Sabato, sala conferenze CNA, Giornata Internazionale dell'infermiere

Sabato, sala conferenze CNA, Giornata Internazionale dell'infermiere
Come in tanti paesi del mondo, anche l'Italia domenica 12 maggio celebra la “Giornata internazionale dell’infermiere” A Ragusa, la giornata, anticipata a sabato 11 e accolta nella sala conferenze “Pippo Tumino” della CNA di Ragusa in via Psaumida 38, sarà come da tradizione anche l’attesa giornata di premiazione per gli iscritti con venticinque anni consecutivi di iscrizione (dal 2018, ai vecchi “Collegi Ipasvi” sono subentrati gli OPI - Ordini delle professioni infermieristiche). Con inizio dalle 8, per infermieri e infermieri pediatrici, è inoltre previsto un ECM gratuito “Sull’Hora incerta: consenso informato” legato all’importante, delicatissima questione del fine vita. Come ricorda il presidente dell’Ordine, Gaetano Monsù “ per infermieri e operatori sanitari, la presa in carico della persona nel fine vita costituisce una tematica emergente che comporta dilemmi di tipo etico, deontologico e legale e richiede un approfondimento multidisciplinare e multiprofessionale. In più, dal punto di vista legislativo, la normativa sulle disposizioni anticipate di trattamento apre nuove prospettive di esercizio professionale e consenso informato. Diviene quindi necessario l'approfondimento critico in merito alle implicazioni della legge sulla pratica clinico-assistenziale. L’assistenza infermieristica nel fine vita espone i professionisti a vissuti di alta complessità, che rendono indispensabile la condivisione di percorsi condivisi di presa in carico, sia tra i professionisti stesi sia sia fra setting di cura (ospedale e territorio). Un approccio di questo tipo, agevolando il dialogo fra le prospettive che interagiscono sul tema fine vita, è in grado di ampliare le capacità di lettura dei partecipanti e orientare la pratica assistenziale verso competenze allargate di presa in carico. Non va, infatti, dimenticato che l’infermiere, supportato anche da un codice deontologico fresco di revisione e approvazione, dispone di tutti gli strumenti per aiutare il paziente nel prendere la scelta migliore, nell'assoluto rispetto delle caratteristiche e delle peculiarità del paziente e della sua malattia”. La relazione sarà tenuta da Pio Lattarulo, infermiere esperto in materia, dirigente e componente del gruppo che ha lavorato alla stesura del nuovo codice di deontologia infermieristica della FNOPI.
Bandiera Blu per Marina di Ragusa, Ispica e Pozzallo

Bandiera Blu per Marina di Ragusa, Ispica e Pozzallo
Nella sede del Cnr a Roma, l'Ong danese FEE (Foundation for Environmental Education) ha consegnato al sindaco Peppe Cassì la "Bandiera Blu 2019". Giunto alla trentatreesima edizione, il prestigioso riconoscimento legato alla qualità delle acque e dei servizi offerti (tra gli indicatori: presenza e funzionalità impianti di depurazione, percentuale allacci fognari, gestione rifiuti con particolare riguardo alla riduzione, raccolta differenziata e gestione rifiuti pericolosi, cura arredo urbano e spiagge; possibilità di accesso al mare per tutti senza limitazioni, approdo turisticoecc) di indubbio, alto valore in chiave di ritorno promozionale, vale da significativa riprova dell'interesse che l'amministrazione riconosce a settori di intervento e azione di particolare importanza come la tutela dell'ambiente e la salvaguardia del territorio. Anche quest'anno, quindi, Marina di Ragusa potrà far orgogliosamente far sventolare le bandiere blu, aggiungendo uno dei più ambiti e apprezzati simboli di eccellenza alla qualità delle sue offerte. La soddisfazione per il riconoscimento alla frazione rivierasca è stata condivisa con altre due splendide spiagge della provincia iblea, che può vantarne ben tre sulle sette dell'intera Sicilia: hanno ottenuto la Bandiera Blu anche Ispica e la "new entry di ritorno" Pozzallo. Nel 2019 Bandiera Blu per 385 spiagge e 72 approdi turistici di 183 comuni italiani.
