Operazione interforze a Vittoria

Operazione interforze a Vittoria

Nella serata del 13 novembre un’articolata operazione interforze ha interessato il territorio di
Vittoria, finalizzata all’individuazione di fenomeni di diffusa illegalità connessa a reati comuni.
L’importante attività è stata condotta in attuazione di modalità operative di intervento promosse dal
Prefetto di Ragusa, dr. Giuseppe Ranieri, e condivise in sede di Comitato per l’ordine e la
sicurezza pubblica con i vertici provinciali delle Forze di polizia e con i Sindaci di volta in volta
interessati, nell’ambito di una più ampia strategia di contrasto al degrado e al ripristino della
legalità nei contesti urbani, con particolare riferimento ai centri storici.
L’operazione di ieri, che si aggiunge agli ordinari servizi di controllo del territorio settimanalmente
predisposti, ha visto il coinvolgimento coordinato di uomini e mezzi della Polizia di Stato, dell’Arma
dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia Locale di Vittoria, ed ha fatto emergere
situazioni di illegalità e di irregolarità abitativa, secondo un approccio di intervento efficace ed
innovativo che, già sperimentato nel centro storico di Ragusa, sarà ripetuto in altre aree del
territorio provinciale.
Sulla base dei risultati positivi ottenuti nel capoluogo, infatti, è stata costituita una task force
formata da Forze dell’ordine, Polizia Locale, con la collaborazione dell’Agenzia delle Entrate, per
realizzare controlli incrociati, finalizzati al contrasto del fenomeno delle residenze fittizie a
copertura di situazioni di illiceità.
Gli interventi hanno, infatti, riguardato, in primo luogo, la verifica degli affitti irregolari che, oltre a
costituire un danno per l’erario, hanno ingenerato situazioni di degrado e sovraffollamento e, in
taluni casi, di false residenze, al fine di contrastare fenomeni di attestazioni mendaci per il
conseguimento di permessi di soggiorno per motivi di lavoro o per ricongiungimento familiare.
Nel complesso, sono state controllate 8 unità abitative, occupate da 26 stranieri extracomunitari, di
cui 2 irregolari. Fra questi, un tunisino che sarà accompagnato al CPR di Caltanissetta per la
successiva espulsione dal territorio nazionale.
L’operazione, programmata nell’arco di più settimane, intende intervenire anche nel contrasto dello
spaccio di sostanze stupefacenti, della prostituzione, dell’immigrazione irregolare e di altre forme di
microcriminalità, che destano particolare allarme sociale nel territorio di Vittoria.
Il Prefetto di Ragusa ha ringraziato tutti gli operatori delle Forze di polizia, del Comune di Vittoria e
dell’Agenzia delle Entrate per il dispositivo e per l'impegno messi in campo per un'attività di grande
rilievo sul territorio, sottolineando la valenza strategica di tali operazioni interforze, soprattutto in
aree urbane dove più alta è la percezione di insicurezza da parte dei cittadini, anche a causa di
una consistente presenza di migranti in situazioni di irregolarità.


Rendere più sicure le strade provinciali siciliane

Rendere più sicure le strade provinciali siciliane

L'assessorato regionale delle Infrastrutture, mobilità e trasporti, ha approvato il finanziamento di 41 progetti immediatamente cantierabili in tutte le nove province dell'Isola per un totale di oltre 54,9 milioni di euro. Il provvedimento rientra nel piano di manutenzione straordinaria della rete viaria provinciale previsto dalla Manovra ter (articolo 7 della legge regionale 29 del 12 agosto 2025).

