Tg del 25 febbraio
Tg del 25 febbraio
Nell'Indice: Il caso Santanchè. Gli aiuti alle famiglie povere. L'impregno della Regione. Incontro sul turismo a Palermo. In studio il consigliere comunale Buscemi. Inutile riaprire la via Roma.La sfida della legge su Ibla. Intervista Amarcord. I quadri della Madonna con il Bambino secondo il prof Giliberto
Roadshow organizzato da Banca Agricola Popolare di Sicilia
Roadshow organizzato da Banca Agricola Popolare di Sicilia
Portare in Sicilia i protagonisti del dibattito economico e sociale e avviare un confronto con il territorio è l’obiettivo del roadshow organizzato da Banca Agricola Popolare di Sicilia e Arca Fondi SGR. I diversi appuntamenti nell’isola saranno condotti da Saverio Continella, Amministratore Delegato di BAPS e Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale di Arca Fondi SGR con l’obiettivo di stimolare una riflessione matura sulla situazione economica, in particolare del Sud, a partire dal contesto globale odierno. Il ciclo di incontri prenderà il via il 26 febbraio a Catania con la testimonianza di Francesco Billari, Rettore dell'università commerciale Luigi Bocconi che approfondirà alcuni fenomeni ben noti nel Sud come l’inverno demografico e la fuga di cervelli con il tentativo di poter invertire questa rotta grazie ad un approccio demografico. Il 6 marzo ad Agrigento e il giorno seguente a Ragusa Paolo Magri, Managing Director e President Advisory Board ISPI, analizzerà i più ampi scenari geopolitici e le nuove forze di potere per poi spiegarne i cambiamenti e le grandi rivoluzioni che impattano sull’economia quotidiana delle famiglie italiane. A chiudere il ciclo di incontri l’appuntamento a Palermo dell’11 marzo con il manager e banchiere Alessandro Profumo, Presidente dell’advisory board di Rialto Ventures con lunga esperienza alla guida di Monte dei Paschi di Siena, UniCredit e Leonardo. Dal grande risiko bancario che si sta delineando in queste settimane all’importanza delle banche del territorio, l’incontro sarà volto a delineare il ritratto della Banca di domani in un’ottica di difesa europea. “Scambiare idee, contribuire ad un confronto sulla situazione economica attuale e in particolare sulle sfide necessarie per lo sviluppo del Sud, ancora di più adesso che BAPS è diventata la banca di tutti i siciliani” dichiara, Saverio Continella A.D. della Banca Agricola Popolare di Sicilia “Con questo auspicio, BAPS insieme ad un partner autorevole come Arca Fondi SGR sono felici di ospitare personalità importanti nel panorama bancario ed economico. Una banca di prossimità che si prodiga con tutti gli strumenti possibili a sviluppare un pensiero utile a interpretare le sfide del nostro tempo e a guidare lo sviluppo delle imprese siciliane”. Simone Bini Smaghi, Vice Direttore Generale di Arca Fondi SGR “Lo scenario socio-economico che viviamo presenta molte sfide: oltre alle guerre, anche macrofenomeni come il calo demografico, l’invecchiamento della popolazione hanno grandi impatti sulla nostra economia e, di conseguenza, sul nostro futuro. Basti pensare al sistema previdenziale, la cui sostenibilità è a rischio stante le condizioni attuali. Un elemento fondamentale per risolvere questa situazione è avere cittadini consapevoli e informati, che sappiano assumere scelte responsabili e lungimiranti, nell’interesse loro e di tutta la comunità. Ed è per questo che Arca Fondi SGR è impegnata, in qualità di partner storico di BAPR, in questa importante iniziativa, che coinvolge personalità di spicco della vita economica del nostro Paese”.
Tg del 24 febbraio
Tg del 24 febbraio
Nell'Indice: I guai notturni per l'aeroporto di Catania. Milano Palermo. Parla Schifani. In consiglio intervento di Saverio Buscemi. In studio il consigliere di Modica Paolo Nigro. La facciata di Palazzo Ina, l'incendio al Bon. Lo sport.