La Virtus perde anche gara 2: il sogno svanisce, ma la stagione è stata straordinaria

La Virtus perde anche gara 2: il sogno svanisce, ma la stagione è stata straordinaria
Al PalAlberti di Barcellona la Virtus Ragusa ha speso fino all’ultimo soffio di fiato e l’ultima goccia di sudore, ma non è bastato a rimettere in pari la sfida e rimandare tutto alla bella da giocare al PalaZama. Costretti a vincere dalla sconfitta casalinga in gara uno di semifinale, coach Massimo Di Gregorio e il suo gruppo devono quindi chiudere a loro grande stagione senza aver realizzato il sogno dell’accesso alle fasi nazionali per la Serie B, ma si sono mostrati ancora una volta degni continuatori di una storia straordinaria: la storia della “passione Virtus”, infinita, antica e radicata nel DNA di un’intera città. Il quintetto di casa, forte, costruito per andare lontano e supportato da un pubblico con pochi uguali quanto a calore e costanza nel tifo, è stato sempre avanti (9 punti nel primo quarto, 11 nel secondo e 13 nel terzo), ma i ragazzi in maglia Virtus non hanno mai mollato e non gli hanno consentito di prendere definitivamente il volo. E nell’ultimo quarto sono stati capaci di risalire fino al meno due, mettendo (tanta) paura ad avversari e pubblico. Purtroppo non sono andati oltre, e hanno anche dovuto pagare lo sforzo cedendo qualcosa in chiusura, ma questo non appanna minimamente l'ultima prova di un'annata da incorniciare. Vissuta da ragazzi-atleti-uomini uniti dal comune lottare e sacrificarsi inzuppando di sudore le gloriose magliette bianco-azzurre. Come ricorda coach Di Gregorio “a inizio stagione ci eravamo fissati alcuni obiettivi, in buona parte poi raggiunti. Non posso negare che dover scendere dal treno prima dell’ultima stazione lasci in bocca un sapore amaro, ma siamo orgogliosi della nostra splendida stagione, che ci ha visti crescere partita dopo partita. Non certo in ordine di importanza, perché sono stati tutti preziosissimi, il mio enorme grazie va a Sergio Trovato, molto più di un assistant coach, a Luisa Dimartino e Alessandro Martorana e al presidente Vicari. Poi, ovviamente ai ragazzi, i veri protagonisti, che hanno lavorato duro fin dallo scorso agosto. Per una squadra come la nostra, molto rinnovata, non era certo scontato fare meglio della passata stagione: il merito dei traguardi importanti raggiunti è tutto loro e del loro costante impegno. Un enorme grazie da parte mia anche alla società e lo staff virtussino a tutti i livelli che ci ha supportato durante tutta la stagione, così come al pubblico che ha riempito il Pala Padua, caricandoci sempre tantissimo”.