«Questi investimenti rappresentano un passaggio fondamentale per garantire ai siciliani una rete stradale efficiente e all'altezza delle esigenze di mobilità contemporanea – afferma il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani – il nostro approccio è pragmatico: meno annunci e più cantieri aperti. Abbiamo voluto dare priorità a progetti già pronti per partire, che possano tradursi rapidamente in benefici tangibili per chi ogni giorno percorre queste arterie. Il criterio di ripartizione adottato assicura che nessuna area resti indietro: puntiamo a un'Isola in cui ogni provincia possa contare su collegamenti adeguati e funzionali alla crescita del proprio territorio».
«Con questo piano – dice l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò – interveniamo in modo concreto sulla sicurezza delle strade provinciali, molte delle quali da anni attendono lavori di manutenzione. Si tratta di risorse che permetteranno di aprire cantieri in tempi rapidi e di migliorare la viabilità in tutte le province, senza squilibri territoriali. L’obiettivo del governo Schifani è restituire ai cittadini infrastrutture più sicure e moderne, favorendo allo stesso tempo lo sviluppo dei collegamenti interni e la crescita economica dei territori».
Le risorse sono state ripartite tra le nove province siciliane, secondo criteri oggettivi che tengono conto per metà della popolazione residente e per metà dell’estensione della rete stradale di competenza, garantendo così una distribuzione equilibrata dei fondi sull’intero territorio regionale.
Nel dettaglio, la provincia di Palermo riceve il finanziamento più consistente, pari a 11,4 milioni di euro (3 progetti), destinati a interventi su diversi tratti delle strade provinciali. Segue la provincia di Catania, con 9,7 milioni di euro (9 progetti), che serviranno per opere di rifacimento della pavimentazione e della segnaletica su numerose arterie provinciali.Alla provincia di Messina vanno 7,2 milioni di euro (7 progetti), con lavori che interesseranno aree diverse del territorio, dalle Isole Eolie ai Nebrodi, passando per le zone Jonio-Alcantara e Tirrenica Centrale, in particolare per interventi di mitigazione del dissesto idrogeologico. La provincia di Siracusa beneficia di quasi 5,6 milioni di euro (7 progetti), destinati a lavori di manutenzione diffusa su tutto il territorio con particolare attenzione alla pulizia delle banchine e alla sistemazione degli impianti di illuminazione.
Per la provincia di Agrigento sono previsti 4,7 milioni di euro (2 progetti), che finanzieranno interventi su vari tratti, alla provincia di Trapani sono stati destinati oltre 4,8 milioni (4 progetti).
Per la provincia di Caltanissetta sono stanziati 4,5 milioni di euro (4 progetti), che riguarderanno gli assi viari del territorio. Alla provincia di Ragusa vanno 3,8 milioni di euro (4 progetti) e, infine, la provincia di Enna riceve 3,1 milioni di euro (1 progetto), destinati anche alla realizzazione di un viadotto al km 7+134, necessario per la riapertura al transito della strada.

“Lavoro e costruzioni in Sicilia, scenari 2025-2030”

“Lavoro e costruzioni in Sicilia, scenari 2025-2030”

