Cava dei Modicani: ok dalla Regione

Cava dei Modicani: ok dalla Regione

Dalla Regione è arrivata l’Aia, l’Autorizzazione di impatto ambientale attesa dal Dipartimento regionale delle Acque e dei Rifiuti. "Abbiamo dovuto integrare la documentazione - sottolinea il sindaco Cassì - ci sono state ben 4 conferenze di servizi, abbiamo prodotto tutto quello che ci era stato richiesto di produrre in tempo, ma, come spesso succede quando c’è di mezzo la burocrazia, si sono perse delle giornate che hanno portato alla chiusura dell’impianto di Trattamento meccanico biologico di Cava dei Modicani, dove viene conferito il rifiuto indifferenziato. Con questo provvedimento contiamo nei prossimi giorni, speriamo già tra domani e dopodomani, di poter riaprire l’impianto. Sarà adesso l’Assessorato regionale Territorio e Ambiente a dover emanare il provvedimento conclusivo, che mi dicono sia già abbozzato, che deve appunto contenere l’Aia emanata stasera. Sembrerebbe si tratti quasi di una formalità. Vi aggiornerò nei prossimi giorni, spero già domani". Finalmente una buona notizia sull'argomento che, da troppo tempo, rappresenta una spada di Damocle non indifferente per il territorio ibleo. L'auspicio è che già nelle prossime ore il provvedimento definitivo venga emanato in modo tale da poter riaprire, quanto prima, l'impianto di Cava dei Modicani.

Centro manutenzioni al Pio La Torre?

Centro manutenzioni al Pio La Torre?

La società a capitale popolare Aerolinee Siciliane SpA ha inviato una missiva al Sindaco di Comiso, titolare dei terreni ex Usaf sui quali sorge anche l’aeroporto Pio Latorre. Nella lettera, la società siciliana chiede all’amministrazione comunale di prendere una decisione circa la concessione di un terreno che deve trovarsi necessariamente lungo la pista dell’aeroporto di Comiso. Così il presidente del Consiglio di Gestione Luigi Crispino, ha scritto: “Un anno fa, la Cooperativa dei Piccoli Azionisti di Aerolinee Siciliane ha formalmente richiesto al Comune di Comiso un’area lungo il perimetro della pista dell’aeroporto di Comiso, ed altre pertinenze nella titolarità del Comune, a cominciare dagli uffici, da adibire anche a centro di addestramento. Ben presto abbiamo dovuto rinunciare alla possibilità di avere un centro operativo presso detti manufatti, sostanzialmente abbandonati, considerati gli alti costi da sostenere oltre agli affitti richiesti dall’Amministrazione. Per quanto attiene l’area per la costruzione di un hangar per la manutenzione di aerei di linea, il Comune chiese a questa società di indicare l’ubicazione e la dimensione dell’area. Dopo tale indicazione, il Comune di Comiso spiegò che la nostra richiesta era inammissibile perché l’area era soggetta al vincolo della realizzazione di un’area cargo (di sette ettari). Numeri alla mano, Comiso avrebbe riservato al cargo uno spazio equivalente a quello dell’aeroporto di Malpensa. L’area cargo di Milano processa mezzo milione di tonnellate di merci l’anno”. In Sicilia simili volumi sono impensabili. Non a caso, l’aeroporto di Palermo ha aperto una propria area cargo di cinquecento metri quadri. Catania, al momento, dispone dell’area cargo più grande della Sicilia con circa ottocento metri quadri.

Aerolinee ha sottolineato che su quei terreni devono sorgere prioritariamente iniziative di supporto al traffico aereo, proprio come i centri di manutenzione. Per fare la manutenzione degli aerei, occorrono degli hangar con altissima specializzazione che hanno un notevole impatto sull’economia del territorio, dove esistono. La difficoltà ad avere una risposta definitiva ha spinto Aerolinee a inviare questa lettera, per conoscenza indirizzata anche al Presidente della Regione, all’Assessore alle Infrastrutture, ai gruppi parlamentari dell’Ars. “Riteniamo che sia giunto il tempo di procedere ai necessari adempimenti per la concessione di detta area, ovvero al motivato diniego della stessa, entro un ulteriore congruo periodo di trenta giorni che si aggiunge all’anno passato, ormai inutilmente. Il centro di manutenzione è un’attività ad alto valore aggiunto che porta occupazione e produzione, oltre che centralità all’aeroporto di Comiso, e tasse da incassare per comune e regione. Attendere oltre, per ottenere il buon diritto di un’impresa a nascere in una terra come quella siciliana, è un danno enorme, per gli azionisti, rappresentati da impiegati, professionisti, anche disoccupati che vogliono che la loro terra cresca, e anche per tutti i siciliani che non hanno aderito proprio perché sfiduciati da una politica che piuttosto che rendere semplici le cose, le complica e rende sempre più povera la nostra terra. Siamo certi che questo sarà un caso che smentisce una lunga tradizione di lotta ai siciliani per bene e che vogliono fare".