OR.SA BARCELLONA – VIRTUS RAGUSA: 77 – 70
OR.SA BARCELLONA: Clifford 22, Salvatico 4, Opalevs 6, Alberione 6, Vavoli 9, Cortina 2, Mancasola 24, De Simone, Floramo, Miranovic, Broya ne, Antoniani ne. Allenatore Manzo
VIRTUS RAGUSA: Nardi 6, Carnazza 5, Canzonieri 22, And. Sorrentino 5, Salafia 16, Dinatale 7, Chessari 7, Ferlito 2, Girgenti, Al. Sorrentino, Vacirca ne, Causapruno. Allenatore Di Gregorio
PARZIALI: 23-14; 42-31;59-46 ---- ARBITRI: Castorina di Giarre e Di Mauro di Priolo
Virtus: a Barcellona (ore 20) in gara due di semifinale play off per vincere e andare alla bella

Virtus: a Barcellona (ore 20) in gara due di semifinale play off per vincere e andare alla bella
Sarà un Primo Maggio di passione per il basket ragusano: all'impegno della Passalacqua in chiave scudetto, poco meno di un'ora prima si aggiunge la sfida "dentro o fuori" a Barcellona della Virtus per la promozione in serie B. Sconfitta di misura (52/56) in un PalaZama gremito come ai tempi d'oro nella prima semifinale con l'Orsa Barcellona, in gara due (PalAlberti Barcellona ore 20, arbitri Castorina di Giarre e Di Mauro di Priolo) ha come unico obiettivo la vittoria: l'unico risultato utile per rimettere la situazione in parità e poter poi andare a giocarsi l'accesso alla finale nella bella, in programma ancora al PalaZama domenica 5 alle 19). Nella combattutissima sfida di domenica 29 aprile, che per grande presenza di pubblico, nutrito gruppo di tifosi barcellonesi compreso, ha fatto ricordare ai meno giovani altri tempi e altre sfide epiche (una per tutte la decisiva per la A2 proprio contro Barcellona), il quintetto di coach Massimo Di Gregorio ha pagato la pessima partenza, che ha imposto uno sfibrante, lungo e faticosissimo tentativo di rimonta, purtroppo realizzato soltanto in parte. Ma nonostante la sconfitta, non mancano le notazioni incoraggianti. Prima di tutto, la constatazione che dopo il brutto inizio, la squadra è cresciuta in continuazione e parecchio fino quasi a riportarsi ai consueti livelli: il che costituisce senza dubbio una segnale importante alla vigilia della sfida contro avversari forti e tosti come da antica tradizione, che pur avendo il "paracadute" della bella in caso di sconfitta, daranno il massimo per evitare di doversi poi giocare tutto in trasferta. Quindi battaglia scontata, come in gara uno, con le tossine della fatica ancora nelle gambe con in più, per quanto riguarda la Virtus, l'assoluta necessità di fare meglio per non mettere la parola fine all'avventura play off. Diretta streaming sulle pagine ufficiali facebook dalle 19,50. Come sempre, da sempre, forza Virtus.
Sabato (20,30) al teatro Don Bosco il duo "A corda" per la Stagione Concertistica Internazionale "Melodica"

Sabato (20,30) al teatro Don Bosco il duo "A corda" per la Stagione Concertistica Internazionale "Melodica"
La nuova proposta della Stagione Concertistica Internazionale “Melodica”, prevede per il 4 maggio (ore 20.30) al teatro Don Bosco il concerto “Una notte…un violino e una chitarra”: un fascinoso omaggio alla musica italiana, spagnola e latino-americana affidato al duo “A Corda”. Costituito nel 1997 e riconosciuto dagli appassionati come “Ensemble per eccellenza", il duo, composto dalla violinista Birgitte Staernes e dal chitarrista Martin Haug, ha alle spalle una lunga serie di concerti, molto apprezzati da un pubblico internazionale, che ha mostrato di gradire le raffinate interpretazioni di un coinvolgente melange tra barocco, musica classica, arie spagnole e latino-americane. Sorrette da una tecnica impeccabile, un virtuosismo straordinario, una sintonia espressiva assoluta e dalla comune capacità di emozionare il pubblico, le loro esibizioni (riportate in una corposa discografia) hanno riscosso grandissimo successo di critica e di pubblico in Italia, Norvegia, Danimarca, Francia, Repubblica Ceca, Russia, Stati Uniti, Spagna ed Estonia, Brasile, Uruguay e Cina. Un altro momento di grande musica, nel rispetto della tradizione di “Melodica”, la rassegna che si avvale della direzione artistica di Diana Nocchiero e del patrocinio dell’Assessorato alla Cultura del Comune. I biglietti (10 €, 5 € per studenti fino a 25 anni, bambini sotto 8 anni gratis) sono in prevendita alla libreria Ubik (ore 9/13) oppure direttamente al botteghino dalle 19 del giorno del concerto. Info: www.melodicaweb.it - 333 4326158 - associazione.melodica@gmail.com.