Invecchiamento della popolazione in età lavorativa, mancanza di manodopera, soprattutto se qualificata, innovazioni di settore e necessità di uno slancio del percorso formativo. È quanto emerso, sostanzialmente, da “Lavoro e costruzioni in Sicilia, scenari 2025-2030”, lo studio curato, per conto di Fillea Cgil Sicilia, da Cresme Ricerche e presentato nella Sala Piersanti Mattarella dell’Ars a Palermo.  Lo studio è stato  illustrato da Lorenzo Bellicini, direttore di Cresme Ricerche, il quale ha sottolineato come nel quadriennio 2021-2024 il mercato delle costruzioni in Sicilia abbia vissuto una fase fortemente espansiva. Ma con l'esaurirsi degli incentivi per la riqualificazione e, con il 2027, il venir meno anche della spinta Pnrr, viene a disegnarsi uno scenario di frenata per il mercato. Non torneremo al mercato di prima, si scenderà, ma i livelli possono restare importanti rispetto alla fase pre-pandemica. I numeri parlano chiaro: solo per fare un esempio, infatti, i lavoratori iscritti alle Casse edili e il mercato del lavoro nelle costruzioni in Sicilia sono passati dal 36,1% del 2019 al 46% del 2024.“L’intento - spiega Giovanni Pistorio, segretario generale della Fillea Cgil Sicilia - è di offrire questa ricerca alla comunità locale e a tutti coloro che operano per la nostra realtà attraverso il lavoro, poiché dall’analisi e dalla riflessione nascono le condizioni per innescare il confronto e ricercare nuove pratiche organizzative. Il futuro delle costruzioni in Sicilia dipende dalla capacità di formare nuove competenze, rafforzare le imprese, attrarre nuova manodopera. Solo integrando questi tre percorsi e aprendoci al Mediterraneo come spazio di relazioni attraverso il contatto, la Sicilia potrà trasformare le sfide in opportunità e rendere il settore delle costruzioni un motore di innovazione, occupazione e coesione sociale”. Ha aggiunto Alfio Mannino, segretario generale Cgil Sicilia: “Il settore delle costruzioni è un comparto strategico per la nostra regione: può e deve diventare un motore di crescita economica e sociale e non una semplice area di consumo di risorse. Oggi siamo chiamati a mettere in campo nuovi strumenti e politiche, soprattutto nel campo della formazione e della qualificazione professionale. Solo investendo sulle competenze delle lavoratrici e dei lavoratori potremo affrontare le sfide dell’innovazione e della transizione ecologica che stanno trasformando profondamente il mondo delle costruzioni”. Ha concluso Antonio Di Franco, segretario generale della Fillea Cgil nazionale: “Il volume di investimenti che interessa le direttrici ferroviarie Messina-Catania-Palermo e i numerosi interventi Anas, sia di tipo manutentivo che di realizzazione di nuove assi viarie, in aggiunta alle tante opere a completamento delle reti Tpl, in particolare a Catania e Palermo, se non opportunamente monitorato in fase di esecuzione, comporta ingenti rischi per la regolarità del lavoro. È necessario che siano approntate strategie e azioni mirate per il contrasto al lavoro sommerso, ai fenomeni elusivi ed evasivi, al dumping contrattuale, alle attestazioni sulla formazione e sulla sicurezza erogate da enti non certificati e, in generale, al tentativo di una parte del mondo produttivo di comprimere le tutele, a danno dei lavoratori e della concorrenza”. Alla presentazione dello studio ha partecipato anche Giorgio Firrincieli, vicepresidente Ance Sicilia con delega alle relazioni industriali, che ha condiviso la difficoltà di reperire professionalità come tecnici ingegneristici, organizzativi, meccanici, manutentori e tecnici dei processi produttivi e la necessità di incrementare la dimensione delle imprese siciliane.

 


Uomini autori di violenza:

Uomini autori di violenza:

Sebbene la violenza maschile contro le donne rappresenti un fenomeno largamente diffuso, ancora oggi risulta di non facile identificazione. Questo perché le relazioni tra uomini e donne sono caratterizzate da uno squilibrio di potere indiscusso che affonda la sua origine nella storia e nella cultura dell’umanità. Il processo di emancipazione e l’acquisizione di diritti hanno trasformato gradualmente il ruolo sociale e familiare della donna, causando la rottura dell’ordine patriarcale e facendo crollare quella netta suddivisione tra sfera privata e sfera pubblica sulla quale ha retto per millenni la superiorità del maschile. Oggi la violenza che agita gli uomini nei confronti delle donne può essere letta come il rifiuto ad attribuire loro una libertà inedita nel tentativo, spesso disperato, di ristabilire la supremazia del maschile. E’ la base di partenza da cui muove l’organizzazione del convegno promosso per venerdì 14 a palazzo della Provincia, a Ragusa, a partire dalle 10, dal dipartimento Famiglia di Forza Italia dell’area iblea sul tema “Uomini autori di violenza: quali strumenti di contrasto e strategie di prevenzione?”. Il convegno, che si rivolge a forze dell’ordine, psicologi, assistenti sociali, avvocati, medici e insegnanti, con il patrocinio dello stesso ente provinciale di viale del Fante, vedrà gli interventi del questore di Ragusa, Marco Giambra, del sindaco di Modica, Maria Monisteri, della coordinatrice provinciale Azzurro donna Sabrina Micarelli, della senatrice Daniela Ternullo, responsabile del dipartimento Famiglia presso il Senato della Repubblica. A concludere gli interventi il segretario provinciale di Forza Italia, Giancarlo Cugnata. A organizzare l’appuntamento Giusy Caccamo, responsabile provinciale del dipartimento Famiglia Forza Italia in provincia di Ragusa e responsabile della casa protetta “La forza della vita” che relazionerà su “La gestione della condotta maltrattante nella casa protetta: il fenomeno della violenza assistita”. Le altre relazioni saranno curate da Giovanna Blanco, psicologa e psicoterapeuta, responsabile del “Nucleo trattamento maltrattanti Donne a Sud” che parlerà de “I percorsi di recupero degli autori di violenza: un viaggio nella complessità psico-educativa” e da Rossana Caudullo, avvocato, responsabile centro antiviolenza Donne a Sud, sul tema “Responsabilità e cambiamento: il ruolo dei centri antiviolenza nel percorso di recupero degli uomini autori di violenza” oltre che dall’avvocato Neva Guccione, consulente legale casa protetta “La forza della vita”. “Durante il convegno – afferma la dottoressa Caccamo – vogliamo discutere dell’importanza di un approccio multidisciplinare che coinvolga giuristi, psicologi e operatori sociali per confrontarci sugli interventi giuridici ed educativi già attivi e quali nuove strategie adottare per contrastare la condotta maltrattante”.


