavardera nell'occasone dell'emedamento farlocco. Lo stesso onorevole si è dvertito a raccontare a tutta l'Ars che aveva fatto uno scherzo per dimostrare che in assemblea nessuno legge gli emendamenti e tutto va avanti a colpi di clientelismo. Probabilmwente è vero ma secondo noi non si può mettere alla berlina il Parlamento Siciliano pur colpevole di distrazione o chissà altro. Ora qualcuno si è messo a pensare, ad esempio l’On. Fabio Mancuso, Presidente dell’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna. ed è venuto fuori che lavorando di cervello fino questa norma trova validi riferimentio:
«Ho letto con attenzione la norma che in questi giorni è stata definita, una “supercazzola”. L’ho letta da Presidente dell’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna. E l’ho capita subito. Laddove qualcuno ha visto una formula astratta o paradossale, io ho letto testualmente di “ambiti”, di “coordinamento”, di “territoriale”, di “intersettoriale”, di strutture “istituite nell’ambito dei piani comunali di assetto organizzativo”. Parole che, per chi amministra, non sono suggestioni, ma lavoro quotidiano: costruire ambiti comuni, coordinare funzioni diverse, organizzare servizi su base territoriale. È una realtà concreta, formalizzata, operativa.  In una sola parola: Unione dei Comuni. L’esperienza insegna che la politica non si improvvisa e non nasce dalle provocazioni. Nasce dalla pratica amministrativa, dallo studio delle carte, dal rispetto delle istituzioni. Il primo vero banco di prova, per chi vuole occuparsene, è spesso il ruolo di consigliere comunale. Un passaggio fondamentale, se svolto con serietà, perché insegna a studiare le carte, a comprendere il peso delle parole e a rispettare la complessità dell’azione pubblica. Quando questo percorso manca, può capitare di scrivere norme senza riconoscerne il contenuto, salvo poi scoprire che quel contenuto coincide con ciò che altri amministrano quotidianamente. Non per errore, ma per distanza dalla pratica istituzionale. In modo ironico Mancuso ringrazia quindi l’on. Ismaele La Vardera per aver, forse senza volerlo, riportato al centro del dibattito pubblico una forma di governo del territorio che esiste, funziona e lavora in silenzio, e invito l’on. Luigi Sunseri a ritirare l’emendamento di abrogazione presentato, in quanto penalizzerebbe fortemente le attività delle unioni dei comuni. Come Presidente dell’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna, annuncio che presenteremo formale istanza per l’accesso alle risorse previste dalla norma, finalizzata al potenziamento delle attività di coordinamento amministrativo ricadenti negli ambiti individuati, oggi operative ma strutturalmente sottodimensionate sul piano delle risorse economiche, nonostante il ruolo essenziale che svolgono per il funzionamento dei servizi territoriali. Il territorio ne ha bisogno e l’Unione dei Comuni Val Simeto–Etna é pronta. Qualora qualcuno avesse ancora dubbi, sono disponibile a consegnare la relazione tecnico-giuridica dettagliata che dimostra la piena coerenza tra la norma e l’attività che l’Unione svolge quotidianamente. Non per polemica, ma per rispetto delle istituzioni, che non si prendono in giro. E non amano essere usate come provocazioni».


L'emedamento farlocco all'ARS. Come può essere accaduto?

L'emedamento farlocco all'ARS. Come può essere accaduto?