Non uno..... ma quattro ricorsi
Non uno..... ma quattro ricorsi
Abbiamo già scritto del ricorso presentato dal presidente del consiglio comunale di Ispica per stoppare le elezioni provinciali di secondo livello. Ora ce ne sono altri tre ed è interessante sapere che tutti e quattro i ricorsi sono patrocinati dall’avvocato Agatino Cariola, professore ordinario di Diritto costituzionale presso l’Università degli Studi di Catania. Dunque a quello di Genovese di Ispica si aggiungono i ricorsi presentati da Filippo Drago, ex sindaco di Aci Castello, che già una volta aveva conseguito sulla questione un importante risultato dinanzi alla Corte Costituzionale, sempre con il patrocinio del professore Cariola, dalla consigliera comunale di Maletto, Maria Foti, e dall’ex consigliere del Comune di Randazzo, sciolto per mafia, Francesco Sgroi (solo omonimo dell’ex sindaco).
I primi due ricorsi presentati saranno trattati dal Tar per la questione sospensiva nell’udienza dell’11 marzo; è quindi probabile che anche gli altri due saranno riuniti nella stessa data. La questione centrale posta dai ricorsi redatti dal professore Cariola attiene alla questione del voto ponderato. Il sistema di voto imposto dalla legge infatti prevede che i consiglieri comunali e i sindaci votino gli organi delle ex province con voto ponderato, ossia calcolato sulla base del numero degli elettori del proprio comune. Un sistema di voto – come dice il professore Cariola – più adatto ad un’assemblea di condominio che all’elezione degli organi rappresentativi di un ente locale. Il voto ponderato pone molti dubbi di costituzionalità. Altre questioni sono poste nei ricorsi, e tutte molto logiche e sensate. Ad esempio come sarà rappresentata la popolazione di un comune sciolto per mafia, che ovviamente non avrà consiglieri in grado di votare. Altra questione costituzionalmente rilevante posta nei ricorsi è il cumulo di mandati tra Sindaco del comune capoluogo e Presidente della Città Metropolitana. La Corte in alcune sentenze su questioni differenti ha sempre sostenuto che la cumulabilità dei mandati è contraria al buon andamento delle pubbliche amministrazioni e all’esigenza di allargamento della classe politica. Vi è infine la questione sulla quale Filippo Drago con il professore Cariola si erano già trovati di fronte alla Corte Costituzionale che aveva sostanzialmente dato ragione alla loro tesi, ossia la mancanza di parità tra cittadini della stessa provincia, in quanto i soli residenti del Comune capoluogo, eleggendo il loro Sindaco, decidono l’elezione del Presidente della Città Metropolitana. Si saprà dunque l’11 marzo se il Tar Sicilia avrà disponibilità ad ascoltare e a recepire gli argomenti a fondamento della rappresentatività democratica posti dai ricorsi e a sospendere le elezioni delle ex province di giorno 27 aprile chiedendo alla Corte costituzionale di pronunziarsi sulla costituzionalità delle norme con le quali si procede al voto. Conoscendo bene il prof Cariola siamo certi che non si sarebbe imbarcato in qualcosa senza avere validie motivazioni. A questo punto un rinvio sarebbe quanto meno auspicabile anche perché da qualche mese la politica provinciale ha letteralmente perso la testa. Si sono messe in mostra ambizioni che nessuno si sarebbe aspettato. Il tutto per qualcosa che in fin dei conti non significa molto considerando come si andrebbe a votare. Inoltre si perderebbe l'obiettivo principale. Cioè arrivare al voto popolare nel più breve tempo possibile. Già nelle altre regioni ci si sta muovendo e francamente dare la possibilità a qualche sindaco di fregiarsi di questa medaglia senza avere il consenso dell'intera provincia ma solo di una manciata di consiglieri cooptati politicamente ci dispiacerebbe molto.