E' già Natale?

E' già Natale?

Mancano ancora 45 per Natale ma a Ragusa siamo già pronti per la festa più bella dell'anno. Forse è un po' troppo ma lo zelo amministrativo non può rischiare di farsi coglier in castagna. Nel passato abbiamo atteso l'8 di dicembre, che è la data canonica per l'accensione delle luminarie, per vedere se il Sindaco ci aveva pensato in tempo o no. Ma quelli era tempi grami e il comune doveva raschiare il barile dei conti  per affittare un po' di luminarie. Ma nell'era Cassì tutto è sprint e smart e, perchè no,... costoso.    “Anche quest’anno abbiamo lavorato per tempo all’organizzazione di un Natale coinvolgente; per dare continuità alla lunga stagione di eventi che hanno reso Ragusa ancora più attrattiva, dalla scorsa primavera fino a questi ultimi weekend" ha detto il Sindaco.
Permettetemi un piccola riflessione. E' vero che chi ha tempo non aspetti tempo e quindi pensarci 45 giorni prima può essere comprensibile. Ma a me sembra troppo. Si rischia di far mancare l'atmosfera quando è giusto che ci sia. Tutte quelle luminarie senza il cosiddetto "spirito di Natale" che nel giorno di San Martino è difficile trovare. Era meglio aspettare un po' magari fino al primo dicembre.
Ma forse il ricco calendario di iniziative messe su dall'amministrazione non poteva aspettare. Il  metodo ormai adottato da tempo di  offrire sempre più spettacoli e manifestazioni sembra aver dato risultati ed ora serve ancora di più visto i possibili impegni elettorali.
Il calendario verrà presentato pian piano fino alla pubblicazione del programma completo.
Ma per iniziare  ci saranno :
- Ibla: Christmas Village, Mercatini di Natale ai Giardini, Giostra storica dei cavalli, la magia del Presepe vivente;
- Centro: Ragusa Fest Food, Pista di Pattinaggio, Luna Park per bambini e la Festa di Capodanno;
- Marina: Cuccia Party, Teatro delle Marionette, Tombola Vivente e gli immancabili Tuffi di Capodanno.
Vaiiiii