Sicilia verso la zona arancione

Sicilia verso la zona arancione

Approvato all’Assemblea Regionale Siciliana un ordine del giorno presentato da Partito Democratico con il quale si chiede al Governo Musumeci di gestire l’attuale emergenza epidemiologica nel rispetto dei parametri dettati dalle valutazioni della cabina di regia regionale e dell’Istituto Superiore di Sanità e l’emanazione di  indicazioni univoche e non altalenanti circoscrivendo a singole province o singoli territori comunali le misure più restrittive, consentendo al resto della Regione l’allentamento delle prescrizioni attualmente in vigore. Lo rende noto l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del PD.

“Le posizioni altalenanti che il Presidente Musumeci ha espresso nelle ultime settimane - spiega Dipasquale - chiedendo prima la zona rossa, poi il lockdown totale, per tornare infine alla richiesta di zona arancione, non hanno fatto altro che scatenare incertezza e confusione tra i cittadini. Con l’ordine del giorno approvato portiamo all’attenzione del governatore la necessità che sia fatta chiarezza applicando, e cito dall’odg, “misure di contenimento frutto di valutazioni effettuate dalla cabina di regia a seguito di monitoraggio del livello di rischio presente in ciascun territorio e sulla base di rigorosi criteri scientifici, come declinati dal decreto del Ministro della salute 30 aprile 2020”. In base a questi criteri, se fosse necessario, sarebbe possibile allentare le misure restrittive concentrando quelle più rigide solo in quelle porzioni di territorio dove la curva epidemiologica è più accentuata. Nel frattempo, comunque  nel corso della sua relazione all’ARS, non proprio soddisfacente, l’assessore Razza ha annunciato che già domenica la Sicilia potrebbe ottenere di essere zona arancione


15 casi nelle ultime 24 ore

15 casi nelle ultime 24 ore

Ancora in calo il numero dei positivi al Covid-19 in provincia di Ragusa. Di seguito i dati di mercoledì 27 gennaio: in totale sono 581 (15 nelle ultime 24 ore) i positivi, di cui 546 in isolamento domiciliare, 23 ricoverati e 12 nella Rsa Covid dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa Ibla. Tra i 546 positivi, 9 provengono da fuori provincia. Di seguito i dati per ciascun comune: 20 Acate, 15 Chiaramonte Gulfi, 47 Comiso, 6 Giarratana, 9 Ispica, 99 Modica, 4 Monterosso Almo, 28 Pozzallo, 127 Ragusa, 9 Santa Croce Camerina, 22 Scicli, 151 Vittoria. 23 i ricoverati, tutti all'ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa: 16 nel reparto di Malattie Infettive e 7 nel reparto di Rianimazione. I guariti sono 6.724 mentre i morti sono 190. Nelle ultime 24 ore si registra un decesso: si tratta di una donna di 73 anni di Vittoria.


Test rapidi: 6 casi a Vittoria

Test rapidi: 6 casi a Vittoria

Proseguono i test rapidi in provincia di Ragusa. Di seguito i dati relativi a martedì 26 gennaio: in città, su un totale di 186 test effettuati, non sono stati riscontrati casi di positività al Covid-19. 6 casi invece a Vittoria su 420 test, 1 a Comiso su 287 e 0 a Giarratana su 7. Sono inoltre stati effettuati 911 test presso le strutture ospedaliere territoriali, dai quali non sono emersi positivi. Nessun caso nemmeno tra i fuori sede. Sono dunque 7, complessivamente, i soggetti risultati positivi su 1811 test.


Buoni spesa: erogati 684mila euro

Buoni spesa: erogati 684mila euro

 Sono stati erogati buoni spesa alimentari per 684.635 euro, per far fronte alla crisi economica generata dalla seconda ondata della pandemia e dalle successive restrizioni. Ai € 538.631 destinati con questa finalità a Ragusa dal Governo centrale con il decreto ristori dello scorso 23 novembre, il Comune ha infatti aggiunto, attingendo ai propri bilanci, altri € 155.000 per coprire l’intero fabbisogno delle richieste presentate. In merito è intervenuto il sindaco Peppe Cassì: "Abbiamo fatto in modo che nessuno restasse indietro, soddisfacendo il fabbisogno alimentare di chi ha pagato più duramente gli effetti della crisi. Sono state infatti 2241 le pratiche accolte, di cui 2062 ammesse con priorità alla luce di necessità urgenti; 214, invece, le pratiche respinte perché prive dei requisiti per averne diritto a seguito dei relativi controlli. Abbiamo inoltre tenuto conto delle difficoltà che la crisi genera nei più piccoli, assegnando un ulteriore bonus alle famiglie con minori. Ancora in corso, ma ormai in via di completamento, l’erogazione dei buoni spesa commerciali. Si tratta anche qui di un fondo comunale, pari a € 150.000, stanziato per dare ulteriore sollievo alle famiglie più bisognose e indirettamente alle attività locali, commerciali e di ristorazione, dove questa specifica tipologia di buoni può essere spesa. Allo stato attuale sono stati erogati 1.345 buoni commerciali, pari a € 114.810. Anche in questo caso una somma supplementare è stata assegnata ai nuclei familiari con minori”. Una buona mossa da parte dell'amministrazione, che testimonia la vicinanza della stessa nei confronti dei cittadini in difficoltà. Ragusa tutela i ragusani.

