Tg del 2 dicembre

Tg del 2 dicembre

Nell'Indice: Una guerra in più. La pista di pattinaggio in centro. In attesa del villaggio del gusto. Il convegno al Feliciano Rossitto . La scomparsa di Riccardo Roccella. Le interviste su Sisma 90. Il caso Bove. Parla Giorgio Padua su convegno a Ragusa. L'acqua in Sicilia e Iblea Acque a Ragusa. Il consigliere Mauro. La fornace Penna. Intervista a Nino Scivoletto su ChocoModica. Lo sport


Scompare Riccardo Roccella.

Scompare Riccardo Roccella.

La città di Ragusa piange la scomparsa di Riccardo Roccella, noto imprenditore del settore assicurativo, avvenuta ieri all’età di 78 anni. Da poco tempo malato, Roccella era stato ricoverato in una clinica catanese dove si era spento  ieri sera. Figura di spicco nel panorama economico ragusano, Roccella era stato anche alla guida della Camera di Commercio, contribuendo in modo significativo allo sviluppo del territorio. La sua passione per l’economia e la cultura lo aveva portato a collaborare con numerose realtà locali e a proporre innovative iniziative per la crescita della città. Teleiblea lo aveva più volte intervistato, apprezzando la sua profonda conoscenza del tessuto economico locale e le sue lungimiranti visioni per il futuro. Roccella lascia un vuoto  nella comunità ragusana, dove era stimato  solo per il suo successo imprenditoriale e il suo impegno civile.


Chiusura Eni Versalis: Mortificazione del territorio

Chiusura Eni Versalis: Mortificazione del territorio

“L’annunciata chiusura dello stabilimento Eni Versalis di Ragusa sta generando, soprattutto nell’indotto e in particolare nel settore dei trasporti, oltre alle ovvie preoccupazioni anche un certo risentimento. Come accade sempre in questi casi è partita subito la corsa per salvaguardare i posti di lavoro dei dipendenti (cosa buona e giusta) e poi, anche grazie al varie prese di posizione  si è cominciato a parlare dell’indotto (cosa tanto più buona e giusta)”.
“Il fatto di considerare – spiegano rappresentanti della Fita – le centinaia di imprese di trasporto, prestatrici da anni di servizi alla Versalis, una questione da trattare a parte, si è concretizzata anche nella costituzione dei tavoli istituzionali, sia quello regionale che si è tenuto il 13 novembre scorso, sia quello nazionale che si terrà il prossimo 3 dicembre. E’ come se il ruolo o la valenza di queste imprese, di queste persone, fosse stato ridotto ad un fatto marginale, o meglio, da trattare a parte. Non è così! La vertenza riguarda il territorio nel suo complesso, come un unicum, e non come qualcosa da dividere per poi trattare eventualmente, se c’è tempo, in tavoli separati. Quando ciò avviene - e purtroppo è avvenuto - si innescano meccanismi strani, alcuni pare si siano già manifestati di recente nei rapporti tra trasportatori e l’ENI”.
“Per essere più chiari – continuano – pare che una grossa impresa di trasporti fiduciaria di ENI abbia fatto un’offerta alle imprese di trasporto iblee che prima prestavano direttamente il loro servizio alla Versalis. Praticamente, le attività che prima operavano in modo diretto con ENI, ora, di fronte a questi cambiamenti, rischiano di diventare subappaltatrici e quindi lo stesso lavoro, o eventualmente altri tipi di commesse, dovrebbero essere forniti con importi più bassi rispetto a prima. E’ forse questo quello che ENI ha già deciso di proporre alle imprese di trasporto locale? E’ per questo motivo che la Regione e il Ministero, per ora, non hanno sentito l’esigenza di sentire CNA e i trasportatori?”.
“Se tutto ciò fosse vero – concludono – è una mortificazione del territorio. Facciamo notare, ma è risaputo, che ENI è una multinazionale il cui controllo di fatto è nelle mani del Ministero dell’Economia e Finanze, quindi dello Stato. E’ in questo modo che un’azienda di Stato avvia la ristrutturazione degli asset industriali e dei rapporti con le imprese del territorio? Domande che giriamo garbatamente al Presidente della Regione Siciliana e al Ministro per lo Sviluppo economico, sperando di ottenere risposte chiare e pertinenti”.

