Vuoi vedere che i Cinque stelle hanno imparato finalmente a fare politica?

Ieri, l’Amministrazione, con il sindaco in testa, accompagnata da alcuni consiglieri comunali, ha deciso di montare un gazebo al Selvaggio, durante il tradizionale mercato del mercoledì.
Qualche ora passata tra i cittadini ad informare, raccontare il proprio lavoro e a raccogliere le opinioni della gente.
Finalmente verrebbe da dire! Una delle critiche rivolte, sin dalla prima ora, a questa compagine politica, consisteva proprio in questo: “Non si fanno vedere in giro. Se ne stanno rintanati nel Palazzo”.

Fare politica significa anche questo. Scendere in strada, parlare con i passanti, farsi conoscere e soprattutto sentire gli umori della gente. L’immagine del politico distante ed inarrivabile è tramontata da tempo, anzi è controproducente. La letteratura sull’umanizzazione del politico è pressoché sterminata. L’elettore ha la necessità, quasi morbosa, di toccare il suo amministratore, di sentirsi parte della macchina amministrativa e quindi di sentirsi parte dei processi decisionali (anche se ciò rimane, ovviamente, solo un anelito). Il cittadino deve conoscere il “suo” politico, normalizzarlo, appunto umanizzarlo, deve potersi confrontare con lui per potersi identificare o per poterlo addirittura invidiare e perciò ammirarlo e a lui aspirare. A nulla valgono perciò le giustificazioni che i Cinque stelle hanno dato in questi due anni di governo. Il “c’è tanto da fare”, “una giornata è composta da 24 ore”, “abbiamo dovuto risolvere una situazione disastrata”, non solo non li giustifica, ma alla fine ne ha determinato una certa immagine snob e di assoluta distanza dai cittadini. Il far sentire l’elettore/cittadino in un rapporto quasi amicale con il governo, spesso vale più di tante delibere ed opere realizzate, che occorrono certo, ma non sono sufficienti.

Frasi del tipo: “Il sindaco mi conosce”, “il sindaco mi saluta sempre”, “è una persona a modo, con lui puoi parlare e ti ascolta”, hanno un valore politico enorme, un valore che ti torna utile, naturalmente, in campagna elettorale. Ora, se questa sortita dei pentastellati è stato un evento straordinario, più unico che raro, oppure è indice di un cambio di strategia ossia se è frutto di una precisa volontà riorganizzativa, lo vedremo solo nel tempo, solo allora potremo dire se hanno finalmente capito cosa significa fare politica oppure se rimarranno degli eterni “sprovveduti”.

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di Rosario Distefano12 Nov 2015 13:11