Passalacqua, gara 3 lunedì (20,30, diretta SportItalia) al PalaMinardi: dentro o fuori

Passalacqua, gara 3 lunedì (20,30, diretta SportItalia) al PalaMinardi: dentro o fuori
Lunedì sera (20,20 diretta su SportItalia Tv, arbitri Caforio di Brindisi, Centonza di Grottammare e Bartolomeo di Cellino S. Marco) si riparte al PalaMinardi come se ci fosse da giocare il terzo set dopo averne persi due nella pallavolo o nel tennis. Quindi si riparte da molto sotto e con un compito duro, molto duro da affrontare, ma questo non significa che l'impresa di riaprire i giochi sia impossibile. No, non è impossibile: fa parte del gioco e, cosa molto più importante, rientra senza alcun dubbio nelle potenzialità delle biancoverdi. Ma, sia chiaro, sarà possibile se la Passalacqua saprà ritrovare quella determinazione, quell'armonia di gruppo e quella condizione che ne avevano fatto la squadra più in forma al termine della regular season. Se da allora alle due gare perse a Venezia qualcosa, fermo restando il grande spessore dell'avversaria, sembra proprio essersi rotto, perché c'è modo e modo di perdere, le poche giornate per ricaricare le batterie tra gara due e gara tre devono essere utilizzate innanzitutto per trovare la colla giusta con la quale rimettere insieme i cocci e riproporre il giocattolo bello e funzionante. Non che sia facile, anzi, questo compito che se vede impegnato in prima linea coach Gianni Recupido (chiamato a far stringere le fila e far ritrovare il senso del far gruppo) vede nella stessa prima linea (probabilmente perfino qualche passo più avanti) le stesse aquile. Perché loro conoscono meglio di chiunque altro "il problema" e sono quindi loro a conoscere meglio di chiunque il rimedio. Problema: si e grosso. In gara due a Venezia (tanto per citare uno degli spettacoli tristi, non certo l'unico) si sono viste giocatrici da venti punti a partita evitare di tirare e passare quasi spaventate anche da posizione molto favorevole, si è vista spesso una difesa groviera, si sono viste azioni d'attacco lente e prevedibili dallo scontato esito sfavorevole e percentuali di tiro (compreso dalla lunetta) davvero preoccupanti. Certo, può capitare, come capita a qualsiasi squadra, ma il dispiacere e l'amarezza restano. Naturalmente ci consola essere certi che non era la Passalacqua che conosciamo e che amiamo, come ci consola la certezza che lunedì andrà in campo una squadra completamente diversa da quella (non) ammirata in gara due. Del resto, lo sappiamo tutti benissimo non c'è alternativa: o si cambia oppure per quest'anno la stagione va in archivio. Ma non vogliamo neppure pensarci: quindi vinciamo e prepariamoci al quarto atto, sognando un scherzetto tipo lo scorso anno... Prima che lo dimentichi, a scanso di equivoci è un dato di fatto che nel conto delle armi di cui si dispone per risalire la china anche l'arma-pubblico dovrà fare la sua, importantissima parte. Giovedì sera a Mestre gli spettatori erano qualcosa in più di 1500, lunedì sera al PalaMinardi dovranno essere tanti di più (anche se è Pasquetta). E dovranno farsi sentire, dal principio fino alla sirena: per sostenere la squadra e per far capire alle lagunari che dietro le aquile c'è una città intera.