Tg del 29 novembre

Tg del 29 novembre

Nell'Indice: Cambio dell'insegna alla BAPS.I blocco dei pos per colpa degli svizzeri. Lo sciopero nazionale. Le novità di aerolinee siciliane. Piscopo parla di compagnia aerea siciliana. Collegamenti Parma Comiso. Mal Comune con Cesare Pluchino. Il natale, l'appuntamemto con la compagnia Godot. Mostra in cattedrale.


Clamorosa novità nel settore aereo siciliano.

Clamorosa novità nel settore aereo siciliano.

La notizia, ancora non confermata ufficialmente,  dell'acquisizione di AirConnect da parte di Aerolinee Siciliane rappresenta un passo avanti, significativo, per la compagnia aerea siciliana, pensata da Luigi Crispino. Questa mossa strategica potrà accelerare notevolmente l'ingresso di Aerolinee nel mercato nazionale consentendole di operare voli commerciali in tempi brevi.
AirConnect possiede tutte le licenze necessarie  per il trasporto aereo, un iter burocratico complesso e lungo da ottenere. Acquistando queste licenze, Aerolinee Siciliane salta diversi passaggi, accelerando notevolmente il processo di avvio delle operazioni.  Air Connect inoltre possiede una piccola flotta aerea e la presenza di veivoli  già disponibili permetterebbe ad Aerolinee Siciliane di iniziare a operare quasi immediatamente, senza dover attendere la consegna di nuove macchine. AirConnect ha anche una certa esperienza nel settore, che sommata a quella di Aerolinee Siciliane, darebbe un buono spunto per l'avvio delle attivita. Secondo noi l'ingresso di Aerolinee Siciliane nel mercato dei voli  porterà  diversi benefici per la Sicilia: una nuova compagnia aerea potrà stimolare la concorrenza, contribuendo a ridurre i prezzi dei biglietti aerei e a migliorare la qualità dei servizi offerti.
Maggiore connettività aerea, inoltre, potrebbe favorire lo sviluppo del turismo in Sicilia, sia nazionale che internazionale senza dimenticare la creazione di nuovi posti di lavoro ì.
Per quanto riguarda l'aeroporto di Comiso, l'eventuale scelta di utilizzarlo come base operativa potrebbe portare a un rilancio definitivo  dell'infrastruttura, ma solleva alcune questioni a cominciare dai costi di gestione dell'aeroporto di Comiso, come ad esempio  peril carburante , sono più elevati rispetto ad altri scali siciliani.  È fondamentale, quindi,  che la SAC (Società Aeroporto Catania) riveda i suoi listini e mostri una maggiore e tangibile collaborazione con i vettori rendedo Comiso più competitivo e attrattivo per le compagnie aeree.  La presenza di numerosi soci ragusani in Aerolinee Siciliane fa pensare che l'aeroporto di Comiso possa essere una delle destinazioni privilegiate dalla compagnia. Tuttavia, il "no comment" di Crispino lascia aperta ogni possibilità.


