Siamo il Centrodestra ! Vogliamo una Ragusa migliore.
Siamo il Centrodestra ! Vogliamo una Ragusa migliore.
Il candidato sindaco Giovanni Cultrera, ha chiuso, con il suo intervento, la presentazione dei 24 candidati del partito di Giorgia Meloni nelle Amministrative del 28 e 29 Maggio. E torna sulla triste vicenda del disabile costretto a non poter visitare il museo appena riaperto “Quanto accaduto alla riapertura del museo a Ragusa, dove per una disabile è stato impossibile entrare per la mancanza di un accesso dedicato, è la sintesi tangibile di 5 anni di amministrazione Cassì e di questi suoi ultimi giorni: approssimazione, scarsa attenzione alle esigenze reali, pressapochismo, inaugurazioni e azioni farlocche”. Lo ha detto ieri sera, Giovanni Cultrera, candidato sindaco del centrodestra a Ragusa, durante la presentazione della lista di Fratelli d’Italia.
E il brutto di quanto accaduto qualche ora prima al museo, con una disabile in carrozzella rimasta fuori senza che chi rappresenta l’amministrazione di palazzo dell’Aquila, si sentisse, quanto meno, in dovere di chiedere scusa -tutto documentato da un video ormai virale in rete- è stato solo uno dei passaggi del suo intervento nell’assise aperta da Alessandro Sittinieri, coordinatore cittadino di Fratelli d’Italia nel capoluogo ibleo, proseguita con gli interventi di Giorgio Assenza, capogruppo di Fratelli d’Italia all’Assemblea Regionale Siciliana e di Salvo Sallemi, vicecapogruppo di Fratelli d’Italia in Senato. Una ‘festa’ per i 24 candidati della lista ed il momento di incontro con il candidato sindaco, Giovanni Cultrera. “Su cui puntiamo - ha detto Sittinieri - per la sua capacità di scrivere una Ragusa migliore”, dopo 5 anni di una città]vissuta alla giornata, senza idee a e slancio. Giorgio Assenza, non ha lesinate, seppure con eleganza, critiche al sindaco attuale, ad esempio, su
quanto non fatto in questi giorni delicati sul futuro dell’aeroporto di Comiso, durante i quali il primo cittadino uscente ha cercato interlocuzioni non
essenziali mentre lo stesso Assenza ha agito per avere risposte reali che hanno tenuto in vita l’aeroporto. Un agire, quello del sindaco uscente di
Ragusa, che è paradigma di 5 anni di governo della città: “Giovanni Cultrera è la scelta per invertire una rotta che degrada Ragusa”, ha detto Assenza.
Anche Salvo Sallemi, non ha lesinate critiche, ricordando a Cassì la parola che lui stesso gli diede e mantenne cinque anni fa nel sostenerne
la candidatura, ricordandogli di converso il comportamento del sindaco uscente nei confronti del suo partito in questi anni, culminato con
l’ingratitudine e il voltafaccia di questi ultimi mesi, dicendo che per Cassì i partiti sono buoni solo quando viene a bussare a Roma o a Palermo, salvo
poi proclamare e adoperare quotidianamente un civismo mellifluo e di facciata. “Giovanni Cultrera - ha detto Sallemi - è una scelta basata sulla
voglia e la certezza che Ragusa torni ad essere Ragusa”. Sulla sua capacità di conoscere la Città, di saperne e avvertirne esigenze e bisogni, sogni e
prospettive, ambizioni e possibilità; di volere ascoltare i Ragusani facendo in modo che Ragusa torni protagonista in Sicilia e nel Paese come non è più,
dopo tanta mediocrità. Quella “mediocrità da cancellare subito”, ha detto, Giovanni Cultrera. Ha ribadito che il suo, è un programma condiviso per ridare slancio a
Ragusa, rifarne un centro motore dell’economia e del turismo, un punto di riferimento, valore reale e assoluto com’era e come non è stato più, con un
calo simile ad un crollo nell’ultimo lustro. Poi le parole di elogio spesi per l’assessore designato di Fratelli d’Italia, Pasquale Spadola, i 24 candidati
della lista candidati al consiglio di Palazzo dell’Aquila, per l’impegno che tutti e 24 stanno profondendo nel sostenere la sua candidatura così come i loro
leader Giorgio Assenza e Salvo Sallemi. E per la capacità che hanno Fratelli d’Italia e la sua leader, Giorgia Meloni, nel percorso di ripresa del Paese.