Incontro di concertazione sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile

Incontro di concertazione sul Piano Urbano della Mobilità Sostenibile
Il 30 aprile scade il termine per presentare, tramite l’account di posta elettronica pums@comune.ragusa.gov.it, suggerimenti, osservazioni e proposte da parte di associazioni, ordini professionali, operatori socio-economici e cittadini riguardo al Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS), presentato ieri pomeriggio dall’amministrazione comunale nell’aula consiliare. In apertura il sindaco Peppe Cassì ha evidenziato il significato strategico del Piano per migliorare la rete di mobilità urbana e servizi connessi, al fine di garantire ai cittadini una valida mobilità sostenibile che tuteli l'ambiente e migliori la qualità della vita. Sul Piano, approvato dalla giunta il 1° aprile (atto n.222), hanno riferito il vicesindaco e assessore alla Mobilità Sostenibile Giovanna Licitra e il funzionario responsabile ing. Carmelo Licitra. I contenuti dell’importante strumento programmatico sono stati illustrati dall’ing. Claudio Nanni di Sisplan srl, società bolognese incaricata dalla precedente amministrazione di redigere il PUMS. Come affermato dal vice sindaco Licitra " è gratificante essere giunti a questo punto dell’iter. Come amministrazione Cassì abbiamo apportato alla precedente bozza di Piano alcune modifiche finalizzate ad ottimizzare il sistema di trasporto urbano, la sosta, la viabilità e l’affidabilità dei servizi. Faremo una sintesi delle valutazioni e delle riflessioni che seguiranno all’incontro, invitando poi tutti i soggetti interessati a discutere sui temi sollevati: con l’obiettivo concreto di giungere in tempi brevi alla stesura finale del Pums e all’approvazione definitiva”. L’ing. Nanni ha rivelato le criticità dell’attuale sistema di mobilità urbana, evidenziando lo scarsissimo “richiamo” del trasporto pubblico, utilizzato appena dall’1,4 % dei cittadini. Poi ha trattato il cronoprogramma del piano operativo del PUMS, spiegandone le linee d’azione e le misure d’intervento a breve, media e lunga scadenza. Tra i primi interventi di implementazione l’introduzione del bike sharing, carpooling, carsharing, il riordino del trasporto pubblico locale integrato da un sistema a chiamata (come Mvmant, già sperimentato nel 2016), la classificazione funzionale della viabilità, l’ampliamento della zona a traffico limitato, sia nel centro storico superiore sia Marina di Ragusa, e l’estensione della ZTL già esistente all’intero centro storico di Ragusa Ibla. Tutta la documentazione relativa al PUMS è consultabile e scaricabile sul sito internet de comune (sezione “In Evidenza” dell’homepage).
Docenti e allievi del "Grimaldi" di Modica a Karditsa (Grecia) per un progetto Erasmus

Docenti e allievi del "Grimaldi" di Modica a Karditsa (Grecia) per un progetto Erasmus
Conclusa a Karditsa (Grecia) la seconda mobilità del progetto Erasmus Plus “Sifting Knowledge from acquiring to using 21th century skills”, nel cui ambito tre studenti dell’Istituto Alberghiero “Principi Grimaldi” di Modica e tre della sede coordinata di Chiaramonte, accompagnati dai docenti Paola Giardina e Giovanni Occhipinti, hanno incontrato studenti e docenti greci, rumeni, portoghesi e turchi. Come da antichissima tradizione, nella cittadina della Tessaglia i padroni di casa sono stati squisiti nell’accoglienza ai giovani e ai colleghi di altre nazioni europee, impegnati in un progetto mirato all’acquisizione, l’ampliamento, la divulgazione e il confronto “sul campo” delle conoscenze fondamentali di dotazione per gli allievi di istituti professionali prossimi ad inserirsi nel mondo del lavoro nell’ottica di una prospettiva europea. Avvalendosi dell’inglese come scontata lingua veicolare, l’incontro ha dato modo ai giovani partecipanti di sviluppare e accrescere le loro potenzialità, nella vita, nell’alfabetizzazione digitale e ovviamente nella professione per la quale si sono preparati. A tutto ciò si è aggiunto l’importantissimo sviluppo delle conoscenze linguistiche e, certo non meno importante, lo spirito di convivenza e di cooperazione, espresso anche attraverso la creazione di scenari legati alle competenze acquisite.