Schifani: No alla presenza della nuova Dc in giunta

Schifani: No alla presenza della nuova Dc in giunta

Le pressioni politiche su Schifani devono essere state particolarmente pesanti tanto che il "fortino" che è stato costruito intorno alla sua giunta ha incominciato a traballare e cosi il presidente, oggi, ha dovuto dichiare: "Alla luce del quadro delle indagini che sta emergendo, riguardanti l’ex presidente della Regione Salvatore Cuffaro, ritengo doveroso riaffermare la necessità che il governo regionale operi nel segno della massima trasparenza, del rigore e della correttezza istituzionale, principi che rappresentano il fondamento stesso della buona amministrazione. In questa prospettiva, e fino a quando il quadro giudiziario non sarà pienamente chiarito, ritengo non sussistano le condizioni affinché gli assessori regionali espressione della Nuova Democrazia Cristiana possano continuare a svolgere il proprio incarico all’interno della Giunta regionale».  Probabilmente in altri tempi e con altri personaggi meno eminenti non ci sarebbero stati tremori ma quando si tratta di elementi così importanti nel quadro politico siciliano occorreva una presa di posizione significativa.  E' però bene dire che in Italia, in ambito giudiziale, si dovrebbe partire dalla presunzione di innocenza ma i tribunali mediatici hanno gia espresso le loro sentenze inappellabili.  Ci hanno messo di mezzo anche l'Intelligenza Artificiale che ha riempito i siti di scenette con Cuffaro che fa dichirazioni sui famosi cannoli o sulle intercettazioni. Schifani quindi doveva per forza intervenire «La nostra vuole essere una decisione improntata al senso di responsabilità, alla tutela della credibilità dell’istituzione e al rispetto dei siciliani, che confidano in un’amministrazione trasparente e coerente con i valori di correttezza e rigore che devono sempre ispirare l’azione pubblica. Questi valori costituiscono il cardine etico e politico su cui si regge il fondamento della mia azione politica per rappresentare l’interesse collettivo con autorevolezza e trasparenza». «Non si tratta - aggiunge Schifani - di una decisione di parte, né di un giudizio sulle persone, alle quali va il mio personale ringraziamento per l’impegno, la dedizione e il contributo offerto finora, ma di un atto di responsabilità politica e morale. In momenti come questo, chi ha l’onore e la responsabilità di rappresentare i cittadini deve saper anteporre il bene collettivo e la credibilità delle istituzioni a ogni altra considerazione».  Per la cronaca gli interrogatori degli inquisiti si svolgeranno nei prossimi giorni e poi i giudici dovranno decidere se proseguire o no.  Schifani però si rende conto che la sua maggioranza è quanto mai traballante e conclude con un appello ai Democristiani siciliani: «Ringrazio i parlamentari per la loro consolidata lealtà politica e parlamentare ed auspico che essi continuino a sostenere i provvedimenti dell’esecutivo regionale, nell’interesse superiore della Sicilia e dei cittadini che rappresentiamo, nella convinzione che la responsabilità e la coesione istituzionale debbano prevalere su ogni altra considerazione. Solo così sarà possibile proseguire nel lavoro di governo con la necessaria serenità, chiarezza e coerenza rispetto ai valori di legalità e buon governo che tutti siamo chiamati a difendere». Le funzioni degli assessorati della Famiglia e della Funzione pubblica sono state assunte ad interim direttamente dal presidente Schifani.

Per le dimissioni del presidente Schifani

Per le dimissioni del presidente Schifani

La Federazione provinciale del Partito Democratico di Ragusa, ieri mattina con un proprio presidio davanti all’Ospedale Giovanni Paolo II, ha aderito alla mobilitazione regionale promossa dalla segreteria del PD Sicilia per denunciare lo scandalo che ha travolto il sistema sanitario regionale e per chiedere le dimissioni del presidente Renato Schifani.
Dal presidio davanti all’ospedale di Ragusa è partito un messaggio chiaro: la sanità siciliana, ridotta in questi anni a terreno di scambio politico e di lottizzazione, deve tornare a essere un diritto universale garantito a tutti i cittadini.
Gli scandali emersi in questi giorni con le indagini sul famigerato “sistema Cuffaro” stanno solo confermando ciò che il Partito Democratico denuncia da tempo: un sistema di potere che ha utilizzato la salute dei siciliani per costruire consenso e clientele, piegando le nomine e le risorse pubbliche a logiche di appartenenza e non di competenza.
“Non si tratta soltanto di vicende giudiziarie che andranno affrontate nelle sedi competenti - afferma Angelo Curciullo, segretario provinciale del PD di Ragusa - ma di una questione etica e politica che riguarda la qualità della nostra democrazia. Chi governa la Regione ha trasformato la sanità in uno strumento di potere e ha tradito il principio di uguaglianza sancito dalla Costituzione. Per questo chiediamo con forza a Renato Schifani di assumersi le proprie responsabilità e di lasciare la guida del governo regionale”.
Durante il presidio sono intervenuti amministratori, dirigenti e rappresentanti locali del Partito Democratico e si è registrata la presenza di una delegazione della CGIL che si ringrazia per l’adesione all’iniziativa. Presenti anche il sindaco di Pozzallo Roberto Ammatuna e il parlamentare regionale PD ARS Nello Dipasquale. Si è sottolineata la necessità di un cambio radicale di rotta: più trasparenza nelle nomine, investimenti nella sanità territoriale, sostegno agli operatori che ogni giorno garantiscono i servizi nonostante le carenze e le disfunzioni del sistema.
“La Sicilia merita un governo pulito, competente e vicino ai cittadini - ha dichiarato Peppe Calabrese, capo della segreteria regionale del PD - non una banda di nominati e di affaristi che usano la sanità per raccogliere voti. Il Partito Democratico continuerà la mobilitazione e sosterrà, insieme al gruppo parlamentare all’ARS, ogni iniziativa utile a restituire ai siciliani una sanità pubblica degna di questo nome”.