Cultrera ha vissuto un’altra manifestazione di afflato e condivisione con Ragusa; la condivisione di una visione del domani della Città migliore e più
vera. “Ragusa siamo Noi”, ha detto Cultrera mostrando l’orgoglio di ognuno pere la propria terra, prima di salutare la serata, insieme ai 24 candidati e alle
rappresentanze parlamentari, intonando l’Inno Nazionale
https://www.youtube.com/watch?v=ryre9sMc3mA[/embedyt
Visita al Museo Archeologico per il 7 maggio
Visita al Museo Archeologico per il 7 maggio
Non voglio scendere in polemica con argomenti che riguardano la riapertura del Museo. E' vero ci sarebbero voluti ancora una trentina di giorni per completare i lavori da ogni punto di vista ma capisco che l'occasione era ghiotta e il Sindaco ne ha approfittato cedendo alle spinte provenienti da più parti.. La piccola cerimonia di ieri ha quindi dimostrato una cosa, senza ombra di dubbio, i Ragusani volevano i proprio museo e lo dimostra il fatto che, oltre naturalmente alle autorità, c'erano tante persone ad assistere al taglio del nastro. E così sotto l'egida del parco di Camarina, insieme all'associazione dei medici in pensione, la ProLoco di Ragusa ha organizzato per domenica 7 maggio una visita del Museo potendo contare su una guida d'eccezione, l'archeologo Giovanni Distefano che accompagnerà i visitatori tra le vetrine e le ricostruzioni spiegando, passo dopo passo, la storia della nostra terra attraverso tali testimonianze. L'ingresso è gratuito perchè la prima domenica di ogni mese, bontà dell'assessorato regionale, i musei siciliani si possono visitare gratuitamente. L'appuntamento è per la 10,30 all'ingresso di via Natalelli. In caso di affluenza maggiore alle aspettative, l'amico Giovanni Distefano, dimostrando quanto amore ha per questa struttura farà un secondo giro intorno alle 12.00 . Insomma chi non ricorda più cosa contiene il nostro Museo archeologico può approfittare dell'occasione, gratuitamente.
Si chiude la vicenda di “Casa Sicilia” a Cannes. Ma...
Si chiude la vicenda di “Casa Sicilia” a Cannes. Ma...
Come comunicato alla Regione dall’Avvocatura dello Stato, la Absolute Blue SA non ha impugnato la decisione dei giudici amministrativi e quindi la sentenza del 9 marzo emessa dal Tar Sicilia è passata in giudicato e diventa pertanto definitiva. Il Tar Sicilia aveva respinto il ricorso della società contro il provvedimento adottato dall’amministrazione regionale, a seguito dell’accertamento disposto dal presidente della Regione, con il quale era stato annullato l'affidamento diretto delle iniziative di “Casa Sicilia” . Con quella pronuncia era stata dichiarata la legittimità del provvedimento di autotutela, adottato su richiesta della presidenza della Regione, perché l’aggiudicazione era avvenuta senza gara, in violazione del Codice degli appalti. Ma è pur vero che non si può ignorare il danno fatto alla nostra immagine dalla disastrosa gestione dell’assessorato al Turismo dove resta ancora in piedi la vicenda See Sicily, le cui irregolarità e violazioni del codice degli appalti rilevate dall’Audit sono state denunciate in conferenza stampa e alla Corte dei Conti”. In molti avevano apprezzato la possibilità di promuovere le bellezze della Regione in momenti difficili come nella pandemia. I rilievi e le irregolarità evidenziati dall’Audit della Regione relativamente alla gestione della comunicazione e dei posti letto sono troppo evidenti per passarci sopra come se nulla fosse. Il movimento 5 stelle ha chiesto che della vicenda si occupi l’Ars con un seduta ad hoc nella convinzione che i siciliani abbiano il diritto di conoscere la verità dalle voci del presidente Schifani e dell’assessore Amata. Attendiamo la risposta dal presidente dell’Ars Galvagno a cui abbiamo ribadito la richiesta”.