Modica ed il civismo della Monisteri
Modica ed il civismo della Monisteri
Si parla molto in questi giorni della sindaca Monisteri di Modica che dopo aver tagliato i ponti con Ignazio Abbate, suo mentore nel recente passato, nel tentativo di mantenersi in piedi di fronte ad una opposizione/maggioranza che diventa sempre più motivata cerca strategie fantasiose e difficili da comprendere. E infatti viene criticata dai consiglieri di maggioranza Piero Covato, Giovanni Alecci, Alessio Ruffino, Rita Floridia, Massimo Caruso, Lorenzo Giannone, Leandro Giurdanella, Miriam Franzò, Daniele Scapellato, Giammarco Covato, Paolo Nigro e Elena Frasca che scrivono quanto segue:
“Prendo le distanze dal direttivo provinciale della Dc poiché́ ha dimostrato di non condividere la mia azione
amministrativa e per la mancanza di rispetto verso il mio ruolo. Al contrario nel direttivo regionale della DC
ho sempre trovato interlocutori leali… E’ per questo motivo che oggi il mio progetto politico si pone come
totalmente civico”. Basterebbero già queste affermazioni per capire quale e quanta confusione politica ci
sia nella testa del Sindaco Monisteri Caschetto, che nelle ultime settimane ha dedicato gran parte del suo
tempo a rilasciare interviste e dichiarazioni. In poche righe dice tutto e il contrario di tutto. Non è d’accordo
con la DC però si trova bene con la DC. E quindi lascia la DC per buttarsi nel pieno civismo. In pratica rompe
con l’On. Abbate, vicesegretario regionale vicario della DC, ma contemporaneamente, accompagnata da un
assessore della sua giunta, va alla prima del docufilm sulla vita di Totò Cuffaro. Un colpo al cerchio e uno
alla botte? Non è che per caso il civismo sia un lasciapassare per un eventuale accordo con la sinistra
modicana e pareggiare i conti in consiglio?“ A pensare male degli altri si fa peccato ma spesso ci si
indovina”, diceva il democristiano Giulio Andreotti. Poiché́ noi, consiglieri di maggioranza, siamo stati e
siamo coerenti e responsabili, al contrario di chi si sente depositaria della morale politica e civile, e non
vogliamo certo passare per i carnefici di turno e consacrare come martire la Prima Cittadina, annunciamo
sin d’ora che da parte nostra non ci saranno più̀ risposte ai vari comunicati, alle mille interviste al veleno
camuffate da un finto buonismo e condite da una dose di vittimismo. Il Sindaco Monisteri Caschetto, che
oggi si presenta come folgorata sulla via di Damasco, dimentica o, meglio, vuole dimenticare di aver
ricoperto nei cinque anni precedenti il ruolo apicale di assessore e di essere stata parte attiva di un
progetto politico che l’ha condotta a rivestire il ruolo di Primo Cittadino. Questa è la realtà̀ dei fatti, senza
se e senza ma. Noi consiglieri comunali che rappresentiamo la vera maggioranza (a dirlo sono i numeri e
non i sottoscritti) non ci siamo mai sottratti e mai lo faremo al confronto politico, ma ciò̀ avverrà̀ nell’unica
sede deputata al dibattito politico, l’aula consiliare. Infine un’ultima considerazione: ci fa sorridere la frase
del Sindaco “prendo le distanze…per la mancanza di rispetto per il mio ruolo” pronunciata da chi ha
insultato senza ritegno consiglieri comunali davanti a tutta la città, continuando poi nei giorni successivi ad
alimentare un clima di ostilità̀
Tg del 21 febbraio
Tg del 21 febbraio
Nell'Indice: La guerra in Ucraina. L'inflazione le banche e le banconote false. Servizio. Annullati i concorsi alla Provincia. C'è un ricorso al Tar per le elezioni provinciali. Mal Comune con Cesare Pluchino. I telefoni comunali ultrà moderni. La sanità. I camionisti. Intervista a Stefania Randazzo, archeoclub di Cefalù
Ricorso al Tar
Ricorso al Tar
Il consigliere comunale Genovese, presidente del Consiglio comunale di Ispica, essendo legittimato a occuparsi della questione volendo difendere l’esercizio dei diritti/poteri che gli sono riconosciuti ha deciso di ricorrere al Tar per l’impugnazione, previa sospensione ovvero adozione delle opportune misure cautelari, del Decreto Presidente della Regione Siciliana, 13 febbraio 2025, n. 512/GAB, con il quale sono state indette «per il giorno di domenica 27 aprile 2025 … le elezioni dei Presidenti e dei Consigli dei liberi Consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani nonché dei Consigli Metropolitani di Palermo, Catania e
Messina. Infatti dice Genovese, la Regione siciliana prosegue a mezzo di rinvii delle elezioni e della “promessa”
di una riforma, che sia però “avallata” dallo Stato. Alla fine il Decreto Presidente della Regione 13 febbraio 2025, n. 512/GAB ha indetto «per il giorno di domenica 27 aprile 2025 … le elezioni dei Presidenti e dei Consigli
dei liberi Consorzi comunali di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Ragusa, Siracusa e Trapani
nonché dei Consigli Metropolitani di Palermo, Catania e Messina», doc. 1.