Nelle aule del Quinto Lyceum di Karditsa, docenti e allievi greci guidati dal Dirigente Scolastico Konstantinos Zacharis, hanno accolto le delegazioni e organizzato workshop mirati a potenziare le competenze linguistiche per l’elaborazione del corretto curriculum vitae, a simulare situazioni di sviluppo per il pensiero creativo-critico e a preparare un colloquio di lavoro che possa far emergere i punti di forza, le criticità e le aspettative di chi lo richiede. Tanti, e molto graditi, i momenti di socializzazione dedicati alla conoscenza delle tradizioni tessale (cibo, costumi, danze folkloristiche) e le visite guidate agli spettacolari monasteri (Agios Stefanos e Agios Varlaam) della zona “Meteore” e al lago di Plastira. Leit motiv di ogni giornata dell’incontro la comunicazione nata spontanea e assolutamente libera tra giovani provenienti da mondi e culture diverse, che si sono dimostrati capaci di annullare barriere e pregiudizi di qualsiasi genere. Serata conclusiva, dopo la cerimonia di consegna dei certificati di partecipazione e lo scambio dei doni, all’insegna dell’allegria, soffusa dal canonico momento di tristezza al momento dei saluti. L’esperienza a Karditsa ha aggiunto una nuova, importante tessera al mosaico dell’Europa dei nostri tempi cui anche l’istituto “Principi Grimaldi” di Modica e Chiaramonte è chiamato a dare il suo contributo. Non sarà facile e non mancano ostacoli, ma i docenti e gli allievi del “Grimaldi” sono pronti per la sfida che li attende.
Successo del duo "rosa" D'Amore-De Vinco nell'appuntamento della 24. stagione concertistica internazionale "Melodica".

Successo del duo "rosa" D'Amore-De Vinco nell'appuntamento della 24. stagione concertistica internazionale "Melodica".
"Successo rosa” nell’appuntamento di sabato scorso al teatro Don Bosco per la 24. Stagione Concertistica Internazionale “Melodica” patrocinata dall’Assessorato alla Cultura del Comune sotto la direzione artistica della pianista Diana Nocchiero. A incantare il pubblico, raccogliendo la meritatissima ovazione finale, la flautista Caterina D’Amore e la pianista Antonella De Vinco, impegnate in un programma ad alto tasso di coinvolgimento incentrato sulla grande musica italiana (tra gli altri Donizetti e Rossini), chiuso da un’affascinate “incursione” nel tango argentino. Un concerto tutto da gustare, capace di realizzare una splendida, perfetta unione tra l’assoluta padronanza tecnica e la delicata sensibilità interpretativa, espressa attraverso la straordinaria sintonia nell’esecuzione: una felice convivenza in cui i (ripetuti) tocchi di virtuosismo non sono mai andati a scapito della “mano leggera”. Caterina D’Amore è stata flautista raffinata e intensa, sorretta dallo spessore nella timbrica e dalla sicurezza nel fraseggio; Antonella De Vinco ha palesato una particolare capacità comunicativa, evidenziata dal controllo della dinamica e dall’accattivante “freschezza” dell’esecuzione. Per il duo, accomunato dalla rilevanza della “dotazione” tecnica, quasi scontata la richiesta del bis, esaudita attraverso un apprezzatissimo omaggio a Napoli. Dopo l'ennesimo successo, la stagione melodica propone il nuovo appuntamento per sabato 27 aprile con “Saxofonando”, che vedrà sul palco il duo Oblivion (Vera lizzio pianista e Fabrizio Torrisi sassofoista). Info: associazione.melodica@gmail.com.
