Servizio ambientale. I sindacati assaltano l’Aula consiliare e l’Amministrazione accetta tutte le richieste della Cgil

Ieri si è consumato l’ennesimo scempio in Consiglio comunale. Da qualsiasi angolazione si provi ad analizzare i fatti, che hanno caratterizzato la seduta del Civico consesso, non si può che rimanere basiti. La maggioranza, le opposizioni ed i sindacalisti si sono resi complici di uno spettacolo vergognoso, ancora una volta.

Ieri l’Aula consiliare avrebbe dovuto discutere il “Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale dell’Aro Ragusa”, l’appalto più importante che questa Amministrazione gestirà, un bando la cui gestazione è durata circa due anni, perché è complesso, perché rappresenta una vera e propria rivoluzione nel campo dei rifiuti. Un appalto che vale 70 milioni di euro. Qualche giorno fa il “Piano d’intervento” era stato approvato dalla Regione Siciliana, un atto fondamentale per dare il via all’iter che avrebbe portato alla gara vera e propria. Quando, però, si parla di servizio ambientale le cose si complicano.

Ieri il Comune è stato invaso da decine e decine di operai della ditta Busso, che chiedevano la modifica del bando, al fine di salvaguardare tutti i posti di lavoro. Un’invasione tutt’altro che pacifica, che ha dapprima ritardato l’inizio dei lavori d’Aula e dopo li ha interrotti occupandola. Come tutte le volte che abbiamo trattato del servizio ambientale abbiamo raccontato come il nervosismo, le urla, le minacce la fanno da padrona. Inaccettabile, a nostro modo di vedere, è stato l’assalto, che alcuni operai hanno compiuto ai danni del Consiglio, pare, dicono le malelingue, architettato e organizzato addirittura con una parte delle opposizioni. Un assalto nel vero senso del termine, infatti gli operai hanno scavalcato la balaustra ed occupato gli scranni dei consiglieri, proprio nel momento in cui si stava per approvare un ordine del giorno in loro favore, redatto, poco minuti prima, nella Conferenza dei Capigruppo.
Il Lavoro è un diritto, il lavoro è un valore e per questo va difeso sempre, ma mai calpestando le leggi o violando le istituzioni, non stiamo parlando della sacralità dell’Aula, non ci spingiamo così oltre, ma le istituzioni vanno rispettate e scene come quelle che abbiamo visto ieri, sono del tutto da condannare.
L’o.d.g. che l’Aula stava per votare era stato pensato per implementare le tutele di questi lavoratori, altre garanzie che andavano ad aggiungersi alla clausola sociale inserita già nel bando, la quale imponeva alla ditta vincitrice di “assorbire ed utilizzare primariamente il personale già in forza alla Busso, il tutto compatibilmente alle esigenze di impresa”. Nessuna certezza perciò di mantenere il proprio lavoro, ma qualche garanzia in più. Infatti, pare, che non si possano più blindare gli operai come si faceva un tempo. In tutti i bandi di nuova redazione, infatti, si inserisce la clausola di armonizzazione relative alle esigenze della ditta vincitrice ossia è la ditta che decide chi assumere del vecchio organico. Questo dicevano dai banchi della maggioranza, questo hanno detto i rappresentanti della maggioranza per circa 4 ore. Ma gli operai sono fermi nel loro intento: “i posti di lavoro vanno salvaguardati tutti e finché ciò non sarà scritto ed ufficializzato, loro rimarremo in occupazione”, così ripetevano a gran voce.
Tutto si blocca, le forze dell’ordine provano a tener calmi gli animi, mentre le due parti non si muovo dalle loro posizioni. Si susseguono riunioni su riunioni, incontri, timidi tentativi di trattative. Finché ad un certo punto l’assessore Martorana ed il vicesindaco incontrano i sindacati ed accondiscendono a tutte le loro richieste, dettate, è proprio il caso di dirlo, dal sindacalista della Cgil Giovanni Lattuga e così l’Amministrazione accetta di inserire nel bando e nel capitolato l’obbligo, per la ditta vincitrice, di assumere tutti i dipendenti a tempo indeterminato e con un contratto full time, anche chi oggi lavora part time. Ad un’unica condizione, però: questa scelta andrà sottoposta al prefetto, che avrà l’ultima parola.

Se ne sono lavati le mani? L’idea è proprio questa. In barba alle leggi, ai pareri dei dirigenti e a ciò che dicono i vari assessori, la questione adesso passa nelle mani del prefetto. Se per caso il prefetto dovesse accettare questa nuova clausola, siamo certi che ad occupare l’Aula consiliare sarebbero veramente in tanti, visto che sono tanti gli operai in stato di agitazione, innanzitutto quelli del servizio idrico, che invece provano, pacificamente, ancora a trovare degli accordi. Se il prefetto non dovesse accettarla, invece, i sobillatori verrebbero messi a tacere, si farebbe finalmente chiarezza su una questione sin troppo dibattuta e ci complimenteremmo con l’Amministrazione per aver scongiurato il peggio ed esserne uscita pulita.

Ad ora,la maggioranza ne esce con le ossa rotta, quanto meno a livello di immagine, visto che intimidita ha accettato tutte le richieste della Cgil, visto che nell’arco di 4 ore ha ribaltato totalmente le sue posizioni. Non ne escono bene gli operai, che hanno rischiato di farsi prendere a manganellate dalle forze dell’ordine e che ancora una volta hanno sfoggiato quel caratteristico atteggiamento proprio di una certa cultura, che a noi proprio non piace. Non ne esce bene neppure l’opposizione, che non ha mediato, ma ha continuato a soffiare pericolosamente sul fuoco.

di Rosario Distefano01 Dic 2015 16:12