Il telegiornale di Teleiblea del 24 aprile 2023
Il telegiornale di Teleiblea del 24 aprile 2023
Nell'indice: La festa di san Giorgio a Modica. La protesta per l'aeroproto di Comiso. Interviste. La risposta dell'on Assenza. La presentazione della lista di Fratelli d'Italia. Intervista a Giovanni Cultrera. Il programma del candidato Schininà. Riapre il Museo di Ragusa. Polemiche per la fruibilità. Intervista a Cassì. In studio Giovanni Battaglia candidato con la lista Partecipiamo. Lo sport.
Solo un piccolo malinteso economico!!
Solo un piccolo malinteso economico!!
La Sac cerca di discolparsi dalle responsabilità che in tanti vorrebbero addossarle. Non si sa molto sui motivi che hanno portato Ryanair ad abbandonare dall'oggi al domani l'aeroporto di Comiso, in cui operava praticamente in regime di monopolio; e, proprio per il monopolio della compagnia irlandese su Comiso, l'abbandono e' stato ancora piu' doloroso. L'amministratore Nico Torrisi, nega che la colpa sia della Sac: "Non intendo entrare in polemica con Ryanair che e' un vettore strategico di importanza fondamentale che lavora benissimo con noi come ovunque in Europa", ha detto all'agenzia AGI "La scelta di lasciare Comiso secondo me - aggiunge - e' frutto di un "malinteso commerciale". Ci sarebbe stato un accordo condiviso ma ancora non firmato tra le parti e su cui, stando al continuo richiamo alla normativa nazionale e comunitaria che si e' sentito in questi giorni, potrebbe avere giocato un ruolo decisivo l'interpretazione di aspetti commerciali di diverso trattamento in Irlanda e in Italia. Ora, diciamo noi, si può distruggere una stagione turistica, rovinare l'immagine della Sicilia a livello internazionale otre all'immenso danno economico per quello che Torrisi, candidamente, chiama un "malinteso economico"? C'è da vergognarsi prima di tutto. Intanto la prima cosa da fare sarebbe ritirare la concessione alla Soaco e quindi alla Sac per manifesta incapacità a gestire l'aeroporto che, in 10 anni, è andato praticamente sottozero e anche se si potesse recuperare qualcosa con una nuova compagnia i danni sarebbero incolmabili. Sappiamo che nessuno mai penserà a questa soluzione che secondo noi sarebbe l'unica realistica per poi ripartire. Come nel calcio. Intanto che per non staccare la spina, insieme alla regione ci si è mossi per dare risposte al territorio che non meritava questo trattamento. Sull'accordo con un'altra compagnia si starebbe ancora lavorando, come pure sul diversificare l'offerta di vettori che possano viaggiare da e per Comiso, fatto che costituirebbe un vantaggio per il sud est siciliano. L'accelerazione su Aeroitalia che dovrebbe volare da Comiso e' stata possibile anche per l'impegno del presidente della Regione, Renato Schifani. secondo il quale Aeroitalia e' una boccata di ossigeno per un territorio era stato piantato in asso". Torrisi aggiunge: con alcuni altri vettori abbiamo degli accordi da ufficializzare per prossima stagione 'winter' e 'summer', speriamo di riuscire a recuperare qualcosa anche per questa stagione". Le polemiche di queste ore per le dimensioni della flotta di Aeroitalia, secondo Torrisi, sono fuori luogo: "Sia chiaro, abbiamo tantissimi vettori su Catania, anche di piccole dimensioni e lavoriamo con piena soddisfazione. Non ci si immagini che i vettori abbiano la dimensione di Ryanair! Come ho detto stiamo trattando con tutti - sottolinea ancora all'AGI Nico Torrisi -, anche con le compagnie primarie per volare su Comiso, e lo stiamo facendo non da ora ma da tempo".