Il sig. Genovese impugna tale atto e chiede – sulle orme di Cass. n. 12060/2013 e della giurisprudenza costituzionale citata –che sia sollevata questione di legittimità costituzionale della normativa di base.
La questione poi diventa molto tecnica ma a chi vi scrive sembra palese una illegittimità nella parte in
cui prevede che il Presidente del Libero consorzio possa essere eletto solo tra i sindaci per violazione del parametro costituzionale già invocato. Inoltre c'è il problema del futuro presidente che giocoforza sarà un sindaco in contrasto co le leggi che proibiscono il cumulo delle cariche. Insomma il prof Agatino Cariola, illustre giurista, ha stilato questo ricorso con grande competenza e c'è il fondato rischio che possa essere accolto. In questo caso le elezioni provinciali verrebbero nuovamente sospese ma questa volta a causa di un ricorso amministrativo. Ci sarebbe quindi più tempo o per comporre le spaccature interno alla maggioranza alla regione oppure per trovare finalmente una soluzione che ci porti ad elezioni vere e non a questa che tra voti ponderati citta metropolitane ed altro sembrano farlocche.
Le vicende legate al Polo petrolchimico
Le vicende legate al Polo petrolchimico
Tg del 19 febbraio
Tg del 19 febbraio
Nell'Indice: Si parla di pace senza l'Ucraina. Rischio zero: incontri nelle scuole. La politica modicana. Ne parla Paolo Nigro. Le grandi manovre per le provinciali. Possibile qualche cambio di casacca. In studio l'archeologa Tramontana di Sicilia Antica. Il caso dei finanziamenti per il risparmio energetico a Ragusa. Intervista agli attori della Godot. In studio Germano Martorana.
Il piano Eni per l’Italia non convince [intervista]
Il piano Eni per l’Italia non convince [intervista]
Si è svolta oggi organizzato dal sindacato regionale della Cgil si è svolta Assemblea pubblica all’ex Ciapi di Priolo, uno dei simboli di quell’industria che non c’è più per discutere sul piano Eni per l’Italia che non non convince . Lo stop agli impianti italiani di etilene e la riconversione annunciati per gli stabilimenti Eni Versalis di Priolo e Ragusa non piace al sindacato. “E’ una scelta miope, scellerata – ha detto il segretario confederale nazionale Pino Gesmundo – che fa saltare un asse strategico e rischia di compromettere l’intero sistema industriale italiano”.
La scelta di Eni, si evince dalle slide proiettate all’inizio della manifestazione, coinvolge in Sicilia 30 imprese della chimica di base, il 10% del totale nazionale e nel complesso. Rischia inoltre di avere ricadute su 727 imprese della filiera, incluse le materie plastiche, che contano 10.366 addetti (dati 2022) con i maggiori insediamenti insediati a Catania, Siracusa e Ragusa (283 unità locali e 6.496 addetti), più le aziende della manutenzione e dei servizi. Il valore aggiunto dei settori indicati (più quello del comparto «minerali non metalliferi), ha generato in Sicilia, nel 2022, oltre 4,2 miliardi di euro, ovvero il 4,7% del totale realizzato in regione. Il valore aggiunto delle imprese del comparto dei prodotti chimici, ha registrato in Sicilia una tendenza espansiva mediamente superiore a quella dell’Italia in complesso.