Il turismo cresce nelle città d'arte

Il turismo cresce nelle città d'arte

Se l’Italia del turismo festeggia è per merito per gran parte del patrimonio culturale. Nel 2023, da dati Istat, è cresciuta la componente straniera con il 52,4% del totale e ben 234,2 milioni di presenze straniere. Di certo, queste presenze, non sono tutte per il mare, ma le abbiamo avute anche  per la bellezza dei paesaggi, la ricchezza dei borghi interni, per la meravigliosa tradizione culinaria. Nel 2023 l’Italia ha registrato più presenze rispetto agli altri paesi europei e dunque ha raggiunto la leadership europea, ma nel 2024 non è mancato il calo a conferma della necessità di potenziare la promozione dei territori, soprattutto di siti archeologici, culturali e naturalistici meno conosciuti e del fatto che alcune località come la Costiera Amalfitana o varie città d’arte debbano necessariamente affrontare il tema del sovraffollamento. Dai dati Istat, relativi al 2023 e contrariamente a quanto si potesse pensare, è il Nord – Est dell’Italia, il territorio preferito dai turisti, con ben 176,2 milioni di presenze pari al 39,4% del totale nazionale. Di questi 176 milioni, sono stati 76 i milioni di italiani ma 100 milioni gli stranieri che hanno preferito il Nord – Est. Un dato che testimonia la necessità di migliorare anche i servizi sul territorio in alcune aree dell’Italia. Le città d’arte più visitate sono state Roma con un aumento addirittura di 6 milioni di presenze, a seguire ci sono Venezia, Milano e Firenze. Nelle prime quattro città d’arte non abbiamo una città del Sud nonostante la crescita turistica che comunque è stata registrata a Napoli. Dunque cresce il turismo d’arte ma anche in questo caso, i dati confermerebbero la necessità di una promozione del patrimonio culturale del Sud Italia, andando oltre i siti tradizionali e già conosciuti. Il Sud detiene una grande presenza di patrimonio culturale e soprattutto archeologico. Allo stesso tempo c'è da evidenziare  la necessità  valorizzare e migliorare la conoscenza del patrimonio culturale esistente nei territori dei Geoparchi del Sud ed in particolare la necessità di migliorare il trasporto e i servizi sul territorio. Per questo sarebbe anche opportuna, ai fini promozionali, un rafforzamento della rete tra istituzioni e associazionismo, al fine di sviluppare programmi e progetti in grado di far conoscere il territorio definito di seconda fascia che comunque offre grandi capolavori e meravigliose atmosfere. La dichiarazione che vete letto è stata estratta da un  commento del presidente nazionale di Archeoclub


Un futuro radioso.

Un futuro radioso.

Queste le parole dell'A.U. di Sac alla domanda di una  collega su come vedeva il futuro dell'aeroporto di Comiso. Radioso dunque perchè ci saranno i 3 milioni della Regione, il milione e mezzo del Libero Consorzio, forse la tassa di soggiorno aumentata a Ragusa e poi i fondi strutturali. Insomma dice Torrisi un futuro radioso con i soldi degli altri.  La Sac, per Comiso, a quanto abbiamo capito, non metteranno un euro  a parte il controverso accordo con Aeroitalia trasformatosi in 24 ore in un farsa. Insomma l'incontro "urbi et orbis" di Comiso ha partorito il tradizionale topolino. I soldi, se ce li mettono gli altri,  per  Comiso ci sarebbero ma non dalla Sac che non dimentichiamo è l'unico gestore privato della struttura. Tra l'altro ci sono delle incredibile stortune in questa gestione. Ad esempio il carburante. Dicono gli operatori che a Comiso costa molto di piu che altrove, Non so i costi dell'handling ma è impensabile che se un aereo ritarda e atterra in serata deve pagare il supplemento. Ecco percè dico che forse siamo stati noi, gli  interessati  all'aeroporto, cioe la tanto citata catchment area,   ad aver "ciantato i ciuovi  a u signuri"


Tg del 27 novembre

Tg del 27 novembre

Nell'Indice: La retromarcia dell'Aeroitalia. La farsa continua a Comiso. Per Torrisi lo scalo ha un futuro radioso. La soddisfazione della sindaca, La deputazione iblea. Liberi a Ragusa intervista. In studio Mario Chiavola con Peppe lizzio. Servzio su Tavola Rotonda con comunità  albanese

 