C'e' anche la questione della cosiddetta continuita' territoriale. "La Regione sta facendo bene, imprimendo una accelerazione anche con Enac per fare il bando sulla continuita' territoriale". Potrebbe essere pubblicato a breve dall'Enac, il bando per l'affidamento di circa 20 milioni di euro dei fondi volti a garantire la continuita' territoriale per i prossimi due anni.
Pronti a spostare la protesta all’Aeroporto di Catania
Pronti a spostare la protesta all’Aeroporto di Catania
L''aeroporto di Comiso l'unico realizzato, partendo da zero, negli ultimo 20 o 30 anni sta vivendo attimi difficilissimi che potrebbero portarlo alla chiusura definitiva. Il caso è scoppiato all'improvviso qualche giorno fa quando la Ryanair dopo aver disdetto la conferenza stampa di presentazione delle nuove rotte estive per Catania e Comiso, accusando la Sac che gestisce ambedue gli scali di poca serietà e di non rispettare i patti, ha cancellato tutti i voli da e per l'aeroporto ibleo.
Questa mattina, come previsto e su convocazione del PD provinciale, si è svolta una manifestazione di protesta davanti alle porte d'ingresso del terminal per segnalare ai vertici regionali l'incongruenza della decisione presa dalla compagnia irlandese. Secondo quest'ultima, coeme dicevamo è stata la Sac a non rispettare gli accordi per i catanesi invece le richieste del vettore erano esose e non rispettose del regime di parità con le altre realtà operanti sul territorio e per questo motivo, a poche ore dalla firma del contratto, hanno cercato di rimodulare l'accordo. Abbiamo fatto notare che ci sono delle incongruenze. Ryanair mai e poi mai avrebbe preparato le schede delle destinazioni senza un accordo preciso. Se le condizioni richieste da Ryanair erano irrispettose nei confronti di altri vettori a Comiso, ci piacerebbe sapere chi vola su quest'aeroporto a nostra insaputa. Se invece la lamentela riguarda tutti, anche quelli che atterrano a Catania, vorremmo sapere perchè a Fontanarossa le richieste si possono accettare e a Comiso no. Ma torniamo al sit in di questa mattina Nello Dipasquale, parlamentare del Partito Democratico all’Assemblea Regionale Siciliana, ha dichiarato: “Quello che sta succedendo all’Aeroporto Pio La Torre di Comiso, con la decisione di Ryanair di lasciare lo scalo all’apertura della stagione estiva, è grave e insensato rispetto anche a quanto accade in altre realtà: sembrerebbe una scelta deliberata per danneggiare questo territorio”. Così l’on.
“Le rotte previste da Ryanair su Comiso per la stagione estiva erano in totale sette - spiega Dipasquale - mentre altrove la situazione è completamente diversa: a Trapani, un altro aeroporto minore, le rotte della compagnia irlandese sono 24. Dopo la sospensione dei voli la presidenza della Regione Siciliana informato che a subentrare a Ryanair su Comiso, dal 15 maggio, sarà AeroItalia con le tratte per Forlì, Bergamo e Fiumicino… È del tutto evidente che questa non può essere considerata in alcun modo una soluzione, considerando, poi, che la tratta AeroItalia per Forlì era già presente prima della rottura tra SAC e Ryanair”.
“La verità è una e una sola - continua l’esponente dem - gli aeroporti minori di Sicilia hanno bisogno di un piano strategico regionale complessivo, una strategia unica e, come accade in tutti gli aeroporti minori del Paese, la Regione deve stanziare dei fondi specifici per avviare un confronto con le compagnie aeree e stabilire le rotte per ogni scalo in modo preciso e costante. In altre regioni d’Italia spendono ogni anno decine di milioni di euro per sostenere gli aeroporti minori e, frequentemente, solo per Ryanair”.
“Servono soluzioni, servono subito - conclude Dipasquale - e se non dovessero arrivare il Partito Democratico è pronto a spostare la protesta all’Aeroporto di Catania”.
Plaudiamo a questa ultima dichiarazione infatti, poichè crediamo che in questa storia molte colpe siano della Sac, occorre indirizzare la protesta in modo mirato, al vero responsabile ( sempre secondo noi).