Il ponte di Cammarana secondo Aiello

Il ponte di Cammarana secondo Aiello

Il Sindaco di Vittoria, Francesco Aiello, interviene con decisione sulla  vicenda del Ponte di Cammarana, al centro di polemiche e attacchi da più  fronti, precisando la posizione dell’Amministrazione comunale e chiarendo le motivazioni alla base della scelta progettuale imposta dagli enti sovraordinati.
“Da più parti arrivano attacchi sulla ricostruzione del ponte di Cammarana – dichiara il Sindaco – ma nessuno evidenzia un fatto essenziale: che il ponte è stato trascinato via dalla piena del fiume e tra l'altro occorre precisare che tale evento si è registrato per l’accumulo di detriti e materiale vegetale, drenato dagli argini non bonificati del fiume stesso. Non si capisce perché oggi debba diventare, improvvisamente, solo ed esclusivamente pedonale. È giusto che i cittadini sappiano come stanno le cose. Le somme messe a disposizione dalla Regione siciliana e dal Libero Consorzio Comunale di Ragusa non sono adeguate a realizzare un ponte carrabile. Ci è stato detto,
in sostanza: “o vi accontentate così, oppure perdete i finanziamenti”. Ecco la verità. Una scelta imposta, che somiglia molto a un ricatto istituzionale”. Il Sindaco spiega come questa decisione rappresenti una limitazione grave per il territorio: “Noi non ci stiamo. Il benessere e lo sviluppo della nostra  comunità non si barattano. Questo modo di agire, che taglia fuori Vittoria e Scoglitti, è inaccettabile. È un atteggiamento che appare voluto e calcolato, anche alla luce dell’imminente apertura di una struttura ricettiva e del campo di golf che avrebbe bisogno di un collegamento carrabile per garantire economia, turismo e occupazione, non solo su un fronte, ma su
entrambi i territori. Aiello ricorda che la questione riguarda anche il ponte sul fiume Ippari, da  anni confine amministrativo tra Vittoria e Ragusa: “Fino a poco tempo fa — aggiunge — il ponte consentiva il regolare attraversamento anche ai veicoli, garantendo collegamenti essenziali per i cittadini e per le attività economiche della zona. Dopo il crollo della   struttura, abbiamo atteso con fiducia un progetto di ricostruzione adeguato, ma ci ritroviamo oggi un’unica autorizzazione per un piccolo ponte pedonale. Il paradosso è che per la ricostruzione del ponte sulla Santa Croce – Vittoria la soluzione si è prontamente trovata, per il ponte di Cammarana
no. Una situazione che considero inaccettabile per una comunità che ha  diritto alla piena mobilità e alla pari dignità territoriale. Ci sono gruppi  d’interesse che volutamente vogliono tagliare fuori Scoglitti dal territorio ragusano. Ci vogliono isolare”.
Aiello richiama inoltre l’attenzione su una vicenda rimasta irrisolta da anni: “Il Comune di Ragusa e la Provincia devono spiegare meglio all’opinione pubblica come mai, a distanza di  anni dal pericolo di frana del promontorio
di Cammarana, nulla sia stato fatto. Nel 2009 l’allora Sindaco di Ragusa,  Tel. 0932*514216 - 514290 Fax 0932*862545e-mail: ufficiostampa@comunevittoria-rg-it oggi deputato all’ARS Nello Dipasquale, aveva ottenuto un finanziamento
di 700 mila euro (finanziamento messo a disposizione dal Ministero del mare) per un primo stralcio, affidando la progettazione e la messa in sicurezza sia di consolidamento a terra e a mare e dopo che Dipasquale ha concluso il suo mandato, dell'argomento non si è più parlato. Le  amministrazioni che si sono succedute non si sono minimamente interessate alla questione.
Il Sindaco ribadisce infine la sua posizione con fermezza: “Gli attacchi che  arrivano in questi giorni sono strumentali e privi di fondamento. Qualcuno prova a distorcere la realtà per colpire chi difende soltanto il diritto di una comunità a non essere dimenticata. Ma io non indietreggio di un passo: continuerò a battermi con determinazione per restituire dignità, centralità e
rispetto a questo territorio”.  E conclude con parole dure verso le istituzioni regionali e provinciali:
“Siamo stanchi di questo tira e molla, dei fondi annunciati e mai sufficienti, delle decisioni prese nei palazzi e non nelle sedi istituzionali, di concerto fra le parti interessate lì dove si assumono decisioni che hanno un’immediata influenza sull’economia e le dimensioni civili e sociali di interi territori. Consentire l’accesso in auto al Museo solo dalla parte ragusana è intollerabile. Le regole devono valere per tutti. E noi non siamo disposti a subire soprusi da parte di nessuno.  Per questo difenderemo con forza e orgoglio la dignità del nostro territorio e della nostra comunità. La Sicilia vera non si piega ai compromessi: si rialza, lotta e pretende rispetto”.


