Santa Croce, la rinnovata tradizione delle “cene” di San Giuseppe

Se c’è un momento, in tutto l’anno, in cui il comune di Santa Croce Camerina si prende una pausa dal solito viavai quotidiano, questo è rappresentato dall’annuale appuntamento con la tradizione e la devozione per il santo patrono: la festa di San Giuseppe torna a scaldare la gente camarinense.

Intere famiglie attendono impazientemente questo periodo dell’anno: l’occasione riporta automaticamente all’usanza delle cene, tanto ricche e caratteristiche. Varie le processioni che ogni anno si snodano per le vie del paese, con in testa i terzetti rappresentanti la sacra famiglia; tanta la gente che segue quei cortei fino alle tavole copiosamente imbandite. Non solo un’occasione per l’intera comunità di rinnovare la devozione al santo, ma anche una dimostrazione esemplare dell’ampia gamma di prodotti tipici di questo territorio.

Interessante vedere come anche le scuole, ovviamente in festa, sono arrivate all’appuntamento presentando le proprie cene di San Giuseppe. Incantevole la cena organizzata dall’istituto comprensivo “Psaumide di Camarina”, riccamente imbandita di ogni delizia del palato: una vera e propria vetrina per golosi. Ad attirare l’attenzione, un banchetto un po’discostato, dove viene mostrato il procedimento in cui prende vita il peculiare “pane di San Giuseppe”, caratteristico per le sue decorazioni e la sua consistenza. Anche l’Istituto Tecnico Commerciale Fabio Besta ha risposto con successo alla tradizione delle cene: qui sono i ragazzi ad accogliere gli ospiti ed i curiosi, assolvendo al compito con professionalità esemplare.

La festa ritorna con i soliti appuntamenti: non solo le cene e le cerimonie, ma anche la caratteristica asta, dove uno dei pezzi forti resta e resterà sempre il “fungo di carrubo”. E dopo tutte le cene, le cerimonie, le processioni, i santacrocesi si danno appuntamento sotto il consueto spettacolo di fuochi d’artificio. La festa è finita: appuntamento al prossimo anno.

di Carmelo Dipasquale14 Mar 2016 11:03