Riaperto il museo archeologico di Ragusa
Riaperto il museo archeologico di Ragusa
E' stata una battaglia culturale, magari piccola visto che si trattava d un semplice museo che mostra la sua età ma è un patrimonio di questa città e io devo ringraziare tutti quelli che si sono spesi per arrivare a questo risultato e cioè la riapertura del Museo Archeologico di Ragusa. C'era stata ad un certo punto l'idea di tralasciare questo sito a causa di alcune difficoltà logistiche a partire dalle uscite di sicurezza all'impianto antincendio, anche in vista della apertura dello spazio espositivo del Monastero del Gesù, ma per fortuna la tenacia di gruppi locali, esponenti della cultura e di qualche giornalista, non dimenticando però la disponibilità dell'amministrazione, è prevalsa sul temuto oblio. E così questa mattina si è svolta una semplice cerimonia, con tanto di taglio di nastro, alla presenza delle autorità, di alcuni consiglieri comunale ed di molti cittadini vogliosi di rivedere il Museo. Per inciso dobbiamo dire che vi sono esposti reperti di eccezionale valore, insieme a puntuali ricostruzioni ed infine, ma questo è un piacere personale riparlarne, alla stele del Guerriero di Castiglione. Brevi gli interventi di Mimmo Buzzone, direttore del Parco e quindi del Museo, del Soprintendente DiMarco, dell'assessore Clorinda Arezzo e del Sindaco Cassì. La promessa di tutti è che bisognerà spendersi per riconquistare lo spazio culturale che compete al sito.
Lodestro spara a zero!
Lodestro spara a zero!
Tra le squadre dei quattro candidati a sindaco nessuno fino ad ora ha parlato chiaramente di assessori designati. Anzi tutti si schermiscono dicendo che non è una questione di posti ma di programmi e gli uomini validi si troveranno dopo. In verità dobbiamo però ricordare che Giovanni Cultrera, al momento delle presentazione della propria candidatura, oltre a chiedere all'amico Pasquale Spadola di dargli un mano, aveva detto, chiaro e forte, che nella c'era già un assessore e cioè Peppe Lodestro. Poi non ne abbiamo sentito parlare più. Naturalmente circolano tanti nomi che giocoforza dovranno occupare i posti di comando ma ripetiamo ancora non ci sono certezze. Lodestro è stato consigliere comunale che si era messo in mostra per alcuni interventi durissimi nei confronti del sindaco Piccitto. Ora intende rispolverare la sua verve.
Infatti riceviamo una sua nota critica che non manca di sparare a zero sull'amministrazione Cassì. . Pubblichiamo il comunicato poichè la designazione della quale abbiamo fatto cenno lo legittima in questa fase elettorale:
Il sindaco uscente Cassì ritiene essenziale la sua rielezione per proseguire nella direzione tracciata, per fare ancora meglio.
In campagna elettorale, sente il fiato degli avversari sul collo e rispolvera temi, invero, mai tirati fuori, il periodo della pandemia, senza considerare che dall’emergenza pandemica è derivata la massa enorme di finanziamenti che, spesso, sono stati utilizzati con scelte non condivise e, in qualche caso, discutibili; ancora tira fuori dal cassetto i suoi trascorsi da sportivo per dire che quando un giocatore di basket ha giocato bene, il pubblico se ne rende conto, un messaggio subliminale per dire: “Sono quello di un tempo, entusiasmatevi”.
Nel suo delirio comunicazionale per la campagna elettorale, afferma che è riuscito ad avviare il rilancio della città, che il cambiamento è in atto, ora serve la continuità amministrativa per essere più efficaci.
Nemmeno lo sfiora, o, almeno, così vuol far capire, che di molte cose non si è minimamente occupato.
Ci parla, ad libitum, di buona politica, di politica condotta con impegno, con dedizione, con onestà intellettuale e amore per la città. Di politica che sa cogliere le opportunità per continuare nel cammino di rigenerazione ed innovazione.