Fa bene in Codacons a  a parlare dell’emendamento  "fantasma" da un milione di euro, approvato dall’Assemblea Regionale Siciliana nell’ambito della legge finanziaria regionale. Un emendamento privo di contenuto reale, riferito a strutture e Comuni inesistenti, è stato votato senza controlli, senza verifiche e senza che nessuno si accorgesse di stare approvando il nulla. Una vicenda che ha trasformato il Parlamento siciliano in un caso nazionale di imbarazzo istituzionale e di dileggio pubblico. Ora il commento del Codacons sembrano tutte più che motivate ma noi ci permettiamo di aggiungere una considerazione prettamente politica piuttosto che tecnica. Prima di tutto non è giusto mettere alla berlina il Pralamento Siciliano anche se sappiamo che al momento delle leggi finananziarie ci sono valutazioni che sono al di la della realtà amministrativa. Inoltre l'emendamento presentato da un membro dell'opposizione, tra l'altro agguerritissimo contestatore, può essere apparso come un segnale di distensione e la maggioranza ha fatto suo l'emendamento proprio per dimostrare l'apertura o peggio ancora per far pesare l'approvazione di una richiesta proveniente da Lavrdera. Questà la valutazione politica e d'immagine. Ora proseguiamo con la nota del Codacons.
Secondo il Codacons non ci sono più alibi né margini per minimizzare.  "Siamo davanti a una vera e propria "supercazzola" legislativa – denuncia l’associazione – un emendamento fake che ha svelato in modo brutale il livello di approssimazione con cui vengono gestiti atti fondamentali come la legge di bilancio. Il Parlamento siciliano è stato esposto al ridicolo davanti a tutta Italia".
Il Codacons chiede le dimissioni immediate dell’assessore regionale al Bilancio, chiamato a rispondere politicamente di una manovra finanziaria che ha consentito l’inserimento e l’approvazione di uno stanziamento milionario privo di qualsiasi base concreta. "Chi governa i conti pubblici – prosegue il Codacons – non può restare al proprio posto quando, sotto la sua responsabilità, passa un emendamento che non significa nulla e non porta da nessuna parte".
Gravissimo anche il fronte amministrativo. Nessuno, lungo la catena dei controlli, ha ritenuto di fermare, segnalare o contestare un testo privo di ogni riscontro normativo e amministrativo.
 "Questo significa una sola cosa – afferma l’associazione –: i controlli non hanno funzionato oppure non sono stati esercitati. In entrambi i casi, qualcuno dovrà risponderne".
Durissima la valutazione politica nei confronti dei deputati che hanno votato l’emendamento.
"Chi ha approvato questa norma dimostra di aver votato senza comprendere ciò che stava facendo – sottolinea il Codacons –, un fatto che solleva interrogativi seri sulla capacità di esercitare il mandato parlamentare in modo pienamente consapevole. In simili condizioni, più che di autonomia decisionale, si dovrebbe parlare della necessità di un sostegno e di un affiancamento, perché votare il nulla con leggerezza non è compatibile con la dignità della funzione legislativa".
"Non si tratta di una provocazione né di una goliardata - prosegue Codacons – ma di un episodio gravissimo che ha danneggiato l’immagine della Sicilia e delle sue istituzioni davanti all’intero Paese. Ora servono atti concreti, dimissioni politiche e un’indagine immediata. Il Codacons seguirà questa vicenda fino in fondo, perché la credibilità delle istituzioni e il rispetto dovuto ai cittadini non possono essere sacrificati". - conclude Codacons

Tutto bene al Centrodestra

Tutto bene al Centrodestra

Ai margini della riunione della quale riferiremo tra qualche istate dobbiamo fa notare due novità interessanti. La prima è che al tavolo  avrebbe preso parte, come annunciato in un comunicato stampa firmato da Galifi, l'avvocato Nitto Rosso fresco di adesione all'MPA /Grande Sicilia. Rosso addirittura è stato inserito nel coordinamento provinciale del Movimento di Lombardo e Miccichè e  potrà  occupare un ruolo di rilievo nelle riunioni future. L'altra notizia è che invece non c'era nessun esponente della DC. Il partito addirittura non sarebbe stato neanche invitato.Ecco dunque il comunicato ufficiale: Il coordinamento delle forze di centrodestra della provincia di Ragusa, composto da Fratelli d’Italia, Forza Italia e Grande Sicilia – Mpa, si è riunito per la terza volta nell’arco di un mese, segnando una ripresa significativa del dialogo politico dopo anni, purtroppo, di inattività da questo punto di vista. L’incontro si è svolto presso la sede di Forza Italia in via Carducci a Ragusa, confermando la volontà condivisa di rafforzare l’unità e la collaborazione tra le diverse anime del centrodestra locale. Durante la riunione, i rappresentanti dei partiti hanno ribadito l’obiettivo di tracciare una linea politica condivisa per tutti i Comuni della provincia, sia laddove si governa sia nei contesti di opposizione. L’intento è quello di promuovere una visione condivisa e una programmazione coordinata, capace di rispondere efficacemente alle esigenze dei cittadini e di favorire lo sviluppo del territorio. Il coordinamento ha inoltre annunciato la programmazione di un prossimo incontro, che vedrà la partecipazione dei partiti e degli amministratori locali, per definire un percorso unitario e condiviso che possa portare ad affrontare al meglio le prossime sfide elettorali. Si conferma così la determinazione delle forze di centrodestra a lavorare fianco a fianco, nel rispetto delle diverse sensibilità e con un approccio costruttivo, per il bene della comunità ragusana. Ai margi