Per questo la Cgil chiede al governo modifiche sostanziali, con un tavolo ministeriale che assuma la vertenza nel suo complesso, visto l’impatto su tutto il settore industriale e più categorie di lavoratori. “Siamo pronti a stare al tavolo – ha sostenuto Marco Falcinelli, segretario generale nazionale Filctem – ma non per essere complici di una dismissione che peraltro renderebbe il nostro Paese dipendente dall’estero”.
Il timore della Cgil è che la rinuncia alla chimica di base possa avere effetti dirompenti. Nel Paese, tra diretto e indotto, impatterebbe su 20 mila lavoratori, stima il sindacato. Per quanto riguarda la Sicilia, secondo i dati resi noti oggi dalla Cgil, potrebbero venire meno circa 2mila posti di lavoro, tra diretto e indotto nell’area di Siracusa e Ragusa. Un effetto domino travolgerebbe inoltre i settori collegati: dall’alimentazione alla mobilità, dalla comunicazione all’igiene e salute, coinvolgendo oltre 15 mila lavoratori. “E’ assurdo – ha detto Gabriella Messina, segretaria confederale Cgil Sicilia e coordinatrice del dibattito – che questo progetto sia avallato dal Governo nazionale, dal momento che Eni è un’azienda partecipata dallo Stato, e non contrastato dal governo regionale, visti gli effetti devastanti che rischia di avere. Questa industria – ha aggiunto- può avere un ruolo cruciale per realizzare concretamente la transizione ecologica, senza sacrificare il benessere e la coesione sociale. Ad oggi non si hanno invece certezze su eventuali piani di reindustrializzazione”.
Del resto lo ha detto a chiare lettere Falcinelli: “Siamo stanchi di giocare una partita in cui il primo tempo è fatto di chiusure e dismissioni e il secondo non si gioca mai. Per tornare a fidarci e avere credibilità, dunque al tavolo, l’Eni deve cominciare col fare le cose di cui ha parlato in passato e modificare completamente l’attuale piano”.
“La chimica – ha sostenuto Falcinelli – è strategica, lo dicono sia l’Europa che il Governo italiano, allora perché non produrre più etilene e propilene? I mercati – ha aggiunto – sono ciclici, se oggi si perde, domani no. Diciamo no dunque a questo piano. Non possiamo essere complici di una dismissione che metterebbe tutta l’industria in ginocchio. Noi guardiamo agli interessi delle lavoratrici, dei lavoratori e del Paese. Questa invece è una scelta spinta dagli azionisti privati per il loro tornaconto. Ma la finanza – ha sottolineato – non può prevalere sull’industria, il nostro Paese non può consentire scelte di questo tipo”.
Il segretario della Cgil Sicilia, Alfio Mannino, ha chiesto ad Eni di “fare la sua parte”. Poi ha aggiunto: “questa è una vertenza strategica, una battaglia più generale per il futuro dell’industria e dei lavoratori”.
“Dagli incontri tenuti a Ferrara, Brindisi e ora Priolo – ha sostenuto Gesmundo – emerge grande preoccupazione anche da parte di soggetti politici e del mondo dell’imprenditoria. La chimica incide per l’80% ed è trasversale rispetto a tutta l’industria e se salta – ha rilevato – saremmo assoggettati per gli approvvigionamenti ad altri paesi, come Cina e Usa. Chiediamo una strategia industriale, se è vero come dice l’Europa che la chimica è l’industria dell’industria, in cui la chimica di base abbia ancora un ruolo. Il governo in questo contesto – ha sostenuto – deve giocare da protagonista, in un confronto complessivo, con l’obiettivo di non perdere un solo posto di lavoro. Dobbiamo rilanciare, non smantellare”.
Articolo pubblicato su Siracusa oggi a firma di Gianni Catania.
L'intervista a Dipasquale è trasmessa da Teleiblea