Solo l’attuale sindaco è perfetto, tutti gli altri hanno lavorato e lavorerebbero senza tutte queste qualità, lo ha deciso dall’alto della sua politica virtuosa.
Non solo ci pare eccessivo, ma si può ben ritenere che ci sia molto da discutere nelle affermazioni del candidato sindaco Cassì.
Ci sono settori nei quali questa amministrazione virtuosa non si è vista, il progetto culturale, dopo 5 anni è ancora in itinere, senza nulla di preciso, decentrato a Donnafugata, senza alcuna valorizzazione del riconoscimento UNESCO e del patrimonio museale.
Sport e impianti sportivi non sono stati mai prioritari nei programmi dell’amministrazione, tempi lunghi anche per gli interventi più semplici.
Lo sviluppo economico è sconosciuto in città, nessun intervento mirato, nei 5 anni, per zootecnia, agricoltura, agroalimentare, nessuna promozione, solo interventi spot e, in qualche caso, anche discutibili.
Il trasporto pubblico urbano non ha visto nessun miglioramento, solo parole, infinite, per mobilità alternativa, piani urbani del traffico, viabilità, parcheggi, solo navette, inevitabili per Ibla, pagate in soldoni.
Ragusa è ancora ben lungi dall’essere una città green, anche i progetti per la transizione digitale, di recente esaltati, assommano, in tutto, a solo un milione di euro. Nulla di eclatante.
Ancora di meno è stato fatto per la transizione ecologica, nulla per ottimizzare e trarre profitto dalla raccolta differenziata, una città invasa dai rifiuti, anche e soprattutto attorno ai contenitori della differenziata.
Per il verde pubblico si potrebbe dire “non fiori, ma opere di bene”, le aree verde presentano solo terra marrone, quando va bene, poche piante, nessun fiore, aiuole spartitraffico, marciapiedi, invasi da erbacce e sterpaglie, spettacolo indecoroso soprattutto agli ingressi della città.
Per contrade e periferie nessun intervento degno di nota, nei cinque anni, se non azioni spot per qualche palo di illuminazione pubblica.
Un uso dissennato della tassa di soggiorno, salvadanaio della giunta, godiamo, solo di riflesso, dei flussi che arrivano in Sicilia.
Piano regolatore, centro storico, gli emblemi del nulla di questa amministrazione, solo chiacchere, spesso, anche favoriti dagli ingenti finanziamenti, avanzano a stento progetti come quelli della casa protetta o dell’infopoint di Marina di Ragusa.
Tutto fermo per la Vallata Santa Domenica, per l’Ecomuseo, non si riesce nemmeno a trasferire l’ufficio anagrafe nei locali della ex biblioteca, si intravedono tempi lunghissimi per il Teatro della Concordia, nonostante nel cantiere troneggia il cartello che indicava la consegna delle opere del primo stralcio per agosto 2022.
E qui arriviamo alle opere pubbliche, al vanto dell’amministrazione, a tutto quello che avrebbe già cambiato il volto della città e per le quali sarebbe necessaria la continuità amministrativa, come se altri, per esempio, non potessero imprimere svolte diverse, decisive, migliorative.
Il sindaco vede cantieri dappertutto, in città, cita 121 opere pubbliche, quasi nulla è completo: qualcosa è avviato, qualcosa è finanziato, non c’è niente di prossimo alla consegna, ci sono opere per le quali, se va bene, non basteranno i prossimi 5 anni.
Grandi annunci per progetti tirati fuori dai cassetti, ma nessuna apertura di cantiere, come per i Canalotti di Punta Braccetto o per l’ampliamento della pista ciclabile del lungomare Brin.
Citare la riqualificazione del lungomare Andrea Doria significa esaltare il progetto della precedente amministrazione 5 stelle, esaltare la riqualificazione e il ripristino dell’impianto di via delle Sirene, costato il doppio del progetto originario e senza aver toccato la club house, è solo delirio.
Come scrive in un pieghevole il sindaco, invero in maniera poco chiara, un bilancio di fine mandato non è un programma di idee future, contiene atti ufficiali, opere completate, cantieri già aperti, lavori appaltati e finanziamenti ottenuti: ci dica, allora, cosa vorrà fare nei prossimi 5 anni.