A Ragusa nasce una nuova consulta

A Ragusa nasce una nuova consulta

 Fare squadra per superare un'emergenza senza precedenti. È con questo spirito che Agci, Cna, Confagricoltura, Confartigianato, Confcooperative, Confesercenti, Legacoop e Sicindustria hanno deciso di dar vita al coordinamento delle associazioni di categoria della provincia di Ragusa. “Il bisogno di un grado maggiore di condivisione sui temi di principale interesse per il tessuto produttivo ibleo – si legge nel documento costitutivo della consulta – ha accompagnato il percorso di questo organismo, che ha lo scopo di studiare e approfondire le esigenze e le problematiche socio-economiche del territorio della provincia di Ragusa e di proporre soluzioni, progetti e linee strategiche di sviluppo a tutte le Istituzioni ai vari livelli, come gli enti locali territoriali e non territoriali, la camera di commercio, i governi e i parlamentari nazionali e regionali”. A guidare la consulta sarà, per i primi sei mesi, Gianni Gulino, presidente di Confcooperative.
La nuova programmazione e gli strumenti del Next generation Eu – prosegue il documento – rappresentano un'opportunità unica che richiede una partecipazione dal basso, così da fare emergere le esigenze del territorio e la costituzione di una vera e propria ‘banca dei progetti’. Questo è il momento di progettare iniziative per creare sviluppo, innovazione e occupazione: un lavoro che deve partire dai territori, dialogando tra istituzioni di ogni livello. Le risorse messe a disposizione da Recovery Fund, fondi strutturali e Fondo di sviluppo e coesione daranno al Mezzogiorno la possibilità di recuperare il gap dei mancati investimenti, pubblici e privati, degli ultimi 30 anni. Affinché ciò avvenga, però, occorre una programmazione che tenga conto delle reali esigenze del tessuto produttivo. In questo senso, soltanto un'azione collegiale consentirà di affrontare e superare i ritardi e migliorare le condizioni di sviluppo del nostro territorio, della nostra regione e del nostro Paese”.


Stroke unit al Giovanni Paolo II

Stroke unit al Giovanni Paolo II

Il TAR di Catania ha riconosciuto le ragioni del Comune di Ragusa obbligando l'Assessorato regionale della salute a istituire una stroke unit presso il reparto di Neurologia dell'Ospedale Giovanni Paolo II di Ragusa entro 180 giorni. "Un atto di giustizia - come sottolineato da 'Partecipiamo' - che dà pieno merito all'intenso e determinato impegno condotto contro l'atto aziendale dell'ASP di Ragusa ed il decreto 46 del 14/1/2015. Ben 5 anni di battaglie politiche e legali. Nella sentenza vi è il pieno riconoscimento delle motivazioni scritte nel lungo ed articolato ordine del giorno che l'allora Presidente del Consiglio Comunale  presentò in Consiglio Comunale (che qui si intende ringraziare) e che fu approvato, organizzò il Consiglio Comunale aperto davanti all'ospedale civile, chiese ed ottenne l'audizione il 12/12/2015 alla Commissione parlamentare alla sanità dell'ARS".


Test rapidi: 0 casi a Ragusa

Test rapidi: 0 casi a Ragusa

Proseguono i test rapidi in provincia di Ragusa. Di seguito i dati relativi a lunedì 25 gennaio. In città, su un totale di 172 test effettuati, non sono stati riscontrati casi di positività al Covid-19, così come a Modica su 352 test. 2 casi invece a Giarratana su 13 test e 1 a Pozzallo su 204. Sono inoltre stati eseguiti 1028 test presso le strutture ospedaliere territoriali dai quali non sono emersi positivi. Nessun caso nemmeno trai fuori sede. Sono dunque 3, in totale, i soggetti risultati positivi su 1769 tamponi.


Approvata la riforma urbanistica in Sicilia

Approvata la riforma urbanistica in Sicilia

L’Ars ha approvato il disegno di legge “Intervento correttivo alla legge regionale 13 agosto 2020, n. 19 recante norme sul governo del territorio”, recependo così i rilievi mossi dal Consiglio dei ministri che aveva impugnato il testo originario relativo alla riforma urbanistica. 45 deputati hanno votato a favore, nessun contrario e 8 astenuti (Pd compreso). L’Ars ha anche approvato una legge voto per abolire il numero chiuso all'università.