A Ragusa piove. Poco, per fortuna

A Ragusa piove. Poco, per fortuna

In queste ore  la Sicilia è colpita da un’ondata di maltempo che sta causando allagamenti e disagi in molte aree dell’isola, e anche Ragusa non fa eccezione. Una nota dei Giovani Democratici lamenta una situazione molto diffcile nella Zona Industriale  dove, dicono,  basta un acquazzone di pochi minuti per trasformare l’incrocio tra viale 15 e viale 17 in una vera e propria laguna, confermando una carenza strutturale mai affrontata con interventi risolutivi.  Ma anche in pieno centro la situazione a volte puo diventare difficile. Per fortuna, oggi,  la pioggia vera è durata poco e non si è trasformata in nubifragio causando vasti allagamenti come è accaduto ad esempio nell'area ipparina. La foto parla da se. La famigerta via Archimede( famigerata solo quando si parla di grandi piogge) si presenta con un'immagine impressionante. Praticamente dalle parti di Viale dei Platani ci sono dei tombini che si trasformano i geyser con getti d'acqua alti un paio di metri. Ci dicono che il fenomeno è causato dal fatto che in quella zona si incrociano delle tubature sinterrate con differenti diametro e portata. Il fiume d'acqua che incanalato sotto strada verso la ferrovia, trovando dei restringimenti, non può fare altro che sfogare il suo impeto verso l'alto facendo saltare dei tombini. Non è di per se una cosa pericolosa ma viene rilevata da diversi anni. Ci chiediamo come è possibile che non si sia fatto nulla per risolvere il  problema.


A Bruxelles per due i termovalorizzatori

A Bruxelles per due i termovalorizzatori

Confronto con la Commissione Ue sul Piano rifiuti della Sicilia.
Il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, ha incontrato oggi a Bruxelles la commissaria europea per l’Ambiente, Jessika Roswall, per un confronto sul Piano regionale dei rifiuti. L’appuntamento, in agenda da tempo e fortemente voluto dal governatore, rappresenta un passaggio cruciale nei rapporti tra la Regione e l’Unione europea su uno dei temi più strategici per il futuro dell’Isola: la gestione sostenibile dei rifiuti.
Al centro del colloquio, l’allineamento del piano siciliano con gli obiettivi e le normative comunitarie, in particolare in materia di economia circolare, recupero di materia e valorizzazione energetica degli scarti attraverso i due termovalorizzatori previsti. Schifani ha ribadito la piena disponibilità del governo regionale a collaborare con la Commissione europea, assicurando trasparenza, conformità alle direttive e determinazione nel procedere lungo il percorso tracciato.
La commissaria Roswall ha espresso apprezzamento per l’impostazione complessiva del Piano, sia per quanto riguarda la gestione dei rifiuti urbani sia per quella dei rifiuti speciali, riconoscendo l’impegno della Regione nel modernizzare il sistema di smaltimento e nel promuovere un modello di sviluppo più sostenibile. La decisione ufficiale della Commissione europea sul Piano è attesa nelle prossime settimane.