Ammette che 53 opere pubbliche sono da completare, ma su quello che sarebbe realizzato c’è molto da dire: prendere in locazione i locali dell’opera Pia e ripristinarli per le esigenze, scontando le somme occorrenti dal canone di affitto, non è opera pubblica, parlare di restauro del Castello e del suo parco sembra, quantomeno, eccessivo, al momento, come pure per quanto riguarda stadio e piscina, mentre il campo di rugby è stato riqualificato con progetti e fondi delle precedenti amministrazioni.
Si dà per realizzato il restauro di Palazzo della Cancelleria e della villa di Ibla, si considerano aperte le Latomie di Cava Gonfalone e la Vallata Santa Domenica.
Addirittura, completati il nuovo centro sportivo di Marina e il nuovo impianto sportivo polivalente.
Si parla del parco urbano nella vallata ma non più di quello fra la CONAD e il palaMinardi.
Si considera opera pubblica la riqualificazione di piazza stazione, progetto ereditato dalla precedente amministrazione.
L’ordinaria amministrazione, iniziative che qualunque amministrazione avrebbe avuto il dovere di realizzare o completare: la messa in funzione del potabilizzatore di Camemi, il nuovo piano dei mercati, il riaccredito dei fondi della legge su Ibla, senza parlare dei fondi che dovevano essere reintegrati, le manutenzioni scolastiche, le navette per Ibla, l’utilizzo dei beni confiscati alla criminalità.
Dopo 5 anni, potremo approfittare del passaggio della Scuola dello Sport al Comune, si parla di un fantomatico corso di laurea in Agraria, l’ordinaria manutenzione di strade e illuminazione pubblica diventano opere pubbliche.
Solo chiacchere che ritroveremo, sicuramente nel programma per i prossimi 5 anni, come, del resto, pieno di chiacchere risultò il programma del 2018.
Comiso non è appetibile dice Torrisi.
Comiso non è appetibile dice Torrisi.
La verità è che probabilmente non vale neanche la pena "angustiarsi" per i guai dell'aeroporto di Comiso perchè è come parlare con il muro. Da questa mattina migliaia di passeggeri della compagnia monopolista sul nostro scalo sono impegnati a cambiare voli, spesso, dovendo aggiungere un po' di euro per avere un servizio peggiore e un aeroporto non più vicino a casa. Oltre alla questione economica, si sta consumando una vera tragedia dal punto di vista dell'immagine dato che, come si voleva dimostrare, dalle nostre parti nulla è certo e l'incerto deve essere considerato addirittura un favore. Ripeto io non so di chi è la colpa, anche se lo immagino, ma mi chiedo come sia possibile che una compagnia cancelli dall'oggi al domani tutti i voli da un aeroporto. Possono esserci delle incomprensioni ma nessuno pensa ai passeggeri che così sono solo elementi paganti senza diritti. Dove è la magistratura? Il presidente Schifani dovrebbe mettere su, immediatamente, una commissione d'inchiesta per scoprire le responsabilità e prendere i provvedimenti conseguenziali. Non bastano le buone parole. La Sicilia così non si difende anzi la si infossa. Oggi c'è stato un incontro, convocato con urgenza dal prefetto. Vedete nella foto Dibennardo e il sindaco Schembari parlare con il prefetto ed il questore spiegando le ragioni della Sac. Ma attenzione le ultime parole dell'ultimo tentativo di giustificarsi da parte dell'AD Torrisi suonano come una condanna definitiva dell'aeroporto dopo che hanno tanto brigato per comprarselo per un piatto di lenticchie. Torrisi ha detto: "Gli incentivi che si davano riguardavano sia l'uno che l'altra destinazione (Catania e Comiso), Ryanair sceglie di non andare su Comiso perche' senza ipocrisie e' meno competitivo o meno attrattivo rispetto a Catania su cui hanno una buona base d'armamento".Vuol dire che non c'è speranza per il futuro dato che nessuno vuole impegnarsi per cambiare lo stato attuale delle cose.