Quanto ci costa la Rai

Quanto ci costa la Rai

Non è possibile comprendere come in un panorama televisivo come quello italiano, dove in ogni casa è possibile captare oltre 250 canali televisivi,  sia obbligatorio pagare un canone ad una di queste. Badate non quelle che sono criptate per le quali è necessario stipulare un contratto ma quelle cosiddette in chiaro. Stiamo parlando naturalmente solo della  Rai che purtroppo non è in competizione con le concorrenti dal punto di vista economico perchè gli italiani, tutti, pagano il canone che qualcuno chiama tangente. E tutti i governi sembrano d'accordo a questa tassa che è assolutamente incostituzionale. Il Codacons ha espresso il suo disappunto sulla notizia del mancato taglio al canone.
Il mancato taglio del canone Rai costerà alle famiglie italiane tra i 420 e i 430 milioni di euro nel 2025. Lo denuncia il Codacons, commentando la bocciatura in Commissione bilancio del Senato all'emendamento della Lega per il taglio del canone da 90 a 70 euro.
Il canone di abbonamento alla televisione è dovuto da chiunque abbia un apparecchio televisivo, e dal 2016 è stata introdotta la presunzione di detenzione dello stesso apparecchio nel caso in cui esista un’utenza per la fornitura di energia elettrica nel luogo in cui una persona ha la propria residenza anagrafica. I titolari di utenza elettrica per uso domestico residenziale sono quindi tenuti al pagamento del canone mediante addebito nella fattura della luce – spiega il Codacons. Prima dello sconto da 90 a 70 euro, il canone Rai generava introiti per circa 1,9 miliardi di euro annui: questo significa che, con la mancata proroga del taglio, le famiglie italiane a partire dal 2025 dovranno mettere in conto una maggiore spesa complessiva tra i 420 e i 430 milioni annui a titolo di canone.
“Il Codacons chiede che si apra una discussione seria sull’eliminazione totale del canone Rai, un’imposta ormai anacronistica, considerato il nuovo scenario del mercato televisivo italiano e il crescente utilizzo delle piattaforme streaming” – afferma Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons. “La Rai, come altre reti, può puntare su una maggiore raccolta pubblicitaria, permettendo così alle famiglie di risparmiare su un costo che grava inutilmente sui bilanci domestici.”

E LA FARSA CONTINUA

E LA FARSA CONTINUA

Neanche  24 ore e il dramma diventa farsa. Parliamo della catastrofica decisone di ieri di Aeroitalia di abbandonare Comiso a causa della incapacità del territorio di supportare la compagnia che oggi finisce a tarallucci e vino con la benedizione di Sac,  che tutti sanno è la matrigna dell'aeroporto. Insomma non c'è molta coerenza. Probabilmente l'A.D. della compagnia  si è risentito per qualche dichiarazione, più che esplicita, della sindaca e del comitato. Credo però che gli abbia fatto più male rendersi conto che non sarebbe riuscito a prendere più contributi nonostante le elargizioni, promesse, della Regione e del Libero Consorzio. Ne farebbe prova una Pec inviata nella serata  di l'altro ieri alla Sac che  avrebbe avuto una risposta insoddisfacente.  Aeroitalia, allora, e per lei l'amministratore, si è sfogata attaccando il territorio e quindi i passeggeri che avrebbe lasciato a terra durante le feste cancellando tutti i voli da e per Comiso. La reazione e l'indignazione  dell'intera Sicilia sono state unanimi e alla fine Intrieri, corroborato dalle solite belle parole di Sac,  ha deciso di far rientrare tutto nella normalità. L'unica soddisfazione è che almeno non si fa questa cattiva figura  natalizia ma resta l'amaro in bocca  se si pensa che la sorte di un'aeroporto, realizzato con i soldi della comunità con l'intento di far sviluppare l'intera area iblea, è finito in mano di gente che non ci pensa più di un minuto a cancellare voli e della società di gestione che da anni non ne "inserta" una facendo scappare le compagnie.. Per quanto riguarda la famosa riunione prevista per oggi all'aeroporto sappiamo che si è svolta regolarmente e alla fine si è deciso di riunirsi periodicamente. Sapevamo dei 3 milioni di euro della regione e del milione e mezzo del libero consorzio ( da 30 anni questi fondi vanno in giro per la provincia). Il problema è capire come e chi li dovrà gestire. Intrieri si era adirato sentendo parlare di bando, cosa richiesta dalla comunità europea, e di comarketing cosa ben diversa perchè è un rapporto diretto con le compagnie. Aeroitalia vola con i propri soldi hanno detto gli amministratori e ad oggi ha avuto solo 400 mila euro circa di contributi. Lo ha certificato anche Torrisi smentendo le notizie che facevano riferimento più di 3 milioni di euro. Insomma fino ad ora Comiso ha fatto ridere. Ma fino a quando si può continuare cosi? Siamo certi che tra qualche mese, quando le promesse non si trasformranno in realtà vedremo qualche altro atto.