Venerdì (18,30) all'Auditorium S. Teresa di Ibla presentazione del romanzo "L'altro giorno ho fatto quarant'anni"

Venerdì (18,30) all'Auditorium S. Teresa di Ibla presentazione del romanzo "L'altro giorno ho fatto quarant'anni"
Alessandro aveva ragione. Non si può giocare a tennis quando la sua parte di campo è larga quanto la sua-nostra Calabria mentre quella dell'avversario-potere è un metro per un metro, e quando la rete (è incredibile, ma "loro" ci riescono) si alza almeno di tre metri se sei tu a provare a mandare la pallina al di là. Aveva ragione: non si può giocare al suo amato tennis, come non si può fare l'amato giornalismo quando la disparità è tanta. Eppure, meraviglioso, commovente testardo, a giocarci e fare giornalismo ci aveva provato lo stesso, indossando una maglietta più lacera e stretta ad ogni lavata (ma sempre pulita), chiedendo ai polmoni l'ultimo soffio di un fiato stanco sempre più corto, spremendo tutto il sudore che aveva dentro fino a prosciugare anche l'anima. Cercando di respingere, illuso ma non fino a credere davvero che averebbe potuto far altro. Tuttavia, sia chiaro, anche solo provare a respingere era importantissimo, era il rispetto per la scelta di vita fatta fino ad allora e alla dignità delle belle idee pensate e portate avanti, era "mostrare la bandiera" con l'ultimo spiraglio di luce prima delle tenebre. Si. Ma gli amici? Cosa hanno fatto gli amici?. Gli amici, i pochi veri (bisogna comprendere, anche loro come Alessandro avevano figli da crescere e mutui da pagare) hanno fatto quanto potevano, con buona volontà, a volte anche con coraggio. Qualcuno ha persino rischiato (tanto) di persona, continuando a condividere lo stesso sogno pur sapendo benissimo che non poteva durare più a lungo dell'alba. E la moglie? E' vero: la moglie sarebbe stata importantissima, forse avrebbe potuto essere l'arma segreta. Magari anche per chiudere l'incontro in fretta, salutare e provare a ricominciare da qualche altra parte. Ripartendo da zero? Certo, anche da sotto zero: ma insieme, con il coraggio di essere (come di essere stati) in due. Ma la moglie... Alessandro aveva ragione, non si può. Eppure lo ha fatto, ha giocato. E ci ha trasmesso un messaggio, che non riguarda soltanto il mondo del giornalismo e i giornalisti, perché lascia lo stesso sapore nelle gole di tutti noi. Un messaggio facile da comprendere quanto difficile, quasi impossibile (tutti abbiamo famiglia, siamo stanchi: e poi, il coraggio...) da seguire. Amaro, struggente e disperato. Ma bellissimo. Come è la vita, anche quando decidi di smetterla: anzi proprio in quel momento ti appare bella come non mai. Una storia vera, quella di Alessandro, raccontata da Lucio Luca (giornalista di Repubblica, nato a Ragusa) nel romanzo "L'altro giorno ho fatto quarant'anni": con la bravura di sempre, uno scrivere asciutto, quasi essenziale che a tratti si accende di squarci di poesia improvvisi e abbacinanti come i fulmini nei temporali estivi. E con delicatissima sensibilità. Un Lucio Luca, straordinariamente ispirato e capace di coinvolgere dolorosamente (si, lo sentiamo anche noi il dolore di Alessandro) nella sua partecipazione, per un romanzo che leggi in un fiato ma ti porti dentro per sempre. Un grande romanzo, e un grande successo di pubblico e di critica. Nel lungo giro di presentazione in tutta Italia, "L'altro giorno ho fatto quarant'anni", toccherà venerdì alle 18,30 l'Auditorium di S. Teresa a Ragusa Ibla. Regalandoci davvero una di quelle occasioni da non perdere per incontrare Lucio e la storia, vera e umanissima, di Alessandro.
